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Up - dalla Pixar


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Visto ieri. Senza se e senza ma il miglior film Pixar. Almeno per me.

E come primo film visto in 3D mi è piaciuto molto l'impostazione. Ho visto un paio di pubblicità prefilm con animali e oggetti che uscivano fuori dallo schermo e non mi hanno detto nulla .. invece il senso di profondità di campo che si ha durante il film è qualcosa di veramente piacevole e che, soprattutto in alcune scene, avvantaggia di molto la qualità visiva dell'immagine.

Mi è piaciuto molto l'inizio che ho trovato di una poetica dolcissima, e non troppo smielato come letto da altre parti, mi sono commosso in tantissimi punti e sebbene la storia fosse proprio lineare è stata raccontata con una maestria che mi ha fatto uscire dalla sala soddisfatto e compiaciuito.

Per ora si contende il titolo di Film dell'anno assieme a Gran Torino e a Bastardi senza gloria ..

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Io l'ho trovato, insieme ad "A Bug's Life" decisamente il peggiore di tutta la loro produzione. A parte il protagonista i personaggi non hanno alcun spessore nè interagiscono in modo significativo, nè si evolvono. E la maggior parte di loro è semplicemente antipatica, a cominciare dal boy scout e dai cani col tormentone "dreamworksiano" dello scoiattolo. La trama è troppo tirata via e inconsistente (persino per un cartone), il "cattivo" ha delle motivazioni davvero risibili e la serietà delle parti riguardanti la nonna cozza alla stragrande con le stronzate di cani parlanti, uccellacci, e compagnia cantante.

Alla fine sembrano quasi due film diversi attaccati insieme con lo sputo, che davvero hanno poco a che fare l'uno con l'altro in tono, ritmo e messaggio. Inoltre sono rimasto ESTREMAMENTE deluso dallo svolgimento del film. Mi aspettavo già un epico viaggio in diverse località esotiche a bordo della casa volante... sfidando le intemperie etc... e invece sulla casa ci rimangono tipo 10 minuti, e poi il resto del film si svolge a terra. Ma perchè? 'UP' un par di palle. Potenzialità davvero buttate al vento. :crying:

Poi il 3d l'ho trovato davvero molto poco significativo per questo film. Certo sì, in molte scene aggiungeva profondità, ma niente per cui strapparsi i capelli. Ad esempio in Coraline mi è sembrato molto più d'effetto. Quelli che hanno visto il film insieme a me neanche hanno notato la differenza... forse qualche errore nella proiezione? E dire che ho visto Coraline nella stessa sala, e quello sì m'aveva impressionato... mah.

In definitiva, Up rimane comunque meritevole di visione, ma è la prima volta che mi sento di dire che forse alla pixar avevano finito le idee.

Edited by Kiavik
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Appunto, visto che con Kiavik siamo sempre di opinioni diametralmente opposte che manco lo Yin e lo Yang, mi domandavo quando sarebbe intervenuto a dirne male :fash1::pfff:

 

Ma tutti gli altri pixar piacciono a entrambi :happy::D

Edited by Kiavik
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A volte basta davvero poco per rovesciare e far tentennare convinzioni inveterate da anni.

Insieme ad alcune piu' recenti.

 

Avendo seguito la Pixar dai tempi dei primi cortometraggi, mi ero fatto l'idea che la Pixar rendesse al meglio nel rendere quella che mi piace chiamare 'anima' degli oggetti, rendendoli protagonisti in un mondo che li vede in tutt'altro modo. E che quindi rendesse meglio con i film senza 'esseri umani'.

 

Avendo visto quel mezzo capolavoro (la prima parte lo E') di Wall-E, invece solo l'anno scorso mi sono detto "piu' di cosi' cosa vuoi che facciano"?

 

Per questo motivo quando vedevo le locandine e le specifiche su UP, il loro nuovo film realizzato e visualizzato al meglio in 3d con lenti polarizzate, sinceramente, me ne importava poco.

 

Sbagliavo per la storia del 'solo oggetti' e per un 'qualcosa in piu'' difficile.

 

L'hanno fatto realmente.

 

La Pixar ha una caratteristica costante che fa delle proprie opere dei 'gioielli' nel panorama filmico; fanno cartoon che come medium dovrebbe essere per bambini, ma che puo' essere fruito dai bambini. Mentre il loro 'target' sono sempre gli adulti.

 

E qua c'e' una sinfonia visiva che parte dalla spensieratezza della giovane eta', passa per le gioie e le problematiche della vita quotidiana e della crescita, dove *sempre* cio' che viene programmato viene disatteso con matematica precisione, tocca con infinita leggerezza e in modo mai da voler suscitare forti emozioni, il decadimento, e la morte. Tutto si puo' realmente dire 'in punta di palloncino'.

 

L'idea del film in se' e' semplice e lineare, come tutte le cose che sono e assumono grandezza nel tempo:

Un anziano ad un certo punto della sua vita, decide di mantenere una vecchia promessa fatta da giovane alla moglie scomparsa; andare a vivere in un certo punto del sud-america, ed esplorare come faceva un certo grande eroe. E lui lo fara', recandocisi con la propria casa sostenuta e trasportata da una marea di palloncini.

 

Non posso far altro che concludere dicendo che questo e' il film della oramai raggiunta piena maturita' della Pixar.

 

Quanto sono lontani i tempi della lampada Luxo; e quanta di quella verve da' ancora anima alle loro realizzazioni.

 

Voto: 10

 

Ammazza quanto quoto!

Up è semplicemente un gioiello, dopo la prima parte del film quella che praticamente è un lungo antefatto stavo per mettermi ad applaudire, il film poteva finire lì e sarei stato soddisfatto lo stesso, poi verso la fine quando lui risfoglia quel libro arrivando fino alla fine ho trattenuto a stento le lacrime, alla Pixar sanno realizzare della pura poesia in animazione.

 

Notevole IMHO anche il corto che precede il film, davvero carino :rotfl:

 

 

P.S. io l'ho visto in una sala NON 3D e non ho sentito minimamente la mancanza di quei dannati occhialetti (che poi io porto già gli occhiali non so neanche se potrei metterceli sopra visto che senza sono una talpa)

Edited by Alex Halman
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(che poi io porto già gli occhiali non so neanche se potrei metterceli sopra visto che senza sono una talpa)

Io sono andato con un amico che aveva gli occhiali (il cinema utilizzava il sistema XpanD, con questi occhialini) e se li è tranquillamente messi sopra agli occhiali senza problemi.

Non so se con i cinema che usano le lenti polarizzate ci siano delle controindicazioni, ma francamente non credo proprio.

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(che poi io porto già gli occhiali non so neanche se potrei metterceli sopra visto che senza sono una talpa)

Io sono andato con un amico che aveva gli occhiali (il cinema utilizzava il sistema XpanD, con questi occhialini) e se li è tranquillamente messi sopra agli occhiali senza problemi.

Non so se con i cinema che usano le lenti polarizzate ci siano delle controindicazioni, ma francamente non credo proprio.

 

Yes, a me sembrano uguali a quelli che avevo anch'io, sono comodi perche' le aste sono flessibili, e anche il modello era comunque in una gomma non rigida.

 

A me veniva da ridere perche' tra una cosa e l'altra era come avere gli stessi occhiali del protagonista.

:rotfl:

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Una piccola annotazione personale di merito;

 

mentre stavo facendo una breve fila per prendere qualcosa da bere prima di entrare in sala, ho visto una bambina che avra' avuto 8-9 anni uscire trafelata dalla sala quasi strillando alla sua amica/parente in fila che il film stava iniziando, per poi correre di nuovo in sala.

 

Io sono entrato quindi con qualche minuto di ritardo, e ho visto solo un pezzo del corto iniziale, ho fatto spallucce e me ne sono fregato. Subito dopo pero' mi sono ricordato di quella bambina e mi sono domandato: "Ma quand'e' che ho iniziato a fregarmene?"

