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Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!


Zio Sam

  

50 utenti hanno votato

  1. 1. si stava meglio quando si stava peggio?

    • 9
    • no
      16
    • non so
      6
    • Hibiki deve schiatta'.
      1
    • Perusha ed Evelyn sono due nomi da zoccola.
      20011


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Per quanto mi riguarda il collasso del mercato a cavallo del 2000 è dovuto principalmente a due fattori:

da una parte troppe serie pubblicate in VHS sono finite in tv prima ancora che si concludesse la pubblicazione nei circuiti specializzati, e chi comprava ha giustamente rosicato, perchè il prodotto appunto costoso, elitario, è stato reso "gratuito" dall'oggi al domani, chi sganciava le 40 carte per la VHS ha visto la fine di certi anime in TV (assieme a chi magari nemmeno lo conosceva il emrcato anime in Italia) prima che in homevideo, giustamente ci si è posti la domanda "ma che compro a fare se tanto in tv lo vedo prima?".

Dall'altra il passaggio VHS-DVD, da una parte prodotti ormai obsoleti ma sempre costosi, dall'altra i dvd che venivano 45milla lire l'uno circa (sempre con 2 o 3 episodi) rimanevano prodotti ancora fuori portata (non si è valutata la soglia psicologia delle 39900 lire).

Io conclusi Evangelion e Escaflowne, ma lasciai sugli scaffali mezza serie di Karekano e 4 o 5 vhs di Excel e non presi più nulla, fin quando l'inflazione dovuta all'euro non rese i 25 euro a dvd un prezzo accettabile (credo fosse tra il 2002 e il 2004).

 

Ovviamente poi ci fu la questione "daito anime" e la mole di serie subbate (dimmerda) ma a prezzi apparentemente ottimi (la diffusione del fansub e internet velcoe erano ancora lontani) diede la mazzata finale, ma come detto due furono i fattori secondo la mia opinione che diedero il là alla implosione di un mercato che era in espansione e poi da un giorno all'altro s'è ritrovato a dover raccogliere i cocci.

Certo poi sarebbe venuto il peer to peer, quindi col senno di poi si può dire che il mercato sarebbe comunque crollato, ma gli editori ci hanno messo del loro ben prima.

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In realtà, da un pdv di 'sociologia di mercato', credo che il momento di Eva sia stato buono. Perché il 'prodotto' della 'VHS di Evangelion' veniva percepito come un oggetto speciale, di valore, un oggetto che valeva (nel subconscio dei suoi acquirenti) il suo alto prezzo. E queste sono cose che aiutano a 'definire un In realtà, da un pdv di 'sociologia di mercato', credo che il momento di Eva sia stato buono. Perché il 'prodotto' della 'VHS di Evangelion' veniva percepito come un oggetto speciale, di valore, un oggetto che valeva (nel subconscio dei suoi acquirenti) il suo alto prezzo. E queste sono cose che aiutano a 'definire un gruppo sociale subculturale',,

Seriamente: quando questo "gruppo sociale subculturale" , si è visto trasmessa la serie su MTV  gratis quando era appena uscita l'ultima VHS, dopo 4 anni di tribolazioni e 518 euro spesi per avere  la serie completa  cosa avranno pensato ?

 

E una volta che l'oggetto è merda da cestone, nessuno vorrà riconoscersi in quello. Il medium è bruciato, e non c'è via di ritorno. :-/

 

Si, direi che hanno pensato proprio quello.

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@Fencer: grazie. :)

Sai che il vecchio doppiatore giapponese di Hiroshi era Furuya, vero? 

 

OT

 

Sì, l'ho scoperto dopo aver visto la versione italiana. Mi ricordo che stavo giocando a Super Robot Taisen Alpha 2 e mi aspettavo il vocione, invece mi sono ritrovato davanti una voce abbastanza giovanile che insultava gli Haniwa genjin. 

E' stato straniante.

 

Fine OT

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Dipende da cosa intendiamo per 'popolare'. Anche il successo del Japan Expo di Parigi, per esempio, per me è ancora una nicchia subculturale. Sicuramente ben più nutrita che da noi. Ma del resto la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri.

 

Ma davvero "la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri", oppure più semplicemente in Francia quella nicchia è stata "coltivata" come invece (cosa che anche tu deploravi..) non è stato fatto in Italia?

Modificato da EYMERICH
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Dipende da cosa intendiamo per 'popolare'. Anche il successo del Japan Expo di Parigi, per esempio, per me è ancora una nicchia subculturale. Sicuramente ben più nutrita che da noi. Ma del resto la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri.

 

Ma davvero "la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri", oppure più semplicemente in Francia quella nicchia è stata "coltivata" come invece (cosa che anche tu deploravi..) non è stato fatto in Italia?

Quoto in toto.

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Dipende da cosa intendiamo per 'popolare'. Anche il successo del Japan Expo di Parigi, per esempio, per me è ancora una nicchia subculturale. Sicuramente ben più nutrita che da noi. Ma del resto la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri.

 

Ma davvero "la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri", oppure più semplicemente in Francia quella nicchia è stata "coltivata" come invece (cosa che anche tu deploravi..) non è stato fatto in Italia?

 

Entrambe le cose.

 

Si potrebbe dire che il Japonisme fu una corrente francese, solo a torto tradotta in 'giapponismo'. Oppure che l'illustrazione libresca francese è molto affine al gusto nipponico. Oppure che il sistema scolastico giapponese è calcato su quello francese, come struttura e fini... proseguo? :-)

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Entrambe le cose.

 

Si potrebbe dire che il Japonisme fu una corrente francese, solo a torto tradotta in 'giapponismo'. Oppure che l'illustrazione libresca francese è molto affine al gusto nipponico. Oppure che il sistema scolastico giapponese è calcato su quello francese, come struttura e fini... proseguo? :-)

 

Mah, il "Japonisme" fu piuttosto una corrente europea (Van Gogh, Klimt..), particolaremente forte in Francia ma non specificatamente francese.

Non saprei dire su "l'illustrazione libresca francese" e su chi abbia influenzato chi, mentre se il sistema scolastico nipponico venne calcato su quello francese nel periodo Meiji, la costituzione venne calcata su quella prussiana, le forze armate su quelle britanniche ecc. ecc.

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Sì, esatto. Mi riferivo a quello. Cmq non direi che Klimt (e tutta la Secessione?) sia stato poi molto influenzato dal Japonisme, trovo lui sia più affine a una ricerca verso il vicino oriente (anche materica), anche come tematiche. Credo che il vero Japonisme (che cmq è un termine francese mica per niente) sia quello di HTL, delle stampe parigine, della belle epoque sino allo Stile Liberty. Klimt piuttosto pare influenzato da gente inglese come Bearsdley, ai miei occhi (che pure il Japonisme l'avevano sfiorato appena, imho). Ovviamente poi tutti pensano al ponte con la pioggia OMG a china, ma non mi pare il caso più eclatante. Gli illustratori giapponesi infatti rifanno ancora oggi Alphonse Mucha, e chi non amava Sarah Bernhardt a Parigi? ^^

 

Quanto al fatto che il sistema scolastico nel Meiji (prima c'erano scuole pubbliche, in giappone? Dico come istituzione statale/nazionale? Non sono convinto...) venga fondata su quella francese, sicuramente questo ha un significato profondo non solo come 'influsso che ne fu', ma anche come 'affinità che vi si dimostrava'. Quanto al gusto per le illustrazioni, non dico di influenze, dico di affinità.

Modificato da Shito
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Qualcuno si chiedeva come mai la subcultura anime/manga si fosse apparentemente radicata così tanto meglio in Francia che in Italia.

 

Tra le varie ragioni (ok, essenzialmente due) si citava (ok, citavo io) una storia maggiore 'affinità' tra Francia e Giappone dal pdv culturale/narrativo/artistico.

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M

 

 

Si vabbuò , ma tutto sto pippone su cosa ha influenzato la società nipponica cosa cappero c'entra con stò topic ?

 

:lolla:

 

Qualcuno si chiedeva come mai la subcultura anime/manga si fosse apparentemente radicata così tanto meglio in Francia che in Italia.

 

Solo che ormai state parlando di storia del Giappone che non ha nulla a che fare  con il mercato anime e manga .

Seriamente, qualcuno qui  crede che quello che si faceva nell' epoca Meiji abbia contribuito a diffondere meglio gli anime in Francia  piuttosto che in Italia ??

Peggio della teoria che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.

 

Questa discussione andrebbe spostata perché ormai non ha nulla che fare con l'argomento di questo topic ( la storia dell' editoria manga in Italia ).

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Poi con calma fate un fischio quando tornerete al boom degli anime tra Francia e Italia e alle vere cause del perché da loro non è più un fenomeno di nicchia, mentre da noi lo è. Ricordando anche chi si lamentava di come l'editoria italiana lo abbia reso tale (di fatto, suicidandosi) per poi farsi vanto - ironicamente spero - nell'aver reso di nicchia un prodotto aumentandone il prezzo. :)

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Come scrivevo, personalmente non credo che gli anime/manga in Francia siano realmente più di una nicchia di settore. Una nicchia forse più florida che da noi, ma sempre una nicchia. Almeno nella mia esperienza/visione delle cose.

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Come scrivevo, personalmente non credo che gli anime/manga in Francia siano realmente più di una nicchia di settore. Una nicchia forse più florida che da noi, ma sempre una nicchia. Almeno nella mia esperienza/visione delle cose.

 

 

Per gli anime ti do' ragione, per i manga no. Altrimenti non si spiega come il mercato piu' importante per il manga dopo il Giappone sia proprio la Francia. Tanto nicchia il mercato non e'. In fondo, il fumetto da loro e' a tutti gli effetti considerato come letteratura ed e' sdoganato da una nicchia culturale. I Francesi leggono, leggono molto e comprano. Comprano libri e fumetti. Non esiste l'effetto "geek". Fumetto Francese, fumetto Belga, fumetto Americano, fumetto Sudamericano, fumetto Giapponese. Sono tutti sullo stesso livello.

