Vai al contenuto

Mondo Apple (sempre più QUALITY)


Brarez

Messaggi raccomandati

Risparmiati qualsiasi antivirus, su Mac.

 

I presunti virus su Mac sono programmi che ti CHIEDONO IL PERMESSO (e di inserire la password di amministratore) per fare quello che vorrebero fare.

Se uno prende virus s Mac ha bisogno di una cura mentale, non si un antivirus.

 

Credo che gli antivirus per Mac esistano solo per gli switchers... ^^

 

Ah, su Mac è divertente provare millemila app, tanto se le togli non lasciano schifo e non rallentano il sistema. :)

Link al commento
Condividi su altri siti

I presunti virus su Mac sono programmi che ti CHIEDONO IL PERMESSO (e di inserire la password di amministratore) per fare quello che vorrebero fare.

La fai facile, tutto quello che è accessibile senza password di amministratore è accessibile anche al malware, quindi tutti i video/file di testo ecc ecc.

Certo, non può compromettere il sistema operativo, ma di fastidi se ne possono creare comunque.

 

Detto questo non mi porrei il problema fino a quando Mac Os non arriverà a 15/20% di share, prima di quella soglia imho il malware sarà quasi tutto scritto per windows.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Ah, su Mac è divertente provare millemila app, tanto se le togli non lasciano schifo e non rallentano il sistema. :)

 

Il giorno in cui microsoft deciderà di dare una sistemata al registro di sistema o ad usare un altra soluzione penso che farò festa...

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Ah, su Mac è divertente provare millemila app, tanto se le togli non lasciano schifo e non rallentano il sistema. :)

 

Il giorno in cui microsoft deciderà di dare una sistemata al registro di sistema o ad usare un altra soluzione penso che farò festa...

 

Se tolgono il registro di sistema e mettono 1000 file ini ti cambia qualcosa?

E dico a parte il fatto che il sistema sostitutivo sarebbe più lento.

 

Il problema è al massimo sempre stato nel fatto che i programmatori hanno preso il registro di sistema come un utile posto dove metterci i settaggi, il che è chiaramente una pessima idea.

Comunque entro qualche anno penso che i programmi che abusano del registro di sistema spariranno quasi completamente (e già adesso possono scrivere solo sul registro virtualizzato quindi sono molto meno dannosi).

 

Mi incuriosisce invece il discorso sulla disinstallazioni su Mac visto a me pareva che fosse universalmente riconosciuto il contrario di quanto affermato da Shito, ovvero che la disinstallazione generalmente è un'operazione approssimativa, tanto che esistono diverse applicazioni che cercano di metterci una pezza, ad esempio questa.

Quando rimuovi un programma dal tuo Mac, hai sempre l'impressione che in qualche cartella di sistema rimanga qualche file di troppo? Bene, hai ragione, è quello che succede spesso.

(poi non so se la colpa è dell'installer di sistema o, come quasi sempre, di chi scrive programmi a cazzo)

 

E windows installer (MSI) francamente non so cosa abbia da invidiare a quanto proposto dagli altri sistemi operativi, se poi chi scrive installer non lo sfrutta o usandolo scrive procedure customizzate che finiscono con il lasciare schifezze che ci si può fare?

Obbligare ad usare windows installer con le sole opzioni offerte di default potrebbe essere limitativo per certe applicazioni.

Però se uno usa in modo adeguato windows installer si può stare ben certi che nel sistema non lascerà assolutamente nulla.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Se tolgono il registro di sistema e mettono 1000 file ini ti cambia qualcosa?

E dico a parte il fatto che il sistema sostitutivo sarebbe più lento.

 

Il problema è al massimo sempre stato nel fatto che i programmatori hanno preso il registro di sistema come un utile posto dove metterci i settaggi, il che è chiaramente una pessima idea.

Comunque entro qualche anno penso che i programmi che abusano del registro di sistema spariranno quasi completamente (e già adesso possono scrivere solo sul registro virtualizzato quindi sono molto meno dannosi).

 

 

Mah, speriamo che succeda veramente quello che dici, sarebbe già un gran passo avanti...

Link al commento
Condividi su altri siti

Ma in generale il software per Mac è un software stand alone... quindi se devi formattare il Mac, prendi le cartelle o i software e li sposti altrove per poi riportarli nella posizione corretta quando serve.

 

Il problema è che la mentalità di chi programma per PC ogni tanto si sposta su Mac e quindi ti ritrovi con software che vanno a sparpagliare file in tutte le cartelle possibili e quando vuoi disinstallare restano schifezze varie...

 

Quando ho formattato l'Imac (dopo 4 anni) le uniche cose che ho reinstallato sono stati i programmi della Adobe Suite... il resto l'ho spostato...

Link al commento
Condividi su altri siti

Chibi: ab initio, per installare un programma su Mac trascini l'icona nella cartella 'applicazioni'. Ma già questa è una finezza. Io quando testo una app la lancio da DENTRO il 'disco virtuale' in cui tipicamente la si trova. ^^;

 

Quando lanci una volta una applicazione su Mac, questa crea tre/quattro file scemi in dati posti. Tipicamnte, un file dove registra i setting (detti 'plist' da 'preference list'. Quando dinsistalli trashi il file (icona) del programma stesso, e poi se sei pulitino fai una cosa molto difficile. Vai in Spotlight (soft di ricercasu indicizzazione) e cerchi il nome del programma, indi cancelli tutto ciò che trova. Fine.

 

Se uno è pigro ci sono App leggere per automatizzare queso stesso processo (tipo AppZapper, o l'altra che uso io -non ricordo il nome-)

 

Ci sono poi una minoranza di programmi fatti 'a là Windows', con installer e disinstaller, e sono quelli che in genere NON accetto di installare.

:)

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 weeks later...

(per la cronaca; http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=374&ID_sezione=3&sezione=Web%20Notes )

 

21/4/2006 - LA PHILIPS PROPONE NEGLI STATI UNITI UN DISPOSITIVO CHE FERMA LO ZAPPING QUANDO IN TV C’È LA PUBBLICITÀ

 

Schiavi del telecomando

gli spot sono obbligatori

 

Un contenzioso

che parte da lontano

 

Avete l’abitudine di fare zapping quando c’è la pubblicità in tv? Siete tele-amatori selettivi e vi prendete la briga di programmare il videoregistratore di nuova generazione (come l’americano TiVo) per escludere tutti gli spot dai vostri programmi preferiti? Attenzione: una nuova tecnologia digitale prende di mira proprio voi.

 

La prima azienda di elettronica di consumo a mettersi dalla parte dei profitti dei produttori di programmi è la multinazionale olandese Philips. Ha messo a punto un sistema per «blindare» gli spot, obbligando il pubblico a sorbirsi le pubblicità: non solo quelle trasmesse in diretta ma anche quelle nelle trasmissioni registrate.

 

Per assicurarsi l’esclusiva di questo dispositivo - pensato per essere integrato anche nei nuovi videoregistratori digitali - la Philips ha chiesto la registrazione negli Stati Uniti, patria dei brevetti «software» (cioè di programmi informatici), perchè farà gola a tutti. Consumatori esclusi, of course.

 

«Il digitale ci permette di essere tutti un po’ pirati e ci fa venire voglia di scroccare il più possibile, ma era ovvio che prima o poi la tecnologia si sarebbe messa al servizio dei profitti» decreta realistico il blogger-guru Brad Templeton, internettiano americano della prima ora (tra i fondatori di Eff.org). «L’importante è guidare questo processo in modo che non calpesti i nostri diritti individuali».