 

Pensieri della sera... (per l'appunto ->):snack:

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Visto. :sbav:

 

Splendido, commovente, emozionante e rincuorante.

Un film davvero prezioso. :-*

 

Wall-E era un film sul risveglio, mentre questo è un film sul ricordo, su come esso possa darci forza, possa essere un premio, un'ossessione, la via per la dannazione, una prigione o la chiave per la libertà e la serenità assolute.

 

Meglio o peggio rispetto agli altri film Pixar?

Io ho notato un leggero calo di consistenza del film (non parlo di senso né di qualità) nella sequenza immediatamente successiva all'arrivo in Sud America. Solo lì e solo per poco.

Per questo, forse, ho preferito Wall-E ... ma seriamente, è solo cercare il pelo nell'uovo.

 

Ci sarebbe molto da dire su tutto il film, sulla sua carica emotiva, sul suo senso, sulla regia, i colori, i personaggi ... ma credo che invece mi fermerò qui, tenendo per me il tesoro che Up mi ha regalato ed esortando chiunque non avesse ancora visto il film a muovere le chiappe (impegni permettendo), perché non se ne pentirà di certo.

 

Un voto? 9. Come vivere con leggerezza, amore e sacro ardore fino alla fine dei giorni. ;)

 

Voglio anche spendere due parole per il corto che precede il film, "Sereno Variabile" mi pare si chiamasse.

Si tratta della più bella parabola sull'amicizia e la lealtà che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni. Forse da sempre.

Se un bimbo vi chiede "cos'è l'amicizia?" e siete in difficoltà con le definizioni, voi fategli vedere quello.

Vale più di mille chiacchiere.

Edited by Erik
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  • 2 weeks later...

visto.

 

non avendo letto i commenti qua sopra m'aspettavo un altro genere di film (stile kiavika :lolla:) pero' sono sicuramente soddisfatto, il cane poi e' semplicemente spettacolare (potessero parlare i miei direbbero le stesse identiche cose..), il gusto dolce-amaro che permea tutto il film m'ha lasciato un po' cosi' ma non per questo non m'e' piaciuto, anzi.. :happy:

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stupendo, commovente...il distintivo "ellie": Accidenti! :sisi:

 

mi ha colpito molto la situazione di Russel: con un papà che gli regala il gps ma non và alla premiazione e una mamma che le piace giocare a "stare in silenzio". genitori che materialmente danno tutto al figlio ma di insegnamenti pratici manco l'ombra...ha la tessera per tutti i trasporti pubblici ma montare la tenda da campeggio diventa un problema serio.

 

i movimenti dei cani e di Kevin sono a dir poco reali...gran lavoro sui movimenti e mimica facciale.

 

beh, insomma mi è piaciuto veramente tanto! :dance:

 

...una blu!

...una rossa!

(...una grigia!)

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Ed ecco il secondo film del regista 'più otaku' di tutta la Pixar, Pete Docter.

 

Quello con l'infanzia sociopatica.

Quello che è un fan di anime.

Quello che è un superfan di Miyazaki.

Quello che ha curato il doppiaggio inglese di Howl.

 

La sua prima regia, Monsters Inc., svetta secondo me a tutt'oggi come miglior film Pixar di sempre. Un capolavoro di perfezione.

 

Riesce Pete a bissare?

 

No.

 

Non ci riesce perché Up, a parte l'infinita ispirazione presa da Howl, è un film assai sgangherato.

 

Intendiamoci: è un film Pixar. La qualità artistica è alle stelle, eh! L'espressività è incredibile. Lo stile è raffinato.

 

E sì, ci sono momenti DAVVERO SPLENDIDI.

 

E anche un sacco di belle trovate, certo.

 

Ma tutto sembra legato insieme piuttosto male.

 

E soprattutto, mentre un sacco di cose interessanti restano delicatamente sul fondale (la vecchiaia, l'isolatria, la voglia di fuga, l'idiosincrasia intergenerazionale), il tema principale del film mi è DAVVERO ODIOSO!

 

"Puoi sempre ricominciare, anche dopo la più grande delle perdite."

