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BERSERK in (meno)pausa...


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5 minuti fa, RaffoBaffo ha scritto:

'spe, secondo te Guts voleva guarire Casca perché secondo lui sarebbe stata segreta ultrapowa contro Grffith?

 

Se ben ricordo, è per una questione di senso di colpa o giù di lì. 

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Grazie per l’appoggio! Pensavo di aver scritto una pappardella indigesta. Comunque, dopo aver esposto quelle mie prime impressioni sulla rilettura di Berserk sono andato in giro per la rete a r

A causa dell’improvviso tempo libero di cui ho “goduto” recentemente mi son riletto Berserk. Innanzi tutto perché ne avevo voglia. Poi, per vedere se la leggenda dell’epoca d’oro come miglior mome

Mi cascano le palle....ora un nuovo manga...a sto punto era meglio uno spin-off per chiarire qualche lato oscuro della trama di berserk. Cmq il futuro di berserk è oscuro proprio...va a finire che ma

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Il senso i colpa c'è sempre, su tutto, mica solo su Casca, ma di guarirla vuol guarirla per le ragioni ovvie.
E' la donna che ama, ed il potato state non è esattamente la condizione di vita ottimale.

 

[Poi c'è tutto il discorso che fa ogni tanto con il suo alter ego [la bestia] che in realtà è più un ancora che lo aggrappa al suo passato e roba del genere, mavabbè.]

 

Mo c'è solo da vere quanto dura, data la shitstorm preannunciata nel Capitolo 345,  e nell'ultimo Capitolo, dove il falco sblocca il fast travel.

Edited by RaffoBaffo
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Il 9/4/2019 Alle 22:13, Chocozell ha scritto:

Eh.

Allora mi sfugge qualcosa

Gatsu a un certo punto perde/abbandona il desiderio di vendicarsi/ha trovato la pace/ ha compiuto ed è uscito dal circolo dell'odio che lo aveva spinto e inizia la quest per far recuperare il senno a Caska così da avere una sua vita felice e pacifica, teoricamente dovrebbe avere una mezza idea di metter su casa lì nel regno degli elfi come gli ha prospettato Pak 

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  • 4 months later...
On 8/24/2019 at 9:17 PM, Tufio said:

E intanto miura ha cominciato una nuova serie.

No.

Lui è il Producer, ruolo che ricopre perché il Manga è del suo Studio, scritto e disegnato da gente dello Studio GAGA, lui ci mette solo nome, contatti, l'incipit della Storia, e l'immagine promozionale che è già uscita.

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On ‎8‎/‎26‎/‎2019 at 11:29 PM, RaffoBaffo said:

No.

Lui è il Producer, ruolo che ricopre perché il Manga è del suo Studio, scritto e disegnato da gente dello Studio GAGA, lui ci mette solo nome, contatti, l'incipit della Storia, e l'immagine promozionale che è già uscita.

Solo l'immagine promozionale e mezza sceneggiatura sono abbastanza per ritardare berserk di un decennio.

Edited by Tufio
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6 hours ago, Tufio said:

Solo l'immagine promozionale e mezza sceneggiatura sono abbastanza per ritardare berserk di un decennio.

Non dire stupidaggini, per quello non c'è bisogno di un motivo, mica è come Anno che si deve inventare scuse :°_°:

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  • 7 months later...
  • 3 weeks later...

il capitolo 360 è uscito e le parole del cavaliere del teschio, che appare nelle ultime pagine, lasciano intendere che si entra nella fase conclusiva del manga.

si attende il prossimo step...

Edited by Roger
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  • 1 month later...

A causa dell’improvviso tempo libero di cui ho “goduto” recentemente mi son riletto Berserk.
Innanzi tutto perché ne avevo voglia.
Poi, per vedere se la leggenda dell’epoca d’oro come miglior momento del manga fosse vera dato che, a leggere un volume ogni anno o giù di lì, avevo perso un bel po’ il filo del discorso.

Mah, a voler ragionare a scaglioni diciamo che la mia impressione sull’opera di Miura è ora questa

-Prima parte (quella del conte lumacone): tutto molto grezzo, dal tratto alla storia davvero basica. Sinceramente il vero lato forte di questa parte è l’aria malata che (credo anche involontariamente da parte di Miura) si respira.


-Seconda parte (quella del flashback): da qui il fumetto migliora a vista d’occhio diventando un’opera molto più strutturata e profonda. I disegni sono in crescita costante così come la costruzione della tavola e l’inventiva per le creature e le situazioni.
Diciamo che l’unico problema di rilievo è che rende il Berserk degli inizi arido e difficile da continuare sulla scia della sola vendetta del protagonista.
In effetti tutto poteva finire con Guts che va verso un destino di dannazione senza speranza e morta lì.


