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"Top wo Nerae!" Gunbuster è un capolavoro?


  

28 utenti hanno votato

  1. 1. Toppu wo nerae! Gunbuster è un capolavoro?

    • Si
    • No.
    • Macchemmenefrega?
    • Gunbuster e' bello, ma Diebuster è pure meglio!
    • Io sono la gomma, tu la colla
    • Questo poll è andato a puttane, che cazzo rispondo a fare?


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reikachang28bubblegumcrz.jpg

 

 

perchè quest'immagine? :pazzia:

 

@Ryogo: comunque se non piace non piace eh, nulla da ridire in quel senso. Diciamo che a volte mi è sembrato odiato giusto perché no Mikimoto o cose così, quando c'era molto altro dentro, riguardo Gunbuster e non solo. Il suo status di tributo al tributo è innegabile, ma nel farlo credo abbia mostrato anche tante belle cose. Intervenivo in questo senso, se poi avrai effettivamente voglia di dargli una seconda chance sarò curioso di leggere i tuoi commenti.

 

ma dici a me? :ph34r:

 

va bene, tuttavia diebuster esiste in funzione di gunbuster. ha una sua autonomia ma è sempre subordinata. è come se qualunque cosa vedessi, beh avesse sopra un marchio altrui.

 

In Diebuster c'è un forte parallello con il mondo degli idol. Ragazzini e ragazzine che vengono sfruttati fino all'osso e che poi vengono gettati quando diventano troppo vecchi per interessare ai fan.

Forse ora in Italia c'è qualcosa di simile con Amici, ma non seguo per niente questo tipo di programmi. Il punto è che a Tsurumaki questa cosa stava a cuore. Ma se noi italiani non siamo in grado di decifrare il suo messaggio causa mancanze culturali, avremo sempre una visione parziale dell'opera.

E forse la vera colpa di Diebuster è questa, di essere troppo settoriale. Mentre Gunbuster aveva un respiro più internazionale. O meglio, te lo potevi godere senza sapere nulla del Giappone e tutto il resto.

 

tuttavia forse quella storia degli idol, per qualche ragione, poteva avere presa su un particolare pubblico giapponese (non saprei quale, ma insostanza: molto giovane? ingenuo? chiuso in sè e in un mondo fantastico? altro?)... ma che fosse un prezzo che deve pagare chi appartiene a quell'ambiente, in quelle circostanze, dovrebbe essere cosa risaputa, che ormai non scuote le coscienze.

cmq se non ricordo male fosti proprio tu anni fa a far notare la questione degli idol, in una qualche discussione ormai sepellita altrove. prima di ciò non avevo colto la metafora però, anche dopo, a me diebuster non ha lasciato tanto quanto gunbuster. bò, sarà anche per via di quella frase in grassetto...

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Io credo che ci sia dietro una disaffezione generale verso l'animazione seriale, non trovo altre spiegazioni.

Già, a cosa è dovuto tale disinteresse ?

Al fatto che alle nuove generazioni non frega più dell' animazione in sè, o al fatto che la politica ssurda di realizzare sempre più anime stupidi e inutili, buoni solo per farsi i rasponi, saturando il mercato e portando alla lunga stanchezza e disaffezione tra il grande pubblico ?

Non che l'animazione jap non sia mai stata in crisi in passato, anzi: solo che ogni volta saltava fuori qualche anime che spaccava di brutto e riportava gli anime di "moda" tra la gente.

Si pensi ai casi Mazinga Z, , Eva, Pokemon ecc..

Oggi però di serie simili , capaci di trascinare l'intero settore con il loro successo non se ne vedono più da tanto, troppo tempo.

E tempo che non si vedranno mai più.

Modificato da Zio Sam
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cmq se non ricordo male fosti proprio tu anni fa a far notare la questione degli idol, in una qualche discussione ormai sepellita altrove.

 

Una discussione finita poi in niente. Come succederà con questa.

 

prima di ciò non avevo colto la metafora però, anche dopo, a me diebuster non ha lasciato tanto quanto gunbuster. bò, sarà anche per via di quella frase in grassetto...

 

E' brutto, ma te la metto così: gli otaku di prima generazione guardavano a tutto il mondo, per cui nelle loro opere non ci sono solo riflessioni sul Giappone. Perchè erano appassionati di tutto quello che era fantastico, indipendentemente dalla loro origine.

Per cui guardandole ci si ritrova, anche se magari non si capisce il 100% del sottotesto (e nemmeno ci si accorge di non averlo capito).

Poi sai come sono andate le cose.

 

Già, a cosa è dovuto tale disinteresse ?

Al fatto che alle nuove generazioni non frega più dell' animazione in sè, o al fatto che la politica ssurda di realizzare sempre più anime stupidi e inutili, buoni solo per farsi i rasponi, saturando il mercato e portando alla lunga stanchezza e disaffezione tra il grande pubblico ?

 

Io in realtà penso proprio alla prima, cioè che i giovani di oggi abbiano altri interessi e basta. Perchè gli anime buoni per farsi i rasponi sono stati una conseguenza, non una causa. Dato che il pubblico diminuiva, per continuare a fare soldi ci si è rifugiati nella nicchia pagante.

Cmq ripeto, quest'anno hanno realizzato Uchu Kyodai in animazione. E scusa se è poco. Certo, un seinen trasmesso alle 7 della domenica mattina può sollevare qualche dubbio...

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Mea culpa su Abenobashi, e per la confusione del nick, Roger! Chiedo scusa, in realtà io distinguo i nick solo in base alle iniziali /me fugge

 

Comunque Garion, in effetti la questione ha buone probabilità di essere più complessa di come la pongo io. Credo sia scontato, ma tutto quello che dico è a titolo personale, e non sono un filologo di animazione. L'ho amata, spesso, il che è qualcosa. Per il resto cerco di contribuire con le conoscenze e le esperienze che ho. Per che direzione precisa sia passata la ghettizzazione dell'animazione in Giappone, nel momento in cui poni un dubbio di quel tipo, non è che io lo sappia dire. Propendo più per una via che parta dal disprezzo sociale perché beh, in quel senso è avvenuto molto, e non riesco a vedere oggigiorno un disprezzo che non sia un po' artefatto, più richiesto che sentito. Ovviamente se poniamo il dubbio, servirebbero sia sondaggi d'opinioni molto più affrondite che un controllo sistematico di dante che richiederebbe tempo, e non intendo qualche ora da buttare, ma credo tranquillamente mesi. Magari un giorno sarà la tesi di dottorato di qualcuno, mi sembra abbastanza florido come ambito.

 

Se Dragon Ball in altri tempi facevi il 30% sicuramente c'è una via che porta a dire che oggi semplicemente piaccia di meno. Ma tutta la fase in cui il disprezzo sociale verso il settore si è acuito in modo estremamente innaturale - come spesso detto qui, non si riscontra lo stesso atteggiamento verso nessun altro medium di cultura popolare - non credo possa non aver influito, e di mio sono molto convinto che abbia avuto un gran ruolo nell'impedire lo sviluppo di un pubblico generalista, che adesso se vai a vedere esiste ma si nasconde dietro il "che nostalgia!"

 

Poi magari la cosa sarebbe andata comunque scemando, ma non credo che in un lasso di tempo così breve sia possibile un cambio tanto marcato dei gusti, senza una causa artificiale.

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Già, a cosa è dovuto tale disinteresse ?

Al fatto che alle nuove generazioni non frega più dell' animazione in sè, o al fatto che la politica ssurda di realizzare sempre più anime stupidi e inutili, buoni solo per farsi i rasponi, saturando il mercato e portando alla lunga stanchezza e disaffezione tra il grande pubblico ?

Io in realtà penso proprio alla prima, cioè che i giovani di oggi abbiano altri interessi e basta. Perchè gli anime buoni per farsi i rasponi sono stati una conseguenza, non una causa.

Se dico che per l'animazione jap di qualità bisogna guardare al cinema, dico cosa giusta o ho sgarrato? Modificato da Luis Lopez
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@Zenone

Mi confondi con qualcun altro, mi sa.

E ora voglio tutta la colonna sonora di tutti i Dragon Quest suonata in Madre Russia!

 

Ah... siete ancora a parlare delle ganguro? Erano roba di 10 anni fa, SuperGals, Lain e toh, Nana (ma solo la sorella di Hachi, probabilmente in ritardo con gli usi di Tokyo).

Ieri ho visto un documentario si Rai Scuola sulla moda giapponese, tra divise scolastiche, office ladies, Harajuku, Visual Kei, Gothic Lolita (e visita al Mangarake con la commessa in cosplay da Lacus Clyne che mostrava gli hentai loli), truzzaggini varie e altra roba... Ok, ora so che esistono i Garo e che si fanno le lampade anche loro, ma giuro che per il resto mi puzzava di vecchio, come documentario. Ed era del 2008/2009, vedendo il live di quella band Visual.

A Shibuya le mode cambiano ogni 3 mesi e stiamo a parlare di atteggiamenti già sorpassati come ganguro, ganjiro e altro? E se vengono mal visti gli otaku, com'è che le tipe decora con in mano il mega peluche di My Melody sono socialmente accettate?

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Perchè quest'immagine? :pazzia:

 

Eh, il settimo di Bubblegum Crisis, con la popstar giustiziera della notte ;D Te l'ho detto, Zenone che parlava di "musica sovietica" in questo thread m'ha stimolato prima l'immagine di Jung Freud che canta e da lì deliri ancor peggiori :)

 

Io di mio posso fare notare che Fuji tv ha spostato ormai da qualche anno la trasmissione di One pIece dal pomeriggio dalle 18.30 (la fascia d'oro degli anime) alla domenica mattina, lamentando un calo di ascolti. E il motivo del calo? Secondo loro, la diminuzione demografica. I giapponesi non mettono più al mondo tanti bambini come una volta!

Cmq stiamo parlando di One Piece, il manga più venduto della storia giapponese. Negli anni '80 Dragon Ball faceva quasi il 30% di share e in classifica era superato solo da Sazae-san.

 

Domanda: calo percentuale, o assoluto? Cioè, non guardano proprio più la TV o guardano altro?

 

la questione otaku in Gunbuster non penso sia stata messa lì per convincere nessuno di niente. Penso che fosse una cosa che provava Anno, o Okada, e che è stata inserita perchè Gunbuster è nata dalle loro menti. I buoni narratori parlano sempre di se stessi, in un modo o nell'altro.

Ah, vabbè, in questi termini sembra probabile pure a me. Che facesse parte del loro vissuto e in qualche modo dunque saltasse fuori in quello che facevano, OK, è plausibile. Non credo ci fosse grande premeditazione, però. Non in Top wo nerae, almeno.

 

In Diebuster c'è un forte parallello con il mondo degli idol. Ragazzini e ragazzine che vengono sfruttati fino all'osso e che poi vengono gettati quando diventano troppo vecchi per interessare ai fan.

Forse ora in Italia c'è qualcosa di simile con Amici, ma non seguo per niente questo tipo di programmi.

Mi è capitato di vedere per caso una puntata di Non è la Rai un po' di tempo fa. Direi che non c'era quasi differenza, lì.

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Se Dragon Ball in altri tempi facevi il 30% sicuramente c'è una via che porta a dire che oggi semplicemente piaccia di meno. Ma tutta la fase in cui il disprezzo sociale verso il settore si è acuito in modo estremamente innaturale - come spesso detto qui, non si riscontra lo stesso atteggiamento verso nessun altro medium di cultura popolare - non credo possa non aver influito, e di mio sono molto convinto che abbia avuto un gran ruolo nell'impedire lo sviluppo di un pubblico generalista, che adesso se vai a vedere esiste ma si nasconde dietro il "che nostalgia!"

 

Il tuo ragionamento mi pare molto logico, se guardare anime viene visto male socialmente questo non invoglia certo a guardarli, e non solo per quanto riguarda gli adulti ma pure tra i bambini che dagli adulti vengono influenzati e quindi arriva il calo generalizzato

 

Però cime dicevi alcuni post fa IMHO bisognerebbe avere delle informazioni un po' più "fresche" perché come si dice "i tempi cambiano" un tempo negli USA il rock era musica del diavolo... ma senza andar lontano guardarndoci intorno la stessa società italiana non è cambiata moltissimo nel corse dei decenni? quindi perché non dovrebbe essere cambiata anche quella giapponese? l'episodio del serial killer sicuramente deve aver avuto un grosso peso nel modo in cui venivano visti gli otaku ma in genere queste "campagne mediatiche" hanno un inizio, salgono verso un picco e poi pian piano sciamano e nessuno se le fila più... e poi c'è sempre il fattore "vizi privati pubbliche virtù" una cosa è quello che si dice magari davanti a una telecamera, magari ci si uniforma alla massa per non apparire diverso, un'altra quella che si pensa davvero a casa propria

 

Sailor Moon era dei primi anni '90 ne son passati altri 20... difficile credere non sia cambiato nulla

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E se vengono mal visti gli otaku, com'è che le tipe decora con in mano il mega peluche di My Melody sono socialmente accettate?

 

Quando nel 2002 abitai a Tokyo per un po', alla tv vidi un programma che ridicolizzava le ko-gal (all'epoca al massimo della moda) chiamandole o-gal, che potremmo tradurre come... mmh... le lercie. Nel senso proprio di sporche perchè non si lavano. D'altronde mettevano il miele sui cetrioli perchè dicevano che così sapeva di melone :°_°:

 

 

Domanda: calo percentuale, o assoluto? Cioè, non guardano proprio più la TV o guardano altro?

 

Non guardano altro. Credo che passino quelle ore sui videogiochi, ad esempio.

 

OK, è plausibile. Non credo ci fosse grande premeditazione, però. Non in Top wo nerae, almeno.

 

Premeditazione c'era, nel senso che sapevano quello che stavano facendo. Gunbuster era un caos creativo controllato, cioè tutto quello che ci è finito dentro è stato messo con consapevolezza. Però quello non è il senso ultimo della storia, ma una delle chiavi di lettura, non meno importanti delle altre. Mi sembra bello conoscere anche questa, in modo da poter giudicare Gunbuster nel suo vero complesso. Se prima avevi 5 modi per intendere la storia, ora ne hai 6 e convivono assieme.

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D'altronde mettevano il miele sui cetrioli perchè dicevano che così sapeva di melone :°_°:

 

 

Sembra sensato, sono cocurbitacae. In inglese il cetriolo è 'cocumber', no? Se assaggi la 'scorza' di un cocomero (anguria), sai di cetriolo. Quindi ci sta che con del miele un cetriolo assomigli a una cantalupa, per dire. ^^

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Io in realtà penso proprio alla prima, cioè che i giovani di oggi abbiano altri interessi e basta. Perchè gli anime buoni per farsi i rasponi sono stati una conseguenza, non una causa. Dato che il pubblico diminuiva, per continuare a fare soldi ci si è rifugiati nella nicchia pagante.

Cmq ripeto, quest'anno hanno realizzato Uchu Kyodai in animazione. E scusa se è poco. Certo, un seinen trasmesso alle 7 della domenica mattina può sollevare qualche dubbio...

In parte hai ragione, ma io ho sempre visto la crisi degli anime come una sorta di malato immaginario: tutti a dire che gli anime non piacciono più, che i tempi sono cambiati ecc... ma basta che ti esce il titolo giusto e la situazione si ribalta.

Anche negli anni 90 si riteneva che l'animazione stava colando a picco, poi è arrivato Eva che col suo successo ha scatenato isterismi per anime che si credeva fossero morti e sepolti con i fenomeni di Yamato e Gundam.

Così come per la crisi dei manga il problema degli anime è che non ci sono più bravi sceneggiatori.

Perchè quelli odierni sono tutti otaku che hanno passato la vita a guardare/leggere manga e anime e a giocare ai vg col risultato di creare sterili copie dei successi passati.

E in mezzo a tanta cacca ecchi, serie come Uchu Kyodai passano inosservate.

A meno che non arrivi un nuovo Yamato/Gundam/Eva, l'animazione jap sparirà entro 10 anni.

E mi tengo largo.

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Così come per la crisi dei manga il problema degli anime è che non ci sono più bravi sceneggiatori.

 

In realtà di manga notevoli secondo me ce ne sono eccome. Solo che certi seinen con la trama azzeccata hanno trovato uno sbocco in live action più che in anime (penso a Liar Game e Team Medical Dragon).

 

Perchè quelli odierni sono tutti otaku che hanno passato la vita a guardare/leggere manga e anime e a giocare ai vg col risultato di creare sterili copie dei successi passati.

 

Appunto perchè gli sceneggiatori buoni non vanno a fare un lavoro mal pagato come gli anime. Quindi alla fine rimangono solo gli otaku. Voglio dire, se la soluzione è convincere una mente aperta non fissata sull'animazione a prestare le sue capacità, una volta vista la paga manda tutti a quel paese e continua a fare il lavoro di prima.

Eccezione: lo sceneggiatore di Gurren Lagann, che proveniva dal teatro. Ma si è prestato giusto per quello (e il manga di Lost Seven è la riduzione di un suo spettacolo teatrale).

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Abenobashi è di Yamaga, Zenone. Tutt'altra pasta da Tsurumaki.

 

Il punto è che Tsurumaki è una generazione dopo di quelli che erano ragazzini a Osaka'70. Di quelli che vedevano un radioso futuro per l'umanità, e proiettavano nel loro amore soprattutto per la SF tutto questo, quando l'uomo aveva messo piede sulla Luna.

 

Il mondo di Tsurumaki è molto più mesto. Un certo tipo di disillusione è stata delusa, e amen. Lo vedi molto nel rapporto genitori-figli. In Anno, e nei suoi coetanei, è smepre cruciale l'anelito al riconoscimento paterno e alla ricongiunzione con la kannon-madre. Questo perché quella generazione di otaku sottosotto sapeva che gli storti erano loro, e viveva un blando senso di imbarazzo e colpa.

 

Con Tsurumaki, i successivi adulti sono dei falliti. Questo è fotissimo in FLCL, dove gli adulti sono macchiette di meshinità e/o demenza, sono in qualche modo loro i primi a non essere cresciuti, ad avere fatto solo finta di farlo, e i nuovi veri bambini se ne accorgono benissimo. Soprattutto, Ninamon uber alles.

 

Quel che mi sfugge è che non vedo il problema. Cioè, in parte sì, ma non a quei livelli. A me sembra che dovrebbe essere il dileggio verso l'individuo esagerato, a senso.

Ti dà fastidio il tizio che compra i gadget delle ragazzine? Ci sta.

 

 

Perche tu, quando parli di altri, non riesci mai davvero a capire che gli altri non sono te, e che quindi non ha senso rapportasi alle situazioni loro con i canoni tuoi. E' per questo che non hai capito la Benedict: tu non riesci a sospendere il tuo piano di giudizio, il tuo sistema di riferimento, per porti almeno temporaneamente in uno *del tutto* diverso, prorpio nelle sue intime fondamenta.

 

Perché, secondo te io giudico la gente in base al canone che se uno che si mette in opposizione alla società necessariamente è un criminale? Ma pensare prima di scriverne certe, no? :tv:

 

Comunque mi stupisce un attimo consideriate Uchuu Kyodai una serie particolarmete buona. Forse intendente semplicemente che si può reggere senza merchandising?

Modificato da Dairon
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Intendiamo che Uchuu Kyodai è una gran bella serie Dairon...

 

Non mi sembra eccezionale, personalmente. Bella certamente, per carità.

 

Per esempio già Apollon mi sembra meglio, e sì che sta scadendo mica da ridere.

 

Quindi domandavo come mai pensaste sia un "metro di paragone" (va bene, allora il mercato è sano!).

Modificato da Dairon
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Non guardano altro. Credo che passino quelle ore sui videogiochi, ad esempio.

 

Vorrei ripartire un momento da qui, che secondo me si tocca un punto abbastanza interessante, ovvero cosa facciano col tempo i giovani - del Giappone ovviamente, anche se per questo tipo di cosa una prospettiva un po' globale può essere utile, dato che gli smartphone ce li stiamo "gustando" tutti assieme.

 

Nel senso, alla fine in 20 anni quello che è veramente cambiato è cosa POSSIAMO fare del nostro tempo libero, ancora prima di cosa vogliamo fare. Credo di essere tra i più giovani su questo forum, e comunque internet e il "mondo infinito di possibilità" aperto da una ADSL io li ho visti a metà del liceo. Prima - e comunque una vita abbastanza web 2.0 io l'ho vista principalmente dopo i 20 anni, direi - quando tornavi a casa dalla scuola il tempo lo passavi con quello che già possedevi. Penso principalmente a libri, ma anche ai videogiochi - e a quei tempi per procurarsi i videogiochi giapponesi tanto ambiti la strada era ben contorta, - ai manga che potevo comprare in edicola - poi ho scoperto le fumetterie, rivelazione! - e agli anime che beccavo su implausibili canali regionali. O si usciva a fare una passeggiata, o si telefonava (!) a un amico per passarci il pomeriggio a giocare. In quel contesto la vita era assolutamente diversa da quella degli studenti delle medie/liceali di oggi, perché adesso è normale essere costantemente connessi, è normale poter controllare quello che vuoi quando vuoi, è normale poter vedere quello che si vuole scaricandolo, non cercandolo su una rete televisiva. Non sono cose da poco: adesso che siamo viziati l'idea di dover guardare qualcosa a un determinato orario su un determinato canale mi sembra pesare non poco. Si dice "tanto lo guardo poi", pensando ad altre vie, legittime o meno, e la cosa peggiore è che poi spesso non lo si guarda proprio. Senza il bisogno di un minimo impegno, fosse anche solo quello di andare a mettersi davanti alla tv, il disamore mi sembra inevitabile.

 

Oggigiorno in Giappone gli smartphone te li tirano dietro, e la popolazione giovane mi sembra più che recettiva all'idea, vedi il successo di twitter, vedi cose locali come ameblo e mixi. Io credo che in primis il disamore per queste forme di intrattenimento o passive o comunque principalmente solitarie sia passato per la diffusione di internet. E senza ambizioni di "si stava meglio quando si stava peggio" eh, qui lo sto esponendo più come dato pratico che mi trovo a constatare. Ma insomma, dicevo, principalmente io credo che anche i videogiochi, passata l'età giovanissima, un certo tipo di spazio lo abbiano perso. Poi parliamo di un giro d'affari su tutto un altro piano di quello dei videogiochi, e in cui ci sono ben altri investimenti e ben altri talenti, ovvio. Però credo sia da notare come il mercato internazionale sia sempre più nel mirino degli sviluppatori giapponesi, Square-Enix e Atlus come esempi diversi nei metodi ma simili negli intenti.

 

Comunque, detto che per me c'è stato un cambio generale nella vita di una portata tale da danneggiare tutte queste tipologia di media - e non solo, dopotutto i quotidiani, storicamente venduti in quantità folli in Giappone, stanno inesorabilmente perdendo spazio rispetto a internet - secondo me se ci focalizziamo un problema specifico dell'animazione lo troviamo. Ovvero, prendo un attimo a esempio la demografia con cui ho avuto più contatti qui, ovvero maschi giapponesi intorno ai 25, generalmente già diventati impiegati. Ora, un "adulto" giapponese può liberamente:

 

1) leggere Uchuu Kyodai

 

2) giocare a Dragon Quest

 

Questi sono esempi specifici, ma in generale puoi leggere seinen manga - ma pure shonen jump alla fine, eh - e giocare videogiochi, e puoi farlo in treno sotto gli occhi di tutti. Sono cose naturali, oltretutto praticate senza alcun istinto collezionistico, in modo proprio opposto agli otaku: i manga li puoi leggere in piedi al combini o nei manga kissa, i giochi li compri usati e li rivendi appena finiti, come la console stessa nel momento in cui non c'è nulla che vuoi giocare, solo per ricomprarla appena vuoi qualcosa di nuovo. è un "pubblico generalista" che manga e videogiochi attirano a iosa, e che gli anime non possono avere.

 

Credo si sia capito che il mio punto in generale è che questa cosa sia un sacco innaturale, e come ho detto nel mio primo post qui credo se ne stiano accorgendo loro stessi. Perché non puoi dire che esiste il manga per adulti, il videogioco per adulti ma poi l'anime è imbarazzante. E ovviamente non parlo del guardare Sailor Moon, il problema è la negazione a priori di un anime con gli adulti come target. Cioè, per fare un esempio pratico, io di gente che ha letto yojouhan shinwa taikei o altro di Morimi tomihiko ne ho trovata diversa: quasi nessuno sapeva che ne esistesse un adattamento animato, e l'idea a qualcuno l'ha praticamente sconvolta. Un pregiudizio c'è, ed è settoriale, ed è dannoso perché limita le potenzialità del settore. Poi non lo se sia nato prima l'uovo o la gallina, se l'animazione sia degenerata prima o dopo il venire segregata; probabilmente la verità sta nel solito, maledetto mezzo e una categoria sociale tendente da sola alla segregazione e all'autoreferenzialità si è trovata a "collaborare" inconsapevolmente con un paio di pregiudizi e qualche commentatore televisivo pronto a cavalcare uno scandalo. Però il paradosso secondo me è palese, e non può essere privo di importanza. è vero che i talenti vanno a dedicarsi ad altri media, ma questo mondo di paghe minime e prodotti venduti a prezzi folle si è anche formato ed estremizzato per la via.

 

Poi si possono avere posizioni diverse: ricordo che Shito abbia negato la possibile sensatezza di un videogioco per adulti, e a questo punto immagino - ma non ho alcun desiderio di metterti parole in bocca, quindi correggimi al bisogno - che abbia dubbi pure sulla possibilità di manga con quel target. In caso non concordo, ma la troverei una posizione coerente. Però in Giappone una grossa deformazione c'è. Ripeto che secondo me le generazioni più giovani la stanno almeno notando, poi l'animazione alla fine è la meno importante delle anomalie di questo paese: oramai il sistema tradizionale della kaisha giapponese sta venendo meno, i criteri alla base dello sviluppo del dopoguerra lasceranno il posto ad altro. Credo che cambier tanto, sia nel modo di vedere la società che nel modo di vedere le relazioni interpersonali e lavorative, perché certe strutture - che tradizionali poi non sono, dato che per la maggior parte le hanno inventate durante meiji - stanno con buona probabilità crollando. Ora non lo so se l'animazione da tutto questo trarrà qualcosa, però di mio voglio sperare che un tabù sociale poco sensato venga riconosciuto come tale e gli anime diventino un business come tutti gli altri: brutto che sia da dire, con i soldi in genere arrivano i talenti e con quelli, qualche volta, la qualità.

Modificato da Zenone
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Oggigiorno in Giappone gli smartphone te li tirano dietro, e la popolazione giovane mi sembra più che recettiva all'idea, vedi il successo di twitter, vedi cose locali come ameblo e mixi. Io credo che in primis il disamore per queste forme di intrattenimento o passive o comunque principalmente solitarie sia passato per la diffusione di internet.

 

Be', fa un po' specie dirlo... ma il grande boom dei manga degli anni '80 era dovuto anche al fatto che le riviste venivano lette dagli impiegati che facevano lunghi viaggi in treno per andare a lavoro. Io in Giappone ci vado tutti gli anni, ma sui treni ormai vedo tutti che cincischiano col cellulare e basta.

 

Un pregiudizio c'è, ed è settoriale, ed è dannoso perché limita le potenzialità del settore.

 

Ho visto che un minimo di trasmissioni di approfondimento per il pubblico generalista lo fanno. A parte il First Gundam (che assieme a Yamato credo sia l'unico anime non percepito come anime), su cui spesso ci sono speciali e approfondimenti, c'erano anche altri programmi con ospiti in studio non dedicati a un pubblico otaku. Ma ovviamente non so come siano stati accolti.

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Non trovo che Zenone abbia spiegato perché sia 'assurdo', non trovo che sia assurdo.

 

Semplicemente, nell'idea giapponese maggioritaria, l'animazione è un mezzo espressivo dedicato all'infanzia. Come del resto è sempre stato anche da noi: i "cartoni animati" sono per bambini.

 

Che una nicchia si sia prima ritagliata, e poi sinanco fatta esplodere, tutta una produzione di anime palesemente 'non diretti ai bambini' non ha cambiato la percezione comune: gli anime sono per bambini, gli adulti che li guardano sono ritardati/malati, quelli che fanno anime per adulti sono maniaci/ritardati/malati e gli anime destinati agli adulti sono roba per maniaci/riardati/malati.

 

Credo che tutto nasca dal fatto che l'animazione abbia una forte connotazione stilistica e storica che è quella che è: un prodotto non di uno, non di un artista (come anche un manga, questo è stato accettato), ma di una produzione. Come i giocattoli, come qualsiasi cosa che si voglia vendere. Mentre un mangaka lo si chiama comunque 'sensei', è uno che ha fatto la sua opera, da cui si può trarre un anime un drama o quel che vuoi, e che può avere un suo valore culturale e sociale, l'animazione è prodotto-spazzatura, salvo accezioni (nella percezione popolare: Studio Ghibli e altre cose sporadiche).

 

Quanto al cambiare dei modi di intrattenimento con le generazioni, sono quasi sicuro che avessi già argomentato sull'invechiare dei canoni di intrattenimento insieme alle generazioni che ne hanno visto il fiorire. In sostanza, l'animazione è al momento un ramo secco.

Modificato da Shito
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Sicuramente qualcosa sta cambiando, come sempre tutto cambia soprattutto in Giappone, tuttavia come ho detto la mia impressione è che i progressi siano solo a livello di sdoganamento di mercato. Mi spiego: l'idea novantina era: otaku di anime = maniaci ritardati e pericolosi. Ora che il mercato è troppo ghitto, credo si tenda a passare l'idea che tutto sommato siano ritardati sì, ma innocui. Quasi 'carini/poverini', esseri tutto sommato fragili e inani, che non fanno male a nessuno, o se proprio 'kimokawai' (disgutosocarino, come certi cani orrendi ma che fanno tenerezza). Credo che il lavaggio della stimmata sociale del maniaco omicida serva al mercato, ma non cambi molto una sensazione di "indignità" di un adulto che guarda anime verso la società delle persone normali. Molte volte, a me e amici vari, capita di sentire persone normali che non appena viene fuori l'argomento strabuzzano a ti diconoi: "eeeeeh? tu guardi i cartoni animati?", e magari se rispondi "no, no, solo film Ghibli" vedi l'interlocutore risallarsi come a dire "ah, allora ok".

Modificato da Shito
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