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Lettera aperta all'appassionato d'animazione giapponese in Italia, anno 2009


Shito

Messaggi raccomandati

La storia delle nuove generazioni salvifiche si sente dal 1990, ma ognuna sembra sempre peggio dell'altra.

 

Per rispondere a Kakyoin, su "la cultura dell'animazione giapponese non passa per il cinema", questo è vero però solo ora che il cinema non è più un mezzo di massa davvero pervasivo come era invece un tempo, se in Giappone l'anime boom è stato lanciato proprio con i film di Yamato e Gundam. Certo, nell'immaginario degli animefan gli anime sono le serie tv (ma questo da dopo Evangelion: perché prima, agli animefan interessavano le serie oav. A meno che non parliamo proprio degli otaku antichi da Macross a Zeta Gundam e poi estinzione). Allora ok, la differenza culturale e commerciale potrebbe realizzarsi dirottando l'auditel su Mtv. Ma Michiko andrebbe bene? In fondo, apparentemente è poco "anime" per le situazioni e i personaggi che propone, è più fruibile da un pubblico generalista come lo fu CBB.

 

L'unica sarebbe mandare su Mtv serie da animefan se non da otaku, tanto sono convinto il mezzo le sdoganarebbe la sua parte, se ha giovato persino alle vendite di Diebuster. Il fatto è però che la significativa utenza di questo forum (e del fu-plusnet) una volta almeno reclamava a gran voce (Haruhi, Lùlu), mentre oggi nessuno nemmeno auspica Toradora o Mariaholic.

 

Sono il primo a volere il blue-ray di Astroganger Ridoppiato, ma, insomma,

non fate i vecchi orsù! Almeno un po' di fede...

E andate a vede' Pògno, che la mamma di Sòsche spigne

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L'unica sarebbe mandare su Mtv serie da animefan se non da otaku, tanto sono convinto il mezzo le sdoganarebbe la sua parte, se ha giovato persino alle vendite di Diebuster.


Alieno, orsù... MTV non sdogana niente, ma una delle cose che sto meditando da un po' è che, ormai, non c'è nulla da sdoganare. Il mercato (non inteso come "mercato anime", ma mercato complessivo di tutti i beni di lusso, che siano anime o siano scarpe) si è evoluto già in una battaglia dove sopravvive il più forte (che non è il prodotto più divertente, ma il più allettante, col concetto di moda in mezzo).

Tu vuoi girare soldi sul prodotto anime? Bene, sappi che quei soldi non spunteranno sopra gli alberi, li devi PRENDERE altrove. Vuoi mettere gli anime su MTV anche di giovedì sera? Poniamo il caso che il giovedì sera MTV trasmetta un talk show: se tu pensi che l'unico problema sia quello di convincere MTV a comprare 3 anime in più, sbagli. Bisogna prima TOGLIERE il talk show il giovedì (che, magari, fa anche ascolti interessanti). Tolto il talk show, allora, magari, potrebbero scapparci 3 anime in più.

In questo mercato, MTV che trasmette un anime, sdogana SOLO quell'anime (in primis perché UN anime è troppo poco per creare una "cultura degli anime", dovrebbe bombardare il pubblico di anime per far passare un "concetto di insieme"). Se andiamo tutti a vedere pogno pogno, non sdoganeremo gli anime, sdoganeremo pogno pogno e, al massimo, Miyazaki. D'altronde Batman the Dark Knight non ha sdoganato Lanterna Verde e Watchmen non sdoganerà mai Preacher.

Lodevole il principio di creare una cultura solida che permetterebbe al mercato una qual certa stabilità. Ma è una teoria già smentita da quanto successo con le graphic novels (l'esempio di cui sopra: Hellboy, Sin City, 300 ecc. non hanno creato una subcultura stabile, hanno soltanto generato fatturato su loro stessi e se Rex Mundi non si vendeva prima di 300, dopo 300 continuerà a non vendersi). E perché? Perché io potrei pure dire a un mio amico: leggiti Preacher che è figo. Dopo lo "sdoganamento" delle graphic novels, sicuramente lui non schiferà l'idea per partito preso (così come se io dico a un tizio che legge Naruto, di leggersi, chessò Venus Wars), però mi dirà "mi spiace, ma quando finisco di lavorare vado in palestra, poi mi guardo il grande fratello e quindi non c'ho tempo" (allo stesso modo il ragazzino lettore di Naruto mi risponderebbe "mi spiace, ma ho un budget limitato, compro già Naruto, Bleach, Death Note e 10 altre schifezze, non è che l'idea di leggere Venus Wars mi faccia schifo, però non i soldi e neanche il tempo"). Il mio amico dovrebbe eliminare il grande fratello (che è di moda) per leggere Preacher... e non lo farà mai, a meno che Preacher non diventi il next big thing, un MUST che deve assolutamente leggere altrimenti si ritroverebbe escluso dal mondo oppure ne verrebbe meno la sua immagine, questo è il punto.

Coi manga? Uguale. I lettori alla base (Dragon Ball, Naruto ecc.) sono tanti. Sono GIA' tanti! Questi lettori, però, non si spostano facilmente. Attenzione al verbo usato: SPOSTARE. Se io pubblico RG Veda, non creo nuovi lettori, LI SPOSTO . Giochi Preziosi se pubblicherà i fumetti dei Gormiti, non creerà nuovo pubblico, SPOSTERA' PUBBLICO (a differenza di me che li prendo da un editore concorrente, Giochi Preziosi magari andrà a cercare lettori tra i bambini che giocano a Pokemon e, se ci riuscirà, li TOGLIERA' a chi vendeva i videogiochi).

Tanto per chiarire una cosa: non è che i manga siano un medium più nobile dei videogiochi o del whisky (è un medium anche quello, che vi credete?). Se vuoi vendere gli anime devi far preferire ai consumatori QUEL PRODOTTO a un Mojito il sabato sera, oppure a Lost, oppure a Pro Evolution Soccer, oppure alla partita di calcetto.
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Non lo conta perché non esiste, semplicemente non gliene frega una cippa delle cose per bambini a meno che non siano ricordi d'infanzia.
Esiste esiste.
Oggi la maggior parte degli adolescenti che seguono gli anime sono emarginati perché non fa figo e fa figo altro...
Questo, a qualcuno, o non va bene e si butta nel giro giusto lasciando gli anime, oppure rimane fedele alla sua passione, ma la tiene nascosta ai figoni per non essere deriso.

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Ma, per me la questione è più semplice di quella che fate.

Semplicemente se qualcosa non va, no va.
Ma in realtà va eccome.
In fondo non è vero che, di ciò che esce in Giappone, voi non riuscite ad usufruirlo.
Fossi in voi mi accontenterei di questo.
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Alberto, sull'infattibilità dello "spostamento" non ho nulla da ribattere, semmai ho da ribattere che lo "spostamento" sia l'unica strada. Lo è ai fini del creare la moda,ai fini del vendere Tutto a Tutti, ma ci si potrebbe anche contentare di vendere, chessò, parecchie migliaia di dvd per una manciata di 3-4 titoli all'anno (che non siano girelle). Tutte quelle che hanno comprato i dvd di Nana (non solo ragazze a dire il vero), non si sarebbero comprate magari Honey & Clover se l'avessero avuta disponibile dopo messa in onda su Mtv? Chi ha seguito Fumoffu non era dirottabile anche su Zero no Tsukaima? E non sto dicendo "alla stagione successiva", intendo tutto in una stagione avendo magari 4 slot invece di 3 (non mi sembra del tutto utopistico, gli anime saranno pure il loro tappabuchi ma ci tappano un buco auditelisticamente rilevante come il 21:00-21:30 invece del meno prestigioso 20:30-21:00, per dire. Tanto varrebbe assegnare agli anime anche questo, quel che mandano al loro posto è cmq roba di cui gli frega poco, presumo). Ovviamente in questi slot non andrebbero trasmesse serie inutili a portare gli spettatori verso prodotti "animefan oriented", quindi soprattutto Nana lo escluderei, ma era per fare un esempio. Forse tutto questo è infattibile perché Mtv ha più convenienza ad avere vari editori in lotta per gli slot, in modo da farli sfidare al ribasso; ma ormai a sfidarsi sono rimasti solo Panini e Dynit. Temo che Panini avrà pure carte più attraenti per quelli di Mtv la prossima stagione (FMA nuovo e Soul Eater?), ma io facevo solo un ragionamento teorico sulla funzionabilità del meccanismo, che poi non lo possa usare nessuno amen.

 

 

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Io potrei pure dire a un mio amico: leggiti Preacher che è figo. Dopo lo "sdoganamento" delle graphic novels, sicuramente lui non schiferà l'idea per partito preso (così come se io dico a un tizio che legge Naruto, di leggersi, chessò Venus Wars), però mi dirà "mi spiace, ma quando finisco di lavorare vado in palestra, poi mi guardo il grande fratello e quindi non c'ho tempo" (allo stesso modo il ragazzino lettore di Naruto mi risponderebbe "mi spiace, ma ho un budget limitato, compro già Naruto, Bleach, Death Note e 10 altre schifezze, non è che l'idea di leggere Venus Wars mi faccia schifo, però non i soldi e neanche il tempo"). Il mio amico dovrebbe eliminare il grande fratello (che è di moda) per leggere Preacher...

 

Graficc novels e comics non sono mica stati sdoganati, vengono comprati solo quelli che fungono da feticci dei rispettivi film, ovvero si compra il volume di Watchmen come si compra il berretto o la maglietta di Watchmen: per questo il tuo amico non si compra gli albi di Preacher, sono gadget accessori di un prodotto non in commercio (il film di Preacher). Ma i dvd di DN non sono gadget accessori dell'anime in onda su Mtv, sono l'anime stesso. Ora se io mando Toradora su Mtv, posso vendere in dvd il prodotto stesso. Se assieme ci mando anche Luisa e Shana (ok, sono le tre di notte, non mi va di scervellarmi su scelte più mirate), forse posso far passare un'idea di animazione evidentemente differente da quella finora circolata (anzi, finora non ne è circolata nessuna, appunto), anche senza programmare 10 anime al giorno. Conviene a Mtv? Onestamente all'atto pratico secondo me non gli farebbe nessuna differenza, chi guarda l'anime night guarda quel che passa il convento. E il convento passerà FMA again e Soul Eater, d'accordo. (Nota per gli astanti: quand'anche la nuova serie di FMA fosse una figata, sarà ugualmente nociva ai fini di quanto stavo dicendo dato che FMA è solo una neogirella come Evangelion)

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Il punto è che una sola rete con una sola serata dedicata non ha la forza di fare alcunchè;

Goldrake stesso non avrebbe creato nulla: non gli appassionati, non il fandom; sarebbe stato un caso isolato e basta se negli anni 80 non ci fosse stata la massiccia importazione di anime trasmessi tutto il pomeriggio sulle reti regionali, per poi avere Bim Bum Bam e Ciao Ciao su canali nazionali all'ora di pranzo e nella fascia pomerediana. Si potrebbe calcolare nel decennio 1980-1990 quanti sono stati i cartoni animati giapponesi trasmessi (nonchè il dove e a che orari) e fare un confronto con quanto è successo nel decennio 1990-2000 e 2000-2009.

Nei primi anni 90 c'era fame di novità, fame di alternative alla politica mediaset sul cartone animato, oggi quella fame non c'è più. Prima bisogna ricreare una situazione analoga, un bombardamento tale da catalizzare l'interesse, a quel punto come si dice l'appetito vien mangiando.

 

Sono concorde con Shito a promuovere Ponyo tra le persone che conosciamo e che potrebbero avere un interesse pur minimo a vederlo, anche fosse solo per portarci i propri figli, ma solo perchè questo sarebbe d'aiuto a sdoganare Miyzaki e Ghibli al cinema e nel mercato home video (e questo interesserebbe a me, appassionato di film della Ghibli), tuttavia anche se Ponyo dovesse confermarsi un successo al massimo avremo Totoro nelle sale e poi un Mimi o sumaseba, si venderebbero più dvd dei suddetti film magari, ma se uscisse un Geass o un Gundam Seed in videoteca coloro che hanno visto Ponyo e altri film di Miyazaki non se li filerebbero di striscio, semplicemente perchè non avrebbero comunque la cultura dell'anime, del cartone animato giapponese, non possono averla guardando saltuariamente un film Ghibli.

 

ps

passi per il cagnetto maido ma la Holy Mary Version è  :pazzia:

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Temo che Panini avrà pure carte più attraenti per quelli di Mtv la prossima stagione (FMA nuovo e Soul Eater?)


soul eater già ce l'ha
per il nuovo fma spero che lo pigli dynit
le  :discobongo: han già rovinato la prima
spero che non facciano altrettanto con questa
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per il nuovo fma spero che lo pigli dynit

le  :discobongo: han già rovinato la prima

spero che non facciano altrettanto con questa
No, è pochi cosa avete?
Un anime con la 1ª serie con un doppiaggio di merda, e la 2ª con un doppiaggio buono/mediocre?

Non è meglio avere continuità?
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Un anime con la 1ª serie con un doppiaggio di merda, e la 2ª con un doppiaggio buono/mediocre?


Guarda che la nuova serie, non è un sequel ma una trasposizione del manga, il quale ad un certo punto si discosta dalla precedente serie tv.
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Alberto, sull'infattibilità dello "spostamento" non ho nulla da ribattere, semmai ho da ribattere che lo "spostamento" sia l'unica strada.


Non ho mai detto che questo spostamento non è fattibile, ho detto che "creando una cultura" non sposti nessuno in un mercato votato al consumismo più estremo di una popolazione che "respira moda". Qualunque consumatore vuoi spostare, lo puoi spostare solo se il tuo prodotto è "più figo" degli altri (tipo l'aifon di Aldo, il senso è lo stesso).

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Tutte quelle che hanno comprato i dvd di Nana (non solo ragazze a dire il vero), non si sarebbero comprate magari Honey & Clover se l'avessero avuta disponibile dopo messa in onda su Mtv?


Ma è quello che stavo dicendo pure io. Chi stampa le CLAMP punta spudoratamene a prendersi i lettori di un altro editore e, per effetto della coperta corta, quell'altro editore subirà un danno da questa operazione (minimo o massimo che sia, questo non conta, anche perché 1 editore che stampa 1 manga di quel tipo, non crea problemi, 10 editori che si immettono sul mercato a stampare titoli di quel tipo allora sì che creano problemi al "colosso"). Il principio è che il denaro in circolazione è sempre lo stesso, se lo metti sui manga o sugli anime, lo togli da qualche altra parte. Certamente è più facile dirottare i lettori Naruto su Venus Wars, che non togliere i soldi alle discoteche.
Shito dice che l'animazione ha fallito nel tentativo di diventare mainstream dopo il suo piccolo boom degli anni '90? Ha perfettamente ragione, è andata così. Ci fosse stata una cultura degli anime più stabile, la barca sarebbe stata più resistente? Anche questo è vero. Il motivo per cui la barca adesso affonda è che non c'è una cultura degli anime? E no, aspetta... La barca affonda perché se già negli anni '90 la coperta iniziava a diventare corta, adesso è cortissima. Il mercato è diventato spietato e sopravviverà solo il più forte. Gli anime sono troppo deboli.

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Chi ha seguito Fumoffu non era dirottabile anche su Zero no Tsukaima?


Sì ma glielo devi imporre. Chi ha seguito fumoffu ora starà passando le sue serate col Nintendo Wii invece di procurarsi altri anime. E non perché fumoffu non gli è piaciuto abbastanza, ma perché il consumatore tipo ha troppe cose che vorrebbe "consumare" ma pochi soldi e poco tempo. E se ne frega bellamente della cultura, sia chiaro (i giovani di oggi poi, pure se i vecchi continuassero a dire "banniamo questi manda pedopornografici" se ne fregherebbe altamente, "figo" e "non figo" sono le uniche cose che contano a livello consumistico).
Se anche imponessimo agli italiani Zero no Tsukaima, non otterremmo niente, o meglio, otterremmo di occupare il tempo di 10000 giovani con Zero no Tsukaima. Finita la serie, però, non è che siccome hanno visto Zero no Tsukaima hanno capito che possono guardarsi anche altri anime... magari lo capiscono pure, ma vogliono anche giocare al Wii (magari esce un videogioco "troppo figo" che devono averlo per forza).

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Forse tutto questo è infattibile perché Mtv ha più convenienza ad avere vari editori in lotta per gli slot, in modo da farli sfidare al ribasso;


è infattibile perché l'unico interesse di MTV è quello di generare fatturato nel modo più sicuro possibile. Variare il palinsesto con tot prodotti è una necessità che loro hanno (ragion per cui non importa quanto successo ottieni con gli anime, aumentare gli slot degli anime vorrebbe dire togliere slot ad altri prodotti differenti). Detto questo l'interesse economico dell'emittente è anche quello di ottenere dai suoi programmi il miglior rendimento possibile. Se gli italiani si riguardano 6 volte Lupin, massimizzare i guadagni significa ritrasmettere 6-7 volte Lupin piuttosto che acquistare una nuova serie (le repliche non costano quanto la prima TV, basta che pensi ai costi fissi di una prima TV tipo il doppiaggio).
La vuoi sapere la verità sugli anni del boom degli anime in Italia? Non è un segreto di Fatima, basta che ti leggi ciò che scrisse Colpi tot tempo fa su non ricordo che sito. Gli importatori compravano licenze a costi ridicoli e le rivendevano alle emittenti a costi ancor più che ridicoli. Ovviamente questo significa anche che se un anime veniva visto 10 milioni di persone, il guadagno era tutto dell'emittente. Ma era proprio questo vantaggio a spingere le emittenti a fare spazio agli anime (il loro potenziale rendimento altissimo). Quando qualcuno s'è svegliato e ha detto "no qua state facendo i soldi alle nostre spalle" e i costi di licenza si sono alzati, tutti i vantaggi che gli anime portavano con sé sono *puff* spariti nel nulla. Risultato? Gli anime sono spariti dalle TV (quelli inediti, le repliche della roba anni '80 imperversano tuttora sulle reti regionali), alla faccia di chi pensava di "rimettere apposto" il sistema malato (non metto in dubbio che il sistema fosse malato, ma era l'unico sistema per far interessare le TV a quel prodotto).

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Graficc novels e comics non sono mica stati sdoganati, vengono comprati solo quelli che fungono da feticci dei rispettivi film


Bravo, anche i manga. E sarà sempre così. Successo o non successo di pogno pogno.

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Ma i dvd di DN non sono gadget accessori dell'anime in onda su Mtv, sono l'anime stesso.


Non è vero. L'anime stesso sta in TV, sta sul mulo, sta su bittorrent. Chi vuole solo l'anime sa come averlo. I DVD sono gadget da collezione.
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E' con grande dispiacere che non posso che farvi notare quel che avete dimostrato: di preferire più la vostre chiacchiere (o pippe, come si dice) sull'animazione, sul mercato dell'animazione in Italia, sul fandom italiano, su tutte queste cose, che l'ANIMAZIONE GIAPPONESE STESSA, di cui vorreste dirvi appassionati.

 

Ponyo, Miyazaki, Ghibli SONO un monumento, un baluardo ormai, di quella che è la tradizione animatoria giapponese. E' un fatto, non un'opionione. Lo pensano in Giappone prima che altrove, prima che a Venezia lo dicono al TAF, è semplicemente così.

 

E, perdiana, rendetevene conto: manga e anime sono cultura POPOLARE e mezzi espressivi GIOVANILI.

 

Noi potremo chiamarci anche otaku, benone e mi metto nel mucchio, ma questo non significa essere stupidi al punto da NON CAPIRE che i bambini che vanno a vedere Ponyo sono sani e normali, mentre noi che mettiamo action figure in fila su una mensola siamo meno a posto di loro.

 

Che poi, tutti i girellari hanno dimenticato che il loro girellismo nasce PROPRIO in età infantile?

 

Anche come otaku, si potrebbe essere svegli abbastanza da rendersi conto che pur continuando a fare i bambinoni, comprando giocattoli e guardando cartoni animati, i bambini veri sono un'altra cosa e meritano la nostra responsabilizzazione.

 

Spiace dirlo, ma leggendo i vostri post da espertoni, viene da dire che i bimbi che c'erano al cinema ieri ne sanno di più. :(

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Spiace dirlo, ma leggendo i vostri post da espertoni, viene da dire che i bimbi che c'erano al cinema ieri ne sanno di più. :(


uhm, ocche', penso di aver capito  ;D

te dici "ponyo e' indispensabile perche' cosi' i bambini di oggi non avranno timore a guardare i prodotti d'animazione quando saranno grandi"

gli altri dicono "ponyo o non ponyo qua non cambiera' niente nei prossimi 3/4 anni"

..sono due discorsi diversi, cambia completamente la prospettiva..  :prof:
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E' con grande dispiacere che non posso che farvi notare quel che avete dimostrato: di preferire più la vostre chiacchiere (o pippe, come si dice) sull'animazione, sul mercato dell'animazione in Italia, sul fandom italiano, su tutte queste cose, che l'ANIMAZIONE GIAPPONESE STESSA, di cui vorreste dirvi appassionati.


Un tempo preferivo l'animazione stessa, oppure i manga in sé... poi ho scoperto che se voglio far leggere un manga a un italiano qualunque, lo devo vendere. Appurata questa cosa "ovvia", sono arrivato a capire un'altra cosa: io il manga non lo vendo ai lettori e quindi la situazione si complica.
Un manga che non si vende non si può pubblicare. Questa è una regola imprescindibile e vale anche per gli anime. C'è chi, pur avendoci sbattuto la testa, ha ricominciato da capo senza cambiare nulla e poi puntualmente è rifallito (quoque tu RahXephon)...
Non sarebbe compito mio vendere, ma se nessuno vende i manga che io propongo, allora il mio lavoro non ha alcun senso. Quindi le cose sono 2: a) cambio lavoro; B) mi deve interessare anche la vendita di questi prodotti.
La c) non esiste. Chi auspica la c) è fuori mercato. Spiace ma è così.

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Spiace dirlo, ma leggendo i vostri post da espertoni, viene da dire che i bimbi che c'erano al cinema ieri ne sanno di più. :(


Allora non li hai letti. Nessuno è entrato nel merito di pogno pogno o dello studio Ghibli o dei ragazzini. Quello che più o meno tutti hanno detto è: se pure pogno pogno generasse un certo fatturato, questo fatturato in nessun modo influenzerà ciò che non è pogno pognesco/ghibli. Roba terra terra, si parla di "sporco denaro" e di logiche di marketing fredde che non hanno alcun legame col contenuto artistico/culturale di pogno pogno.
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Noi potremo chiamarci anche otaku, benone e mi metto nel mucchio, ma questo non significa essere stupidi al punto da NON CAPIRE che i bambini che vanno a vedere Ponyo sono sani e normali, mentre noi che mettiamo action figure in fila su una mensola siamo meno a posto di loro.


Che i bambini di oggi siano "sani e normali"non credo proprio.Così come temo che al mondo oggi di persone normali ce ne siano ben poche.

A mettersi d'accordo su cosa voglia dire essere "sani e normali" poi...

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Anche come otaku, si potrebbe essere svegli abbastanza da rendersi conto che pur continuando a fare i bambinoni, comprando giocattoli e guardando cartoni animati, i bambini veri sono un'altra cosa e meritano la nostra responsabilizzazione.


Perdonami,ma questo che centra con l'andare o meno al cinema a vedere un film?

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Spiace dirlo, ma leggendo i vostri post da espertoni, viene da dire che i bimbi che c'erano al cinema ieri ne sanno di più. :(


Di sicuro non ne sanno di meno.Ma dubito fortemente ne sappiano di più.
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Premetto che per ora non sono andato a vedere Ponyo al cinema, ma questo è dipeso dal fatto che ancora non sia in programmazione nei cinema della mia città, ma da quello che ho visto, mi pare sia un prodotto più che degno che sicuramente potrà piacere sia ai bambini, sia agli adulti, come del resto altri film d'animazione del genere.

Purtroppo non credo avrà lo stesso successo riscosso dal recente film Wall-E, ma spero posso avere un degno riscontro di pubblico.

 

Tornando alle "pippe mentali", sono dell'opinione che Lucky Red sia un caso a parte rispetto ad altri editori nostrani, nel senso che Lucky Red "è un editore" che ha deciso di portare anche prodotti d'animazione... il resto nei nostri editori (Dynit, Yamato Video, Panini ecc...) sono semplici appassionati che hanno deciso di crearsi un lavoro, cercando di sfruttare la proprie passioni.

 

Dico questo d'alto della mia ignoranza, basandomi sui dati che loro stessi ci forniscono, lamentandosi in continuazione delle basse vendite dei loro prodotti... la colpa di chi è? della gente che spende i soldi in cazzate? della gente che preferisce scaricarsi la roba da internet? della gente che se ne sbatte di vedere una capolavoro come Laputa, Castello nel Cielo, quando il pomeriggio gli sparano a palla DB, gratis?

 

A me non interessano certi discorsi, perché io sono un semplice appassionato, a me per rendermi felice devono solo pubblicarmi i titolo che mi piacciono, in versione decente e poi sta all'editore convincermi di acquistare la loro versione... mentre oggi, sono io che mi devo sbattere per trovare i loro prodotti o per cercare informazioni utili per capire le caratteristiche di tali prodotti, ecc... e vi assicuro che spesso ho delle serie difficoltà e se non fossi motivato, come tanti avrei lasciato perdere.

 

Le multinazionali spendo i miliardi di euro per capire se il coloro confezione dei loro prodotti attirare clienti, mentre gli editori nostrani per pubblicizzare i loro prodotti si affidano ad internet o a fumettari improvvisati che per campare vendono "anche" manga e anime... cosi facendo non credo si andrà da nessuna parte.

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Tornando alle "pippe mentali", sono dell'opinione che Lucky Red sia un caso a parte rispetto ad altri editori nostrani, nel senso che Lucky Red "è un editore" che ha deciso di portare anche prodotti d'animazione... il resto nei nostri editori (Dynit, Yamato Video, Panini ecc...) sono semplici appassionati che hanno deciso di crearsi un lavoro, cercando di sfruttare la proprie passioni.


MA LR c'ha i miGlioni id euro per portare un film al cinema, perchè essendo distributore cinematografica incassa miGlioni.
Che ci azzaccano gli altri editori che poi curano solo l'Home Video, perchè non hanno i miGlioni.
Se DynIt c'avesse i miGlioni id eurI, credi non tenterebbe la strada dei cinema?
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Tornando alle "pippe mentali", sono dell'opinione che Lucky Red sia un caso a parte rispetto ad altri editori nostrani, nel senso che Lucky Red "è un editore" che ha deciso di portare anche prodotti d'animazione... il resto nei nostri editori (Dynit, Yamato Video, Panini ecc...) sono semplici appassionati che hanno deciso di crearsi un lavoro, cercando di sfruttare la proprie passioni.




MA LR c'ha i miGlioni id euro per portare un film al cinema, perchè essendo distributore cinematografica incassa miGlioni.

Che ci azzaccano gli altri editori che poi curano solo l'Home Video, perchè non hanno i miGlioni.

Se DynIt c'avesse i miGlioni id eurI, credi non tenterebbe la strada dei cinema?


Non parlavo tanto del passaggio al cinema... ma più che altro del fatto che i prodotti Lucky Red sono in ogni dove, sia cestoni dei supermercati allo scaffale della prestigiosa fumetteria, cioè per dire, i film di Lucky Red li affittano pure nei videonoleggi e difficile che passino inosservati. :sisi:

Se poi Dynit e gli altri editori non hanno "la forze" per potere imbastire una decente campagna pubblicitaria, ma che cacchio pretendono? non è che alla gente arrivi per osmosi i loro prodotti in uscita... nel senso pure io vorrei fare l'editore, le idee ci sarebbero, ma non posso proprio perché 1) mi manca l'esperienza, 2) non ho determinate "conoscenze", 3) non i soldi necessari per fare una cosa seria.  :discobongo:
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uhm, ocche', penso di aver capito  ;D



te dici "ponyo e' indispensabile perche' cosi' i bambini di oggi non avranno timore a guardare i prodotti d'animazione quando saranno grandi"



gli altri dicono "ponyo o non ponyo qua non cambiera' niente nei prossimi 3/4 anni"



..sono due discorsi diversi, cambia completamente la prospettiva..  :prof:


Io no,francamente non ho capito.Non solo non capisco lo sfogo,ma nemmeno perchè un "adulto" dovrebbe aver timore di vedere un prodotto d'animazione.Semplicemente,all'adulto ora come ora non frega nulla.
Comunque,di solito non lo metto perchè mi sembra scontato,ma sia chiaro che quelle che scrivo è sempre e solo secondo me,persona comune,secondo Shito non appassionata di animazione giapponese (io invece ritengo il contrario,ma tant'è,evidentemente non ho voce in capitolo nella questione).
Ho capito la questione di creare una cultura dell'animazione giapponese,ma penso che qui si sia un attimo persa di vista la realtà dei fatti per due motivi fondamentali,anche diversi tra loro:il primo è che se non c'è un ritorno economico nessuna cultura potrà mai essere creata,perchè nessuno avrà interesse a farlo,sono i soldi a muovere il mondo,la passione poco o nulla;il secondo è il fatto che viviamo in una società,quella italiana,che nella situazione attuale non consente il radicarsi di una cultura,perchè l'unica cosa radicata è la moda,compro quello che va di moda,così da adeguarmisentirmi soddisfattoessere soddisfatto,eccetera,eccetera.In più,è una società altamente limitata dal punto di vista culturale,e questo parte dai pregiudizi esistenti,fino ad arrivare ad un ipotetico futuro.Penso a questo:tu dicevi nella lettera di portare parenti e amici,e bambini degli stessi al cinema,beh,la prima risposta chiara è "No,vediamoci altro,magari di più serio" se sono soli,e se anche insisti per cercare di convincerli non si smuovono (perchè dovrebbero farlo?cosa li obbliga?),a questo punto cosa dovrebbe fare un "appassionato di animazione giapponese"?Minacciarli con una baionetta?Non hanno forse diritto di dire "Non m'interessa"?Per loro,l'animazione giapponese è roba da bambini,e tanto gli basta per non andarla a vedere,e se sentono la tua opinione l'unica cosa che pensano è che per certi versi sei un bambino troppo cresciuto.Dicesi pregiudizio.E hanno tutto il diritto di averlo,tra l'altro,ognuno è libero di pensarla così,dato che ci sono anche cose più serie a cui può voler pensare.
Ma poniamo che abbiano bambini vanno magari a vederselo(non lo so perchè non ho amici con bambini in età da ragione,e io personalmente non potrò mai saperlo in quanto non avrò mai figli),ma sempre un prodotto per bambini resterà ai loro occhi,e anche agli occhi dei loro bambini sarà una cosa momentanea,quando cresceranno diventerà magari un bel ricordo,ma saranno troppo impegnati a ricercare il cellulareconsolevestito alla moda per pensare all'animazione giapponese.
Ma siamo ottimisti,poniamo che gli piaccia al punto da restare impressionato,pensi che si appassionerò all'animazione giapponese?Io penso di no.Quello che penso è che succederà questo:"mi è piaciuto molto questo film,non pensavo che i film giapponesi potessero essere così"->"Ma chi lo fa questo film?"->"Hayao Miyazaki e lo studio Ghibli"->"Allora questo Miyazaki fa film degni di essere visti"->Stop.Non penseranno che l'animazione giapponese faccia buoni prodotti,ma che solo Miyazaki fa buoni prodotti.E questo varrà anche per il bambino diventato adulto,o padre.Il passo "Miyazaki fa buona roba"->"L'animazione giapponese fa buona roba ed è degna di essere considerata" potrebbe sembrare corto,ma per quel che mi riguarda è lunghissimo.
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Uhm.

Io non sono intervenuto perche', oltre a condividerne anche se non totalmente il contenuto, avevo un po' inteso che piu' che spunto di discussione era un invito alla diffusione del testo.

 

Non che non venga fatto o non venga riportato anche altrove, il punto pero' e' che alla fine essendo un forum di discussione, e' inevitabile che su di un argomento se ne parli.

 

Sul resto non ci metto bocca; tanto se un prodotto ha distribuzione+promozione, ha comunque visibilita', e questo e' il tanto che serve per la diffusione, poi sta al prodotto consolidare o meno posizioni di mercato.

 

 

Pero'... c'e' un pero'.

Molto di cio' che dici, anche da poco, puo' essere condivisibile, MA se l'animazione giapponese e' andata oltre il proprio territorio d'elezione, e' stato possibile in maniera praticamente esclusiva per via del passaparola.

 

Ma il passaparola su di una cosa, su di un argomento, non si limita mai esclusivamente all'argomento stesso.

 

Sono cosi' nati i fanclub, in cui soprattutto quando si e' esaurita la spinta fondante dell'argomento principale si parla e parlava un po' di tutto, e' cosi' rimasto lo spirito aggregativo.

 

Sono cosi' nate le fanfiction, i raduni, il cosplay, fino agli AMV, non ultime poi specialmente in patria le pubblicazioni piu' o meno autorizzate quali le doushinji, etc, tutte e altre cose ancora che estendono la fruizione di un qualcosa, e che in patria (Clamp a parte  :whistle: ) non hanno avuto particolari impedimenti, anzi, a maggior ragione serie manga nascono e muoiono a seconda del gradimento della gente, della quale tutto quanto qua sopra e pure di piu' e' solo una parte dell'espressione generale; in modo abbastanza differente dall'AUDITEL numerico dei distributori nostrani.

 

Quindi, io capisco che lo svolgimento dell'argomento non sia magari quanto di piu' atteso, nei modi, e che forse in realta' piu' che svolgimento si parlava piu' di appello alla diffusione, ma alla fine, ripeto non escludendo che si stimoli il passa parola esclusivamente sul testo, una visibilita' per esposizione l'ha ottenuta.

 

Poi e' inevitabile che se ne parli, anche questo alla fine e' dimostrazione di un qualche 'affetto' per l'argomento; ma, ripeto, in un forum non ci si puo realmente aspettare che un post, che poi realmente interessa nei contenuti, faccia piu' da bacheca che altro  :thumbsup:

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Shito: il tuo post è leggermente fuori sincrono.

Mi spiego: come è già stato annotato, il discorso aveva preso una piega "altra" rispetto al valore artistico dell'ultimo Miyazaki.

Valore artistico che non è stato assolutamente messo in discussione, mi sembra.

 

Tuttavia, visto che dai lo spunto, ne approfitto per definire un fattore che mi sta particolarmente a cuore: la questione anime=per bambini/ragazzi.

Ci torno su, visto che già una volta avemmo uno scambio d'opinioni in merito (era ad un Comicon a Napoli, se ben ricordo).

Io, a quell'equazione lì, non ci credo.

Nel senso che, secondo me, non è esaustiva.

 

Anzi, rilancio: secondo me credere nella verità assoluta di quell'equazione lì è un sistema di difesa intellettuale, un modo di contrapporsi all'interesse di trentenni e post-trentenni.

Interesse magari eccessivo, in alcuni casi, spesso "estremo" (vedasi, in proposito, i girellari così come i collezionisti hard-core. [sì, c'è il doppio senso. E' voluto])

A fronte di questa passione (a tratti) ipertrofica, la mia impressione è che il dire "ma guardate che quelle robe lì nascono come prodotti per bambini" sia, appunto, una forma di difesa/offesa.

A me, però, non convince.

 

-Primo, perché se è vero che l'anime nasce rivolto ad un pubblico infantile ed adolescenziale, è anche vero che la sua "forza", il suo successo commerciale è venuto anche dall'essersi evoluto oltre questi target e aver tentato nuove strade.

Ci sono più "Perfect Blue" in Giappone di quanti "Heavy Metal" ci siano stati in Occidente, per fare un solo esempio.

 

-Secondo, perché se anche il prodotto nasce rivolgendosi ad un target "giovanile" non vuol dire che sia "stupido" (spero sia chiaro il senso dell'aggettivo) e discorso chiuso.

Chihiro e, in misura secondo me anche maggiore, "Wall-E" ne sono esempi eclatanti.

 

-Terzo, perché la cultura POPOLARE e i mezzi di espressione GIOVANILI funzionano secondo regole di mercato, e non di utopico intellettualismo.

Se c'è un mercato (ergo, aziende che decidono di investire soldi per ideare, produrre, distribuire) per le action figure, o per modelli spaventosamente difficili da costruire/personalizzare, o per pezzi da collezione particolarmente curati o "rari", non significa che chi li acquista sia necessariamente un mentecatto che ha perso la bussola, né un sicuro affetto da sindrome di Peter Pan.

Ci si può scherzare, sull'argomento, sicuramente, ma, davvero, non lo si può usare come prova in un discorso sulla cultura pop.

Altrimenti ti chiedo di dare, chessò, un Perfect Grade in mano ad un ragazzino di sedici anni e poi vediamo che ne vien fuori.

O di definire allo stesso modo i collezionisti di modelli militari che organizzano rievocazioni storiche con i diorami.

C'è un prodotto, c'è un mercato, punto.

Non puoi metterti a sindacare su quello che, secondo te, dovrebbe essere l'acquirente ideale di quel prodotto e poi storcere la boccuccia se quel prodotto è non solo acquistato da, ma addirittura progettato per un'altra fascia di pubblico.

E lo stesso discorso vale non solo per il merchandise, ma per l'anime in sé.

(Ci starebbe un bel pippone lungo lungo su intenzione dell'autore e ricezione del pubblico "non previsto", su questo, ma mi sa che mi son dilungato abbastanza).

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Ma siamo ottimisti,poniamo che gli piaccia al punto da restare impressionato,pensi che si appassionerò all'animazione giapponese?Io penso di no.Quello che penso è che succederà questo:"mi è piaciuto molto questo film,non pensavo che i film giapponesi potessero essere così"->"Ma chi lo fa questo film?"->"Hayao Miyazaki e lo studio Ghibli"->"Allora questo Miyazaki fa film degni di essere visti"->Stop.Non penseranno che l'animazione giapponese faccia buoni prodotti,ma che solo Miyazaki fa buoni prodotti.E questo varrà anche per il bambino diventato adulto,o padre.Il passo "Miyazaki fa buona roba"->"L'animazione giapponese fa buona roba ed è degna di essere considerata" potrebbe sembrare corto,ma per quel che mi riguarda è lunghissimo.

Su questo non sono molto d'accordo... O meglio, è un ragionamento giusto ma pure esso pregiudizievole. Tu dici a priori che lo spettatore occasionale (uno che si vede il film senza sapere nulla di animazione giapponese) a cui piace il film poi si appassionerà solo ai film di Miyazaki/Ghibli. Il passaggio che tu dai per scontato (di chi era questo film?) in realtà non lo è per niente, nessuno spettatore occasionale fuori dal cinema se lo chiede e pensa successivamente "beh, allora mi vedrò tutti i film di questo regista". Questo è già un discorso da appassionato, che quindi è interessato a conoscere un certo autore. Quello che più verosimilmente accade è che all'uscita del cinema quello spettatore pensi "Bel film, pensavo che la roba giapponese facesse schifo, invece è stato bello" e si ferma lì. Se poi in futuro dovesse capitargli di avere a che fare con un prodotto di animazione giapponese POTREBBE pensare "fammici dare un'occhiata, magari è bello pure questo". Il che non significa che nel mercato cambierebbe qualcosa, però in quella persona si creerebbe perlomeno la "base" per potersi accostare agli anime. Un modo insomma per rompere il pregiudizio della gente riguardo a queste cose.

Per dire: ieri sera ho proposto alla mia compagnia di andare a vedere Ponyo: è partito subito il "che?" della pseudo intellettualoide del gruppo, alla quale ho dovuto spiegare di che si trattava e che il regista è un premio Oscar. Un'altra ragazza invece si è dimostrata entusiasta e lo voleva già andare a vedere, e non è certo un'animefan. Se riuscissi a portarli al cinema e il film gli piacesse, non credi che se in seguito gli consigliassi qualcos'altro da vedere lo prenderebbero in considerazione?
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