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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
      15
    • Non so
      3
    • MUUUUUUUUUUUU!!!
      24
    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
      6

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[Non esisteva nessun ufficio atto alla vendita dei diritti all'estero, e quindi lo facevano un tanto al chilo senza sapere quanto chiedere per davvero. Quindi sì, è vero che all'epoca in Italia ci fu l'invasione perchè il cambio era favorevole (1 yen = 4 lire, se ricordo bene), ma cmq i diritti costavano niente di base. E non per incentivare le esportazioni, ma perchè i giapponesi vendevano quasi per fare un favore.

Basti pensare che ne Il Grande Mazinga, i protagonisti vanno in Chiesa , pregano Gesù e mangiano con le posate occidentali (non ricordo se solo in alcuni episodi o tutti).

Sarà mica una strizzata d' occhio all' Occidente e in particolare la Spagna ( primo paese occidentale che esportò le serie robotiche Toei) dove Mazinga Z fuorieggiava ?

No. E' che si voleva dare una forte impronta religiosa ai protagonisti, per differenziarli al massimo dai nemici (che erano un'altra civiltà). Percui scelsero le cerimonie cristiane perchè il pubblico giapponese ne sarebbe rimasto più colpito. Vedere Shiro pregare al tempio shintoista o buddista non sarebbe stato niente altro che realtà quotidiana, dato che in giappone la religione è vissuta un po' così. Vederlo pregare in chiesa faceva invece il senso di "è un vero credente, non lo fa per abitudine".

 

 

 

Ma sì anche io sò che al' inizio i giappi non avevano dipartimenti per l'esportazione perchè la richiesta era bassa.

M come già detto, quando ci fu il boom dell' esportazione, Toei aprì l'ufficcio esteri nell' 80.

Diciamo che furono presi in contropiede da una situazione che non si aspettavano e il fatto che il Giappone fosse lontano e mollte aziende occidentali senza scrupoli crearono il patatrac.

E un ipotesi realistica che quando i nipponici si vedevano comprare serie a scatola chiusa dall' Italia ( e relativo merchandising) abbiano pensato di aver trovato la gallina dalle uova d' oro.

Ricordo che Bandai aprì proprio in Italia la sua prima filiare estera ( altri tempi ragazzi, altri tempi!) che ovviamente fallì pochi anni dopo.

E sempre dopo, quando gli studi di animazione hanno cominciato a vedere che di punto in bianco non gli compravamo più una sega, e quello che già era arrivato, lo trasmettavamo senza pagare più i diritti, bè se la saranno legata al dito, vendicativi come sono ( Colpi ha raccontato che all' inizio della sua carriera, quando comprava OAV per la Granata, contattò un produttore per la licenza e questi si dimostrò cordialissimo. Quando però disse che lavorava per un editore italiano, gli chiusero il telefono in faccia !!)

Tuttavia ripeto , non credo che ai nipponici non interessassero i mercati esteri di principio , ma i troppi incidenti di percorso ( censure, pirateria ecc..) gli abbiano fatto dire a un certo punto " ma a noi di loro ceccifrega? andassero a f.." e si sono mossi con molta cautela e scetticismo.

La religione in Mazinga.

Potrebbe essere che Tetsuya e co, facesso i cristiani per farli sembrare più buoni dei Mikens, non dico di no.

Ma perchè in Getta solo Hayato porta una croce al collo e manco và in chiesa?

E com'è che in Jeeg , Gaiking e Goldrakkio niente religione ?

E perchè nel Gureto mangiano spesso ( forse sempre, non ricordo) con le forchette ?

Giuro che a quella delle posate non ci avevo mai fatto caso in 30 anni che lo guardo.

Modificato da Zio Sam
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Perchè devi ridurre tutto in termini scientifici ?

 

Sorry, ma data la mia "formazione" non rieso a farne a meno..

 

Hai presente i personaggi cattivi nei film - ora mi sovviene l'immortale nemico di Lambert in Highlander -, hai presente il piacere che ricavano dalla devastazione ? Dalla verità di quel piacere ( interiore ), prova a capire la verità di quello della quiete.