 

Infatti, è vero che grazie ai nuovi media i consumatori si avvantaggiano della «rivoluzione del vivere gratis», come osservava recentemente Edmondo Berselli. Ma è vero anche il contrario: le grandi industrie si stanno organizzando per far pagare caro e far pagare tutto, ai loro consumatori.

 

E’ una guerra in piena regola, quella in corso in quest’era di Internet, tra produttori e consumatori. La prima testimonianza ci arriva dal mondo della musica: i consumatori la scaricano gratis da Internet, le aziende si procurano la tecnologia per impedirlo, e i consumatori imparano a scardinarla per continuare ad averla gratis.

 

Il papà del sistema tecnologico per il controllo dei contenuti digitali («Drm» ovvero «digital rights management») è l’ingegnere torinese Leonardo Chiariglione: lo stesso inventore dei formati di compressione Mp3 che ci permettono di scaricare la musica e Mpeg 4 che ci permettono di scaricare i video, da Internet.

 

Dai film alla televisione, nell’era della nuova tv digitale interattiva, il passo è breve.

 

Il vantaggio di TiVo, il videoregistratore digitale che già spopola negli Usa, sta nella possibilità di registrare una trasmissione tv con grande facilità senza gli spot pubblicitari. Ma nel momento in cui l’Auditel rileva che quasi nessuno guarda più la pubblicità, i produttori e le emittenti che subiscono gli introiti ridotti vanno a caccia di sistemi che impediscano l'aggiramento delle inserzioni.

 

Il marchingegno che vuole brevettare la Philips è pensato per rassicurare gli inserzionisti: blocca il telecomando quando si cerca di cambiare canale durante la pubblicità in diretta o il comando «fast forward» in una registrazione.

 

Si chiama «Multimedia Home Platform» o Mhp, un programma integrato nella maggior parte dei dispositivi di registrazione e riproduzione televisiva: perchè se la tv digitale permette all’utente di attivare funzionalità extra, questo programma lo controlla (con codici all’interno delle trasmissioni in coincidenza della pubblicità) costringendo tutti i dispositivi di ricezione con Mhp a ubbidire e bloccarsi.

 

La Philips, sia nella richiesta di brevetto (pubblicata su Internet) sia tramite il portavoce Andre Manning, spiega nel dettaglio le tecnologie pensate per impedire che la blindatura venga rimossa nel momento in cui il dispositivo di ricezione, programmato col nuovo sistema, venga agganciato ad altri programmi di gestione del segnale tv (computer o registratori precedenti).

 

E prendendo atto che molti consumatori potrebbero avere da ridire, mette le mani avanti: per venire incontro alle esigenze della parte di pubblico più sofisticata, che di pubblicità proprio non vuole sentir parlare, hanno previsto che si possa pagare una cifra x (ovviamente ancora tutta da concordare) per tornare ad avere il diritto di saltare la pubblicità.

 

Per gli altri, meno sofisticati, che di fronte al primo spot «obbligato» penseranno che il telecomando si è rotto, la Philips ha già la risposta pronta: le emittenti possono inserire sullo schermo prima della pubblicità un avvertimento. Della serie: «Siete sintonizzati sul Grande Fratello. Sappiamo quello che fate. Se provate a cambiare canale, siamo pronti a punirvi».

Link al commento
Condividi su altri siti

(Non ci sei andato molto lontano :gcompagnone: )

 

ma li tieni per le macumbe? :discobongo:

 

:dance2:

 

a dire il vero sono tutti quegli articoli e lanci di agenzia che sai potranno tornare utili in futuro per questo o quel pezzo. Aggiungici poi che filips mi sta sul kuno... :shuriken:

Link al commento
Condividi su altri siti

a dire il vero sono tutti quegli articoli e lanci di agenzia che sai potranno tornare utili in futuro per questo o quel pezzo. Aggiungici poi che filips mi sta sul kuno... :shuriken:

Ok, Shuji lavora come giornalista in qualche periodico di informatica, o nella divisione techno di qualche quotidiano :baffi:

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo