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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 24/06/2019 in tutte le aree
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Son sicuro che molti troveranno interessanti le parole di Antonietta Pastore (tratte da un'intervista), persona sensibilissima, le cui impressioni sulla letteratura ho sempre trovato preziose: «Quando si lavora alla traduzione di un libro non è tanto importante scriverla bene, quanto trasmettere quello che l’autore vuole dire: bisogna innanzitutto conoscere la cultura del paese d’origine per capire il significato della parola, anche se la si traduce diversamente dal testo originale. Quando si traduce, in questo caso, dalla lingua di un paese molto lontano diventa un aspetto fondamentale l’aver vissuto nel Paese per capire il significato di una parola o di un gesto e saperla rendere, magari con una traduzione letteralmente diversa ma che incarna il senso del testo originale. Il vero ‘protagonista’ è il lettore, perché il successo di un romanzo è dovuto soprattutto alla capacità di chi lo legge di andare oltre le righe e capire la descrizione della realtà profonda, il messaggio dello scrittore».13 punti
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Pensa, nel rispondere a una domanda hai comunque reso il dialogo in modo più scorrevole mantenendo una perfetta aderenza al significato. Spendo i miei 2cents e non credo che ci ritornerò su perchè un thread che si alimenta di quasi cinque pagine al giorno per me è impossibile da seguire, per cui, semmai posterò, sarà o dove vengo direttamente quotato o quando c'avrò voglia a casaccio. (nel frattempo sono arrivate altre due risposte) Questo nuovo adattamento può (e deve) essere valutato a mio avviso su due piani, quello del doppiaggio e quello dell'adattamento. Come doppiaggio, a mio avviso, visti i primi due episodi, ritengo che il prodotto ne abbia persino guadagnato, il nuovo cast recita da Dio, con l'unica eccezione, mio modesto parere, del doppiatore di Gendo che non restituisce lo stesso carisma del precedente, anzi, sembra a tratti scazzato. Altra nota strana l'audio: i fuoricampo in alcune situazioni (in particolar modo quando Gendo incontra Shinji davanti all'Eva) l'audio è bassissimo (Fuyutsuki all'interfono) tanto che facevo fatica a sentire. Veniamo all'adattamento, nocciolo della questione (nel frattempo 5 risposte). Shito, mi spiace, questo nuovo adattamento, dal punto di vista dell'italiano, nei primi due episodi, è qualcosa di AGGHIACCIANTE e non parlo di scelte terminologiche che secondo alcuni rendono i dialoghi incomprensibili, se la gente ha un vocabolario composto da dieci parole non è colpa mia, sto parlando proprio dei dialoghi che credo, considerata la tua precedente produzione, abbiano raggiunto un livello di involutezza nuovo. Al di la della recalcitranza su Ritsuko che diceva QUANDO MANCASI LA FORZA LAVORO giuro ho strabuzzato gli occhi. MANCASI? VERAMENTE? Vuoi dirmi che non c'era qualche altra decina di modi di rendere quel dialogo correttamente senza ricorrere a una formula così desueta? Tanto valeva farle esclamare POFFARE. POFFARE, CAPITANO KATSURAGI! E nel frattempo sono 9 risposte, ragazzi, per dio, sono le 12:38, pranzare par brutto? Di nuovo, Keel Lorenz, "ti sei dato buona pena". Anche qua il significato è trasparente per chiunque abbia la licenza elementare, credo, facciamo media, dai, ma la formula, TI SEI DATO BUONA PENA, davvero bisognava ricorrere a una affermazione così barocca? Mi spiace veramente ma tanto valeva rimanere con gli Angeli, con il Berserk e l'Evazerouno (10 risposte eddai...) se l'alternativa era avere questo tipo di dialoghi.13 punti
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Mi permetto di riportare un intervento di qualcuno che credo qua potrebbe stare tra i tre che possono parlare: Lucian L. Belmau - Io non ho niente contro l'uomo Cannarsi. Può pensare quello che vuole. Sicuramente -- opinione personale -- trovo il suo elitismo della domenica poco adatto per chi ha superato i sedici anni da un po', ma questo è parere mio. Il problema non è che lui voglia adattare Evangelion, Miyazaki, Omero o chicchessia secondo il suo gusto personale. E' liberissimo di farlo. Io non me la prendo con lui, quanto con chi continua a rendere un tale lavoro pubblico. E' un problema professionale e forse persino etico. Come è stato ripetutamente spiegato in varie sedi, il suo è tutt'altro che un lavoro di adattamento, piuttosto il suo opposto: è una Cannarsizzazione di qualsiasi opera. I personaggi degli adattamenti di Shito parlano tutti la sua metalingua (tra "mamminine" e "pochitti" vari), che siano principi di un Giappone premedievale immaginario, procioni umanoidi o teenager depressi degli anni '90. Che ci sia la mano di Miyazaki, Takahata o Anno dietro le sceneggiature, poco importa: tutti parlano nello stesso identico (e incomprensibile) modo. Le convinzioni personali dell'uomo Cannarsi influenzano l'intero lavoro di doppiaggio di opere prime e trasudano ego. Ora, paradossalmente, se questo fosse un intento poetico dichiarato, sarebbe persino apprezzabile. Se si volesse leggere la non-prosa cannarsiana come arte a sé stante, potrebbe quasi essere affascinante. E' sicuramente peculiare e segue (pur con una certa libertà) dei principi ben stabiliti. Semplicemente, non è adattamento. E' una resa "poetica" di un lavoro altrui, un po' come, fatte le debite proporzioni, le varie versioni di una Gerusalemme Liberata che attingono a uno stesso canovaccio. E però non è adattamento. Di consequenza sorgono due problemi principali: 1) Non si capisce. Io parlo giapponese a un buon livello, e guardando queste opere in lingua originale posso garantire che non c'è nulla dell'ermetismo un po' d'antani con scappellamento a destra cannarsiano. Chiedete conferma a chiunque conosca giapponese e italiano a un buon livello. E' tutta interpolazione. Questo perché c'è un errore di fondo nel ragionamento del Cannarsi. In linguistica diciamo che determinati tratti della lingua sono pragmaticamente marcati o non marcati. Esempio: in Italiano la frase "Gianni mangia la mela" presenta un ordine SVO (Soggetto Verbo Oggetto) che non è marcato. Non suona "strana" e ha una ricorrenza statistica molto ampia. Viceversa, la frase SOV "Giovanni la mela mangia" risulta marcata, benché comprensibile. Ha una ricorrenza statistica più limitata e dà un certo "tono" alla frase. Questi tratti di ordine sintattico-pragmatico fanno parte di quella componente della lingua che va al di là della semplice morfologia. Si potrebbe dire molto ancora a riguardo, ma andrebbe al di là di quello che è il tema di questo post. Ora, dove sta l'errore cannarsiano? Il suddetto sostiene di essere "il più fedele possibile" al testo originale (che lui bolla con l'orribile nome di "Vero", ma vabbè) nel rendere, ad esempio, un ordine delle parole che sia il più vicino possibile al giapponese. Questa, a voler essere educati, è una baggianata. In giapponese un ordine della frase SOV è non marcato. La frase: ジャーンニは リンゴを 食べる Gianni Ringo-wo Taberu Gianni Mela-ogg. Mangiare Non è traducibile come "Gianni la mela mangia". La resa "Gianni mangia la mela" Per un motivo molto semplice: non ne possiede la marcatezza. Non suona "strana" in giapponese come suona in italiano. Ho fatto l'esempio dell'ordine delle parole, ma lo stesso può essere detto per i vari "... eh?" (particelle finali in giapponese che sono molto meno marcati che in italiano); le risposte con ripetizione del verbo/nome (non marcate in giapponesi, praticamente inutilizzate in italiano) e via dicendo. La ragione per cui il lavoro di traduzione viene (ancora) svolto da un umano e non da un algoritmo sta nel fatto che tutti questi tratti di natura pragmatica sono di difficile identificazione ed è compito di chi traduce darne la miglior resa possibile nella lingua d'arrivo. L'adattatore poi dovrebbe essere colui che a partire dalla traduzione si occupa di trovare il miglior compromesso possibile fra la fedeltà al testo originale e il contesto culturale d'arrivo. Ovviamente il traduttore farà poi delle scelte non necessariamente univoche e condivise, è inevitabile. Le lingue sono sistemi che hanno come obiettivo la comunicazione. Come arrivano a questa comunicazione differisce però di lingua in lingua, con varie alternative spesso nella stessa lingua. Cannarsi si limita ad un livello di analisi morfologico e dimentica qualsiasi componente pragmatica, col risultato di essere straniante quando non del tutto incomprensibile. 2) Il suddetto spaccia questa sua intrusività (che, ripeto, può anche piacere se considerata altro rispetto all'opera originale) come attinenza al "vero". In base a regole che ha creato lui e che non sono basate né su precedenti nella letteratura del settore né su studi scientifici, e nemmeno su prassi di lavoro. Lui ha deciso che "è più vero" se una lingua che ha come tratto non marcato SVO riceve una resa SOV, e così via. Non si tratta di far perdere il lavoro a nessuno. Gli venisse affidata una posizione manageriale. Scrivesse saggi su Miyazaki. Facesse il poeta. E' un assiduo lavoratore, e molto dedito a ciò che fa. E' un peccato che però si dia l'approvazione a un'idea di traduzione ed adattamento basate sul nulla cosmico e del tutto soggettive. Buona giornata Questo lo davo per scontato 😀12 punti
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Scusate, ma qui mi rivolgo ai moderatori di questa discussione. Qui c'è un utente che per strana coincidenza è anche l'adattatore dell'opera in questione, il quale scrive: «Penso che siano idiozie. Penso siano concetti del tutto vacui e del tutto mistificatori, su più livelli. Penso che sia quando di più sbagliato si possa (pensare di) fare in ambito di interlinguistico narrativo. In ambito puramente funzionale, come che so - per il bugiardino di un medicinale - capirei. Condividerei. Ma qui siamo in un ambito che, se non diametralmente opposto, considero davvero molto, molto, distante. A tratti agli antipodi, sì». La maggiorparte qui sta contribuendo con grande onestà, accettando anche l'invito che gli stessi moderatori hanno fatto – cioè, di contribuire in maniera sensata senza inquinare la conversazione. Per me questo commento è inquinamento ai massimi livelli e non è giusto che la "broda" si allunghi anche per colpa di interventi che non contribuiscono con alcuna argomentazione – lo sottolineo, ZERO ARGOMENTAZIONI – a questo thread.11 punti
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Rispetto al tema della fedeltà all'originale. Anche qui credo sia giusto spendere qualche parola. Che cosa intendiamo per fedeltà all'originale? Parliamo di fedeltà morfo-sintattica? Parliamo di vocaboli? O parliamo di referenti di senso? Il linguaggio e la comunicazione umana servono a trasmettere attribuzioni di senso, mica suoni, sillabe, ordini di parole o terminologie – i fenomeni prosodici (intonazione, ritmo, pause) in tal senso sono al servizio del senso, non il contrario. Quindi, la traduzione, nel suo voler essere fedele all'originale, su quale piano deve operare? Il lavoro di adattamento fatto per Netflix non tiene minimamente in considerazione questo. È totalmente discrezionale rispetto alle basilari funzioni della lingua, è infuso del personale gusto – di questo si tratta, anche se Cannarsi si giustifica con continue zuppe di vacuità concettuale – di una persona che persegue un fine del tutto infondato.10 punti
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Il pienone di riconoscimenti eh? Poi mi paghi per la rassegna stampa? Questa è docente di lingua e letteratura giapponese all’Alma Mater di Bologna9 punti
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Ehm... Sì...? Cioè, non è che io mi alzo alla mattina e di colpo penso, "ehi, probabilmente il sole cessa di esistere ogni volta che tramonta" o "in realtà i quelli che dicono di essere mia madre e mio padre non sono i miei veri genitori" così senza motivo, anche le opinioni hanno un fondamento, un ragionamento, devono nascere da qualche parte, soprattutto se sono così salde e articolate da costruirci sopra la propria carriera. Uno è libero di pensarla come vuole su un sacco di cose, ma se uno ha un opinione contraria e la propria risposta: "è così perché lo dico io", poi non si può lamentare se fa la figura dello stupido, o del megalomane.8 punti
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Credo che, per chi ha seguito fin qui la discussione – al netto delle mancate o sfuggenti risposte dell'adattatore, che purtroppo han provocato un triste (ma a lui utile) iato –, le critiche di natura teorica e pragmatica intorno a questioni di antropologia, linguistica generale e italiana, traduzione e adattamento siano chiare e ben delineate, nonché ricche di esempi (molto discussi in merito ad alcuni dettagli non inerenti a più ampi temi dibattuti, ma comunque chiaramente esposti e compresi, mi pare). Se mai se ne facesse qualcosa di queste pagine sono disponibilissimo a collaborare, sperando che lo facciano anche gli altri utenti che hanno contribuito e che hanno espresso pareri molto più fecondi e puntuali su questioni di doppiaggio e di lingua giapponese.8 punti
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Voglio solo portare l'esempio di questa ragazza. Questo video mi ha veramente impressionato. Questa ragazza, che vuole fare l'adattatrice e che studia e fatica per farlo, quasi si commuove in alcuni punti...e dice una cosa importantissima che suona pressappoco cosí : "il nostro è un lavoro bellissimo, un onore, fare in modo che il maggior numero di persone possa ricevere le emozioni di un autore attraverso il nostro operato" Questa a mio avviso è un'ottica del lavoro corretta. L'adattamento non è una soddisfazione personale. La filosofia di Gualtiero "del pubblico non me ne frega nulla" è un tradimento della sua stessa professione. Ricordiamoci anche che Eva non è un anime proprio di massa. Non è Dragon Ball, non è Sailor Moon, che sono fruiti davvero da chiunque. È il cult per gli appassionati di Anime e manga, delle persone che frequentano le ferie di settore, che hanno passato o che vogliono passare ore e ore a cogliere i significati e le sfumature di un lavoro assolutamente rilevante per la comunitá Otaku mondiale (poi che non piaccia ci sta, ma è come dire che Sailor Moon non faccia parte dell'immaginario collettivo). Di conseguenza quello che sta sfuggendo di mano a molti è che questo lavoro non scontenta il pubblico che vede uomini e donne, ma il pubblico che condivide lo stesso universo si Gualtiero, le stesse passioni e gli stessi interessi. Questo dimostra un tradimento veramente grave ai danni di una comunitá vastissima in Italia. In secondo luogo non si dà dell'ignorante alla persone che criticano i termini desueti affermando che non conoscono l'italiano. Il fulcro non è quello. Se non conosco una parola posso andarmela a cercare aprendo un vocabolario, e mai ma se la grammatica risulta sballata la parola sconosciuta è l'ago nel pagliaio.8 punti
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Questo tale GioPizzi è di una presunzione tale da fare rivoltare gli occhi. Inoltre, per sua stessa ammissione, non conosce l'opera in questione. Quindi perché è stato invitato nella discussione?7 punti
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Bene, signori, penso che a questo punto possiamo anche chiuderla qui. Se, anche a fronte di interventi tra loro quasi opposti da parte di illustri e stimati "colleghi" come Antonietta Pastore e Lucian Belmau, il qui presente continua rigettare qualsiasi osservazione, è evidente come non sia più possibile cambiare un atteggiamento che è rimasto identico per più di 20 anni. In sostanza, abbiamo capito come a Shito sembra non importi: - del linguaggio di arrivo, del messaggio dell'autore, del senso originale; - dell'oggettività (sono state trovate moltissime scelte personali in questo thread); - del pubblico (in toto), del committente, dei propri colleghi; - sia di traduzioni parola-per-parola che senso-per-senso; - della comprensione dell'opera, della sua fruizione, delle osservazioni terze, e molto altro. Praticamente, saremmo di fronte al comportamento di un professionista (?) rinchiuso nella sua personale torre d'avorio che non vuole, o non può, più uscirne. Un atteggiamento, parafrasando uno dei suoi fautori (tra l'altro moderatore, almeno in questa discussione), oserei dire tipico di un folle. Ma il problema principale è che il signor Cannarsi si è più volte rivelato come un autentico amante dell'animazione, della cultura, degli usi e della società nipponica, con conoscenze estremamente dettagliate di particolari anche rarissimi! Tutti hanno amato la prima edizione di Evangelion, si ritiene ancora oggi uno dei migliori doppiaggi italiani di sempre. Cosa è andato storto in seguito? E' evidente quanto questo mondo sia importante per lui, si potrebbe anche chiamare un vero "Otaking", à la Anno! Ha una preparazione che aprirebbe a moltissime possibilità, ma in altri campi! La seccatura è che tutto questo non basti affatto a rendere buona una traduzione o un adattamento, sono necessari altri metodi, altre conoscenze, proprie di coloro che lui stesso rigetta! Questi sono lavori fatti per conto terzi, su opere scritte da terzi, per essere recepite da terzi. Niente di tutto ciò può essere accantonato nel nome di personalissime supposizioni! Io spero sinceramente che in futuro, a differenza di quanto fatto da Netflix e (forse) Lucky Red, personalità del settore scavino a fondo tra queste pagine di discussione e capiscano pienamente cosa comporterà alla loro reputazione e alla fruizione di ciò che hanno profumatamente pagato una simile partecipazione.7 punti
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Ciao a tutti, sto lurkando questo thread da un po'. Prima di intervenire volevo ascoltare in prima persona il nuovo adattamento, non solo frasi estrapolate a caso e fuori contesto. Sono arrivato al decimo episodio e posso assicurarvi che ho approcciato la visione senza alcun pregiudizio nei confronti di doppiatori o adattatori. Personalmente ho trovato alcune delle scelte di traduzione davvero azzeccate, quando non geniali: "Un bagno fa il bucato alla vita" - geniale e ben contestualizzato! "Pochitto" - ottima resa del lessico del personaggio originale. Un arricchimento molto gradito. "Stato di furia" - Anche questa, mi sembra una bella trovata! Rende bene il significato di berserk restando fedele alla lingua italiana. Paradossalmente, a me sono piaciute quasi tutte le scelte più criticate dagli altri. Mentre mi sono piaciute poco tutt'altre espressioni. Stato di furia non è fedele alla parola originale giapponese? Poco male, se resta il senso e rende bene in italiano. Non bisogna essere fedeli , se le "deviazioni" mantengono il significato. Veniamo ai punti dolenti. Ci sono molte, forse troppe, frasi inutilmente verbose e ridondanti. Certo, i giapponesi parlano usando tante ripetizioni, a volte riferendosi a loro stessi in terza persona. Sono cose che, però, un italiano non farebbe mai. "Recapiteresti da lei", "me ne insegni la password", "in qualche modo ci si proverà". Queste e tante altre espressioni, mi sembrano tentativi di mantenere la forma-frase giapponese in italiano. Come uno straniero che prova a parlare la nostra lingua ma usa delle parole di troppo o mette le parole nell'ordine meno appropriato, proprio perché non capisce al 100% la nostra lingua. E questo finisce per generare un senso di innaturalezza che lo spettatore non dovrebbe assolutamente provare, tranne nel caso in cui questo senso di innaturalezza sia percepito anche nell'originale. Sostituire "In qualche modo ci si proverà" con "in qualche modo ci proveremo", cambia il senso della frase e impoverisce l'originale? Non credo. Però suona decisamente più naturale. Altre volte i personaggi esordiscono con frasi del tipo "E infatti..." che fanno esclamare all'ascoltatore "infatti cosa?" visto che non c'è alcun riferimento precedente. Questo magari per un giapponese è assolutamente normale, ma non per un italiano. "Divertente vero? Fare pasti così con un'altra persona" dice Misato a Shinji. Nessun italiano direbbe "fare pasti", ma "mangiare". Nell'originale giapponese è presente qualcosa che nessun giapponese medio utilizzerebbe mai in quel contesto? Solo in quel caso sarebbe giusto creare la stessa anomalia.7 punti
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Risponde delle proprie scelte e dei propri errori? Secondo me per tutto questo tempo abbiamo letto un thread completamente differente. Fino ad adesso non ha MAI ammesso un suo errore, lo devo ancora sentir dire "oh sai che hai ragione, in questo punto ho sbagliato, meglio come dici tu". Nonostante un sacco di persone gli stiano facendo notare, con svariati esempi, che il suo metodo è fallace e non funziona, non va bene. Ma lui puntualmente ignora completamente questi messaggi, degnandosi di rispondere solo a chi elogia il suo lavoro o fa domande a cui sa dare una risposta secca e che secondo lui è incontrovertibile. L'ho detto e lo ripeto, è una persona intellettualmente disonesta, non è qui per mettersi in discussione, non prende nemmeno in considerazione l'idea che lui possa essere nel torto7 punti
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Hai centrato un altro punto fondamentale che, esternamente all'opera in sé, merita di essere problematizzato. L'adattatore sembra avere più interesse a svolgere un lavoro "filologicamente" critico sul testo – ammettendo che ne abbia le competenze, chiaramente. Ebbene, le finalità di un adattamento sono radicalmente estranee a questo tipo di lavoro, è vitale tenerlo a mente questo. Ora, nelle pagine precedenti, in maniera affatto elegante, sono stato provocato (per usare un eufemismo) in merito al discorso formazione e studi. Cannarsi ha ragione: non sempre un buon curriculum e la formalità di certi percorsi accademici rispecchiano l'effettiva preparazione di un individuo. Eppure il contesto sociale in cui viviamo prevede che per svolgere alcune professioni sia necessario seguire un iter di studio – che ci piaccia o meno, che sia giusto o meno – cui molti si dedicano con passione e impegno, versando sudore pur di ottenere quel famoso «Pedigree» (come è stato simpaticamente chiamato) che, in un ambiente di lavoro meritocratico, dovrebbe premiare chi lo sfrutta non tanto come biglietto da visita, ma piuttosto come attestazione di un impegno che vuol metter alla prova, di cui desidera dar dimostrazione con serietà. Ci sono delle regole. E per mettere in discussione le regole non basta collocarsi al di fuori di esse e fare orecchie da mercante. Questa non è maturità intellettuale, è mancanza di rispetto nei confronti dell'umiltà di chi con molta più serietà si dedica a certi campi professionali/di studio.7 punti
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Taro, provo a interpretare l'impressione di alcune persone con cui mi sono confrontato andando più in profondità. Perché altrimenti il rischio è che, liquidandole così, le singole scelte terminologiche non possano più essere prese in considerazione. Il problema fondamentale è che il linguaggio non può essere ridotto al repertorio che di volta in volta la norma fissa e istituzionalizza all'interno di un dizionario – e a quanto pare, nel caso di Evangelion, l'adattatore sembra aver avuto non pochi problemi persino sul piano della correttezza lessicale. Questa, perdona l'espressione, è pura follia. Se non ci si smuove da quest'idea possiamo certamente chiudere qualsiasi discorso in merito a traduzione e adattamento. Ma per fortuna, credo io, non è così. Il traduttore deve avere la sensibilità di negoziare corrispondenze SENSATE e COERENTI nella lingua d'arrivo. "Restauro" ha un range di significati, nel dominio d'uso dell'italiano, che onestamente non discendono facilmente nel colloquiale non sorvegliato – addirittura non pronunciato! È sbagliata come scelta? Dal punto di vista di mamma Treccani, che qui viene citata spesso mi pare (cogliendo per lo più le sfumature che più fanno comodo, ma questo è un altro discorso), no. Dal punto di vista dell'appropriatezza contestuale, sì. L'adattamento non può essere un rigido copia-incolla di strutture morfo-sintattiche, diamine. Qui qualcuno ne sta facendo una questione di principio, ignorando che gran parte della testualità con cui tutti noi ci confrontiamo quotidianamente, se fosse così intesa, sarebbe aberrante.7 punti
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Il problema non è stato di furia, né apostoli, per quanto per me scelte ingiustificate e cacofoniche. Il problema è che la regola aurea della traduzione, ovverosia rendere il testo fruibile al destinatario della stessa, viene calpestata senza timore. E nell'adattamento vengono ignorate regole basilari, tra le quali evitare inutili assonanze, consonanze e ripetizioni. Mentre le frasi della serie ritornano su stesse in maniera pedissequa, risultando pedanti, confusionarie, e illogiche. Roba del genere è al di fuori del novero delle scelte indiscutibili del traduttore, qui è evidente che c'è qualcosa che non va.7 punti
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Ritsuko: (IC) L'ultima richiesta da parte di tua figlia. / Mamma, muori insieme a me, dài. / [sosp] / [reaz] Non si attiva, perché? / [reaz] GASPARE mi ha tradito! (vaFC) Mamma, più che tua figlia scegli il tuo stesso uomo? / [reaz] Gendo: (CL) Cara Akagi Ritsuko, in verità... (IC) a me e alla bagascia de tu mà faceva ride deppiù ZUZZURRO (RIP). Ritsuko: (IC) [urla] A BUSCIARDOOOOOH7 punti
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bè, nel frattempo ho visto il secondo episodio. quello dello stato di furia, per intendersi. e boh ci sono cose veramente strane, ma non tantissime (a parte quelle già citate). una premessa è doverosissima: si tratta di uno di quegli episodi nel quale ci sono pochi scambi di battute e vi è la presenza di molti momenti di silenzio. la maggioranza delle interazioni verbali è breve e di complessità elementare. questo fa sì che anche una frase dalla struttura complicata possa, il più delle volte, essere compresa meglio perchè se ne ha il tempo. in alcuni casi però quel tempo potrebbe non essere sufficiente: sono quelli dei dialoghi più consistenti. prima di tutto il famoso registro linguistico. nel secondo episodio ci sono pochi registri linguistici portanti (per comodità escludiamo quello di cittadini, speaker, operai, inservienti, e categorie "ininfluenti" -> il virgolettato è dovuto al fatto che in realtà questi gruppi contano quando si vuole conferire allo spettatore una resa migliore dell'opera, e evangelion lo fa, ma a noi interessano da qui a poco). davvero. gendo, fuyutuski, ritsuko e il gran consiglio dei babbioni hanno lo STESSO registro. al limite si può dire che ciascuno ne rappresenta una piccola variante ma ciò non basta a differenziarli; chi si fa confondere da opportune dislocazioni di termini, magari quelli desueti, non ha capito una beneamata. quindi no, non siamo in presenza di registri specifici o chissà quali caratterizzazioni diverse. non so se è così anche in giapponese, ma questo è quanto in italiano. a questo registro con le sue piccole varianti se ne sommano due: quello di misato e quello di shinji. misato (doppiata splendidamente) è un personaggio che sottende un registro ma ne fa spessissimo volutamente uscire un altro; è per via di un fattore caratteriale. la cosa strana avviene quando nella situazione di emersione di uno dei due registri ne esce un'altro che, per i termini che pronuncia, a tratti fa pensare ad un altro. anche qui non so come stiano le cose in giapponese, ma misato ha dunque TRE registri: colloquiale/familiare (prevalente), formale (minore) e aulico (d'improvviso). un esempio: tieni la schiena ritta (a shinji). e misato è quella prevalentemente delle cose e delle robe, a meno che non stia lavorando o non sia seria. ora. cosa succede. shinji non ho capito che registro ha. cioè è un ragazzetto che IN ITALIANO parla, almeno fin qui, poco e in modo semplice. d'improvviso se ne esce con un "dove che sia sarà lo stesso". giochiamo con i dadi. è perchè, in quella stessa scena, l'operatore ha riferito a lui ed alla sua accompagnatrice misato che l'appartamento assegnatogli è INNANZI e lui si è adeguato a 'sta specie di freddo maggiordomo? che se così fosse, cioè una risposta in registro, è sbagliata comunque perchè la *solo* contorta forma espressiva della frase di shinji non coincide con quella dell'inserviente/operatore/quel che è. ma poi... innanzi? altre cose italaine che non ho compreso: - la corazza ormai non reggerà: ormai? - danni cranici, traumi ignoti: in che senso? come è detto e scritto non si capisce se qualcosa c'è o no a causa della vicinanza significativa di danno e trauma. - speranza illusoria. questo o illusione della speranza? - sono quelle le vere sembianze di un eva? in riferimento alla modalità nello stato di furia. ma.. sembianze? sembianza è l'aspetto e l'eva non ha cambiato la sua sembianza. - prossima puntata: non squilla il telefono. ma perchè usare così spesso questi spostamenti soggetto-verbo? che logica hanno? è la stessa impostazione della frase scritta in giapponese? sia chiaro: alla fine della fiera per capire perlopiù si capisce, ma si deve andare a senso perchè tra termini inutilmente ricercati (come il suddetto innanzi) e strane impostazioni delle frasi, ci si sente alienati e questo sentimento che nasce al momento X di ascolto può adare a compromettere il successivo Y. per un filmato da 20 minuti, che ha i suoi bei silenzi, mica chissà cosa. non è un problema di ignoranza dello spettatore che non conosce i significati delle parole. e sì, voglio dire che c'è un serio problema di adattamento, e non ha a che fare con il pensare come un giapponese. quanto alle avacuazioni, in questo episodio c'è un dialogo dove due donne al market usano questo termine un paio di volte perchè, beh c'è la guerra. è chiaro che anche se una guerra tra mostrazzi può far venire il cagotto non intendevano quello.7 punti
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Salve a tutti. Mi sono iscritto soltanto per ringraziare Cannarsi per il lavoro svolto. Nel mio gruppo di amici sono l'unico "esperto" di anime e suggerisco quali vedere di volta in volta dato che io li seguo in anteprima appena escono con i sottotitoli mentre tutti gli altri preferiscono che siano in italiano, e li seguiamo in genere su VVVVID o Netflix. Gli ultimi che abbiamo visto insieme sono Full metal panic e Steins;gate e, in particolare per quest'ultimo, ancora mi stanno ringraziando (per quanto non so se fargli vedere lo Zero appena sarà doppiato dato che mi ha un po' deluso). Poi ho saputo che Evangelion sarebbe uscito su Netflix ed ho pensato, finalmente! È il momento adatto per farglielo finalmente vedere e rivederlo anch'io, è passato tanto tempo! E niente, dato che ho di meglio da fare non mi ero informato su chi avrebbe seguito il ri-doppiaggio e mi stanno prendendo per il chiulo da due giorni. Grazie Gualtiero, a buon rendere.7 punti
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Se si facessero giochi alcolici per ogni aberrazione linguistica di Cannarsi, specie in questo suo ostentato parlar forbito, saremmo già tutti in coma etilico probabilmente. E dire che vanta un'eccellente conoscenza della lingua italiana – nonché di quella inglese. La live su Youtube è comunque di livello molto basso e, considerati gli interventi fatti qua dentro, purtroppo si sta trasformando in un'occasione sprecata.6 punti
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Questo GioPizzi comunque sembra, non so a voi, un coglione pieno di sè tanto retorico quanto ignorante. E infatti mi sembra avere anche il maggior numero di fan. (e si sta facendo mettere l'anello al naso come tutti gli altri).6 punti
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ALLORAH?! coff coff non cogliete le provocazioni o il topic si trasforma in una chat. e cosa succede quando un topic si trasforma in una chat? succede che i contenuti interessanti *PUFF!* e tocca riportarli un'altra volta, e si ricade nel loop, e non ci si capisce più. anche tu però, shito... va bene tutto ma certe uscite non aiutano di sicuro.6 punti
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Quindi riassumendo... traduzioni perfette, adattamento esemplare... vari professori universitari, docenti, linguisti tutti ignoranti... gli spettatori non ne parliamo nemmeno, non contano niente... ci fai un piacere almeno? Ci dici cosa adatterai in futuro così possiamo evitare i prodotti? Almeno questo ci resta ancora come scelta? Grazie infinite.6 punti
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Mettendoci dentro tutto te stesso e non quello che originariamente c'era. Ma non lo vedi neppure, sei andato oltre. È tutto scritto a tuo gusto deliberato (brr).6 punti
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Non avevo visto l’edit. Che dire, sei un gran signore. Suppongo che arriverà anche a te un warning da uno dei moderatori... 👍 Restando sui concetti espressi credo ti manchi qualche base di marketing. Se produci qualcosa e poi per pagare l’affitto devi venderla, bisogna che qualcuno la compri. Se te ne “sbatti il ca**o” dei compratori forse è meglio se fai opere solo per te stesso, senza velleità distributive e magari fra 100 anni sarai ritenuto un genio. Delle due l’una... a meno che non dimentichi il litio e parti di capoccia...6 punti
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Da una parte mi dispiace che stia subendo questa tempesta mediatica, deve essere avvilente vedere il proprio lavoro disprezzato quasi all'unanimità, soprattutto quando è evidente che ci siano alte competenze e conoscenze in gioco. Ma non si può non dire che un tale backlash sia meritato, c'è della sciattezza che è intollerabile, e se lui non riesce a riconoscerla come tale, adducendo la correttezza di queste traduzione, allora devo ricredermi sulle competenze e consocenze predette.6 punti
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Quel poco che ho sentito mi ricorda parenzo (era finito il primo tempo, ora torno a tifare romania, dovreste rivolgere il vostro odio a chi lo merita davvero, tipo quel caprone di Di Biagio)5 punti
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Una cosa rimane. Unica. Incontrovertibile. Cannarsi5 punti
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Che è un degno sunto del pensiero di chi ha visto il tuo lavoro.5 punti
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Idiozie. I professionisti e chi ha realmente studiato la materia quindi dice idiozie. Siamo al livello dei no-vax5 punti
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Cerca la toponomastica che hai usato come scusa per quel tuo errore, se proprio non te la senti di contribuire in modo costruttivo rispondendo alle domande che ti vengono fatte e che continuamente glissi.5 punti
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Poi ci spieghi cosa significa in italiano "ambito di interlinguistico narrativo"? Possibile che ogni volta che commenti sembra che lo stia facendo il Dio Bestia sceso in terra e poi a rileggere quello che scrivi sembra scritto da un analfabeta funzionale? Ci stai trollando o sei serio? 🙄5 punti
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E un'altra cosa ancora (poi basta perché veramente) Credo proprio che i vecchi forumisti (cioè tutti gli iscritti pre-21/6 lol) qui presenti possano concordare quando dico questo: se a dicembre ci avessero detto che Shito avrebbe scritto i dialoghi di Evangelion per Mazzotta, molti di (se non tutti) noi avrebbero risposto (parafrasando una band che sicuramente tutti gli Shinji Ikari là fuori ascoltano a palla, altro che gli XTC!) che questo doppiaggio era un incidente in attesa di verificarsi.5 punti
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Non rivedevo Evangelion da tempo immemore (e devo dire che quelle operazioni di revisione fatta dai film mi hanno sempre fatto passare la voglia) e sono giunto su questo forum per mera curiosità dovuta alle polemiche e al mio effettivo sbigottimento dopo i primi due episodi. E per capire questo "fenomeno Cannarsi". Che dire. Sono rimasto sinceramente deluso. Ho trovato molto interessante questa ricerca di fedeltà per recuperare sfumature andate perse in passato e le discussioni costruite sopra (non tutte, non al 15esimo giro di loop), ma credo che si sia perso un po' il senso del tutto. Il muro contro muro non riguarda solo il metodo di Cannarsi quanto anche di chi abita queste pagine. Gli anime sono...anime, sono intrattenimento, per alcuni una vera passione, per altri una religione. Sono anche prodotti destinati a ragazzi laddove qua sono (anche) quarantenni nostalgici ad occuparsene. Di sicuro non dovrebbero essere un documentario sugli usi e costumi del Giappone ma storie. Storie in cui ci si dovrebbe poter immedesimare, soprattutto se adattate. Per le microsfumature esistono le versioni originali di cui alcuni già usufruiscono (anche senza sub, beati loro). E chi guarda anime da 30anni non ha più voce in capitolo di un 14enne che scopre Evangelion da Netflix. Insomma, io credo si sia perso un po' il senso dell'opera, Cannarsi su tutti. Innanzitutto per il modo talebano e chiuso di porsi, proclamandosi portatore di una realtà oggettiva e giusta, che di fatto non è, che sembra portarlo a giustificare ogni sua scelta con un mandato divino. Già che dopo, mi sembra di capire, anni di critiche egli non abbia mai modellato il suo approccio mi sembra una cosa intellettualmente grave. In secondo luogo perché sembra che non abbia minimamente capito quale sia il suo ruolo e il suo mestiere, perché di mestiere stiamo parlando. Un mestiere che si dovrebbe inserire in una pipeline di altri professionisti che hanno lo scopo di modificare un'opera straniera per renderla accessibile al pubblico nostrano. Qua mi sembra si rifiuti la natura stessa del proprio lavoro in nome di chissà quale autorialità, peraltro nemmeno richiesta. Un rifiuto totale di considerare il pubblico a cui questo prodotto (prodotto) è rivolto nonché l'intero universo di cui esso fa parte (niente tv, streaming, niente), che non trovo molto serio da parte di un professionista del settore. Un disinteresse totale decisamente arrogante. In secondo luogo, se pure capisco la missione che Cannarsi sta cercando di inseguire non credo che semplicemente abbia la capacità di raggiungere lo standard che egli stesso si è imposto. Ho letto di registri linguistici, di sfumature, di sottintesi ma sono tutti discorsi sconnessi da quello che è il risultato finale: una roba confusa , intricata e barocca. Sicuramente non un linguaggio aulico o forbito. Solo un gran casino. Posso credere che Anno abbia fatto parlare i suoi personaggi in maniera particolare ma sono quasi sicuro che li abbia comunque fatti parlare in giapponese, non in una pseudolingua. E il non essere potuti intervenire in fase di registrazione non è nemmeno una scusante quanto un'aggravante poiché un professionista, di qualunque settore, làddove si tratti di dover inviare del materiale ad altri colleghi dovrebbe mettere in condizione questi colleghi di poterci lavorare, con appunti, note o semplicemente semplificando. Perché da nessuna parte sta scritto che la semplicità equivalga a una mancanza di precisione.5 punti
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Mi immagino già cosa sarebbe successo. "E' talmente incapace di fare il proprio lavoro che chiede consiglio nei forum". Meriti e demeriti sono suoi, unicamente. E non lo dico per difenderlo, perché personalmente non amo i suoi adattamenti. E da utente, quando qualcosa non mi piace, esercito il mio diritto di non fruirne. E la cosa finisce lì. Solo una cosa mi dispiace, in merito agli adattamenti di Gualtiero. Che hanno allontanato mia mamma da Miyazaki. A lei Miyazaki è sempre piaciuto molto. Ma con alcuni titoli adattati da Gualtiero, con tutta la buona volontà, non è riuscita ad andare avanti. O meglio, li ha visti fino alla fine, ma non ha mai espresso il desiderio di rivederli. A parte Ponyo e un altro titolo che ora mi sfugge. E per come vedo io il lavoro di adattamento, in questo caso lo vedo come un fallimento di Gualtiero stesso. Opinione puramente e strettamente personale, sia ben chiaro.5 punti
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Scusami eh, dici tante cose giuste, ma ripeti che non hai visto il nuovo adattamento e non hai intenzione di farlo. Per favore, se hai un'oretta libera oggi, domani, sprecala (perché di tempo sprecato si tratta) e buttaci un occhio (e un orecchio) un attimo. Non sono d'accordo quando dici che il problema deve ricondursi solo a vedere se il nuovo adattamento è fedelissimo all'originale. Ci sono tanti modi per rendere la stessa cosa, tutti con praticamente la stessa sfumatura di significato, ma cannarsi sceglie puntualmente quello più astruso e ridicolo, sembra quasi ci provi gusto. Un paio di pagine fa @StaRise ha posto quesiti interessanti e ha portato nuovi esempi di quello che stiamo dicendo. "Divertente vero? Fare pasti così con un'altra persona". Sant'iddio, era proprio necessario far dire "fare pasti"? Mangiare o qualsiasi altro sinonimo faceva così schifo? Ah beh, sicuramente sarà stato detto da qualcuno, qualche episodio più avanti, un termine che in giapponese significa ancora di più "mangiare", per cui non lo si poteva dire prima. Per favore, tutti quelli che non hanno ascoltato il nuovo adattamento. Andate a vederlo un po', così potrete parlare con più cognizione di causa e capire la nostra frustrazione e di cos'è che ci stiamo lamentando5 punti
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@Shito non curarti di rispondere anche a me, davvero 🙂 Anche perché hai saggiamente – perché di saggezza si tratta, dato che volutamente scansi le questioni più ampie che scaturiscono dai singoli casi – insistito, di nuovo, sul tema dell'originalità letterale, adducendo motivazioni erronee. Sto proseguendo la conversazione con gli altri utenti perché mi interessa arrivare a una visione critica dell'adattamento da te operato, tutto qua. I tuoi interventi rispetto ai temi da me sollevati non stanno aggiungendo nulla di rilevante, purtroppo.5 punti
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Con la differenza che loro vogliono e possono fare un lavoro di analisi e documentazione, mentre shito vuole fare un lavoro simile ma dovrebbe invece svolgere un'opera di comunicazione.5 punti
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Io non sono qua in quota “linguista”. Sono qua in quota “se vuoi conoscere la reazione alla visione del core target dell’opera” posso darti una mano. Se non te ne frega niente di cosa hai “donato” al pubblico io saluto e torno ad affaccendarmi altrove. Non sono un ignorante, nel senso che ignoro. Il giapponese quei tre/quattro anni l’ho pure studiato, come altre due o tre lingue, una quadi madrelingua. La passione per i manga ce l’ho dal 1990, a fasi alterne e credo di aver maturato parecchia esperienza nella valutazione dell’adattamento finale di un’opera avendone gauardate tra film/anime/serie qualche milionata anche in v.o. Quindi il mio apporto credo possa avere un valore. Ovviamente agli spiegoni di traduzione non posso replicare, ma non è neanche mia volontà. Sono qua a parlare di adattamento, che viene dopo la traduzione. È quella fase, evidentemente ignorata, in cui a volte tradisci la traduzione per adattare, quando le due cose sono totalmente in contrasto e devi scegliere tra fedeltà e resa. E qui io e Shito siamo su pianeti diversi.5 punti
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A parte il ragionamento a compartimenti stagni e specchietti che porta a errori di traduzione come quello dell'evergreen "prendere rifugio" al posto di un più corretto "evacuazione completata", questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che si contesta. La SCUSA che ci fosse già un letterale "fuori controllo" altrove non giustifica l'aver usato a casaccio "stato di furia", che di aderenza con l'originale giapponese che tanto dici di difendere non ne ha. Sirtao stesso ha fatto un elenco di alternative ragionate e, guarda caso, comunque molto scorrevoli, ma no, bisogna per forza che vengano detti termini a caso, spacciati per fedeli, e che oltre a generare ilarità nei più, fan cadere le braccia agli altri. Non è un caso che tu sia intervenuto rispondendo all'unica persona che ti ha dato come alternativa a "stato di furia" la sola possibilità di rispondere che esiste già un termine che tradotto correttamente significa "fuori controllo". A tutte le altre soluzioni ti guardi bene dal dare una risposta. Immagino che la tua traduttrice fantasma stia cercando quegli esempi "così tanto comuni in giapponese" in merito alla toponomastica atti a giustificare la tua scelta su Neo Tokyo 3. 😌 Service, service!5 punti
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Le pause le decide il video, però, non chi scrive. Inoltre andrebbe fatta attenzione anche a come si chiude il labiale, al ritmo, ecc ecc. Capisci /capite perché sarebbe stata sbagliata a prescindere dal direttore?5 punti
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Il doppiaggio è buono, ciò che difetta è il nudo e crudo testo stampato in italiano sui copioni5 punti
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Ci provo prima di crollare. Dammi ascolto o un secondo. Come avrai letto la mia posizione è chiara quindi non pensare che sia dei "loro" (che poi non esistono, vi stare solo prendendo a male). Nell'esempio di boso, volendo aderenza all'originale giapponese, ci sta di non chiamarlo Berserk (che compare nei monitor). Ora, anziché pensare a "stato di furia", immagina una Ritsuko che quando vede l'eva impazzire dice "ha perso il controllo". Ti avrebbe dato davvero così fastidio? (@sirtao, non mi sono documentato, passamela se inesatta)5 punti
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No guarda, tu non potresti argomentare quello che pensi nemmeno se volessi... a tratti credo che nemmeno tu sappia quello che pensi... abbiamo di fronte il risultato del tuo lavoro, credo che quello parli per te... e che parlino le opinioni autorevoli espresse da persone con un CV molto più importante del tuo...4 punti
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Ti copio un mio commento scritto per farlo capire a una persona extra forum (forse): "Sottotitoli Netflix: L'evacuazione risulta completata. Doppiato Netflix: Ci è giunto comunicato che hanno già completato di prendere rifugio. Traduzione (di terzi che traducono di mestiere): è già arrivata la comunicazione del completamento dell'evacuazione. Passi la parte iniziale "ci è giunto comunicato", visto il verbo "hairu" di movimento (per quanto sarebbe meglio un "ci è già arrivata comunicazione", dato che "giungere" è già un livello sopra arrivare, mentre haitteru è proprio terra terra), ma la finale assolutamente no. Quel "già" può essere attribuito sia al completamento che alla comunicazione, ma dipende dal contesto. Resta però il fatto che "退避完了" è "completamento dell'evacuazione", non certo "che hanno già completato di prendere rifugio". Poi, se giochiamo al purismo, è una stringa di quattro kanji, senza particelle, suffissi, ecc... quindi se vuoi fare il fedelissimo l'adatti nel modo più conciso possibile in italiano, altrimenti si tradiscono gli intenti puristi. Oltretutto "prendere rifugio" in italiano si usa per chi diventa buddista e inizia a seguire i loro dettami, quindi sarebbe doppiamente un errore usare una forma del genere. Inoltre, c'è proprio una sostanziale differenza di significato tra "evacuare" (lasciare una zona di pericolo) e "rifugiarsi" (trovare il primo posto in cui mettersi al riparo). Differenza scritta chiaramente nel monolingue cercando il verbo usato in quella frase (taihi). Banalmente, se scatta un allarme e ti rifugi in casa, non è detto che tu sia fuori da una zona di pericolo. Se invece si parla di evacuare una zona in quanto pericolosa, non sarai più a rischio." E nel resto dei dialoghi doppiati la situazione è anche peggiore. 🙂4 punti
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Non volermene, ma continuiamo a scavalcare con salti leggiadri la critica centrale che io e altri interventi stanno muovendo al lavoro. Il punto è: è verosimile che nella lingua d'arrivo, in quello specifico contesto, in quel preciso momento lei dica, tra sé e sé: «L'avevo appena restaurata»? In italiano, secondo quello che potrebbe essere il suo registro e il suo repertorio, lei avrebbe scelto davvero quel termine nel suo pensiero? Se c'è una seria riflessione su questo (che è un discorso di metodo) e ci sono seriamente delle motivazioni sociolinguistiche alla base, mi va benissimo. Altrimenti resto basito. E chiaramente questa è la punta dell'iceberg di un adattamento che già ai tempi presentava non poche scelte discutibili.4 punti
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Questo è l’esempio lampante. In Giappone guardare i polpacci è erotico. Lo spettatore giapponese sente “polpacci” e arrossisce... quello italiano strabuzza gli occhi. Traduzione chiede polpacci, adattamento chiede culetto. Cosa deve prevalere, che lo spettatore italiano arrossisca come quello giapponese o che senta polpacci come quello giapponese? Per me deve arrossire, per te sentire polpacci. Qua la discussione finisce.4 punti
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Le pause, appunto. Ma facciamo un esempio. Parlo quattro secondi con una pausa nel mezzo, ok? Non posso mettere nella prima parte 18 parole (perché tanto le può correre il doppiatore o le stretchano in sincronizzazione) e una sola parola nella seconda. È un esempio estremo, sia chiaro, ma è per capirci. Se consegni un dialogo del genere è ovvio che un direttore poi lo cambi. Però che succede se al direttore viene imposto di non toccare o quasi i sacri testi? Che succede se 26 episodi e un film sono con problemi di questo tipo? Finché Gualtiero se li dirige è ovvio che una pezza ce le mette lui, ma un terzo non lo fa, giustamente. Sempre nell'esempio di prima, può essere che una delle due parti muova lgs bocca con un ritmo più serrato e l'altra meno. In quel caso va da sé che la prima parte avrà più battiti della seconda. Poi mettici la questione delle chiusure: se a fine frase la bocca resta aperta, il doppiaggio si incolla meglio facendo terminare la frase con una A o E, viceversa una O. Parlo sempre per estremi, andrebbe preso il singolo caso, ovviamente. Alla luce di questo, prova a riguardare il finale della 26 col vecchio doppiaggio, da quando si Shinji prende coscienza di sé e fa rompere il vetro. Prima della rottura Shinji ha una frase talmente corta (con tanti battiti mancanti) che gli vedi muovere la bocca a vuoto sia all'inizio che alla fine. Poco dopo, mi pare Maya, ha una battuta talmente lunga che parla come ridolini, tutta veloce veloce. Ovviamente perché fu stretchata in sincronizzazione. Cose di quel tipo sono esempi di un pessimo adattamento. EDIT: la frase di Maya velocizzata è quella che inizia con "l'angolazione da cui guardi la realtà, la posizione da cui la cambi" (e non ha neppure labiali da rispettare). Quella di Shinji, che viene quando appunto rompe il "vetro" è "forse potrei riuscire a esistere" (l'ho appena rivista ed è scandalosa per il sinc).4 punti
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