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Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205


Roger

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In realtà io ricordavo che la Yamato era proprio la corazzata della WWII recuperata dal fondo dell'oceano (ormai evaporato) e trasformata in nave spaziale

 

Come dice Garion-Oh, la nave viene costruita “dentro” la vecchia nave da guerra.

 

Anche perché sarebbe piuttosto difficile che una nave da guerra, affondata da tempo immemore e rimasta sommersa sin dal suo affondamento possieda abbastanza integrità strutturale nel metallo da permetterle di resistere a qualcosa di più potente di uno sputo, figuriamoci allo stress di un decollo da semisepolta o ad un impatto con una cannonata di una nave di Gamilas.

 

Già: in SPAAAAAAAACCEEEEEEE ci sono cose molto più forti* di cui tener conto. Comunque il mio appunto sul fatto che non avrebbe alcun senso una nave interstellare con ponti "verticali" non mi pare molto peregrino, nel senso che come una nave marina non mette i ponti perpendicolarmente alla gravità del pianeta, così una nave interstellare -che accelera sicuramente diverse volte più dell'accelerazione gravitazionale del pianeta dove abita chi la usa- certamente dovrebbe mettere ponti per utilizzarla, e non avere pareti al posto dei pavimenti dal punto di vista dell'equipaggio.

Alla fine altro che "nello spazio non c'è gravità": l'accelerazione che imprimi al tuo mezzo generarà un'impressione di gravità (indistinguibile) dentro al tuo mezzo pazzesca. Per inciso è una delle ragioni per cui i caccia spaziali sono cazzate, realisticamente parlando: noi abbiamo problemi a far uscire intero un essere umano dalla velocità risibile di qualche G di un aereo....

 

Ma forse non vogliamo continuare in questo discorso, prima di finire a chiederci quante sono le probabilità che una specie aliena sviluppi delle mignottone identiche per abiti a quelle della via Salaria, eh? Può anche essere simpatico l'appunto, ma santo cielo, è la Yamato, siamo tutti consapevoli che se di mettevano delle galee elleniche con tre ordini di rematori e il diekplous il realismo era sempre quello.

 

*=nel senso che ti ammazzano/distruggono la tua nave molto più facilmente.

 

Sbagli prospettiva.

Su di un pianeta, l’accelerazione è perpendicolare alla persona, quindi fare soffitti dove dovrebbero esserci pareti non ha senso (la gravità ti farebbe cadere verso una parete e non ti terrebbe attaccato a quello che tu percepiresti come “pavimento”).

 

Nello spazio vuoto, in mancanza di una massa sufficiente, non c’è una forza gravitazionale tale da poterti dire quale sia il sopra e quale sia il sotto.

Quindi, ponti verticali son possibilissimi, in quanto la percezione delle dimensioni sarebbe relativa alla posizione della persona e non fissata in assoluto da una forza gravitazionale planetaria (de facto assente).

In quanto all’accelerazione di una nave spaziale, essa sarà non perpendicolare alla nave ma parallela all’asse longitudinale, quindi, anche nel caso di una nave coi ponti in verticale, il vettore “accelerazione” sarebbe sempre dalla prua verso la poppa, causando uno “spostamento”* dell’equipaggio verso il retro della nave.

 

L’unico caso in cui su una nave spaziale puoi avere un “senso di gravità” è quando la nave ha una velocità di rotazione lungo il proprio asse longitudinale, in modo da avere una accelerazione centrifuga che dia l’illusione di avere una gravità (e no, la massa di una nave spaziale non è sufficiente a generare un aforza d’attrazione sufficentemente forte da creare una forza di gravità artificiale (ST utilizzava il gimmick delle piastre di gravità artificiale per aggirare questo fatto e per sopperire alle difficoltà tecniche nella realizzazione di una struttura che permettesse di mostrare l’equipaggio perennemente fluttuante lungo i corridoi della nave (vedi “ST VI: rotta verso l’ignoto” quando la nave Klingon viene attaccata dal Brid of Prey occultato, venendo colpita nel centro di controllo gravitazionale, l’equipaggio si viene a trovare a gravità zero e fluttua senza controllo all’interno della nave)).

 

Perfino le colonie circolari di Gundamiana memoria, (ispirate a queste : http://en.wikipedia....Neill_cylinder)), ben più grandi di una nave spaziale qualsiasi, hanno bisogno di avere un senso di rotazione lungo l’asse longitudinale per generare una forza di gravità apparente che “schiacci” gli abitanti verso la parete interna del cilindro habitat.

 

Per quanto riguarda i caccia, la loro impossibilità realizzativa risiede non tanto nel fatto delle accelerazioni, ma nel fatto che, mentre su di un pianeta puoi far conto su una serie di forze (gravità, attrito con l’aria) per aiutarti a cambiare velocità e direzione al veicolo, nello spazio tali forze sono assenti e devono essere in qualche modo sostituite da “qualcos’altro” di artificiale.

 

Per simulare, quindi, il comportamento atmosferico di un caccia nello spazio hai bisogno di “sopperire” a questa mancanza di forze, dotando il veicolo di una serie di motori di manovra (o vernier o apogee motor), in modo da poter simulare il comportamento del veicolo.

Però, insorgono altri problemi:

- seppure il veicolo possa simulare il comportamento che avrebbe in atmosfera, il pilota, che non sarebbe dotato di tali accorgimenti, tenderebbe a mantenere direzione e velocità preesistenti, generando un forte stress “accellerativo”

- per poter manovrare un caccia hai bisogno che tali vernier siano alimentati, quindi sia di combustibile che di comburente. Combustibile e comburente che, però, hanno anche un lato negativo, andando ad aumentare la massa che tali vernier dovrebbero spostare. Andando a compromettere quindi la manovrabilità del veicolo.

 

Questo non significa che un dog-fight non sia possibile nello spazio, solo che sarebbe molto differente da quanto possibile in un ambiente dotato di atmosfera (a livello rappresentativo, penso che la miglior approssimazione di un dog-fight tra veicoli nello spazio appartenga alle Eagle di “Spazio: 1999” (le prime stagioni, almeno).

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E' una delle "foundation stone" delle quali parlava Shuji: semplicemente, in quell'universo "fictionale" han deciso che è possibile generare gravità artificiale (sopratutto, ipotizzo, per risolvere una serie di problemi di animazione che avere personaggi fluttuanti negli ambienti avrebbe comportato (in fin dei conti, in ST han fatto una cosa simile)).

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Questo non significa che un dog-fight non sia possibile nello spazio, solo che sarebbe molto differente da quanto possibile in un ambiente dotato di atmosfera (a livello rappresentativo, penso che la miglior approssimazione di un dog-fight tra veicoli nello spazio appartenga alle Eagle di “Spazio: 1999” (le prime stagioni, almeno).

 

 

Se uno vuole vedere quello che e' un combattimento spaziale "realistico" che tiene conto del principio d'inerzia consiglio la visione di Babylon 5.

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In realtà io ricordavo che la Yamato era proprio la corazzata della WWII recuperata dal fondo dell'oceano (ormai evaporato) e trasformata in nave spaziale

 

Come dice Garion-Oh, la nave viene costruita “dentro” la vecchia nave da guerra.

 

Anche perché sarebbe piuttosto difficile che una nave da guerra, affondata da tempo immemore e rimasta sommersa sin dal suo affondamento possieda abbastanza integrità strutturale nel metallo da permetterle di resistere a qualcosa di più potente di uno sputo, figuriamoci allo stress di un decollo da semisepolta o ad un impatto con una cannonata di una nave di Gamilas.

 

Hai ragione ma parliamo di GiGGino Matsumoto, quello che nello spazio fa viaggiare pure i treni a vapore... ok non è veramente un treno a vapore, fa solo scena, ma resta il fatto che lasci scie di fumo dal fumaiolo e i passeggeri aprano pure i finestrini... quindi il dubbio può essere lecito... che poi costruire una nave dentro un'altra è ancor più assurdo secondo me :sweatingbullets:

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Qualche altro appunto:

nello spazio sono assenti la forza peso, le forze d'attrito e le forze d'attrito viscose, tuttavia questo non significa che come conseguenza si possa progettare una "nave" (o struttura generica che sia) come più si vuole.

Questo perchè la massa inerziale continua ad esserci, banalmente. Pertanto nel progettare una qualsiasi struttura dotata di motori si deve tenere conto del fatto che questi ultimi, nel momento in cui dovessero imprimere una qualsiasi accelerazione, genereranno una serie di sforzi interni che non devono superare i carichi di rottura. Da qui vincoli di progetto, dettati dalle sempre presenti esigenze tecnico-economiche.

Se un grosso mezzo di trasporto dovesse compiere certe manovre rapide, sarebbe implicita la presenza di forze elevate -necessarie per far fronte alla massa elevata- e pertanto sollecitazioni estreme . Da qui la perplessità nel vedere certi bestioni nel trailer effettuare manovre da aereo da caccia.

Poi sicuramente si può rispondere con "eh è fantascienza, la nave sarà fatta col fantametallo iper resistente e stiquatsi, mentre il campo gravitazionale interno generato dal buco nero dentro il megapropulsore ad antimateria garantisce elevato comfort per tutto l'equipaggio, compreso quello con biglietto di terza classe, contro qualsiasi shock", ma non so quanto possa resistere la famosa "sospensione del giudizio" dopo un discorso del genere.

Pertanto: si vogliono mostrare navi spaziali che abbiano le sembianze delle navi vere e proprie? Allora se ne mantengano anche le altre caratteristiche oltre a quelle di design, per non generare ilarità durante la visione.

Si vuole dar vita a combattimenti in stile "top-gun"? E allora che il design dei mezzi spaziali, per quanto grossi, ricalchi quello di aerei da caccia almeno. Sicuramente l'effetto sarebbe meno straniante.

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Ma dov'è Werner e le sue bridge bunnies quando servono? Intendo, almeno le seconde renderebbero certamente la conversazione più epica.... :°_°:

 

Majere:

 

Non possono esistere navi spaziali con ponti disposti lungo l'asse latitudinale?

 

Lui lo usavano come fermacarte?

 

 

 

Soyuz_rocket_ASTP.jpg

 

 

 

;)

 

No, davvero, fuor di ironia, cerco di fare un attimo il punto sulla questione "assi" e "ponti di nave".

Mi pare che in realtà il termine "asse longitudinale" sia usato solo in anatomia: l'asse longitudinale è quello della dimensione più lunga di una creatura (per noi l'altezza), e quello perpendicolare è quello latitudinale.

Usiamo questa terminologia: in questo caso diciamo che la motonave con cui sarei potuto andare domani a trovare mia nonna ha ponti longitudinali, così come un po' tutti i mezzi che usiamo su questa palla di metalli e un po' di altra roba. Il suppostone qui sopra invece ce li ha latitudinali.

 

Non c'è ragione di credere a priori che una nave spaziale debba avere un vettore di movimento con un verso sovrapposto o parallelo al suo asse maggiore, in altre parole che si muova "per lungo" (come un razzo sulla terra) piuttosto che "per corto" (l'unico esempio che mi viene in mente di veicolo del genere sulla Terra sono le torri d'assedio). Per fare un esempio, la classica ipotesi di nave a vela solare ha un asse maggiore perpendicolare al suo vettore e alla sua accelerazione. In questo senso, i ponti saranno disposti forse longitudinalmente, forse latitudinalmente.

Di solito noi pensiamo alla prima ipotesi perché nei nostri primi gattonamenti inteplanetari ci sono serviti razzi e probabilmente continueranno ad esserlo in caso di esplorazione umana, ma se fossimo fuori dal gravity well e dalla tirannia del rientro atmosferico, nonostante le tensioni strutturali che in generale credo siano più fastidiose per la flessione che per la compressione, chissà.

 

Però quel che è piuttosto sicuro è che i ponti saranno disposti l'uno sotto l'altro parallelamente al vettore della nave interstellare, tranne in casi di accelerazione "disumana", dove per disumana intendo così bassa che la nave non può essere fruita in tempi umani. Che diavolo, già per andare su Giove "oggi" ci vorrebbero tanti anni che potremmo consideralo disumano: in questo caso, sì, i ponti forse potrebbero anche non essere così disposti... ma credo anche in quel caso sia una progettazione poco gettonata.

In effetti l'unico esempio di nave interstellare "sensata" coi ponti paralleli al verso di movimento che mi ricordi è un bel progettino di nave generazionale che era sostanzialmente un cilindro di O Neill che ci metteva qualche millennio a raggiungere una stellina a un tiro di schioppo, e anche in quel caso c'è era il problema dell'accelerazione (nel caso specifico risolto in maniera divertente. Il cilindro aveva isole artificiali galleggianti su acqua per supportare la sua gente; la superficie dell'acqua e quindi delle isole risultava così leggermente inclinata in maniera stabile).

Nelle sci-fi le accelerazioni implicate in realtà sono spesso così elevate che altro che ponti, sarebbe difficile che qualcosa di organico ne scenda integro. Ma vabbè, diciamo che nel caso comunque quel che preme far notare è che la Yamato per usufruire dei suoi ponti dovrebbe muoversi nel verso dalla carena alle torri.

