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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

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mentre Hotaru no Aka è molto difficile, primo perché non è di Miyazaki, secondo per il tema trattato poco digeribile al grande pubblico .

Haka. Cmq, nessun film di Takahata è particolarmente indirizzato per il grande pubblico. Nonostante ciò, non ne farei un gran problema.

 

Oddio, Pompoko lo hanno importato per spacciarlo come un favoletta con procioni buffi ( e in parte lo è, anche se poi c'è tutta una parte sotterranea di critica alla società nipponica che gli da profondità ), cosa credo riuscita .

Consideriamo però che già in passato ci sono stati film occidentali ben più crudi  e spacciati anche quelli come roba per pampini ( avete presente la Collina dei Conigli ?).

Resta però il fatto che HnH non ha un pubblico definito in Italia, in quanto non adatto ai bimbi, nè ai ragazzi ( che lo troverebbero noioso e lacrimevole, meglio i pugni in faccia di un Naruto o Dragon Ball) nè agli adulti, che lo snobberebbero in quanto animazione ( cioè roba per bimbi).

E peggio , non è neppure di Miyazaki ( Pompoko  in quanto tale neppure il passaggio al cinema si è meritato).

mah... a 'sto punto lucky red potrebbe anche provare a localizzare delle serie tv, magari una all'anno, magari brevi.

almeno qualcosa in più in negozio (fisico e virtuale) lo si troverebbe...

E' più facile che ridoppino tutti i film di Dragon Ball da spacciare al cinema.

Visto il grande successo dell' ultimo, mi sa che ci stanno pensando seriamente.

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Miyazaki Hayao scriveva, nel proporre il progetto di Mononoke Hime:

 

Ecco in cosa risiede il significato di fare in film sull'epoca confusa che conduce al 21° secolo.

Non stiamo cercando una soluzione ai problemi globali. Non può esserci un lieto fine nella lotta tra le divinità furiose e gli umani. Tuttavia, anche on mezzo all'odio e alle uccisioni, ci sono cose per cui vale la pena di vivere. Un incontro meraviglioso, o splendide cose possono esistere.

Rappresentiamo l'odio, ma lo facciamo per rappresentare che ci sono cose più importanti.

Rappresentiamo la maledizione, per rappresentare la gioia della liberazione.

Quello che vogliamo rappresentare è come un ragazzo arriva a comprende una ragazza, e il processo con cui la ragazza apre il suo cuore al ragazzo.

Alla fine, la ragazza dirà al ragazzo:

"A te voglio bene, ma perdonare gli umani non mi è possibile."

Sorridendo, il ragazzo dirà:

"Va bene anche così. Condividiamo la vita!"

 

Modificato da Shito
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...non vuole dire assolutamente nulla, però lascia aperta una possibilità, allo stesso modo mi piace pensare che ci siano speranze di vedere anche la tomba per le lucciole distribuito da LR, anche se recentemente è stato ampiamente pubblicizzato da Yamato, più che altro per averlo ridoppiato e distribuito al cinema e in HV in tempi brevi....

 

Non vuol dire nulla ma LR non credo sia Yamato che mette sulle sue pagine roba a caso per montare hype e poi rifilare ai suoi clienti altro, se ci hanno messo quel trailer mi fa pensare che la cosa sia seria e che Yamato potrebbe aver perso i diritti di quel film... in effetti come stia messa davvero Yamato non è affatto chiaro per cui anche per Una tomba per le lucciole potrebbero esserci sorprese

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Visitatore John

E' più facile che ridoppino tutti i film di Dragon Ball da spacciare al cinema.

Visto il grande successo dell' ultimo, mi sa che ci stanno pensando seriamente.

cioè dovrebbero ridoppiare la terza volta con il cast della prima?

 

...

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E' più facile che ridoppino tutti i film di Dragon Ball da spacciare al cinema.

Visto il grande successo dell' ultimo, mi sa che ci stanno pensando seriamente.

cioè dovrebbero ridoppiare la terza volta con il cast della prima?

 

...

 

Embè ?

del Giudice ha doppiato Mamoo 3 volte ( chissà che due palle che si sarà fatto :giggle:  )

E stavolta dovrebbero pure sostituirlo nella parte di Tenshian.

E vuoi mettere altri litigi tra i doppiatori di Milano e Roma  ? :°_°:

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Visitatore John

No voglio mettere i soldi che la gente non sborserebbe tra il vedere una cosa vista e stravista gratis su mediaset e quelli a cui non è andato giù il nuovo doppiaggio.

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Colgo occasione qui per esprimere il mio apprezzamento per lo staff di BadTaste.

 

Naturalmente devo ringraziarli per l'attenzione rivolta verso il mio operato. Ma c'è qualcosa di molto, molto più importante e significativo: l'onesta comprensione non solo del mio operato, ma del film su cui opero.

 

E' la seconda volta che noto questa grandissima qualità in una recensione di BadTaste. La prima, chi ha il masochismo di leggermi con attenzione forse lo ricorderà, era in merito alla loro recensione di Kaze Tachinu (Si Alza il Vento) a Venezia, sottotitolato sempre a cura del sottoscritto. In quel caso, fui così felice di vedere come i due recensori di BadTaste, e probabilmente solo loro, avessero PERFETTAMENTE colto l'atmosfera, il punto cruciale del film: piuttosto che sproloquiare su poesia del regista e blahblah, i due giustamente erano entusiasti perché notavano come tutti i giovani ingegneri ritratti nella pellicola, Horikoshi Jirou in testa, fossero "dei perfetti nerd". Ed è proprio così: in Kaze Tachinu, tutti i tecnicismi aeronautici, da me faticosamente rintracciati e scrupolosamente tradotti (ho consultato un paio di manuali universitari di ingegneri aeronavale - e poi i dizionari tecnici!) sono lì proprio a farci capire l'animo di questi giovani che si esaltano per dei profilati in duralluminio estruso. Vedere due recensori italiani così centrati sul punto del film mi ha riempito di gioia. Io sono un adattatore, anche il doppiaggio -in senso lato- altro non è che un adattamento linguistico, e così ho pensato: "il mio lavoro è stato utile, perché queste due persone, che volevano capire, hanno potuto capire":

 

Il mio lavoro è dare la possibilità al pubblico italiano di capire i film stranieri su cui lavoro. A chi abbia voglia di capire, si intende. La volontà di capire è una questione personale.

 

E non va data per scontata.

 

Ma d'altro canto "dare la possibilità di capire" non significa: semplificare, spiegare. Chi intende così una traduzione, un adattamento, un doppiaggio, non si rende conto che proprio questa tendenza è distruttiva. Ciò che un doppiaggio "toglie" dall'originale, tipicamente nell'idea di "semplificarlo per il pubblico locale", è perso per tutti: per chi non l'avrebbe capito, e anche per chi avrebbe voluto capirlo. E quindi è terribile: non si possono sacrificare proprio i disposti alla comprensione sull'altare del crasso compiacimento dei meno volenterosi a quella.

 

Citerò Eboshi, che non interrompe la sua missione per tornarne in aiuto delle donne della sua cittadella, sotto assalto dei samurai: "Alle donne è stata data tutta la preparazione possibile. A ciascuno sta proteggersi da sé."

 

Allo stesso modo, io credo che una localizzazione non debba spiegare niente a nessuno, ma debba solo preservare fedelmente quanti più contenuti dell'originale in un suo adattamento linguistico. Chi vorrà capire, così, *avrà la possibilità* di farlo. Chi non vorrà capire, non avrebbe comunque voluto. E comunque non possono essere i volenterosi, ovvero i virtuosi, a fare le spese della pigrizia dei pigri, dei poco interessati. E meno che meno il film stesso, in quanto tale.

 

Quindi, ancora molti applausi e ringraziamenti per lo staff di BadTaste: col vostro intendimento del film voi date senso ai miei sforzi, al mio lavoro. Grazie!

 

Tra l'altro il caso di Mononoke Hime, e qui torniamo al caso di oggi, è di per se piuttosto complesso - nel senso proprio del termine: ci sono più fattori.

 

Il vecchio doppiaggio italiano di Mononoke Hime, oltre a essere tutto sballato, e questo è dato obiettivo a chi conosca l'originale giapponese e la lingua giapponese, è anche una perfetta espressione dell'idea base del "doppiaggio italiano": venire incontro il gusto (presunto) del pubblico italiano. Compiacerlo. "Far piacere" agli italiani un film straniero avvicinandolo ai (presunti) gusti del nostro pubblico.  Quindi, il pubblico incolpevole che fosse stato ingannato da una simile malevola mistificazione avrebbe facilmente potuto trovarla sinanco piacevole. Chi più di noi sa quanto la comoda piacevolezza di un errore compiacente possa appagare lo spettatore meno arguto, e come possa essere duro e faticoso scollarsi, emanciparsi da *nostalgico* ricordo di un errore pur conclamato, ma così ben sedimentato e cementato nella nostra memoria? Di girelle è pieno il mondo, e tutto il mondo è paese. Chi vedrà "con pupille non offuscate" Mononoke Hime in italiano col il suo nuovo doppiaggio potrà ben accorgersi della differenza che passa tra la semplicità di un doppiaggio all'italiano, "fatto per far piacere", e la difficoltà della ruvida verità di un film straniero - il che implicita l'idea che sia qualcosa di per noi strano, estraneo. A parte le innumerevoli alterazioni del testo, è proprio l'intendimento dei personaggi, nella loro presenza scenica, che è tutto diverso.

 

Per esempio:

 

il personaggio di Hii-sama (la somma Hii), ovvero l'anziana sciamana del villaggio emishi da cui Ashitaka. E' stata interpretata dalla signora Graziella Polesinanti in entrambi i doppiaggi: Graziella è un'attrice che ho felicemente confermato sul ruolo perché era perfetta, davvero la migliore che potesse interpretarlo. Nel 'vecchio doppiaggio italiano' la sentirete sempre greve e solenne. Perché è una sciamana, quindi c'è questa sovrastruttura apriorisitica - è una sciamana anziana e antica, deve parlare con grevità! Invece, nell'originale giapponese ha una voce molto amichevole, familiare. Dice cose senz'altro importanti, ma spesso parla come una nonnetta di quartiere, con quel sorriso. E' una cosa che, guardando il "dietro le quinte" giapponese del film (Mononoke Hime ga Koushite Umareta -> "Così è nato Mononoke Hime") lo stesso regista spiega chiaramente all'interprete originale: "è la sciamana di una piccola comunità, di un villaggio quasi familiare - ci deve essere questo affetto di una brava nonnina, anche gioviale, che conosce personalmente tutti". E in effetti la cosa si sente bene anche nel doppiaggio giapponese in quanto tale, figlio di quelle indicazioni di Miyazaki Hayao. E quindi, io ho cercato di replicare la stessa cosa nel ri-doppiaggio. E quindi, nel ri-doppiaggio la somma Hii spiega ad Ashitaka il suo destino, e lo fa con parole anche importanti, ma a tratti dice cosa da paesana ("le cose si sono inguaiate..."), e nella voce ha sia l'affetto di una brava nonnina, sia la grevità di colei che sa che "il destino non lo può cambiare nessuno".

 

Io credo che questa "complessità" di un personaggio sia il suo spessore, e che insieme le "complessità" dei personaggi facciano lo spessore di un film.

 

Per esempio, Mononoke Hime è indubitabilmente un film d'azione. E questo a molti farebbe subito pensare a qualcosa di avvincente, divertente. Invece, Mononoke Hime è un film serio, spesso greve, spesso lento. Molti sviluppi della trama sono appena accennati, poco spiegati, o lasciati deliberatamente nell'ombra dall'autore. E' un film d'azione che ha tempi spesso dilatati, ed è pesante. E' un film cupo e pesante. Si penserebbe che un film d'azione sia una galoppata di spettacolarità che trascina il pubblico verso un grandioso finale, ma Mononoke Hime è un film che si fa fatica a reggere fino alla fine - o almeno io. Chi conosce il cinema più di me potrà forse rivenire un certo stile da "historical drama" giapponese, forse a là Kurosawa Akira, ma non ho io la cultura di settore per dirne.

Vedo però che abbiamo Ashitaka, che è l'ideale "buon selvaggio" che viene espulso da un ideale eden (il villaggio segreto degli emishi), dove l'uomo e la natura vivono in rispettosa armonia, ed è 'lanciato' nel mondo dei vivi, dove la gente sembra ammazzarsi senza un motivo, dove il caos sembra farla da padrone. E' il nostro mondo. Ma Ashitaka ha il compito di "discernere con pupille non offuscate", in senso lato - deve toccare con mano ogni realtà, le istanze di ciascuno, deve giudicare senza alcun pregiudizio, e poi decidere. E' quello che farà per tutto il film.

Quando Ashitaka ripete ad Eboshi le precise parole della sua "missione personale", ovvero "discernere con pupille non offuscate", Eboshi esplode in una fragorosa risata. A parte il livello di retorica anticheggiante inteso in "discernere con pupille non offuscate", sembra proprio una cosa troppo ingenua, troppo pura, troppo retta per poter essere umana. Eboshi è in effetti il personaggio forse più "complesso" del film. Una donna che ha sofferto e patito tanto da essersi spinta oltre ogni limite umano, e lucidamente. La sua caparbietà ha questa radicale spregiudicatezza che ci fa capire l'inteso paragone con Lady Macbeth. Eboshi è l'umana che vuole il bene dei suoi, che anzi non disdegna di andare a caccia e uccidere un dio. Il rapporto tra Eboshi e Ashitaka è bellissimo. Quello tra Eboshi e San pure. Nonostante tutto, Eboshi ha in se della dolcezza, il rispetto per questi 'giovani poverini', anche se poi la sua violenza e il suo sprezzo spesso traboccano. Eboshi è davvero la perfezione del personaggio di Kshana, quando tristemente si rammarica di non aver avuto occasione di parlare con Nausicaä e muove guerra, dicendo "Peccato. Avrei voluto parlare per bene con quella ragazza almeno una molta. Ma d'altronde, è una strada cosparsa di sangue."

 

Anche il bonzo Jiko è un personaggio complesso. Anche Moro è un personaggio complesso. E i loro rapporti con gli altri personaggi lo sono altrettanto. Sono complessità che vivono di sfumature, cenni che compongono un tutto sempre non facile da cogliere.

Mi sono davvero sforzato di comprendere io stesso quanto più possibile, e -cosa ancora più difficile- di preservarlo nel corso di tutto il mio lavoro.

Ancora ringrazio tutti coloro che darrano senso ai miei sforzi sforzandosi nella comprensione di qualcosa che, come ogni reale diversità, è realmente in grado di arricchire il nostro animo.

Modificato da Shito
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o stesso regista spiega chiaramente all'interprete originale: "è la sciamana di una piccola comunità, di un villaggio quasi familiare - ci deve essere questo affetto di una brava nonnina, anche gioviale, che conosce personalmente tutti". E in effetti la cosa si sente bene anche nel doppiaggio giapponese in quanto tale, figlio di quelle indicazioni di Miyazaki Hayao.

Che poi bastava guardare semplicemente le immagini: la vecchina ha sempre la faccia felice, sorridente, anche davanti al cadavere  in putrefazione di Nago, manco avesse sniffato un eccessiva dose di trielina.

Ed è ovvio che parli  in maniera coerente con la sua espressione , senza sapere tutto quello che c'è dietro.

Ma ho sempre avuto al sensazione che molti doppiatori e direttori del doppiaggio non sappiano codificare quei mucchio di segni sullo schermo che si chiama disegno.

Per questo poi cannano caratterizzazioni  qui e là .

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Anche quello che dici è vero.

L'unico momento più duro di Hii-sama è in un fuori campo: quando fa notare che "se non così [essendo stata martoriata], una bestia diverrebbe mai un dio maligno?"

 

Miyazaki chiese espressamente un tono più arrabbiato per quel pezzettino. :-)

 

Inoltre, è da notare che in generale le traduzioni anche più scrupolose del film contestualizzano il tutto al solo Nago, come dire: "se non così [essendo stata martoriata], quella bestia sarebbe mai diventata un dio maligno?" - ma no, il verbo a ben vedere è al presente, Hii-sama sta parlando in assoluto, come dire: se tu umano non vai a devastare la natura, la natura volgerebbe mai al male? Da cui la sua compartecipe, empatica rabbia. :-)

Modificato da Shito
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Dopo la 'notizia' sull'uscita della nuova edizione di Mononoke Hime, ecco l'atrettanto centrata recensione di BadTaste, sempre a cura di Gabriele Niola:

 

http://www.badtaste.it/recensioni/la-principessa-mononoke-la-recensione

 

Qui concentrandosi giustamente sul contenuto reale e lo stile del film, e rimandando all'articolo precedente per la questione della 'riedizione', Gabriele ci fa davvero vedere come il 'succo' del film si renda ora ben sensibile a chi ha orecchie per intentendere, e occhi per vedere... tutto 'non offuscato'! :-)

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tornato dalla proiezione di Mononoke
 
è stata davvero una piacevole serata. ho portato due persone che non lo avevano mai visto e sono uscite anche loro molto soddisfatte dal cinema. poi forse questo è il mio film preferito di Miyazaki, è "piccolo", curatissimo con delle musiche davvero eccellenti e perfettamente adattate alle immagini (poi finalmente ho trovato il campione di musica di Hisaishi usato su un altra canzone che credevo invece arrivasse da un film di Kitano, ma va bhè) ed è così propositivo verso il vivere... comunque:

 

il doppiaggio mi è piaciuto molto, il testo e l'adattamento li ho trovati ben coerenti alle immagini e al contesto in cui si svolge la storia, i dialoghi sono chiari e di facile fruizione! in generale tutto il testo è più armonioso rispetto quello della precedente edizione (per quello che ricordo) comunque la storia risulta decisamente più lineare e definita. ottimo che siano state tradotte con i sottotitoli le canzoni!

anche la recitazione è molto buona. unica cosa, all'inizio, mi faceva un po strano la voce del bonzo (Jiko), la immaginavo più vecchia dal disegno, ma ci si adatta subito e poi le voci degli scimpanzé, non saprei dire perché ma non mi convincevano, (forse un po troppo effetto che le faceva risultare un po impastate e poco comprensibili, però bisogna dire che si parlavano sopra... aspetto di risentirlo...)

apprezzo infine che siano stati tradotti i titoli di coda, su ste cose son fissato, ma come si localizza il doppiaggio e le canzoni, mi sembra corretto rendere leggibile il nome di chi al film ci ha lavorato....

 

la resa visiva di questa versione rimasterizzata è davvero eccezionale, ad essere sincero sembrava che alcune scene fossero state rianimate o comunque non provenissero da pellicola ma fossero un export digitale nuovo, soprattutto nella seconda parte del film, io lo ho notato a partire dalla scena in cui Ashitaka cavalca Yakul subito dopo che l'animale è stato ferito dalla freccia..) comunque sia il risultato finale è davvero eccellente. stesa cosa per la parte audio, bellissime musiche e comparto effetti, l'audio ha molta dinamica ed è ben mixato con il doppiaggio italiano.

 

sala del cinema piuttosto piena, principalmente gente adulta (solo due bambini piccoli di cui una a 3/4 di film in un momento di silenzio è esplosa con "questo cartone mi fa paura" hanno riso tutti, però, poverina...)

 

notainutile: al termine del film un mio amico appena fuori dal cinema, in maniera scherzosa mi fa, "Finalmente un doppiaggio di un cartone non cattolico hè?" io rimango zitto e cerco di capire cosa diavolo stia dicendo, gli chiedo spiegazioni e dopo poco capisco a cosa si riferiva....(ora non spoilero visto che qui se lo vogliono vedere in tanti) sta di fatto che io, durante la visone, non ho mai associato le due cose... sti miei amici si. adesso son curioso di vedere se qui qualcuno la questione la tira fuori....

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Per la cronaca, Kobayashi Kaoru, il doppiatore originale del bonzo Jiko, aveva 46 anni ai tempi della sua performance sul personaggio.

Il nostro Pino Insegno invece 54.

 

Fa un po' tu, dunque, se il Jiko italiano può considerarsi "troppo giovane" vocalmente... ;-)

 

Cmq non sono scimanzé, sono "oranghi" (e pure una razza particolare, cinese, nota in giapponese come 'shojo'). ^^

 

In realtà non si accavallano mai, salvo per due (due) battute che dicono proprio in coro. Ma sono molto effettati proprio come in originale. Solo, in giapponese è sempre più facile percepire i fonemi... :-/

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Ma non potevate mettere Pannofino su Jiko ?

Secondo me ci sarebbe stato bene....

 

"Finalmente un doppiaggio di un cartone non cattolico hè?"

Perché parlano male degli Dei ?

O perché li ammazzano ?

Modificato da Dio Sam
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Ma non potevate mettere Pannofino su Jiko ?

Secondo me ci sarebbe stato bene....

 

Direi che la vocalità di Francesco Pannofino -straordinario doppiatore- è molto lontana da quella di Kobayashi Kaoru e del Jiko-bou originale, quindi no, non ci sarebbe stato affatto bene. :-)

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No, è che かぐや (Kaguya) è cmq un forte rimando a 輝 (splendere). La principessa nella storia è nota per la sua 'splendente' bellezza. Spesso anche nel racconto traduzionale 'principessa Kaguya' è reso come 'principessa splendente' (in inglese: Shining Princess). E' il tipico caso di nome proprio con un significato interno molto caratterizzante nei termini della storia. La cosa è altresì tipica delle storie folkloristiche classiche. Per esempio, nel nostro caso, l'anziano tagliatore di bambù si chiama 'Okina', ovvero... 'Anziano'. ^^;

 

Piuttosto, mi spiace che sia scomparso "La storia della"... :-(

Modificato da Shito
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