Shuji Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 però, se non ricordo male, nonostante gli scempi quella scena è comunque presente (e imo è di una putenza registica e grafica tali da riuscire lo stesso ad emozionare, seppur per tutt' altro significato).quindi vista lo dovrebbe esserlo stata anche se per vie televisive un po' oscure (le reti locali); capita chissà. intuita è più probabile. togliendo chi la considera "proprietà" gainax, magari qualcuno ci è arrivato solo dopo aver visto gurren Il problema appunto e' che dopo quella scena c'e' un montaggio fatto ad arte (solo in Italia, precisiamo) con una sequenza mi pare immersa in un bucolico paesaggio con lui (e una lei? C'era una lei? Boh) che si mostrava vivo. La potenza della sequenza e dell'immagine c'e' tutta, ma e' un po' come dire che alla fine Giuletta e Romeo si sposano e vissero felici e contenti. La famosa scena madre di la' assume i contorni di una farsa. E sta cosa della scena finale di ashita no joe in Italia, non credere sia poi cosi' stranota, eh. Per il resto, siamo cosi' sicuri che in Giappone sia un tipo di citazioni colte 'al volo'?Parliamo del resto di una roba di almeno una trentina d'anni fa, saranno 40 parlando del manga. forse più di quel che ci si aspetta essendo un personaggio che di tanto in tanto rispunta fuori per qualche ragione. ma anche qui boh... Ecco qua proprio non ho idea, certo ogni tanto ripoppa, il che e' indice che *per gli otaku almeno* e' celebre, ma mi piacerebbe capire se e' considerata piu' come 'un mattone' da inserire in una costruzione ogni tanto, per i giapponesi, oppure e' proprio celebre di per se'. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 E se e' un qualcosa che non e' facile o immediato da cogliere, ha davvero un senso farla? Perché? C'è una regola sulle citazioni?XD Comunque io l'ho colta alla seconda visione. Nel senso; e' bello inserire una citazione quando e' tale e distinguibile, se oltretutto orientata ad un pubblico particolare, diventa anche un gioco d'arte (Tarantino su ste cose ci sguazza, ma le evidenzia e comunque sono chiare). Usare una citazione forse non cosi' tanto riconoscibile, ha realmente senso? Proprio perche' manca la componente di 'gioco' con lo spettatore. O si parla di "omaggio"? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 però, se non ricordo male, nonostante gli scempi quella scena è comunque presente (e imo è di una putenza registica e grafica tali da riuscire lo stesso ad emozionare, seppur per tutt' altro significato). quindi vista lo dovrebbe esserlo stata anche se per vie televisive un po' oscure (le reti locali); capita chissà. intuita è più probabile. togliendo chi la considera "proprietà" gainax, magari qualcuno ci è arrivato solo dopo aver visto gurren :shuriken: E' ne " L'ultimo round". Ma nella trasmissione televisiva su Mediaset, aggiunsero una sequenza con lui che si allontanava verso il tramonto dopo aver detto a Danpei Tange che un capitolo della sua vita si era chiuso e ne cominciava un altro. Ma tutto l'episodio era un DELIRIO, con la frase delle bianche ceneri sovrascritto da un delirio d'amore per Alex. Roba immonda. In Giappone credo l'abbiano colta, però, là Ashita no Joe è un' istituzione in teoria. Io l'ho colta al volo, anche per la scelta registica che è identica. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dk86 Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 Usare una citazione forse non cosi' tanto riconoscibile, ha realmente senso? Proprio perche' manca la componente di 'gioco' con lo spettatore. O si parla di "omaggio"? Appunto, secondo me si potrebbe parlare di omaggio, in questo caso. Credo che la citazione a Ashita no Joe sia prima di tutto qualcosa che il regista teneva a inserire, più che qualcosa di rivolto verso il proprio pubblico. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joker Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 Garion, più indietro in questo stesso topic, scriveva che c'era proprio la volontà di uno degli autori di omaggiare l'anime di Ashita no Joe(o meglio il suo regista di cui non ricordo il nome). Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 E se e' un qualcosa che non e' facile o immediato da cogliere, ha davvero un senso farla? Perché? C'è una regola sulle citazioni?XD Comunque io l'ho colta alla seconda visione. Io subito, del resto quella scene è già stata citata un gozziliardo di volte in altre opere, ormai è un classico Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 Garion, più indietro in questo stesso topic, scriveva che c'era proprio la volontà di uno degli autori di omaggiare l'anime di Ashita no Joe(o meglio il suo regista di cui non ricordo il nome). Dezaki. Ma d'altronde e' la Gainax way. Gli otaku che si fanno gli anime come piacciono a loro. Imaishi e' fan di Dezaki e Kanada. Nakashima di Getter Robot. Percui... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2009 Share Inviato 26 Novembre, 2009 Ci sono anche le citazioni di BeruBara, allora? Tipo, un personaggio che riceve una busta con una lametta dentro... Cmq credo che tra tutte le cose che la GAiNAX cita, da latte che beveva Anno (Shimorak, cfr Eva *e* Gunbuster), a tutte le loro preferenze personali in fatto di cinema, SF e qualsiasi cosa, una da Ashita no Joe sia tra le più 'popolare' nel senso proprio del termine. Più di così potevano solo metterci Rikishi... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Nel senso; e' bello inserire una citazione quando e' tale e distinguibile, se oltretutto orientata ad un pubblico particolare, diventa anche un gioco d'arte (Tarantino su ste cose ci sguazza, ma le evidenzia e comunque sono chiare). Usare una citazione forse non cosi' tanto riconoscibile, ha realmente senso? Proprio perche' manca la componente di 'gioco' con lo spettatore. O si parla di "omaggio"? Credo che una citazione del genere voglia comunicare solo una cosa: si tratta di una cosa importate per chi la fa, più che per chi la guarda. Si tratta di un atto di assoluta devozione a un qualcosa, in questo caso il finale di Ashita no Joe, che ha valore per chi lo manifesta ... e poco importa se la cosa è colta, o persino condivisa, dal pubblico. Dopotutto si tratta di una scena splendida che, se anche non dovesse godere del richiamo a Joe, di certo non perderebbe di forza o efficacia. Io l'ho trovato un tocco di classe non da poco e una scelta assolutamente di cuore. Per quanto riguarda chi la possa cogliere è difficile dirlo: io l'ho beccata subito, cosa facile, credo, per quasi tutti quelli della mia generazione, cresciuti a robottoni e mazzate ... mentre la cosa si fa molto più difficile per i ragazzi più giovani. Ho un amico di pochi anni più giovane di me che, nonostante si professi "appassionato di manga e Giappone", conosce molta meno roba "storica" di me ... e lui di Ashita no Joe (o di Rocky Joe) non ha mai sentito nemmeno parlare. :lol: Ma, come ho detto, non credo che questa sia una citazione pensata per essere colta. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ci sono anche le citazioni di BeruBara, allora? In effetti... si'. Anche se poi Imaishi considera come opera regina di Dezaki L'isola del tesoro. E li' la citazione non e' visiva ma sostanziale. Più di così potevano solo metterci Rikishi... Ah, ma il problema se l'erano posto. Nell'episodio 6 compaiono personaggi Gainax vestite da conigliette (Rei, Asuka, Nono, Lal'C, Mahoro, zietta Aki, Jung Freud, ecc...). Imaishi disse che in un primo momento voleva metterci personaggi femminili tipo Icorina e la madre di Nadia, ma poi gli han fatto notare che sarebbe stato esageratamente otaku... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Nel senso; e' bello inserire una citazione quando e' tale e distinguibile, se oltretutto orientata ad un pubblico particolare, diventa anche un gioco d'arte (Tarantino su ste cose ci sguazza, ma le evidenzia e comunque sono chiare). Usare una citazione forse non cosi' tanto riconoscibile, ha realmente senso? Proprio perche' manca la componente di 'gioco' con lo spettatore. O si parla di "omaggio"? Credo che una citazione del genere voglia comunicare solo una cosa: si tratta di una cosa importate per chi la fa, più che per chi la guarda. Si tratta di un atto di assoluta devozione a un qualcosa, in questo caso il finale di Ashita no Joe, che ha valore per chi lo manifesta ... e poco importa se la cosa è colta, o persino condivisa, dal pubblico. Dopotutto si tratta di una scena splendida che, se anche non dovesse godere del richiamo a Joe, di certo non perderebbe di forza o efficacia. Io l'ho trovato un tocco di classe non da poco e una scelta assolutamente di cuore. Per quanto riguarda chi la possa cogliere è difficile dirlo: io l'ho beccata subito, cosa facile, credo, per quasi tutti quelli della mia generazione, cresciuti a robottoni e mazzate ... mentre la cosa si fa molto più difficile per i ragazzi più giovani. Ho un amico di pochi anni più giovane di me che, nonostante si professi "appassionato di manga e Giappone", conosce molta meno roba "storica" di me ... e lui di Ashita no Joe (o di Rocky Joe) non ha mai sentito nemmeno parlare. :lol: Ma, come ho detto, non credo che questa sia una citazione pensata per essere colta. E' curioso pero' che alla fine un certo tipo di citazioni siano sempre piu' ad uso e consumo di chi realizza un prodotto. Non so se sia piu' indice di autori che piu' che raccontare 'assemblano' le proprie storie giocando con quello che e' piu' piaciuto loro in passato, o di un pubblico che sta perdendo la memoria. Trovo interessante alla fine che tra le due istanze si inserisca alla fine la realizzazione di opere che progressivamente non affondano le loro radici nel passato in modo evidente per tutti, ma si nutrono praticamente di se stesse, tendendo a sovrascrivere la memoria stessa. Mi sembra sempre piu' che gli autori non abbiano piu' voglia di raccontare storie, ma di 'giocare' con cio' che e' loro piaciuto in passato, cercando di comunicare non un 'qualcosa' ma proprio 'quelle' sensazioni che in passato quelle opere 'ora rimasticate' hanno dato loro. E' come se per quella generazione di autori non ci fosse futuro, e che cio' che per loro vale la pena di raccontare e' solo lo spettro di un insieme di emozioni del passato. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joe_Iabuki Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ma dai... davvero c'è qualcuno che non ha riconosciuto questa citazione? Che poi, dopo aver visto un paio di puntate prima il pugno d'incontro incrociato... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Mi sembra sempre piu' che gli autori non abbiano piu' voglia di raccontare storie, ma di 'giocare' con cio' che e' loro piaciuto in passato, cercando di comunicare non un 'qualcosa' ma proprio 'quelle' sensazioni che in passato quelle opere 'ora rimasticate' hanno dato loro. E' come se per quella generazione di autori non ci fosse futuro, e che cio' che per loro vale la pena di raccontare e' solo lo spettro di un insieme di emozioni del passato. Non saprei. Personalmente non la vedo così nera, la cosa, né così strana. Se io fossi un pittore di affreschi e il mio ideale fosse la Stanza della Segnatura, allora è MOLTO probabile che mi divertirei a rappresentare in un mio lavoro importante uno dei personaggi di Raffaello, magari vestito in un altro modo. E questo tipo di citazione è comunissimo, sia nell'arte antica, sia in quella rinascimentale, fino ad arrivare al fumetto ... non posso giurare sui manga (ma a quanto leggo da voi, direi che si trova anche lì), ma di certo esiste da sempre nel fumetto americano. Si tratta semplicemente di sentire il bisogno, il piacere e l'onore di aggiungere alla propria opera un frammento dell'opera di un nostro maestro e, se il pubblico non la piglia, tanto meglio, visto che si tratta di un omaggio strettamente personale. In breve, non si cita per farlo sapere, ma per farlo e basta. Autori senza futuro? Al contrario, io leggo cultura, ricerca, interesse, passione ... un lavoro che è palesemente concepito da una (o più) mente creativa, ma che affonda le sue radici da qualche altra parte. Viene da qualche parte e va da qualche altra. Non una cosa che cerca semplicemente l'acquirente e il suo effimero momento di messa on-air. E non c'è da preoccuparsi per il rischio di "sovrascrittura del ricordo", perché chi vuol sapere fa presto a ricostruire il percorso. Nel cinema, ad esempio, un processo del genere esiste da decenni, ma non per questo i remake cancellano gli originali, o si ignorano le palesi fonti di ispirazione dei registi più giovani. Ovviamente se si parla di pubblico "generico", la cosiddetta "massa", la superficialità la fa da padrona ... ma è innegabile che quel tipo di pubblico non coglie MAI una citazione poco più che elementare, perché è un pubblico, in pratica, senza memoria. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
meimato Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 quell'immagine d AnJ è citata in millemila manga e anime come anche il colpo d'incontro incrociato... quindi mi sa che chi guarda un prodotto come Gurren Lagann ci arriva a riconoscerla una roba del genere... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ma dai... davvero c'è qualcuno che non ha riconosciuto questa citazione? Che poi, dopo aver visto un paio di puntate prima il pugno d'incontro incrociato... Specie con Dayakka che fa il commentatore e fa "CROSS COUNTER!". Oltretutto c'è anche una citazione della prima serie del manga (e anime) nella primissima puntata. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joe_Iabuki Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ma dai... davvero c'è qualcuno che non ha riconosciuto questa citazione? Che poi, dopo aver visto un paio di puntate prima il pugno d'incontro incrociato... Specie con Dayakka che fa il commentatore e fa "CROSS COUNTER!". Oltretutto c'è anche una citazione della prima serie del manga (e anime) nella primissima puntata. La corsa dei maiali è un pò più ostica da riconoscere... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 La corsa dei maiali è un pò più ostica da riconoscere... In effetti. Credo ci siano anche altre citazioni che non ho colto al volo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 In effetti. Credo ci siano anche altre citazioni che non ho colto al volo. Alcune non sono cosi' ovvie da riconoscere. Per esempio, l'episodio in carcere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ecco, vedete, il discorso e' anche quello, sono riferimenti (omaggi al massimo molto piu' che citazioni come visto prima) ad elementi di natura soprattutto 'otaku'. "E' riportato in mille mila cose" (sempre in riferimento a talune occasioni ed ambienti specifici). "C'e' anche questo e quello" (sempre comunque circoscritti ad un ambiente determinato). Eppure, il riferimento in se' e' sempre ad altre serie. Tali serie originariamente facevano riferimento in qualche modo a qualcosa che non siano state loro stesse? E' "possibile", ma quel riferimento si e' del tutto smarrito. E il riferimento 'nuovo' in relazione alla sola opera in se' risulta quindi sterile. E' un opera di 'sedimentazione', come nella costruzione delle citta' sopra le rovine delle citta' precedenti; riferimento su riferimento, ma alla fine nessuno si ricorda il perche' delle cose, ma non solo, alcuni (e' inevitabile) non si ricorderanno non solo il perche', ma il 'chi' ha originato tale o tal'altro elemento. Sta diventando tutto molto auto-referenziale, in una sorta di curioso sviluppo verticale, a 'sedimentazione' successiva, mentre le storie in realta' dovrebbero avere uno sviluppo piu' "orizzontale" in modo non solo di avere sopra di se e dentro di se i 'link' a storie precedenti, ma di modo anche da poter mostrare la 'trama' stessa dei collegamenti, l'evoluzione, la novita' in se'. Tale sviluppo 'verticale' e' singolare, mostra in se' segni deleteri di autoreferenzialita' accesa, implica che alla fine si tende a raccontare solo un punto di vista differente di una storia, e non una nuova storia. Implica anche che basandosi su tali elementi il pubblico di riferimento e' sempre il medesimo, e man mano che quel pubblico cui e' mirato si allontana, il nuovo arrivera' o a non seguire quanto trattato per la cripticita' delle citazioni, oppure a riconoscere come 'originarie' le citazioni non evidenziate tali ad altre opere, nelle nuove. Io vedo un percorso che porta molto al cortocircuito autoreferenziale. Altre serie faranno riferimento a quell'immagine nello specifico di quella serie. Tra qualche anno poi quelli che vedranno quell'immagine la' si ricorderanno solo che e' Kamina. Altri, pochi, si ricorderanno le vere origini. Ma e inevitabile una cosa. Tutto questo modo autoreferenziale di realizzare opere, in realta', non porta da nessuna parte. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joker Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Mi sembra sempre piu' che gli autori non abbiano piu' voglia di raccontare storie, ma di 'giocare' con cio' che e' loro piaciuto in passato, cercando di comunicare non un 'qualcosa' ma proprio 'quelle' sensazioni che in passato quelle opere 'ora rimasticate' hanno dato loro. E' come se per quella generazione di autori non ci fosse futuro, e che cio' che per loro vale la pena di raccontare e' solo lo spettro di un insieme di emozioni del passato. Non saprei. ... E questo tipo di citazione è comunissimo, sia nell'arte antica, sia in quella rinascimentale, fino ad arrivare al fumetto ... non posso giurare sui manga (ma a quanto leggo da voi, direi che si trova anche lì), ma di certo esiste da sempre nel fumetto americano. ... Ci stanno anche là... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
werner Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ecco, vedete, il discorso e' anche quello, sono riferimenti (omaggi al massimo molto piu' che citazioni come visto prima) ad elementi di natura soprattutto 'otaku'. "E' riportato in mille mila cose" (sempre in riferimento a talune occasioni ed ambienti specifici). "C'e' anche questo e quello" (sempre comunque circoscritti ad un ambiente determinato). Eppure, il riferimento in se' e' sempre ad altre serie. Tali serie originariamente facevano riferimento in qualche modo a qualcosa che non siano state loro stesse? E' "possibile", ma quel riferimento si e' del tutto smarrito. (.....) Altre serie faranno riferimento a quell'immagine nello specifico di quella serie. Tra qualche anno poi quelli che vedranno quell'immagine la' si ricorderanno solo che e' Kamina. Altri, pochi, si ricorderanno le vere origini. Ma e inevitabile una cosa. Tutto questo modo autoreferenziale di realizzare opere, in realta', non porta da nessuna parte. Shuji, mi pare di aver visto parlare di questo e lamentarsene da quando sono arrivato su questo forum (anzi, da quando sono arrivato sul Plusnetwork.) Dunque possiamo dire che anche questo mio post e il tuo fanno parte dell'avvitamento autoreferenziale? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chibi Goku Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Shuji, mi pare di aver visto parlare di questo e lamentarsene da quando sono arrivato su questo forum (anzi, da quando sono arrivato sul Plusnetwork.) Dunque possiamo dire che anche questo mio post e il tuo fanno parte dell'avvitamento autoreferenziale? Oppure è l'eterno ritorno XD E' un opera di 'sedimentazione', come nella costruzione delle citta' sopra le rovine delle citta' precedenti; riferimento su riferimento, ma alla fine nessuno si ricorda il perche' delle cose, ma non solo, alcuni (e' inevitabile) non si ricorderanno non solo il perche', ma il 'chi' ha originato tale o tal'altro elemento. Sta diventando tutto molto auto-referenziale, in una sorta di curioso sviluppo verticale, a 'sedimentazione' successiva, mentre le storie in realta' dovrebbero avere uno sviluppo piu' "orizzontale" in modo non solo di avere sopra di se e dentro di se i 'link' a storie precedenti, ma di modo anche da poter mostrare la 'trama' stessa dei collegamenti, l'evoluzione, la novita' in se'. Tale sviluppo 'verticale' e' singolare, mostra in se' segni deleteri di autoreferenzialita' accesa, implica che alla fine si tende a raccontare solo un punto di vista differente di una storia, e non una nuova storia. Implica anche che basandosi su tali elementi il pubblico di riferimento e' sempre il medesimo, e man mano che quel pubblico cui e' mirato si allontana, il nuovo arrivera' o a non seguire quanto trattato per la cripticita' delle citazioni, oppure a riconoscere come 'originarie' le citazioni non evidenziate tali ad altre opere, nelle nuove. Leggendo questo mi è venuto in mente La Maison en petit cubes, con la sola differenza che il fruitore della sedimentazione finale se ne frega di riscoprire cosa c'è sotto lo strato iniziale, non ha interesse a mettersi maschera, pinne e bombola per andare ad esplorare quello che è stato, si accontenta passivamente del presente. Ma la colpa non è solo di chi fa il riferimento, ma anche di tutti i fruitori passivi che lo accettano per quello che è, e quando a loro volta diventeranno produttori lo citeranno pari pari, senza preoccuparsi di riscoprire ed eventualmente omaggiare l'opera originale. La citazione in sé può essere un bene o un male, può conservare la memoria storica di alcune opere imprescindibili come risultare autoreferenziale e, forse, dannosa. Io la vedo anche da questo punto di vista, se quella citazione avesse convinto anche solo 50 persone a riscoprire un capolavoro come Ashita no Joe credo che a conti fatti l'impatto della stessa sia più positivo che negativo (anche perché un mercato di nicchia come l'animazione giapponese non può permettersi di dimenticare le opere che hanno segnato la storia), e per di più quei 50 curiosi sono più importanti dei 50000 superficiali a cui non interessa nemmeno coglierla. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Ecco, vedete, il discorso e' anche quello, sono riferimenti (omaggi al massimo molto piu' che citazioni come visto prima) ad elementi di natura soprattutto 'otaku'. "E' riportato in mille mila cose" (sempre in riferimento a talune occasioni ed ambienti specifici). "C'e' anche questo e quello" (sempre comunque circoscritti ad un ambiente determinato). Eppure, il riferimento in se' e' sempre ad altre serie. Tali serie originariamente facevano riferimento in qualche modo a qualcosa che non siano state loro stesse? E' "possibile", ma quel riferimento si e' del tutto smarrito. E il riferimento 'nuovo' in relazione alla sola opera in se' risulta quindi sterile. E' un opera di 'sedimentazione', come nella costruzione delle citta' sopra le rovine delle citta' precedenti; riferimento su riferimento, ma alla fine nessuno si ricorda il perche' delle cose, ma non solo, alcuni (e' inevitabile) non si ricorderanno non solo il perche', ma il 'chi' ha originato tale o tal'altro elemento. Sta diventando tutto molto auto-referenziale, in una sorta di curioso sviluppo verticale, a 'sedimentazione' successiva, mentre le storie in realta' dovrebbero avere uno sviluppo piu' "orizzontale" in modo non solo di avere sopra di se e dentro di se i 'link' a storie precedenti, ma di modo anche da poter mostrare la 'trama' stessa dei collegamenti, l'evoluzione, la novita' in se'. Tale sviluppo 'verticale' e' singolare, mostra in se' segni deleteri di autoreferenzialita' accesa, implica che alla fine si tende a raccontare solo un punto di vista differente di una storia, e non una nuova storia. Implica anche che basandosi su tali elementi il pubblico di riferimento e' sempre il medesimo, e man mano che quel pubblico cui e' mirato si allontana, il nuovo arrivera' o a non seguire quanto trattato per la cripticita' delle citazioni, oppure a riconoscere come 'originarie' le citazioni non evidenziate tali ad altre opere, nelle nuove. Io vedo un percorso che porta molto al cortocircuito autoreferenziale. Altre serie faranno riferimento a quell'immagine nello specifico di quella serie. Tra qualche anno poi quelli che vedranno quell'immagine la' si ricorderanno solo che e' Kamina. Altri, pochi, si ricorderanno le vere origini. Ma e inevitabile una cosa. Tutto questo modo autoreferenziale di realizzare opere, in realta', non porta da nessuna parte. mentre per le città esiste l' archeologia, motivata da svariate necessità pratiche, per gli anime al massimo si può parlare di curiosità passeggera, e non obbligata, di chi lo visiona; del