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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

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Cmq si vede che Takahata adora  tanto il movimento politico e studentesco del 68.

 

E come i ragazzi del 68, che andavano contro il sistema, i tanuki ne sono stati infine  inglobati, vuoi per amore o per forza.

 

Il finale l'ho trovato triste e allegro insieme.

Modificato da Zio Sam
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Che i tanuki rappresentino (nella visione di Talahata) 'i giapponesi di prima della sconfitta dellaWWII' mi era chiaro da principio (è evidente), ma poi l'ho trovato confermato in documenti ufficiali (redatti da Suzuki, quindi non bibbia - ma Vangelo).

 

La 'simpatia' che Takahata dimostra per le attività (giapponesi) sessantottine però è molto vivida nella scelta di rappresentazione stilistica (e puranco lessicale, dico) dei tanuki.

 

E' un film di un dolceamro spaventoso, sì. Delicato e violento. Titanico e minimalista. E' veramente 'un film giapponese', ai miei occhi. Lo adoro per così tanti motivi.

 

Cobra: il giorno in cui il concetto di 'corretto' sarà soggettivamente discutibile, ovvero ridotto a gusto personale, tutto sarebbe risolto nel narcisistico solipsismo di questi anni. Ma quel giorno non arriverà mai, perché la corretezza è un concetto che corre su canoni oggettivi. 1 + 1= 2. Majo = Strega (proprio oggi, sotto la doccia, pensavo all'etimo delle due parole e di quanto siano fortunosamente e profondamente sovrapponibili), di 'takkyuubin' ho diffusamente detto, 'no' è la particella genitiva/attributiva. Tutto qui. Vedi, le balle non sono queste. Sono semplicemente tutto il resto.

Modificato da Shito
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Che i tanuki rappresentino (nella visione di Talahata) 'i giapponesi di prima della sconfitta dellaWWII' mi era chiaro da principio (è evidente), ma poi l'ho trovato confermato in documenti ufficiali (redatti da Suzuki, quindi non bibbia - ma Vangelo).

 

ILa 'simpatia' che Takahata dimostra per le attività (giapponesi) sessantottine però è molto vivida nella scelta di rappresentazione stilistica (e puranco lessicale, dico) dei tanuki.

 

E' un film di un dolceamro spaventoso, sì. Delicato e violento. Titanico e minimalista. E' veramente 'un film giapponese', ai miei occhi. Lo adoro per così tanti motivi.

 

Cobra: il giorno in cui il concetto di 'corretto' sarà soggettivamente discutibile, ovvero ridotto a gusto personale, tutto sarebbe risolto nel narcisistico solipsismo di questi anni. Ma quel giorno non arriverà mai, perché la corretezza è un concetto che corre su canoni oggettivi. 1 + 1= 2. Majo = Strega (proprio oggi, sotto la doccia, pensavo all'etimo delle due parole e di quanto siano fortunosamente e profondamente sovrapponibili), di 'takkyuubin' ho diffusamente detto, 'no' è la particella genitiva/attributiva. Tutto qui. Vedi, le balle non sono queste. Sono semplicemente tutto il resto.

Riguardo a PomPoko, non credo di aver compreso per bene la posizione reciproca di tanuki ed umani. Per una buona porzione del film mi è chiaramente parso che la società dei tanuki rispecchi chiaramente quella umana e ne ricalchi certi annosi vizi; poi però le vicende sono passate ad evidenziare più marcatamente l'antagonismo tra i due schieramenti ed i tanuki sono passati ad essere più animali che umani.. Il film mi è piaciuto, ma proprio questo rapporto tra tanuki ed umani non mi è chiaro.

 

 

 

In Giapponese, non in Italiano. 

Arriva un punto dove la traduzione letterale fa piu' danni che altro. E se questo non piace potete sempre imparare il giapponese e guardarvi le opere nella loro lingua originale senza operazioni che minano l'integrita', il senso artistico e quanto altre balle si sentono sempre.

Da colui che adatta Majo no Takkyubin di Miyazaki Hayao in italiano mi aspetto che si limiti a trascrivere quanto più fedelmente possibile il tutto nella mia lingua, altrimenti vedo Majo no Takkyubin di Miyazaki Hayao nella versione riveduta e corretta da Cannarsi Gualtiero :P

A tal proposito (è un pochino OT e me ne scuso, ma calza a pennello), spero che Dynit non importi Okami Kodomo no Ame to Yuki col titolo di Wolf Children come mi pare di dedurre dall'annuncio, perchè non avrebbe proprio senso. O lo si traduce in italiano o non lo si traduce.

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Riguardo a PomPoko, non credo di aver compreso per bene la posizione reciproca di tanuki ed umani. Per una buona porzione del film mi è chiaramente parso che la società dei tanuki rispecchi chiaramente quella umana e ne ricalchi certi annosi vizi; poi però le vicende sono passate ad evidenziare più marcatamente l'antagonismo tra i due schieramenti ed i tanuki sono passati ad essere più animali che umani.. Il film mi è piaciuto, ma proprio questo rapporto tra tanuki ed umani non mi è chiaro.

Mbò,  a me all' inizio i tanuki mi sembravano più animaleschi, e col passare del film diventano sempre più civilizzati ( per colpa della sempre più marcata vicinanza con gli umani , il loro cibo e la tv  ne vengono pian piano "contaminati").

In questo film ci sono tante cose.

Ad esempio, i Tanuki mi ricordano gli stessi giapponesi del dopo guerra, che da popolo di contadini sono  velocemente passato a una forzata società industriale.

Penso a quando i yanuki cantano e giocano con la palla insieme, ricordi di un epoca ( che Takahata avrà vissuto) e tradizioni ormai sparite nel Giappone moderno.

E scoprono "meraviglie" come la televisione, gli hamburger di MC Donald ( simbolo dell' Occidente che invade l' Oriente) Ultraman e co . ( oltre alla citazione diretta di un bimbo , in una scena quando i  tanuki si trasformano fanno le mossette "henshin"  da ranger dei sentai), gli yokai ( anche quelli simboli di una tradizione contadina, che nella luccicante Tokyo notturna sembrano non trovare più spazio).

Insomma, Takahata mi pare  criticare il benessere nipponico, e di come  i giapponesi non si rendano conto di  cosa  si sono lasciati alle spalle ( natura, tradizioni, una vita più semplice e meno stressante  , non dico più "facile", ma "semplice") per avere tutto ciò.

Cosa già presente in Omoide popopo.

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Riguardo a PomPoko, non credo di aver compreso per bene la posizione reciproca di tanuki ed umani. Per una buona porzione del film mi è chiaramente parso che la società dei tanuki rispecchi chiaramente quella umana e ne ricalchi certi annosi vizi; poi però le vicende sono passate ad evidenziare più marcatamente l'antagonismo tra i due schieramenti ed i tanuki sono passati ad essere più animali che umani.. Il film mi è piaciuto, ma proprio questo rapporto tra tanuki ed umani non mi è chiaro.

Mbò,  a me all' inizio i tanuki mi sembravano più animaleschi, e col passare del film diventano sempre più civilizzati ( per colpa della sempre più marcata vicinanza con gli umani , il loro cibo e la tv  ne vengono pian piano "contaminati").

In questo film ci sono tante cose.

Ad esempio, i Tanuki mi ricordano gli stessi giapponesi del dopo guerra, che da popolo di contadini sono  velocemente passato a una forzata società industriale.

Penso a quando i yanuki cantano e giocano con la palla insieme, ricordi di un epoca ( che Takahata avrà vissuto) e tradizioni ormai sparite nel Giappone moderno.

E scoprono "meraviglie" come la televisione, gli hamburger di MC Donald ( simbolo dell' Occidente che invade l' Oriente) Ultraman e co . ( oltre alla citazione diretta di un bimbo , in una scena quando i  tanuki si trasformano fanno le mossette "henshin"  da ranger dei sentai), gli yokai ( anche quelli simboli di una tradizione contadina, che nella luccicante Tokyo notturna sembrano non trovare più spazio).

Insomma, Takahata mi pare  criticare il benessere nipponico, e di come  i giapponesi non si rendano conto di  cosa  si sono lasciati alle spalle ( natura, tradizioni, una vita più semplice e meno stressante  , non dico più "facile", ma "semplice") per avere tutto ciò.

Cosa già presente in Omoide popopo.

Forse mi sono espresso male. All'inizio del film la comunità dei tanuki mi pareva delineare una specie di parodia della società umana, mentre andando avanti la narrazione si focalizza sempre più sul conflitto con gli umani fino al netto richiamo finale di Shoukichi (se non erro), il che riporta l'attenzione al fatto che i tanuki siano animali. O forse sbaglio proprio a considerare i tanuki come metafora umana generica anzichè circoscritta al periodo indicato (nel qual caso la contrapposizione finale sarebbe tra la società pre-Seconda Guerra Mondiale e quella moderna)? 

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Forse mi sono espresso male. All'inizio del film la comunità dei tanuki mi pareva delineare una specie di parodia della società umana, mentre andando avanti la narrazione si focalizza sempre più sul conflitto con gli umani fino al netto richiamo finale di Shoukichi (se non erro), il che riporta l'attenzione al fatto che i tanuki siano animali.

E in un certo senso sono così, cioè una parodia/metafora degli umani, o meglio, dei giapponesi stessi e di come la loro vita sia cambiata rispetto a una volta.

Il finale 

 

con Shokichi che si spoglia della sua identità di impiegato per tornare a ballare sotto alla Luna insieme ai suoi compagni, come facevano sempre , prima che la loro foresta venisse urbanizzata, mi pare chiarificatore .

 

 

 

 

Almeno io lo vedo così.

Modificato da Zio Sam
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A tal proposito (è un pochino OT e me ne scuso, ma calza a pennello), spero che Dynit non importi Okami Kodomo no Ame to Yuki col titolo di Wolf Children come mi pare di dedurre dall'annuncio, perchè non avrebbe proprio senso. O lo si traduce in italiano o non lo si traduce.

 

Se non erro WOLF CHILDREN è il titolo internazionale ufficiale, quindi lo si può tranquillamente utilizzare al posto di quello giapponese anche in Italia..

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Da colui che adatta Majo no Takkyubin di Miyazaki Hayao in italiano mi aspetto che si limiti a trascrivere quanto più fedelmente possibile il tutto nella mia lingua, altrimenti vedo Majo no Takkyubin di Miyazaki Hayao nella versione riveduta e corretta da Cannarsi Gualtiero :P

A tal proposito (è un pochino OT e me ne scuso, ma calza a pennello), spero che Dynit non importi Okami Kodomo no Ame to Yuki col titolo di Wolf Children come mi pare di dedurre dall'annuncio, perchè non avrebbe proprio senso. O lo si traduce in italiano o non lo si traduce.

 

Oserei dire un messaggio che vale una buona libbra di Vangelo (e non One Puund Gospel).

 

Grazie di cuore. Quante vole alle conferenze ho ripetuto al pubblico: "Io non devo 'farvi piacere' Miyazaki Hayao, io devo presentarvelo quanto più fedele a sé stesso. Deciderete poi voi se vi piace o meno, ma così potrete quantopiù deciderlo su quel che miyazaki Hayao esprime in sé, non su una sdua riscrittira a gusto di qualcun altro, operatore o pubblico che sia."

 

Grazie di cuore per ciò che pensi, e per averlo qui espresso.

 

Forse mi sono espresso male. All'inizio del film la comunità dei tanuki mi pareva delineare una specie di parodia della società umana, mentre andando avanti la narrazione si focalizza sempre più sul conflitto con gli umani fino al netto richiamo finale di Shoukichi (se non erro), il che riporta l'attenzione al fatto che i tanuki siano animali.

E in un certo senso sono così, cioè una parodia/metafora degli umani, o meglio, dei giapponesi stessi e di come la loro vita sia cambiata rispetto a una volta.

Il finale 

 

con Shokichi che si spoglia della sua identità di impiegato per tornare a ballare sotto alla Luna insieme ai suoi compagni, come facevano sempre , prima che la loro foresta venisse urbanizzata, mi pare chiarificatore .

 

 

 

 

Almeno io lo vedo così.

 

Si spoglia dei 'vestiti occidentali' (giacca e cravatta) imposti dalla società moderna a una naturalità che non li conosceva.

 

Non mi sembri lontano da una lettura del tutto corretta.

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A tal proposito (è un pochino OT e me ne scuso, ma calza a pennello), spero che Dynit non importi Okami Kodomo no Ame to Yuki col titolo di Wolf Children come mi pare di dedurre dall'annuncio, perchè non avrebbe proprio senso. O lo si traduce in italiano o non lo si traduce.

 

Se non erro WOLF CHILDREN è il titolo internazionale ufficiale, quindi lo si può tranquillamente utilizzare al posto di quello giapponese anche in Italia..

 

In tutti i festival internazionali è stato presentato come Wolf Childreen quindi non vedo motivo sensato per non usare un titolo che deve essere stato scelto dai nippo stessi per presentarlo all'estero

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Che i tanuki rappresentino (nella visione di Talahata) 'i giapponesi di prima della sconfitta dellaWWII' mi era chiaro da principio (è evidente), ma poi l'ho trovato confermato in documenti ufficiali (redatti da Suzuki, quindi non bibbia - ma Vangelo).

 

ILa 'simpatia' che Takahata dimostra per le attività (giapponesi) sessantottine però è molto vivida nella scelta di rappresentazione stilistica (e puranco lessicale, dico) dei tanuki.

 

E' un film di un dolceamro spaventoso, sì. Delicato e violento. Titanico e minimalista. E' veramente 'un film giapponese', ai miei occhi. Lo adoro per così tanti motivi.

 

Cobra: il giorno in cui il concetto di 'corretto' sarà soggettivamente discutibile, ovvero ridotto a gusto personale, tutto sarebbe risolto nel narcisistico solipsismo di questi anni. Ma quel giorno non arriverà mai, perché la corretezza è un concetto che corre su canoni oggettivi. 1 + 1= 2. Majo = Strega (proprio oggi, sotto la doccia, pensavo all'etimo delle due parole e di quanto siano fortunosamente e profondamente sovrapponibili), di 'takkyuubin' ho diffusamente detto, 'no' è la particella genitiva/attributiva. Tutto qui. Vedi, le balle non sono queste. Sono semplicemente tutto il resto.

Riguardo a PomPoko, non credo di aver compreso per bene la posizione reciproca di tanuki ed umani. Per una buona porzione del film mi è chiaramente parso che la società dei tanuki rispecchi chiaramente quella umana e ne ricalchi certi annosi vizi; poi però le vicende sono passate ad evidenziare più marcatamente l'antagonismo tra i due schieramenti ed i tanuki sono passati ad essere più animali che umani.. Il film mi è piaciuto, ma proprio questo rapporto tra tanuki ed umani non mi è chiaro.

 

Credo proprio che i tanuki rappresentino i giapponesi del 'prima dell'occidentalizzazione', e gli umani 'i giapponesi occidentalizzati'. Sarebbe facile vedere in questo un'apologia del 'mondo dei bravi contadini, semplici e ingenui, nativi giapponesi' contro la colonizzazione postbellica, una critica insomma alsistema di vita 'imposto' da Mickey Mouse. Ma non credo proprio sia così, Takahata non è tanto ingenuo. Non lo vedo partigiano. L'ammirazione onesta che Shoukichi denuncia al fine per gli umani, seppur agghiacciante ("ma come fanno a sopportarla, una vita così!" è una delle tante prove di ciò. Questo film mostra quanto i tanuki siano dei 'vecchi giapponesi' proprio come li descriveva la Benediict: ingenui ma astuti, onesti ma ingannatori, affascinati dalla modernità ma legati alla tradizione.

 

La scelta del 'calco' sullo stile rivoluzionario sessantottino è imho dovuta a un dato comune a quello di resistenza alla penetrazione dell'occidentale: l'impossibilità utopica della realizzazione. Che si sfociasse in bande armate (Gonta qui, alcuni estremisti nel Giappone socialista), o la nascita di sette da stordimento (Amidismo), o tante altre forme di 'sopravvivenza'.

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  • 2 weeks later...
  • 5 weeks later...

Direttamente dalle pagine del GhibliForum, per cortesia dell'utente Palla di Fuliggine, ecco una foto delle locandine giganti che i più fortunati potranno trovare nel loro cinema:

 

5cjblv.jpg

 

Questa viene dalla Multisala Omnia Center a Prato, locandia retroilluminata di circa 4m x 6m (dati dall'autore dello scatto).

 

Sono commosso.

Modificato da Shito
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Molto bello. Alex ho visto per intero quel video proprio qualche giorno fà, e devi vedere anche qualcun'altro dei video che ha fatto, la prima cosa che mi sono chiesto è: come diavolo fà a prender fiato???

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