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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
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    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
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    • Non so
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    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
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Messaggi raccomandati

3 hours ago, Den-chan said:

Ci sono anche alcuni interventi di Moyoco, che più che parlare del marito, sembra riferirsi al proprio figlio, o 'al suo animaletto'.^^

mah non direi questo su moyoco. lei lo sostiene ed in coraggia a continuare a fare quello che più gli piace, e del resto ammette di assomigliargli per quel che riguarda lo spirito creativo (messa com'è è una necessità vitale che condividono), ma lo sgama subito se racconta palle e non gliele lascia passare. lo rimprovera anche di essere poco chiaro :lolla:

se anche l'altro documentario è su questo tono spero di riuscire a recuperarlo. si tratta cmq di materiale che imo starebbe bene come extra in un'edizione di 3+1... a parte le testimonianze dello staff di realizzazione e dei doppiatori, la storia si articola anche attraverso racconti ed impressioni di moyoco, suzuki, miyazaki, un ichiro itano un po' borioso ed altre comparse (ex compagni di scuola, un maestro scolastico di gioventù, una classe scolastica con la quale ha avuto un incontro e... la yamato, dalla quale è praticamente stato conquistato e di cui conosceva a memoria le battute :pazzianazi:). la troupe di NHK (che si è presa un cazziatone da anno perchè riprendevano quasi solo lui e lui non ne poteva più di dirgli che era uno spreco di tempo :lolla:) è riuscita a creare una descrizione efficace.

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6 minutes ago, Den-chan said:

E l'altro?

Hideaki Anno and Hitoshi Matsumoto fireside chat

cmq non so se abbiamo visto lo stesso documentario, nel senso che professional dura 75 minuti mentre the final challenge of evangelion è la versione estesa di professional e dura 100 minuti (io ho visto la seconda).

 

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Den-chan cosa intendi quando scrivi "la frustrazione dei collaboratori, che si sono trovati agli ordini di uno che non si presentava in studio per diversi giorni di fila, e che fino all'ultimo anno di lavorazione rifaceva da capo parti di sceneggiatura"?

Trattasi di tua speculazione o è cosa certa questa lavorazione, diciamo, estrosa?

Nel caso centra con l'assenza (davvero strana arrivati a questo punto) di Masayuki?

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2 hours ago, Wario P.W. said:

Den-chan cosa intendi quando scrivi "la frustrazione dei collaboratori, che si sono trovati agli ordini di uno che non si presentava in studio per diversi giorni di fila, e che fino all'ultimo anno di lavorazione rifaceva da capo parti di sceneggiatura"?

Trattasi di tua speculazione o è cosa certa questa lavorazione, diciamo, estrosa?

Nel caso centra con l'assenza (davvero strana arrivati a questo punto) di Masayuki?

La frustrazione o se vogliamo disappunto non viene chiaramente espressa, ma a me pare fin troppo evidente in una situazione del genere. Vedi il commento di Tsurumaki nel documentario, che è del tipo "Non possiamo farci niente, se è fatto così!" D'altronde Anno lavora 'a sentimento', cambiando idea continuamente, modificando il metodo di lavoro (vedi l'assenza di Storyboard nel quarto film, sostituito da riprese motion capture -alla ricerca del giusto angolo di ripresa- poi trasformate in 'Storyboard digitali' ecc.), facendo rifare da capo parti completate, presentandosi negli studi solo quando gli andava, apportando modifiche continue alla sceneggiatura. Tutte cose che si vedono nel documentario. Masayuki è assente in questa pellicola, anche come animatore? In alcune scene mi sembrava di riconoscere la sua mano.

 

Modificato da Den-chan
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33 minutes ago, Den-chan said:

La frustrazione o se vogliamo disappunto non viene chiaramente espressa, ma a me pare fin troppo evidente in una situazione del genere. Vedi il commento di Tsurumaki nel documentario, che è del tipo "Non possiamo farci niente, se è fatto così!" D'altronde Anno lavora 'a sentimento', cambiando idea continuamente, modificando il metodo di lavoro (vedi l'assenza di Storyboard nel quarto film, sostituito da riprese motion capture -alla ricerca del giusto angolo di ripresa- poi trasformate in 'Storyboard digitali' ecc.), facendo rifare da capo parti completate, presentandosi negli studi solo quando gli andava, apportando modifiche continue alla sceneggiatura. Tutte cose che si vedono nel documentario. Masayuki è assente in questa pellicola, anche come animatore? In alcune scene mi sembrava di riconoscere la sua mano.

La sensazione, per parafrasare una felice espressione non mia, è quella di "un reuccio triste". :-(

Considerando la panza e l'età, mi viene in mente un certo reuccio strabico (invaghito di una pastorella e che dal suo castello sparava a un uccello), a cui dobbiamo essenzialmente l'esistenza degli "anime" per come li conosciamo. :-)

In effetti la mentalità "otaku" esisteva da prima della modernità giapponese essa tutta. È solo un culo-di-sacco della psiche umana, ed la sensazione è la stessa alla Domus Aurea o Herrenchiemsee. O nel castello della Bella Addormentata, infatti. E infatti, i conti tornano sin troppo bene. Che noia. Che fiacca. Che schifo. :-/

1610443694137270223.jpg

(sono honmono)

Modificato da Shito
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Den-chan, grazie per questa tuo prezioso ragguaglio. Non avendo seguito il corollario realizzativo del Rebuild mi ero perso documentari e dichiarazioni dette "tra i denti".

Che altro aggiungere?

Che questo disastroso modo di lavorare di Anno si vede TUTTO in questo quarto film.

Il tutto sommato al chiaro sentore che ormai il nostro è un autore in evidentissima difficoltà.

 

Ora però son proprio curioso di chiarire il perché Masayuki s'è defilato al fotofinish dopo aver messo mano a Eva fin dagli albori (in scene tra l'altro cruciali).

Qualcuno qui può far luce su 'sta cosa magari spulciando materiale in lingua? Grazie.

Se si scoprisse che ha lasciato dopo aver visto il casino in corso, avrebbe la mia massima stima (per quel che può valere).

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è interessante constatare che alcuni continuano a stracciare la rebuild per motivi nostalgici ed emozionali propri, rifiutandosi di accettare che con essa non si parla delle loro emozioni, della loro persona, della loro visione del mondo. in questo c'è anche un certo risvolto comico perchè, se si parla di cosa ha prodotto anno, le sue opere precedenti con zampino autoriale non sono affatto diverse. alcune reazioni sembrano davvero quelle di bambini ai quali si è rotto un giocattolo che contemplavano in adorazione o del quale il produttore ha fatto uscire una v2 nettamente superiore alla v1.

1 minute ago, Wario P.W. said:

Che questo disastroso modo di lavorare di Anno si vede TUTTO in questo quarto film.

Il tutto sommato al chiaro sentore che ormai il nostro è un autore in evidentissima difficoltà.

per l'appunto, questo metodo lo ha sempre avuto (vedasi anche come dirige i doppiaggi) e non dovrebbe sorprendere essendo anno, su questo aspetto, ancora uguale al sè stesso di sempre: vita, hobby e lavoro sono una cosa unica; è altro quello che forse è cambiato davvero nella sua vita. ad aggravare la situazione di 3+1 non è stata la mancanza di idee (anzi, è l'esatto opposto); la complicazione maggiore risiedeva nel non riuscire ad esprimerle o rappresentarle nel modo più efficacemente possibile vicino al sentimento dell'autore, il quale peraltro non voleva essere banale nel raccontare/si.

collegato a questo c'è un passaggio breve ma importante del già menzionato documentario e riguarda il suo voler delegare ad altri lo svolgimento di molte mansioni. del resto lui è il chief director. tuttavia queste persone delegate non potevano capire esattamente, e trasporlo in animazione, cosa c'era nella sua testa perchè lui non sa esprimersi lucidamente e dopo un numero spropositato di prove, complici anche le deadline, più volte anno comprendeva che doveva prendere delle decisioni ed intervenire personalmente per sbloccare la situazione. è sempre stato lui il salvatore di sè stesso:whistle:

lo staff è sempre stato consapevole di questa situazione e ha voluto tenere botta fino alla fine.

risultato: anno ha letteralmente fatto piangere TUTTI dentro a khara e perfino i doppiatori. ma erano felici.