 

Ve benone che una FEMMINA l'avessi scritto al marito in fondo al diario, ma che lui accetti la cosa, beh, proprio no.

 

Talvolta la più bella delle storie cerca solo un degno finale.

E bisogna saper vedere quando quel momento è giusto.

Non ci si può ingannare che tutto possa proseguire.

 

E non sto parlando del film, sto parlando della vita umana.

 

Alla fine, l'ho trovato un film piuttosto vile.

Viel perché gioca sull'inganno del "accetta la vecchiaia", ma poi la vecchiaia non è più tale.

Peggio che per Sophie (e poi lì almeno c'era la magia di mezzo).

 

L'abbraccio di Sophie e Howl, che ritrovano le rispettive età dei loro sessi (lei, innamorata, manderebbe tutto il mondo a quel paese per vivere col suo uomo, lui che rifuggiva le responsabilità infine si responsabilizza per difendere lei) è una cosa.

 

Ma qui è il contrario.

 

Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta.

 

Fail.

Edited by Shito
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Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta.

 

...a me piace pensare che (ok, la casa è "solo" una casa) i ricordi lasciati alle cascate paradiso siano stati recuperati e portati nel dirigibile...anche perchè le poltrone "storiche" le aveva sistemate per bene, appunto per poi recuperarle.

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Ed ecco il secondo film del regista 'più otaku' di tutta la Pixar, Pete Docter.

 

Quello con l'infanzia sociopatica.

Quello che è un fan di anime.

Quello che è un superfan di Miyazaki.

Quello che ha curato il doppiaggio inglese di Howl.

 

La sua prima regia, Monsters Inc., svetta secondo me a tutt'oggi come miglior film Pixar di sempre. Un capolavoro di perfezione.

 

Riesce Pete a bissare?

 

No.

 

Non ci riesce perché Up, a parte l'infinita ispirazione presa da Howl, è un film assai sgangherato.

 

Intendiamoci: è un film Pixar. La qualità artistica è alle stelle, eh! L'espressività è incredibile. Lo stile è raffinato.

 

E sì, ci sono momenti DAVVERO SPLENDIDI.

 

E anche un sacco di belle trovate, certo.

 

Ma tutto sembra legato insieme piuttosto male.

 

E soprattutto, mentre un sacco di cose interessanti restano delicatamente sul fondale (la vecchiaia, l'isolatria, la voglia di fuga, l'idiosincrasia intergenerazionale), il tema principale del film mi è DAVVERO ODIOSO!

 

"Puoi sempre ricominciare, anche dopo la più grande delle perdite."

 

Ve benone che una FEMMINA l'avessi scritto al marito in fondo al diario, ma che lui accetti la cosa, beh, proprio no.

 

Talvolta la più bella delle storie cerca solo un degno finale.

E bisogna saper vedere quando quel momento è giusto.

Non ci si può ingannare che tutto possa proseguire.

 

E non sto parlando del film, sto parlando della vita umana.

 

Alla fine, l'ho trovato un film piuttosto vile.

Viel perché gioca sull'inganno del "accetta la vecchiaia", ma poi la vecchiaia non è più tale.

Peggio che per Sophie (e poi lì almeno c'era la magia di mezzo).

 

L'abbraccio di Sophie e Howl, che ritrovano le rispettive età dei loro sessi (lei, innamorata, manderebbe tutto il mondo a quel paese per vivere col suo uomo, lui che rifuggiva le responsabilità infine si responsabilizza per difendere lei) è una cosa.

 

Ma qui è il contrario.

 

Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta.

 

Fail.

 

Mai una stroncatura mi aveva messo una voglia così matta di vedermi un film. :sisi:

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Viel perché gioca sull'inganno del "accetta la vecchiaia", ma poi la vecchiaia non è più tale.

 

pure il semplice fatto che si porti a spasso per la giungla una casa, mentre prima di partire dovesse per forza usare il bastone e per far le scale la poltrona mobile.. :PallaFieno:

 

 

 

Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta.

 

no beh, a quel punto e' comprensibile, riesce finalmente ad arrivare dove voleva arrivare, ma non si sente apposto con la coscienza dopo aver abbandonato l'uccello, vede il messaggio della moglie che gli da' coraggio e decide di rinunciare al passato

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Non ci riesce perché Up, a parte l'infinita ispirazione presa da Howl, è un film assai sgangherato.

 

Allora, partiamo dal discorso ispirazione.

 

Piccola precisazione.

A parte che Howl/Ghibli di per se' non e' un progetto peculiare od originale ed è in qualche modo derivato a sua volta da un romanzo, se si parla di 'citazione' nei confronti del libro di Diana Wynne, e' una cosa che forse ci puo' stare.

 

Ma anche in questo caso il discorso della 'casa che vola' andrebbe piu' a toccare il Mago di Oz (e a supporto ulteriore ci sarebbe il discorso che nella casa volante ci fossero sia un bambino/a che un cane, come del resto in Up).

Quindi sarebbe assai piu' filologicamente corretto parlare del mago di oz, come immediato e molto piu' palese referente.

 

Per quanto riguarda la 'sghangeratezza', neanche per idea.

E' il piu' riuscito film della Pixar nell'equilibrare le proprie singole parti; come in wall-e c'e' una parte, qua quella del ricordo di una vita mostrata all'accelleratore nei ricordi, che ha un certo peso nella storia, e che potrebbe essere film a se' stante, considerando che le risorse tecniche adoperate per il 3d nel film e nello specifico per questa parte di cui sto parlando, sono puro cinema. Come per l'appunto lo era la prima parte di Wall-E.

 

E soprattutto, mentre un sacco di cose interessanti restano delicatamente sul fondale (la vecchiaia, l'isolatria, la voglia di fuga, l'idiosincrasia intergenerazionale), il tema principale del film mi è DAVVERO ODIOSO!

"Puoi sempre ricominciare, anche dopo la più grande delle perdite."

Ve benone che una FEMMINA l'avessi scritto al marito in fondo al diario, ma che lui accetti la cosa, beh, proprio no.

 

Beh, la vita e' fatta di cose interessanti che restano sul fondale, e spesso cio' che resta o si segue e' realmente cio 'che resta specialmente di inaspettato dalle "pianificazioni" giovanili.

C'e' un elemento importante a riguardo, ed e' la famosa 'bottiglia' salvadanaio con i soldi per fare il viaggio; in varie occasioni invece e' servita man mano per altre emergenze. Per poi essere 'accantonata'.

 

Il discorso misogino ci starebbe pure :giggle:, il punto e' che si sta parlando di vita, semplicemente di essa, e una persona che ne ama un'altra, arriva ad amare e a ritenere essa stessa importante cio' che per l'altro lo e'.

E' un fondamento nel discorso di coppia.

 

Lui non accetta quel discorso fatto in quelle pagine.

Ha accettato tutto il discorso fatto dalla moglie quando era gia' bambina, e l'ha fatto suo.

Non si tratta di 'accettare', ma di una vita conseguente ad una accettazione passata e diventata da anni vita unica, al di la' del semplice 'comune'.

 

Talvolta la più bella delle storie cerca solo un degno finale.

E bisogna saper vedere quando quel momento è giusto.

Non ci si può ingannare che tutto possa proseguire.

E non sto parlando del film, sto parlando della vita umana.

 

Una regola non scritta cosi' apertamente, vuole che nelle storie il comportamento del protagonista non debba seguire le regole di conservazione; non entrare in quella porta, non fuggire dalle autorita', non ribellarti alle autorita', non metterti contro il sistema, ma l'esatto contrario, in quanto altrimenti non ci sarebbe niente da raccontare.

 

L'anziano, dopo una certa vita 'ordinata' specie a seguire la moglie, e le piccole esigenze quotidiane, dismette i panni del minimalismo e dicendo 'Up', vola con la propria casa.

Attenzione, non cerca o pianifica nei minimi dettagli il viaggio.

UP non e' la narrazione di un'avventura, l'avventura avviene per caso.

In quanto l'anziano *esprime* il proprio desiderio represso di fronte ad una situazione contingente, quella di andare coattivamente in una casa di riposo, con il semplice, per modo di dire 'volare via'.

UP!

 

Alla fine, l'ho trovato un film piuttosto vile.

Viel perché gioca sull'inganno del "accetta la vecchiaia", ma poi la vecchiaia non è più tale.

Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta.

 

Veramente nel film non e' mai suggerito il 'dover accettare' uno status particolare.

 

E il vecchio non butta i ricordi.

Butta OGGETTI.

 

Perche' quelli sono diventati solo oggetti, come tanti se ne potrebbero ricomprare, dopo che ha realizzato che recarsi in quel luogo non era solo un sogno e soprattutto NON era un luogo dove MORIRE.

MA era un luogo dove continuare la propria vita, lasciando alle spalle i propri rimpianti, e cio' che li legava ad essi.

 

E' per questo motivo che poi alla fine del film 'appunta' il bambino con la spilla di Ellie.

Perche' cio' che viene donato ha veramente valore per chi lo riceve. Per chi lo da', e' solo uno dei tanti oggetti che sono posseduti.

 

Ed appuntando quella spilla, l'anziano in quel momento accetta realmente che

la moglie sia morta

, perche' comprende non piu' a compartimenti stagni piu' o meno coscienti, ma con la propria esistenza, che cio' che rende speciale un qualcosa e' condividerla.

 

E fino a quel momento altro non aveva fatto che custodire l'apparenza, un luogo, la casa, cercando di mantenerla esattamente com'era

quando se ne era andata la moglie

.

Da marito affettuoso era diventato solo un custode.

 

E alla fine del film si riappropria della propria vita, perche' per quanto difficile possa essere da accettare magari da piu' giovani, non c'e' dicotomia tra avventura e vita, non ci sono momenti 'sfolgoranti' impressi come nella pellicola di un film con tanto di colonna sonora, ma ci sono vari momenti, che possono o meno durare a piu' o meno a lungo.

 

Alla fine, se ci fate caso, nel film si puo' anche saltare tutta la parte dei palloncini, e considerarla come una 'storia nella storia'; perfettamente isolabile dal contesto, ma rimarrebbe la vicenda di un anziano che esce dalla rassegnazione dei propri ricordi, per costruirne altri.

 

Tutto il resto e' poesia.

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Non ci riesce perché Up, a parte l'infinita ispirazione presa da Howl, è un film assai sgangherato.

 

Allora, partiamo dal discorso ispirazione.

 

Piccola precisazione.

A parte che Howl/Ghibli di per se' non e' un progetto peculiare od originale ed è in qualche modo derivato a sua volta da un romanzo, se si parla di 'citazione' nei confronti del libro di Diana Wynne, e' una cosa che forse ci puo' stare.

 

Ma anche in questo caso il discorso della 'casa che vola' andrebbe piu' a toccare il Mago di Oz (e a supporto ulteriore ci sarebbe il discorso che nella casa volante ci fossero sia un bambino/a che un cane, come del resto in Up).

Quindi sarebbe assai piu' filologicamente corretto parlare del mago di oz, come immediato e molto piu' palese referente.

 

 

 

Non mi riferivo affatto a elementi di materiale fabulistico, quanto all'evidente incipit narrativo del 'giovane divenuto vecchio' (per quanto, qui, non con la magia ma con un ffwd) le cui ossa scricchiolano, e fa pensare ai bambini "wow, che dura deve essere la vecchiaia". Era una dalle componenti di Howl che, torno a ripetere, lo stesso regista di UP ha curato nella sua edizione inglese/americana. Lui ha stesso dichiaratamente e esplicitamente citato Miyazaki come mentore e in particolare come fonte di ispirazione per UP. Tra le fonti di ispirazione, non figurava 'The Wonderful Wizard of Oz', a mia memoria.