 

Beh, il "piacere della quiete" è comune a tutti gli animali sociali (ma in effetti l'Uomo sembrerebbe l'unico animale sociale in cui si ritrova anche il "piacere della distruzione"..).

 

Sempre proseguendo con Bataille e un pò di antropologia generale: nella quiete umana c'è anche progettualità-azione-lavoro, nei momenti di trasgressione da ciò c'è puro dispendio e nessuna progettualità lavoro azione.

 

L'uomo è una compenetrazione di questi due momenti. La quiete estrema, come la distruzione estrema sono estremizzazioni, la vita umana di solito si realizza nella compenetrazione dei due, più o meno a seconda degli individui.

 

Diversamente negli animali manca tutta questa prospettiva psicologica, dalla posizione di soggetto e oggetto ( >>> strumentalità >>> divisione tra sacro ( per sé ) e profano ( per altro ) ) alla concezione del tempo a mille altre cose. Il paragone è chiaramente inutile, no ?

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Diversamente negli animali manca tutta questa prospettiva psicologica, dalla posizione di soggetto e oggetto ( >>> strumentalità >>> divisione tra sacro ( per sé ) e profano ( per altro ) ) alla concezione del tempo a mille altre cose. Il paragone è chiaramente inutile, no ?

 

No, non è inutile, perchè è proprio analizzando le analogie con gli animal che si può tentare di comprendere le origini di certe "peculiarità" umane (che potrebbero non essere altro che "qualità emergenti"..).

Modificato da EYMERICH
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In realtà non è affatto vero che l'aggressività non sia insita negli animali sociali. Specie l'aggressività tra gruppi diversi quando non siamo di fronte a erbivori; la relativamente scarsa (oh sì!) aggressività tra Homininae è un'eccezione anche tra i primati. Dei babbuini che avessero la possibilità di usare tra loro armi nucleari scivolerebbero in nemmeno una settimana nel post-apocalittico più spinto.

 

Bisognerebbe definire concetti come quiete e progettualità per vedere se siano caratteristiche intrinseche di homo sapiens. Certamente la soggettività come concetto cognitivo non lo è.

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In realtà non è affatto vero che l'aggressività non sia insita negli animali sociali. Specie l'aggressività tra gruppi diversi quando non siamo di fronte a erbivori; la relativamente scarsa (oh sì!) aggressività tra Homininae è un'eccezione anche tra i primati. Dei babbuini che avessero la possibilità di usare tra loro armi nucleari scivolerebbero in nemmeno una settimana nel post-apocalittico più spinto.

 

Oh si, certo, si intendeva scarsa aggressività "all'interno" del gruppo sociale, non tra gruppi sociali differenti..

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In realtà non è affatto vero che l'aggressività non sia insita negli animali sociali. Specie l'aggressività tra gruppi diversi quando non siamo di fronte a erbivori; la relativamente scarsa (oh sì!) aggressività tra Homininae è un'eccezione anche tra i primati. Dei babbuini che avessero la possibilità di usare tra loro armi nucleari scivolerebbero in nemmeno una settimana nel post-apocalittico più spinto.

 

Bisognerebbe definire concetti come quiete e progettualità per vedere se siano caratteristiche intrinseche di homo sapiens. Certamente la soggettività come concetto cognitivo non lo è.

 

 

Non mi riferivo all'aggressività in sè, ma a pulsioni diverse. Se non vuoi capire, non capire :) Sempre che ti riferivi a me, ma mi viene il dubbio per quanto sei poco centrato, nessuno ha parlato di armi nucleari e di aggressività in vasta scala. Si parlava del piacere della lacerazione, e di contro del piacere della vita tranquilla, piacere sensual-psichico non pratico. Voler poi equiparare uomo e animali mi sembra una follia, viste tutte le usanze umane non animali. è ovvio, ma mi tocca dirtelo.

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Rispondevo a Eyemerich, mi pareva ovvio.

 

Voler poi equiparare uomo e animali mi sembra una follia, viste tutte le usanze umane non animali. è ovvio, ma mi tocca dirtelo.

 

Non so bene chi abbia equiparato homo sapiens a qualsivoglia altra specie. Mi parrebbe nessuno.

 

Per il resto, non si può parlare dell'indefinito. O almeno, non ne ho interesse.

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Diciamo che nella mia italia ideale Cuore è lettura scolastica obbligatora per tutte le quarte elementari.

 

Ottimo sistema per farlo odiare di nuovo, in realtà.

 

Che risposta da crapula anarcoide. La scuola non deve farsi amare, non deve divertire.

La scuola non è intrattenimento, è ISTITUZIONE.

Deve FORMARE anche contro la volontà del singolo. Deve formare dei cittadini di uno stato civile con un ordinamento interno.

 

Per capirne il valore, tempo ci sarà nell'età adulta. Il tempo della riconsiderazione arriva per tutti (auspicabilmente).

Altrimenti non esisterebbe scuola dell'obbligo, e ogni scimmia farebbe a modo suo.

 

EINS ZWEI DREI ALLES!!! HEIL! :hitler:

 

E se sei riuscito a schifare me...

Ok sono in ritardo, ma non riesco a capire questa dura presa di posizione.

Il discorso di Shito esemplifica quello che dovrebbe essere l'educazione.

Che non vuol dire che porta ad una società paranazistoide, ma semplicemente a ricercare i pilastri della convivenza civile.

Il fallimento dei modelli educativi (sempre se siano stati mai seguiti) a partire dal 68 in poi, in Italia, sono sotto gli occhi di tutti.

Anche in questo topic, direi.

Saluti Toma

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Che non vuol dire che porta ad una società paranazistoide, ma semplicemente a ricercare i pilastri della convivenza civile.

Il fallimento dei modelli educativi (sempre se siano stati mai seguiti) a partire dal 68 in poi, in Italia, sono sotto gli occhi di tutti.

Anche in questo topic, direi.

Saluti Toma

 

Ma in una società ormai matura e disillusa, che non credeno nella religione perchè sanno che era un solo un sitema per controllare le masse, che sanno grazie ai mezzi di informazione tutto la corruzione e l'indolenza che c'è nel mondo, come fai a convincerli a comortarsi bene quando poi vedono che chi truffa, mente , ruba e lecca il culo fa carriera ?

Non credo neppure che la scuola debba educare un individuo insegnandoli cosa sia giusto o sbagliato ( perchè ci sarebbe il rischio di indottrinamento) che a spiegarli leducazione a quello magari ci penso io che sono genitore dell' alunno .

La scuola dovrebbe darti un istruzione, cioè le basi per imparare un mestiere e stop, magari senza spingerti al suicidio come fanno in Giappone.

Modificato da Zio Sam
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La scuola (sì, anche l'asilo è sempre una scuola) è il primo luogo in cui un bambino impara a stare al mondo insieme agli altri, obbligato a seguire delle determinate regole (sì, i bambini giocano tra loro, in teoria, ma delle regole rigide mica ne seguono). Mi sembra solamente LOGICO che imparino come funziona la società, e quali sono i precetti morali da seguire... ma tutto ciò è venuto meno, per colpa dei genitori che pretendono dalle scuole (e dai nonni) che il loro bambino venga accudito ed educato, per poi non accettare un'educazione diversa da quella che vorrebbero dar loro stessi, ma che non possono dare perchè di giorno lavorano e di sera vanno a divertirsi, oppure lui gioca a PES e lei sta su Facebook.

Il risultato è vedere 'sti bambini al ristorante che si mettono ad urlare "super saiyaaaaan!!" e cominciano a darsele di santa ragione... e GUAI se si prova a dargli una sberla correttiva, ormai è reato! E come badi a una peste al giorno d'oggi, se ti legano le mani tra genitori e leggi fatte da chi questi problemi non li ha?

La scuola una volta FORMAVA il bambino, ok in alcuni casi era indottrinamento, ma da quel giogo ci si può liberare crescendo, e nel frattempo comunque le basi della convivenza sociale sono comunque state apprese... ora, molti ragazzini delle superiori, mi dimostrano fin troppo chiaramente che vivono nel caos più totale, roba da prenderli a mazzate tutti quanti...