 

Un piccolo inciso su caccia: non c'è ragione di pensare in termini di manovre dogfitghting o simili, come forse stai facendo. Al giorno d'oggi, l'aviazione militare "moderna" già tende a metterle nel dimenticatoio... credo fin dagli anni settanta, e tutto nel nostro ambiente. C'è decisamente però spazio per i caccia nei nostri cieli più modernizzati, no? Tanto che oramai stiamo a pochi passi dai veri caccia robotizzati/controllati a terra.

Si pensa tuttavia le armi cinetiche a movimento non autonomo e quelle a movimento autonomo (i missili) che usiamo potrebbero avere dei nipotini spaziali, quindi tu dirai, ma mettiamoci dentro delle pilotesse in tutine in aderenti perdio!

Se non vuoi rovinare i tuoi sogni sulla cosa, allora, non scoprire perché non hanno senso. Ti si potrebbe spezzare il cuore, ma è quasi insensato come il nascondersi nello spazio, che è impossibile.

 

Detto ciò, un giorno vi spiegherò perché sarebbe scientificamente sensato avere alcuni navi spaziali davvero piene di gente seminuda o nuda, ma vabbè.

 

Non sono sicuro che in realtà tu fossi in disaccordo, ma credo sia stato meglio fare il punto.

 

Dal vostro ufficiale scientifico è tutto. Potete tornare ad altri argomenti di tecnobabble, sarà sempre bello sentirli. Forse.

 

Obama_Poster_Spock.gif

 

(tra l'altro a proposito di Matsumoto, ho visto Ozma primo episodio, e ho avuto voglia di chiamare un Exterminatus, non so voi)

Modificato da Dairon
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Sbagli ancora una volta (io ti rimanderei all'accademia, caro il mio signor ufficiale scientifico della USS Gotofishit): i razzi vettori vengono lanciati con l'equipaggio in posizione sdraiata, schiena rivolta verso il suolo e volto rivolto nella direzione di volo. Quindi i ponti anche nei razzi non sono latitudinali ma longitudinali.

 

Anche perchè sarebbe da deficenti voler scaricare una forza accelerativa come quella necessaria a sollevarsi dal suolo e lasciare la superficie terrestre lungo la colonna vertebrale, che notoriamente possiede maggior flessibilità e maggior capacità di assorbire e distribuire gli sforzi nell'altro verso (quello da te chiamato latitudinale).

 

Ma anche volendo tralasciare simili considerazioni, sarebbe comunque un'idiozia visto che il corpo umano ha sviluppo verticale, cogli organi interni disposti lungo l'asse verticale e relativa circolazione sanguigna in relazione a tale distribuzione.

Ma davvero vorresti lanciare un essere umano in posizione parallela al verso di volo, con l'accelerazione che farebbe defluira verso il basso il sangue, lasciando il poveretto in una situazione di ischemia cerebrale per tutto il tempo necessario a raggiungere l'orbita (che è di circa un paio di minuti (ed un essere umano in stato d'ischemia cerebrale per un paio di minuti, anche se sopravvive, diventa più simile ad un vegetale che ad un essere senziente))?

 

Ora, capisco fare il bastian contrario a tutti i costi, ma suvvia, un minimo di ragionamento e di raziocinio. Specie se ti metti in calce l'immagine di Spock.

 

 

Per il discorso sulle navi spaziali: far viaggiare una nave spaziale ponendo il propulsore principale lungo uno dei lati "verticali" comporta l'insorgere di momenti torcenti e flettenti che una nave che ha il motore posto ad una delle sue estremità non conosce.

 

Ad esempio, per il principio di conservazione, un oggetto tende a mantenere il proprio stato (di quiete e/o di moto) fino all’insorgere di una forza che ne determini una variazione.

Ora, di solito, nella fisica scolastica si ha a che fare con problemi dove l’applicazione di suddette forze è puntiforme.

Ma nella realtà, difficilmente si ritrovano situazioni ove le forze si applicano ad un punto unico.

Nella situazione da te posta, si avrebbe una struttura di forma a torre con un propulsore applicato ad uno dei lati della torre, diciamo a metà altezza.

Questo, però, comporta che le due estremità, che si trovano in stato di quiete, all’atto dell’accensione del propulsore continuino a rimanere in stato di quiete, mentre la zona dove il propulsore è installato inizierebbe a muoversi. Questo farebbe si che la struttura iniziasse ad arcuarsi secondo la direzione del moto, introducendo una serie di stress strutturali a partire dal centro verso le due estremità, stress che si accentuerebbero d’intensità man mano che ci allontanerebbe dal centro dove è posto il motore.

 

Certo, sarebbe comunque possibile ridurre l’impatto che tale situazione avrebbe sulla integrità strutturale della nave ponendo un motore ad entrambe le due estremità, coordinato con il motore principale per far sì che le forze applicate siano equamente distribuite lungo l’asse verticale della nave.

 

Ma questo comporterebbe la costruzione di una serie di strutture per il sostegno di tali motori (e dei serbatoi che sarebbero deputati a fornire combustibile e comburente e dei vari sistemi di controllo/raffreddamento, oltre alle strutture necessarie a contenerle e a far si che il personale possa agevolmente raggiunbgerle in caso insorgano dei problemi), andando, de facto, a trasformare quella che sarebbe stata una nave a forma di torre, in una nave a forma di “materasso”.

 

Forma che, stranamente, andrebbe a rassomigliare più a quella di una canonica nave spaziale con il gruppo propulsivo posto ad una delle due estremità (hai presente una classe Columbus di Gundamiana memoria? Ecco, andrebbe a rassomigliare a quella).

 

Ora, visto che esiste già una “forma” o, meglio, una disposizione della nave che permette di realizzarla senza doversi porre troppi problemi, che senso avrebbe fare una nave dalla forma “differente”, con una serie di problemi strutturali che, per essere risolti, le farebbero assumere una forma molto simile ad una nave di tipo “canonico”?

 

Per quanto riguarda i caccia, ti informo che sono già operativi (e da un po’, anche) i primi caccia unmanned adibiti a scopi attivi e non solo a scopi di ricognizioni (sentivo in una trasmissione televisiva dedicata che, nell’ultima guerra combattuta dagli americani, un UFV (Unmanned Fighter Vehicle)* ha ottenuto il 90% circa di tutti i successi delle missioni svolte per via aerea con solamente il 20% di missioni svolte.

 

Detto in parole povere, ha distrutto il 90% di tutti i bersagli colpiti durante tutte le missioni aeree (comprese quelle svolte dai caccia “convenzionali” pilotati) uscendo in missione solo il 20% di tutte le missioni svolte da tutti i caccia coinvolti

 

Per il fatto di non avere senso (reale): non è che ci volevi te per farmi aprire gli occhi e farmi accorgere che una battaglia anche solo tra caccia spaziali non avrebbe senso.

