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L'Oscar, l'Italia e la supercazzola.


Shuji

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C'e' una cosa che mi ha sempre divertito del pantano italiano.

 

Ed e' il momento dopo mesi di (presunto) scannamento, ecco che viene identificata una manciata di film e su questa dopo un lungo pensamento e cogitabondazione, ecco che emerge il film ....

 

... uno potrebbe dire, che ha vinto qualcosa.

 

No, 'emerge' il nome del film candidato italiano all'Oscar.

 

Ma non e' che ha vinto una nomination all'Oscar, eh, ma l'ONORE di gareggiare in qualche modo per farsi notare in vista delle nomination dei film stranieri.

 

Ossia parafrasando sarebbe l'aver avuto un paio di scarponi per scendere in un fiume largo chilometri e dalle acque agitate insieme a decine e decine di altri tipi che manco hanno idea di dove trovare un guado in acque decisamente agitate oltre che popolate.

 

Ora, tanto per divertirsi, ci sono 230 fonti di news verificabili su Google che riportano la MAESTOSA NOTIZIA.

 

Perche' non mi chiedete ancora perche' l'Italia e' in crisi?

Di fronte a tale scollamento dalla realta' VERA, cosa volete che si possa dire o fare.

 

Per chi non avesse afferrato la cosa.

 

Non e' che oggi Crialese e Terraferma hanno avuto qualche nomination od una candidatura.

 

'Al Cinemino' hanno deciso che debba in qualche modo essere lui a 'provarci ad essere cagato dall'estabilishment americano'.

 

Tanti auguri.

 

La TRISTEZZA con la quale i piu' informati sanno in che modo continuano a vedere l'Italia gli americani, e' sempre la stessa del dopo guerra; gli americani continuano a pensare che sia sempre lo stesso paese.

 

E io anzi dico un'altra cosa.

 

Nel dopoguerra l'Italia era MIGLIORE di adesso.

 

Quindi complimenti a chiunque pensi di rappresentare sta specie di paese nel mondo.

 

In quest'ottica la MAESTOSA soddisfazione di Crialese, e' veramente un gran premio.

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Mah, d'altra parte credo proprio che, se lasciati a se stessi, i film italiani avrebbero ben poche possibilità di arrivare a concorrere all'Oscar promuovendosi da soli (anzi, probabilmente non farebbero altro che tentare di "sbranarsi" a vicenda per otttenere la candidatura, ma senza risultati..).

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Se ci fosse un ventaglio di offerte valide, se i film in concorso fossero significativi e non inutili esempi di onanismo grafico fatto e pensato per un certo target di parrucconi pseudo-intellettuali, gradirei molto il loro "sbranarsi a vicenda".

 

Il mercato (anche quando si parla di arte) è competitivo e deve esserlo, per sua natura.

Il problema fondamentale è che i suddetti film non possono oggettivamente far strada da soli perché non se lo possono permettere.

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  • 1 year later...

Mi sembra il topic più adatto:

 

Bray ha detto che «la creatività del cinema italiano va difesa con forza. Dobbiamo individuare tutte le risorse necessarie per il Fondo dello spettacolo e fare sistema». Le leggi francesi che Bray vuole copiare e incollare prevedono un balzello (taxe spéciale additionnelle) dell’11% su ogni biglietto venduto al botteghino (pagano gli spettatori, quindi) e un prelievo sul fatturato delle società televisive (le quali, ovviamente, finiscono per rifarsi su abbonati e inserzionisti). Soldi che servono a rimpinguare il fondo da 700 milioni l’anno che foraggia le case di produzione cinematografica francesi.

 

 

Che sia partito tutto da qui?