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La famiglia ha il compito di formare la persona.

La scuola ha il compito di formare il cittadino.

 

Eppure, era così semplice...

intendi dire che era talmente semplice che infatti ora se ne possono spesso constatare i pessimi risultati?

spero di sì, perchè questo tipo di "modello" non è incentrato nè su persone quali soggetti pensanti nè sul loro percorso di socializzazione: la formazione di un individuo passa in particolare attraverso questa nelle sue diverse fasi (in primis la famiglia, e più nel dettaglio la madre); inoltre non si possono trascurare le numerose complicazioni insite nel sistema/ambiente extra famigliare.

non stiamo parlando di una fredda e semplicistica consegna di istruzioni che avviene da adulto a bambino o di persone-oggetto da affidare ad altri perchè le plasmino secondo determinate procedure predefinite... altrimenti siamo proprio fuori dal mondo.

e sì che proprio evangelion 'ste cose le mette sul piattino per formulare la sua "denuncia".

 

Secondo Miyazaki dovrebbe essere la società con le sue regole a forgiare la personalità di un individuo.

che è quello che per forza di cose avviene, da sempre, nella maggior parte dei casi.

ma forse lui intende un mondo dove con il magico stampino si creano zombie individui la cui personalità e libertà sono sogni, però credono di avere tutti gli stessi poteri e diritti.

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Non so se ho capito bene l'idea di Shito, che mi pare si rifaccia sempre a un inquadramento formale che sia inculcato nei membri della società e garantisca l'ordine e il perfetto funzionamento di questa.

 

Però facendo un raffronto con la mia fidanzata tra nord e sud ( Roma ) abbiam ravvisato tutti e due che roma è molto meglio. E a roma succede esattamente che ognuno fa a sua discrezione, è molto più sciolto l'ambiente. Ed è più bello viverci. Di sopra si soffre l'eccessivo formalismo.

 

Pensavamo che Napoli era ancora più figa :P

Modificato da silent bob
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La scuola non è intrattenimento, è ISTITUZIONE.

Deve FORMARE anche contro la volontà del singolo. Deve formare dei cittadini di uno stato civile con un ordinamento interno.

 

Per capirne il valore, tempo ci sarà nell'età adulta. Il tempo della riconsiderazione arriva per tutti (auspicabilmente).

Altrimenti non esisterebbe scuola dell'obbligo, e ogni scimmia farebbe a modo suo.

 

Mi fai venire in mente i tempi del liceo, in particolare il latino. All'epoca non ho mai amato molto il latino, e ho avuto sovente difficolta'. Ricordo un anno, il secondo, in cui prendevo dei gran 3 e 4, ma poi recuperai nel secondo quadrimestre. Il professore di quell'anno (l'ho cambiato a ogni anno scolastico), mi massacro' particolarmente, e si creo' uno strano rapporto conflittuale, rapporti cordiali fuori dall'aula, scontro epico in aula. Anche in italiano era una battaglia campare, io avevo sa sempre enormi difficolta' con i temi. Comunque, alla fine recuperai e non venni rimandato. L'ultimo anno di liceo partecipai a un concorso interno di critica letteraria, io commentai un estratto da Borges e un secondo di cui ora mi sfugge l'identita', mi piazzai anche bene vincendo un premio. Quell'anno avevo anche avuto un professore che mi aveva "sbloccato" sui temi, e mi ero messo a scrivere dei papiri veri e propri :) Comunque alla festa di fine anno ci fu anche quel famoso professore, che venne da me, complimentandosi per i miei scritti di critica e per i progressi che avevo fatto in quegli anni. Abbiamo continuato a starci sulle palle, ma se sono migliorato, lo devo anche a lui, che non mi ha dato tregua. :)

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Non è un caso che l'educazione scolastica cominici a sei anni.

 

La persona inizia a formarsi da prima. Forse anche prima della nascita. Con le sue inclinazioni, la sua personalità, i suoi gusti. E' la persona.

