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Roger

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In Abesho la citazione di Hakushon Daimaou c'era in originale. Mazinkaiser non c'è né in originale né in italiano, direi. Si parla semmai del 'gigante della leggenda' (Ideon), e di mille altre cose.

 

Senza dubbio i momenti comici, specie quando citazionistici, sono una ndelle zone grigie in cui i punti di discutibilità sono più elevati.

 

Ma io parlavo proprio delle richieste di "semplificare l'italiano dei dialoghi". Tipo che se in Neko no Ongaeshi il Re Gatto dice "Dannati facinorosi!" qualcuno ti direbbe "Facinorosi? Troppo complicato! Metti una cosa più semplice!"

 

Ma più semplice cosa?

 

Dice "facinorosi", punto.

Modificato da Shito
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Es. il paragone in Mazinga Z di Boss che sta arrostendo con Goemon Ishikawa sostituito da una bistecca alla brace.

E' che si riferiscono a Goemon Ishikawa I, che morì bollito vivo, e non a quello di Lupin (XIII).

Lo spettatore non può capire la battuta e quindi si modifica per andare incontro alla sua presunta capacità mentale. Cmq anche a me è capitato di sentirmi dire che devo scrivere i testi in italiano in modo che siano più chiari possibile. Perché il lettore non deve fermarsi a pensare.

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Es. il paragone in Mazinga Z di Boss che sta arrostendo con Goemon Ishikawa sostituito da una bistecca alla brace.

E' che si riferiscono a Goemon Ishikawa I, che morì bollito vivo, e non a quello di Lupin (XIII).

Lo spettatore non può capire la battuta e quindi si modifica per andare incontro alla sua presunta capacità mentale. Cmq anche a me è capitato di sentirmi dire che devo scrivere i testi in italiano in modo che siano più chiari possibile. Perché il lettore non deve fermarsi a pensare.

 

La maggior parte degli spettatori di Lupin III non sa neanche il cognome di Goemon, figurarsi il fatto che lui sarebbe un discendente dell'omonimo ... se si vedono la prima  serie (di Lupin III) magari il riferimento lo colgono però.

Modificato da Schrödinger's cat
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 Inviato da Shuji on 05 August 2015 - 12:19 PM in La tesi dell'angelo crudele

 

Mi intrometto sulla questione 'semplificare il linguaggio', in quanto e' sufficiente alla fine anche solo aver fatto il correttore di bozze ed essere entrati in contatto "con l'ambiente"; vista la deriva presa dalla discussione penso sia meglio precisare la cosa, altrimenti da qui in poi sembra che gli editori siano parenti o imparentati con i Flinstones; non e' che si chiede di 'semplificare', quanto di usare costrutti con termini il meno possibile 'ricercati' e ove proprio necessario allungare un testo di qualche riga per una descrizione di un qualche tipo invece di 'sintetizzare' con un termine 'molto specifico'.

 

Pero', dovete tenere presente che queste sono un po' richieste dell'editore per i testi ad esempio dedicati alla narrativa che sono 'in fieri'; le traduzioni sono un'altra solfa, MA quando si parla di "semplificazioni" il discorso e' sommariamente quello di cui sopra, non e' che si tende a creare testi per diversamente abili.

 

 

 

A volte ritornano (cite)

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Per Goemon Ishikawa credo che possa applicarsi il criterio di semplificazione, in quanto Boss non fa una battuta specifica "chiusa" e poco comprensibile da chi non sa, ma un semplice rimando a un personaggio storico Giapponese : "farò la stessa fine di Goemon Ishikawa" è come se si facesse un riferimento a Garibaldi o a Abramo Lilncoln o a Robin Hood. anche se uno non lo capisce, capisce il senso della frase e tuttalpiù se è interessato va su internet a cercare informazioni sul personaggio.

Poi uno spettatore medio è abituato al fatto che negli anime ci siano spesso dei riferimenti alla tradizione e al folklore e penso che ometterli significhi sottovalutare l'elasticità e la capacità di adattamento dei funs.

 

Diverso è il discorso del registro linguistico usato in Italiano e a mio parare bisogna distinguere tra la costruzione della frase (che può essere compresa ma stridere o suonare strana) e l'impiego del singolo termine ricercato (appunto facinorosi) il cui senso può essere cercato sul dizionario o dedotto dal contesto. 

Tornando all'esempio di Abenobashi, che si svolge ad Osaka, li era presenta un registro linguistico che univa un gergo giovanile (es."una cosa tipo science fiction") a termini più antichi anche in bocca ai ragazzini (es. suvvia).

Ora credo che il punto fondamentale (che può generare discussioni tra funs, adattatori, committenza) non sia la comprensione delle parole ma il fatto che possano suonare strane o lontane dal parlato comune.

Anche qui sorge un altro quesito cosa si intende per parlato comune? Una semplificazione asettica che esclude varianti e sfumature di colore che nella realtà esistono, sottovalutando lo spettatore (cioè tipo e suvvia vengono comunemente utilizzati ed è il committente a pensare che non lo siano), oppure un effettivo registro linguistico che differisce da quello utilizzato nell'adattamento?

 

Ps. Per citazione di Mazinkaiser mi riferivo alla trasformazione finale del quartiere commerciale quella del robot gigante stile Macross con la faccia da Ultraman che si apriva come Gaiking. Il nonno la chiamava "Quartiere Commerciale Commerkaiser" giocando sul termine Kaiser nel senso di massima evoluzione del robot.

Modificato da Gotan x
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Shuji: quoto il tuo quoting perché semplicemente veritiero.

 

Quello che posso dire è solo che nell'esercizio della mia individualità, io vado intenzionalmente CONTRO la logica che c'è dietro tutto quanto di vero hai scritto. Arrivando ai massimi sistemi, c'è chi crede che la 'culturalizzazione' sia dare un minimo di cultura a tutti, un massimo comune denominatore. Credo che un mio conterraneo di regione la pensasse così. Al contrario, io come Eraclito come altri, credo che si debba istigare educazionalmente un'elite. Credo che si debba dare non la carità a tutti, ma la possibilità di elevarsi a chi la sa cogliere, e che poi ognuno si salvi da sé, se ci riesce. Credo che l'economia linguistica sia la tomba della culturalizzazione nazionale. E nel mio piccolissimo faccio il mio per osteggiare le logiche che disprezzo. Pervicacemente.

 

Gotan: non ritengo che quell'uso di -kaiser intedesse costituire alcun riferimento a Mazinkaiser. :-)

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La questione di Kaiser era dovuta al fatto che il termine che era utilizzato per gli imperatori Germanici, abbinato ad un robot mi sembrava una citazione di Mazinger.

Però io non so quale uso abbia il termine kaiser nell'immaginario culturale giapponese, non so nemmeno se scritto o pronunciato in un determinato modo abbia un senso specifico in Giapponese che non ha nulla a che vedere con l'imperatore tedesco.

In quel contesto mi sembrava una (delle tante) citazioni robotiche, ma è possibile che mi sia sbagliato.

Il punto centrale era più che altro l'adattamento di Abenobashi in se, che a me è molto piaciuto, e che sembrava però per certi versi seguire il ragionamento Eracliteo di cui sopra di dare allo spettatore la possibilità di elevarsi stando al passo (il linguaggio elaborato o gergale, i molti riferimenti lasciati originali) e per altri venire incontro allo spettatore adattandosi ai referenti noti (l'esempio di Mago pancione e di tutti i riferimenti a questo per cui si è usato il vecchio adattamento italiano).

Può essere che si trattasse di una fase di transizione del modo di adattare che è si aggiorna mano mano (ad esempio in Evangelion la parlata di Touji non mi pare fosse stata modificata per rendere il dialetto di Osaka) o di scelte dettate dal committente?

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No, no, semplicemente più si riesce a capire l'originale più ci si sforza di renderlo nel dettaglio - se questo è lo scopo che ci si prefigge.

 

Più si è precisi nella resa dell'originale, più 'i conti tornano' con l'originale.

 

Non è necessario sovrascrivere nulla, sovraimporre alcuna scelta stilistica al contenuto dell'originale. Perché l'originale nel suo contenuto contiene anche tutto il suo stile, indi se rendi precisamente il contenuto hai reso anche lo stile. I conti torneranno.

 

Per esempio, quando adattai Abesho, ancora non sapevo che 'Il gatto montano di Iriomote' è una specie praticamente estinta e molto rara, e quindi per logica nella collezione delle figurine degli 'animali rari del Giappone' sarà di certo la figurina più rara di tutte, o quasi. A rigore, sarebbe stato meglio tradurre 'Gatto selvatico di Iriomote' - è una cosa che ho imparato dopo gli studi che ho condotto per adattare Mononoke Hime (in giapponese il prefisso yama- sulle razze animali corrisponde al nostro 'selvatico', dato che per noi ciò che non è domestico afferisce ai boschi, per i giapponesi afferisce alla montagna), ma non si può dire una traduzione scorretta. Ora il punto è che anche se al tempo ancora non avevo unito i puntini (perché Sasshi dice di questo "Gatto montano di Iriomote?") i puntini sono quelli. Finché restano quelli, saranno unibili per chiunque saprà e vorrà unirli. I conti tornano, e torneranno.

 

Ci sono cose che credo in un adattamento linguistico proprio non si possano salvare. I dialetti sono una di queste, salvo rese palesemente comiche. Ma prendiamo l'uso neorealista dei dialetti che fa Takahatata. Il dialetto del Kansai in Hotaru no Haka, ad esempio. Sì, si può in ragione di quello giustificare l'uso più spinto di un italiano sub-standard, ma è poca cosa. Peggio ancora, la *variazione diastratica e diatopica* del parlare di Taeko rispetto a tutte le persone di Yamagata, soprattutto i più anziani, in Omohide PoroPoro. Lì la cosa is perde proprio, c'è poco da fare. Si può solo tentare di dare una 'recitazione un po' più campagnola, meno pulitina' ai personaggi. Ma il testo è pressoché inerte dinanzi alla pur significativa variazione.

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L'impressione che avevo era che ai tempi di Shin Vision c'era uno stile maggiormente standardizzato per gli adattamenti, il che mi ha fatto pensare che

A ci fossero delle direttive più restringenti e agli adattatori era data minor carta bianca

B Gli stessi adattatori avessero sviluppato poi nel tempo le loro idee lungo il loro percorso professionale.

Lo dico perché se lo stile elaborato e la resa delle sfumature in Abenobashi era comunque presente, notavo alcuni passaggi meno "elitari" rispetto chessò a i "Sospiri del mio Cuore" (di cui dovrei sentire anche il vecchio doppiaggio per avere una panoramica più completa). Ora è chiaro che non si tratta di moda ma di un aderenza a originali diversi, però l'impressione generale di una maggiore semplicità rimane (anche Battle Royal ad es.)

Altresì notavo come Bassanelli fosse più fedele all'originale, se si prendono ad esempio Daitarn o la Trilogia di Ken (dove abbiamo anche Hokuto shinken, tsubo ecc..), e che la svolta più conservatrice, girellara, l'opposizione agli anglicismi l'abbia sviluppata nel tempo, oppure che solo ora abbia la libertà di applicarla.

Anzi l'uso degli anglicismi per le armi dei robot o l'uso di termini tipici della cultura giapponese (es. sempai, fratellone ecc..) sono stati introdotti proprio nei doppiaggi Dynamic e Shin Vision, da qui notavo "l'inversione di tendenza" che a me ha lasciato decisamente l'amaro in bocca

Modificato da Gotan x
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Non credo che lo faccia per adattarsi alle decisioni della Yamato, (es. Shin Mazinger con i nomi originali) ma per propria convinzione o maturata con il tempo o tenuta a freno dai vertici all'epoca. Poi è ovvio che  "tenuto a freno" forse è un termine troppo dispregiativa, diciamo che magari c'era una linea editoriale più precisa e purista e lui essendo ai suoi primi lavori era più favorevole ad aderirvi, poi con il tempo, la maggior carta bianca e magari maggior polemica con l'ambiente (dopo il fallimento di Di Sanzo ecc..) abbia sviluppato una linea di pensiero più radicale e nostalgica

Modificato da Gotan x
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Oppure perché deve portare la pagnotta a casa e la girella lo fa guadagnare di più della Non-girella.

Ma è un'affermazione priva di fondamento senza dati alla mano

 

Lo dico più che altro perché, imho, non vedo motivi per scempiare o continuare lo scempio di un'opera senza un reale motivo, quale il vile denaro(vile è usato per enfatizzare il tutto), a maggior ragione se precedentemente non aveva dato segni di girellità

Modificato da Chocozell
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L'impressione che avevo era che ai tempi di Shin Vision c'era uno stile maggiormente standardizzato per gli adattamenti, il che mi ha fatto pensare che

A ci fossero delle direttive più restringenti e agli adattatori era data minor carta bianca

B Gli stessi adattatori avessero sviluppato poi nel tempo le loro idee lungo il loro percorso professionale.

Lo dico perché se lo stile elaborato e la resa delle sfumature in Abenobashi era comunque presente, notavo alcuni passaggi meno "elitari" rispetto chessò a i "Sospiri del mio Cuore" (di cui dovrei sentire anche il vecchio doppiaggio per avere una panoramica più completa). Ora è chiaro che non si tratta di moda ma di un aderenza a originali diversi, però l'impressione generale di una maggiore semplicità rimane (anche Battle Royal ad es.)

 

[...]

 

Anzi l'uso degli anglicismi per le armi dei robot o l'uso di termini tipici della cultura giapponese (es. sempai, fratellone ecc..) sono stati introdotti proprio nei doppiaggi Dynamic e Shin Vision, da qui notavo "l'inversione di tendenza" che a me ha lasciato decisamente l'amaro in bocca

 

Ti rispondo per quel che mi compete, come è d'uopo.

 

Se cerchi di essere fedele, otterrai sempre due effetti:

 

1) una certa 'comunanza' della resa, perché parliamo della stessa lingua base.

2) una certa 'differenza' tra opera e opera, perché le opere sono differenti.

 

Sono due linee ortogonali.

 

Per dire: Mononoke Hime e Sen to Chihiro sono due opere create nella stessa lingua originale e dalla stessa persona, ma sono due opere molto diverse, in tutto. Quindi c'è una diversità *all'interno* di una similitudine.

 

Se si usa il termine 'facinoroso' non perché "piace all'adattatore", non perché "è adatto alla scena" ma semplicemente perché, valutati i dizionari monolingua giapponesi e i dizionari italiani risulta il più corretto ovvero preciso per rendere l'originale termine giapponese, si implicita che chiunque avesse fatto lo stesso lavoro -preciso- avrebbe usato "facinoroso". Perché è un scelta, sì, ma se fondi la tua scelta sull'obiettivo diviene una scelta obbligata. :-)

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Però la direzione artistica della serie di Daitarn era di Bassanelli, come anche quella di Hokuto, e all'epoca non mostrava un approccio così radicale e "girellaro", non c'era l'eliminazione degli anglicismi (eccetto i nomi dell'edizione nostalgica).  

 

In realtà se leggi le interviste fa capire di essere sempre stato girellaro. Quella di Mazinger Z è veramente qualcosa che definisce il personaggio (quella da cui ho citato "Se volete il Rocket Punch andate in Giappone", è linkata qualche pagina fa), ma anche quelle passate erano chiare.

Ad esempio non ha mai concepito per l'Hiroshi Shiba di Shin Jeeg un doppiatore diverso da quello di Actarus (continua a sfuggirmi il nome, qualcuno me lo ricorda?), pur c'entrando niente le due voci originali e pur avendo ormai quel doppiatore una certa età (non c'entrerebbe veramente una sega).

 

SE dovessi azzardare imho all'epoca in Shin Vision e Dynamic non aveva problemi perchè doppiavano in entrambe le maniere e quindi amen, ma in ogni caso veniva tenuto sott'occhio dal lucano che all'epoca di girellaro non aveva proprio niente, in modo che parlasse il giusto.

Ora che è in Yamato e possono doppiare una sola maniera, che per la casa è sempre stata quella girellara, non lo tiene nessuno e fa quel che vuole dichiarando anche quel che gli pare.

 

Quello di cui mi stupisce la "conversione" e il buttare fuori roba come Gotrinitron è proprio il lucano in realtà.

A meno che a dare la direzione di certe scelte "artistiche" sia mister Yamato in persona e a lui ormai freghi il giusto, senza fare nemmeno lo sforzo di tenere il suo allegro direttore del doppiaggio.

Ma tant'è, non lo sapremo mai e finchè scrivono "Amakusa Corps" (altra cosa che il lucano alla fine non ha mai fatto fino all'approdo in Yamato, c'era sempre nome e cognome quindi mi viene l'idea che il nomignolo da bambini sia un'idea del Bassanello stesso, un'altra genialata) e in ogni caso prima dell'approdo della nuova direzione artistica non so mica quanto Bassanelli lavorasse con Yamato.

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Però la direzione artistica della serie di Daitarn era di Bassanelli

Ma non ha messo mano ai dialoghi, te lo assicuro. Al massimo avrà fatto presente quali erano i nomi girellari dei colpi per creare la traccia audio finto ds.

 

Buono a sapersi, ma da come ne parò in un'intervista (credo sia il video su Enciclopediadoppiaggioqualcosadelgenere, ma potrebbe essere anche quella sul blog dello Squalo Stercheschi ora che ci penso), sembrava che fosse interamente opera sua.

Ma hai per caso fatto dei confronti con l'audio originale?

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Grazie delle risposte.

Effettivamente questo serve ad inquadrare un po' meglio la situazione.

Effettivamente anche se non faceva i dialoghi da se, essendo il direttore artistico di Daitarn doveva avere un certo "potere decisionale" magari comunque inquadrato nella linea editoriale della società (allora non girellara). La doppia versione poi tamponava il tutto.

Che Bassanelli fosse "girellaro" poteva anche essere evidente (l'ammirazione per Malaspina, il fatto che si occupasse principalmente di serie vecchie) però il ridoppiaggio di Daitarn era un lavoro di qualità che contribuiva a dare dignità alla serie. Differentemente ora con la piega presa con Mazinga Z (ma anche da quello che emergeva dal film di Harlock) si assiste purtroppo ad una deriva (talvolta impercettibile, talvolta più smaccata) decisamente più "arbitraria".

Ora non è tanto per fare una questione di purismo eccessivo però la localizzazione delle serie risulta in ogni modo compromessa, tanto più (e questo è già stato detto) che difficilmente ci sarà un nuovo doppiaggio di Mazinga Z.

Modificato da Gotan x
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