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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
      15
    • Non so
      3
    • MUUUUUUUUUUUU!!!
      24
    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
      6

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e poi Gargoyle con uno schiocco di dita glielo strappa pure nell'ultimo episodio  :rotfl:

anche Nadia verso la fine della serie aveva avuto l'onore di indossare un imbarazzante vestito neoatlantideo per altro  :sisi:


E diceva infatti di vergognarsi (proprio hazukashii) :)
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(sono tentato di dire che potrebbero sul serio fare un qualcosa dove piloti di robottoni vanno in giro nudi.)

Mazinsaga, Muv Luv, probabilmente me ne sto' scordando altri....

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Ormai si e' sposato! E' un responsabile membro della societa' giapponese e non piu' un paria!

pure Hagiwara.
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Ma perchè questo dovrebbe essere un male?

Quattordici anni non saranno passati per nulla....




MACCOME!



"Nigecha dame da!"


Gualtiè, prendendo in prestito le parole che hai dato ad una certa dodicenne di Osaka, "è talmente da fanatici che non capisco". Se ti esprimi solo per battute non riusciamo a intenderci bene :P
Comunque, la mia risposta al "maccome" è questa: se un artista riprende dopo oltre dieci anni un'opera che ha in qualche modo segnato un punto di svolta nella sua vita, mi aspetto che la trasformi radicalmente alla luce di tutte le esperienze avute successivamente. Altrimenti che senso ha riprenderla?

E lasciami dire che se pure te che sei un addetto ai lavori dopo aver visto qualche elemento secondario che non ti piace in una storia che ancora non si capisce dove voglia andare a parare subito dici "OMG S'E VENDUTO", allora siamo messi proprio male...
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Credo che togliendo queste cose, Anno non sia più Gainax. Infatti Rebuilt è Khara.


Vabbe' ma la Khara è servita ai nuovi membri della Gainax per dissociarsi da EVA. Non lo hanno rigettato, ma non potevano nemmeno continuare ad essere oscurati dalla sua ombra.
Alla Khara ci sono perlopiù figure del vecchio corso, come anche il tuo amato Takeshi Honda.
I gggiovani dello studio non sono più troppo legati al vecchio, per fortuna. Ora speriamo che la Gainax trovi qualcun'altro oltre ad Imashi con cui realizzare qualche progetto nuovo.
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Ma perchè questo dovrebbe essere un male?

Quattordici anni non saranno passati per nulla....




MACCOME!



"Nigecha dame da!"




Gualtiè, prendendo in prestito le parole che hai dato ad una certa dodicenne di Osaka, "è talmente da fanatici che non capisco". Se ti esprimi solo per battute non riusciamo a intenderci bene :P

Comunque, la mia risposta al "maccome" è questa: se un artista riprende dopo oltre dieci anni un'opera che ha in qualche modo segnato un punto di svolta nella sua vita, mi aspetto che la trasformi radicalmente alla luce di tutte le esperienze avute successivamente. Altrimenti che senso ha riprenderla?



E lasciami dire che se pure te che sei un addetto ai lavori dopo aver visto qualche elemento secondario che non ti piace in una storia che ancora non si capisce dove voglia andare a parare subito dici "OMG S'E VENDUTO", allora siamo messi proprio male...


La Gainax non è una grossa azienda, non lo è mai stata.

E' sempre stata una maniac-kaisha, una gabbia di otaku matti, da quando si chiamava DAICON FILM.

Quando fecero Eva, gli vennero tanti soldi che non ne avevano mai visti, e l'amministratore finì in galera per frode fiscale... il commento di Takeda Yasuhiro in merito fu esemplare: spiegava che aveva comprensione per l'amministratore, perché la Gainax *non aveva mai avuto alcuna solidità economica*, e quindi...

Stiamo parlando di una compagnia di matti in cui uno di questi, Akai Takami, fece Princess Maker (inventandosi praticamente un intero genere) DA SOLO, dal design al coding.

Stiamo parlando di gente che si faceva i sentai in casa, capisci? Kaettika Ultraman, Yamata no Orochi no Gyakusho, NOTENKI!

Non stiamo parlando di gente comune. Parliamo di otaku. Parliamo di persone che si sono messe sulle spalle il peso del rifiuto cosciente e intellettuale della crescita, il rifiuto della Tesi dell'Angelo Crudele, ovvero "crescere significa tradire l'idealismo e la purezza infantile".

Maya lo sa, quando parla di misofobia con Ritsuko (se risposti il quadro patologico in ambito etico, è lo stesso).

E anche Sasshi lo sa. Noriko lo sapeva, dato che l'effetto Urashima in Top wo Nerae era tutta una metafora per questo. Solo gli otaku 'viaggiano nello spazio' e perdono il tempo della loro vita, e poi salendo sull'SDF-1 da vecchi, togliendocisi i caschi, ci si ritrova ragazzi (questo è il finale di Otaku no Video).

Quindi Anno, che viveva tutto questo in maniera dolorosa, continuava a dirci che "non si deve fuggire, non si deve fuggire, non si deve fuggire". Ti giuro che io il messaggio vero di Eva l'ho sentito, oltre ad averne parlato a cena con Yamaga Hiroyuki e Takeda Yasuhiro.

E poi?

Poi è fuggito. E' fuggito nella 'vita da adulto', infine, facendo un remake di un money-maker tanto per rimettere in moto la giostra mangiasoldi? Mmmmh...

No, non va bene. Almeno per me.

Mi andava benone la rassegnazione di Otaku no Video. Mi andava benone il favolismo intellettuale di Sasshi e Arumi, per tornare a quella dodicenne. E mi va benone la narrativa 'nuova vecchia' di Tsurumaki, che per me è davvero l'unico genio nuovo.

Non so, sarà che ci sono dentro pure io con tutte e due le scarpe. Sarà che l'essere diventato un professionista di settore non cambia la cosa, e non vuole neppure dissimularla (che ipocrisia, sarebbe), ma Anno, per me, ha toppato di brutto. :(

Così come non accetterò M A I l'estromissione di Akai.

C'è un'etichetta, un'etichetta!

Come un altro otaku disegnato da un altro ancor più vecchio otaku, diceva (il boss dei Mammaiuto)

(Di questi tempi mi sento un po' vicino a Smith Toren, non quello disegnato, quello vero)

Ma io sto ancora cercando un'Antitesi. Un modo di crescita scevro da tradimento infantile. Per diventare "Un adulto che non verrebbe deprecato dal bambino che fui", come scrissi una volta. Un'ibrido tra Kiki e Marco Pagot, forse. In fondo a Shizuku una cosa così andava a genio (Mimi wo Sumaseba), e forse Seiji è proprio la risposta.

Forse.

----

PS: per rispondere nel merito della 'necessità del remake', bah! Io odio i remake. Odio anche i sequel. "Le lancette dell'orologio non possono tornare indietro", sì? Puah! Ha fatto allora di meglio Miyazaki, otaku tutta la vita, e poi autocritica genuina da vecchio.

PS: scusa per l'incedere aforistico citazionistico. Sono un po' eracliteo, di questi tempi. Mi scuso sinceramente per la scarsa leggibilità. Dev'essere una contronda di risacca dopo tanti anni di iperdidascalicità.
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Be' rifiiuto o non rifiuto che è legittimito, Miyazaki non ha mai fatto sequel o riarrangiamenti delle sue opere. Eppure è riuscito a rimane se stesso in ogni film.

 

A me dispiace che abbia abbandonato la sua carriera di mangaka. Nausicaa è il mio manga preferito.

 

Stessa cosa non può proprio dirsi di Anno. Soprattutto quando ci sono tanti $ in ballo di potenziale ritorno, rimane sempre la perplessità di queste iniziative. Non credo che ci sarebbero stati problemi con una tetralogia di film nuovi, cioè proprio una nuova idea riversata su pellicola.

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C'e' giusto una voce sul sequel di Porco Rosso  :ph34r:


Che spero ardentemente non sia solo tale.
Ci sarebbero gli S.M.79 Sparviero, ecchecazzo!  :pazzia::pazzia::pazzia:

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Cmq io prima di dare giudizi voglio vedere anche l'ultimo film. Si sa mai che si risolva in una presa per i fondelli ai danni degli otaku  ;D


Sì, guarda, proprio l'ultima cosa che vorrei vedere. Mi sono strarotto le palle di questa autoreferenzialità inutile che serve solo ad aiutare i complessi di superiorità di qualcuno.
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C'e' giusto una voce sul sequel di Porco Rosso  :ph34r:


Molto voce. E cmq mi pareva che riguardasse uno dei suoi brevi 'manga'.

A chi dice di Miyazaki mangaka: a rigore non dovrebbe neppure chiamarsi mangaka. La sua impostazione non può ricollegarsi a tezuka, più al fumetto franco-belga, se vogliamo. E' un outcast, da otaku quale è. :)

Io attendo ardentemente il prossimo film di Goro, tratto dall'opera di Hotta Yoshie.
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Mi inserisco per ringraziare della 'definizione' di otaku di vario grado, ma mi interessa pure di piu' il discorso di autoreferenzialita', di cui vorrei parlare meglio in seguito.

 

A riguardo, anche i sassi sanno che il Vero mercato e' quello degli 'occasionali', l'autoreferenzialita' che infligge una spinta centrifuga rispetto a loro e una piu' centripeta intorno alla medesima fittizia area di interesse che un editore pensa sia quella dei 'propri' lettori, senza considerare che nel tempo tale area si svuota e non ne viene di per se' favorito un ricambio o quantomeno un 'aumento', vista la natura stessa di quanto offerto...

 

Quindi e' da un po' che sto considerando con curiosita' questa spinta 'suicida' dei vari editori e del mercato, che tendono piu' che altro alla consunzione di quello che si ritiene essere il 'proprio' pubblico.

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A riguardo, anche i sassi sanno che il Vero mercato e' quello degli 'occasionali', l'autoreferenzialita' che infligge una spinta centrifuga rispetto a loro e una piu' centripeta intorno alla medesima fittizia area di interesse che un editore pensa sia quella dei 'propri' lettori, senza considerare che nel tempo tale area si svuota e non ne viene di per se' favorito un ricambio o quantomeno un 'aumento', vista la natura stessa di quanto offerto...



Quindi e' da un po' che sto considerando con curiosita' questa spinta 'suicida' dei vari editori e del mercato, che tendono piu' che altro alla consunzione di quello che si ritiene essere il 'proprio' pubblico.


Il problema è che un'analisi generale non è sempre detto che funzioni in casi specifici.
Gli occasionali ad esempio non comprano dvd/gadget di animazione, si guardano l'anime se gli piace e basta, non è un mercato abbastanza sdoganato da rendere la cosa normale, per quanto ho capito chi compra roba (ma anche chi ha una certa età e guarda ancora anime, magari quelli della fascia notturna) viene con tutta probabilità considerato un otaku, il che dubito sia il massimo per chi vuole essere un normale membro della società.

E allo stesso modo non credo nemmeno ci sia bisogno di creare un ricambio, non è stata l'animazione a creare gli otaku, alcuni anime li avranno anche riuniti, ne avranno uniformato i gusti, ma alla fine è una categoria di persone create dalla società giapponese, quelli che non vogliono crescere e diventare noiosi adulti abbandonando le passioni giovanili, o anche quelli che semplicemente preferiscono andare in overdose di anime/vg/qualsiasialtracosa che condurra una normale vita con tutti i problemi e le difficoltà del caso.

Più che suicidio si dovrebbe parlare di massimo risultato con il minimo sforzo.
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Ormai si e' sposato! E' un responsabile membro della societa' giapponese e non piu' un paria!


pure Hagiwara.


Madonna mia.  :ph34r:

Ma, immagine inquietante a parte, mi fa ridere che uno sia più "responsabile" perché sposato.

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Poi è fuggito. E' fuggito nella 'vita da adulto', infine, facendo un remake di un money-maker tanto per rimettere in moto la giostra mangiasoldi? Mmmmh...


Se il problema erano i soldi, allora la Gainax e lui sarebbero disonesti a toccare l'argomento da dopo NGE. Quindi Abenobashi, verosimilmente Karekano e Cutie Honey, etc. Altro che la Rebuild.
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Madonna mia.  :ph34r:


Pensi all'incauta che dovrà sopportarselo? ;D

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A chi dice di Miyazaki mangaka: a rigore non dovrebbe neppure chiamarsi mangaka.


Ma non ci siamo sentiti dire per anni che nemmeno dire "manga" per fumetto giapponese sarebbe corretto, visto che la parola vuol dire "fumetto" e basta? ;)

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La sua impostazione non può ricollegarsi a tezuka, più al fumetto franco-belga, se vogliamo.


Un po' come per Jiro Taniguchi, dunque.

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Più che suicidio si dovrebbe parlare di massimo risultato con il minimo sforzo.


Solo fino a quando ti rimangono abbastanza clienti da continuare.
Guarda il caso dei fumetti americani, passati da fenomeno per tutta la nazione a ultranicchia sempre più chiusa verso l'esterno e sempre più declinante.
Io ad esempio sono uno di quelli che davanti alla tua alternativa "o guardo pure le cazzate per riderci sopra, o mi limito a 3-4 anime a stagione" ormai ha scelto la seconda opzione...
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io, da vedere, ho più roba degli anni '80 che nuova :lolla:

comunque anche in passato c' erano molte fesserie, solo che per una serie di ragioni oggi è possibile selezionare più facilmente cosa guardare. invece il nuovo evangelion, che siano piaciuti o meno la serie tv e i vecchi film, lo si guarda anche solo per curiosità.

now on cosmos pink shock :fash1:

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A riguardo, anche i sassi sanno che il Vero mercato e' quello degli 'occasionali', l'autoreferenzialita' che infligge una spinta centrifuga rispetto a loro e una piu' centripeta intorno alla medesima fittizia area di interesse che un editore pensa sia quella dei 'propri' lettori, senza considerare che nel tempo tale area si svuota e non ne viene di per se' favorito un ricambio o quantomeno un 'aumento', vista la natura stessa di quanto offerto...



Quindi e' da un po' che sto considerando con curiosita' questa spinta 'suicida' dei vari editori e del mercato, che tendono piu' che altro alla consunzione di quello che si ritiene essere il 'proprio' pubblico.




Il problema è che un'analisi generale non è sempre detto che funzioni in casi specifici.

Gli occasionali ad esempio non comprano dvd/gadget di animazione, si guardano l'anime se gli piace e basta, non è un mercato abbastanza sdoganato da rendere la cosa normale, per quanto ho capito chi compra roba (ma anche chi ha una certa età e guarda ancora anime, magari quelli della fascia notturna) viene con tutta probabilità considerato un otaku, il che dubito sia il massimo per chi vuole essere un normale membro della società.



E allo stesso modo non credo nemmeno ci sia bisogno di creare un ricambio, non è stata l'animazione a creare gli otaku, alcuni anime li avranno anche riuniti, ne avranno uniformato i gusti, ma alla fine è una categoria di persone create dalla società giapponese, quelli che non vogliono crescere e diventare noiosi adulti abbandonando le passioni giovanili, o anche quelli che semplicemente preferiscono andare in overdose di anime/vg/qualsiasialtracosa che condurra una normale vita con tutti i problemi e le difficoltà del caso.



Più che suicidio si dovrebbe parlare di massimo risultato con il minimo sforzo.


Uhm, no, a mio avviso e' proprio suicidio.

Qualunque produttore/editore sa che il fandom non garantisce di per se' i numeri necessari alla sopravvivenza economica di un qualunque tipo di prodotto.
Questo in quanto esso rappresenta un circolo vizioso autoreferenziale che si estingue nel tempo, o si assottiglia fino a diventare economicamente risibile.
E' utile o importante in fase di lancio di un prodotto, in quanto agevola il passaparola e la pubblicita', ma basare una produzione SOLO su di esso e' una follia.

Il Vero mercato e' quello che sta al di fuori di quel circolo, il mercato che fa i numeri.

Cosa abbastanza importante poi, SE prima le fanzine e gli 'esperti' avevano un particolare 'appeal' presso il pubblico occasionale, da anni c'e' stato uno scollamento quasi totale tra 'la base' di otaku e nerd e 'gli altri.
Questo dovuto anche alla ormai progressiva perdita di punti di riferimento per un parere piu' o meno critico, dovuto alla ovvia moltiplicazione e stratificazione dell'informazione su internet.

Cio' considerando, ci sono ancora produttori (vedi gainax), che sfornano prodotti in piena crisi di autoreferenzialita', invocando un riscontro e un pubblico che non potra' mai essere quello che gli ha dato successo, lo 'zoccolo duro', in quanto questo non esiste piu', oppure si e' mostruosamente assottigliato; le stesse dinamiche sociali giapponesi indicano che un lasso di tempo di piu' di 10 anni da, ad esempio, Evangelion, ha ormai fatto si' che molti di coloro che seguivano/hanno seguito quel determinato prodotto, si siano semplicemente allontanati dal tipo di prodotto. E' un tipo di 'pubblico' che assai difficilmente (Bonelli ne sa qualcosa) ha un ricambio.

E' un tipo di pubblico con gusti ed esigenze che negli anni semplicemente CAMBIA; e se prima un dvd o una action figure era cio' che volevano, se si sono fatti una famiglia e devono fare i conti con nuove tali dinamiche, se l'interesse rimane uguale, cambia e muta la prospettiva di acquisto.

E' per questo che ritengo davvero 'singolare' il volersi riferire allo stesso identico pubblico, visto che anche e non solo loro hanno dati tali da mostrargli ed evidenziare che il tipo di riscontro non sara' 'maiuscolo' come quello che ha fornito visibilita' e successo, nello specifico, a un prodotto specialmente, quale Eva.
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Ah, sì, il plugsuit di Asuka ora è trasparente. Solo i duri e puri ricorderanno che l'originale (quello di Electra), già veniva lamentato come imbarazzante in un certo bar, poco dopo un certo fidanzamento.


ulteriori delucidazioni per i molli e impuri ???

p.s.

intendo delucidazioni tipo sul bar e sul fidanzamento
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le stesse dinamiche sociali giapponesi indicano che un lasso di tempo di piu' di 10 anni da, ad esempio, Evangelion, ha ormai fatto si' che molti di coloro che seguivano/hanno seguito quel determinato prodotto, si siano semplicemente allontanati dal tipo di prodotto. E' un tipo di 'pubblico' che assai difficilmente (Bonelli ne sa qualcosa) ha un ricambio.


Curioso che citi Bonelli: ultimamente avrà problemi di ricambio, come dici tu, ma è uno dei pochi che è riuscito a portarsi dietro buona parte del suo pubblico dai 15 anni fino ai 65 :)
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