 

http://www.key4biz.it/News/2013/05/03/Cinema/cinema_audiovisivo_flavio_zanonato_massimo_bray_tax_credit_fus_pirateria_217450.html

 

1. Rinnovare il tax credit ed estenderlo a tutte le opere audiovisive;

2. Ripristinare il FUS ai livelli pre-crisi, destinando la quota Cinema al sostegno delle attività di produzione audiovisiva e di esercizio, ai festival e alle iniziative in cantiere, al cinema d’essai e liberandolo dalla copertura dei costi fissi di strutture pubbliche;

3. Introdurre un prelievo di scopo integrale sulla filiera degli utilizzatori successivi alla sala che coinvolga anche gli operatori della rete (Siti e Provider, Over-The-Top e Telecom), favorendo la creazione di piattaforme di commercializzazione e fruizione legali, per ristabilire il corretto rapporto economico tra le opere e il pubblico che le sceglie, su qualsiasi mezzo;

4. Varare una severa disciplina antitrust, verticale e orizzontale, per impedire ogni posizione dominante, anche sui territori;

5. Varare una legge di riordino complessivo del sistema audiovisivo italiano che superi gli steccati tra cinema e tv, riconosca e disciplini le Film Commission, preveda una DG audiovisivo;

6. Favorire l’attrazione di produzioni internazionali e l’ingresso d’investitori privati; così come l’export e l’internazionalizzazione delle nostre imprese;

7. Sostenere l’esercizio, combattendo con decisione la pirateria, salvaguardando e ampliando l’offerta delle sale di città, favorendone il pieno adeguamento al digitale in ragione del ruolo che le sale svolgono come centri di cultura, d’intrattenimento, di centro di socialità e aggregazione;

8. Inserire e articolare lo studio del cinema e del linguaggio audiovisivo nei programmi didattici delle scuole italiane a partire dalle prime classi della scuola dell’obbligo.

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Il problema è che ormai il cinema italiano si divide in cinepanettoni e film esistenziali ammoscia palle, io mi chiedo ma dove è finita la varietà di generi ed idee che ha caratterizzato il nostro cinema fino alla prima metà degli anni ottanta?

Abbiamo perso un Patrimonio incredibil che andava dal western (che i vari Leone e Corbucci hanno resuscitato) passando anche dal fantasy al horror fino al cinema di impegno civile, è possibile che quel cinema non ha lasciato eredi?

O è molto più probabili che siano i nostri produttori ad essere come dicono in Sicilia dei quaquaraqua e non hannle palle per rischiare?

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O è molto più probabili che siano i nostri produttori ad essere come dicono in Sicilia dei quaquaraqua e non hannle palle per rischiare?

E' che una volta, bene omale , con pochi soldi e tanto mestiere,

 

Guarda che non serve per forza il budget hollywoodiano per fare bei film eh, di qualasiasi genere si stia parlando.

E' che hanno ragione quelli che hanno scritto sopra: ci siamo fossilizzati che dobbiamo fare le supercazzole fintoesistenziali sulla decadenza della società contemporanea per fare in modo che durante le interviste si possa dire che ci si rifà a Fellini... Pasolini... La Magnaghi.... E CHE DUE COGLIONI!!!!! Ma vi siete mai accorti che se in un'intervista qualche pseudoregista sconosciuto sbandierato come Maestro non cita uno dei tre nomi sopra tipo glielo mettono in bocca i cronisti?! Ripeto, CHE DUE COGLIONI.

Abbiamo perso del tutto la dimensione epica dei film western e quella pulp dei poliziotteschi che è dovuto venire Tarantino dall'america per ricordarci che li avevamo fatti, le atmosfere claustrofobiche dei thriller/horror di Bava e Argento (ok ha fatto i suoi bei cacatoni anche lui), Profondo Rosso funzionava allora e funzionerebbe anche oggi e non dirmi che richiederebbe chissà che investimenti, persino la commedia ormai è solo una caciaronata volgare laddove una volta era una intelligente allegoria delle maschere sociali degli anni '80.

Però i soldi per finanziare i film di Moccia li troviamo sempre.

Schifomerda. 

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O è molto più probabili che siano i nostri produttori ad essere come dicono in Sicilia dei quaquaraqua e non hannle palle per rischiare?

E' che una volta, bene omale , con pochi soldi e tanto mestiere,

 

Guarda che non serve per forza il budget hollywoodiano per fare bei film eh, di qualasiasi genere si stia parlando.

E' che hanno ragione quelli che hanno scritto sopra: ci siamo fossilizzati che dobbiamo fare le supercazzole fintoesistenziali sulla decadenza della società contemporanea per fare in modo che durante le interviste si possa dire che ci si rifà a Fellini... Pasolini... La Magnaghi.... E CHE DUE COGLIONI!!!!! Ma vi siete mai accorti che se in un'intervista qualche pseudoregista sconosciuto sbandierato come Maestro non cita uno dei tre nomi sopra tipo glielo mettono in bocca i cronisti?! Ripeto, CHE DUE COGLIONI.

 

LoL il lapsus freudiano da otakky italiano. :-)

 

 

Abbiamo perso del tutto la dimensione epica dei film western e quella pulp dei poliziotteschi che è dovuto venire Tarantino dall'america per ricordarci che li avevamo fatti, le atmosfere claustrofobiche dei thriller/horror di Bava e Argento (ok ha fatto i suoi bei cacatoni anche lui), Profondo Rosso funzionava allora e funzionerebbe anche oggi e non dirmi che richiederebbe chissà che investimenti, persino la commedia ormai è solo una caciaronata volgare laddove una volta era una intelligente allegoria delle maschere sociali degli anni '80.

Però i soldi per finanziare i film di Moccia li troviamo sempre.

Schifomerda. 

 

Intendiamoci. Se da un lato è verissimo che:

 

 

Il problema è che ormai il cinema italiano si divide in cinepanettoni e film esistenziali ammoscia palle,

 

Dall'altro io direi che ciò che citi tu, Gara, sia davvero LAMMERDA.

 

Ovvero: tutto il cinema settantino italico è LAMMERDA. C'era una voglia di pornografia che faceva schifo, il 'genere poliziottesco' è tutto porno horror, cose che non dovrebbero manco esistere. L'horror italico è comunque pornografia a livello mentale, e si vede, sono cose trucide e ignoranti e non dovrebbero essere mai esistite. Insisto sul concetto di LAMMERDA.

 

L'idea che un italiano faccia dei western, pur non essendo LAMMERDA, è invece l'idiozia e il segno di una colonizzazione mentale e di immaginifico oltre che di società. Quindi, beh, mi fa vomitare. L'unico 'spaghetti western' che tollero è la canzone del bianconiglio "se vuoi lavorare, disse il caporale, a un'altro disperato... porta la tua donna che la scopa il capo, se vuoi lavorare. Puoi prese il cellulare, sputò a terra e ritornò alla jeep". Lo spaghetti western sono i centri di prima accoglienza e il caporalato sugli immigrati che raccolgono i pomodori, davvero.

 

Detto questo, credo che, riconnettendomi a onirepap, il punto sia che per tradizione mentre in US il cinema è soprattutto 'entertainment', da noi era soprattutto 'cultura'. Questo perché che lo si voglia o meno il cinema italiano alla fine è cinema europeo, viene da quello francese, sinanco al clima del "maggio francese" e altra merda (perché era merda anche quella, si capisce). The Dreamers, che è uno splendido film che secondo me nessuno ha capito, parla di questo e parla di otaku e parla di decadenza. Ma prima e dopo la merda sessantottina in Italia si è avuta dell'inteligentsia cinematografica, prima meglio e poi peggio, e non dico Fellini, dico Visconti. Che ancora mi chiedo perché dopo Bellissima abbia continuato a esistere il cinema esso tutto. Avrebbe potuto (anzi, avrebbe dovuto) semplicemente finire lì.

 

Per il resto, si sa che in Italia se provi a fare un discorso intellettuale ti dicono 'tu pensi troppo' (è una citazione da un thread qui sul forum, eh!), o 'ma questa è filosofia', o stronzate simili. L'intelletto, il pensiero, è discriminato e messo all'angolo. Canzonato, persino. Quindi, si vede bene che da noi l'intelletto si è per contro 'emancipato' dalla vita reale/comune e rinchiuso in un angoletto di sterilità: da un lato le persone 'normali' sono ormai tutte animalizzate in 'veri mostri' (cfr. I Mostri), che vivendo in realtà come bestie -minimizzando appercezione e autocoscienza umana- vogliono 'intrattenimento senza pensiero', 'narrativa di mero consumo', ovvero sedazione. Leggetevi in molti dei thread sui film americani, voi adulti che 'sbavate' e 'vi fappate' su fumettoni girati cinematograficamente 'per persone grandi', roba che vi fa passare ore di sedazione che voi chiamate 'intrattenimento'. Dall'altro lato, c'è l'esistenzialismo ammosciapalle di cui sopra, ed è vero, è così, perché in una simile dicotomia l'intellettualità non è più nulla di vivo, sono solo rami secchi.

 

Questo è il mondo che anche voi avete voluto. Fatevene una ragione. Se volete lagnarvi di qualcosa, guardatevi allo specchio.

Modificato da Shito
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alla fine una delle cose più belle che siano uscite tra i prodotti italiani è stata fantaghirò....

 

che poi cosa ci vorrebbe a fare tutta una serie di film di genere... le location le abbiamo aggratis senza doverle costruire, una scuola di realiazzatori di effetti speciali (se esiste ancora), per i costumi non dovrebbero esserci problemi, per le sceneggiature basta che si prenda qualche reale episodio storico come soggetto e canovaccio e da lì si innesti qualcosa di fantastico (che poi è quello che ha fatto Martin)

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alla fine una delle cose più belle che siano uscite tra i prodotti italiani è stata fantaghirò....

 

che poi cosa ci vorrebbe a fare tutta una serie di film di genere... le location le abbiamo aggratis senza doverle costruire, una scuola di realiazzatori di effetti speciali (se esiste ancora), per i costumi non dovrebbero esserci problemi, per le sceneggiature basta che si prenda qualche reale episodio storico come soggetto e canovaccio e da lì si innesti qualcosa di fantastico (che poi è quello che ha fatto Martin)

 

vedi (tra i tanti) Ladyhawke

http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/58934

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Shito non è colpa mia se non hai gusto per un certo tipo di filmografia, ma se la trilogia del dollaro ce la invidano persino gli ammeregani che non sono mai riusciti ad andare oltre viso pallido vs pelle rossa un motivo ci sarà no?

Al di là dei contenuti che alla fine non sono che remake della cinematografia nippona (se non ricordo male Per Un Pugno di Dollari era fortemente ispirato a Rashomon) da cui attingono anche per certe scelte registiche, Leone riuscì a creare vere e proprie icone che oggi sopravvivono ancora e sinceramente non me ne frega niente del colonialismo mentale, siamo riusciti a fare roba migliore noi girando nella barbagia sarda che decenni di registi americani.

Il tuo punto di vista SOGGETTIVO è validissimo e rispettabilissimo in quanto soggettivo ma, per favore, smettila di oggettivizzare la tua soggettività perchè non ha senso, se un po' di pelo ti terrorizza non sono fatti miei, poi che Argento su certe cose ci abbia marciato è oserei direi lapalissiano ma non è il ricorso un po' boccaccesco al nudo che sminuisce un prodotto comunque più che valido come Profondo Rosso.

Poi io non è che voglia difendere i titoli in se, perchè in tutti i filoni c'è la perla e c'è la merda, difendo il fatto che una volta anche noi provavamo (con alterne fortune, così come succede a Hollywood) di fare cinema d'intrattenimento, un cinema che non riesco a capire perchè non vogliamo più fare.

 

E si, i costumisti e gli scenografi che avevamo (e abbiamo ancora) a Cinecittà a Hollywood continuano a sognarseli, basta guardare chi ha vinto gli ultimi Oscar per queste cose, e ricordo sempre che E.T. suona il mandolino, così come i vermi della sabbia di Dune.

 

Poi sulla bravura di Visconti non si discute.

Modificato da Lord Gara
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Gara ti devo correggere solo su una cosa, Per un pugno di dollari è ispirato a Yojimbo non a Rashomon, che non c'entra veramente una fava  :sweatingbullets:

Per il resto ti quoto integralmente

 

Ryoga hai assolutamente ragione sulle location, ne abbiamo a paccate di meravigliose, ad esempio se parliamo nuovamente di fiction IMHO uno degli elementi che hanno reso un successo l'ultima di Terence Hill dove fa il forestale è il meraviglioso paesaggio che hanno scelto, quelle montagne sono uno spettacolo. Non sapevo di Ladyhawke girato in Abruzzo, allora mi piacerebbe andarciì, è uno dei miei film preferiti

 

A Shito dico solo... no niente, non ne vale la pena davvero tanto con uno che (s)ragiona così è solo spreco di banda

Modificato da Alex Halman
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