Vai al contenuto

Yamato Video - News


Roger

Messaggi raccomandati

Il 'settore del doppiaggio' è regolamentato da un 'contratto collettivo nazionale di lavoro'.

 

Non ho ben capito come possa esistere un contratto che vincola chi non l'ha personalmente sottoscritto, in effetti. Specie quando i soggetti vincolati sono, e anzi sono prescritti dal contratto essere, dei 'liberi professionisti'.

 

Davvero l'Italia è un paese la cui giurisprudenza è strana.

Link al commento
Condividi su altri siti

Sono passati da:"Portiamo roba che ci richiedono i membri del gruppo [facendo millanta sondaggi]" a "Portiamo roba che tira su YT".

 

Sono passati da "Ci aiuta Yamato con doppiaggio e distribuzione" a "Facciamo fandub e bon"

 

Bello :sisi:

Modificato da RaffoBaffo
Link al commento
Condividi su altri siti

Sì, il messaggio è scritto da schifo ma se lo si analizza si capisce dove vanno a parare
 

Con questa pagina diamo un nuovo inizio all'ambizioso progetto di Obiettivo Anime.

 

Massì va... tiriamocela un po'... Amakosi docet...

 

Il nostro è un progetto innovativo. Anche se al mondo esistono varie esperienze simile alla nostra, in Italia è sicuramente una novità e una scommessa, una scommessa che ha tutte le carte per essere vincente.

 

Arararah!

 

Obiettivo Anime, un progetto nato dalla determinazione di pochi e per il desiderio di molti di poter individuare, scegliere sulla base di criteri condivisi serie animate e film di produzione giapponese, finanziandone l'edizione italiana in DVD/BD o in digitale (sia essa doppiata o solo sottotitolata) è una realtà.

 

è una realtà COSA? digitale o dischi fisici? doppiati o solo sub? messa così vuol dire tutto o nulla, sceglietene una di opzione cazzo!

 

Il finanziamento secondo l'idea iniziale si dovrà attuare attraverso delle piattaforme terze specializzate nella raccolta fondi, come, ad esempio, kickstarter. Questo per tutelare ognuno di noi dal pericolo di incorrere in truffe che sul web appaiono sempre più numerose e sofisticate.

 

Sia mai che laGGente pensi male...

 

Ma anche con queste esaltanti premesse, la somma da raccogliere per doppiare un anime risulta assai cospicua, poiché legata per la maggior parte ad una voce fissa: la localizzazione. Ormai non dovrebbero esserci più dubbi che la voce di spesa che maggiormente incide sulla cifra finale da raccogliere sia proprio quella relativa al doppiaggio. Ricordiamo, infatti, che il costo può variare tra i 3000 e i 5000 euro per episodio (a volte anche li supera). Aggredire questa voce di spesa è pressoché impossibile, se non attraverso accordi con soggetti che siano esterni alle corporazioni che controllano il mondo del doppiaggio.
Recentemente Obiettivo Anime ha stretto un accordo, in via preliminare, con un cast di giovani attori e neo doppiatori, oltre che con uno studio di doppiaggio. Un simile accordo ci garantisce un prezzo di favore tale da abbattere di molto i normali costi di localizzazione.

 

Quindi sarebbero riusciti in una missione impossibile manco fossero Tommaso Crociera, abbattere i costi di doppiaggio... bene, urrà! quindi? cazzo vogliono?

 

Che poi il prezzo di favore vuol dire che devono stare al di sotto delle normali tariffe sindacali... cosa che non so fino a che punto sia regolare...

 

Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di conoscere alcuni di loro, si tratta di giovani attori che da pochi anni si sono affacciati al mondo del doppiaggio italiano. Sono appassionati di animazione giapponese e vorrebbero dimostrare la loro professionalità sottoponendosi al giudizio di chi compra questo tipo di prodotto. Questo per svincolarsi dalle regole e dai vizi imposti dalle lobby del doppiaggio. Come detto, appena ho parlato loro del nostro progetto, si sono entusiasmati all'idea di poter collaborare con noi.

