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Ho finalmente visto Drag Me to Hell.   Terribile e sublime, condito di nonsense e slapstick ai limiti del plausibile, ma giostrato con una sicurezza ed un senso del mezzo espressivo davvero affasci

 

Visto Split.

 

Eccellente prova di McAvoy (da rivedere in Inglese appena possibile) per un film semplice, diretto e veramente piacevole.

Un thriller coinvolgente, pur nella sua canonicità, con l'ormai classico twist finale.

Anche se stavolta non è un vero e proprio twist, quanto un... non lo dico.

 

Se qui qualcuno non mi avesse sputtanato il suddetto twist anzitempo, sono certo che avrei apprezzato il film anche di più (Schrodinger, se lo rifai ti giuro che prima scopro come si fa e poi ti banno).

 

Comunque è altamente consigliato a chiunque ami i thriller e sia fan di McAvoy.

Voto? 7 e 1/2. The Horde is real.

(il voto potrebbe alzarsi ulteriormente dopo la visione in Inglese)

 

Dopo il gradevole The Visit, siamo dunque di fronte ad una Shyama-Renaissance?

O bastava dargli budget microscopici per stimolargli di nuovo il cervello?

 

Sia come sia, Shyamalan ha già annunciato che sta lavorando su una sorta di sequel (che però penso non avrà McAvoy come protagonista).

Good news indeed! :snack:

Un secondo sequel!?!? :giggle:, con questa trollata non faccio nessun spoiler se viene inteso come tale cancellalo pure ;-).

 

 

Trollone pennuto! :furioso::lolla:

 

ma quale sequel, sciamallano ha posto le basi per lo SEU (Sciamallano Extended Universe)

(Scusa se sposto ma gia' in quel topic ci infiliamo di tutto, io compreso...  :giggle: )

 

Hai fatto bene.

Volevo postarlo qui, ma mi sono sbagliato. :lolla:

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Visto anche io Arrival.

Giudizio più che positivo, ma con qualche piccola riserva.

Tanto per dire: paradossalmente troppo "affrettata" la parte linguistica. A un certo punto ti dicono che è passato un mese e riescono -in qualche maniera- a interpretare i cerchi. Con un po' di sforzo ci sta anche, ma...

Anche la componente melodrammatica in qualche raro caso è eccessiva. Nel senso che il film è già teso e "pesante" di cuo, come tema. La mia impressione è che in qualche momento abbiano calcato un po' troppo la mano.

Sottigliezze, certo.

Resta un fllm con una visione e un messaggio, con profonde implicazioni etiche e che ti lascia tante domande su cui riflettere.

La Science Fiction al suo meglio, davvero.

 

Visto anche io.

 

[spoiler inside]

 

sono rimasto un po' così, anche perchè tutti quelli che fino a quasi la fine del film sembrano flashback (anche prima dell'arrivo degli alieni) in realtà scene dal futuro, ma cosa mi significa? cioè, capisco dopo che la tipa respiri l'aria marziana acquisisca anche la loro capacità di vedere il tempo in maniera non lineare, ma prima? boh.

 

ad ogni modo fa sempre piacere che ogni tanto ricicci fuori qualche film di fantascienza di quella buona, basta non esagerare con il melodramma alla nolan..

 

 

Dopo averlo visto (tra gli altri, in maratona multi cinema e sala, lol) leggo qua e la' che non e' stato afferrato un punto; non e' che ha visioni dal futuro, ma dopo aver appreso il linguaggio, 'vive' in modo non-lineare il tempo.

 

Quindi, non e' che il film bara all'inizio, e' che da un certo momento puo' 'vedere' ovunque nel tempo (sticazzi, mi consenta © ) e quindi quello ad inizio film e' uno dei momenti che 'vede' del tempo in quanto per lei lo scorrere del tempo non ha piu' 'ordine' sequenziale.

 

Provo a spiegarmi meglio; se, diciamo alle ore 01 di notte, mi si consente di essere totalmente avulso dallo scorrere lineare del tempo, lo sono per tutta la mia esistenza e non solo da quel momento in poi; quindi, al di la' di questo dettaglio, visto che comunque si 'gioca' con il tempo, e' del tutto inevitabile il 'paradosso' (di cosa ha causato cosa, ove specie le due cose spesso coincidono appunto in paradosso).

Tra l'altro ho recuperato (lol) in viaggio multicinema e non solo multisala, anche Captan Fantastic e The Founder.

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Provo a spiegarmi meglio; se, diciamo alle ore 01 di notte, mi si consente di essere totalmente avulso dallo scorrere lineare del tempo, lo sono per tutta la mia esistenza e non solo da quel momento in poi; quindi, al di la' di questo dettaglio, visto che comunque si 'gioca' con il tempo, e' del tutto inevitabile il 'paradosso' (di cosa ha causato cosa, ove specie le due cose spesso coincidono appunto in paradosso).

 

Qualcosa non mi torna, ma dovrei rivederlo.

Fino a quel momento, prendo per buona la tua spiegazione.

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Ci riprovo  :tv:

 

Mettiamo che alle ore 12 di oggi, in qualche modo 'impari' a percepire e vedere il tempo in modo non lineare.
Questo comporta che da quel momento tu puoi vedere quanto accaduto alle 11, alle 10, cosi' come tra 3000 anni.

 

Per 'noi' che viviamo in modo 'lineare' questo crea un paradosso, il classico paradosso ad esempio di viaggiare indietro nel tempo, modificare una cosa nel passato per poi dopo averlo fatto non essendoci piu' bisogno di modificarlo non ci sarebbe piu' bisogno di farlo nel futuro, ma e stato in qualche modo fatto.

 

Per la tipa del film, semplicemente, lo scorrere del tempo diviene 'alieno' al nostro stesso modo di pensare, appunto in quanto 'vive' in modo non lineare; per lei il passato, il presente e il futuro, non esistono piu'.

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Hacksaw Ridge. Allora, muore ... un casino di gente . Beh, è un film di guerra, che vi aspettavate? C'è una prima parte che mi ha ricordato FMJ ... ma non saprei (forse non voglio?) spiegarvi perché. Bello il finale dove ... diciamo che ci sono scene (dopo la fine) che ricordano (sono come) quelle viste dopo la fine di Sully (chi l'ha visto, capirà). Una sola cosa. Sono a Okinawa ... ho dei seri dubbi che il posto si chiamasse davvero Hacksaw Ridge ma probabilmente sono solo io ad essere puntiglioso ... Bello poi quando stanno per andare via (alla film del film), si vede un'isola in lontananza e uno dice che quella si chiama Kong Skull Island ... avete letto fino a Island? Davvero ...? Inutile dire che non succede, spero. 

Edited by Schrödinger's cat
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Non so se stai chiedendo a me, ma sai che a pensarci bene mi sembra che non ci fossero per niente soldati di colore (se a questo ti riferivi con nigga) tra gli americani ... a pensarci meglio è un po' (qualcosa di più che "un po'") strano. Ma ho detto "mi sembra". Magari ce n'erano ma in quel caso dovevano contarsi sul palmo di una mano. 

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Non so se stai chiedendo a me, ma sai che a pensarci bene mi sembra che non ci fossero per niente soldati di colore (se a questo ti riferivi con nigga) tra gli americani ... a pensarci meglio è un po' (qualcosa di più che "un po'") strano. Ma ho detto "mi sembra". Magari ce n'erano ma in quel caso dovevano contarsi sul palmo di una mano. 

 

Strano, mi sembrava il film perfetto per gli oscar.

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Visto anche io Arrival.

Giudizio più che positivo, ma con qualche piccola riserva.

Tanto per dire: paradossalmente troppo "affrettata" la parte linguistica. A un certo punto ti dicono che è passato un mese e riescono -in qualche maniera- a interpretare i cerchi. Con un po' di sforzo ci sta anche, ma...

Anche la componente melodrammatica in qualche raro caso è eccessiva. Nel senso che il film è già teso e "pesante" di cuo, come tema. La mia impressione è che in qualche momento abbiano calcato un po' troppo la mano.

Sottigliezze, certo.

Resta un fllm con una visione e un messaggio, con profonde implicazioni etiche e che ti lascia tante domande su cui riflettere.

La Science Fiction al suo meglio, davvero.

 

Visto anche io.

 

[spoiler inside]

 

sono rimasto un po' così, anche perchè tutti quelli che fino a quasi la fine del film sembrano flashback (anche prima dell'arrivo degli alieni) in realtà scene dal futuro, ma cosa mi significa? cioè, capisco dopo che la tipa respiri l'aria marziana acquisisca anche la loro capacità di vedere il tempo in maniera non lineare, ma prima? boh.

 

ad ogni modo fa sempre piacere che ogni tanto ricicci fuori qualche film di fantascienza di quella buona, basta non esagerare con il melodramma alla nolan..

 

 

Dopo averlo visto (tra gli altri, in maratona multi cinema e sala, lol) leggo qua e la' che non e' stato afferrato un punto; non e' che ha visioni dal futuro, ma dopo aver appreso il linguaggio, 'vive' in modo non-lineare il tempo.

 

Quindi, non e' che il film bara all'inizio, e' che da un certo momento puo' 'vedere' ovunque nel tempo (sticazzi, mi consenta © ) e quindi quello ad inizio film e' uno dei momenti che 'vede' del tempo in quanto per lei lo scorrere del tempo non ha piu' 'ordine' sequenziale.

 

Provo a spiegarmi meglio; se, diciamo alle ore 01 di notte, mi si consente di essere totalmente avulso dallo scorrere lineare del tempo, lo sono per tutta la mia esistenza e non solo da quel momento in poi; quindi, al di la' di questo dettaglio, visto che comunque si 'gioca' con il tempo, e' del tutto inevitabile il 'paradosso' (di cosa ha causato cosa, ove specie le due cose spesso coincidono appunto in paradosso).

Tra l'altro ho recuperato (lol) in viaggio multicinema e non solo multisala, anche Captan Fantastic e The Founder.

 

 

E invece sì che bara all'inizio. Si vedono scene dalla nascita della figlia alla sua morte, poi la scena si sposta in università e da li' in poi il tempo scorre lineare fino al primo contatto con gli alieni. Se questo non è barare.. :pazzia:

 

se volete rivedervelo lo potete pescare in lingua inglese senza troppi problemi, in america è uscito un po' di tempo fa  :prof:

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None.  :°_°:

 

Mi sono anche rivisto i primi 5 minuti al volo mo'.

 

I primi minuti, oltretutto, alla luce di quanto poi si vede in seguito, non sono consequenziali come sembra. Lo sembrano, perche' ancora non sappiamo della capacita' acquisita dalla tipa di 'vivere' il tempo in modo non lineare.

 

Di fatto, una volta saputo della percezione non lineare del tempo, non c'e' un prima, non un durante ne' un dopo e ad esempio quegli stessi minuti la tipa puo' averli visti in seguito.

 

Cioe'.

 

Il cinema alla fine e' arte sequenziale; Tarkovskij lo vedeva prettamente lineare (a vedere sto film credo sarebbe andato di matto), da Eizenstein in poi e non solo si parla di 'montaggio' ad inframezzare e frammentare la linearita'.

Quello che accomuna quelle due visioni e' comunque quella della consequenzialita' e della sequenzialita'; noi stessi alla fine parliamo e ragioniamo in modo 'lineare'; ergo, sia il nostro modo di ragionare sia una rappresentazione di questo (in questo caso il medium cinema) e' comunque sequenziale.

 

"Raccontare" un'esperienza non-lineare esula dalla rappresentazione cinematografica in se' che esprime un mezzo di comunicazione e la rappresentazione di un'esperienza siffatta di per se' stessa risulta contraddittoria e artefatta.

Ossia.

 

SE la tipa percepisce il tempo come non lineare e tutto 'accade' o puo' essere percepito in quanto tale nello stesso momento o in varie direzioni che dir si voglia, non ci sono tantissimi modi per rappresentare la storia se non con il 'Caos', ma anche montando del tutto casualmente le scene, si sarebbe fatto un qualcosa anche soltanto in apparenza di fruibile dalla tipa e dalla sua percezione non lineare.

 

Oppure:

https://www.youtube.com/watch?v=CDr1scwNC78

 

Ma anche quello e' un montaggio che avendo a che fare con un medium 'chiuso' non rende la dinamicita' della visione non-lineare della tipa.

 

Quindi; non e' che da quando la tipa 'impara' il linguaggio, da solo Quel momento in poi ha una percezione tale del tempo, ma e' come l'avesse SEMPRE avuto; ergo, quella scena montata li' per esigenze di medium specifico, non e' affatto detto che appaiano in quel momento specifico, visto che per la tipa NON c'e' un momento specifico, ma, banalmente, in qualche modo il film dovevano pure montarlo ^_^


E come dicevo prima, certo, questo crea anche un bel paradosso.

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Visto Split e trovato un filmettino, anche abbastanza noioso in alcuni punti (un passo indietro rispetto a The Visit imho).

 

Direi che senza la scena post crediti il risultato sarebbe un MAH così invece un po' di fotta per vedere il "seguito" ce l'ho.

Edited by Garet
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Visto La La Land.

Giudizio schizofrenico: tecnicamente è un gran film, ma non m'è piaciuto.

Regia, fotografia, scenografie sono splendidi, indiscutibilmente.

Sceneggiatura e recitazione... gh.

Nel senso che non è il mio genere di storia, e ok.

Comunque è un film basato al 99,99% sui due protagonisti, e già questo lo rende stucchevole a meno che non ci sia un gran lavoro di caratterizzazione, ma -e non è del tutto colpa di Emma e Ryan, che comunque ci mettono del loro- fallisce malamente dato che alla prova dei fatti risultano entrambi odiosi snob perfettini.

Considerato che è un film che alza l'asticella del concetto di "paraculo" di almeno tre tacche (molto peggio di Split), secondo me farà il pieno di Oscar.

Edited by Maximilian
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Qualche giorno fa ho poi visto Arrival (cfr. mio recente commento su Kimi no Na ha. per i dettagli).

L'ho visto al cinema in lingua originale - colpaccio.

 

E' un gran film che, beh, oltre a toccare una delle mie fisse narrative - il contatto con una razza aliena - si impernia anche su un mio ambito di interesse prioritario, la linguistica, la comunicazione, e l'influenza di questa sulla psicologia del singolo e della comunità. Antropolinguisticologia, tipo.

 

Il film è splendidamente scritto, girato, recitato, e "paralto". Tutto perfetto, praticamente.

 

Ora il commento vero, che mi ero appuntato sul telefono:

 

Accadde domani di ricordare un futuro di parole indicibili e un senso illogico. L'eterno ritorno è la fissità di un istante infinito, ove il regno dei fini è indeterminabile assenza d'ogni arbitrio determinante. L'ordinato caos di un sovrauomo femminile. Zarathustra è un nome che termina in "a". E se mai parlò, quel che disse, come lo disse?

Edited by Shito
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Hai ragione, suppongo. Il fatto è che Shuji ha già elaborato direi compiutamente il contenuto, tramite lo stile, del film. In questo film forma e contenuto narrativi sono davvero un tutt'uno, ed è mirabile. Quindi ho cercato di fare altrettanto, per parlarne. Benché il nostro linguaggio sia sincrono, ovvero lineare, ho cercato di esprimere l'asicronicità di una percezione non lineare della realtà, e per farlo ho usato l'ossimoro.

 

"Accade domani" è un ossimoro se si parte dall'idea (la cognizione) sincrona del tempo. lo stesso vale per l'idea di "ricordare il futuro". In ogni caso, la parola pronunciata -detta- cade nella sincronia dei fenomeni (acustici) per trovare il suo senso: gli alieni del film si esprimono per grafemi circolaro, senza un'inizio e una fine - infatti. Indi il futuro ricordato che accadde domani non è esprimibile "dicendo" parole, sono indi parole indicibili. E non c'è un "senso logico", perché non c'è ordine sincronico, non c'è un verso. Resta solo un "senso illogico" (altro ossimoro).

 

Chiedo scusa, poi proseguo (sono da cellulare...)

 

----

 

Edit, proseguo:

 

dunque, quanto ho scritto prima elabora la prima frase del mio commento, ovvero: "Accadde domani di ricordare un futuro di parole indicibili e un senso illogico."

 

Questa prima parte è essenzialmente descrittiva, quasi meramente descrittiva, del film.

 

Poi passo a un'analisi più contenutistica:

 

"L'eterno ritorno è la fissità di un istante infinito, ove il regno dei fini è indeterminabile assenza d'ogni arbitrio determinante."

 

Se non c'è ordine sincrono, il tempo è un tutt'uno. Indi, un qualsiasi lasso di tempo diviene un istante. Un istante che si percepisce, per forza, come eterno: perché quello che è stato e quello che sarà sono insieme a quello che è - tutto si risolve nel presente. La verticalità della sincronia temporale diviene piuttosto un'estensione spaziale. Come dire: che differenza c'è tra un mazzo di carte -dove si ha una prima e un'ultima carta- e tutte quelle carte sparpagliate su un tavolo rotondo? Ecco. Ora la cosa fondamentale è che quello che Nietzsche chiamava "l'eterno ritorno" è la stessa cosa, ovvero pensare che il futuro sia la ripetizione ciclica infinita del passato altro non è che un mondo di percezione temporale asincronica, ovvero è il tentativo di espressione in termini sincronici di un mondo asincronico. Quindi, il regno dei fini? La capacità di autodeterminarsi tramite l'esercizio del libero arbitrio? Anche questo inevitabilmente viene meno nell'asincronicità: perché se non c'è l'ordine, il senso ordinato, non c'è meccanicismo. Non c'è prima e non c'è dopo, indi non c'è causa e non ce effetto. Tutto esiste, contemporaneamente, semplicemente perché esiste come esiste. E'. Da un punto di vista 'sincrono', questo corrisponde all'assoluta predeterminazione di un giansenita, di un manicheo. Quindi ecco che il "regno dei fini" di cui Nietzsche diceva come punto d'arrivo dell'accettazione umana dell'etenro ritorno altro non è che una "indeterminabile assenza di ogni arbitrio determinante" - tutto è. Non puoi cambiare nulla, perché quello che sarà è già, così (insieme a) come quello che è stato. E in realtà l'hai determinato tu, solo che non puoi percepire la determinazione, quindi è come se fosse tutto indeterminabile, ovvero preordinato. Quindi, nel film, tua figlia morirà, lo sai, ma non è che puoi "scegliere" di non farla nascere, perché se morirà vuol dire del resto che è nata, tutto insieme, tutto nello "stesso tempo". Non puoi decidere niente, perché è tutto deciso - da te. Già deciso, ancora da decidersi, lo stai decidendo - tu, tutto insieme.

 

Ovviamente, lui, l'uomo, non l'accetta. Anche questo è tipico. La percezione della psiche femminile è più "disordinata" (ovvero più "caotica" in senso "logotico") di quella streattmente meccanicista di un uomo, figurarsi uno scienziato, un determinista. E allora ho pensato, ancora tornando a Nietzsche, che il regno dei fini altro non è che:

 

"L'ordinato caos di un sovrauomo femminile."

 

Essenzialmente che il sovrauomo (mia traduzione di übermensch) altro non è che il superamento che la psiche femminile può attuare, realmente a sprazzi, della percezione rigidamente sincronica maschile. La transistasi contro l'omeostasi, anche. Quindi, infine, tra il serio e il faceto e con una goccia di giocosa retorica, solo ora sì:

 

"Zarathustra è un nome che termina in "a". E se mai parlò, quel che disse, come lo disse?"

 

Perché sì, insomma... Così parlò Zarathustra, no?

Edited by Shito
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The Hacksaw Ridge (battaglia di, La)

 

Francamente, parto prevenuto in meglio quando ci sono occasioni come questa che mi fanno conoscere qualcuno di cui in altro modo non avrei manco sentito parlare.

 

Mi e' piaciuta parecchio la storia di questo 'obiettore di coscienza' che pero'alla fine salva 75 uomini; mi ha fatto quasi la stessa impressione dell'aver conosciuto (nel film) il protagonista del "ponte delle spie".

Film di guerra di contro molto schietto, molto 'sanguigno' a livello comportamentale, con forse il paradosso che eventuali fronzolo sono da ascriversi a 'di piu', pur spesso impercettibile nelle scene d'azione.

 

Mi e' piaciuto.

 

 

E ora vediamo un po' se riesco a vedere sto LION prima di domenica-


Hacksaw Ridge. Allora, muore ... un casino di gente . Beh, è un film di guerra, che vi aspettavate? C'è una prima parte che mi ha ricordato FMJ ... ma non saprei (forse non voglio?) spiegarvi perché. Bello il finale dove ... diciamo che ci sono scene (dopo la fine) che ricordano (sono come) quelle viste dopo la fine di Sully (chi l'ha visto, capirà). Una sola cosa. Sono a Okinawa ... ho dei seri dubbi che il posto si chiamasse davvero Hacksaw Ridge ma probabilmente sono solo io ad essere puntiglioso ... Bello poi quando stanno per andare via (alla film del film), si vede un'isola in lontananza e uno dice che quella si chiama Kong Skull Island ... avete letto fino a Island? Davvero ...? Inutile dire che non succede, spero. 

 

Dimmi che non c'era una scena post credits...

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Visto Lion.

Ho solo una domanda.

PERCHE'?

Allora, tutta questa storia, faccio notare anche tratta da una storia vera, si basa sul fatto che:

il protagonista da bambino aveva un po' storpiato il nome di dove viveva (e anche un po' anche il suo)

Il protagonista poi cercando appunto (per anni) su gugle earth, non trovava niente

finche' il protagonista, uscendo dall'area di ricerca che stava usando, segue dei rilievi che gli ricordavano qualcosa e alla fine vede il nome del suo paese che appunto era un po' storpiato dall'originale.

 

Ora.

DeiPluvieDiluvi

 

Ma stamparsi una lista di localita' e cercarsi quella che in qualche modo assomigliava a quella che ricordava, come poi alla fin dei conti ha visto nel film, pareva troppo difficile?

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Ho visto The great Wall e devo che fino ad un certo punto mi era anche piaciuto parecchio (al punto da pensare "Facessero un film de"L'attacco dei giganti" in questo modo lo vedrei volentieri). Questo per un tre quarti del primo tempo, poi è uscito il tema di "io sono io (e non so neanche perchè combatto 'sti cosi ma tant'è) e voi non siete un cazzo (o quasi)" che ha rovinato un bel po' l'effetto finale. Cioè abbiamo migliaia, milioni di cinesi (un'esagerazione,forse) che si sono preparate per decenni a affrontare 'sti cosi, poi "casualmente" escono fuori i primi due tipi (occidentali) a portata di mano che contribuiscono (non poco) ad aprire il c..o ai suddetti cosi (ma ce l'avevano poi il c..o? Mah). Non è bello. Va be', poi non è andato proprio così, ma poco c'è mancato.

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ho visto drive, film con ryan gosling.

un film per me difficile da definire, tanto che alla fine non riesco ad averne un'opinione.

il regista è uno di quelli che pare osannato dalla critica... cult sia lui che quello che fa. dunque siccome non capisco vorrei dargli un'altra possibilità (come ho fatto con mr scialacoso).

mi suggerite un suo film che non sia the neon demon?

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