Al di là di tutte le questioni tecniche, basta solamente la questione economica a far si che una battaglia tra veicoli spaziali sia insensata: chi manderebbe scientemente verso la distruzione certa un apparecchio che, nella migliore delle ipotesi, produrre costa migliaia di volte il costo di una portaerei odierna?.

Per non parlare , poi, del tempo che ci vorrebbe per costruire simili veicoli e che comporta anch’esso un esborso monetario.

 

Quindi, ti ringrazio della notizia, ma ne ero ben conscio anche prima.

 

 

* quella trasmissione utilizzava quell'acronimo, preò ignoro se sia effettivamente quello l'acronimo ufficialmente adottato dalle froze armate per designare tale categoria di veicoli.

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Proprio per questioni di integrita' strutturale, ad esempio, mi e' venuta una curiosita'; come sarebbe preferibile costruire fisicamente una 'nave' che dovrebbe smaltire, diciamo cosi', 'nello spazio profondo' enormi accelerazioni?

Sempre il piu' possibile 'in diversi pezzi assemblati', oppure il piu' possibile limitandone i pezzi se non in qualcosa di simile ad un 'unibody'?

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io ti rimanderei all'accademia, caro il mio signor ufficiale scientifico della USS Gotofishit

 

Fortunatamente non è la flotta stellare in cui mi arruolerei. Cavolo, sotto Kirk non riuscirei a chiudere occhio... :°_°:

 

i razzi vettori vengono lanciati con l'equipaggio in posizione sdraiata, schiena rivolta verso il suolo e volto rivolto nella direzione di volo. Quindi i ponti anche nei razzi non sono latitudinali ma longitudinali.

 

Io ho parlato di ponti. Tu stai parlando di sedili. :thumbsup:

 

Se prendi un B-52 (del tipo che non sta nei pub) passerai buona parte del tempo legato ai sedili, specie quando sollecitato da accelerazioni abbastanza brusche, risultano disteso perpendicolarmente alla direzione dell'accelerazione del velivolo. Nondimeno avrai dei ponti longitudinali, dove puoi camminare e il basso è rivolto (grosso modo) verso la direzione cui ti attira la gravità quando sei fermo in aeroporto.

Diavolo, credo in alcuni casi questo sia vero sui velivoli passeggeri, non solo per manovre delicate, ma proprio per quando acceleri.

 

Se preferisci: prendi questo progetto. Sicuramente i ponti sono latitudinali, ci si sposta tra essi tramite scale e si cammina al loro interno, e quasi certamente l'equipaggio al momento del decollo è supino su dei sedili dedicati.

Mi sbaglierò, ma credo sia la prassi per le navi che dovrebbero portare "domani" qualcuno su Marte, sfruttando l'accelerazione per simulare un po' la gravità (necessità medica per lunghi periodi), e al contempo così la nave non dovrebbe flettersi nel mezzo.

 

Ma davvero vorresti lanciare un essere umano in posizione parallela al verso di volo

 

Beh, è quello che fanno sulla Yamato per un terzo del loro tempo, posto che sono visti dormire con le cuccette sostanzialmente identiche a quelle della nave originale. Mi pareva fosse questo il quid: l'accelarazione che usano tra le stelle renderebbe risibile lo sforzo per uscire da un pozzo di gravità.

(o per carità, su qualunque veicolo da space opera)

 

Per il discorso sulle navi spaziali: far viaggiare una nave spaziale ponendo il propulsore principale lungo uno dei lati "verticali" comporta l'insorgere di momenti torcenti e flettenti che una nave che ha il motore posto ad una delle sue estremità non conosce.

 

Giusto. Infatti ho fatto l'esempio di una nave che non ha propulsore. (beh, propulsore per il movimento principale, certo)

Comunque vi sono diversi design realistici di nave spaziale che presentano motori disposti non "a razzo": una l'hai vista al cinema, la nave di Avatar. Unica cosa realistica del film, o quasi, ma questo non ne inficia l'interesse ai fini hard sci-fi.

 

Per quanto riguarda i caccia, ti informo che sono già operativi (e da un po’, anche) i primi caccia unmanned adibiti a scopi attivi

 

Non sono sicuro che vengano classificati come caccia, od abbiano prestazione paragonabili. Di sicuro non è nulla di nuovo che vi siano sistemi d'armamento volanti pilotati a distanza, certo. Non credo ve ne siano di completamente robotizzati, naturalmente.

 

Al di là di tutte le questioni tecniche, basta solamente la questione economica a far si che una battaglia tra veicoli spaziali sia insensata: chi manderebbe scientemente verso la distruzione certa un apparecchio che, nella migliore delle ipotesi, produrre costa migliaia di volte il costo di una portaerei odierna?.

 

E' un po' come dire che, poiché (diciamo) i capi polinesiani avrebbero potuto trovare inconcepibile il costo (anzi, i costi) che spendiamo anche solo per una fregata oggidì (anche solo quelli monetari), e magari non sarebbero riusciti ad immaginare che una società andasse a fare quelle cose e non altre a loro avviso più necessarie, allora non ci sarà mai una società che vorrà e potrà investire in cose del genere.

 

In ogni caso il mio appunto era specificatamente sui caccia, trope del combattimento spaziale non solo insensato, ma noioso: perché scimmiottare solo le tattiche del 1944 e non, diciamo, quelle del 1744, sui mari terresti.

 

Shuji: per questioni strutturali, che credo siano così ipotetiche da venir poco analizzate in generale (insomma, se dici che va bene ipotizzare un bussard ramjet, che puoi ipotizzare della costruzione dei materiali? Nanotecnologia sì, e che tipo) aspetterei il werner.

Per le bridge bunnies, almeno.

Modificato da Dairon
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Proprio per questioni di integrita' strutturale, ad esempio, mi e' venuta una curiosita'; come sarebbe preferibile costruire fisicamente una 'nave' che dovrebbe smaltire, diciamo cosi', 'nello spazio profondo' enormi accelerazioni?

Sempre il piu' possibile 'in diversi pezzi assemblati', oppure il piu' possibile limitandone i pezzi se non in qualcosa di simile ad un 'unibody'?

 

E' preferibile l'assemblaggio di differenti pezzi che non aver una nave fatta di un unico pezzo, in quanto nell'assemblare i differenti pezzi puoi inserire anche uan serie di accorgimnti che ti diminuiscano lo stress strutturale tra la verie componenti, soluzione che non potresti adottare nel caso la nave fosse realizzata da un pezzo unico (senza voler, pii, considerare l'attrezzatura necessaria per ricavare una nave da un unico blocco di materia).