 

Bello l'accenno antiKaSHHHHta che fa sempre figo e piace allaGGente, faig de paua!

Ma in pratica vuol dire che vogliono arruolare dei novellini sperando che vadano bene

 

È per questo, e grazie alla collaborazione e alla disponibilità di Yamato Video, che abbiamo deciso di scegliere dal catalogo dell'editore milanese un titolo da doppiare e da proporre sul loro canale Yamato Animation a partire dal mese di Settembre.

 

Questo è il passaggio importante, fa capire che Yamato sta alla finestra e aspetta di vedere di cosa sono capaci 'sti tizi, loro gli danno solo il materiale su cui lavorare FINE, quelli NON SCUCIRANNO UN EURO ben felici di aver trovato dei gonzi che lavoreranno per loro aggratis fornendogli gli episodi già bello che doppiati coi soldi che questi stessi gonzi dovranno raccattare, bello vero?

 

E questo senza gravare sulle tasche di noi "contribuenti".

 

Wait! ma se non pagano nemmeno i "contribuenti" allora a che cazzo servirebbe il kickstarter? e dove li prenderebbero i dindi? questi c'hanno le idee parecchio confuse

 

La serie "Wolf girl & Black prince", scelta per ragioni di visibilità (quasi 200.000 visualizzazioni per il solo primo episodio) ci permetterà di farci conoscere e di valutare la reazione degli internauti a questa proposta. Naturalmente non si tratta di doppiare tutti gli episodi, ma uno in particolare, e prendere atto delle impressioni del pubblico. Da lì in poi, la strada dovrebbe essere tutta in discesa, almeno questo è ciò che speriamo.

 

Ah ecco... ne fanno uno solo... poi aspettano che qualcuno apra il portafogli per fargli terminare la serie... bene... ma non guardate me che non se ne parla.


Sono passati da:"Portiamo roba che ci richiedono i membri del gruppo [facendo millanta sondaggi]" a "Portiamo roba che tira su YT".
 
Sono passati da "Ci aiuta Yamato con doppiaggio e distribuzione" a "Facciamo fandub e bon"
 
Bello :sisi:

 
Esatto... bello vero? :giggle:
 

Il 'settore del doppiaggio' è regolamentato da un 'contratto collettivo nazionale di lavoro'.

 

Esattamente, ci sono delle precise tariffe, scendere al di sotto di esse potrebbe anche far saltare i nervi a qualcuno... specialmente se 'sta cosa prendesse piede, ocio...

 

Non ho ben capito come possa esistere un contratto che vincola chi non l'ha personalmente sottoscritto, in effetti. Specie quando i soggetti vincolati sono, e anzi sono prescritti dal contratto essere, dei 'liberi professionisti'.

 
Davvero l'Italia è un paese la cui giurisprudenza è strana.

 

Se sono professionisti per quanto giovane il contratto l'avranno firmato, se invece sono dilettanti credo possano fare un po' come gli pare ma se la cosa crescesse troppo e un po' in troppi cominciassero a pensare che i doppiatori si possono anche pagare meno delle tariffe regolari usando dei semiprofessionisti prevede casini all'interno della categoria tipo tassisti contro Uber...

Modificato da Alex Halman
Link al commento
Condividi su altri siti

 

Se sono professionisti per quanto giovane il contratto l'avranno firmato, se invece sono dilettanti credo possano fare un po' come gli pare ma se la cosa crescesse troppo e un po' in troppi cominciassero a pensare che i doppiatori si possono anche pagare meno delle tariffe regolari usando dei semiprofessionisti prevede casini all'interno della categoria tipo tassisti contro Uber...

Cosa che si è sempre fatto in qualsiasi ambiente lavorativo ( basti pensare a chi lavora in nero..)

E per rimanere al doppiaggio, vai a chiedere a chi faceva  i doppiaggi con la molletta ( aka doppiava 20 personaggi contemporaneamente) e ti diranno tutti che con la scusa che facevano un numero enorme di battute venivano sottopagati a riga per compensare i costi.

True story.

Link al commento
Condividi su altri siti

Davvero l'Italia è un paese la cui giurisprudenza è strana.

 

Legislazione forse. Non so quanto la giurisprudenza possa metterci mano, nella stesura dei CCNL. Forse niente.

 

A me fa comunque molto più ridere il fatto che in quel contratto sia disciplinato un compenso per doppiare sul muto, considerato che in teoria si parla del campo della localizzazione.

Penso quindi che le porcate stiano un po' da una parte e un po' dall'altra (more lines, more molah). Molto più da quella del doppiaggio in teoria, dato che si legalizza l'abuso dell'opera originale. 

 

Per il resto non fa solo ridere a che siano passati a facciamo fandub, ma che i giapponesi siano pure d'accordo. Della serie, "molliamo a chiunque la nostra roba". Ricordo i tempi in cui facevano casini per Giant RoboT.

 

Tra l'altro stavo pensando una cosa, forse di non grande importanza: ma i diritti streaming A OGGI non sono staccati da quelli home video?

Per pubblicarla Yamato non dovrebbe comprare altri diritti?

Modificato da Fencer
Link al commento
Condividi su altri siti

Sono separati, ma nulla vieta di fare il dubbing di roba in streaming.
Mi viene un po' da ridere a pensare alle conseguenze, ma penso possano farlo.


Oh, poi magari quello puo' essere un titolo di cui Yamato ha preso i diritti anche per l'home video, motivo per il quale magari e' stato meritoriamente-lol scelto tra mille mila altra roba, questo non lo so.

Link al commento
Condividi su altri siti

Sono separati, ma nulla vieta di fare il dubbing di roba in streaming.

Mi viene un po' da ridere a pensare alle conseguenze, ma penso possano farlo.

Oh, poi magari quello puo' essere un titolo di cui Yamato ha preso i diritti anche per l'home video, motivo per il quale magari e' stato meritoriamente-lol scelto tra mille mila altra roba, questo non lo so.

 

In teoria lì è scritto che è stato scelto per numero di visualizzazioni.

Ergo, dovrebbero cattarseli ex novo.

Poi chiaro che stiamo parlando degli stessi che comprarono Pretear per l'home video e facevano incetta di licenze di ogni tipo, quindi tutto può essere.

 

:godz:  :godz:  :godz:  :godz:  :godz:  :godz:  :godz:

 

sì Fencer, son diversi ma appunto è il solito fumo da buttare negli occhi ai pecoroni che li seguono

 

Quanto ai nippo credo che a loro di chi doppia e come la loro roba fotta sega una volta che gli pagano i diritti

 

Sì, sì, ridevo solo del fatto che fino a qualche tempo fa e in misura minora anche adesso c'era e c'è spesso il caso di giapponesi che ti impongono il mondo o peggio non ti vendono la roba. Shito citò tempo addietro il fatto che quando aggiunsero la T a Giant Robo rischiarono di vedere saltare il contratto.

Qui invece ce ne sono altri che ti permettono addirittura a degli emeriti signor nessuno di fandubbare la roba con soldi manco loro (che fa il paio con quelli che vendono i diritti a chi il giorno prima gli piratava l'impossibile sotto il naso).

Mi fa pensare al fatto che anche in Giappone deve esserci della varia umanità che di cotenna non è messa benissimo.

Modificato da Fencer
Link al commento
Condividi su altri siti

A proposito di Pretear... io l'avrei preso... ma questo porta a un altro caso, quello delle serie doppiate dal Lucano e mai pubblicate... se davvero ne hanno di già belle che doppiate perché non fanno uscire almeno quelle? tanto ormai la spesa grossa l'hanno già fatta no? invece non esce un cazzo manco di quelle...