alla fine quello che resta è che non si parla del tipico bradipo che se la prende comoda e ad un certo punto tira fuori la ridicola supercazzola del perfezionismo.

relativamente alla difficoltà, non è detto. questo evangelion era un progetto molto particolare, personale ed emotivo; a testimonianza di ciò, in mezzo ai film della rebuild c'è stato anche shin godzilla e vale la pena ricordare che nel giro di appena due anni usciranno sia shin ultraman che shin kamen rider. certo non progetti totalmente suoi, ma ci mette lo zampino e quindi...

quanto a masayuki in 3+1:

Evangelion: 3.0+1.0: Thrice Upon A Time (movie) : Action Part Virtual Cameraman, Image Board, Key Animation, Previs Virtual Cameraman, Screen Assistant (underwater animation), Storyboard Draft

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42 minutes ago, Roger said:

è interessante constatare che alcuni continuano a stracciare la rebuild per motivi nostalgici ed emozionali propri, rifiutandosi di accettare che con essa non si parla delle loro emozioni, della loro persona, della loro visione del mondo. in questo c'è anche un certo risvolto comico perchè, se si parla di cosa ha prodotto anno, le sue opere precedenti con zampino autoriale non sono affatto diverse. alcune reazioni sembrano davvero quelle di bambini ai quali si è rotto un giocattolo che contemplavano in adorazione o del quale il produttore ha fatto uscire una v2 nettamente superiore alla v1.

Credo che qui tu abbia totalmente ragione. Senza parlare di una cosa realmente insignificante come "si chiamano Angeli1111!" e i vari imprinting (pfff) del pubblico locale su un'edizione localizzata (pfff), credo sia molto vero che talune persone non solo si sono molto appassionate dell'opera originale, ma sembrano avere attuato con l'opera e i suoi personaggi una sorta di identificazione proiettiva di tipo riparatorio e/o sublimativo delle proprie latenze e conflitti irrisolti. Ho voluto usare un lemmario freudiano classico in ossequio alla materia di cui si dice (Eva), e potrei ora dire degli inneschi di formazioni reattive e fattori di conversione che ne determinano in taluni soggetti sino ai più morbosi e deteriori (nevrotici, spero non persino psicotici) effetti, ma essenzialmente la dinamica è quella che hai sottolineato tu. Il risultato è che questo tipo di persone invece di pensare a "Eva" come all'opera del suo e dei suoi autori, per a "Eva" come "il mio Eva". Il che è morboso, certo.

Forse era inevitabile che un'opera fatta con quel genere di intento creativo (autoterapico) e quel genere di contenuto messo in scena funzionasse da magnete per un pubblico con affini disturbi. Una sorta di regola di attrazione per affinità elettive, per usare le parole (temo tradotte male) di Göthe.

Modificato da Shito
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Roger, se ti stai riferendo (anche) al sottoscritto ti dico che hai sbagliato bersaglio.
Sinceramente.

Poi, il cinema (d’animazione, dal vivo, ibrido, pure quello più low budget e amatoriale) è opera collettiva dove se il generale è pazzo (o si comporta come tale) tutta la struttura ne risente.
Ecco, pur conoscendo il solito modo di agire di Anno mi pare che questa volta si sia deragliato notevolmente.

Eva è sempre stata opera slabbrata e decentrata ma a mio avviso Anno era riuscito a portare a casa risultati ben più lusinghieri in passato.
Forse era semplicemente più ispirato… 
Lui o chi per esso.

 

Su Masayuki vedo che si è ritagliato ruoli ben marginali rispetto alla sua solita co-regia.

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12 minutes ago, Shito said:

Ho voluto usare n lemmario freudiano classico in ossequio alla materia di cui si dice (Eva), e potrei ora dire degli inneschi di formazioni reattive e fattori di conversione che ne determinano in taluni soggetti sino ai più morbosi e deteriori (nevrotici, spero non persino psicotici) effetti

da anni si potrebbe pure fare a meno di questa continua psicanalisi puramente accessoria, demodè, sovrastrutturale, forzata, alienante e deviante. il problema è sempre stato quello di un padre che non voleva ammettere la propria debolezza e, autopunendosi, la ha trasferita ad un figlio insieme ad un numero indefinito di insicurezze che lo hanno "formato".

vero è che anno ha parlato di complesso di edipo in riferimento ad evangelion, ma come questa TEORIA elaborata da freud (ed in seguito rielaborata da lui stesso o estesa da altri) è in fin dei conti una TEORIA che in ambito accademico è da decenni sostanzialmente riconosciuta come una semplificazione traballante di un'eventuale realtà, altrettanro lo è anche la visione PERSONALE che ne ha anno. pertanto anno può tranquillamente affermare di aver voluto inserire ed esprimere questo concetto teorico ma nella pratica non sapeva di cosa si trattava (e tuttora nessuno lo sa con certezza non essendoci dimostrazione concreta e soprattutto univoca a supporto di suddetta teoria).

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basta così:

@shito: ti è proibito scrivere in questo topic fino a che non avrai visto i 4 film della rebuild.

forse se ho voglio più tardi ripulisco tutto, se volete tenerlo copincollate e postatelo nella sezione seghe mentali, perchè io cancellerò e basta.

  • Grazie! 1
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19 minutes ago, Wario P.W. said:

Poi, il cinema (d’animazione, dal vivo, ibrido, pure quello più low budget e amatoriale) è opera collettiva dove se il generale è pazzo (o si comporta come tale) tutta la struttura ne risente.
Ecco, pur conoscendo il solito modo di agire di Anno mi pare che questa volta si sia deragliato notevolmente.

Eva è sempre stata opera slabbrata e decentrata ma a mio avviso Anno era riuscito a portare a casa risultati ben più lusinghieri in passato.
Forse era semplicemente più ispirato… 

quel che sto cercando di dirti, prendendo ora in prestito le tue parole, è che qui non c'è un generale pazzo.

anno è ancora un disadattato perchè non può scrollarsi di dosso tutto quello che c'è di negativo che lo ha formato negli anni. risente ancora del suo non sapersi relazionare entro i limiti dell'accettabilità. in più è testardo e fin dall'inizio ha voluto che la rebuild rappresentasse il massimo che può fare. c'è una scena imo molto indicativa del suo modus operandi e nel contempo tragicomica ma anche un po' epica (sempre nel documentario) nella quale anno va a vedere come è stato realizzato un enorme plastico cittadino che aveva commissionato: case, palazzi, binari ferroviari e treni, pali della luce, vie larghe e strette... insomma una rappresentazione 3D di quegli scorci urbani lì che alla fine erano memorabili nel primo eva e che ha voluto riproporre. a parte la motivazione di quel plastico, ossia che per sua stessa ammissione ha bisogno di una rappresentazione fisica delle cose perchè a mente non può fare tutto, i costruttori pensavano di aver posizionato tutti i pezzi secondo le indicazioni da lui fornite. ma nemmeno per sogno... dopo vari tentativi e relativi ringraziamenti per gli (inutili) aggiustamenti, anno si toglie le scarpe, sale sul plastico ed inizia a sistemarlo come vuole lui. qui però entra in scena proprio la sua indecisione: megli ocosì o colà?

il film risente appunto di questa mentalità del voler dare assolutamente il massimo altrimenti non se ne parla proprio. poi non è che arriva l'illuminazione, ma la gratificazione personale ricercata fin dall'inizio. non è mai un arrendersi o un "vabè basta lasciamo così perchè sono stufo".

quanto a coerenza della rebuild, beh intendiamoci.

c'è la coerenza della storia sci-fi, ossia l'elemento superficiale, e su questo sono d'accordo che alcuni aspetti sono lacunosi.

poi però c'è la coerenza sentimentale (autobiografia, metanarrazione, opinione personale del mondo... chiamala come vuoi) e questa va bene così, che si sia d'accordo o no. anno ha quell'opinione, quei sentimenti, quelle emozioni, quelle motivazioni e nessuno può cambiargelieli perchè sono parte della *sua* vita. personalmente ritengo abbia ottenuto un lavoro migliore che in passato perchè ha trovato una possibile soluzione/conclusione alla quest che lo soffocava; prima era molto più confusionario e pure indeciso (se la giocava in loop tra la negazione e lo stallo; qui è stato proattivo)

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Sto vedendo Evangelion Rebuild 3.33 in italiano (non potendolo seguire per bene), ma ho lasciato attivi i sub eng(avevo iniziato la visione in Jap). 

Ci sono certi momenti in cui non so se credere all'italiano o ai sub ^^". 

Mannaggia a me che non ho rivisto la versione UTW. 

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L'ultimo post di Shito (my 2 cents: io ho visto tutti i film, e non mi pare che abbia scritto chissà quali castronerie, dato che si è concentrato principalmente sui contenuti) mi ha fatto riflettere. Io sono indubbiamente uno di quelli che si 'proietta' in Eva e in Anno, fin dai tempi delle VHS (tra l'altro all'epoca mi sono spoilerato l'impossibile sulle riviste, e questo mi ha permesso forse di concentrarmi sui dettagli/contenuti una volta giunto alla effettiva visione degli episodi), quando avevo meno della metà dei miei attuali anni. Questo ha sicuramente contribuito a renderlo l'anime 'della mia vita', diciamo, anche se ho sempre cercato di essere obiettivo, riconoscendone i tanti difetti (soprattutto a livello narrativo) e senza volerlo elevare a vette che imho non raggiunge (Anno non è Takahata, per dirne una). Al di là dei miei personali 'conflitti irrisolti', sui quali preferisco sorvolare, credo che il contenuto di Eva sia in ogni caso importante. Qualche giorno fa ho scritto che a livello di tematiche/contenuti il Rebuild in qualche modo 'completa' l'opera originale, ma a ben vedere il finale è concettualmente lo stesso della serie TV. Mentre End of Eva lo ripercorreva con maggiore consistenza narrativa e con l'aggiunta della discomunicazione autore/pubblico (amo The wall). Quindi per me Eva anni '90 sarà sempre e comunque superiore, oltre ad essere 'fondativo' e non dipendente da un'opera precedente, cosa che non può dirsi per il Rebuild, il quale ha comunque il merito di rappresentare, almeno con la sua conclusione, la crescita (imho parziale) del suo autore. Per quanto riguarda elementi presenti nell'opera come il complesso di Edipo ecc. personalmente li vedo anch'io, e non è che debbano per forza essere sviscerati e approfonditi in maniera 'da esperto' per essere effettivi (fermo restando che finché non ci sono dichiarazioni 'ufficiali' o rese esplicite nella narrazione -come in taluni casi è capitato- si resta nel campo delle speculazioni). Per fare un esempio, nell'ep 16 della serie Anno ha citato 'La malattia mortale' fin dal titolo, ma lui stesso ha ammesso che non sarebbe in grado di citare nemmeno una frase dal libro!^^

Ah, ho poi visto il film in italiano. Doppiaggio sulla falsariga dei precedenti film. Anche se ci sono voci troppo invecchiate, recitazioni sovraenfatiche o cannate proprio. Poi ho notato un probabile scambio di frasi tra due personaggi in una inquadratura in campo lungo, un paio di traduzioni errate e Shinji dà del tu alla 'Signorina Misato' (che dice una volta RitsuTo^^). Insomma, un lavoro nella media, proprio.;D

Modificato da Den-chan
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Odio ri-citarmi e ripetermi, specie quando per farlo devo recuperare una mia cit di una cit di 7 anni fa:

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Il 22/7/2014 Alle 20:11, El Barto ha scritto:

«Questi ultimi anni dell’era postmoderna mi sono sembrati un po’ come quando sei alle superiori e i tuoi genitori partono e tu organizzi una festa. Chiami tutti i tuoi amici e metti su questo selvaggio, disgustoso, favoloso party, e per un po’ va benissimo, è sfrenato e liberatorio, l’autorità parentale se ne è andata, è spodestata, il gatto è via e i topi gozzovigliano nel dionisiaco.

Ma poi il tempo passa e il party si fa sempre più chiassoso, e le droghe finiscono, e nessuno ha soldi per comprarne altre, e le cose cominciano a rompersi o rovesciarsi, e ci sono bruciature di sigaretta sul sofà, e tu sei il padrone di casa, è anche casa tua, così, pian piano, cominci a desiderare che i tuoi genitori tornino e ristabiliscano un po’ di ordine, cazzo… Non è una similitudine perfetta, ma è come mi sento, è come sento la mia generazione di scrittori e intellettuali o qualunque cosa siano, sento che sono le tre del mattino e il sofà è bruciacchiato e qualcuno ha vomitato nel portaombrelli e noi vorremmo che la baldoria finisse.

L’opera di parricidio compiuta dai fondatori del postmoderno è stata importante, ma il parricidio genera orfani, e nessuna baldoria può compensare il fatto che gli scrittori della mia età sono stati orfani letterari negli anni della loro formazione. Stiamo sperando che i genitori tornino, e chiaramente questa voglia ci mette a disagio, voglio dire: c’è qualcosa che non va in noi? Cosa siamo, delle mezze seghe? Non sarà che abbiamo bisogno di autorità e paletti? E poi arriva il disagio più acuto, quando lentamente ci rendiamo conto che in realtà i genitori non torneranno più – e che noi dovremo essere i genitori.»

- Intervista allo scrittore David Foster Wallace, 1993

 

Questo film non è solo Shinji, è molto più corale. E anzi, oserei dire che alla luce del finale, diventa piuttosto un'opera, e quindi una saga, sull'essere genitori. E non solo per Gendo. Toji, Kensuke, Kaji e Misato interpretano, ciascuno a suo modo, ognuno con un proprio livello di complessità e minutaggio, quel ruolo. E ognuno di essi, per quanto non siano mai il centro dell'intreccio, adempie al proprio codice, fino alla fine. E diventano,  a loro modo, dei... modelli? che nell'originale semplicemente *non c'erano* e che fanno da contraltare all'anti?modello di Gendo.

Vogliamo dire che forse il film doveva essere più *questo* e meno interminabili battaglie fracassone? Ce sta, ma mecojoni se così non si completa Eva!

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8 minuti fa, Shuji ha scritto:

Quanto dev'essere figo scrivere qualcosa in cui saranno poi i lettori a distanza anche di decenni a spiegare che fosse.......

No’ gò mia càpio sai, ma in compenso mi sono flashato gli archeologi dell'internette del 2121 che cercano de fare l'esegesi dei topic su NGE de sto forum, compito non facilitato da quando gli anime sono stati vietati in tutto il globo terracqueo dopo il famoso "Waifu Incident" del 13 settembre 2049.

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3 hours ago, El Barto said:

No’ gò mia càpio sai

Per fare un paragone, presente che Jobs ha venduto l'IPad lasciando agli utenti il compito di capire a cosa servisse? (prima esisteva il concetto di killer application per un prodotto, ma e' un concetto oramai in disuso). Ecco, il fatto che dopo tot anni si continui a leggere significati di Evangelion, significa soltanto una cosa.

Che se Anno avesse fatto l'IPad avrebbe fatto piu' soldi pure che con Evangelion.

  • LOL 2
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18 hours ago, El Barto said:

Odio ri-citarmi e ripetermi, specie quando per farlo devo recuperare una mia cit di una cit di 7 anni fa:

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Questo film non è solo Shinji, è molto più corale. E anzi, oserei dire che alla luce del finale, diventa piuttosto un'opera, e quindi una saga, sull'essere genitori. E non solo per Gendo. Toji, Kensuke, Kaji e Misato interpretano, ciascuno a suo modo, ognuno con un proprio livello di complessità e minutaggio, quel ruolo. E ognuno di essi, per quanto non siano mai il centro dell'intreccio, adempie al proprio codice, fino alla fine. E diventano,  a loro modo, dei... modelli? che nell'originale semplicemente *non c'erano* e che fanno da contraltare all'anti?modello di Gendo.

Vogliamo dire che forse il film doveva essere più *questo* e meno interminabili battaglie fracassone? Ce sta, ma mecojoni se così non si completa Eva!

Diciamo che si arricchisce, si aggiorna quel contenuto (e per fortuna!). Oltre che con l'importante elemento da te sottolineato, anche con una maggiore comprensione tra i personaggi, che arrivano a comunicare tra loro, a 'toccarsi' (anche letteralmente, e vedi i contatti tra le mani, gli abbracci ecc.) come non succedeva nella serie originale, dove spesso essi non si guardavano manco in faccia quando parlavano. Il discorso della 'crescita' invece era già tutto nel finale televisivo (meno in EoE), anch'esso qui arricchito/favorito dalla presenza di un compagno/a.

Modificato da Den-chan
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