 

Inoltre, in caso di danni/guasti, sarebbe più semplice intervenire sulla nave "assemblata" rispetto alla nave "unibody", visto che basterebbe spostituire la parte/componente danneggiata nel primo caso, mentre nel secondo, come minimo, andrebbe rifatta l'intera sezione contenente la parte danneggaiat (se non addiritura l'intera nave).

 

io ti rimanderei all'accademia, caro il mio signor ufficiale scientifico della USS Gotofishit

 

Fortunatamente non è la flotta stellare in cui mi arruolerei. Cavolo, sotto Kirk non riuscirei a chiudere occhio...

:°_°:

 

Tranquillo, Kirk un ufficiale scientifico così poco scientifico non lo vorrebbe a bordo (o ti incuderebbe in un gruppo da sbarco dandoti una maglietta rossa… )

 

 

i razzi vettori vengono lanciati con l'equipaggio in posizione sdraiata, schiena rivolta verso il suolo e volto rivolto nella direzione di volo. Quindi i ponti anche nei razzi non sono latitudinali ma longitudinali.

 

Io ho parlato di ponti. Tu stai parlando di sedili. :thumbsup:

 

Se prendi un B-52 (del tipo che non sta nei pub) passerai buona parte del tempo legato ai sedili, specie quando sollecitato da accelerazioni abbastanza brusche, risultano disteso perpendicolarmente alla direzione dell'accelerazione del velivolo. Nondimeno avrai dei ponti longitudinali, dove puoi camminare e il basso è rivolto (grosso modo) verso la direzione cui ti attira la gravità quando sei fermo in aeroporto.

 

Diavolo, credo in alcuni casi questo sia vero sui velivoli passeggeri, non solo per manovre delicate, ma proprio per quando acceleri.

 

Ehi, genio, si dà il caso che anche la cabina sia orientata nel verso dei sedili.

Quindi è longitudinale anche lei, colla strumentazione su quello che sarebbe il soffitto (ma che per gli astronauti è il davanti della capsula).

O pensi che le navicella abbiano i sedili reclinabili? :giggle:

 

Ma davvero vorresti lanciare un essere umano in posizione parallela al verso di volo

 

Beh, è quello che fanno sulla Yamato per un terzo del loro tempo, posto che sono visti dormire con le cuccette sostanzialmente identiche a quelle della nave originale.

(o per carità, su qualunque veicolo da space opera)

 

Ari genius. Ora lo so per certo che lo fai solo per trollare.

Scemo io che ti rispondo sul serio…

 

Comunque, scemo per scemo (scemo al quadrato), risponderotti serio pure qui.

Si palava di accelerazioni al decollo, dove l’accelerazione dei motori si sarebbe sommata all’accelerazione gravitazionale..

Le accelerazioni dovute alle normali manovre nello spazio non credo arrivino a superare quelle presenti in un normale volo di linea (rammenta sempre la conservazione dello stato: una volta che un corpo ha raggiunto uno stato, esso tenderà a mantenerlo in mancanza di forze esterne (è per questo che gli astronauti possono muoversi liberamente nello Space Shuttle o nella I.S.S (International Space Station) pur viaggiando a oltre 20.000 Km/h)).

Anche perchè dubito che, una volta settata una rotta, ci sia molto bisogno di curvare a destra o a manca.

Le sollecitazioni maggiori verranno in situazioni d'emergenza (un oggetto in rotta di collisione o uno scontro con altre navi spaziali), ma in quelle occasioni dubito che vi siano persone che se ne stanno in cuccetta a pensara ai cavolacci loro invece di fiondarsi alle postazioni loro assegnate durante un'emergenza :giggle:

 

Per quanto riguarda i caccia, ti informo che sono già operativi (e da un po’, anche) i primi caccia unmanned adibiti a scopi attivi

 

Non sono sicuro che vengano classificati come caccia, od abbiano prestazione paragonabili. Di sicuro non è nulla di nuovo che vi siano sistemi d'armamento volanti pilotati a distanza, certo. Non credo ve ne siano di completamente robotizzati, naturalmente.

 

http://www.theuav.co...ator_a_uav.html

 

Seconda riga nelle “Features”.

 

Cia’

Modificato da Majere
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Ehi, genio, si dà il caso che anche la cabina sia orientata nel verso dei sedili.

 

La cabina di pilotaggio del Soyuz? No. E' fatta per venir usufruita anche da un membro dell'equipaggio che sarebbe "in piedi" rispetto alla posizione "prona" del decollo. Anzi, sebbene chiaramente progettata per poter venir gestita anche da distesi, l'ottimizzazzione mi sembra essere l'altra, e considerati i tempi, è piuttosto ovvio.

In realtà suppongo a zero g si mettano ad operare col busto parallelo ai comandi, quindi non risulterebbero proprio in piedi in piedi, ma a 70 gradi o simili rispetto alla posizione "prona" del decollo, ma siamo là.

 

4437.jpg

 

Se vuoi un esempio più chiaro, c'è, anzi, era, lo Shuttle, a parte la parte anteriore dela cabina di pilotaggio.

Che perdio, credo a volte venisse perfino spedito su con il muso verso terra.

 

O pensi che le navicella abbiano i sedili reclinabili? :giggle:

 

Sai vero che è un'ipotesi piuttosto tipica per dei mezzi che facciano spesso terra-zero G? Certo, non si reclinano mica come quelli delle auto, ruotano su perni, ma guarda qui.

I nostri mezzi spaziali non credo lo facciano mai, certo.

 

Si palava di accelerazioni al decollo, dove l’accelerazione dei motori si sarebbe sommata all’accelerazione gravitazionale..

 

A dire il vero tu nel post 127 hai parlato esplicitamente così: Nello spazio vuoto, in mancanza di una massa sufficiente, non c’è una forza gravitazionale tale da poterti dire quale sia il sopra e quale sia il sotto. Quindi ho analizzato la questione della Yamato dal punto di vista dei suoi movimenti fuori dalla tirannia di una gravità planetaria, già dal primo post che ti rispondeva.

Detto questo, mi ricorderò male i vettori, ma se la forza X ha verso opposto e direzione uguale alla forza Y, non si sottrae il modulo di una dall'altra (insomma, non si sottrae l'accelerazione gravitazionale da quella del razzo)?

 

Le accelerazioni dovute alle normali manovre nello spazio non credo arrivino a superare quelle presenti in un normale volo di linea (

 

Dunque. Prendiamo un Tupolev 144, così che restiamo al giorno d'oggi. Credo questo continui a viaggiare commercialmente a mach 1, cioè 1190 km/h, ovvero 330 m/s circa (permettimi di considerare mach 1 a zero gradi centigradi).

 

La Yamato mi pare di ricordare faccia in un giorno qualche anno luce. Tuttavia saremo buoni, molto buoni, e diremo che essa fa in 24 ore il tragitto sole-Plutone, quindi 7 375 927 931 km (permettimi di considerare l'afelio). Ciò vuol dire che la Yamato viaggerebbe mediamente a 85369536 m/s circa (che per capirci risulta essere un ipotetitico Mach 258695 circa nella nostra atmosfera).

Sempre per capirci, questo vuol dire che la Yamato a velocità di crociera fa in 3.7 secondi la distanza Terra-Luna, tra l'altro facendola viaggiare solo per questo "giro del paletto" a frazioni non del tutto indifferenti di C, ma questo non ci frega.

 

Entrambi i veicoli partono a zero m/s; la vera domanda per ricavare l'accelerazione è quando ci mettano a raggiungere la velocità di crociera (che mi pare fissa per la Yamato). Mezz'ora per il Tupolev? Dieci minuti per la Yamato? Stiamo larghi e facciamo un'ora per entrambi?

 

Allora avremo un'accelerazione media subita dai passeggeri del Tupolev "al decollo" di 0,09 m/s^2, per l'equipaggio della Yamato di 23713,76 m/s^2.

Per confronto, l'accelerazione gravitazionale di un corpo in caduta libera nella nostra esperienza quotidiana è di 9,8 m/s^2.

 

Il problema non sta ovviamente nel realismo zero della Yamato, ma nel fatto che anche a queste velocità risibili in un'ottica di viaggi interstellari, l'accelerazione è un pochino medicamente problematica per un equipaggio vivente. Cosa che credo in un'ottica di chiedersi "ma sarebbe possibile, realisticamente..." sia interessante.

Se poi vuoi ipotizzare dei viaggi interstellari generazionali (dilatando "a piacere" il tempo intercorso tra il sistema A e il sistema B, e di conseguenza diminuendo l'accelerazione subito dall'equipaggio della nave fino a termini trascurabili), per dire, va benissimo: il problema è che non riesco ad immaginare facilmente... come posso dire... una qualunque espressione di società unitaria se tra un pianeta A e un pianeta B -e per la nave che viaggia da A a B- i tempi per lo spostamento di persone e cose si misurano nell'arco di qualche secolo. Perfino dando per scontata una comunicazione che avviene dell'arco di qualche anno (e non è da dare per scontata)

E la guerra è un'espressione di società unitaria: la nave tra A e B combatterà per uno di essi solo se si considera parte della società di uno di essi (beh, fintanto che il suo capitano abbia un'autocoscienza, chiaro), tanto per cominciare.

 

Anche perchè dubito che, una volta settata una rotta, ci sia molto bisogno di curvare a destra o a manca.

 

C'è da dire che in una battaglia spaziale anche fuori dalla space opera potrebbe essere una necessità. Comunque non ho preso questo punto in analisi, né lo facciamo ora, ok.

 

Seconda riga nelle “Features”.

 

Ti ringrazio della correzione. Mi domando se ciò sia simile ad un autopilota o che, boh?

Modificato da Dairon
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@Dairon: mettersi a calcolare la velocità di crociera della Yamato è come calcolare la lunghezza del campo di Capitan Tsubasa che è tanto lungo che la porta si vede spuntare all'orizzonte alla 3/4 di campo... un divertimento ma non puoi certo farci una discussione seria sopra, tanto poi che dimentichi una cosa fondamentale, la Yamato principalmente non viaggia, SALTA, le lunghe distanze le copre coi balzi iperspaziali che la trasportano istantaneamente da un punto a un altro dello spazio

 

Per quanto riguarda i velivoli senza pilota principalmente sono ricognitori e bombardieri di precisione, non caccia, non mi risulta ingaggino altri velivoli ma solo bersagli a terra quindi non li si può considerare dei caccia, quando si muovono autonomamente effettivamente usano un autopilota molto evoluto ma anche pericolosi, gli iraniani sono riusciti a fotterne uno agli americani inviandogli un segnale che l'ha ingannato facendolo atterrare in una loro base

Modificato da Alex Halman
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Scusatemi, son scemo, ci casco sempre.

 

Ammesso che tu sia DAVVERO interessato a fare un discorso e non sia solo trolling fine a se stesso..

 

Ehi, genio, si dà il caso che anche la cabina sia orientata nel verso dei sedili.

 

La cabina di pilotaggio del Soyuz? No. E' fatta per venir usufruita anche da un membro dell'equipaggio che sarebbe "in piedi" rispetto alla posizione "prona" del decollo. Anzi, sebbene chiaramente progettata per poter venir gestita anche da distesi, l'ottimizzazzione mi sembra essere l'altra, e considerati i tempi, è piuttosto ovvio.

In realtà suppongo a zero g si mettano ad operare col busto parallelo ai comandi, quindi non risulterebbero proprio in piedi in piedi, ma a 70 gradi o simili rispetto alla posizione "prona" del decollo, ma siamo là.

 

Se vuoi un esempio più chiaro, c'è, anzi, era, lo Shuttle, a parte la parte anteriore della cabina di pilotaggio.

Che perdio, credo a volte venisse perfino spedito su con il muso verso terra.

 

Lo Shuttle lanciato col culo per aria (lol, ma sei serio o lo fai solo per trollare) lo devo ancora vedere, visto che nella parte posteriore ha i propulsori che gli servono per il tratto finale della traiettoria di lancio, ovvero da quando i due booster laterali si separano dal Tank principale. Per quanto riguarda gli ambienti abitabili dello Shuttle, essi sono realizzati in modo da poter essere usufruiti dall’equipaggio come se si trovasse a bordo di un “normale” aereo di linea (tutto è disposto in modo tale che il “pavimento” dello Shuttle risulti tale sia in presenza che in assenza di gravità. L’unica eccezione sono le cuccette, disposte in verticale sia per motivi di spazio che per motivi di salute (la posizione verticale permette una migliore diffusione del sangue in assenza di gravità).

 

Pe la cabina della Soyuz: il fatto che nello spazio (ambiente privo di un sistema di riferimento assoluto) il pannello di comando si possa operare stando anche in piedi non inficia il fatto che sulla Terra (dotata di un sistema di riferimento assoluto dato dalla gravità) tale pannello è orientato in modo che i piloti, al decollo, lo possano operare stando sdraiati.

Tra l’altro, il famoso pannello può anche essere operato stando a testa in giù: significa forse che è progettato per essere lanciato da un razzo coi coni diffusori del motore rivolti verso il cielo e la punta del razzo piantata a terra (secondo la tua logica si)?

 

 

O pensi che le navicella abbiano i sedili reclinabili?

 

Sai vero che è un'ipotesi piuttosto tipica per dei mezzi che facciano spesso terra-zero G? Certo, non si reclinano mica come quelli delle auto, ruotano su perni, ma guarda qui.

I nostri mezzi spaziali non credo lo facciano mai, certo.

 

Visto che, in quel contesto, si parlava di veicoli spaziali attuali, presumevo ci si attenesse alle attuali configurazioni di navicelle terrestri, non a ipotetiche ipotesi di come potrebbero essere o non essere le navi del futuro.

 

Comunque, i sedili reclinabili introducono una nuova variabile di sicurezza nel lancio di una navicella: pensa se, per una qualsiasi ragione, durante il lancio, uno dei sedili rompesse i giunti di bloccaggio e venisse ribaltato all’indietro impedendo a chi ci è seduto sopra di operare un qualsivoglia pannello (immagina che disastro sarebbe se fosse proprio il sedile del pilota a rompersi) o, peggio ancora, se i perni di rotazione si spaccassero e il sedile venisse fiondato violentemente verso il retro della cabina, uccidendo chiunque incontrasse sul suo percorso e danneggiando irreparabilmente la strumentazione e/o la pannellatura della cabina di pilotaggio.

 

Si palava di accelerazioni al decollo, dove l’accelerazione dei motori si sarebbe sommata all’accelerazione gravitazionale..

 

A dire il vero tu nel post 127 hai parlato esplicitamente così: Nello spazio vuoto, in mancanza di una massa sufficiente, non c’è una forza gravitazionale tale da poterti dire quale sia il sopra e quale sia il sotto. Quindi ho analizzato la questione della Yamato dal punto di vista dei suoi movimenti fuori dalla tirannia di una gravità planetaria, già dal primo post che ti rispondeva.

Detto questo, mi ricorderò male i vettori, ma se la forza X ha verso opposto e direzione uguale alla forza Y, non si sottrae il modulo di una dall'altra (insomma, non si sottrae l'accelerazione gravitazionale da quella del razzo)?

 

Li (post 127) si parlava se fosse o meno plausibile l’esistenza, in una nave spaziale, di ponti verticali.

Ma, come al tuo solito, estrapoli un pezzo di conversazione e lo pieghi alle necessità del tuo trollaggio.

 

Per i vettori, è vero che i due moduli si sottraggono quando le due forze sono contrastanti.

Ma, nel caso di un lancio di un razzo vettore, oltre all’accellerazione del mezzo (rivolta, questa si, nello stesso verso e nella stessa direzione della direzione del razzo) esiste anche una accelerazione che spinge i piloti verso lo schienale del loro seggiolino. E tale accelerazione è rivolta nello stesso verso e nella stessa direzione dell’accelerazione di gravità.

Pensavo che una simile specificazione fosse inutile e che tu fossi abbastanza in gamba da arrivarci da solo, ma evidentemente sbagliavo. Le prossime volte(ammesso che ce ne siano) sarò ben più specifico (almeno, ci proverò).

 

 

Le accelerazioni dovute alle normali manovre nello spazio non credo arrivino a superare quelle presenti in un normale volo di linea (

 

Dunque. Prendiamo un Tupolev 144, così che restiamo al giorno d'oggi. Credo questo continui a viaggiare commercialmente a mach 1, cioè 1190 km/h, ovvero 330 m/s circa (permettimi di considerare mach 1 a zero gradi centigradi).

 

[cuttone per ragioni di spazio]

 

Se poi vuoi ipotizzare dei viaggi interstellari generazionali (dilatando "a piacere" il tempo intercorso tra il sistema A e il sistema B, e di conseguenza diminuendo l'accelerazione subito dall'equipaggio della nave fino a termini trascurabili), per dire, va benissimo: il problema è che non riesco ad immaginare facilmente... come posso dire... una qualunque espressione di società unitaria se tra un pianeta A e un pianeta B -e per la nave che viaggia da A a B- i tempi per lo spostamento di persone e cose si misurano nell'arco di qualche secolo. Perfino dando per scontata una comunicazione che avviene dell'arco di qualche anno (e non è da dare per scontata)

E la guerra è un'espressione di società unitaria: la nave tra A e B combatterà per uno di essi solo se si considera parte della società di uno di essi (beh, fintanto che il suo capitano abbia un'autocoscienza, chiaro), tanto per cominciare.

 

La Yamato percorrebbe la distanza Sole-Plutone in un giorno SE utilizzasse sempre il Wave Motion Engine in modalita Space Warp.

Nella modalità di utilizzo normale, ovvero la propulsione a razzo, la nave è enormemente più lenta tanto che quando fanno il primo warp partendo dall’orbita terrestre e si ritrovano nei pressi dell’orbita di Marte, son tutti stupiti che un viaggio che avrebbe richiesto delle settimane sia stato compiuto in un battibaleno.

Quindi tutti i tuoi conti sulla velocità della Yamato son abbastanza sballati da delle premesse inesatte.

 

Per i viaggi generazionali, chi l’ha detto che debba esserci una qualche relazione/comunicazione tra la società A e quella B?

Mai sfiorato l’idea che una società voglia intraprendere un viaggio interstellare con una nave/flotta generazionale solo per poter assicurare un futuro alla propria specie (ti rammento che niuna stella è eterna ed immutabile e che anche la nostra palletta di fuoco nomata Sole tra un 4 miliardi di anni ci arrostirà le chiappe), intraprendendo un viaggio con lo scopo, tra gli altri, di colonizzare qualunque pianeta possa essere compatibile (o reso compatibile) con le condizioni necessarie a supportare quel tipo di vita?

Colonie che, poi, rimarrebbero autonome rispetto alla gente che le ha originate.

 

 

Anche perchè dubito che, una volta settata una rotta, ci sia molto bisogno di curvare a destra o a manca.

 

C'è da dire che in una battaglia spaziale anche fuori dalla space opera potrebbe essere una necessità. Comunque non ho preso questo punto in analisi, né lo facciamo ora, ok.

 

C’è anche da dire che durante una battaglia difficilmente qualcuno rimane nella propria cuccetta.

Ed era di quello che si stava parlando. In quel post.

Ma, come al tuo solito, cambi prospettiva al discorso solo pro domo tua.

 

 

Seconda riga nelle “Features”.

 

Ti ringrazio della correzione. Mi domando se ciò sia simile ad un autopilota o che, boh?

 

Semplicemente, fornisci tutti i dati al drone e lui agisce per suo conto in maniera autonoma.

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Lo Shuttle lanciato col culo per aria (lol, ma sei serio o lo fai solo per trollare) lo devo ancora vedere

 

Nello specifico, sono stato trollato io. Sarebbe abbastanza imbarazzante specificare come, quindi mi scuso e andiamo oltre. :frown:

 

Per quanto riguarda gli ambienti abitabili dello Shuttle, essi sono realizzati in modo da poter essere usufruiti dall’equipaggio come se si trovasse a bordo di un “normale” aereo di linea

 

Non del tutto, vi erano anche controlli sul soffitto per il posto di controllo degli specialisti che operavano sul cargo: questo in un aereo di linea avviene solo per i sedili di pilota e copilota.

Questo è interessante anche perché in realtà credo detto specialista si mettesse in posizione "verticale" rispetto al pavimento.

Comunque su che modelli c'erano le cuccette "in verticale"? Negli schermi che ho io sono in orizzontale.

 

Visto che, in quel contesto, si parlava di veicoli spaziali attuali, presumevo ci si attenesse alle attuali configurazioni di navicelle terrestri, non a ipotetiche ipotesi di come potrebbero essere o non essere le navi del futuro.

 

Comunque, i sedili reclinabili introducono una nuova variabile di sicurezza nel lancio di una navicella

 

Ok e non ne dubito, rispettivamente. Nel secondo caso suppongo dipenda da una questione di massa da caricare, quanto potrebbero essere una soluzione intelligente.

 

 

Pe la cabina della Soyuz: il fatto che nello spazio (ambiente privo di un sistema di riferimento assoluto) il pannello di comando si possa operare stando anche in piedi non inficia il fatto che sulla Terra (dotata di un sistema di riferimento assoluto dato dalla gravità) tale pannello è orientato in modo che i piloti, al decollo, lo possano operare stando sdraiati.

 

Appunto: non c'è un orientamento "verso i sedili" (ti cito). Se fosse ottimizzato per il pilotaggio da lancio, in ogni caso, credo l'angolo tra il corpo del cosmonauta sdraiato e lo spigolo più distante del pannellone sarebbe minore.

 

Li (post 127) si parlava se fosse o meno plausibile l’esistenza, in una nave spaziale, di ponti verticali.

Ma, come al tuo solito, estrapoli un pezzo di conversazione e lo pieghi alle necessità del tuo trollaggio.

 

Se sei convinto io stia trollando, ti suggerisco sentitamente di non rispondermi. Non apporterà beneficio a nessuno.

 

Ma, nel caso di un lancio di un razzo vettore, oltre all’accellerazione del mezzo (rivolta, questa si, nello stesso verso e nella stessa direzione della direzione del razzo) esiste anche una accelerazione che spinge i piloti verso lo schienale del loro seggiolino. E tale accelerazione è rivolta nello stesso verso e nella stessa direzione dell’accelerazione di gravità.

 

Giusto. Ragionavo sul razzo, non sui corpi degli astronauti.

 

Quindi tutti i tuoi conti sulla velocità della Yamato son abbastanza sballati da delle premesse inesatte.

 

Ho infatti chiesto delucidazioni sul tutto. Un calcolo del genere comunque credo sia utile per Guerre Stellari, per esempio, che mi pare usare l'iperspazio solo tra un sistema stellare e l'altro.

Comunque, Terra/Marte in quattro settimane (sennò avresti detto mesi). 206 644 545-152 097 701 km, totale 54 546 844 000 metri. In realtà naturalmente sarebbe molto di più, ma usiamo i perieli e basta. Quattro settimane sono 2 419 200 secondi. La velocità di crociera che sembrerebbe emergere è 22 547 e rotti m/s.

L'accelerazione risultante è comunque un discreto 5,2 m/s^2, che sono piuttosto sicuro impedirebbe la vivibilità della Yamato con dei ponti così come sono (supposto non siano incollati ai sedili quando prendono la velocità di crociera), sebbene se durasse tutto il tempo fornirebbe una gravità artificiale piuttosto confortevole ad un'astronave "vera". Lo trovo comunque interessante.

 

Per i viaggi generazionali, chi l’ha detto che debba esserci una qualche relazione/comunicazione tra la società A e quella B?

 

Ai fini di una nave che vada in guerra per conto terzi, ritengo necessaria una relazione tra il punto A, la nave ed anche il punto B avversario (nel senso che deve risultare globalmente utile sia ad A che alla sua nave).

 

C’è anche da dire che durante una battaglia difficilmente qualcuno rimane nella propria cuccetta.

Ed era di quello che si stava parlando. In quel post.

 

Non mi è risultato evidente, ti chiedo scusa. Comunque con le accelerazioni che erano state poste in gioco, la cuccetta o meno non credo facesse alcuna differenza.

Modificato da Dairon
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Uhm, guerre interstellari combattute con astronavi generazionali o comunque non a velocità ultraluce..

In campo fantascientifico non mi vengono in mente esempi di vere e proprie guerre condotte con astronavi del genere, invasioni invece si: tra gli esempi più noti e realistici si possono citare FOOTFALL by Larry Niven e Jerry Pournelle (noto in Italia come IL GIORNO DELL'INVASIONE..), ed il ciclo della INVASIONE & COLONIZZAZIONE by Harry Turtledove (ma questo è più precisamente storia alternativa..).

Modificato da EYMERICH
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Non per essere pignolo, ma in entrambi i casi si tratta di sleeper ships, ovvero di una cultura scollegata dalla madre di poco; mi risulta i fithp poi siano all'ultima spiaggia ecologica a casa loro/la nave porti se non tutta, il grosso della loro civiltà. La Razza è più simile al caso ipotizzato, suppongo, nel senso che ha un'alternativa, tuttavia a spingerla verso l'invasione non credo sia tanto la sua staticità culturale ma il fatto che i singoli membri della Razza c'hanno tutto da guadagnare a colonizzare il pianeta.

Nell'ultimo senso sì, riesco a vedere una guerra/invasione portata da una nave STL. Quando si è di fronte alle risorse, diciamo.

Non riesco a immaginarla molto con navi STL tuttavia in mezzo al nulla, forse perché le guerre si fanno per le risorse, e nello spazio ben poche risorse da accaparrarsi. Anzi, meglio usare quelle che si hanno portate con sé per non morire nel nulla

Naturalmente questo, come detto, presuppone che vi sia qualcuno o qualcosa che decide per sé all'interno delle navi: se cade questo limite...

 

Forse l'unica eccezione per una nave generazionale potrebbe essere cercare di accapparrarsi proprio un'altra nave simile (ammesso e non concesso essa possa virare, che credo sia peraltro piuttosto difficile). Però non c'è possibilità di nascondersi nello spazio, e quindi se ti avvicini alla "preda"... sei anche tu a rischio di annichilimento. Credo sia più saggio di base andare fin dove dovevi andare prima, anche a condizioni molto mutate...

... ma mi stai dando delle grande idee, devo dire. :D

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