-Terza parte (quella fino al duello sulla collina delle spade): qui Miura si vede costretto a strutturare la sua opera ben oltre alla vendetta del suo solitario protagonista. Dopo l’eclissi era impossibile tornare alle atmosfere scarne degli inizi. Beh, direi che il nostro riesce in pieno nel compito prendendosi anche il rischio di mettere un capitolo “stand alone” (la valle degli elfi) dopo il climax assurdo dell’eclissi.
Il risultato è un arco narrativo che nel suo insieme da moltissime soddisfazioni e che se si può considerare inferiore all’età dell’oro è solo perché meno narrativamente definitivo.
Però c’è da dire che i disegni, l’evoluzione del protagonista e i nuovi comprimari spaccano (Mozgus vero mito e il duo Farnese/Serpico interessantissimo).
Inoltre il mondo di Berserk viene allargato moltissimo senza le solite cartine geografiche da  classico fantasy.


-Quarta parte (dalla formazione della compagnia fino all’armatura passando per i troll): qui qualche problema salta fuori.
Non tanto per la svolta da fantasy classico o per la streghetta che a leggere con calma i volumi uno dietro l’altro son pure ben inserite e sviluppate (oltre che quasi inevitabili vista l’ampiezza che hanno raggiunto gli eventi narrati) ma per l’inserimento dell’armatura del berserk.
Innanzitutto io avrei evitato l’uso del termine berserk all’interno di Berserk dopo una ventina e passa volumi.
Poi fin da subito questo elemento si è rivelato un power up ambiguo dato che Guts anche con questa armatura è ben lontano dal solo impensierire il suo antagonista.
Quindi? Spunto da sviluppare con calma più avanti? Legame che permetterà di raccontare la storia del cavaliere del teschio?
Probabilmente tutte e due. Per il momento, a leggere questo arco narrativo l’armatura del berserk ha un po’ impoverito il personaggio di Guts visto che il suo gran fascino stava anche nell’essere un uomo opposto a un fato gigantesco.
Comunque, i disegni qui raggiungono una fase sublime così come la composizione delle tavole.
I nuovi personaggi inseriti appaiono in divenire e difficilmente inquadrabili (a partire dalla nuova squadra dei falchi che almeno visivamente comunque spacca).
Menzione d’onore al flashback su Farnese e Serpico.


-Quinta parte (la guarra con i Kushan fino alla partenza in nave): questo arco narrativo appare forse di transizione per i protagonisti ma di grandissimo impatto per i macro eventi narrati. La guerra tra la squadra dei falchi e i Kushan è di proporzioni titaniche e certi volumi scorrono che è una gioia per gli occhi.
Totalmente accantonata la grezza povertà dei primissimi volumi ci si ritrova con un affresco fantasy amplissimo ricco di personaggi e creature.
Anche qui, alcuni difetti vanno a parare verso l’armatura del berserk che danno a Guts i mezzi per affrontare medici forse troppo grandi. Sinceramente avrei preferito una fuga dal porto più disperata tra le fila dei due mostruosi eserciti messi in campo dalle fazioni avverse.
Inoltre, Shilke e Isidoro sono ancor tutto sommato tenuti sotto controllo (soprattutto il secondo).

 

Bene, fin qui posso parlare con una discreta cognizione di causa essendo archi narrativi conclusi.


