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E perchè un anime come School Rumbler è andato in onda solo su Boing e non su Italia1 al posto di Oscar e Lupin che saranno belli quanto volete ma francamente hanno rotto il ca++o?

Perché il doppiaggio ita di School Rumble è peggio di quelli di Oscar e Lupin. :pfff:

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E perchè un anime come School Rumbler è andato in onda solo su Boing e non su Italia1 al posto di Oscar e Lupin che saranno belli quanto volete ma francamente hanno rotto il ca++o?

Perché il doppiaggio ita di School Rumble è peggio di quelli di Oscar e Lupin. :pfff:

 

Come traduzione non sò, però come voci, a parte la minchiata cosmica di cambiare la voce ad Arima in un episodio ( solo perchè portava una maschera. Possibile che il direttore del doppiaggio non l' abbia riconosciuto??) e Garbolino sul maggiordomo della bionda ( poi cambiato dopo poche puntate) non mi è sembrato male.

 

Questo e' il pre-requisito per cui possano lavorare in quel settore, non confondiamoci.

 

Sai che una battuta del genere la fecero anche i Monty Piton ?

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Barto, se mi permetti: l'animazione seriale americana è BEN ALTRA COSA. Non dico di andare a scomodare Batman the Animated Series, ma un Adventure Time o un Regular Show o anche solo My Little Pony Friendship is Magic a Puttane e Baldracche the Animation sputano in testa da altezze incommensurabili.

Lo so che c'è anche altro, infatti avrei dovuto essere ben più specifico e meno frettoloso: esteticamente l'ispirazione rimangono gli show di Cartoon Network e Nickelodeon "storici", contenutisticamente l'animazione per adulti (sopratutto quella della stessa CN). È con queste ultime serie che si può fare un confronto.

 

Ah, perchè secondo te Gainax dopo Eva non si è ancora sputtanata?

Per me da un pezzo.

Per me no perchè anche escludendo P&S, nei soggetti originali hanno ancora dimostrato di avere qualcosa da dire, a differenza per esempio di Bones o Sunrise.

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Mah, potrebbero sempre mandare avanti le seconde file che si sono formate nei vari progetti dell'ultimo decennio (lo stesso Imaishi aveva debuttato come animatore in NGE, alla fine) (Comunque della vecchia scuola non dovrebbe essere rimasto pure Yamaga?). Bisogna vedere quanto corposo sarà l'esodo, al di là dei due grandi nomi (Yoshinari, per dire, è confermato?). E bisogna anche vedere che fine faranno Tsurumaki e tutti gli altri membri della Khara 'chè ormai la Rebuild è in dirittura d'arrivo, magari qualcuno potrebbe tornare all'ovile. Comunque boh, anch'io penso che sia meglio aspettare. Il problema dei poshi soggetti originali non è solo GAiNAX, pultroppo anche loro si sono dovuti adeguare, certo per uno studio che ha fatto la Storia essenzialmente in quel capo si sente eccome, ma meglio produrne col contagocce e per bene che sputtanarsi definitivamente.

 

Be', io credo che Yamaga svolga per lo più attività legate all'amministrazione della società e solo accessoriamente si dedichi a mansioni più creative. Un po' come Kawamoto. Per quanto non stiamo parlando di chissà che dimensioni aziendali, il suo è sicuramente un lavoro a tempo pieno. (cioè quando Gates era CEO, collaborava ancora alla scrittura del codice di Excel, ma col fine di motivare i programmatori e rafforzare lo spirito d'impresa). Di conseguenza non penso che Yamaga possa prendere il timone creativo.

 

Yoshinari mi pare sia confermato alla I.G, con cui ha collaborato in passato. Poi anche Atsushi Nishigori ha diretto l'adattamento di un suo feticcio videoludico (Idol Master) con un studio esterno alla Gainax ed è tutto da vedere se poi ritornerà per progetti futuri.

 

Comunque a giudicare la situazione con un po' di distacco (dato che non seguo più lo zietgeist anime/manga), a me pare che tutta l'animazione giapponese sia gestita secondo criteri poco manageriali e forse le difficoltà di quest'ultimo decennio non sono scollegate da questo. Per quanto le informazioni arrivino col contagocce, ho il sospetto che nessuno studio in Giappone sia amministrato come la Pixar in termini gestione aziendale. Anzi ho come l'impressione come molte scelte siano prese con poca attenzione a questi aspetti. Questa tendenza a creare realtà insulari, ad esempio, non vedo che benefici possa dare all'industria così come ai fondatori.

Modificato da _gallo_
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Questo e' il pre-requisito per cui possano lavorare in quel settore, non confondiamoci.

 

Sai che una battuta del genere la fecero anche i Monty Piton ?

 

Davvero? E in che occasione? :gcompagnone:

 

Vallo a ricordare.

Non ricordo se si sentiva nella serie o nel film " e ora qualcosa di completamente diverso".

Lo ricordo vagamente e c'era un tizio che che mi pare lavorasse in tv e dicesse una cosa tipo " avrei voluto fare il responsabile dei palinsesti , ma avevano detto che non ero abbastanza stupido per il posto".

O forse intendeva il titolo di studio e non la stupidità , boh ,sono passati taaanti anni..

Cmq il senso della frase era quello.

Modificato da Zio Sam
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Comunque a giudicare la situazione con un po' di distacco (dato che non seguo più lo zietgeist anime/manga), a me pare che tutta l'animazione giapponese sia gestita secondo criteri poco manageriali e forse le difficoltà di quest'ultimo decennio non sono scollegate da questo. Per quanto le informazioni arrivino col contagocce, ho il sospetto che nessuno studio in Giappone sia amministrato come la Pixar in termini gestione aziendale. Anzi ho come l'impressione come molte scelte siano prese con poca attenzione a questi aspetti. Questa tendenza a creare realtà insulari, ad esempio, non vedo che benefici possa dare all'industria così come ai fondatori.

Ok ma neanche nei ruggenti anni '90 la situazione era differente. Per quel poco che conosco anch'io, credo che il tutto dipenda dal vil denaro. La Pixar è gestita in quel modo perchè è una compagnia esclusivamente cinematografica, il giro d'affari è enormemente più consistente, gli investimenti da parte degli stessi studi sono maggiori, così come i ricavi diretti e c'è dunque anche maggiore autonomia creativa. Non a caso, gli studi giapponesi con budget medi maggiori e che, almeno secondo me, si avvicinino maggiormente a delle aziende dotate di una politica, sono quelli che hanno una strategia di produzione per il cinema seria, come la Madhouse, se non esclusiva come la Ghibli. Per gli studi prettamente televisivi invece è enormemente differente, c'è maggior dipendenza dai produttori esterni, dai network, dagli sponsor dalle aziende di distribuzione dell'home-video, con tutte le difficoltà che conosciamo.

Modificato da El Barto
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Dici che Stiglitz dovrebbe riscrivere le regole che governano l'industria animata giapponese? Sarebbe una buona cosa. :D

 

Non mi riferisco solo agli investimenti. La Pixar è riuscita nel coniugare qualità e profitti. Quasi ogni loro film ha avuto un'accoglienza calorosa dal pubblico sia come massa di spettatori ma anche come opinioni a riguardo. Non è solo la fortuna di avere alcuni fra i migliori talenti del campo. Ci sono dietro logiche e procedure che poco hanno a che spartire con l'estro creativo, ma hanno fondamenta essenzialmente pragmatiche.

Per l'animazione "seriale" forse ci sono più problemi (chessò, il tuo pubblico è gente per lo più giovane i cui gusti vanno trasformandosi con l'età e le generazioni si susseguono, di conseguenza è molto difficile costruirsi un nome), però a me sembra che la situazione di adesso è frutto di scelte compiute e reiterate nel tempo. Non è che tutte le persone al mondo vogliono vedere endrinate in loop. Il punto è chiedersi perché l'industria converga sempre di più in questa direzione e... beh "it takes two to tango".

 

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http://hbr.org/2008/...creativity/ar/1 L'autore dell'articolo è il presidente della Pixar.

 

"Unlike most other studios, we have never bought scripts or movie ideas from the outside." Quindi già niente adattamenti di opere già note, niente script doctor etc.

 

"I don’t think our success is largely luck. Rather, I believe our adherence to a set of principles and practices for managing creative talent and risk is responsible. "

 

Nell'articolo vengono menzionati sia una serie di principi, diciamo, deontologici al lavoro. Come mai e poi mai fare una lungometraggio compromissorio per fare cassa, ma dedicarci tutte le capacità di cui si dispone. Allo stesso modo è descritto il modo in cui un film è concepito, i passaggi che ne portano alla realizzazione, la tendenza a fare i post-mortem indipendentemente quanto successo abbia avuto un pellicola.

 

Io non posso saperlo, ma ho l'impressione che niente di tutto questo venga fatto in Giappone. L'impressione è che ci sia molta volontà, tante ambizioni e capacità di tutto rispetto, ma poi le persone non riescono ad organizzarle in modo da averne una soddisfazione sia per loro sia per gli spettatori. Perché un conto sarebbe se le endrinate fossero un modo per guadagnare sicuro e facile. Nella realtà la maggior parte è un fiasco. Quindi non solo vengono realizzate cose omologate ed essenzialmente povere dal lato artistico, ma queste non danno nemmeno di che vivere. In sostanza deve essere una frustrazione unica lavorare per l'animazione in Giappone per il 95% delle persone, salvo pochi fortunati che in qualche modo hanno sfondato.

Modificato da _gallo_
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Nell'articolo vengono menzionati sia una serie di principi, diciamo, deontologici al lavoro. Come mai e poi mai fare una lungometraggio compromissorio per fare cassa

Ecco, a 'sto proposito: si è mai capito da dove ***** gli sia venuta la balzana idea di dare un seguito a Cars?

(e soprattutto, perchè si sono messi anche loro a fare seguiti e prequel - visto che ci sarà quello di Monsters & Co.? Iniziano a finire le idee? Spero di no!)

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Cars è perché Lasseter è considerato un po' una divinità all'interno dello studio e nessuno ha il coraggio di rigettare una sua idea nemmeno se è un po' bolsa.

 

I sequel li fanno da Toy Story 2, quindi ben prima di ampliare l'immaginario dei loro film come personaggi ed ambientazioni (cioè prima di Wall E, Up etc). Che poi personalmente Toy Story 3 è il migliore della trilogia, quindi se fanno sequel di qualità (come loro intenzione dichiarata) ben vengano.

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Cars è perché Lasseter è considerato un po' una divinità all'interno dello studio e nessuno ha il coraggio di rigettare una sua idea nemmeno se è un po' bolsa.

 

I sequel li fanno da Toy Story 2, quindi ben prima di ampliare l'immaginario dei loro film come personaggi ed ambientazioni (cioè prima di Wall E, Up etc). Che poi personalmente Toy Story 3 è il migliore della trilogia, quindi se fanno sequel di qualità (come loro intenzione dichiarata) ben vengano.

Ma Toy Story secondo me è una cosa un po' a parte. Nel senso, proprio per come era impostato il film, secondo me ci sta (e anche secondo me il 3 è il migliore). Ma fare un seguito di - non so - Ratatouille lo considerei criminoso a dire poco. Fortunatamente, dopo Monster University hanno confermato che faranno due progetti originali, il che mi rincuora (in effetti Cars 2 mi ha lasciato il dente più avvelenato del solito, temo... XD). E non vedo l'ora di vedere Brave.:sisi:

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gli investimenti da parte degli stessi studi sono maggiori, così come i ricavi diretti e c'è dunque anche maggiore autonomia creativa.

Il maggior controllo creativo è dovuto a un solo elemento: sono film in CG.

Come hanno dichiarato in un intervista vari autori, i produttori di Hollywood non capiscono una sega di CG e computer in generale.

in assenza di qualcuno " che ti costringe a mettere una canzone di Phil Collins ogni 2 minuti" gli autori hanno molta più libertà creativa rispetto ai vecchi film in 2D.

Red line ha tirato poco in Jap ?

Sicuramente è dovuto allo stile "realistico" e occidentalizzato della pellicola , che negli anime riguarda fallimento commerciale.

Ne sa qualcosa il povero Kawajiri , che più apprezzato all' Estero che in Patria ( Ninja Scroll fu un flop colossale in nippolandia).

Tra gli otaku tira solo il moe, moe e ancora moe.

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Uh, c'è in giro l'annuncio del nuovo robotico di AIC, Justeen.

Ora, non voglio sembrare cattivo, ma è vero che si tratta di un robot che si vedeva in quell'anime inutile che era la mia sorellina dovrebbe essere presa a schiaffi?

Perchè se fosse così avremmo superato l'essere alla frutta. Potevano fare il Gekiganger, cribbio.

In caso non lo fosse comunque sarebbe il primo super robot da quanto tempo? Da Nova?

 

http://www.animenews...e-set-in-future

http://shinigamilist...me-made-by-aic/

Modificato da Fencer
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Per l'animazione "seriale" forse ci sono più problemi (chessò, il tuo pubblico è gente per lo più giovane i cui gusti vanno trasformandosi con l'età e le generazioni si susseguono, di conseguenza è molto difficile costruirsi un nome) [...] Non è che tutte le persone al mondo vogliono vedere endrinate in loop. Il punto è chiedersi perché l'industria converga sempre di più in questa direzione e... beh "it takes two to tango".

Il punto è che il pubblico degli anime televisivi non è quello dei film Pixar, o Ghibli, e qui si ritorna sempre alle stesse considerazioni già elaborate millemila volte... bisognerebbe fare uscire la produzione televisiva dalle due nicchie in cui è rinshiusa (giovani e otaku)...

Perché un conto sarebbe se le endrinate fossero un modo per guadagnare sicuro e facile. Nella realtà la maggior parte è un fiasco. Quindi non solo vengono realizzate cose omologate ed essenzialmente povere dal lato artistico, ma queste non danno nemmeno di che vivere. In sostanza deve essere una frustrazione unica lavorare per l'animazione in Giappone per il 95% delle persone, salvo pochi fortunati che in qualche modo hanno sfondato.

La cosa divertente è che anzichè cambiare politica creativa, negli ultimi tempi si è cercato maggiormente di mungere finchè possibile le già magre vacche, con magari l'iserimento di millemila OVA special nelle edizioni home video o di film cinematografici distribuiti in copie limitate per serie che in altri tempi sarebbero scomparse dalla scena subito dopo la conclusione (film che spesso solo riassuntivi).

 

Il maggior controllo creativo è dovuto a un solo elemento: sono film in CG.

Come hanno dichiarato in un intervista vari autori, i produttori di Hollywood non capiscono una sega di CG e computer in generale.

in assenza di qualcuno " che ti costringe a mettere una canzone di Phil Collins ogni 2 minuti" gli autori hanno molta più libertà creativa rispetto ai vecchi film in 2D.

Dovrà avere almeno 10 anni quell'intervista, visto cosa è successo nel mezzo... (poi, non capire un sega, già Toy Story aveva evidenziato che le canzoni non erano certo necessarie)

 

Comunque, ecco il sito del nuovo studio di Imaishi:

http://www.st-trigger.co.jp/

 

http://www.animenewsnetwork.com/interest/2011-10-07/hiroyuki-imaishi-new-studio-name-website-revealed

Modificato da El Barto
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In effetti le cose che quest'anno in Giappone hanno venduto di più sono state progetti originali, nel bene (Madoka, Anohana) e nel male (l'Ambiguously Gay Duo), nonché un adattamento da una delle poche VN non romantiche in circolazione (Steins;Gate). Questo dovrebbe essere un segnale abbastanza chiaro di quello che vuole il pubblico... ma sarà recepito?

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http://hbr.org/2008/...creativity/ar/1 L'autore dell'articolo è il presidente della Pixar.

 

"Unlike most other studios, we have never bought scripts or movie ideas from the outside." Quindi già niente adattamenti di opere già note, niente script doctor etc.

 

"I don’t think our success is largely luck. Rather, I believe our adherence to a set of principles and practices for managing creative talent and risk is responsible. "

 

Nell'articolo vengono menzionati sia una serie di principi, diciamo, deontologici al lavoro. Come mai e poi mai fare una lungometraggio compromissorio per fare cassa, ma dedicarci tutte le capacità di cui si dispone. Allo stesso modo è descritto il modo in cui un film è concepito, i passaggi che ne portano alla realizzazione, la tendenza a fare i post-mortem indipendentemente quanto successo abbia avuto un pellicola.

 

Io non posso saperlo, ma ho l'impressione che niente di tutto questo venga fatto in Giappone. L'impressione è che ci sia molta volontà, tante ambizioni e capacità di tutto rispetto, ma poi le persone non riescono ad organizzarle in modo da averne una soddisfazione sia per loro sia per gli spettatori. Perché un conto sarebbe se le endrinate fossero un modo per guadagnare sicuro e facile. Nella realtà la maggior parte è un fiasco. Quindi non solo vengono realizzate cose omologate ed essenzialmente povere dal lato artistico, ma queste non danno nemmeno di che vivere. In sostanza deve essere una frustrazione unica lavorare per l'animazione in Giappone per il 95% delle persone, salvo pochi fortunati che in qualche modo hanno sfondato.

 

Uhm... capisco. Quel che non mi quagliava era che dicevi non è "estro creativo". Non sarà estro, ma mi sembrano proprio principi creativi! (poi magari come accenni c'è pure una differenza di management, ma questo resta più ipotetico)

 

In effetti le cose che quest'anno in Giappone hanno venduto di più sono state progetti originali, nel bene (Madoka, Anohana) e nel male (l'Ambiguously Gay Duo), nonché un adattamento da una delle poche VN non romantiche in circolazione (Steins;Gate). Questo dovrebbe essere un segnale abbastanza chiaro di quello che vuole il pubblico... ma sarà recepito?

 

Sì, beh, anche La Doppiatrice della Mia Sorellina non può Essere così Troia*, no? Oddio, non ho dati di vendita sottomano.

Più che altro la cosa positiva è che se fossero quegli anime che citi ci sarebbe una certa tensione verso il dramma... eh, stavo per dire realistico ma sarebbe una minchiata. Diciamo mettere in situazioni drammatiche forti (impossibili, anche) personaggi abbastanza verosimili?

 

Per inciso, non mi risulta di robottoni nell'anime di cui sopra, c'erano l'Angel Sanctuary dei poveri e un majokko, mi pare basta.

 

*=disclaimer, troia secondo gli otaku nipponici :har:

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bisognerebbe fare uscire la produzione televisiva dalle due nicchie in cui è rinshiusa (giovani e otaku)...

 

Impossibile.

E' molto più facile che un adulto guardi un film al cinema una tantum, che seguire serie televisive.

Questo per vari motivi.

Ma sostanzialmente, l'animazione in Giappone é cosa da bambini. E un adulto che la segue non ci farà mai buona impressione.

Ad ogni modo, personalmente non sono così preoccupato come voi. Nel senso che mi pare ovvio che tutte le cose prima o poi abbiano una fine. Percui i giapponesi potrebbero anche smettere di fare animazione. Pazienza.

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