Link al commento
Condividi su altri siti

C'è da vedere cosa avevano già doppiato completamente (Rah ad esempio era doppiato a tranche).

Ma magari gli sono scaduti i diritti e quei doppiaggi li rivedi solo se qualcuno decide di rifarli e deve passare dai soliti noti per l'audio italiano. O anche senza che scadano.

D'altronde questi han tenuto ferma roba per decenni, non penso gliene freghi qualcosa.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Davvero l'Italia è un paese la cui giurisprudenza è strana.

 

Legislazione forse. Non so quanto la giurisprudenza possa metterci mano, nella stesura dei CCNL. Forse niente.

 

A me fa comunque molto più ridere il fatto che in quel contratto sia disciplinato un compenso per doppiare sul muto, considerato che in teoria si parla del campo della localizzazione.

Penso quindi che le porcate stiano un po' da una parte e un po' dall'altra (more lines, more molah). Molto più da quella del doppiaggio in teoria, dato che si legalizza l'abuso dell'opera originale.

 

Il contratto non disciplina "il compenso per doppiare sul muto". Questa è una cosa che ti sei un po' montato tutto tu.

 

Il contratto disciplina il compenso delle figure professionali coinvolte, tra cui gli attori doppiatori, una parte del compenso dei quali è quantizzata sulle "righe" del "copione" da loro recitate.

 

In tutt'altro capite, il contratto enumera, in modo piuttosto generico, varie indicazioni tecniche che possono essere incluse nel testo detto "copione", quali (FC) fuori campo, (VP) voce pensiero e molte altre, tra cui anche (SM), sul muto.

 

In ogni caso, che il 'doppiaggio' parli del campo della localizzazione lo dici tu, non lo dice il contratto né la prassi italiana.

 

Il 'doppiaggio' è "mettere le voci degli attori su delle immagini, a synch con le immagini". Fine.

 

Che poi queste voci dicano cose inventate, riscritte o fedelissime a un mai nominato originale è cosa che al contratto, e alla tradizione italiana, non importa nulla.

 

Non so quante volte debba dirtelo, ma la realtà è questa. Capisco bene che non è la tua visione di correttezza delle cose. Ma l'una cosa non ha nulla a che fare con l'altra.

Link al commento
Condividi su altri siti

Il contratto non disciplina "il compenso per doppiare sul muto". Questa è una cosa che ti sei un po' montato tutto tu.

 

Il contratto disciplina il compenso delle figure professionali coinvolte, tra cui gli attori doppiatori, una parte del compenso dei quali è quantizzata sulle "righe" del "copione" da loro recitate.

 

In tutt'altro capite, il contratto enumera, in modo piuttosto generico, varie indicazioni tecniche che possono essere incluse nel testo detto "copione", quali (FC) fuori campo, (VP) voce pensiero e molte altre, tra cui anche (SM), sul muto.

Temo di non essermela costruita io quando un tizio che occupa il tuo stesso ruolo professionale si è preso il disturbo di dire, sull'argomento, che il contratto nazionale tirava fuori questo:

 

L'horror vacui di cui parli è antica tradizione, in doppiaggio.

 

E' chiaro che il pubblico può anche non notare una boccata non coperta, ma colleghi e studi concorrenti sì, e a nessuno piace dare l'impressione di aver lasciato scoperta una battuta, può andarne della buona nomea di chiunque sia coinvolto. Parlo di buona nomea tra addetti ai lavori, naturalmente, che è l'unica che per noi conta. Non lo dico per arroganza, immagino che a ognuno di voi la mia opinione sul lavoro che fa interessi poco, mentre sarà portato a considerare più importante e condizionante quella dei suoi clienti e/o collaboratori.

