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Ronin Manga


Highlander

Messaggi raccomandati

valore culturale? :pazzia:

chissà i pornazzi sci-fi italiani d'epoca, allora.

Picche te non hai mai letto Kazonga, la parodia porno di Goldrake ( che se la fa con una simil Venus A)

E visto il vento che tira, se tanto mi da tanto .....

mai dire mai. quando fai il militare ti passano sotto gli occhi cose che mai avresti pensato potessero essere vere :pazzia::lolla:

 

cmq avviso pè tutti.

il trollaggio sta avviando il topico verso una brutta piega, quindi diamoci tutti una calmata finchè siamo in tempo. lo so che con queste premesse non è facile ma si-può-fare :sisi::rotfl:

al limite, per parlare di zozzerie cult, si apre una nuova discussione nella sezione del fumetto internazionale :flowers2:

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  • 2 weeks later...

La girella :pazzia::lolla: :lolla: :lolla:

 

... e tante sorprese!

 

Scritto sotto la girella. Io deduco che le "sorprese" saranno Don Dracula e Big Robot. Sempre che non pubblichino qualche altra serie "girellara"/old fashioned.

 

Apro una piccola parentesi: i kappa boys hanno iniziato con la Granata (mi sembra che c'era anche Colpi) poi hanno creato la sezione manga alla Star Comics, hanno creato la Kappa edizioni per il mercato librario, poi (ancora non ho capito bene il motivo) hanno divorziato dalla Star e si sono uniti temporaneamente alla GP Publishing e ora hanno creato all'interno della Kappa Edizioni la Ronin Manga che pubblica sempre per il mercato librario.

C'è qualcosa che ho tralasciato? Ma coi tipi della MX/Magic Press (dove collabora Galloni) hanno a che fare o sono concorrenti?

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Apro una piccola parentesi: i kappa boys hanno iniziato con la Granata (mi sembra che c'era anche Colpi)

 

Quasi. I Kappa durarono solo 11 numeri di Mangazine. Poi subentrò Colpi che era corrispondente dal Giappone e fu lui a presentare a Bernardi (il patron di Granata) un certo Francesco Di Sanzo, per metterlo a capo del settore video.

E cmq sia Di Sanzo che Colpi che Ferrario (il boss di Yamato) si conoscevano gia' dai tempi dei giornalini degli anni '80 con i fumetti amatoriali sui robot ("Noi Robot", se non erro).

 

poi (ancora non ho capito bene il motivo) hanno divorziato dalla Star

 

I maligni dicono che sono stati cacciati perche' la Star ha scoperto che poteva benissimo tirare avanti senza pagare i loro esosi stipendi. :whistle:

 

C'è qualcosa che ho tralasciato? Ma coi tipi della MX/Magic Press (dove collabora Galloni) hanno a che fare o sono concorrenti?

 

E' tutto un magna-magna. Ora non c'entrano assolutamente nulla, ma si dice che i contratti con Kodansha alla fu Phoenix (Kiseiju, Mother Sarah, Dragon Head) li fecero loro.

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Da Animeclick:

"In collaborazione con Gruppo Buondì-Bistefani:

«La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!»

Orgoglio Girellaro!

La più celebre merendina italiana è presente a Lucca Comics & Games 2010 insieme a Kappa Edizioni per festeggiare e merendare insieme ai numerosissimi appassionati di animazione giapponese “girellari” per definizione!

Ma attenti al Golosastro, ghiotto di Girella, che potrebbe apparire di soppiatto alle vostre spalle quando melo ve l’aspettate!

Un simpatico appuntamento per per bambini di ogni età!

Premio Cosplay Girellaro!

Tra i vincitori della gara di cosplay di Lucca Comics & Games 2010, il Golosastro in persona sceglierà il cosplayer più “Girellaro” e lo premierà con una valanga di Girella!"

Io non sò chi è stato lo sciagurato che ha fatto conoscere al Barikko il termine "girellaro", stà di fatto che ora , il Barikko se ne è impadronito ( probabilmente lo avrà anche depositato alla SIAE a suo nome)e ce lo ritroveremo anche scritto sui muri.

E magari, come ha scritto un utente su animeclick, tra una decina d' anni dirà pure che lo ha inventato lui . :lolla:

Modificato da Zio Sam
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Da Animeclick:

"In collaborazione con Gruppo Buondì-Bistefani:

«La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!»

Orgoglio Girellaro!

La più celebre merendina italiana è presente a Lucca Comics & Games 2010 insieme a Kappa Edizioni per festeggiare e merendare insieme ai numerosissimi appassionati di animazione giapponese “girellari” per definizione!

Ma attenti al Golosastro, ghiotto di Girella, che potrebbe apparire di soppiatto alle vostre spalle quando melo ve l’aspettate!

Un simpatico appuntamento per per bambini di ogni età!

Premio Cosplay Girellaro!

Tra i vincitori della gara di cosplay di Lucca Comics & Games 2010, il Golosastro in persona sceglierà il cosplayer più “Girellaro” e lo premierà con una valanga di Girella!"

Io non sò chi è stato lo sciagurato che ha fatto conoscere al Barikko il termine "girellaro", stà di fatto che ora , il Barikko se ne è impadronito ( probabilmente lo avrà anche depositato alla SIAE a suo nome)e ce lo ritroveremo anche scritto sui muri.

E magari, come ha scritto un utente su animeclick, tra una decina d' anni dirà pure che lo ha inventato lui . :lolla:

Bioparco no. O forse sì, considerando la degenerazione del termine forse se va in giro a dire che l'ha inventato lui ci risparmia la vergogna.

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  • 2 weeks later...

oh leeedi ledi ledi oscar (kids)

 

Traduttore, traditore

 

E così, finalmente, dopo un bel po' di mesi, LADY OSCAR KIDS è finalmente sbloccato, pronto per essere mandato in stampa e distribuito.

Tutta la parte interna era già stata lavorata mesi fa, mancava solo l'approvazione per la copertina e per il titolo.

La cosa che ci è dispiaciuta di più è che quest'anno Riyoko Ikeda è venuta in Italia ben due volte, e sarebbe stata per noi un'occasione ghiottissima di presentare questa serie di libri (divertenti e interessanti al tempo stesso) alla presenza della loro mamma. Per non parlare – da biechi commercianti – di tutti i mesi e tutte le convention fumettistiche che si sono sfilate davanti al naso senza poterlo mettere in vendita.

Non è stato possibile. Peccato, sarà per la prossima volta. L'editoria è anche questo, a volte (anzi, spesso).

Se non altro, l'attesa ha fatto aumentare ancora di più l'interesse per questo titolo, che a occhio e croce si preannuncia come uno dei nostri prossimi "best seller" assoluti insieme ai finora inarrivabili Il Castello Errante di Howl e l'Enciclopedia dei Mostri / degli Spiriti Giapponesi.

Quindi, "peccato" su un fronte, ma "molto bene" sull'altro.

 

Stavamo chiacchierando l'altro giorno tra colleghi, facendo alcune considerazioni derivate proprio dalla vicenda del titolo.

Si parlava appunto del famoso modo di dire "traduttore, traditore", anche se in questo caso sarebbe più adatto dire "adattatore, dittatore".

Eh, già. Perchè, se l'autrice ha ideato una storia col titolo "Versailles no Bara" (ovvero "Le Rose di Versailles", ma anche "La Rosa di Versailles", dato che nel titolo originale giapponese non appare il plurale), a causa dell'immensa popolarità del cartone animato, il novanta per cento del pubblico italiano lo ha imparato a conoscere come "Lady Oscar", titolo con cui è rimasto noto per quasi tre decenni, decisamente difficili da sconfiggere sul fronte della popolarità. Un po' come convincere mia nonna che L'Uomo Ragno si chiama in realtà spaidermen o che Pippo si chiama gufi.

E se decidi di fare quello che già di per sé è un grande (e rischioso) passo di presentare una parodia in strip dal giapponese (non sempre fruibilissime dal pubblico italiano), non puoi fare a meno di andare a richiamare il titolo con cui è noto nel tuo paese. Altrimenti, il rischio è ovviamente quello di avere come referente il solo pubblico di irriducibili lettori affezionati, sostenitori erculei, ultimi moicani, che sanno perfettamente il titolo originale, e che pertanto diverranno gli unici eroi (che da oggi inizierei a chiamare "i Mille", come quelli di Garibaldi, visto che la quantità è più o meno quella) a sostenerti in libreria; mentre tutti gli altri passeranno oltre, facendo ammuffire il tuo povero libriccino, solatìo, sugli scaffali impolverati, implorando che qualcuno lo legga.

Disquisendo dunque di quale avrebbe potuto essere il titolo più adatto di tutti, abbiamo stilato questa lista delle opzioni che erano saltate fuori durante la fase decisionale:

 

• LE ROSE DI VERSAILLES KIDS

E' il più fedele di tutti al titolo originale e si rifà all'ultima edizione a fumetti. Pochi lettori lo avrebbero riconosciuto come parodia ufficiale di LADY OSCAR, e comunque l'autrice avrebbe preferito tutto il titolo in italiano, con anche il KIDS trasformato in "bambini" o "bimbi". E avrebbe anche avuto ragione, perché si sarebbe trattato di un adattamento assolutamente filologico. Da cui…

• LE ROSE DI VERSAILLES BIMBI (o BAMBINI)

Fedelissimo, traduzione letterale. In compenso, nessuno (pochissimi) avrebbe capito di cosa trattava il libro. La parola "bimbi" inoltre avrebbe portato il libro nel settore 'infanzia' delle librerie di varia, dove sarebbe rimasto invenduto per ovvia incompatibilità di target: nessun infante riuscirebbe a leggere strip umoristiche condite di documentazione storica, e nessun genitore di quei bambini avrebbe acquistato il libro per sé trovandolo in quella zona.

Per cui…

• LADY OSCAR BIMBI (o BAMBINI)

Si rifà alla versione italiana più nota, quella televisiva, ma che tradisce il titolo originale. Ottimo richiamo per vasto pubblico, ma il "bimbi" o "bambini" avrebbe causato lo stesso errore di riconoscibilità di cui sopra. Forse sarebbe stato considerato qualcosa di simile ai BABY LOONEY TUNES, decisamente fuori target.

Per cui…

• LADY OSCAR SD

Per qualche istante è stata vagliata anche questa ipotesi. Ma ormai pochissimi in Italia sanno cosa sia un "sd" (super deformed, citati per altro anche dalla stessa Ikeda nel libro), dunque abbiamo evitato.

E quindi…

• LADY OSCAR KIDS

Richiama la versione italiana più nota, pur tradendo il titolo dell'opera originale (anche se non il nome della protagonista), ma mantiene il "KIDS" della parodia ufficiale. Accettabile mediazione, anche perché normalmente si fa proprio così: si traduce/adatta il giapponese, ma si mantiene in Inglese quello che l'autore ha scritto in quella lingua di sua spontanea volontà.

 

Alla fine, ha vinto l'ultima versione, considerata un buon compromesso.

Dopotutto, se pubblichi una parodia di FIRST BLOOD o di EVIL DEAD in Italia, per far capire di cosa parli sei costretto a intitolarle RAMBO e LA CASA, altrimenti diventa solo un simpatico scherzo fra te e i tuoi amici, e puoi dichiarare tali libri "morti prima di nascere".

 

Finita la chiacchierata, me ne sono andato bel bello a nanna dopo una tazzona di caffè latte con girella pucciata dentro, e mi sono addormentato come un angioletto.

Ma nel bel mezzo della notte mi sono svegliato con un grido agghiacciante, tachicardico, tutto sudato, con le mani gelate e la lingua felpata, in perfetto stile Fantozzi.

La notte porta consiglio, è vero, ma a volte il consiglio te lo scarica addosso come un maglio rotante quando meno te lo aspetti.

Grazie all'effetto shock, la rivelazione mi è apparsa chiara, lampante, come Helen Keller in "Anna dei Miracoli": all'improvviso mi sono reso conto che, di tutte le versioni ipotizzate, in realtà NESSUNA traduce correttamente l'originale.

Con questo pensiero, seduto nel letto a luce spenta, ho esaminato la cosa…

Seguite il mio ragionamento.

• L'opera originale s'intitola VERSAILLES NO BARA ("Le Rose di Versailles").

• La pronucia giapponese lo trasforma in BERUSAIYU NO BARA.

• Il fandom giapponese lo ha pertanto abbreviato per anni e anni in BERU-BARA ("Berubara").

• La parodia ufficiale s'intitola BERUBARA KIDS.

 

GRANDE GIOVE!

Dunque la parodia non cita il titolo originale, ma la sua contrazione!

Per cui, il titolo più filologicamente corretto per l'edizione italiana sarebbe stato a sua volta una CONTRAZIONE di LE ROSE DI VERSAILLES!

Fermate la tipografia!!! Abbiamo il titolo esatto!!!

Dobbiamo solo scegliere, ora o mai più:

• ROSAILLES KIDS

o

• LERODIVE KIDS!

Forse facciamo ancora in tempo!

Votate il sondaggio, giù in basso nella pagina!

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Gli unici commenti che ha senso fare:

 

Traduttore, traditore

 

E così, finalmente, dopo un bel po' di mesi, LADY OSCAR KIDS è finalmente sbloccato, pronto per essere mandato in stampa e distribuito.

Tutta la parte interna era già stata lavorata mesi fa, mancava solo l'approvazione per la copertina e per il titolo.

La cosa che ci è dispiaciuta di più è che quest'anno Riyoko Ikeda è venuta in Italia ben due volte, e sarebbe stata per noi un'occasione ghiottissima di presentare questa serie di libri (divertenti e interessanti al tempo stesso) alla presenza della loro mamma. Per non parlare – da biechi commercianti – di tutti i mesi e tutte le convention fumettistiche che si sono sfilate davanti al naso senza poterlo mettere in vendita.

Non è stato possibile. Peccato, sarà per la prossima volta. L'editoria è anche questo, a volte (anzi, spesso).

Se non altro, l'attesa ha fatto aumentare ancora di più l'interesse per questo titolo, che a occhio e croce si preannuncia come uno dei nostri prossimi "best seller" assoluti insieme ai finora inarrivabili Il Castello Errante di Howl e l'Enciclopedia dei Mostri / degli Spiriti Giapponesi.

Quindi, "peccato" su un fronte, ma "molto bene" sull'altro.

 

Stavamo chiacchierando l'altro giorno tra colleghi, facendo alcune considerazioni derivate proprio dalla vicenda del titolo.

Si parlava appunto del famoso modo di dire "traduttore, traditore", anche se in questo caso sarebbe più adatto dire "adattatore, dittatore".

Eh, già. Perchè, se l'autrice ha ideato una storia col titolo "Versailles no Bara" (ovvero "Le Rose di Versailles", ma anche "La Rosa di Versailles", dato che nel titolo originale giapponese non appare il plurale), a causa dell'immensa popolarità del cartone animato, il novanta per cento del pubblico italiano lo ha imparato a conoscere come "Lady Oscar", titolo con cui è rimasto noto per quasi tre decenni, decisamente difficili da sconfiggere sul fronte della popolarità. Un po' come convincere mia nonna che L'Uomo Ragno si chiama in realtà spaidermen o che Pippo si chiama gufi.

E se decidi di fare quello che già di per sé è un grande (e rischioso) passo di presentare una parodia in strip dal giapponese (non sempre fruibilissime dal pubblico italiano), non puoi fare a meno di andare a richiamare il titolo con cui è noto nel tuo paese. Altrimenti, il rischio è ovviamente quello di avere come referente il solo pubblico di irriducibili lettori affezionati, sostenitori erculei, ultimi moicani, che sanno perfettamente il titolo originale, e che pertanto diverranno gli unici eroi (che da oggi inizierei a chiamare "i Mille", come quelli di Garibaldi, visto che la quantità è più o meno quella) a sostenerti in libreria; mentre tutti gli altri passeranno oltre, facendo ammuffire il tuo povero libriccino, solatìo, sugli scaffali impolverati, implorando che qualcuno lo legga.

Disquisendo dunque di quale avrebbe potuto essere il titolo più adatto di tutti, abbiamo stilato questa lista delle opzioni che erano saltate fuori durante la fase decisionale:

 

• LE ROSE DI VERSAILLES KIDS

E' il più fedele di tutti al titolo originale e si rifà all'ultima edizione a fumetti. Pochi lettori lo avrebbero riconosciuto come parodia ufficiale di LADY OSCAR, e comunque l'autrice avrebbe preferito tutto il titolo in italiano, con anche il KIDS trasformato in "bambini" o "bimbi". E avrebbe anche avuto ragione, perché si sarebbe trattato di un adattamento assolutamente filologico. Da cui…

• LE ROSE DI VERSAILLES BIMBI (o BAMBINI)

Fedelissimo, traduzione letterale. In compenso, nessuno (pochissimi) avrebbe capito di cosa trattava il libro. La parola "bimbi" inoltre avrebbe portato il libro nel settore 'infanzia' delle librerie di varia, dove sarebbe rimasto invenduto per ovvia incompatibilità di target: nessun infante riuscirebbe a leggere strip umoristiche condite di documentazione storica, e nessun genitore di quei bambini avrebbe acquistato il libro per sé trovandolo in quella zona.

Per cui…

• LADY OSCAR BIMBI (o BAMBINI)

Si rifà alla versione italiana più nota, quella televisiva, ma che tradisce il titolo originale. Ottimo richiamo per vasto pubblico, ma il "bimbi" o "bambini" avrebbe causato lo stesso errore di riconoscibilità di cui sopra. Forse sarebbe stato considerato qualcosa di simile ai BABY LOONEY TUNES, decisamente fuori target.

Per cui…

• LADY OSCAR SD

Per qualche istante è stata vagliata anche questa ipotesi. Ma ormai pochissimi in Italia sanno cosa sia un "sd" (super deformed, citati per altro anche dalla stessa Ikeda nel libro), dunque abbiamo evitato.

E quindi…

• LADY OSCAR KIDS

Richiama la versione italiana più nota, pur tradendo il titolo dell'opera originale (anche se non il nome della protagonista), ma mantiene il "KIDS" della parodia ufficiale. Accettabile mediazione, anche perché normalmente si fa proprio così: si traduce/adatta il giapponese, ma si mantiene in Inglese quello che l'autore ha scritto in quella lingua di sua spontanea volontà.

 

Alla fine, ha vinto l'ultima versione, considerata un buon compromesso.

Dopotutto, se pubblichi una parodia di FIRST BLOOD o di EVIL DEAD in Italia, per far capire di cosa parli sei costretto a intitolarle RAMBO e LA CASA, altrimenti diventa solo un simpatico scherzo fra te e i tuoi amici, e puoi dichiarare tali libri "morti prima di nascere".

 

 

 

:boiate:

 

 

 

 

Finita la chiacchierata, me ne sono andato bel bello a nanna dopo una tazzona di caffè latte con girella pucciata dentro, e mi sono addormentato come un angioletto.

Ma nel bel mezzo della notte mi sono svegliato con un grido agghiacciante, tachicardico, tutto sudato, con le mani gelate e la lingua felpata, in perfetto stile Fantozzi.

La notte porta consiglio, è vero, ma a volte il consiglio te lo scarica addosso come un maglio rotante quando meno te lo aspetti.

Grazie all'effetto shock, la rivelazione mi è apparsa chiara, lampante, come Helen Keller in "Anna dei Miracoli": all'improvviso mi sono reso conto che, di tutte le versioni ipotizzate, in realtà NESSUNA traduce correttamente l'originale.

Con questo pensiero, seduto nel letto a luce spenta, ho esaminato la cosa…

Seguite il mio ragionamento.

• L'opera originale s'intitola VERSAILLES NO BARA ("Le Rose di Versailles").

• La pronucia giapponese lo trasforma in BERUSAIYU NO BARA.

• Il fandom giapponese lo ha pertanto abbreviato per anni e anni in BERU-BARA ("Berubara").

• La parodia ufficiale s'intitola BERUBARA KIDS.

 

GRANDE GIOVE!

Dunque la parodia non cita il titolo originale, ma la sua contrazione!

Per cui, il titolo più filologicamente corretto per l'edizione italiana sarebbe stato a sua volta una CONTRAZIONE di LE ROSE DI VERSAILLES!

Fermate la tipografia!!! Abbiamo il titolo esatto!!!

Dobbiamo solo scegliere, ora o mai più:

• ROSAILLES KIDS

o

• LERODIVE KIDS!

Forse facciamo ancora in tempo!

Votate il sondaggio, giù in basso nella pagina!

 

 

 

:djufo:

 

Altro è superflo da aggiungere.

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