 

Il 'cittadino' è una sovrastruttura. E' la persona civile, ovvero atta a vivere in un teatro pubblico che è la società civile, appunto. Il teatro dove la persona non è sola, ma è a contatto di convivenza con altre persone.

 

Perché questo possa funzionare, è necessaria una sovrastruttura civile/sociale, che sia *funzionale*. Utile. Non 'giusta' o 'sbagliata', questo non importa.

 

La libertà individuale è eplicata nel privato. Nel pubblico, l'utile sociale.

 

Non mi importa se a me 'piace' o 'meno' dire 'grazie' quando pago un caffé. Non importa a me per primo se mi piaccia o meno. Non posso essere così egocentrico da dare valore alle mie personali inclinazioni nel pubblico esercizio della mia personalità. Dico 'grazie' perché è necessario (utile) che i cittadini (persone civili, in cives) si comportino secondo delle certe regole sociali affinché la società funzioni, possibilmente al meglio. Dentro casa mia il furto potrebbe per paradosso decidersi essere un legittimo modo di conquista del possesso degli oggetti, come tra i masai, e potrei insegnare ai miei figli che rubarsi i giocattoli a vicenda è OK, e il più scaltro verrà premiato. Ma gli insegnerei parimenti che il negozio di giocattoli non è casa loro, e lì non valgono le regole di papà, o peggio del loro individuale capriccio, ma quelle della società in cui si vive.

 

Perché devono essere tutti così presuntuosi, narcisisti e ed egocentrici da legittimare sottobanco il loro anarcoidismo di comodo?

 

E' così tipico di questi tempi. Deve essere l'effetto del benessere diffuso fruito sin dall'infanzia. :(

Modificato da Shito
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La scuola non è intrattenimento, è ISTITUZIONE.

Deve FORMARE anche contro la volontà del singolo. Deve formare dei cittadini di uno stato civile con un ordinamento interno.

 

Per capirne il valore, tempo ci sarà nell'età adulta. Il tempo della riconsiderazione arriva per tutti (auspicabilmente).

Altrimenti non esisterebbe scuola dell'obbligo, e ogni scimmia farebbe a modo suo.

 

Mi fai venire in mente i tempi del liceo, in particolare il latino. All'epoca non ho mai amato molto il latino, e ho avuto sovente difficolta'. Ricordo un anno, il secondo, in cui prendevo dei gran 3 e 4, ma poi recuperai nel secondo quadrimestre. Il professore di quell'anno (l'ho cambiato a ogni anno scolastico), mi massacro' particolarmente, e si creo' uno strano rapporto conflittuale, rapporti cordiali fuori dall'aula, scontro epico in aula. Anche in italiano era una battaglia campare, io avevo sa sempre enormi difficolta' con i temi. Comunque, alla fine recuperai e non venni rimandato. L'ultimo anno di liceo partecipai a un concorso interno di critica letteraria, io commentai un estratto da Borges e un secondo di cui ora mi sfugge l'identita', mi piazzai anche bene vincendo un premio. Quell'anno avevo anche avuto un professore che mi aveva "sbloccato" sui temi, e mi ero messo a scrivere dei papiri veri e propri :) Comunque alla festa di fine anno ci fu anche quel famoso professore, che venne da me, complimentandosi per i miei scritti di critica e per i progressi che avevo fatto in quegli anni. Abbiamo continuato a starci sulle palle, ma se sono migliorato, lo devo anche a lui, che non mi ha dato tregua. :)

 

Mi sa che questo c'entra pochissimo con l'educazione in senso stretto: questa è istruzione, e perdipiù fuori dalla scuola dell'obbligo...

Certo, il ragazzino si cucca alle medie la geografia anche se la odia, ma penso su questo siamo tutti d'accordo.

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  • 2 weeks later...

Bah devono prima passare i Maya e prima dei Maya una pazza che a Mistero prevedeva sconvolgenti avvenimenti per il 28 Ottobre, roba da raggi cosmici, avvento di Galactus, ritorno dei Celestiali e roba del genere

Modificato da Lord Gara
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