resto gli anime sono un prodotto di consumo mentre le città hanno un valore che va molto oltre. al di là di ciò secondo me sarebbe necessario contestualizzare oggettivamente meriti e parodie (in senso assoluto, non in chiave comica). e dare una dimensione precisa di "omaggio a x". altrimenti saranno sempre dei comodi rifugi dove gli autori si riparano per masturbarsi con ciò che più gli piace; che poi abbiano un pubblico che acconsente, beh questo dipende da un po' di cose... specifico, a scanso di equivoci, che personalmente accetto questo tipo di animazione alla gurren (cioè con tantissimi riferimenti di peso) se si presentano due condizioni. innanzitutto che gli intenti dell' opera vengano dichiarati prima che essa sia vista; ovvero non pretendo che mi si dica cosa vedrò esattamente, ma a cosa si ispira. e quindi che ci sia un valore aggiunto rispetto al "già visto". in effetti gurren mostra un certo talento genuino dello staff, e con ciò mi riferisco a tutto il comparto tecnico, regia compresa. ma ci può essere dell' altro e molto più importante, come il dove vada a parare la storia. venendo a mancare questo tipo di condizioni, e se non si parlasse di gainax, si finirebbe col definire inganno un' opera di copia e incolla. esattamente come per frankenstein jr di mel brooks: è una parodia (qui in senso comico) e i meriti arrivano da altro, ma c' è qualcosa in più che lo rende magnifico. l' auto+corto+circuito che dici però non è detto che ci sarà, almeno non per quel che riguarda gainax perchè con questo nome si identifica una tipologia di animazione e chi la segue ha delle aspettative particolari almeno sui prodotti con suo soggetto. ossia c' è proprio chi vuole vedere soprattutto queste citazioni e patchwork (magari in opere fatte da autori per sè stessi). quando esiste un pubblico formato in questo modo, magari devoto al citazionismo, e chi produce ne è consapevole, ci sono tutte le ragioni per sfruttare le girelle senza dirlo. girelle che quasi nessuno che non le conosce andrà a guardarsele perchè 1 si tratta di opere spesso lunghe e non sempre reperibili 2 potrebbero non interessare 3 in qualche modo ha già colto il riferimento, e tanto basta. Mi sembra sempre piu' che gli autori non abbiano piu' voglia di raccontare storie, ma di 'giocare' con cio' che e' loro piaciuto in passato, cercando di comunicare non un 'qualcosa' ma proprio 'quelle' sensazioni che in passato quelle opere 'ora rimasticate' hanno dato loro. E' come se per quella generazione di autori non ci fosse futuro, e che cio' che per loro vale la pena di raccontare e' solo lo spettro di un insieme di emozioni del passato. Non saprei. ... E questo tipo di citazione è comunissimo, sia nell'arte antica, sia in quella rinascimentale, fino ad arrivare al fumetto ... non posso giurare sui manga (ma a quanto leggo da voi, direi che si trova anche lì), ma di certo esiste da sempre nel fumetto americano. ... Ci stanno anche là... è più forte violence jack o wolverine? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 Tutto questo modo autoreferenziale di realizzare opere, in realta', non porta da nessuna parte. Ancora?! :lol: Mettiamola così: l'autoreferenzialità delle citazioni è irrilevante, se il prodotto finale è valido. Se il prodotto fa schifo, l'autoreferenzialità è un'aggravante. Se il prodotto è irrilevante, l'autoreferenzialità resta comunque irrilevante. In poche parole, se il prodotto è valido, chi le piglia bene, chi non le piglia non perde granché. Ci stanno anche là... :lolla: :lolla: Shuji, mi pare di aver visto parlare di questo e lamentarsene da quando sono arrivato su questo forum (anzi, da quando sono arrivato sul Plusnetwork.) Dunque possiamo dire che anche questo mio post e il tuo fanno parte dell'avvitamento autoreferenziale? Se il movimento è a spirale, se non altro, siamo sempre in topic! Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Novembre, 2009 Share Inviato 27 Novembre, 2009 (Come fomentatore pero' non me la cavo male ) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già un account? Accedi da qui.
Accedi Ora