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I film di Makoto Shinkai


Ryu Soma

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Credo che quest'uomo detenga il 51% delle azioni del termine "scenery porn" H_H 

 

kimi-no-na-wa..jpg

 

http://www.animenewsnetwork.com/news/2015-12-10/makoto-shinkai-reveals-kimi-no-na-wa-your-name-anime-film-for-august-2016/.96330

 

Animation Director: Masashi Ando (Spirited AwayWhen Marnie Was There)

Character Design: Masayoshi Tanaka (anohanaThe Anthem of the Heart)

 

Shinkai had announced on December 31 that he was drawing storyboards for a new film. He added at the time that he wanted to make a work that was more enjoyable, more beautiful, and further beyond any work he has made so far. He said he plans to spend 2015 working only on this film.

 

E probabilmente avrà il 51% pure del resto visti i nomi coinvolti... che poi sarà la "solita" vicenda sentimentale (anche perché fondamentalmente altro non sà fare purtroppo...) non mi scoccia più di tanto SE il risultato finale sarà buono... incrociamo le dita! 

Modificato da Ryu Soma
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  • 6 months later...

 

Mentre "the anthem of the heart" ce lo scordiamo di vederlo perché è degli autori di Anohana, suppongo...

 

..non ravanare il coltello nella ferita... 

 

Però è un film singolo e visto che Dynit stà puntando molto su quelli mai dire mai.. 

 

 

Beh Il Giardino delle Parole l'hanno portato... Io sono fiducioso

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  • 2 months later...

Rece

 

 

Sapete, io comincio a pensare che un serio incentivo all'intrattenimento potrebbe essere il porre un cartello nero con testo bianco, in cui scrivere la vicenda che si andrà a vedere/leggere e poi chiosare con un "e ora guardate e non scassate la minc*a".
 
Perche' tutto cio'?
 
Questo film e' il solito film di Shinkai, che si riassume in 'due persone separate, dal tempo e dallo spazio'. E' forse questo un motivo sufficiente per non vedere il film?
A seguire la chiosa di qui sopra.
 
 
Shinkai, dalle sue prime realizzazioni, per quanto possa sembrare strano dato che in genere il passaggio narrativo e' contrario, non lavora infatti per sottrazione, ma per addizione.
 
E appunto dalle prime realizzazioni, minimaliste, intimiste quanto rivolte alla ricerca di "un esterno", spesso con connotazioni quasi animiste, da un po' di tempo a questa parte ha 'addizionato', con tutta semplicita', alla fine, cio' che conosce meglio, cio' che lo circonda, il luogo in cui vive, appunto, il Giappone.
 
Curioso set di circostanza, il fatto che questa ricerca "dall'interno" di un personaggio, approdi ad una valenza sociale estrocentrica riscontrabile non piu' nel singolo o nel dualismo ma appunto in un tessuto sociale connettivo allargato e composito di varie istanze individuali.
 
In questo, il canovaccio tipico e quasi caratteristico teste' accennato di Shinkai prende nuova forza, rinnova il proprio canone e racconta una storia diversa quanto gia' conosciuta.
 
Questo allargare il campo di riferimento non piu' legato ad una duplice solitudine ad un insieme di istanze individuali, ha favorito il ricorso alla comunicazione e quindi alle parole, ai concetti dietro le parole, alle tradizioni celate da esse. E questo e' l'ambito dell'addizione cui accennavo.
 
E quindi iniziano a fiorire le parole, i concetti, le supercazzole, i musubi, a suonare kataware doki, a scorrere il kuchikamisake.
 
E su tutto questo, si dipana la classica ricerca che si introflette nei due classici vettori shinkaiani.
 
Infine, trovo davvero interessante che la spinta autoreferenziale che tanto danno sta creando, in Shinkai non sia cosi' essenziale; per intenderci parlo di autoreferenzialita' in riferimento ad opere precedenti e quindi sistemica, non personale.
 
Volete sapere di che parla il film?
Da qualche parte in questo testo c'e' un cartello.
 
Fate tesoro della sua chiosa.
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Su Ando Masashi: ha fatto anche e soprattutto Una lettera per Momo, che secondo me è il film in cui il suo stile si riconosce di più di tutti.

 

Ando Masashi è famoso per essere un animatore che enfatizza il realismo delle espressioni facciali (piccole rughe di espressione), e disegna fisici molti esili, specie per le ragazze giovani, quasi "scheletrini che si reggono su gambe tremolanti". Avete presente la scena in cui Chihiro va da Kamaji la prima volta, ed è tutta tremolante? Quasi 'deformata' dal caldo del locale caldaie? Ecco.

 

Venne richiamato in Ghibli per Marnie proprio per queste sue caratteristiche di stile, che aveva già messo ben in matura evidenza con Momo.

 

(solo i miei due centesimi)


Shuji: molto bello e condivisibile il tuo scritto. E' la sensazione che anche io ebbi col Giardino delle parole: che narrativamente, dal 'giardino segreto' della solitudine dei due, iniziassero a filtrare riflessi che specchiavano a sprazzi tutto il tessuto sociale di una società che è intorno alle mura di quei 'giardini segreti'. Nei pensieri, nelle azioni, nei sentimenti e nelle parole dei due isolati.

Modificato da Shito
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Visto anche io. D'Accordo su tutto con Shuji.

Shinkai cmq mi sembra una persona alla ricerca del *vero amore*. Qui la vena con cose meno plausibili del solito (il giardino delle parole era molto più concreto), però le racconta in modo che cmq non pesano. L'aggiunta della tradizione religiosa però mi ha dato molto da pensare. Mera scappatoia o qualcosa in più del cuore del regista?

Per il resto il successo che sta avendo in Giappone è sicuramente meritato.

Personalmente avrei preferito meno insert song pop, anche perché il film non è decisamente pop.

Il fotorealismo sulle immagini di Tokyo sono sempre impressionanti, cmq.

 

Per il titolo, se esce in Italia direi che basta un "Come ti chiami?".

Però quando c'è l'insegnante che inizia a spiegare le parole antiche agli studenti (tornando sempre più indietro), bisogna fare attenzione e non semplificare per forza.

Già musubi viene usato con una doppia valenza, anzi tripla. Perché viene detto essere il nome di una divinità, ma ha il significato di legare con le corde e il significato di legare con l'amore.

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Per il titolo, se esce in Italia direi che basta un "Come ti chiami?".

 

Considerando che nel titolo in giapponese si sono spinti a mettere un punto fermo...

君の名は。

...mi permetto di sollevare qualche dubbio su quella idea di resa/traduzione.

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In effetti Come ti chiami. è veramente figo per un 'Kimi no na ha.' - perché la particella tematica richiama sempre un po' un'idea soggettivale, e quella costruzione riporta a un rema sospeso, implicito.

 

Ricordo che passai giorni, settimane, mesi e poi -a posteriori- anni, per "Kiseki ni Kachi ha". :-/

 

E poi "Inochi no Sentaku wo"...

 

(per la cronaca, scelta di cui mi sento a tutt'oggi soddisfatto sulla prima, totalmente errata la seconda).

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  • 2 months later...

 

Trailer italiano.

 

I doppiatori ho letto che dovrebbero essere Manuel Meli ed Emanuela Ionica. Per quello che si sente mi sembrano voci azzeccate.

 

Comunque sia il film, è davvero una bella cosa che finalmente anche qui da noi potremmo goderci al cinema un film di animazione giapponese che non sia per forza dello studio Ghibli a pochi mesi dall'uscita in patria.

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Bello il 'come ti chiami' alla fine, non so se e' culo o che (viene da pensare che chi ha realizzato il doppiaggio e il trailer abbia visto tutto il film, il che non mi pare cosi' scontato), ma devo dire che e' *perfetto*.


p.s.

(cio' in quanto anche il titolo del film, non e' un'affermazione, non e' una domanda, ma una frase 'ancorata' ad una sensazione, e non un ricordo; vedete il film e capirete)

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Non posso dire sulla loro opportunità distributiva - perché non ho visto né sentito l'originale - ma Emanuela Ionica e Manuel Meli sono due interpreti straordinari, questo lo so per certo. E sono particolarmente bravi su cose emotivamente realistiche, vere. Sono quasi una garanzia.

 

Emanuela per Ghibli ha interpretato in primis Shizuku di MimiSuma (vincitrice di provino), e poi anche la ragazzina di campagna in PoroPoro. Una particina anche in Marnie.

 

Ma Emanuela è straordinaria non dico in molte cose, dico in tutto. Aneddoto doveroso: in Neko no Ongaeshi c'è una particina da DUE battute (e minimali, eh!) che in giapponese è coperta dalla doppiatrice di Shizuku. Per rispettare il giochino io ho chiamato Emanuela per quelle due righe, e lei è ovviamente (perché è lei) venuta a doppiare quelle due righe. La cosa epica è che non le avevano neppure riportato della faccenda citazionistica, aveva accettato tranquillamente una parte da due righe. E' grandiosa, davvero.

 

Manuel: lo conobbi da bambino per un rifacimento da una battuta del primo (inedito) doppiaggio di Nausicaä. Poi è stato protagonista in Arrietty e MimiSuma (in entrambi i casi vincitore di provino). E' un figo, in tutti i modi. Ed è bravissimo. E' intelligente e talentuoso, ha proprio tutto.

 

In pratica in questo film è stata riproposta la coppia Shizuku-Seiji di MimiSuma? :-)

Modificato da Shito
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Bello il 'come ti chiami' alla fine, non so se e' culo o che (viene da pensare che chi ha realizzato il doppiaggio e il trailer abbia visto tutto il film, il che non mi pare cosi' scontato), ma devo dire che e' *perfetto*.

Posso dirti che io ho cercato di fare avere in tutti i modi l'informazione che lì dovevano dirsi "come ti chiami". Forse ha funzionato o forse ci sono arrivati da soli.

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