 

Altro elemento che credo venga dritto dritto da Howl in UP è il 'minna kazoku ni natteru', ovvero "diventiamo tutti famiglia". Il gruppo di protagonisti si allarga con successivi incontri casuali e alla fine tutti sono pervarsi da un forte senso di famiglia. Questa cosa, a dire il vero, era presente anche in Sen to Chihiro (il viaggio in treno), ma in Howl diviene focale del film intero.

 

Su tutto il resto del tuo post, non posso che rispondere "non concordo". Del resto questo è chiaro dal mio stesso post.

 

Io non mi aspettavo, ma avrei auspicato, un onesto e dolce suicidio del vecchietto una volta ancorata la casa sopra alle cascate. O ancora più romanticamente la sua 'morte serena' sulla giusta poltrona di sinistra. Dicono che il corpo di Pierre abbia schiuso le braccia, nella bara, quando poi vi introdussero anche quello della sua Heloise. Sono un inguaribile romantico, e trovo che il senso nella finitezza possa travarsi solo nella proiezione sull'infinito degli attimi. Ma il vecchietto che camminava a stento che "wow trova una nuova giovinezza col ragazzino half-straniero dalla famiglai atipica", beh... questo è persino peggio del finale di Gran Torino, sù. :)

 

Sono certo che se ti dicessi "questo film profuma di una forma deforme di Orfismo" capiresti ugualmente cosa intendo. ;)

 

Per il resto, è comunque un film che IMHO merita di essere visto. Per molte molte ragioni.

 

Ti lascio con una pagina di letteratura, tradotta da me medesimo, che credo racchiuda tutto il 'senso' di una vita maschile mortale. Almeno per me.

 

(PS: 'poesia' è la terza parola più abusata del nostro dizionario, dopo 'libertà' e 'arte'. Non unirti allo scempio! ;) )

 

---

 

II - 31

 

In questa solitaria fermata di rinfresco tra Coalmont e Ramsdale (tra l'innocente Dolly Schiller e il gioviale zio Ivor), passai in rassegna il mio caso. Con la più estrema semplicità e chiarezza vedevo ora me stesso e il mio amore. I tentativi precedenti a paragone sembravano sfocati. Un paio d'anni prima, sotto la guida di un intelligente confessore francofono, al quale, in un momento di curiosità metafisica, avevo tentato di volgere uno scialbo ateismo di protestante per una cura papale vecchio stile, avevo sperato di desumere dal mio senso di peccato l'esistenza di un Essere Supremo. In quelle gelide mattine nel Quebec merlato di brina, il buon prete lavorò su di me con le più spiccate tenerezza e comprensione. Sono infinitamente obbligato verso di lui e la grande Instituzione che rappresentava. Ahimé, fui incapace di trascendere il semplice umano fatto che per quale che conforto spirituale potessi io trovare, per quali che litofaniche eternità potessero essere disposte per me, nulla potrebbe far dimenticare alla mia Lolita l'oscena lussuria che io avevo inflitto su di lei. A meno che non possa essere provato a me --a me come sono ora, oggi, con il mio cuore e la mia barba, e la mia putrefazione-- che ad infinito andare non importa un bel nulla che una ragazzina nordamericana di nome Dolores Haze sia stata deprivata della sua infanzia da un maniaco, a meno che questo non possa essere provato (e se può esserlo, allora la vita è una beffa), non vedo altro per la cura della mia sofferenza che la melanconia e l'assai parziale palliativo dell'arte verbale. Per citare un antico poeta:

 

Il senso morale è nei mortali il balzello

Che abbiam da pagare sul mortal senso del bello.

 

(H.H. ~ V.N.)

Edited by Shito
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Avete già detto tutto, l'unica cosa che potrei aggiungere è che secondo me la seconda parte è di gran lunga inferiore alla prima, peggio che in Wall-E, nonostante siano presenti personaggi degnissimi. Mi ha un po' infastidito il dover infilare a forza il cattivone, personaggio di cui non ho ancora capito il senso. Fortunatamente il film si riprende alla grande nell'ultimissima scena.

Tra l'altro dove l'ho visto io (proiettato in 3d) non c'è stato nessun corto :crying:

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