 

Tale horror vacui è talmente presente che tra le possibili indicazioni presenti in un copione doppiaggio ve n'è una interessante, per il tema in discussione. Tale indicazione è:

 

(sm)

 

Significa "sul muto", con ciò intendendo una battuta non presente nel sonoro originale, ma che il dialoghista prevede ugualmente in italiano per coprire quel "buco", cioè quel labiale non sonorizzato. Questo vuol dire che tale possibilità è espressamente riconosciuta e codificata dalla prassi di sala. Per evitare che qualche genio, demoniaco o meno, attribuisca a me o a Cerioni o a Carabelli la paternità di tale "escamotage", che avremmo concepito al solo scopo di giustificare le più orride nefandezze, riporto uno stralcio del Contratto Nazionale Doppiaggio, che menziona, tra le altre, anche questa indicazione:

 

INIZIO CITAZIONE

 

Si definisce riga, la porzione di copione composta da un massimo di 50 battute dattiloscritte (con esclusione del nome del personaggio) e comprensiva degli spazi, della punteggiatura e delle sole indicazioni tecniche e didascaliche secondo la seguente tabella:

 

(ic) in campo

(fc) fuori campo

(inIC) (finIC) inizia/finisce in campo

(inFC) (finFC) inizia/finisce fuori campo

(sovr) sovrapposto ovv. accavallato

/ pausa tra due frasi

// pausa tra due scene

... sospensione all'interno di una frase

 

(ant) anticipato

(eff) voce effettata

(ds) di spalle

(sm) sul muto

(ris) risatina

(voce) voce pensiero

(orig) come da originale

 

FINE CITAZIONE

 

Ve ne sono poi anche altre, o alcune di queste presentano varianti, ma quel che mi preme sottolineare è che l'indicazione (sm) è tra quelle "ufficiali" previste dal contratto nazionale, e quindi chi dice che non sono un professionista serio per il solo fatto che mi avvalgo di tale facoltà non sa proprio di cosa sta parlando.

 

Questo significa che nel CCNL del campo è esplicitamente prevista come indicazione ufficiale e retribuita la possibilità di doppiare su ciò che è originariamente muto, creare dall'inesistente un esistente, e messo nel contratto in conseguenza di una prassi talmente diffusa da essere considerata normale.

Quello che tu in quell'occasione chiamasti "horror vacuo".

 

E fa ridere che tu ti lamenti della legislazione quando in un campo che in teoria nasce per far comprendere al fruitore l'opera straniera (nei paesi civili almeno) viene prevista (e di conseguenza essendo prassi viene disciplinata) dagli operatori di settore una roba del genere.

Non siete meno ridicoli dei politici, eh, se si parla di controsensi.

 

In ogni caso, che il 'doppiaggio' parli del campo della localizzazione lo dici tu, non lo dice il contratto né la prassi italiana.

 

Il 'doppiaggio' è "mettere le voci degli attori su delle immagini, a synch con le immagini". Fine.

 

Che poi queste voci dicano cose inventate, riscritte o fedelissime a un mai nominato originale è cosa che al contratto, e alla tradizione italiana, non importa nulla.

Lo dice qualunque persona sana di mente che un doppiaggio nasce per localizzare l'opera straniera.

Che poi in Italia ci sia una tradizione perversa per cui doppiaggio significa inventare e nata da una mentalità dovuta alla malattia dello sceneggiatore represso non è un problema mio. Nè credo di dover tirare fuori il solito discorso sull'etica del lavorare sull'opera altrui.

Se qui si è abituati a lavorare coi piedi non è che improvvisamente vanno bene le peggio porcate purchè si parli in italiano, vuol solo dire che si lavora coi piedi.

Puoi girarla come ti pare, ma sempre lì si torna.

La tradizione italiana è spazzatura ove sia una tradizione di schifezza: non comprendendo il perchè della sua stessa esistenza, della ragione per cui dovrebbe esistere (permettere di fruire l'opera originale così come concepita e non come qualche scribacchino, da sala e non, se la reinventa) non vale il mio tempo.

