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Dynit presenta: GURREN LAGANN


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Ollèllè! Aggiunte random power, al solito!

 

IMHO più che per prendersi due lire in più (sarebbero proprio dei poveracci, dai... della serie 'mi serve l'euro per prendere il caffè') è che c'è il terrore dei labiali muti.

 

Ma tipo sta cosa non si potrebbe segnalare a Dynit dimodoché dia disposizione di non farlo mai più?

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Non è che Mazzotta in Code Geass s'inventa il nome di C.C.? :baffi:

Speriamo lo adatti in Chiappe Cicloniche :sisisi:

 

Meglio Culetto Candido come propose Shuji tempo fa :lolla:

 

IMHO quando un direttore trova un labiale muto pensa "quei fessi si son dimenticati una battuta, adesso ci penso io se no poi chi compra i DVD pensa che siamo dei lazzaroni" :sisi::lolla:

Modificato da Alex Halman
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Porca pu**ana.

Doppiato praticamente alla perfezione.

E Nia promette bene.

Sono quasi senza parole, era parecchio che non sentivo roba doppiata così, Guerrieri ha davvero fatto un ottimo lavoro (il giga drill breakER era un attimo bassino però), l'urlo che ha lanciato nel momento in cui Kamina è stato colpito a morte metteva davvero i brividi.

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Porca pu**ana.

Doppiato praticamente alla perfezione.

E Nia promette bene.

Sono quasi senza parole, era parecchio che non sentivo roba doppiata così, Guerrieri ha davvero fatto un ottimo lavoro (il giga drill breakER era un attimo bassino però), l'urlo che ha lanciato nel momento in cui Kamina è stato colpito a morte metteva davvero i brividi.

 

 

quoto senza se e senza ma :kommu:

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A me è parso appena sufficiente Guerrieri. A tratti risulta sempre troppo "sforzato" e poco naturale.

 

Ma guarda, personalmente non l'ho trovato nè sforzato nè poco naturale, anzi, ha fatto passi da gigante rispetto all'inizio, azzecca in pieno il personaggio in ogni momento e in un episodio non facile.

L'unica parte dove non ha l'impatto dell'originale è il Giga Drill Breaker, perchè non urla il Breaker come Konishi, ma ad esempio il "Colpo di grazia!" precendente è ottimo.

Per il resto, mi pare praticamente identico al giapponese per quanto può renderlo, in quanto la voce di Guerrieri non ha proprio le sfumature di quella di Konishi, ma cacchio, per me ha dato il massimo.

Modificato da Fencer
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A me è parso appena sufficiente Guerrieri. A tratti risulta sempre troppo "sforzato" e poco naturale.

 

Ma guarda, personalmente non l'ho trovato nè sforzato nè poco naturale, anzi, ha fatto passi da gigante rispetto all'inizio, azzecca in pieno il personaggio in ogni momento e in un episodio non facile.

L'unica parte dove non ha l'impatto dell'originale è il Giga Drill Breaker, perchè non urla il Breaker come Konishi, ma ad esempio il "Colpo di grazia!" precendente è ottimo.

Per il resto, mi pare praticamente identico al giapponese per quanto può renderlo, in quanto la voce di Guerrieri non ha proprio le sfumature di quella di Konishi, ma cacchio, per me ha dato il massimo.

Che dire...forse sono troppo assuefatto al doppiaggio nippo, forse la voce la voce di guerrieri non me piace, ma cmq il risultato finale non mi ha fatto esaltare. >_<

Quando c'ho tempo me la riguardo sul dvd. Là sto ancora al 3° episodio. Stasera ho colto la palla al balzo visto che i miei avevano preso il decoder per il digitale.

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Guarda che a parte tutto e' un'abitudine del doppiaggio italiano, vuoi per 'questioni' di turni e di battute da aggiungere... vuoi per questioni direi 'culturali', le pause sono a dir poco invise. Di esempu ce ne sono veramente tantissimi, mi pare che questioni del genere ci siano anche in produzioni 'blasonate' quali il Valzer con Bashir, sempre parlando di animazione.

 

Ti faccio un esempio di cui parlavo oramai anni fa; doppiaggio (inoltre) diretto dal solito Mazzotta di "You're under arrest", il film.

Ad un certo punto del film il 'capo' fa' un gesto di vittoria da lontano rispetto al punto di vista dello spettatore (e gia' questo inizia ad essere divertente, in quanto per farsi sentire in quel punto del film avrebbe dovuto urlare), e fa un gran sorrisone aperto a 600 denti (un classico).

 

In originale il personaggio non diceva, ovviamente, nulla, a parte il gesto eloquente, mentre in italiano Mazzotta ha inserito un verso di 'gongolamento'.

 

Ci sono delle logiche nel doppiaggio italiano che, per me, rientrano molto di piu' in un'ottica di 'ottimizzare' (diciamo cosi') i ricavi, ancor piu' che di ordine 'culturale'.

 

 

Hai ragione per metà (o forse tre quarti).

 

Ovvero, non c'entrano niente le logiche economiche: il doppiaggio è un'ambiente micragnoso dove, a ogniu livello, si va sempre al risparmio. Si tende a fare MENO. Il meno possibile. Quindi se un personaggio verseggia davvero per dieci minuti uno scrive "versi ad lib" e via, è una sola 'riga' da pagare.

 

Quelle cose, tipicamente, vengono aggiunte 'on the fly' se sono versi, o anche in fase di stesura copione se sono labiali mute.

 

Perché?

 

Perché l'idea base del doppiaggio italiano (spesso inconscia nella mente degli operatori del settore) NON è quella di TRADURRE un opera, ma comunque di RISCRIVERLA. E tale riscrittura avviene sul VISIVO prima che sul sonoro.

 

Quindi, ogni dialoghista italiano, o direttore di doppiaggio italiano si sente in diritto e dovere di aggiungere pezzi di battuta o battute del tutto a random se:

 

"in originale muove la bocca ma non dice niente"

"in originale dice una cosa ma non si capisce che intende"

"in originale dice una cosa ma un italiano non la direbbe"

 

Cose così.

 

Sono le logiche che ho sempre combattuto. Retrospettivamente, quando venni gettato nel mondo del doppiaggio e non ne avevo ancora destrutturato le logiche, semplicemente non capivo perché facessero certe cose, ma capivo che era sbagliato, e allora per evitare che le facessero mi intromisi.

 

Ovviamente i casi 2 e 3 sono qualcosa di impensabile, ovvero è sottointeso che 'in italiano' è solo sottobanchese per dire 'io' (non la capisco, non la direi). Ovvero quando si parla di idiomaticità, beh, nessun singolo è l'italiano, ed è depositario dell'italiano standard. Ma vaglielo a spiegare.

 

Nel primo caso, beh, io non capisco neppure quello.

 

Perché il direttore di doppiaggio NON è il regista del film, e NON deve compiere scelte registiche.

 

Ovvero, per fare un esempio pratico, in Totoro c'è una scena in cui la regia va 'dentro' la mente di Satsuki che si sta estraniando dalla realtà intorno a lei. Quindi tutto il brusio di sottofondo (c'è gente che blatera in fuori campo) si 'abbassa sino a scomparire' (fade-out sonoro), poi la scena cambia, Satsuki scappa e la nonnina le grida appresso con labiale visibile, ma è muta.

 

Ora io NON so se quello sia una scelta registica, un errore di doppiaggio giapponese, un errore di mix.

Per la ragione che ho espresso, credo evidente, per me è una chiara scelta registica (nota: la stessa cosa in Kiki quando Tombo cade e Kiki lo riacchiappa al volo: il rumore della mano che si stacca dal cavo 'chiude' il sonoro, va via tutto il brusio della gente, due ragazzine strillano in primo piano, MUTE, poi Kiki riacchiappa al volo Tombo, si sente il rumore della mano e quello 'riporta' il sonoro. L'idea è sempre che l'eccesso di emozione 'silenzi' la percezione interna del suono).

 

Ovviamente, anche con tutte queste cose, boh, la CERTEZZA non ce l'ho.

Magari in Totoro la battuta della nonnina è 'saltata' in mix e non c'era tempo per richiamare l'attrice.

Sembra una cosa demente, eh. Lo so. Faccio un'ipotesi estrama.

 

Notate che un sacco di gente in Italia ha detto e scritto 'manca una battura'. Per quanto sia EVIDENTE tutta la regia che ho detto, eh. Quindi riconsideriamo il concetto di 'demenza', intanto. Comunque:

 

Il punto reale è che tutto ciò NON mi deve interessare come direttore di doppiaggio, perché semplicemente NON mi compete.

 

Io devo rifare quello che Miyazaki ha fatto. Non devo fare nulla di nuovo.

Se faccio qualcosa di nuovo (diverso dall'originale) in un doppiaggio, ho solo fatto un ERRORE OBIETTIVO.

E' semplice.

 

Altrimenti Gendo dovrebbe parlare sonoramente a Ritsuko prima di spararle in Magokowo wo Kimi ni (non Air).

E ora potere iniziare a pensare cosa le dica.

Ma in Terra lo sanno solo due persone.

 

Ma tipo sta cosa non si potrebbe segnalare a Dynit dimodoché dia disposizione di non farlo mai più?

 

Cosi' tarpi le ali al direttore del doppiaggio, gli metti paletti :goccia:

 

Vero?

Dici che è per questo che sono malvisto nell'ambiente? :)

 

Ci sono due esempi/aneddoti su questo.

 

Uno è antico, primo episodio di Escaflowne.

Quando Hitomi chiede il SUO (Hitomi) primo bacio a Amano-senpai. Lo fa con un inchino, molto deferente. La battuta era forse "Ti prego di concedermi il mio primo bacio".

 

Ovviamente Ilaria Latini era tipo: "WTF?"

Lo recitò com'era scritto, e glielo richiesi ancora più deferente (cose tipo: vedi, lei lo dice in un inchino, l'emissione del fiato è diversa, devi come scaricare un fiato trattenuto di ansia etc etc etc). E lei era ancora più: "WTF". Travalicando la sua epica gentilezza, riuscì a dire una cosa tipo "ma... ma... nessuno ragazza direbbe quella cosa così...". Chiaramente laconicamente risposi: "nessuna persona italiana, forse. Kanzaki Hitomi è giapponese, anche se ora la facciamo parlare in italiano.

 

La seconda cosa è meno lampante, ma ancora più forte.

 

In Howl, Roberta Pellini fece una battuta. Gliela feci rifare un po' diversa. Lei la rifece. Io dissi 'ora va bene'. Lei disse 'ok, ma a me piaceva di più prima, era più bella'. Io disssi: 'anche per me era più bella prima'. Lei era COMPLETAMENTE stile "WTF?".

 

Allora sono entrato, e le ho detto: "vedi, non si tratta di farla 'bella'. Bella per me, bella per te, bella per chi. Si tratta di farla 'giusta'. Senti l'originale, ora è come in originale. Prima no. Quindi ora è giusta. E' bella ora, perché è giusta, ovvero è fatta come è piacuta non a me, non a te, ma al regista."

 

Tutto qui.

 

Chi lavora nel doppiaggio, per me, dovrebbe sempre restare solo un INTERPRETE di un originale. A tutti i livelli.

Modificato da Shito
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Oltre a velleità autoriali (e credo che intromettersi nelle scelte degli autori senza la loro autorizzazione sia una bella prova di arroganza e di pochezza, visto che si opera su un qualcosa altrui e non ci si mette in gioco con qualcosa di proprio) ho anche la sensazione che dietro la scelta di questo tipo di aggiunte ci sia una vera e propria paura del silenzio.Lasciare che lo spettatore interpreti da solo, che si faccia una propria idea di ciò che vede, è inammissibile a quanto pare. Il silenzio come detto fa paura, va riempito in qualche modo, perchè impone allo spettatore un sforzo interpretativo molto spesso più faticoso che non di fronte ai dialoghi più complicati.Ma fortunatamente ci stanno gli operatori del doppiaggio che ne sanno di più degli autori e vengono incontro alle limitate (secondo loro)capacità del pubblico.

 

Nella versione inglese di Kiki contenuta nel dvd uscito in Italia ci sono alcune scene (credo di averne già scritto in passato) abbastanza chiare:

Kiki, nelle scene iniziali, corre a casa consapevole che è ora di partire: nel tragitto incontra una persona e la saluta con un cenno. Noi stiamo lontani e vediamo solo il cenno, non sappiamo cosa dica (questo nella versione originale e nella versione italiana); gli americani hanno pensato bene di far sentire chiaramente il saluto. Paura che lo spettatore non capisse? Che non cogliesse ed interpretasse il gesto? Mi vengono in mente i vecchi cartoni di supereroi americani (tipo i "superamici") dove il personaggio di turno arrivava a descrivere minuziosamente ogni singola azione, ogni singolo gesto, ogni singolo evento che lo coinvolgeva. Paura che le immagini in movimento non riescano da sole a trasmettere il messaggio? Paura che il mezzo espressivo non sia adeguato o completo e necessiti sempre della ridondanza?

Altra scena: una donna venuta alla panetteria chiede del servizio di consegna (è la signora che deve spedire il gatto di peluche); come vede Kiki sorride e l'espressione assunta fa intendere chiaramente un apprezzamento per la streghetta (magari perchè pensa che sia graziosa, o magari perchè una ragazzina così giovane già svolge un'attività lavorativa, chissà). Fatto sta che nella versione giapponese (e italiana) il sorriso rimane un sorriso; in inglese hanno aggiunto un "ah" di esclamazione. Poca cosa si potrebbe dire, ma il solo sorriso lasciava intendere quel che bastava e la donna manteneva in quell'inquadratura una certa finezza. Nel doppiaggio inglese, se si ha avuto modo di ascoltarlo quel "ah", la finezza va a farsi benedire e la prima impressione del personaggio ne risulta compromessa: emettere un suono sia pur di sorpresa di fronte ad una persona appena incontrata non si confà di certo all'elegante signora borghese che Miyazaki ci ha presentato.

 

Altra scena, probabilmente l'intervento peggiore: Kiki si sveglia di mattina presto e va al bagno sito nel giardino; si sentono solo i rumori classici del primo mattino (essenzialmente il cinguettio degli uccelli), una scena di una splendida naturalezza. Dopo aver tirato lo sciacquone vediamo aprire la porta del bagno e Kiki si affaccia, ma sentendo il rumore dei passi del marito di Osono che sta andano al forno riaccosta subito la porta e attende che il panettiere sia passato per poi salire rapidamente le scale e chiudersi la porta della propria stanza alle spalle.

I geni americani non hanno tollerato il silenzio e c'è stata l'aggiunta di una serie di suoni in sottofondo volti a sottolineare i passi di Kiki. I geni a mio avviso hanno interpretato e poi cercato di rendere, nella versione americana e di conseguenza in quella italiana che si è ritrovata lo stesso sonoro, comica la situazione, come se ci fosse qualcosa da ridere in Kiki che non vuol farsi vedere uscire dal bagno; un commento sonoro in stile "Tomn e Jerry" rovina una delle scene più delicate del film. Kiki è una ragazzina sulla soglia della pubertà, il film è un chiaro film di crescita e di passaggio dall'infanzia all'adoloscenza, Kiki non vuol farsi vedere uscire dal bagno per motivazioni di natura squisitamente femminile; c'è da ridere nel vedere una tredicenne che per pudore (e che contrasto se ripensiamo all'ultimo scampolo di atteggiamento tipicamente infantile che ha avuto a casa prima di partire, chiedendo al padre di sollevarla in aria) evita di farsi notare in quella situazione? C'è da ridere nell'osservare la crescita fisica e psicologica femminile come Miyzaki ha lasciato intendere in quella scena? Il pubblico maschile deve sentirsi in imbarazzo piuttosto, altro che ridere, mentre quello femminile provare empatia per la ragazzina.

Ma purtroppo il silenzio (fondamentale per rendere la scena) è stato zittito da una "musichetta" che ha stravolto la situazione immaginata dall'autore.

 

Bastano piccolissimi dettagli per fare gran danni; una sola parola, un mugugno, un commento sonoro aggiunto, bastano e avanzano per alterare in modo sostanziale l'originale. E' grave quello che hanno fatto con Yoko proprio perchè il resto è ottimo.

In Italia abbiamo sia doppiatori con buone/ottime capacità recitative che direttori di doppiaggio che sanno ben dirigere per tirare fuori il meglio dalle voci; quello che manca è una più diffusa deontologia professionale che vorrebbe gli operatori del settore lavorare per l'opera e non sull'opera.

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Mah, nel caso specifico di GURREN LAGANN mi viene da pensare che il direttore del doppiaggio abbia semplicemente creduto che quella "frase muta" fosse solo un errore di doppiaggio, ritenendo quindi di doverlo "correggere" per evitare che tale "errore" venisse attribuito a lui..

Del resto la battuta aggiunta andava comunque pagata, oltre al fatto che fosse molto "neutra"..

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un dubbio di adattamento: ma il DAI di Dai-Gurren-dan non era in Kanji significante "Grande"? con conseguente traduzione che sarebbe dovuta essere "Brigata Grande Gurren"(o "Grande Brigata Gurren")?

 

anche se magari s'e' tenuto Dai-Gurren per il labiale...

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