Non e' come in Italia dove esiste il fumetto cosidetto d'autore e poi il manga. >_<  

Modificato da Cobra
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Come scrivevo, personalmente non credo che gli anime/manga in Francia siano realmente più di una nicchia di settore. Una nicchia forse più florida che da noi, ma sempre una nicchia. Almeno nella mia esperienza/visione delle cose.

 

 

Per gli anime ti do' ragione, per i manga no. Altrimenti non si spiega come il mercato piu' importante per il manga dopo il Giappone sia proprio la Francia. Tanto nicchia il mercato non e'. In fondo, il fumetto da loro e' a tutti gli effetti considerato come letteratura ed e' sdoganato da una nicchia culturale. I Francesi leggono, leggono molto e comprano. Comprano libri e fumetti. Non esiste l'effetto "geek". Fumetto Francese, fumetto Belga, fumetto Americano, fumetto Sudamericano, fumetto Giapponese. Sono tutti sullo stesso livello.

Non e' come in Italia dove esiste il fumetto cosidetto d'autore e poi il manga. >_<  

 

Hai ragione quando dici che in Francia il fumetto, ovvero il bedé, ha una lunga tradizione di valore popolare. E hai ragione quando dici che il manga ha avuto accesso a questa tradizione, non è rimasto ghettizzato all'ombra di quella. Ma proprio questa è una di quelle cose di cui parlavo quando dicevo dell'affinità di tradizione di disegno popolare tra Giappone e Francia. Questa cosa credo nasca in entrmabi i luoghi da una letteratura per l'infanzia che ha avuto molta importanza nazionale. Ancora oggi in Francia i 'mostri sacri' della loro letteratura per l'infanzia sono venerati come kami, dico da LaFontaine in poi, per non direi poi di Antoine de Saint-Exupery (ovviamente). E l'illustrazione dei libri di infanzia, l'illustrazione in generale, credo sia venuta da lì. C'è un'inflenza 'grafica' sul bedé, e poi per tradizione culturale rivoluzionaria/giacobina/socialistaminimalista in Francia si celebra sempre la sagacia, la furbizia, l'arguzia, cosa che ha un'altra grande radice nel bedé. E' bello notare che in Francia come in Giappone le narrative disegnata o illustrata sono cose 'riconosciute come cultura popolare' (come Tezuka, per esempio), e in qualche modo diffuse nella società, ma realmente presenti solo 'nei loro posti'. L'angolo apposito di una libreria, o il negozio specializzato in quel quartiere particolare (noto che a Parigi dal quartiere Bastiglia il medium ha conquistato ormai anche parte del Quartiere Latino, apparentemente...). Proprio come in Giappone. E' interessante.

Modificato da Shito
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Ma diciamo pure che in Francia l'animazione è anch'essa molto amata ( pure se considerata come da noi per anni roba per bambini) e non considerata come prodotto di serie B che fa rincretinire i ragazzi ( da noi pure i fumetti sono considerati così, dopo i fasti degli anni 70 in cui il fumetto in Italia era considerato Arte  o quasi anche dalla critica snob).

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Ma diciamo pure che in Francia l'animazione è anch'essa molto amata ( pure se considerata come da noi per anni roba per bambini) e non considerata come prodotto di serie B che fa rincretinire i ragazzi ( da noi pure i fumetti sono considerati così, dopo i fasti degli anni 70 in cui il fumetto in Italia era considerato Arte  o quasi anche dalla critica snob).

 

Più che altro in Italia si tende a fare una netta distinzione tra "fumetto d'autore" e "fumetto popolare" (i manga poi in genere non sono considerati neppure fumetti..).

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Ma diciamo pure che in Francia l'animazione è anch'essa molto amata ( pure se considerata come da noi per anni roba per bambini) e non considerata come prodotto di serie B che fa rincretinire i ragazzi ( da noi pure i fumetti sono considerati così, dopo i fasti degli anni 70 in cui il fumetto in Italia era considerato Arte  o quasi anche dalla critica snob).

 

 

Guarda io ci ho vissuto in Francia, e non abbiamo mai avuto l'invasione dei cartoni Giapponesi come invece accadde in Italia (in termini puramente numerici). Ken per farti un esempio fu segato dopo la quarta puntata perche' considerato troppo violento per i bambini e quindi fu fatto apposta uno sdoppiaggio che tramuto' la serie in qualcosa di comico. Il peggior doppiaggio esistente al mondo. Neanche il piu' scaruso doppiaggio Italiano arriva a tale livello. Quindi permettimi di dire, che si il cartone animato veniva visto come prodotto di serie B. Cancellato dai palinsesti a caso, tipo Tobikage e Shurato. Si salvarono in pochi, e quei pochi furono oggetto di censure. E quelli che arrivavano, ci venivano dall'Italia grazie alla Mediaset. Poi in termini di censure, ci lamentiamo del Moige, ma il CSA (consiglio superiore per l'audiovisuale) Francese gli fa il baffo al MOIGE. 

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