 

Non so quante volte debba dirtelo, ma la realtà è questa. Capisco bene che non è la tua visione di correttezza delle cose. Ma l'una cosa non ha nulla a che fare con l'altra.

So benissimo qual'è la realtà dei fatti, ovvero che non si sa lavorare, eh.

Quello che sto dicendo è che è ridicolo fare gli splendidi su un CCNL che apparentemente è un controsenso quando si parla di un settore che per come funziona è di per se stesso un controsenso.

Modificato da Fencer
Link al commento
Condividi su altri siti

 

Yamato ha condiviso ieri questo messaggio sulla loro pagina fb...

 

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=974277269261123&id=109336649088527&notif_t=notify_me_page

 

 

Con questa pagina diamo un nuovo inizio all'ambizioso progetto di Obiettivo Anime.

Il nostro è un progetto innovativo. Anche se al mondo esistono varie esperienze simile alla nostra, in Italia è sicuramente una novità e una scommessa, una scommessa che ha tutte le carte per essere vincente. Obiettivo Anime, un progetto nato dalla determinazione di pochi e per il desiderio di molti di poter individuare, scegliere sulla base di criteri condivisi serie animate e film di produzione giapponese, finanziandone l'edizione italiana in DVD/BD o in digitale (sia essa doppiata o solo sottotitolata) è una realtà.

Il finanziamento secondo l'idea iniziale si dovrà attuare attraverso delle piattaforme terze specializzate nella raccolta fondi, come, ad esempio, kickstarter. Questo per tutelare ognuno di noi dal pericolo di incorrere in truffe che sul web appaiono sempre più numerose e sofisticate.

Ma anche con queste esaltanti premesse, la somma da raccogliere per doppiare un anime risulta assai cospicua, poiché legata per la maggior parte ad una voce fissa: la localizzazione. Ormai non dovrebbero esserci più dubbi che la voce di spesa che maggiormente incide sulla cifra finale da raccogliere sia proprio quella relativa al doppiaggio. Ricordiamo, infatti, che il costo può variare tra i 3000 e i 5000 euro per episodio (a volte anche li supera). Aggredire questa voce di spesa è pressoché impossibile, se non attraverso accordi con soggetti che siano esterni alle corporazioni che controllano il mondo del doppiaggio.

Recentemente Obiettivo Anime ha stretto un accordo, in via preliminare, con un cast di giovani attori e neo doppiatori, oltre che con uno studio di doppiaggio. Un simile accordo ci garantisce un prezzo di favore tale da abbattere di molto i normali costi di localizzazione. 

Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di conoscere alcuni di loro, si tratta di giovani attori che da pochi anni si sono affacciati al mondo del doppiaggio italiano. Sono appassionati di animazione giapponese e vorrebbero dimostrare la loro professionalità sottoponendosi al giudizio di chi compra questo tipo di prodotto. Questo per svincolarsi dalle regole e dai vizi imposti dalle lobby del doppiaggio. Come detto, appena ho parlato loro del nostro progetto, si sono entusiasmati all'idea di poter collaborare con noi.

È per questo, e grazie alla collaborazione e alla disponibilità di Yamato Video, che abbiamo deciso di scegliere dal catalogo dell'editore milanese un titolo da doppiare e da proporre sul loro canale Yamato Animation a partire dal mese di Settembre. E questo senza gravare sulle tasche di noi "contribuenti". La serie "Wolf girl & Black prince", scelta per ragioni di visibilità (quasi 200.000 visualizzazioni per il solo primo episodio) ci permetterà di farci conoscere e di valutare la reazione degli internauti a questa proposta. Naturalmente non si tratta di doppiare tutti gli episodi, ma uno in particolare, e prendere atto delle impressioni del pubblico. Da lì in poi, la strada dovrebbe essere tutta in discesa, almeno questo è ciò che speriamo.

 

 

Questo è l'inizio della fine.

Onestamente non capisco perchè debba tirare fuori dei soldi per far uscire qualcosa che poi dovrei ricomprare. Così facendo si sovvertono le regole del mercato. Tu imprenditore mi offri qualcosa, io cliente compro.

Se poi il grande problema sono i doppiaggi...allora ben vengano le serie sub-only. Tanto ormai larga parte del potenziali clienti sono abituati ai sub e così facendo si risolverebbero tante situazioni tediose.

Link al commento
Condividi su altri siti

Il sub-only credo sia stato escluso (e per escluderlo il lucano che credo ne abbia provate di ogni mutanda compresa...).

Altrimenti non avrebbero messo in piedi questo progetto.

Oltretutto questo in teoria è un'iniziativa di fan, il che testimonia che c'è gente che prima ancora della qualità del doppiaggio stesso (scrivendo chi degli addetti ai lavori si occuperà dell'adattamento e direzione doppiaggio) si preoccupa di strillare della possibilità di avere un doppiaggio e basta. Ed è la più attiva e collaborante con Yamato (si può discutere sulla professionalità di lasciare i propri prodotti a emeriti signori nessuno, again, ma il fatto è che è successo).

Ergo, penso che si chiuderebbe bottega piuttosto che proporre serie solo subbate. Ha anche senso.

 

Meno senso sputacchiare sulle lobby del doppiaggio per poi volere soldi solo per doppiare, considerato che l'unico modo per "sconfiggere" le "lobby" è non doppiare proprio, cosa impossibile perchè comunque sono già plagiati dalle stesse vista la necessità manifestata di avere un doppiaggio a tutti i costi (in teoria le 200.000 visualizzazioni quella serie le ha fatte solo sub), il tutto per giunta senza prevedere "premi" per il kickstarter ergo rischi di doverti eventualmente pagare dvd\BR.

 

Ma secondo me si sta girando attorno a problemi non indifferenti come la ristrettezza del mercato, che secondo me anche abbattendo i costi non è detto che riesca a finanziare doppiaggi in futuro. 

Va detto comunque che la vera forza di iniziative del genere è l'illusione di creare una comunità di gente, di far sentire protagonista il finanziatore (o backer, se piace quel gergo). Quindi non è detto che non ne esca niente (a meno che il primo episodio non sia un disastro) SE riescono a giocarsela bene con l'hype e creare uno stuolo di folli che difendono il progetto a tutti i costi perchè se ne sentono parte. 

E' una strategia che va a braccetto con roba come facebook.

Alla fine però penso che trattandosi di cacciare i soldi ci sarà da divertirsi.

Modificato da Fencer
Link al commento
Condividi su altri siti

Io credo che Yamato si metta alla finestra e guardi come va questo progetto proveniente dalla base. Se è un flop non ci perdono nulla, se si dimostra con potenzialità ci guadagnano. Credo che più di dare la disponibilità per l'episodio loro non abbiano fatto.

Io non voglio partire scettico, certo che i due elementi che sono stati tirati fuori sopra sono imprescindibili; ovvero, sapere chi poi va effetivamente a localizzare e dirigere l'opera già dal momento del crowfounding e sopratutto i backers devono essere esentati dal ricomprare qualcosa per cui hanno già dato.

Link al commento
Condividi su altri siti

Classica mossa all'italiana: la professionalizzazione non paga e non è più richiesta. Le imprese italiane rifuggono la competenza (basti vedere il dato dei laureati impiegati) o l'alta specializzazione e sperano di poter competere alla lunga con le aziende estere che invece le persone competenti le cercano (anche italiane). E nel mentre piangono per avere sgravi coi quali non assumeranno mai...o al limite premieranno il figlio dell'amico dell'amico. Italian way...sempre stato così, non c'è da stupirsi. Poi mi dicono più potere alle imprese... >_<

Questa mossa di Yamato è specchio dei tempi

  • Mi Piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Come volevasi dimostare. Quale azienda non vorrebbe scaricare il rischio d'impresa tutto quanto sui polli (aka "i cosidetti finanziatori") che poi finanziatori non sono perche' la legge non li tutela in niente. Partecipare su kickstarter significa regalare soldi a fondo perduto a YV o chi per lei. Se il progetto non va in porto i soldi non sono mica rimborsati e la legge lo ribadisco non vi tutela se qualcosa dovesse andare storto. Perche' non siete veri finanziatori. Sieti persone che danno soldi con la speranza di vedere il progetto portato a termine. Niente dippiu' e niente di meno.

 

Come dice Montella e' la fine. The game is over. Finite le girelle si chiude baracca e burattini perche' nessuno sano di corpo e di mente darebbe soldi a YV in anticipo. Gia' a posteriori ci sono sempre problemi, figuriamoci a priori. Bye bye YV.

  • Mi Piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Intanto bisogna vedere se stà cosa su Kickstarter funziona.

E vada bene o male, il fandub , pagato o realizzato aggratis prenderà sempre più piede con gli anni.

Già adesso ci sono alcuni film animati o corti doppiati inediti ufficialmente in ita ma di cui esistono i fandub ( ad esempio il film delel Turtles dove quelle della serie degli anni 2000 incontrano quelle degli anni 80).

Certo sarà difficile che qualcuno si metta lì a fandubbare serie di 50 episodi, ma mai dire mai , specie se troveranno un modo di trasformarlo in moneta sonante.

Link al commento
Condividi su altri siti

Beh, è ovvio. Come dicevo, da come lo vendi sembra "I FAN AL POTERE CONTRO LE LOBBY COSTOSE E IN DIFESA DELLA QUALITA'" (posto che sarebbe interessante capire su cosa si basa l'assunto che questi di OA lavorino bene, nel senso, poi hanno scritto chi di loro conosce il giapponese a un livello professionale?).

Pollicioni su a manetta e facili, visto com'è evanescente e propagandistico il tutto.

 

C'è da vedere la controprova quando ci sarà da tirar fuori i soldi e da valutare l'effettiva qualità del lavoro finale. 

 

Vedremo, insomma.

Modificato da Fencer
Link al commento
Condividi su altri siti

Quello che a me fa uscire di testa e' che si sta parlando di finanziare il doppiaggio di un episodio.

 

Gli altri episodi poi verranno ovviamente pagati quanto sono stati pagati il primo, o di meno, altrimenti il senso dell'accenno ai costi va a farsi benedire.

 

Quello studio quindi, di fatto, avrebbe gia' accettato un certo compenso; se poi la cosa andra' avanti verra' pagato nel tempo secondo quel tipo di compenso. Quindi, dopo il primo episodio che comunque non e' che serva a granche' per un'edizione in home video o per altri usi, ne dovranno essere fatti degli altri. Ergo, ci sarebbe gia' in prospettiva la possibilita' di mettersi d'accordo tra le societa', con compenso uguale od inferiore al primo episodio, per tempistiche, dilazioni di pagamento, e quant'altro per gli episodi successivi al primo.

 

In tutto questo, mi state dicendo che la societa' che vorrebbe realizzare il doppiaggio della serie, non ha modo di mettersi gia' d'accordo per il pagamento del Primo episodio?

E' un discorso talmente sballato a livello imprenditoriale che e' davvero sorprendente venga fatto.


p.s.

poi, uno potrebbe davvero pensare da str*nzo e dire:
"Pensa un po' ad un modo di farti pubblicita' semi-virale, in modo da non spendere un soldo che sia uno ed ad avere in piu' il doppiaggio almeno di un episodio."

Link al commento
Condividi su altri siti

Il primo episodio non è quello che non paga nessuno?
Il Kickstarter partirebbe dopo e credo che il "compenso" sia stato pattuito solo nel caso che il crowdfunding effettivamente inizi se il lavoro di questi giovani attori e neo-doppiatori verrà ritenuto "valido" (che vuol dire tutto e niente) da parte del pubblico.

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Anno featured this topic

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo