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Alcool e caffè, ma anche unicorni


Shito

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Scusate se mi intrometto nella disputa (inframezzata, vedo, da digressioni di dubbio gusto), ma io davvero non capisco il livore che mostrate voialtri davanti a una logica tanto immediata.

 

L'amore non ammette compromessi. Laddove si dica di amare qualcosa, non si può che amarne l'essenza autentica in maniera assoluta, finanche negli aspetti apparentemente più marginali / esteriori / banali.

 

Non è che se un giorno rinominassero 'Super Mario Bros. 3' in 'Pinco Panco 3' per una qualche posticcia divulgazione in qualche altro mercato, lasciandone però totalmente inalterato ogni genere di contenuto interno, ciò diverrebbe pure lecito, tollerabile, men che meno corretto.

 

Non è che se l'opinione comune assume un certo referente deviato rispetto a un certo originale, e questa si propaga in maniera pressoché unanime, allora quella diviene automaticamente un canone di correttezza, tantomeno per l'appassionato.

 

Numero delle voci =/= Verità del detto.

 

Si diceva che un titolo è qualcosa di irrilevante nell'economia di un'opera, tanto più videoludica, ma mi sembra tutto fuorché corretto. Un nome è la prima cosa che distingue a livello conoscitivo un ente da un altro. Per la mente umana un nome è la 'forma' di un oggetto. Cosa c'è di più determinante?

 

L'amore è conoscenza e se onesto non concede mai sconti, né gerarchie o gradazioni. Se amo x non potrò MAI amare non-x: ne avrò invisa ogni imitazione ed ogni storpiatura, fosse anche per le più nobili ragioni collettive.

 

Funziona così anche con le persone.

Modificato da Arren
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allora qualcuno ci illumini: visto che Capcom è stata costretta a cambiare il nome originale, che cosa avrebbe dovuto fare?

Non importare RE ( anzi, scusate BH) in Occidente?

Spiegatemelo voi, vi prego.

 

E aggiungo, che qui dentro, tutti sanno che RE si chiama in realtà BH.

Lo sanno tutti i veri appassionati che dopo averlo giocato hanno voluto saperne di più e hanno cercato informazioni su internet.

Chi ha giocato a RE e lo ha gettato , una volta finito , nella spazzatura, non ha subito alcun peggioramento o miglioramento culturale, perchè a lui fregava solo di giocarlo e stop.

L'appassionato vero del gioco sa tutto quello che c'è stato dietro, adattamento diverso o meno.

In poche parole, non sarebbe cambiato nulla.

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Non avete capito. Non importa cos'è accaduto e quali ragioni, fossero state anche inevitabili o 'virtuose' o che, abbiano suffragato questa scelta ai tempi.

 

Si parla di ciò che è giusto, o di ciò che è avvenuto?

 

Anch'io ho giocato a 'Resident Evil' da giovanissimo. Poi ho scoperto che l'originale aveva altro nome, che il titolo a cui mi ero abituato era altra cosa rispetto a quello, e ho riconsiderato l'esperienza giovanile, cassando l'abitudine e tornando alla fonte.

 

Una cosa è la correttezza, altro affare sono le vicende contingenti. Chi ama non può accettare che le seconde sovrastino la prima.

 

Non ci vuole molto.

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La fonte e l'esperienza giovanile sono identiche.

Così come è perfettamente lecito che una casa impossibilitata ad usare un nome ne usi un altro su quella che è una sua proprietà intellettuale.

Che sia tollerabile o meno, è un problema tuo.

Chiedere correttezza quando è impossibile e cercare di imporla a qualcun'altro o giudicarlo per quello che ne fa, è semplice arroganza.

Chi ha un gioco, lo ama se ci si diverte e ci si appassiona con onestà.

Il fatto che non ci sbraiti sopra, non è indice della sua passione.

Anche i tizi col campanaccio che sbratiano alla fine del mondo sono pochi. Non vuol dire che abbiano ragione.

Modificato da Fencer
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La fonte e l'esperienza giovanile sono identiche.

 

Non è così, perché se la consuetudine originaria e la fonte coincidessero, qualsiasi aberrazione formale o contenutistica dell'opera sarebbe legittimata.

 

Quindi io potrei avere legittimo titolo di professare amore per Mononoke Hime, arroccandomi sulla mia visione da adolescente del finale stravolto in italiano, e trovando ampia giustificazione di ciò in un'apologia del mio gusto per quel finale.

 

Ciò non significa che il finale sia meno scorretto.

 

In secondo luogo, non è che si stesse dicendo che la passione comporta il bisogno di 'sbraitare' o 'inveire'. Ma è naturale, credo, che chi ama e conosca qualcosa segnali l'errore eventuale di chi in modo analogo sostiene di farlo.

 

Così come è perfettamente lecito che una casa impossibilitata ad usare un nome ne usi un altro su quella che è una sua proprietà intellettuale.

 

E' lecito sul piano della vendibilità, è illecito sul piano della conoscenza reale dell'oggetto. Non confondiamo i livelli.

 

Chiedere correttezza quando è impossibile

 

Impossibile? Oggi che con internet qualsiasi tipo di dato è alla portata di tutti?

Modificato da Arren
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Non avete capito. Non importa cos'è accaduto e quali ragioni, fossero state anche inevitabili o 'virtuose' o che, abbiano suffragato questa scelta ai tempi.

 

Si parla di ciò che è giusto, o di ciò che è avvenuto?

 

Invece il motivo conta eccome perchè se non puoi usare il nome originale per motivi legali mi spieghi come a fai a pubblicarlo senza cambiare il nome ????

 

 

L'amore non avrà compromessi, ma neppure la legge a multarti per milioni di dollari se infrangi il diritto d'autore.

 

Quindi io potrei avere legittimo titolo di professare amore per Mononoke Hime, arroccandomi sulla mia visione da adolescente del finale stravolto in italiano, e trovando ampia giustificazione di ciò in un'apologia del mio gusto per quel finale.

 

Questa tua dichiarazione dimostra che non hai capito nulla del discorso, perchè Mononoke è stato tradotto male per noncuranza e menefreghismo sulla fedeltà all' originale, e non perchè chi lo tradusse/adattò fosse COSTRETTO a stravolgere i dialoghi.

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Non è così, perché se la consuetudine originaria e la fonte coincidessero, qualsiasi aberrazione formale o contenutistica dell'opera sarebbe legittimata.

 

Resident Evil e Biohazard sono fattualmente identici. L'unica cosa cambiata è il titolo per motivazioni dovute a causa esterna alla casa produttrice.

 

Quindi io potrei avere legittimo titolo di professare amore per Mononoke Hime, arroccandomi sulla mia visione del finale stravolto in italiano e trovando ampia giustificazione di ciò nell'apologia del mio gusto per quel finale.

Ciò non significa che il finale sia meno scorretto.

 

Il finale di Mononoke Hime sbagliato è fattualmente un cambiamento di contenuto. Come tale, pregiudica la fruizione dell'insieme del film stesso.

Essendo poi Mononoke Hime un film, ogni singolo dettaglio è necessario, indi la mancanza è ancora più pesante.

Però se un tizio che conoscesse a memoria il film giapponese, italiano e inglese lo chiamasse anche Principessa Mononoke ogni tanto, questo pregiudicherebbe la sua passione per il film?

Se in un survival horror al posto di una pistola 40mm scrivessi pistola e stop, non cambierebbe l'esperienza globale nè la fruizione

In Resident Evil però non succede nemmeno un cosa del genere. E' copia 1:1.

 

Quello di cui non ti rendi conto è che Mononoke Hime e\o i Cavalieri dello Zodiaco sono esempi agli antipodi rispetto a RE.

 

In secondo luogo, non è che si stesse dicendo che la passione comporta il bisogno di 'sbraitare' o 'inveire'. Ma è naturale, credo, che chi ama e conosca qualcosa segnali l'errore di chi non lo fa in modo altrettanto pieno.

 

Lo segnala a chi glielo chiede. Non fa il saccentone con chi quel problema non se lo sta nemmeno ponendo.

Segnalazioni come quelle presente all'inizio del topic sono solo esempi di intolleranza.

Tra l'altro, c'è scritto a chiare lettere che BH\RE non è che fosse oggetto di amore e passione.

Ma il fatto che sappia come si chiama in Giappone, rende forse chi facesse la segnalazione (pur odiando il gioco) un fan più sincero di questo mio amico?

 

EDIT: Ah, si edita dopo.

 

Dunque. Il fatto è che una casa produttrice deve vivere nella realtà. Portando il gioco nella stessa maniera in cui era in originale fuorchè il titolo, non ne pregiudica l'esperienza nè la conoscibilità della scelta.

Dal punto di vista della conoscibilità è tutto bello e figo da dire, ma ci si deve scontrare con una cosa semplicissima chiamata appunto situazione fattuale.

Non potevano.

Di conseguenza la correttezza non potevano utilizzarla in partenza alla Capcom.

E again, pretendere che gente che parla di un'esperienza ludica per fatti suoi debba vedersi importunare da un tizio che "pretende correttezza in quanto internet è a portata di tutti", è abbastanza delirante.

Modificato da Fencer
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Non ho ancora avuto risposta alla domanda.

Ma forse sono io che tra le righe dovrei leggere che è legittimo che Capcom faccia ciò che vuole, ma il vero appassionato no.

Come se l'uso del nome pregiudicasse l'essere appassionato...

 

E soprattutto, con "ciò che è giusto" avete rotto i coglioni, non siete un cazzo di nessuno per insistere su cosa sia giusto, senza un minimo "secondo me", tra l'altro.

 

E se Shi(muni)to se ne esce per l'ennesima volta con la storia sulla verità che essendo appunto giusta è ciò che si diffonde per naturlaità di cose, giuro che ho pronta la trollata che fa per lui...

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Ryogo, stai a fare il fagiano.

Gli epiteti con chi sta comunque parlando (adesso) in tranquillità, mi paiono eccessivi.

Tutti hanno specificato che il punto di vista è solo il loro.

Respirare e calma e tranquillità.

Lo dico a lui, ma vale un po' per tutti. Argomentare, anche in modo acceso sì.

Insultare no, a meno che qualcuno non dichiari di prendere il Jack solo On the Rocks.

Modificato da Fencer
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Invece il motivo conta eccome perchè se non puoi usare il nome originale per motivi legali mi spieghi come a fai a pubblicarlo senza cambiare il nome ????

 

Ho già detto che gli eventi sono irrilevanti in questo discorso. Una cosa sono le circostanze, ciò che la vita induce a scegliere per necessità contingente (splendido ossimoro), altro affare è virtù, giustizia, amore.

 

Questa tua dichiarazione dimostra che non hai capito nulla del discorso, perchè Mononoke è stato tradotto male per noncuranza e menefreghismo sulla fedeltà all' originale, e non perchè chi lo tradusse/adattò fosse COSTRETTO a stravolgere i dialoghi.

 

Ripeto: i motivi eventuali non hanno alcuna incidenza. Io posso anche perpetrare atti atroci essendovi costretto, ma l'atto rimarrà esecrabile a prescindere dalla situazione in cui versavo.

 

Resident Evil e Biohazard sono fattualmente identici. L'unica cosa cambiata è il titolo

 

Quindi non sono identici. La coincidenza esatta è tale perché investe la totalità degli elementi del composto. Un titolo non è un orpello estraneo a un oggetto, tanto quanto un nome non è qualcosa di eradicabile dalla persona che lo possiede.

 

Il finale di Mononoke Hime sbagliato è fattualmente un cambiamento di contenuto. Come tale, pregiudica la fruizione dell'insieme del film stesso.

 

Anche un titolo è parte integrante del contenuto, non vedo come possa essere considerato 'forma'. Un nome prescrive anzi l'intera gamma del contenuto a cui si riferisce.

 

Essendo poi Mononoke Hime un film, ogni singolo dettaglio è necessario, indi la mancanza è ancora più pesante. Però se un tizio che conoscesse a memoria il film giapponese, italiano e inglese lo chiamasse anche Principessa Mononoke ogni tanto, questo pregiudicherebbe la sua passione per il film?

 

Non è che la logica dell'aderenza a x cambi a seconda del medium. Inoltre, se il 'tizio' chiamasse il film 'Principessa Mononoke', in quella circostanza lo definirebbe con un titolo in parte scorretto e ciò potrebbe giustamente pregiudicare l'impressione che un altro appassionato, sforzatosi di indagare la realtà anche nominale di quel film, recepisce della sua passione.

 

Se in un survival horror al posto di una pistola 40mm scrivessi pistola e stop, non cambierebbe l'esperienza globale nè la fruizione.

 

In nome di questa tollerabilità dei piccoli dettagli, si potrebbe stravolgere ogni minuzia. Chi decide cosa compromette la fruizione e cosa no? Tu? Io? Andiamo a caso per arbitrio personale? Sempre di alterazione si tratta.

 

Lo segnala a chi glielo chiede. Non fa il saccentone con chi quel problema non se lo sta nemmeno ponendo.

 

Perdonami, ma è assolutamente normale (e secondo me anche auspicabile) che l'errore venga corretto anche e soprattutto laddove una tale rettifica non sia richiesta dall'interlocutore. Se ragionassimo come dici, non esisterebbe più nessun tipo di apprendimento.

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E again, pretendere che gente che parla di un'esperienza ludica per fatti suoi debba vedersi importunare da un tizio che "pretende correttezza in quanto internet è a portata di tutti", è abbastanza delirante.

 

Mi sembra che la logica di un forum sia il dialogo vicendevole e che quest'ultimo implichi sempre anche la possibilità dell'urto con posizioni che si potranno definire 'scomode', in relazione al proprio vissuto e alla propria abitudine. Non vedo esempi di importunio.

 

Il fatto è che una casa produttrice deve vivere nella realtà. Portando il gioco nella stessa maniera in cui era in originale fuorchè il titolo, non ne pregiudica l'esperienza nè la conoscibilità della scelta. Dal punto di vista della conoscibilità è tutto bello e figo da dire, ma ci si deve scontrare con una cosa semplicissima chiamata appunto situazione fattuale. Non potevano.

 

Non è affatto vero che un cambio di nome non pregiudichi l'esperienza di fruizione dell'oggetto. Un titolo può cambiare l'intera percezione di un'opera, nei modi più ramificati e sotterranei.

 

In seconda istanza non si tratta di cosa sia figo o bello da dire: si tratta della realtà di un prodotto giapponese, pensato e sviluppato per un'utenza del luogo, con un certo titolo e certe prerogative.

 

Senza esplicitare nuovamente le logiche di affidamento del processo di localizzazione, che come già osservato nel 99,9% dei casi esulano dall'apporto dei rispettivi autori, il fatto che in Occidente un videogioco giapponese sia stato rinominato in un modo o nell'altro, per una ragione o per l'altra, non oscura minimamente l'unico referente per la realtà che qui si discute, ossia l'originalità del suo nome autentico giapponese.

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Quindi non sono identici. La coincidenza esatta è tale perché investe la totalità degli elementi del composto. Un titolo non è un orpello estraneo a un oggetto, tanto quanto un nome non è qualcosa di eradicabile dalla persona che lo possiede.

 

No. Fattualmente l'esperienza di gioco (che è ciò che conta in un videogioco) è invariata.

Se Resident Evil avesse avuto significative differenze di giocabilità, trama, possibilità e magari anche l'immagine della copertina, allora si sarebbe potuto parlare di errore.

Così è solo un cambiamento dovuto alla necessità reale di dover trovare un altro nome.

 

Anche un titolo è parte integrante del contenuto, non vedo come possa essere considerato 'forma'. Un nome prescrive anzi l'intera gamma del contenuto a cui si riferisce.

 

Ma non ne preclude la fruizione. Di conseguenza, non ne preclude la passione nè la conoscenza.

Chi ha giocato Resident Evil, ha di fatto giocato a Biohazard e può dire di conoscerlo a menadito.

Stai paragonando un titolo a un finale facendo di tutta l'erba un fascio.

 

Non è che la logica dell'aderenza a x cambi a seconda del medium.

 

Se di un film ti perdi il finale, non ci capisci niente.

Se di un videogame ti perdi il nome di una pistola, non cambia nulla.

 

Inoltre, se il 'tizio' chiamasse il film 'Principessa Mononoke', in quella circostanza lo definirebbe con un titolo in parte scorretto e ciò potrebbe giustamente pregiudicare l'impressione che un altro appassionato, sforzatosi di indagare la realtà anche nominale di quel film, recepisce della sua passione.

 

No, lo chiamerebbe Principessa Mononoke e basta.

Anche perchè mentre Resident Evil e BioHazard sono titoli diversi, Principessa Mononoke è la traduzione di Mononoke Hime.

Altrimenti, perchè tradurre Ponyo sulla Scogliera? Tanto valeva lasciare Gaku no ue no Ponyo.

E l'altro direbbe "Ah".

 

In nome di questa tollerabilità dei piccoli dettagli, si potrebbe stravolgere ogni minuzia. Chi decide cosa compromette la fruizione e cosa no? Tu? Io? Andiamo a caso per arbitrio personale? Sempre di alterazione si tratta.

 

E' ovvio che si va ad arbitrio personale. Semplicemente, l'esperienza di gioco non cambia. Spari con una pistola invece che con una pistola 40mm. Come la cosa compromette la fruizione?

In più, stavo dicendo chiaramente che questa cosa in RE non succede.

 

Perdonami, ma è assolutamente normale (e secondo me anche auspicabile) che l'errore venga corretto anche e soprattutto laddove una tale rettifica non sia richiesta dall'interlocutore.

 

Veramente no. Questa è proprio saccenteria bella e buona. Si presume che gli altri abbiano il diritto di parlare di quello che gli pare senza che arrivi qualcuno a rompergli le scatole.

Magari anche perchè non gliene importa nulla e stavano parlando d'altro.

 

Se ragionassimo come dici, non esisterebbe più nessun tipo di apprendimento.

 

A me non pare che se vai all'Università a studiare Giurisprudenza, ti forzino a imparare Biochimica anche se della stessa non te ne fregherebbe nulla.

Forzare l'apprendimento come se tutti fossero bambini di due anni a cui insegnare l'alfabeto, specie quando questo non è richiesto, è solo arroganza.

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Mi sembra che la logica di un forum sia il dialogo vicendevole e che quest'ultimo implichi sempre anche la possibilità dell'urto con posizioni che si potranno definire 'scomode', in relazione al proprio vissuto e alla propria abitudine. Non vedo esempi di importunio.

 

Se c'è una discussione. La discussione in questo caso non c'era proprio (si era anche già cambiato discorso).

Nè c'era scomodità o altro. Nè c'era un dialogo a dirla tutta, se non avessi scatenato il flame io, la cosa sarebbe morta lì.

In più, nessuno ha il diritto di imporre nulla a qualcun'altro in base al proprio vissuto. Sono problemi suoi, non di chi parla di ciò che gli va.

Si è semplicemente mostrata intolleranza verso chi utilizzava un nome che si riteneva non consono.

 

Il fatto è che una casa produttrice deve vivere nella realtà.

Non è affatto vero che un cambio di nome non pregiudichi l'esperienza di fruizione dell'oggetto. Un titolo può cambiare l'intera percezione di un'opera, nei modi più ramificati e sotterranei.

 

Nel caso di Resident Evil, non la pregiudica. In quanto non è il titolo il busillis, bensì l'esperienza ludica.

Ancora, stai facendo di tutta l'erba un fascio.

 

In seconda istanza non si tratta di cosa sia figo o bello da dire: si tratta della realtà di un prodotto giapponese, pensato e sviluppato per un'utenza del luogo, con un certo titolo e certe prerogative.

 

Senza esplicitare nuovamente le logiche di affidamento del processo di localizzazione, che come già osservato nel 99,9% dei casi esulano dall'apporto dei rispettivi autori, il fatto che in Occidente un videogioco giapponese sia stato rinominato in un modo o nell'altro, per una ragione o per l'altra, non oscura minimamente l'unico referente per la realtà che qui si discute, ossia l'originalità del suo nome autentico giapponese.

 

Si tratta della realtà di un prodotto giapponese che la stessa casa madre s'è trovata costretta a cambiare per ragioni solide e affondate nel reale. Non potevano chiamarlo così. E' una cosa che esula dal normale processo di localizzazione. Avessero potuto chiamarlo così, l'avrebbero fatto.

Si tratta inoltre della realtà di persone che chiamano un prodotto col suo nome perchè effettivamente quello è il modo in cui è stato chiamato in occidente dalla casa madre in questione qualunque fosse la ragione. Tralasci sempre il fatto che l'esperienza è identica e che c'è gente che pur sapendo che il nome giapponese è Biohazard si gioca comunque con tranquillità Resident Evil senza problemi. E non ci perde nulla. Così come c'è gente che se ne frega dato che non capisce il giapponese e non gliene potrebbe fregare di meno di capirlo, che si gioca Resident Evil e, di nuovo, non si perde niente.

Chiunque sia chi se lo gioca, ha tutto il diritto di farlo senza che un tizio venga a rompere le scatole. Paradossalmente, è più una rottura quella del cambio di titolo stesso.

Imporre il proprio punto di vista (magari senza aver mai giocato il gioco oppure odiandolo) a gente che lo conosce a menadito ma per semplicità lo chiama Resident Evil, non è nè amore, nè giustizia, nè verità.

E' solo brada arroganza condita con intolleranza e senso di superiorità.

Modificato da Fencer
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No. Fattualmente l'esperienza di gioco (che è ciò che conta in un videogioco) è invariata.

Se Resident Evil avesse avuto significative differenze di giocabilità, trama, possibilità e magari anche l'immagine della copertina, allora si sarebbe potuto parlare di errore.

 

L'esperienza di gioco non si riduce alla mera interazione tattile con il controller ma investe ogni campo, testuale, musicale, visivo e sì anche nominale, tanto quanto la comprensione del titolo di un film rientra senza reticenze nell'ambito dell'esperienza di quello.

 

Ma non ne preclude la fruizione. Di conseguenza, non ne preclude la passione nè la conoscenza.

 

Non è che la preclude, la falsa. La altera e ne impedisce, ripeto, anche fosse in parte infinitesima, una comprensione assoluta.

 

Se di un videogame ti perdi il nome di una pistola, non cambia nulla.

 

Certo che cambia, può mutare un intero universo di riferimenti con un nome. Seguendo questa logica, Leona Lewis su FFXIII poteva considerarsi anche innocua, indi legittima. Continui a fare strane gerarchie di tollerabilità del cambiamento.

 

No, lo chiamerebbe Principessa Mononoke e basta.

Anche perchè mentre Resident Evil e BioHazard sono titoli diversi, Principessa Mononoke è la traduzione di Mononoke Hime.

 

'Principessa Mononoke' è una traduzione di 'Mononoke Hime' tanto quanto 'What a bella casa' è una traduzione di 'What a beautiful house'.

 

E' ovvio che si va ad arbitrio personale. Semplicemente, l'esperienza di gioco non cambia. Spari con una pistola invece che con una pistola 40mm. Come la cosa compromette la fruizione?

 

La compromette nella misura in cui una parte dell'opera di cui fruisco è modificata. L'esperienza cambia eccome.

 

A me non pare che se vai all'Università a studiare Giurisprudenza, ti forzino a imparare Biochimica anche se della stessa non te ne fregherebbe nulla. Forzare l'apprendimento come se tutti fossero bambini di due anni a cui insegnare l'alfabeto, specie quando questo non è richiesto, è solo arroganza.

 

In base a questa definizione, renditi conto che ogni genere di lezione, di spiegazione, o di interazione verticale tra docente-discente nel senso più lato possibile ed immaginabile, è arrogante. E' una visione molto da otaku, purtroppo.

 

Ma solo io ho capito che questo Arren è Shito travestito?

 

Grazie del complimento. :thumbsup:

 

In più, nessuno ha il diritto di imporre nulla a qualcun'altro in base al proprio vissuto.

 

Guarda, questo significa non dialogare affatto. E a latere di ciò, non ho notato né imposizioni, né arroganze sorrette dall'arbitrio e dal vissuto. Solo l'oggettività di un'opera e del suo nome.

Modificato da Arren
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[Quindi: RyoGo, Alex: capisco che quando il teatro della disputa diviene teatro di ego ci si intirizzisca, è inevitabile, ma non quotatemi su cose che non ho detto. Altrimenti non mi contraddicete neppure, ma palesate le vostre code di paglia per proiezione inconscia. Ovvero: io non vi ho dato degli ignoranti, come non l'ho dato a Fencer, e sinceramente NON vi considero tali nel merito. Voi avete paura di sentirvi chiamare o essere considerati tali? E se sì, perché?

 

Eccolo là... un'altra tipica tecnica del nostro Shito quando non ha un cazzo di argomento sensato con cui controbattere,

 

Ehm, e tutto il resto del post? :D

 

Poi oh, non sono (siamo?) all'asilo, "comunella"?

 

Chiunque si trovi d'accordo con me, è d'accordo con me. Chi no, no. Ma con che logiche ragioni? Dei campetti? Ma pensi che ciò che credo e/o predico sia inficiato da chi mi condivide e/o contraddice, o si basi su delle profonde convinzioni personali?

Modificato da Shito
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L'esperienza di gioco non si riduce alla mera interazione tattile con il controller ma investe ogni campo, testuale, musicale, visivo e sì anche nominale, tanto quanto la comprensione del titolo di un film rientra senza reticenze nell'ambito dell'esperienza di quello.

 

E chi parla d'interazione tattile col controller? Io parlo di trama, script della stessa e dei documenti, dialoghi, doppiaggio, gameplay in fase di esplorazione e combattimento. Che sono ciò che definisce l'esperienza ludica che è ciò a cui di fatto un giocatore si appassiona (se no, lo molla lì e se lo scorda, figurati ricordarsi il titolo originale).

Il campo testuale, visivo, musicale e anche nominale (Residen Evil è l'unico cambiamento, tutti i nomi di tutto ciò che presente) è perfettamente rispettato.

Fuorchè per il titolo. Che nel caso dei vg, è spesso l'ultima delle cazzate.

Quanta gente sa effettivamente perchè si chiama Final Fantasy?

 

Non è che la preclude, la falsa. La altera e ne impedisce, ripeto, anche fosse in parte infinitesima, una comprensione assoluta.

 

Non la falsa. Non la altera. Non la impedisce. L'esperienza tra il giocare Resident Evil e giocare Biohazard è esattamente identica. E' stato cambiato il titolo per ragioni comprensibili, ma again, quello è meno di un infinitesimo. E sempre partendo dal presupposto che chi lo gioca questo titolo originale non lo conosca, ma magari lo chiami Resident Ivol lo stesso.

Chi invece guarda Mononoke Hime prima e la Principessa Mononoke poi, non vede la stessa cosa.

 

Certo che cambia, può mutare un intero universo di riferimenti con un nome. Seguendo questa logica, Leona Lewis su FFXIII poteva considerarsi anche innocua, indi legittima. Continui a fare strane gerarchie di tollerabilità del cambiamento.

 

Non cambia di fatto nessun universo di riferimenti. Stai comunque sparando con una pistola a uno zombie facendogli tot danno e consumando tot proiettili, col preciso fine di lasciarlo a terra in una pozza del suo sangue. Che la roba con cui lo fai sia di fatto una pistola o gli venga aggiunto un 40mm (magari pure sbagliato perchè stai usando una 9mm, cosa che succede spesso nei VG) non cambia la base.

Again, videogioco. E pensare che un simile cambiamento sia identico a quello di un intero theme musicale non indica che io abbia una strana gerarchia, ma che again, si stia facendo di tutta l'erba un fascio. Cambiare il theme cambia di fatto l'esperienza dato che il tema musicale voluto dagli autori è integrale all'esperienza di gioco in quel dato momento del gioco stesso.

Una generica pistola chiamata per fare figo 40mm, no.

 

'Principessa Mononoke' è una traduzione di 'Mononoke Hime' tanto quanto 'What a bella casa' è una traduzione di 'What a beautiful house'.

 

E' semplicemente perchè io non conosco e non me ne frega niente di Mononoke Hime quindi ho sparato la prima traduzione a caso. Parlavo semplicemente della traduzione letterale di Mononoke Hime come poteva esserlo Ponyo sulla scogliera o come si dice per Gaku no ue no Ponyo.

 

La compromette nella misura in cui una parte dell'opera di cui fruisco è modificata. L'esperienza cambia eccome.

 

Vedi sopra.

 

In base a questa definizione, renditi conto che ogni genere di lezione, di spiegazione, o di interazione verticale tra docente-discente nel senso più lato possibile ed immaginabile, è arrogante. E' una visione molto da otaku, purtroppo.

 

Se io vado a Giurisprudenza, è perchè voglio imparare il diritto per mia precisa scelta (ricordati che non stai parlando con dei bambini).

Se invece volessi imparare biochimica, andrei a Biologia o dovunque la insegnano.

E' realtà purtroppo.

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