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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)


Shito

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Ma Otsuki ha detto veramente che per l'etere adesso girano più "manga"?

 

Probabile. Il termine 'anime' è usato soprattutto dai fan, ma per molti addetti ai lavori si parla sempre di 'cartoni' (manga, manga-eiga, etc).

 

Non ho però letto/visto una stampa dell'articolo originale, quindi non posso confermare al 100%.

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Chevvordì poi "Eva al femminile"? Le personalità più "potenti" in Eva sono donne.

 

Che essendo fortemente caratterizzato dalla presenza di Saito Chiho, la componente shoujo del suo contenuto è alta. Il manga, peraltro, è uno shoujo, laddove il manga di Eva è uno shounen. Ovviamente sappiamo che per gli anime la divisione shounen/shoujo non è corretta a prescindere, ma anche Anno dopo Eva diceva proprio "il mio prossimo lavoro sarà uno shoujo", dato che si riferiva a KareKano, tratto da uno shoujo.

Modificato da Shito
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Perché è bene specificarlo, una volta, prima della nascita di Yamato, gli anime venivano chiamati manga ( o TV manga)  che però ai giapponesi suona come "disegno buffo" è quindi per i fan di anime "seri" come Yamato suonava molto dispregiativo.

Così hanno inventato questo nuovo neologismo.

Che stè cose le diceva pure Colpi nell' intervista  Imagawa su Mangazine, che ovviamente, essendo qui tutti fan di imagawa , non l' avete ovviamente letta.

Tranne me, che di Imagawa non frega un tubo.

Che scherzo del destino , eh ?

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Infatti. Io resto convinto che non lo sia e accetto di catalogarlo come tale perchè l'autore ha voluto questo contesto.

Ma la parte "what's going on the mind of the characters" (che però again, risale al primo Gundam anche se non COSI' calcato) è decisamente quella più preponderante.

 

Credo, e condivido btw, che nella percezione giapponese la questione 'robotica', o 'di mostri' (per esempio), o di 'supereroi' sia sempre  e comunque SOLO estetica.

 

Ovvero nessuno pensa a quelle categorie come categorie di contenuto.

 

Tipo, se ci sono dei robot giganti (ti ricordo che Shinji dice 'kyodai robotto' - robot gigante' per gli Eva) allora è 'robotico', senza stare a questionare quanto di organico e quanto di meccanico ci sia in quelli. Credo sia una categorizzazione molto 'light' alla fonte. Tipo SF è un genere estetico, SF con robot è un sottogenere estetico, etc.

 

Credo di non aver mai conosciuto un giapponese, o letto un giapponese, che considerasse Shinseiki Evangelion meno che 'SF' e 'robotto anime'. Voglio dire, sono grossi e ci sono i macchinari, hanno un pilota, gli metti dentro un abitacolo, hanno questioni energetiche... robot.

 

E' pacifico che il contenuto narrativo di Eva non è il robot, ma un robot può mai essere il contenuto narrativo di qualcosa? ^^;

Modificato da Shito
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E' pacifico che il contenuto narrativo di Eva non è il robot, ma un robot può mai essere il contenuto narrativo di qualcosa? ^^;

 

 

A parte quelli dove il robottone ogni settimana picchiava i cattivi direi di no (forse qualcosa di Obari) anche se lui stesso dice che il contenuto originariamente inteso erano robot che si picchiavano, ma oltre che semplice pretesto con veloce giustificazione narrativa usato poi per presentare risvolti vari dell'introspezione psicologica dei personaggi può essere mezzo, diventare simbolo e dispensare divertimento, magari occupandosi di dare allo stesso un sottotesto tecnologico coerente (mentre invece si è dato il sottotesto umano particolareggiato e curato ai piloti). 

Qualcosa come il Gunbuster o VOTOMS.

Come dicevo, è una parte della trama e della narrazione che analizzo a parte dal fattore del messaggio che l'autore  vuole veicolare attraverso l'uomo, cosa che si può fare anche se l'uomo non è pilota, ma se lo rendi tale allora guardo anche tutto il cucuzzaro robotico.

Non ne avevamo già parlato?

Modificato da Fencer
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Ricordo ai tempi di come sul Plusnet Alfex scrivesse che l'influenza maggiore di Evangelion fu sui videogiochi erotici, coi personaggi femminili che riprendevano le personalità di Rei, Asuka e Misato.  :°_°:

 

Ricordo pure io e concordo... solo con una piccola divergenza... Rei ha personalità? :giggle:

Modificato da Alex Halman
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Quella è stata, dichiaratamente e notoriamente, un'idea di Sadamoto.

 

Quello che segue viene dall'edizione deluxe di 'Der Mond' (artbook di Sadamoto del 1999), traduzione di Bochan Bird, aka Mason, mio personale amico e affidabilissimo traduttore professionale, oltre che grande appassionato di Evangelion.

 

What points did you take care for with that character chart?

An easily recognizable silhouette is also important, but I designed the characters so that their personalities could be more or less understood at a glance. For example, even the color and length of the hair expresses personality. I thought that Asuka would occupy the position of an "idol" in the Eva world, and that [Asuka and] Shinji should be just like the relationship between Nadia and Jean. And then I set Rei as the opposing "Ying" portion. It was my idea to have her wrapped in bandages. The most difficult was Misato. So I thought it would be interesting to have someone like the older girl next door as a military person. I really wanted to make her a character who changed her clothes constantly, but I have no fashion sense so I wasn't able to do it. (laugh) I imagined Misato as a looser girl who, taken to the extreme, would be sleeping with all the men at Nerv and so on. Furthermore, she would not think too seriously about all of that... Gendo and Fuyutsuki were modeled after Commander Ed Staker and Col. Alec Freeman from the TV series "UFO".

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arrivata oggi posta dalla mailing di eva, allega sostanzialmente una tesi di laurea, si parla di eva non solo nelle università italiane...

si intitola:  :°_°:

 

"Oedipus, Castration and Archetypes of the Otaku Unconscious: 'Neon Genesis Evangelion' as a Postmodern Simulation of the Fairytale".
 
This research analyzes Hideaki Anno's Neon Genesis Evangelion in the light of Carl Gustav Jung's The Archetype and The Collective Unconscious. First, the research diagnoses the main characters in accordance with Jungian and classical psychoanalysis in this way explaining the premise of the series. Second, it maps the psyche of the protagonist, referring to the basic set of Jungian Archetypes. Third, it specifies and interprets various narrative stages of NGE as stages of the individuation process, which the protagonist undergoes on his path.
 

...io non la ho letta e quindi non commento, tuttavia mi pare leggermente azzardata, magari sono io che penso male...
 
per chi fosse interessato: http://dl.dropboxusercontent.com/u/85192141/2013-terletskyi.pdf

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Traduzione (la sto facendo al volo) della prima, celebre intrvista di Anno Hideaki su Newtype del Giugno 1996 (uscita quindi il 10 Maggio), la prima dopo la fine della serie, e secondo me tutto sommato la più interessante sul tema "Eva e i suoi contenuti". A qualcuno interessa?

 

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Non più un bambino, non ancora un adulto... avere quattordic'anni simboleggia i problemi dell'animo.

 

ShinSeiki Evangelion è uno tsunami che iniziò a sollevarsi, circa dieci anni fa, nel mare degli anime. Ormai sono già passati 17 anni dall'inizio della prima serie di Kidou Senshi Gundam. Un tempo in cui gli adolescenti riempivano i cinema per vedere Uchuu Senkan Yamato e Ginga Tetsudou 999. In breve, gli anni dell'anime boom degli Ottanta. Per la più parte, i nostri attuali lettori non erano ancora nati o erano ancora infanti; a quel tempo, tutti gli adolescenti prendevano i cartoni animati pacificamente. Da lì a breve, tra quegli adolescenti, guardare gli anime sarebbe diventato qualcosa di 'speciale'.

Alla metà degli anni Ottanta, con la comparsa degli OVA, gli anime iniziarono ad adattarsi ai bisogni dei fan e, insidiosamente, divennero un genere che il pubblico generalista non riusciva a comprendere appieno.

Naturalmente, Sailor Moon e Dragon Ball sono popolari. Ma questi sono prodotti etichettati come "strettamente per bambini". Certamente i film di Miyazaki Hayao (e dello Studio Ghibli) attirano gli gli spettatori nei cinema ogni estate, ma quelli sono sempre film che guaderemo con totale fiducia, persino 'innamorandocene'. Questi non sono assolutamente prodotti fatti per 'gli anime fan'.

Si potrebbe argomentare che il pubblico generalista, come pure gli anime fan, li considerano delle eccezioni. E ogni uscita di questi film è  spasmodicamente attesa.

Non soltanto gli anime fan, ma anche comuni ragazzini, effettivi adulti, o fan di una decade fa che hanno riscoperto l'animazione, hanno tutti entusiasticamente seguito Eva. E persino adesso, sebbene la trasmissione televisiva della serie sia conclusa, il movimento continua a diffondersi.

E' passato un mese dalla messa in onda della fine della serie, da quell'ultimo episodio così violentemente dibattuto, senza soluzione dei misteri. Ora che è passato da una tabella di lavoro fittissima a una relativamente più di routine, siamo riusciti a passare un po' di tempo con il regista, Anno HIdeaki.

Modificato da Shito
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"Come mi sento ora? Sono molto stanco... [ride]."

 

Detto ciò, Anno Hideaki comincia a parlarci scegliendo accuratamente le sue parole.

"Lo sviluppo di Evangelion mi dà come la sensazione di 'un concerto live'. Per quale che sia la storia o lo sviluppo dei personaggi, li ho creati senza una pianificazione. Durante la produzione, che stessi ascoltando diverse opinioni, oppure analizzando il mio stato interiore, ho continuato a mettermi in discussione. Ho tratto i concetti da questa rielaborazione personale. All'inizio ovevo intenzione di creare un semplice prodotto con dei robot.
Ma anche quando il palco principale è diventato una scuola media, non era differente da altre produzioni dello stesso tipo. A quel punto, non pensavo davvero di creare un personaggio con due volti, due identità: una che si mostra a scuola, e l'altra all'interno dell'organizzazione di cui fa parte. La sensazione da 'concerto live' che mi viene dalla nascita di Eva era che il team si univa a me nello sviluppo, a modo di improvvisazione: uno suona la chitarra e, in risposta, si aggiungono le percussioni e il basso. La performance si concludeva con la messa in onda televisiva. Iniziavamo a lavorare sul copione successivo solo quando il precedente era concluso.
Ci si impiega più del normale. Quando finivamo una sceneggiatura, tornavamo indietro a controllarla a riguardo delle precedenti. Quando dicevamo: "Ah, lo sapevo, qui è sbagliato", apportavamo correzioni sullo storyboard. Infatti, con l'avvicinarsi dell'ultimo episodio, non siamo neppure stati in grado di finire in tempo."

 

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Nota di Shito:

 

credo che questo ponga bene le basi per capire quanto di Anno c'è nella serie, e quanto c'è del team GAiNAX. Uno sviluppo comunque corale, che prende le mosse da delle sue più semplici intenzioni iniziali, ma che finisce poi nelle sue mani di direzione in maniera molto personale, sempre più interiore, come si vedrà molto dalla domanda successiva.

 

Modificato da Shito
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In definitiva, Evangelion ha due facce: una narrativa, e un'altra che sarebbe come un documentario dello stato interiore di Anno Hideaki. Questo rifiuto di mentire a sé stesso su ciò che voleva rappresentare si mostra con il marchio della sua ferrea volontà.

Il regista Anno ha influenzato Eva rivelando i suoi stessi 'problemi dell'animo".

 

"La ragione per cui il protagonista ha quattordici anni è che non è più un bambino, ma non ancora un adulto. Lui vive da solo, ma è attaccato agli altri. Nei secoli passati, avrebbe preso celebrato il suo ingresso nell'età adulta. A questi tempi, la speranza di vita era di cinquant'anni, quindi la gente doveva crescere in quattordici anni. Oggi viviamo più di settant'anni, e sebbene la maggiore età in Giapponese sia ai vent'anni, molte persone a quell'età dipendono ancora dai loro genitori.

Ci si potrebbe chiedere se siano i genitori che li rendono dipendenti, o -per i genitori- a quale età dovrebbero decidere sia la maggiore età. Considerando 'i quattrdici anni' come l'età in cui si inizia a manifestare il desiderio di indipendenza emotiva, ho trovato opportuno includere ciò nella mia opera."

 

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Nota di Shito:

 

Il tema dell'indipendenza e dipendenza è centrale in Evangelion, anche se spesso sottovalutato. Chi ha visto le scene 'live' girate ma poi tagliate da Magoko wo Kimi ni, sa che lì il tema è esplicitamente quello della dipendenza (amaeru), con particolare riguardo alla questione dell'interdipendenza madre-figlio. Ma anche per tutta la serie, dal 'distacco dal seno', al 'ritorno all'utero', cose spesso metaforizzate nell'opera e talvolta schiettamente citate, fino al rulo (originale) di Rei nei confronti di Shinji, c'è molto il discorso della conflittuale 'ricerca dell'indipendenza del fanciullo, che però sente ancora la necessità della dipendenza', ovvero tutto il discorso della difficoltà della crescita per un esponente della società post-moderna post settantina come Anno Hideaki. L'interesse di Anno Hideaki è molto introiettivo, indi psicologico [l'uomo in solitudine], laddove l'interesse dei sociologi è naturalmente diretto verso il gruppo [l'uomo in società], ma siamo comunque intorno alla speculazione di Azuma Hiroki e colleghi (Miyadai, per esempio), ma anche di una personalità altrettanto interessante quale quella di Mukarami Takashi, l'artista e il teorico della corrente artistica superflat,  che definendosi 'un otaku che non è riuscito a diventare un otaku', ha molto preso unito i puntini in maniera mirabile, a partire dai tempi dei veri otaku (Olimpiadi Tokyo'64, Shinkansen, Expo Osaka'70, positivismo ottimimista e successivo pessimismo nell'incrinarsi dell'economia globale, Yamato, Gundam, DaiconIV, Miyazaki Tsutomu, Aum Shinkiryou).

 

Certo la due facce dell'individualismo, ovvero della libertà, sono tema molto caro anche a un letterato precedente quale Natsume Souseki, ma il consumismo della postmodernità porta il benessere necessario per la conquista di questa 'indipendenza fattuale' nelle mani di molti. Questo stesso assunto è alla base di Majou no Takkyuubin, nel cui progetto Miyazaki scrive:
 


 

[...]

 

In un’epoca in cui lasciare la sicurezza della propria casa non è più niente di speciale, e vivere tra estranei non significa niente più che andare al minimarket per trovare ciò di cui si ha bisogno, raggiungere una vera percezione di indipendenza può essere più difficile che mai, poiché richiede un processo di scoperta dei propri talenti e dell'esprimere se stessi.

 

È come per il caso di qualcuno che volendo fare l'animatore  arrivasse da solo a Tokyo. Si dice che oggi ci siano circa 300.000 giovani che sperano di lavorare nell’animazione. Fare l'animatore non è poi un lavoro così strano. È relativamente facile cominciare e arrivare a guadagnarsi più o meno da vivere. Ma una particolarità della vita moderna è che, una volta che i bisogni quotidiani sono soddisfatti, comincia il vero problema della realizzazione personale. Kiki è protetta dalla vecchia ma ben conservata scopa della madre, ha la radio che le ha regalato il padre, e un gatto nero col quale ha così tanta intimità da essere quasi una parte di lei, ma l'animo di Kiki oscilla tra estraniazione e desiderio di compagnia umana. Nella sua vita vediamo riflesse le vite di così tante ragazzine giapponesi di oggi, che sono amate e sostenute economicamente dai loro genitori, ma che sognano le luci della città, dove stanno per recarsi per rendersi indipendenti. Anche la debolezza della determinazione di Kiki e la superficialità della sua comprensione del mondo si riflettono nel mondo giovanile contemporaneo.

 

[...]

 

Penso che questo film raggiungerà il suo obiettivo, che è quello di trasmettere un senso di solidarietà ai nostri giovani spettatori: le ragazzine del mondo di oggi che non rinnegano la gioia della gioventù, ma che non se ne lasciano trascinare via, divise tra libertà e dipendenza (già che tutti siamo stati ragazzi un tempo, e i più giovani membri del nostro staff vivono oggi questi stessi problemi).  Allo stesso tempo, sento che il potenziale fondamentale di questo film quale prodotto di intrattenimento risiede in questo punto, e che susciterà l'immedesimazione degli spettatori.

 

 

Direi che i punti di contatto sono più che evidenti. Certo Miyazaki ha visto davvero Anno 'arrivare con uno zaino' a Tokyo dal Kansai rispondendo a un reclutamento pubblico di animatori stampato su Animage. Del rapporto tra i due, dal Kyoushinhei sino a Horikoshi Jiro, si potrebbe dire molto. Ma la differenza? In primis, Miyazaki come Takahata come Tomino sono anziani, e parlano alla gioventù postmoderna "dall'esterno", ovvero dal punto di vista di una mentalità ancora moderna. In secundis, Kiki è femmina. Nella teorizzazione di Azuma, la controparte femminile dell'otaku, gruppo sociale da lui individuato come maschile, sono le kogal, che nel crollo di ogni 'grande narrazione' moderna vivono una eterna quotidianità sedante e sedata in cui anche vendere il proprio corpo è cosa del tutto priva di significato o remora. Ancora, sul tema della società postmoderna come 'eterna quotidianità', vorrei che pensaste alla narrativa di Oshii, e al suo (non)contenuto, ovvero alla sua narrativa 'dentro e fuori'. Una eterna quotidianità garantita dall'omeostasi individuali indotta dal consumismo e dal benessere è, a tutti gli effetti, una 'eterna estate'. E' la condizione delle 'vacanze estive' di un ragazzo che vada ancora scuola. E la condizione tipica dell'otaku credo sia molto simile a questa: vivere la vita consumandola con la leggerezza di una eterna vacanza estiva (si nota che il mondo di Evangelion è fermato in una 'eterna estate' a causa della fine delle stagioni dovuta al cataclisma chiamato Seconde Impact. L'atmosfera della serie è indi sempre estiva come quella di una qualsiasi commedia sentimentale scolastica ambientata nell'estate urbana giappose, cicale incluse9. Chiaramente, sto pensando a Urashima Tarou e a Beautiful Dreamer. E al contenuto della scatola che viene donata, alla fine, a Tarou.

 

Modificato da Shito
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Ma ste cose Anno le aveva già fatte tutte in Nadia.

E anche lì la serie  era contaminata dalle sue ossessioni e stile di vita e da quelle dello staff ( il capitolo delle Isole diretto da Iguchi, mostrava una Nadia il cui carattere era quello di Anno visto dal resto della Gainax).

Poi vabbè devo dirlo io quanti manga e anime trattavano il problema della crescita di un adolescente ben prima di Eva o Kiki (ricordo il solito  " la Balena Giuseppina "), anche se questi ultimi lo hanno fatto decisamente meglio di altri  ?

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Il 'Progetto per la Complementazione dell'Umanità' è un'allegoria del mondo dell'animazione.

 

"A proposito di improvvisazione, quando ho introdotto il 'Progetto per la Complementazione dell'Umanità', che compare nel secondo episodio, e che sarebbe diventato il fulcro della trama, io non avevo ancora idea di cosa avrebbe 'complementato'.

E' solo un bluff verbale (ride). Nel mondo di Eva, la popolazione mondiale è stata dimezzata, ma di regola potremmo dire che i mondi in cui la popolazione è stata decimata sono tipici dei cartoni animati. Credo che mondi isolati e fatti a pezzettini, dove a causa di un passato disastro l'umanità sia decimata, siano caratteritrici dell'animazione Giapponese".

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Note di Shito:

 

人類補完計画 (JinruiHoukanKeikaku), significa 'Progetto per la Complementazione dell'Umanità'. Non si tratta di 'completamento', ma proprio 'complementazione', nel senso di 'complementarità' - date un'idea di tutto e un'idea di parte, aggiungere alla seconda esattamente quello che manca per giungere alla prima, come nella complementarità geometrica. La ragione per cui Anno inserì questa dicitura era la voglia di citazionismo di un ciclo di romanzi fantascientifici di Cordwainer Smith, per i quali si parla di 'Instrumentality of Man', il cui titolo giapponese è appunto 人類補完計画. Sappiamo bene quanto Anno ami la letteratura SF e le sue citazioni, al punto che i titoli degli ultimi episodi delle sue serie sono sempre citazioni di titoli di opere letterarie di SF. In ogni caso, nell'episodio venticinquesimo della serie (Un mondo che finisce / Do you love me?), i cartelli iniziali parlando del JinruiHoukanKeikaku usano poi anche la corretta parola giapponese per 'strumentalità', e vi è quindi una disambiguazione dei termini che rende opportuno non tradurre direttamente 'houkan' con 'strumentalità'. Ovviamente sì: la mia resa di 'Perfezionamento' era alquanto imprecisa e maldestra, per quanto finalizzata, alquanto pertinente e non casuale.

 

Si nota come la visione di Anno che parla della tipicità dei mondi post-apocalittici nella narrativa anmiata giapponesi sia chiaramente figlia degli scenari delle più celebri opere dell'anime boom, si pensi soprattutto allo stracitato Yamato, come pure di molta della filmografia Toei dei DaiKaijuu. Come è stato più volte detto da voci anche autorevoli, è palese la funzione catartica intentata nella narrativa di fantasia della generazione precedente a quella di Anno, che aveva conosciuto la guerra, e la guerra conclusasi con un'atomica. Anche 'Il Giappone Affonda' (日本沈没 - Nihon Chinbotsu), film del '73 tratto dal libro omonimo di Komatsu Sakyo, come pure molti film del regista Okamoto Kihachi, assai stimato da Anno Hideaki, possono dirsi rappresentare questo genere di fantasia sovradrammatica dall'impatto esorcizzante, altresì figlia della rottura dell'idillio positivista culminato nell'eposidoine universale d Osaka'70, come brillantemente espresso dal già citato Murakami Takashi nel catalogo a sua cura della mostra sul superflat intitolata LITTLE BOY.

 

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In effetti, il signor Anno aveva già fatto un paragone analogo proprio qui due o tre anni fa. Nel mondo di Gundam immaginato dal regista Tomino Yoshiyuki, Char, che combatte come un Don Quixote per liberare la gente intrappolata nel mondo delle colonie spaziali (le società dell'intrattenimento), è l'incarnazione del regista.

In Eva, i generali dell'esercito regolare non riescono a distruggere un nemico in avvicinamento, e devo chiamare un gruppo di dilettanti, la Nerv (il regista anno al centro della GAiNAX)... la trasposizione è alquanto interessante.

 

"Davvero? Beh, per come la si guardi, la Nerv è un gruppo di dilettanti. Sembra un esercito, ma non lo è. Non volevo rappresentare un gruppo militare. Trovo strano che le riviste di anime ricalibrino l'immagine di Misato scrivendo che lei è un 'capace soldato'. Credo che lei sia più abile in molte altre cose... se è competente, non ditelo ai militari! Quindi quando considero le sue strategie, non sono che azzardi... nient'altro che fortuna.

Onestamente, l'unica persona che pianifica un pochino le sue strategie è Ritsuko. Misato sfoca la linea tra oggettivo e soggettivo, e nel modo in cui fa le cose, mi assomiglia per molti versi. A dispetto di quello che Yuuki Masaki ha scritto nel vostro numero di febbraio in merito al settimo episodio, lei non è così inflessibile, così come non lo è la Nerv.

 

---

 

 

Nota di Shito

 

Si vede come anche in Giappone l'attaccamento non solo dei fan, ma anche di operatori di settore, abbia subito portato a una percezione 'deviata' dei personaggi. Se mi si dice 'Misato', direi che si tratta del ritratto di una OL giapponese novantina. Sulla soglia dei trent'anni, non sposata e senza prospettiva di matrimonio, vive da sola uno stile di vita sciatto e trasandato, che si trasforma fuori di casa in una finta immagine di desiderabile procacia. E' uno scenario oggi non troppo strano neppure per la nostra realtà urbana, credo, quando le 'giovani donne' spendono in vestiti e creme per il corpo, si 'conciano di tutto punto' per uscire e andare al lavoro o a delle serate, ma non sanno gestire una casa. Insomma una vita 'sempre in tiro', ma solo superficialmente, nascondendo invece una totale inettitudine alla vita. Credo che Misato volesse davvero mettere in scena questo, e se non erro anche la scelta di MItsuishi Kotono come doppiatrice doveva servire a deminitizzare il tipico feticcio 'lolicon' di una (ormai) da poco passata generazione di otakuzoku. Un po' come Miyasan avrebbe fatto facendo doppiare il personaggio di Toki di Mononoke Hime proprio a Shimamoto Sumi.

In ogni caso, il personaggio di Misato è proprio grottesco nel suo lato 'operativo'. Anche in una situazione 'fuori di testa' come quella della Nerv, le sue strategie sono più o meno 'tutto a caso'. In un episodio, il 12, ci scherza anche: 'decisioni a istinto femminile'. La sua sciatteria, palese dall'episodio 2 insieme alla sua incapacità relazionale umana, viene invece esplicitamente denotata da Makoto (e sì che è innamorato di lei), nell'episodio 11. Ma tutte queste cose, assolutamente palesi ed evidenti, sono state chiaramente messe in secondo piano dalle lenti colorate di coloro che vedevano solo il lato eroico del personaggio. Peraltro, la Nerv sembra veramente una piccola ditta, piccola come la GAiNAX, dove ci sono alle fine sette e dico sette persone in croce. E fanno tutto. La differenza con l'esercito vero viene sicuramente messa in evidenza in Air, quando le JSSDF invadono il quartiere generale nel GeoFront. Ovvero riescono più o meno a fare un cinque minuti quello che gli OMG nemici supremi e invincibili non riescono a fare in 23 episodi: penetrare a piacimento nel GeoFront, scoperchiarlo a cielo a perto, intervenire a piacimento.

 

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Ora, sincronizziamoci con il mondo immaginato dal regista Anno, la NeoTokyo-3 del 2015. Una città senza ombra di vita (il mondo dell'animazione) è diventata un po' più allegra con l'arrivo degli immigrati che guardavano Eva. Ma per contro, il fatto è che l'anime fan dentro a Anno Hideaki provava una crescente frustrazione. Il 'problema dell'animo' era nato nella società dei comfort. Esploreremo più avanti ciò che potrebbe mancare alle persone.

Il 'Progetto per la Complementazione dell'Umanità' è una terminologia che suona molto 'SF'. Infatti, la sua vera funzione era la 'complementazione delle lacune nell'animo' delle persone del nostro tempo. Non siamo stati capaci di nascondere la nostra sorpresa dinanzi a un simile concetto.

All'inizio della serie, nessuno avrebbe pensato a 'ciò che potrebbe mancare alle persone'. Quali potrebbero essere stati i travagli interiori del regista, che l'avrebbero condotto a descrivere la cosa come 'l'animo'?

 

"In merito ai problemi dell'animo, non l'ho realizzato da subito, ma parte del Giappone e dell'America possono soddisfare la più parte dei propri desideri, no? Credo che questo sia un problema che si è sollevato dopo che abbiamo raggiunto un certo livello di tranquillità. Per esempio, certe persone estremamente materialistiche non si preoccupano di considerare se si rendono sgraditi agli altri o meno. Credo che dovremmo vivere con più essenzialità. Nella nostra attuale sicurezza materiale, i problemi dell'animo diventano un argomento assai corrente.

Infine, nel corso della realizzazione di Eva, sono arrivato dove sono arrivato per varie ragioni che non riuscirei mai a spiegare davvero. Ma per quanto riguarda i soggetti degli episodi 25 e 26 (gli ultimi), ero riuscito a completare l'episodio 25 per quanto riguardava il copione. Purtroppo, ho dovuto abbandonare l'episodio 26 quand'ero ancora a uno stadio molto iniziale della progettazione. Sto rilavorando gli episodi 25 e 26 che saranno venduti in LD e videocassetta il prossimo anno, ma per quanto riguarda l'episodio 26, sarà una revisione completa, così da essere più 'visuale'. Lo realizzerò d'accapo destrutturandone il progetto originale.
Gli episodi 25 e 26 per come trasmessi in TV riflettono precisamente il mio sentire di quel momento. Sono molto soddisfatto. Non rimpiango nulla."

 

---


Note di Shito:

Sulla prima fase, si veda ancora il discorso che facevo e citavo su otakuzoku e postmodernità, ovvero sull'impatto individuale (psicologico) si un'evoluzione sociale [sociologica]. L'insostenibile leggerezza dell'essere è percepibile, e indi problematica, solo per chi ha la pancia piena e il tempo libero per avvedersene. Un tempo, ricchi intellettuali, eventualmente proni al decadentismo proprio per questo, dai poeti neoterici dell'antica Roma sino all'avant-garde parigina. Nel tempo del benessere diffuso, del consumismo spinto nella società dei figli della guerra, o ci si animalizza (come diceva Kojève, o è probabilmente un guaio. Soprattutto perché (pensiero mio) la società fornisce il lusso/benessere per pensare, ma non l'educazione spirituale per gestire la propria capacità di pensiero. Da qui la grande necessità di sedazione, di escapismo (dal sè) dei membri più deboli della nostra società. E' evidente e obiettivo che Anno, come Miyasan nel progetto di Kiki che ho riportato sopra, si interrogava proprio su questo, ma dall'interno.

Si legge anche bene come Anno sia stato condotto nell'evoluzione della sua narrativa in corso d'opera, seguendo la sua esperienza interiore. Ci sono molte altre espressioni, anche più dettagliate e specifiche, in merito a ciò. In ogni caso è stato un percorso 'espressionista' del tutto personale. Molti hanno spesso citato una presunta fase di 'depresione còlinica' del reista negli anni che intercorrono da Nadia a Eva, ma onestamente le fonti di prima mano non sembrano riferire ciò, semmai indicando un classico periodo abulico di non creatività dell'autore al completamento di una sua opera. Lo stesso, in forma che viene raccontata sì come depressiva, ma probabilmente sovradrammatizzata nella spettacolarizzazione informativa, capitò ad Anno dopo la serie e prima (durante) la realizzazione dei film. Conclusi i quali pare si fisse ripreso per benino.

Quanto al discorso sugli ultimi episodi, si vede bene quello che è sempre stato detto, che l'episodio 25 seguiva comunque una sceneggiatura decisa, che infatti sarà resa in Air (25'), mentre Magokoro wo Kimi ni (26') prende strade del tutto diverse (si noti che ai tempi non si parlava ancora dei film, dell'excursus cinematografico del 'finale rivisto', e anzi è probabile che la fonte qui citata sia la prima dichiarazione di ''remake per l'home-video' del finale della serie).

 

La nota finale sembra comunque estremamente esplicita e chiara, e verrà ripresa e confermata e spiegata nel procedere con l'intervista. Si noterà del resto che, una volta che il progetto del 'finale cinematografico' sarà varato, gli episodi 21~24 andranno incontro a una revisione fortemente migliorativa per la loro edizione home-video, che si intenderà realmente *sostitutiva* di quella televisiva originale, laddove gli episodi 25 e 26 televisivi saranno riportati in home-video accanto a quelli 'cinematografici', quali alternativi di pari dignità

 

 

PS:

Grazie a Gara per la segnalazione dell'ennesimo, ma particolarmente brutto, refuso. Ho editato e corretto. :-)
Ho anche aggiunto un pezzettino nelle mie note qui.

Modificato da Shito
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