Ma veniamo alla sesta parte (il dio marino e l’isola degli elfi): ecco, sinceramente tutte le critiche negative che ho letto negli anni sulla deriva di Berserk vanno a mio avviso a finire su questa ultima manciata di volumi (due, due e mezzo su quaranta).
-Il rallentamento narrativo.
Sinceramente la battaglia con i pirati mostruosi è superflua. O meglio lo è quando i pirati tornano impossessati dato che la prima battagli navale è buonissima variante narrativa e possibilità per una volta di mettere Guts in panchina.
Invece si perde un volume su l’ennesima battaglia mostruosa che oltretutto dopo il battaglione al porto appena affrontato appare inutile e ripetitiva.
-La comicità invadente.
Anche qui, in tutta sincerità in Berserk ci sono sempre stati inserti dal grottesco/ironico all’improprio anche nei momenti di grande patto (Mozgus e il suo god cannon a esempio) ma qui, Miura pare proprio aver perso la bussola.
L’esempio che voglio fare non sono un Puk&Isidoro ormai persi nel SD perenne ma il personaggio di Magnifico.
Leggendo Berserk annualmente non avevo fatto caso a come questo personaggio era stato inserito, come un pavido magari ma per nulla stupido! Il suo discorso con Roderick sul balcone della festa è tutto tranne che semplicistico o comico.
Ecco, non riesco a capire come un personaggio che Miura aveva caratterizzato come poche pennellate così ben centrate sia diventato in un paio di volumi la macchietta della storia.
Ripeto, questo è l’esempio forse più diretto e lampante della bussola smarrita da Miura perché se Isidoro a esempio poteva reggere nel suo lungo arco narrativo una deriva “picaresca”, Magnifico no, è proprio andato in vacca.
-Infine, pure il disegno l’ho trovato svogliato nella fase del dio marino (troppe tavole dove si affollano personaggi a fare da semplici cronisti agli scontri di Guts oltre a molte soluzioni grafiche sgonfie, a esempio il re degli elfi simil kitsch) con il colpo di grazia del passaggio al digitale…
Sarò onesto, ero totalmente all’oscuro di questa svolta “tecnologica” di Miura ma leggendo i volumi 39 e 40 è impossibile non notare un generale impoverimento del disegno con tavole più scolastiche e anatomie e pose molto più rigide del solito.
Poi, Miura compie anche il classico errore del principiante digitale ingrandendo la tavola su cui lavora rendendo sì il dettaglio maniacale ma pure fastidioso all’occhio di chi legge.
Un personaggio in secondo piano è naturale che subisca una sorta di sfumato atmosferico, renderlo al contrario iper definito finisce per appiattirlo.
Davvero, non riesco a capire come si sia compiuta una scelta così scriteriata arrivati a questo punto della serializzazione.

Riassumendo, pur sfatando la fola di Berserk decaduto dopo il flashback ho chiuso la lettura col timore inflittomi dagli ultimi due volumi.
Berserk è un grandissimo fumetto per quasi 40 volumi (e dici poco, eh?) e spero che le debolezze degli ultimi due siano difetti passeggeri dovuto magari a una naturale fase di stanca del suo autore che spero possa riprendersi quanto prima.
Insomma, mi auguro che a opera finita ci si possa ridere su sui volumetti dell’isola degli elfi come si sorvola sugli episodi dell’isola di Nadia…
 

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Grazie per l’appoggio!
Pensavo di aver scritto una pappardella indigesta.

Comunque, dopo aver esposto quelle mie prime impressioni sulla rilettura di Berserk sono andato in giro per la rete a raccattare qualche informazione in più sui preoccupanti ultimi due volumi.
Ebbene, qualche informazione utile son pure riuscito a cavarla fuori.
Per esempio è interessante notare come tra il volume 37 e 38 ci sia stata una lunga impasse nella pubblicazione dei capitoli mensili con in mezzo l’uscita del volume Gigantomachia. 
Uno stacco che ha portato pure a una revisione della grafica di copertina dei volumi giapponesi dal 38 in poi.
Inoltre, c’è da notare che proprio sulla seconda metà del volume 37 appariva quello strano (nel senso di inspiegabile narrativamente) flashback di Guts ragazzo che suonava quasi una sorta di “ritorno alle origini” di Berserk.

Quindi abbiamo la serie che comincia a dimostrare della stanchezza (i pirati, il dio marino) e che va a ripescare uno strano capitolo del passato prima di entrare in una lunga pausa.

In mezzo come ricordavo più sopra, ci sta Gigantomachia che come volume autoconclusivo è godibile e ben realizzato e pure davvero poco “berserkiano”.
Soprattutto Miura in questo volume non pare mostrare quei problemi evidenziati una volta tornato al lavoro sulla sua serie principale.

Quindi tutto questo mio ulteriore sproloquio vuole dimostrare che forse il vero problema al di là della svolta digitale (che è un GRANDE problema, eh) e della storia che si sta insabbiando, va ricercato in qualcosa che deve essere scattato in Miura.
Stanchezza dopo tanti anni sui soliti personaggi? Problemi extra fumettistici?
Non credo si tratti di un vuoto narrativo posticipato e poi alla fine giunto dopo vari vagabondaggi della sceneggiatura.
Come spiegavo nel mio scritto più sopra, davvero in Berserk non si nota un continuo rimandare a qualcosa di ancora non stabilito dall’autore.

Anzi fino a lì quasi tutto pareva far parte di qualcosa già prestabilito (di sicuro pensato dopo L'Epoca d'oro).

Insomma, Miura non è che verso i quaranta volumi si è scoperto tutto d’un tratto come un cialtrone e abile affabulatore del nulla. 

Io continuo a vedere un muro dove si è andati a sbattere.

Un altro esempio di questa brutta sensazione è il ripresentare Luka a Falconia… dopo aver ampliato moltissimo i confini del mondo di Berserk Miura fa il classico errore di far incontrare per caso personaggi già noti al lettore.
Il risultato? Che all’improvviso l’orizzonte si rimpicciolisce.
Quando Miura presenta la famiglia di Farnese con la cornice della città portuale che si sta armando tra eserciti regolari e mercenari, proprio in quel momento allarga la visione del lettore su un modo vastissimo.
Quando fa ritrovare Luka è tutto il contrario.

E si badi, non sto citando due episodi lontani dieci volumi l’uno dall’altro, anzi!


Infine, nella mia opera di ricerca di qualche indiscrezione su Berserk, sono andato pure a spulciare delle scan di episodi ancora inediti in Italia (pratica che di solito non amo, se esiste un’edizione nel bel paese), così, per vedere se col digitale Miura avesse fatto pace.
Niente di tutto questo!
-Capitolo 358.
Oltre alle solite recenti tavole dal gusto estremamente scolastico (quanti dialoghi stipati in anonime vignette di primi piani) e a Sonia che fa a gara con Isidoro per l’alloro del personaggio più regredito strada facendo, oltre a tutto questo, a tavola 20 c’è un disegno di Charlotte sdraiata a letto che par fatto dal classico aiutante che non capisce un tubo dello stile del proprio maestro.
Davvero incredibile che un peggioramento grafico così evidente passi inosservato all’editore certo, ma pure a Miura stesso.

Anche questa cosa continua a farmi pensare che davvero sia successo qualcosa di personale a Miura.

 

Tra parentesi, pure Charlotte, diventata regina pare trasformata in una fessa che fa gli interventi comici tra generali e politici assiepati alla tavola del Falco.:sweatingbullets:
 

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Guest Kaido

prego.il muro c'è, ti quoto. e secondo me..Miura si è arenato in una secca, come una nave troppo precipitosa.

spero che non venga rovinato tutto..per frettolosità ad un certo punto, lasciando buchi narrativi o lacune o punti di domanda -magari voluti-...

magari ripresi in uno spin/off...i vishanti ce ne scampino!!

allora preferisco che diventi come bastard...indefinito nella sua realizzazione.

Miura come un nuovo Hagiwara? piuttosto di -scusate il termine- cazzate...

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Ma Hagiwara non ha mai avuto pretese di grande demiurgo di quel che voleva raccontare.

Fin da subito in Bastard si è andati narrativamente a scazzo.

Anzi, ti dirò la verità, per me Bastard ha più senso di esistere quando va a la malora sparandola grossa come non ci fosse un domani piuttosto che quando tenta qualche costruzione un minimo più solida.

Comunque, credo che Bastard ormai rimarrà così, senza finale.

 

Tornando a Berserk, anch'io temo si finisca per rovinare un'opera gigantesca che per quasi quaranta volumi ha tenuto botta in gran scioltezza.

Non credo che Miura voglia cambiare le coordinate narrative già stabilite verso il finale  ma se davvero qualcosa si è incrinato nel suo rapporto con Berserk, il rischio è di risolvere male quello che magari sulla carta sarebbe ottimo.

La vedo grigia, in tutta sincerità.

Il nostro pare essersi cacciato nel proverbiale cul de sac.

 

Come risolvere la situazione?

Al di là che la qualità grafica va assolutamente risolta in qualche modo, abbandonando il digitale o prendendovi maggiormente dimestichezza, il muro dove Miura è andato a sbattere non poteva capitare in un momento peggiore della storia dato che i volumi incriminati contengono fatti fondamentali da qui alla fine.

Fosse capitato negli episodi dei troll ci si poteva passar sopra con maggior freddezza.

 

Ormai si è rotto l'uovo e da qui in poi ci saranno un bel po' di cocci da raccogliere.

Tornando al paragone con Bastard forse l'unica maniera per rimettere la barra dritta è mettere in  pausa Berserk SERIAMENTE e spingere Miura al lavoro sull'ultimo arco narrativo senza la pressione delle uscite. Una volta concluso il tutto passare a pubblicare su rivista con regolarità e buttar fuori poi i volumi di raccolta, stop.

Certo, mi rendo conto che questa sarebbe una soluzione drastica e quasi (commercialmente) infattibile... ma se il problema e un blocco creativo dell'autore qualsiasi altra strada mi appare impraticabile.

 

P.S. oltretutto ho buttato pure un occhio su Duranki e anche lì non mi pare di notare la stanchezza che ho sentito nell'ultimo Berserk. Eppure lì Miura dovrebbe solo buttar le linee guida e lasciar tutto ai suoi aiutanti.

 

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