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Lettera aperta all'appassionato d'animazione giapponese in Italia, anno 2009


Shito

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Scusate, ma dato che si parlava di MTV e AnimeNight, io ho parlato di quello dicendo che QUEL canale venne 'aperto' con la collaborazione con Dynamic.

 

Cosa c'entrano degli ALTRI canali? L'animazione giapponese in TV c'è sempre stata, anche se in varie forme e modi...

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Darion, non so, ho l'impressione che continui -forse inconsciamente- a sviare il fuoco del discorso, ovvero la detta congiuntura.


E' che non vedo affatto tale congiuntura.

1) Miyazaki ha già avuto da tempo riconoscimenti a livello di cultura ufficiale (TG, mostre). Quindi non c'è novità per Ponyo.
Boia: MONONOKE HIME aveva avuto pubblicità sui tiggì.

2) Su MTV passano anime adattati fedelmente.

3) Credo i numeri di spettatore delle serie su suddetto canale siano paragonabili se non superiori.

Quindi? Mi sfugge la particolarità di quest'occasione... Non è perché preferisca Michiko e Hatchin (diciamo) a Ponyo, semplicemente non la vedo.
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c' entrano perchè nella storia della televisione italiana sostanzialmente è sempre esistito un interesse verso gli anime. alle volte questo interesse è riuscito a coinvolgere grandi masse, altre no; alcune volte era generico, altre mirato, altre entrambi.

io sinceramente, in questo contesto e premesso che in realtà negli anni il grado di accettazione della gente verso i film nipponci è aumentato molto, non riesco ancora a comprendere perchè e come ponyo possa essere la 'svolta'.

 

da una parte si batte il ferro perchè è fedele all' originale (ma quante volte ho sentito questa storia?), dall' altra perchè la distribuzione ha una certa ampiezza (mi congratulo per l' investimento e lo sforzo).

quindi si passa a parlare di visibilità del film e se ne enunciano di due tipi, sicuramente quelle più produttive ai fini pratici, che ovviamente coprono anche gli appena citati fedeltà e distribuzione; una guadagnata attraverso operazioni di marketing (rilascio di informazioni da chi gestisce la pellicola, acquisto spazi pubblicitari, eccetera) e l' altra tramite recensioni e notizie, però spontanee quindi provenienti da fonti non contattate da operatori legati direttamente alla pellicola.

 

fin qui imo è comunque tutto normale e parte del "gioco".

quel che ancora non mi spiego, shito, è la tua (uhm) missiva iniziale.

 

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questa uscita cinematografica rappresenta un'occasione unica non solo per 'Miyazaki in Italia', non solo per lo 'Studio Ghibli in Italia', ma per la salute di tutto il settore dell'animazione giapponese in Italia.

 

 

 

Perché?

 

 

 

E' molto semplice. Sin dalla 'seconda invasione' di anime (e manga) nel nostro paese, ovvero quella avvenuta all'inizio degli anni novanta, non si è mai riusciti a fondare in Italia un reale zoccolo di cultura di settore. Questo significa che, dai novanta a oggi, i manga e gli anime hanno avuto un loro piccolo 'boom di nicchia', che ha provato a espandersi commercialmente, fallendo nel diventare mainstream, e ora siamo agli sgoccioli.

 

uno zoccolo di cultura in realtà c' è, è stabile e tendente ad ingrandirsi, seppur molto lentamente; sempre più gente parla di anime e manga con una certa appropriatezza, dove un tempo per riferirsi a questi oggetti andava per la maggiore indicare fumetti e cartoni animati porno, pedofilia, violenza, mostri e sottocultura (si diceva proprio così per indicare qualcosa di incivile). ciò accadeva a causa di una certa chiusura mentale, non tipicamente italiana, per protezionismo, per ignoranza, per paura, per pigrizia eccetera. cause che oggigiorno non sussistono nella stessa maniera.

il cambiamento probabilmente c' è stato in concomitanza del sopravvalutato film akira di otomo; o, per meglio dire, questo film grazie alla sua qualità artistica e ad alcuni temi importanti ha aperto molto le porte alla cinematografia animata nipponica tanto quanto ai manga. nel frattempo però anime e manga stavano già facendo parlare di sè, e miyazaki era tra i potenziali big del futuro (l' oggi) della scena grazie al famoso nausicaa (imo altro film sopravvalutato, ma vabbè è servito alla causa).

in riferimento solo all' animazione, il discorso concreto però non va limitato a queste considerazioni storiche, ma inquadrato nella distinzione tra lo zoccolo culturale e quello commerciale. quello commerciale, è vero, è sempre stato piccolo (tuttavia se volessimo confrontarlo quantitativamente con l' animazione occidentale, che accadrebbe? eh, a competere abbiamo disney, pixar, qualcosa dreamworks e?); ma non rispecchia quello culturale, il quale è mutato notevolmente in positivo in questo ultimo ventennio.

se commercialmente parlando siamo agli sgoccioli, non è quindi perchè manca una cultura di massa, ma perchè l' offerta non soddisfa la domanda in quanto poco differenziata. in tal senso non c' è un vero e proprio ultimatum all' animazione giapponese in italia; piuttosto si può parlare di una nicchia che si è espansa ma ad un certo punto è diventata in parte dormiente, in attesa di prodotti specifici che mai si sono arrivati. certamente qualcuno si sarà anche stufato dell' animazione giapponese perchè non trovava soddisfazione, e ciò è fisiologico.

 

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Questo proprio perché non si è mai pensato, né si è mai riusciti, a fondare in Italia un'onesta cultura di settore.

ma chi è che doveva pensare di fondare una cultura??

se ti riferisci agli addetti ai lavori (editori), potevi dire che gli investimenti non erano adeguati, ma la volontà poca o tanta che fosse c' è sempre stata e proveniente da più parti.

in tal caso dire "non si è mai pensato" non corrisponde alla realtà; se ti riferivi alla "gente", il ruolo di "culturizzare" i bambini spetta prima ai genitori che ad un ponyo. ponyo comunica valori se gli adulti lo permettono, quindi il punto di partenza sono loro. non saremmo mai arrivati a ponyo se non esistesse una cultura generica, se non oltre, nella "gente".

si vuole che, per meriti, un film di miyazaki a scelta faccia fatturare quanto un disney (sempre a scelta)? a me va bene ma che non ci si giri attorno facendo leva su precarietà varie non dimostrate.

volendo ci sarebbe da fare un discorsone su temi sociologici (società, cultura dominante, famiglia e ruolo dei genitori) e pedagogici (ad esempio circa i mezzi di comunicazione; per dire: vedere ponyo al cinema e vederlo in dvd non cambia niente) ma è noioso.

 

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Quindi la nicchia è stata prosciugata, e ora è in secca.

mah.

 

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Ho personalmente vissuto tutte queste fasi sia da appassionato che da addetto ai lavori, perché c'ero personalmente, in prima linea, nel corso di tutta questa evoluzione. E non è nulla di originale. Così capita nei mercati di nicchia quando non fondando realmente nulla di subculturale, si cerca a un dato momento di spaccare la nicchia per mera ragione economica: non funziona.

e chi l' ha vissuta come acquirente e non ha comprato la deluxe di guru guru?

come detto sopra non è che la nicchia è stata spaccata, e c' era anche una domanda sovrastimata. o male interpretata.

 

passando oltre:

 

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E' presto detto. Da un lato, un'uscita artisticamente impeccabile, ma economicamente misera, non muove nulla. Non vi è un investimento serio, e quindi neppure la visibilità mediatica reale del prodotto è tale da raggiungere nuovi fruitori. All'opposto, anche la diffusione commercialmente sovraesposta di un prodotto di gran visibilità, ma tuttavia non culturalmente rispettoso della sua eredità culturale originale, non crea nulla, perché non comunica nulla di vero al pubblico.

vero. ma scusa un attimo.

nel primo caso si parla di imprenditoria, quindi non ci trovo nulla di epocale; la stranezza accadrebbe se avvenisse l' opposto.

nel secondo caso, dipende. in questo però modo esprimi un' estremizzazione, ossia che un prodotto viene totalmente stravolto per andare incontro alle esigenze culturali degli italiani (quindi comunica comunque qualcosa, ma falso o diverso rispetto all' originale).

la "gente", quella che tu chiami nicchia e che è l' appassionato di animazione giapponese, chiede già il rispetto dell' opera originale da anni quindi il farlo notare non è molto utile.

 

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Molto, molto lavoro è stato profuso SIA dal punto di vista commerciale, SIA dal punto di vista artistico e culturale, intorno a ‘Ponyo sulla Scogliera’.

 

 

 

Per questo è un'occasione unica.

 

 

 

E per questo credo che proprio in questo momento, chi si vuole chiamare "un appassionato di animazione giapponese" dovrebbe saper premiare tanto sforzo e tanta cultura profusa dalla Lucky Red in questo settore che noi diciamo di amare.

a vedere ponyo al cinema ci vado prima di tutto se mi interessa l' originale, poi se è stato trattato come si deve, poi se ho tempo (se non posso, o lo noleggio o compro il dvd più avanti). ovviamente dando per scontato che lo proiettano in una zona che posso raggiungere.

non perchè è stato lavorato con ipercura e perchè la superdistribuzione (?) è un fatto nuovo.

se non sbaglio stavamo ancora parlando di ponyo.

e, ehm, spero che LR non si limiti a miyazaki.

 

scusa se ho tagliato la missiva, ma quotandola per intero m sarei ripetuto innumerevoli volte.

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E chissenefrega del fatto che lo sappiano. Si parlava solo di visibilità, no? ;)


Ma così è solo l'anime ad essere visibile(forse) non l'adattamento.
E mtv trasmette anime fedeli come Michiko e Hatchin(dando per scontato che lo sia) e anime che non lo sono affatto come Slam Dunk.E dato che il telespettatore medio non può sapere quando viene scelta una via piuttosto che l'altra,come fà a valutare e scegliere di conseguenza?

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Come la LR non farebbe più film del suddetto, direi, in caso di fallimento al botteghino...

Quindi, mi sfugge la differenza.

La differenza è che la Lucky Red cerca di promuovere e spiegare i film che distribuisce,in modo che il maggiore numero di persone possibili vada poi a vederli.MTV si limita a trasmettere i suoi programmi e a cancellarli se non vanno,come ogni tv commerciale.

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Non è che se esce un film ben adattato automaticamente tutti lo saranno.


Il chè è ovvio e infatti mi sembra di non avere mai detto che lo sarebbero stati.

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Ah, allora nessun mercato (ma che dico? Nessuna offerta) culturale umana lo sarà mai. Credo su questo esaurisca un po' le possibiltà di discussione sull'argomento.  ;D


Per quel che ne so io ogni mercato si basa sulla legge della domanda e dell'offerta e per funzionare occorre che l'una sia direttamente proporzionale all'altra,e in Giappone non mi pare che allo stato attuale sia così.Tant'è che molti studi d'animazione stanno fallendo o rischiano di fallire e molti magazine stanno chiudendo i battenti.
E un mercato in cui l'offerta è di gran lunga superiore alla domanda prima o poi implode.
Non mi sembra una cosa tanto assurda da dire.
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Ma così è solo l'anime ad essere visibile(forse) non l'adattamento.


Beh, a me frega solo dell'anime, sinceramente... Cioè, l'adattamento è uno strumento non più del DVD, in sé deve essere funzionale (l'adattamento migliore, come si sa, è quello che non si vede).

Ma! Non hai tutti i torti sul fatto che l'utente non recepisce necessariamente la differenza.
Però allora non devi paragonare mica MTV e LR. Devi paragonare MTV e le catene distribuitive cinematografiche, e LR a DYINT.
Noterai che chi distribuisce è abbastanza egualmente indifferente alla faccenda della qualità.

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MTV si limita a trasmettere i suoi programmi e a cancellarli se non vanno,come ogni tv commerciale.


Ah, in pratica DYINT dovrebbe pagare i TG per farsi pubblicità.
All'anime night.
Occhei....  :rotfl:

(guarda che è questa la differenza. Non parli in tiggì di serie che vanno su altri canali od in dvd. Ma penso entrambe le case abbiano le loro cartelline stampa et similia.)

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Non mi sembra una cosa tanto assurda da dire.


E' la questione della qualità che mi sembra fuori da ogni discussione. ;)
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Cioè, l'adattamento è uno strumento non più del DVD, in sé deve essere funzionale

No,che non lo è.Se anche l'immagine e l'audio di un dvd fanno schifo ma il film è adattato fedelmente il messaggio del regista tu lo recepisci correttamente comunque.
Se invece il messaggio originale viene travisato da un cattivo adattamento,tu poi ti ritrovi con un'opera che non è più come era stata pensata in origine.

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Ah, in pratica DYINT dovrebbe pagare i TG per farsi pubblicità.

All'anime night.

Occhei....  :rotfl:



(guarda che è questa la differenza. Non parli in tiggì di serie che vanno su altri canali od in dvd. Ma penso entrambe le case abbiano le loro cartelline stampa et similia.)

Ma allora dillo che mi odi e lo fai apposta a travisare quello che dico! :osama:
Tu dicevi di non vedere la differenza tra Ponyo e un anime trasmesso da mtv,e io ho cercato di spiegartela.Questa puttanata della dynit e dei tg me l'hai messa in bocca tu! >:( E' già tanto che non ti ho risposto che il primo lo vedi su uno schermo gigante e il secondo sul monitor della tua tv,perchè ho supposto fossi abbastanza intelligente da notarla da solo questa differenza.
Certo nulla impedirebbe a Dynit di pubblicizzare di più i propri anime,magari anche sulle tv nazionali.O di pagare affinchè i mezzi di informazione parlino delle sue uscite in dvd.
Ma evita la prossima volta di attribuirmi le vaccate che ti inventi tu >:(

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E' la questione della qualità che mi sembra fuori da ogni discussione. ;)

Non vedo perchè dovrebbe esserlo.Di norma quantità e qualità non sono due concetti che vanno a braccetto,e non mi sembra che tutto quel che viene prodotto in Giappone oggigiorno sia un capolavoro.
Oppure a te sembra il contrario?
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No,che non lo è.Se anche l'immagine e l'audio di un dvd fanno schifo ma il film è adattato fedelmente il messaggio del regista tu lo recepisci correttamente comunque.


Ma, anche no :P

Cioè, può succedere anche questo.

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Ma evita la prossima volta di attribuirmi le vaccate che ti inventi tu >:(


No, guarda che ero serio. Non vedo la differenza di comportamento tra i distributori.

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Non vedo perchè dovrebbe esserlo.Di norma quantità e qualità non sono due concetti che vanno a braccetto,e non mi sembra che tutto quel che viene prodotto in Giappone oggigiorno sia un capolavoro.


Mi fa lollare che qualcuno pensi esistano mercati dove escono fuori solo cose di qualità, intendo.
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[Mi fa lollare che qualcuno pensi esistano mercati dove escono fuori solo cose di qualità, intendo.

Ma allora dillo che mi odi!(again)
Quando ho detto questa cazzata?
Certo è POSSIBILE che riducendo la quantità aumenti la qualità,ma non ho mai detto che esistono mercati dove la qualita regna sovrana.
E poi sei stato tu a dire che la qualità di manga e anime non era in discussione!
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Quando ho detto questa cazzata?


Un mercato che non butta fuori ogni anno decine di anime e migliaia di manga in barba alla qualità e al reale rapporto di domanda e offerta esistente,tanto per cominciare.

Evidentemente ho capito male, ma parevi intendere che qualche mercato offre qualità più in abbondanza di altri. Mi scuso.
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  • 10 years later...

Mah, non è che quella lettera in sé possa avocarsi meriti di risultati di sorta. Credo l'avessi già detto in una qualche intervista (forse). Fu semplicemente una cosa che mi sentii di fare, genuinamente, in quel dato momento. Col tempo molte cose sono cambiate. La prima e principale: l'avvento del cinema digitale ha radicamente abbassato i costi di distribuzione, perché quello che era il primo fattore, il numero delle copie stampate e distribuite, ormai ha un costo irrisorio. Per questo sono nate le "uscite evento". Tutto il mercato cinematografico è stato rivoluzionato da questo "semplice" fatto.

Quanto alla "coscienza del fandom", se si può dire una cosa tanto buffa, ovviamente i tempi passano. Per la mia generazione, i "cartoni giapponesi fedelmente adattati in italiano" sono probabilmente destinati a rimanere "una cosa speciale". Una cosa percepita come "speciale", perché per noi prima non c'era, e poi c'è stata. Allo stesso modo, anche la presenza di "anime al cinema" è una cosa che per gente della mia età sarà sempre un po' straordinaria, forse. Ma ovviamente già per chi è nato con l'Amime NIght su MTV, gli anime giapponesi non sono nulla di straordinario. Chi era bambino ai tempi di Howl giustamente sentirà gli anime al cinema come una cosa tutto sommato normale.

Il generalizzarsi del pubblico ovviamente porta anche tutti i tipici vizi di un pubblico generalista, ma è normale.

Tutto scorre con la corrente.

Modificato da Shito
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Il ‎05‎/‎05‎/‎2019 Alle 18:38, Shito ha scritto:

Mah, non è che quella lettera in sé possa avocarsi meriti di risultati di sorta. [...].

Ne sei sicuro? Perché, ad esempio, io, raccogliendo l’appello della lettera in questione, presi l’abitudine di far venire più persone possibili con me al cinema a vedere gli anime, cosa che continuo a fare tuttora. Tieni presente che è quasi tutta gente che, senza le mie sollecitazioni, a vedere gli anime al cinema non sarebbe andata. Non pensi che anche altri appassionati potrebbero essere stati ispirati dalla sopraccitata lettera a fare altrettanto?

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E' un pensiero molto bello, che tu mi rivolgi. Te ne ringrazio, e sono davvero felice se un mio pensiero, onesto ma espresso in maniera rozza (come mio solito...), ha fornito uno spunto alla tua condotta virtuosa. Ovviamente è virtù tutta tua, e chissà che qualche altro virtuso non abbia trovato nelle mie scombiccherate idee uno spunto. Beh, del resto dalle mie parti c'è un detto: "A volte uno stupido può aprirti la mente"... :-)

Grazie ancora per la tua generosa considerazione!

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13 minuti fa, Godai ha scritto:

Probabilmente, Shito, ai tempi hai anche un po' sopravvalutato il fandom italiano?

Secondo me il fandom in senso stretto è quello che si compra i bluray limitati a 1000 copie. Poi quelli che seguono gli anime in streaming mostrano che il bacino potenziale è molto molto più alto. Se qualcuno avesse la formula per farli salire sul treno non avremmo un mercato delle pulci. 

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Non intendevo sopravvalutato in senso numerico, ma come sensibilità e capacità di ricezione di un simile appello. E comunque parlando di appassionati di animazione si comprende anche quelli al di fuori degli acquirenti dei blu-ray. 

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1 ora fa, Godai ha scritto:

Non intendevo sopravvalutato in senso numerico, ma come sensibilità e capacità di ricezione di un simile appello.

Shito di sicuro lo ha fatto a prescindere da queste considerazioni. E' cmq un fatto che grazie alla digitalizzazione della distribuzione adesso abbiamo diversi eventi al cinema ogni anno. 

1 ora fa, Godai ha scritto:

E comunque parlando di appassionati di animazione si comprende anche quelli al di fuori degli acquirenti dei blu-ray. 

Certo, ma le ditte che pubblicano animazione hanno bisogno di guadagnarci per continuare a pubblicarla.

La seconda stagione di MHA ha 7.798.547 visual su vvvvid, ma il primo BD Box è limited a 1000 copie (quello della prima stagione era a 1600).

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È che rileggendo la lettera, mi pare che la platea a cui si rivolgeva implicava che ci fosse gente realmente interessata alla fedeltà dell'opera.  Dopo 10 anni, mi pare che invece ci sia sempre più accettazione di compromessi al ribasso "sì, ma non deve suonare male", "sì, ma non ci devono essere termini difficili" e così via. 

2 ore fa, Garion-Oh ha scritto:

Certo, ma le ditte che pubblicano animazione hanno bisogno di guadagnarci per continuare a pubblicarla.

Ma con l'home video, a parte in Giappone, chi ci guadagna più?

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1 ora fa, Godai ha scritto:

Dopo 10 anni, mi pare che invece ci sia sempre più accettazione di compromessi al ribasso "sì, ma non deve suonare male", "sì, ma non ci devono essere termini difficili" e così via. 

Guarda, è un discorso vecchio quanto il pluschan fin dalla sua prima incarnazione :sweatingbullets:

A me sentire qualcuno dire "il doppiaggio italiano è meglio dell'originale" fa semplicemente pensare che allora quel doppiaggio è sbagliato. Non puoi fare meglio dell'originale. Puoi cercare di seguirlo il più possibile o fregartene e farne uno che piaccia al committente e ai suoi clienti.

1 ora fa, Godai ha scritto:

Ma con l'home video, a parte in Giappone, chi ci guadagna più?

In realtà l'home video in Giappone è crollato miseramente. Ci sono giusto 1 o 2 titoli a stagione che superano le 10000 copie a volume. Ormai anche in Giappone si dice che un anime è andato bene se in home video vende almeno 5000 copie. Ma i soldi non si fanno più con quello. Si fanno vendendo i diritti streaming all'estero. E lì c'è Netflix che paga e strapaga. Per cui alla fine i guadagni del settore anime sono costantemente in crescita nonostante tutto. 

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Sopravvalutato il fandom italiano? Non so. Credo più semplicemente che io mi rivolga mentalmente sempre a un'ideale minoranza virtuosa. Credere che la maggioranza possa essere virtuosa è un sogno da rivoluzionari giacobini smutandati e non funziona mai, conduce alla morte perché è narcisismo di specie. Quindi di mio lungi dal voler educare le masse (ahahaha) semplicemente le ignoro, non le considero, non mi interessano. Pacificamente opero e parlo per chi mi intende, conscio che a intendermi sarà sempre una minoranza. Quando "il mio settore" era una vera nicchia, fisiologicamente era essa tutta una minoranza, quindi poteva accadere che io fossi gradito alla maggioranza di quella minoranza, che in assoluto è ancora e sempre una minoranza. La nicchia aprendosi, allargandosi, spaccandosi, è altresì fisiologico che io sia sempre più inviso a sempre più generalisti abitatori del nuovo spazio. Perché da una nicchia di appassionati desiderosi di conoscere davvero l'oggetto del loro interesse il settore si è aperto a una fiumana di gente desiderosa di passare del tempo in un vago e confortevole stato d'intrattenimento. Anziché addomesticarsi loro all'opera di una cultura straniera, queste persone vogliono che l'opera straniera venga comodamente addomesticata al loro proprio uso e consumo – sto usando termini un po' a là Petit Prince. Così è e non potrebbe essere in altro modo, ma questo non cambia me come non cambia la natura dei più, come non cambia niente. Tutto scorre con la corrente, e ci sono correnti maggioritarie e minoritarie. A ciascuno al suo. La perversione è solo nel desiderare di essere altro da quello che si è, o desiderare l'approvazione di altri che i propri simili. Di mio continuerò a rivolgermi sempre alla stessa minoranza virtuosa. Che essa esista come maggioranza di una ristretta nicchia o come corrente minoritaria di una reale maggioranza stupida e ignorante in effetti non cambia nulla.

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Il ‎12‎/‎05‎/‎2019 Alle 02:47, Shito ha scritto:

E' un pensiero molto bello, che tu mi rivolgi. Te ne ringrazio, e sono davvero felice se un mio pensiero, onesto ma espresso in maniera rozza (come mio solito...), ha fornito uno spunto alla tua condotta virtuosa. Ovviamente è virtù tutta tua, e chissà che qualche altro virtuso non abbia trovato nelle mie scombiccherate idee uno spunto. Beh, del resto dalle mie parti c'è un detto: "A volte uno stupido può aprirti la mente"... :-)

Grazie ancora per la tua generosa considerazione!

Prego!

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  • 2 years later...
On 5/13/2019 at 7:36 PM, Shito said:

Sopravvalutato il fandom italiano? Non so. Credo più semplicemente che io mi rivolga mentalmente sempre a un'ideale minoranza virtuosa. Credere che la maggioranza possa essere virtuosa è un sogno da rivoluzionari giacobini smutandati e non funziona mai, conduce alla morte perché è narcisismo di specie. Quindi di mio lungi dal voler educare le masse (ahahaha) semplicemente le ignoro, non le considero, non mi interessano. Pacificamente opero e parlo per chi mi intende, conscio che a intendermi sarà sempre una minoranza. Quando "il mio settore" era una vera nicchia, fisiologicamente era essa tutta una minoranza, quindi poteva accadere che io fossi gradito alla maggioranza di quella minoranza, che in assoluto è ancora e sempre una minoranza. La nicchia aprendosi, allargandosi, spaccandosi, è altresì fisiologico che io sia sempre più inviso a sempre più generalisti abitatori del nuovo spazio. Perché da una nicchia di appassionati desiderosi di conoscere davvero l'oggetto del loro interesse il settore si è aperto a una fiumana di gente desiderosa di passare del tempo in un vago e confortevole stato d'intrattenimento. Anziché addomesticarsi loro all'opera di una cultura straniera, queste persone vogliono che l'opera straniera venga comodamente addomesticata al loro proprio uso e consumo – sto usando termini un po' a là Petit Prince. Così è e non potrebbe essere in altro modo, ma questo non cambia me come non cambia la natura dei più, come non cambia niente. Tutto scorre con la corrente, e ci sono correnti maggioritarie e minoritarie. A ciascuno al suo. La perversione è solo nel desiderare di essere altro da quello che si è, o desiderare l'approvazione di altri che i propri simili. Di mio continuerò a rivolgermi sempre alla stessa minoranza virtuosa. Che essa esista come maggioranza di una ristretta nicchia o come corrente minoritaria di una reale maggioranza stupida e ignorante in effetti non cambia nulla.

Wow, questo era prima di Evaflix! XD

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