Vai al contenuto

Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

Messaggi raccomandati

se a qualcuno interessa:
Intervista a Koji Hoshino e Miori Takimoto post conferenza stampa (si parla anche dell'importanza del doppiaggio e il loro approccio con le localizzazioni estere) 
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b9e58236-087f-457a-8c6e-d954e04f88a3.html#p=

per chi non ha potuto seguirla, ecco l'integrale della conferenza stampa:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-43704f4a-ebb3-4a9e-8025-fa8ad92ce8f0.html#p=

photocall:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8002864d-655d-48a2-aa10-978e54717b86.html#p=

intanto la stampa nazionale e internazionale sta acclamando il film come il migliore a venezia visto fino ad ora, chissà cosa ne pensa la particolare giuria di quest'anno composta da Bernardo Bertolucci (Presidente) Andrea Arnold, Renato Berta, Carrie Fisher, Martina Gedeck, Jiang Wen, Pablo Larraín, Virginie Ledoyen e Ryuichi Sakamoto.
Invece LuckyRed per il momento non ha ancora annunciato nulla, che aspettino (speranzosi) di vedere come finisce il festival?

edit: nel nord america il film sarà distribuito da Touchstone Pictures (Disney)

Modificato da Tetsuo
Link al commento
Condividi su altri siti

Sì, il concetto viene ripetuto più volte. C'è da dire che Miyasan ha fatto film per un arco di tempo ben più lungo.

 

Più precisamente la battuta (di Caproni) recita all'incirca: "l'arco creativo di una vita dura dieci anni", e poi Caproni dice che sta, appunto, andando in pensione.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

---

 

Tatti sanguinetti è imbrarazzante nel suo commento.

 

Qualcuno riesce a pronunciare dieci righe su un film di Miyazaki Hayao senza usare la parola 'poeta, poesia, poetico'?

 

Se Taro ricorda un cerco discorso fatto de visu al tavolo di un ristorante, starà qui ghignando. ^^;

 

--

 

Roger: chiaramente capisco cosa intendi. Ma se pensiamo alla produzione artistica come il momento di Miyazaki che ancora principiava il manga, è perfetto. Nel senso che la scrittura del manga di N. ha visto M. evolvere e invecchiare e maturare non poco nel suo pensiero. A tutti gli effetti, il finale di N. è in qualche modo analogo a quanto in animazione viene poi detto con Mononoke Hime, è quell'altro momento dello stesso autore. Per questo dico 'un inizio e una fine di un momento espressivo della persona'. E si noti che, se non vado errando, On Your Mark anticipa l'uscita di Mononoke Hime. Ovvero, nella pacata mestizia dell'irrisoluto irrisolvibile conflitto, la vecchia antica idealità (quella che fu al prinicpio, come nel finale di N. al cinema) se ne vola via come lo spirito di un angelo in un lieto fine che è solo onirico, coscientemente congedato da chi invece in quel passato è ormai 'morto'.

 

---

 

LoL che nell'intro dell'ultimo servizio hanno messo la otaku scene in cui Miyasan mostra con un modellino l'hinerikomi a Anno-kohai. X°°°

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

ma non c'è da pensare a quelle connessioni, altrimenti si trova sempre una giustificazione per far passare un'opera per quello che in realtà non è. il film di nausicaa è un'opera a sè stante ed unica, con un suo messaggio, concepita in quel periodo secondo precise scelte (statiche, non in funzione di altre opere future) del suo autore e come tale va affrontata. è un momento su un curriculum, mentre che si tratti di un apice dal punto di vista artistico, a tutti i suoi livelli, è tutto da vedere e dimostrare.
cmq se l'approccio deve essere questo non ci sarà un'opera di un autore a non essere importante. ma l'oggetto del discorso, in questo caso, chiaramente non è l'opera bensì il suo autore.

infatti un dubbio che ho da anni è che la maggior parte della gente si guardi 'sti film perchè 'firmati', presi da una sorta di dovere morale che manco gundam s'è guadagnato. appello alle vittime del marketing: ribellatevi come miyasan nel pieno della sua giovinezza! :fash1::lolla:

 

Ovvero, nella pacata mestizia dell'irrisoluto irrisolvibile conflitto, la vecchia antica idealità (quella che fu al prinicpio, come nel finale di N. al cinema) se ne vola via come lo spirito di un angelo in un lieto fine che è solo onirico, coscientemente congedato da chi invece in quel passato è ormai 'morto'.


:occhioni:
aggiungi ♥Myasan TVTTB!♥ ed è perfetto.

Link al commento
Condividi su altri siti

Si, concordiamo sull'opera cinematografica 'nausicaa'. Ma stavamo parlando di un 'arco creativo' del suo autore, se ricordi. *In questo senso* trovo che Nausicaa 'apra' un periodo espressivo di quell'autore, che va poi a chiudersi con Mononoke, dove non a caso si ritorna su uno stesso tema (il confritto tra civilizzazione umana e natura), ma con ben altri risultati e soprattutto presupposti (invece dell'utopia bucolica come ideale, una insuperabile e pur legittima conflittualità).

 

Un'opera è un'opera, certo. Se tu mi dici 'Nausicaa mi pare un coitus interruptus' io dico, "beh, capisco". Ma se mi dici "quindi NON la includo in un arco creativo del suo autore", dico: "No, non capisco", e segue quanto ti illustravo.

 

Non ho mai inteso dire che l'ermeneutica di un'opera sia più che strumentale alla comprensione di quella, ovvero serve a comprenderne il senso e il valore, NON a complementarne il valore. Un'opera è solo sé stessa. E Nausicaa (film) NON consta di quello che in seguito M. avrebbe affrontato col lento proseguo del manga omonimo, né con i film coevi allo sviluppo di quello, certo.

 

Non ho capito l'ultima riga, che c'entra con quello che ho scritto?

 

(hint: sto intenzionalmente fingendo di non cogliere la sciocca retorica/provocazione implicita [suppongo], onde non far torto alla capacità di comprensione del contenuto comunicativo di cui ti tributo. Non ridurre quello che scrivono gli altri [tra cui il sottoscritto] a una idea preconfezionata e pure banalotta presa non so da dove, certi stereotipi della rete, immagino - leggi il contenuto. ^^; )

 

E' strano, perché io non sono poi un grande fan di Miyazaki Hayao. La cosa che più mi piace di suo, non l'ha scritta lui - il che è un dire (almeno in due modi, dato che non sono un fan neppure dei film tratti da libri altrui). In genere, preferisco di gran lunga Takahata Isao. Eppure, proprio se paragono Mononoke Hime a Omohide Poroporo sul succitato tema, alla fine è Poroporo che mi pare 'ingenuo', perché manca di radicalità attestandosi a una conveniente linea tracciata 'a gusto' dall'autore. Tipo: fin qui era buona convivenza, più in là no. Mi sono sempre chiesto: chi lo decide? Settis, xe-rettore della Normale di Pisa, aborre le costruzioni di cemento, ma dal pdv della Natura che differenza c'è rispetto alle colonne doriche del Parthenon? Sono cose che mi chiedo spesso. In questo, la radicalità certo per molti versi parecchio infantile, perché è comunque idealità, di Mononoke HIme mi pare allora più onesta.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

---

 

Tatti sanguinetti è imbrarazzante nel suo commento.

 

Qualcuno riesce a pronunciare dieci righe su un film di Miyazaki Hayao senza usare la parola 'poeta, poesia, poetico'?

 

Se Taro ricorda un cerco discorso fatto de visu al tavolo di un ristorante, starà qui ghignando. ^^;

 

 

 

sicuro che non sbagli nome su tatti sanguinetti, non lo conoscevo e mi son visto l'intervista per curiosità. A parte che non pronuncia neppure una volta la parola poesia, poeta, poetico, ma la sua intervista a me é sembrata molto carina per quanto possa io indovinare del film.

 "

Non mi piace l'atteggiamento un pò giovanilastro, tuttavia per quello che ho letto sul film mi pare davvero centrato. Chessò "questa storia é la storia di un uomo che non si accorge che sta fabbricando metà degli aerei che andranno a pearl harbour a buttare a mare metà della flotta americana. è la storia del giappone che prepara la guerra e il protagonista é uno scemo che addirittura lascia morire la sua fidanzata perché anziché portarla in sanatorio sta nella sua officina a fabbricare gli aerei per la guerra ma lui non lo capisce. è la storia di una deresponsabilizzazione nazionale ed é la storia di un paese simbolizzata dalla figura di un ingegnere, un genio cretino".

 

 

Bah a me é sembrata molto bella e anche sentita. sbagli tu persona o dici che non c'ha capito proprio niente ? nel caso spiega perché non mi sento lontano dalle sue corde.

Modificato da Kin
Link al commento
Condividi su altri siti

No, è un'idiozia dalla prima all'ultima parola, basata sula lettura errata di ogni singolo gesto e parola e intento e motivo del personaggio.

 

E' come bere ocha e dire "questo CAFFE' non sa di niente", tipo.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Devo dire però che anch'io, NON avendo ancora visto il film, mi ero fatto l'idea che fosse più o meno la storia di un "ingegnere-otaku", al quale intressa davvero soltanto progettare aerei, senza neppure rendersi bene conto che questi aerei verranno utilizzati come strumenti di morte e distruzione..

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Anno featured this topic

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo