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Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni


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E per il libro nella sua traduzione accademica (Maria Teresa Orsi) era così.

 

E nella traduzione del film (Francesco Prandoni) era così.

 

Il titolo "una tomba per le lucciole" viene da una battuta INVENTATA (non c'è proprio) dal precedente adattatore italiano del film.

 

Sempre cose belle.

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Già che ci sono, una domanda per @Shito e chiunque altro voglia rispondere. Ne parlava un traduttore su un video che ho visto ieri. La classica frase introduttiva: はじめまして、フェデリコです。よろしくお願いします。

Reputi sia il caso di adattarla sempre nello stesso modo o in base al contesto?  Perché ad esempio a me è stata detta da dei clienti saliti a bordo del mio taxi, ed in questo caso affidarsi alla

Quindi comunque l'idea di base è quella di tradurne il significato nel contesto nella quale è espressa  Già che ci sono, come la mettiamo però con i suffissi onorifici dei nomi? Odiati da tutti,

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Ma la cosa più brutta è che quando uno di questi signori fa un cazzata poi questa si sedimenta e diventa durissima da correggere e più passa il tempo peggio è facendo diventare il danno quasi irreversibile... ma qui è colpa soprattutto del pubblico che si comporta tipo le oche di Konrad Lorenz una volta ricevuto l'imprinting

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Ma infatti la cosa che io fatico davvero a capire è la difesa e l'affezione all'errore. Si può sbagliare, l'animazione giapponese qui in Italia è sempre stata trattata come robaccia di terz'ordine e non ci si è messa la dovuta professionalità e gli errori ci sono stati. Ma un sedicente appassionato che difende scelte maturate in un contesto così umiliante è davvero incomprensibile.

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Fencer, come ti dicevo altrove: non solo sui film giapponesi. Nella trattazione di qualsiasi opera di altri.

 

Leggere però i post sopra al mio mi scalda il cuore. :lacrimuccia:

Edited by Shito
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Ma infatti la cosa che io fatico davvero a capire è la difesa e l'affezione all'errore. Si può sbagliare, l'animazione giapponese qui in Italia è sempre stata trattata come robaccia di terz'ordine e non ci si è messa la dovuta professionalità e gli errori ci sono stati. Ma un sedicente appassionato che difende scelte maturate in un contesto così umiliante è davvero incomprensibile.

 

Discorso in effetti già fatto miliardi di volte... il fatto è che i veri appassionati di animazione giapponese sono pochissimi gli altri, la massa, si spacciano per tali ma sono solo appassionati della loro infanzia e ciò che hanno visto da piccoli (ma non solo) diventa Sacro e intoccabile... che poi in realtà il più delle volte di tali prodotti non ricordano quasi una mazza (magari giusto le sigle perché sono in rima e sentite centinaia di volte) e anche potendo non se li riguarderanno mai per intero, anzi, potrebbero anche restarci male messi di fronte alla realtà confrontata con i loro ricordi distorti e abbelliti dal tempo. (ce ne sono tante invecchiate malissimo eh...)

 

 

 

Fencer, come ti dicevo altrove: non solo sui film giapponesi. Nella trattazione di qualsiasi opera di altri.

 

Leggere però i post sopra al mio mi scalda il cuore. :lacrimuccia:

 

Verissimo, in effetti ci lamentiamo di Gundam con la U ma allora L'incredibile Hulk? stessa menata paro paro, e questa è proprio una delle cose più stupide e trascurabili... si è parlato tempo fa con Garion anche dei Peanuts col "grande cocomero" quando anche un cretino può accorgersi che è una zucca... ma purtroppo grande cocomero era e grande cocomero resta

Edited by Alex Halman
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Mah, io mi spingo a monte,  non capendo proprio il senso di voler vedere un'opera diversa dall'originale, quando, si presuppone, vorresti vedere quest'ultima.

Non parliamo della difesa dell'errore senza aver mai visto l'originale poi :giggle:

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Mah, io mi spingo a monte,  non capendo proprio il senso di voler vedere un'opera diversa dall'originale, quando, si presuppone, vorresti vedere quest'ultima.

Non parliamo della difesa dell'errore senza aver mai visto l'originale poi :giggle:

 

Ecco, il punto è che tu sbagli il presupposto, chi si incaponisce a difendere le scelte cannate del passato in realtà dell'opera originale se ne strafotte, anzi, si convince che la nostra versione abbia pure migliorato l'originale... confondendo spesso il concetto di "ciò che preferisco io" con "migliore" che son concetti diversi, io posso anche capire chi mi dice che preferisce ad esempio "le radio al plutonio" e il "vuolsicosìfuniculiìfuniculà" ma non mi venga a stracciare i coglioni sostenendo che tali stravolgimenti siano dei miglioramenti di cui dovremmo pure vantarci perché i gialli sono stupidi e noi siamo più bravi di loro perché lo mando a zappare alla velocità della luce.

Edited by Alex Halman
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Verissimo, in effetti ci lamentiamo di Gundam con la U ma allora L'incredibile Hulk? stessa menata paro paro, e questa è proprio una delle cose più stupide e trascurabili... si è parlato tempo fa con Garion anche dei Peanuts col "grande cocomero" quando anche un cretino può accorgersi che è una zucca... ma purtroppo grande cocomero era e grande cocomero resta

Il problema è che pure i puritsti a volte si incaponiscono su alcune cose e se ne sbattono su altre vedi appunto Hulk e Gundam : a nessuno frega una mazza di come viene pronunciato il primo mentre per il secondo c'è chi si lamenta , ma poi se ne frega se pronunciano mobil suit scritto come si legge invece che mobail suit ( ok, in Albama lo pronunciano come si scrive, ma non credo che i personaggi di Gundam siano originari di lì).

Senza contare che c'è gente cosiddetta puritsta che si fissa su certe traduzioni  o nomi che ritengono corrette ( vedasi quelli che si lamentano che un doppiagio ita non è fedele a un fan sub).

Cacchio, c'è ancora gente che crede che Kido Senshi Gundam significhi "Gundam, il guerriero dall' armatura mobile" !

Poi ci sono quelli  che  si lamentano che i dialoghi di questo e quella serie  siano scazzati,  quando TUTTI i doppiaggi ita sono scazzati, vecchi o nuovi, anime e non solo nessuno escluso.

A questo punto, o la si smette di lamentarsi  e di guardarsi tutto in originale,  o non si compra più una mazza, non si va più al cinema ( perché non capisco il motivo per cui uno si va a vedere il block buster di turno pieno di errori  nel doppiaggio, mentre si fa gli schizzinosi quando esce il film di quell' editore di anime che stà sulle palle ), non si guarda nulla in tv ecc....

Fine.

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Ci si è lamentati anche di quello, ma alla fine se già non ti caga gente con le pezze al culo, figurati chi ha i soldi.

Per dire, nella sezione cinema spesso ci si imbatte nelle prese per il culo dei titoli italiani scelti per i film.

 

Poi fondamentalmente la tecnologia aiuta e l'inglese è una lingua ben più studiata e nota del giapponese (ma anche francese, tedesco e spagnolo, tra un po' anche il russo e il cinese mandarino), quindi se hUlk è cannato amen, si attacca l'audio inglese (tra l'altro i BR Marvel hanno anche i SUB inglesi, quindi fanculo a qualunque mano italica abbia toccato il film, e i titoli sono standardizzati per l'intero globo, diverso invece per roba come First Class, tant'è vero che io l'ho preso solo quando ho beccato il bundle a 5 euro che conteneva i BR di entrambi i film) e si sente la pronuncia corretta con somma tranquillità (anche perchè vedermi ricordato ogni volta che gli italiani sono degli ignoranti schifosi nelle lingue straniere e per coprire questa ignoranza si vantano di miglioramenti vari o memoria storica non è proprio il massimo della vita) e financo giubilo.

 

Il problema sorge col giapponese, perchè non è che basta guardarsi la roba con l'audio originale (quella è una cosa che possono fare Garion e Shito), ti servono anche i sub. Ma da noi spesso neanche quelli ci si degna di fare bene.

Pressapochismo come poca roba. E allora ti tocca rivolgerti ad edizioni estere e sperare in bene (a me con Casshern Sins è andata bene e con LOS anche, ma altre edizioni franciose le ho dovute evitare perchè hanno qualche errore sparso nei dialoghi.... ovviamente parlo di SS e ovviamente siamo molto lontani dalle nostre vette).

E non capisco perchè.

Ce n'è di gente che sa la lingua.

Ma ora come ora sembra che da noi non ci sia una tradizione del buon lavoro e del rispetto delle opere altrui e c'è una sparsa sindrome dello sceneggiatore represso. D'altronde spesso si dice che siamo un popolo di grandi tradizioni, ma a me sembra che certa gente faccia parte semplicemente di un popolo di falliti. Che cerchi di vivere dei "trionfi" rubando e cercando di fare propri i lavori degli altri e prendendosene il merito. Non so, come gente che per non sentirsi continuamente inadeguato, apporti cambiamenti a caso per poter far vedere che comunque ne sa di più.

O peggio, semplicemente si ritiene il pubblico troppo stupido per scegliere se accettare o meno correzioni o addirittura giudicare o meno il prodotto per quello che è. L'ignoranza innocente da un certo punto di vista (quella che dominava la maggior parte della produzione anni 80, con hUlk che per ovvie ragioni era pronunciato così) non è neanche un peccato, anzi.

Ma la reiterazione è follia. E' dolo. Che poi si parli pure di "dettagli" quando si parla di nomi, dialoghi o altro è delirante. La storia dei "miglioramenti" è roba da TSO.

Le cose o le fai per bene o per me puoi non farle affatto. E per bene intendo perfettamente.

Ma da noi non si fanno manco bene, per la maggior parte del tempo.

Poi boh, amen.

Come dici, si aggira l'ostacolo oggi che si può e pazienza. Se l'Italia non è degna di avere lavori ben fatti, chi può si salvi e salvi il suo portafoglio.

 

E' anche ovvio poi che chi pretende la fedeltà a un fansub di cui non si può giudicare la caratura è un nostalgico a suo modo (una vedova del fansub) o un piratozzo. Ma è una cosa che si è sempre detta anche qui

 

Su Mobil Suit, gli americani pronunciano Mob|i|l, con la i che quasi non si sente, mentre i giapponesi pronunciano Mob|I|l con la I potente.

Qui si può sentire la pronuncia americana del termine:

 

https://www.youtube.com/watch?v=wtIxc_UgJdk

 

(dal settimo minuto in poi si sente un paio di volte, ovviamente se ci sono problemi col mettere un episodio intero qualcuno degli aventi diritto faccia che segnalare via pm, visto che c'è qui uno di loro)

 

Questa invece è la pronuncia giapponese:

 

https://www.youtube.com/watch?v=zVx4NA7ESmQ

 

(nei primi secondi)

 

MobAil è la pronuncia inglese, solo lì lo sentiresti (ad esempio si è imposto per i cellulari). 

Edited by Fencer
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ma poi se ne frega se pronunciano mobil suit scritto come si legge invece che mobail suit ( ok, in Albama lo pronunciano come si scrive, ma non credo che i personaggi di Gundam siano originari di lì).

Sam, lasciatelo dire: sei proprio in malafede.

 

E' vero che ci sono variazioni anche in suolo americano, ma una pronuncia i giapponesi hanno scelto, e quella pronuncia è mobìl.

Basta che consulti dei dizionari per risolvere i tuoi dubbi.

http://dictionary.reference.com/browse/mobile

[moh-buh l, -beel or, esp. British, -bahyl]

 

Per cui, smetti di spacciare cose false per vere.

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MobAil è la pronuncia inglese, solo lì lo sentiresti (ad esempio si è imposto per i cellulari).

Che è appunto al pronuncia originale, dato che l'inglese lo hanno inventato gli inglesi !

Che poi i nipponici lo pronuncino alla cacchio di cane, come tante parole straniere ( come pronunciano punch come panci ) sono affari  loro.

Se vogliamo fare i pignoli, a 10:30 circa, Char dice Mobel Suts o qualcosa del genere, di certo non mobil suit, con la "i", come fa invece Amuro nello stesso episodio.

Insomma, la pronuncia di quel doppiaggio mi pare un pò incerta.

Ma tanto in italiano è sbagliato cmq, visto che noi italiani pronunciamo suit come si legge, mentre nel video da te postato  è "sut- suts".

 

 

Il problema sorge col giapponese, perchè non è che basta guardarsi la roba con l'audio originale (quella è una cosa che possono fare Garion e Shito), ti servono anche i sub. Ma da noi spesso neanche quelli ci si degna di fare bene.

Pressapochismo come poca roba. E allora ti tocca rivolgerti ad edizioni estere e sperare in bene (a me con Casshern Sins è andata bene e con LOS anche, ma altre edizioni franciose le ho dovute evitare perchè hanno qualche errore sparso nei dialoghi.... ovviamente parlo di SS e ovviamente siamo molto lontani dalle nostre vette).

Il punto é: se non sai il giapponese, come fai a sapere se i sub ita fedeli ( o francesi o inglesi), sono fedeli ?

Con quali criterio reputi un edizione più fedele dell' altra ?

 

ma poi se ne frega se pronunciano mobil suit scritto come si legge invece che mobail suit ( ok, in Albama lo pronunciano come si scrive, ma non credo che i personaggi di Gundam siano originari di lì).

Sam, lasciatelo dire: sei proprio in malafede.

 

E' vero che ci sono variazioni anche in suolo americano, ma una pronuncia i giapponesi hanno scelto, e quella pronuncia è mobìl.

Basta che consulti dei dizionari per risolvere i tuoi dubbi.

http://dictionary.reference.com/browse/mobile

[moh-buh l, -beel or, esp. British, -bahyl]

 

Per cui, smetti di spacciare cose false per vere.

 

Perché diavolo sarei in malafede se io sono il primo a dire che esistono variazioni della pronuncia, mah.

Dato che su altri siti come questo

 

http://dictionary.cambridge.org/it/pronunciation/britannico/mobile

 

la pronuncia Mobile è considerata corretta in UK , non credo proprio di essere in malafede.

 

Cmq la vuoi vedere la pronuncia è cannata comq perché viene pronunciato  suit come si scrive invece sut.

Ok si tratta di una i, ma se mi rompi le balle per la "i" di mobil, non vorrai sorvolare su quella di suit, vero ?

Verooo ?

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Che è appunto al pronuncia originale, dato che l'inglese lo hanno inventato gli inglesi !

Be', già sarebbe opinabile, dato che l'inglese deriva dal latino.

Cmq, col tempo le lingue si modificano e l'americano si è modificato rispetto all'inglese.

Poi, se vuoi metterla in questi termini, allora basta dire che gli americani sono di più degli inglesi e quindi hanno ragione loro, no?

 

Che poi i nipponici lo pronuncino alla cacchio di cane, come tante parole straniere ( come pronunciano punch come panci ) sono affari loro.

Basta sapere discernere fra volontà di pronuncia e difficoltà di pronuncia.

Poi per esempio, se ascolti la sigla di Hurricane Polymar senti panchi, ma se ascolti quella di Casshern senti panch.

 

Ma tanto in italiano è sbagliato cmq, visto che noi italiani pronunciamo suit come si legge, mentre nel video da te postato  è "sut- suts".

Suit pronunciato /suit/ c'è nel ridoppiaggio della serie tv. Nei titoli doppiati direttamente da Dynit c'è /s(i)ut/.

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Che è appunto al pronuncia originale, dato che l'inglese lo hanno inventato gli inglesi !

Gli americani hanno una pronuncia diverse dagli inglesi, che a loro volta persino tra di loro hanno una pronuncia diversa a seconda della zona da cui provengono.

 

Ogni parte della Gran Bretagna ha una pronuncia diversa, così come anche nella sola Inghilterra.

Per dire, l'accento londinese cockney (derivato dal dialetto omonimo) è diverso come pronuncia dall'inglese di Oxford (quello che viene insegnato a noi come grammatica) e a sua volta queste due pronunce sono diverse da quelle scozzesi e irlandesi.

Entrambi però parlano inglese (a meno che tu non voglia saperne più di loro, s'intende), solo che lo pronunciano in modo diverso a seconda dell'accento caratteristico (come capita anche da noi del resto, l'inflessione italiana di un napoletano avrà un accento su lettere diverse da quelle di un piemontese, infatti i primi spesso capita sbaglino la pronuncia del cognome dei secondi).

Stessa cosa per americani e australiani, che parlano sempre inglese, solo con accento diverso (rispettivamente chiamato come lingua generale inglese americano e inglese australiano). E' roba che insegnano a scuola.

E lì in America dicono Mob|i|l.

 

Che poi i nipponici lo pronuncino alla cacchio di cane, come tante parole straniere ( come pronunciano punch come panci ) sono affari  loro.

Non lo pronunciano alla cacchio di cane, lo pronunciano seguendo la dizione americana.

Poi magari non gli riesce benissimo, ma di sicuro non volevano dire mobAIl.

E comunque sì, sono affari loro che pronuncia scelgano di utilizzare, se poi la stessa non ti piace o non la ritiene quella corretta (perchè magari vuoi l'inglese di oxford) okay, è un tuo diritto (come ad altri sta sul cazzo l'inglese a prescindere e mettono Getter Uno e Pugni a Razzo), ma non è un loro problema.

Sono autori, di conseguenza possono scegliere la pronuncia che preferiscono.

 

Se vogliamo fare i pignoli, a 10:30 circa, Char dice Mobel Suts o qualcosa del genere, di certo non mobil suit, con la "i", come fa invece Amuro nello stesso episodio.

Come puoi leggere da Garion, nel ridoppiaggio Dynit c'è "siut".

 

Insomma, la pronuncia di quel doppiaggio mi pare un pò incerta.

Sono americani e pronunciano all'americana.

Che in questo caso gli va anche bene perchè i giapponesi hanno scelto la pronuncia americana.

 

Ma tanto in italiano è sbagliato cmq, visto che noi italiani pronunciamo suit come si legge, mentre nel video da te postato  è "sut- suts".

? Come detto, nel ridoppiaggio Dynit a quanto pare è prounciato "siut" come leggono i giapponesi e gli americani.

 

Credo che comunque seguendo le regole della nostra lingua per i termini stranieri, se lo chiamassimo MobAIl sUIt GAndam comunque avrebbe un senso: noi pronunciamo i termini stranieri secondo la lingua straniera stessa, di conseguenza se lo leggessimo all'inglese di oxford sarebbe comunque una pronuncia corretta dal punto di vista delle nostre regole.

Un errore dal punto di vista della localizzazione ma nondimeno corretto sotto il punto di vista della possibile lettura ove non si abbiano riferimenti originali per la pronuncia.

Questo però non renderebbe sbagliato Mob|i|l Siut. E' la pronuncia americana ed è quella scelta dai giapponesi.

Insomma, entrambe avrebbero senso a seconda delle condizioni in cui ci si trova a lavorare, posto che una volta saputo come devi pronunciarla, in caso di difformità dovresti correggerlo in lavori successivi.

 

GUndam invece è una stronzata di epica ignoranza, comprensibile x anni fa dove l'inglese non si sapeva dove stava di casa, ma oggi stronzata di epica ignoranza due volte tale dove decidi di mantenerla pur sapendo che è sbagliata con tanto di notazione dei traduttori e adattatori.

 

Come è una stronzata "Emme-Kappa Due".

Il punto é: se non sai il giapponese, come fai a sapere se i sub ita fedeli ( o francesi o inglesi), sono fedeli ?

Con quali criterio reputi un edizione più fedele dell' altra ?

A parte il fatto che quandi si tratta di girelle fino a qualche mese fa potevi stare sicuro che quelli italiani sono scazzati (causa doppiaggi dichiaratamente alla cazzo di cane), si fa come al solito zio: ti sbatti e cerchi.

Ti informi nei forum madrelingua (la loro community è spesso molto più grande della nostra, per quella inglese poi basta riferirsi a quella americana, ed è facilissimo trovare analisi anche minuziose e sul punto linguistico: per dire, il Sanctuary francese ha degli errori dovuti al fatto che i sottotitoli sono la trascrizione del doppiato, il che porta ad avere in alcuni punti delle semplificazioni e in altri qualche errore, invece Meikai ed Elysion non hanno il problema), valuti il prezzo e il rischio che ti prendi (nel caso non trovi riferimenti) e vedi se il gioco vale la candela.

Per i dialoghi di Casshern Sins ho letto delle recensioni su vari forum risalenti all'epoca della prima edizione (quella che ho io è una complete) che ne parlavano bene e nel totale il costo non era così eccessivo da non prendersi il rischio di qualche errore sparso (mi è costato una trentina di euro).

La versione italiana invece a parte non essere ad oggi proprio uscita, si presentava con un titolo farlocco (quella francese invece aveva mutato da Casshan a Casshern), un trailer che non faceva presagire il massimo della vita ("Mi chiamo Casshern, Luna, sono qui per ucciderti" - "Mi chiamo Kyashan, sono qui per uccidervi tutti"), veniva da una casa che non faceva un'edizione perfetta da.... uh, credo il Big Bang (nella roba Yamato c'è sempre qualche stronzata, è quasi matematico), aveva una sigla italiana farlocca che francamente era evitabile (cosa che indicava la considerazione con cui si guardava all'originale) ed era programmata per due cofanetti da 50 euro (che viste le premesse....).

 

A quel punto ho preferito rischiare (e mi è andata bene, anche se non quanto m'è andata di culo con LOS che m'è andata veramente di gran lusso) quei trenta euro e avere Casshern SINS (premiamo almeno lo sforzo di correggersi, che da noi manco per sbaglio) in casa piuttosto che la sicura sola Kyashan SINS (anche solo per il titolo per me è una sola, coi precedenti Tokyo Magnitude e Shin Getter poi, dove non sono riusciti nemmeno a copiare i sottotitoli correttamente poi... Beh, botte di ferro al contrario, mi verrebbe da dire).

 

Certo, ti devi sbattere. Devi fare ricerche anche per periodi di tempo non indifferenti.

Ma se vuoi davvero qualcosa fai che sbatterti e amen.

E' comunque uno sforzo inferiore e più soddisfacente del parlare con dei muri che vivono per vendere roba a faGdom che se la merita e fanno che prenderti per il culo 365 giorni l'anno.

 

Puoi beccare la sola? Certamente. Devi sperare di trovare il negozio che non ti tira sole (ho sentito che anche su Amazon quando si parla di privati un rischio c'è sempre), di beccare recensioni veritiere eccetera. A me non è capitato, ma credo che prima o poi mi capiterà (anche se una ogni tot è sempre un rischio inferiore del comprare roba Yamato, dove a meno che tu non voglia solo girelle la proporzione tra prodotti editati e sole è spesso pericolosamente vicina ad 1:1), anche se di leccapiedi stile quelli che da noi vanno a fare i peggio vucumprà sui facebook di certe case ("Cumpra merda, cumpra merda che dUmani ti porto la robba migliore signò) non ho ancora letti, di sicuro prima o poi li beccherò.

 

Ma comunque preferisco rischiare la sola all'estero, da culture migliori della nostra dal punto di vista del rispetto del lavoro altrui, che prenderla sicura adeguandomi a certi standard italici di gente come Yamato o Dynit quando maneggia girelle.

Perchè lì prima di qualche mese fa eri SICURO di avere i sub scazzati, non c'era solo il vago sospetto (Trider G7 era una sola di dimensioni bibliche ad esempio, fortunatamente evitata grazie a suggerimenti di chi se l'era capita).

Come loro mandano me a farmi fottere (giustamente, dal loro punto di vista), io mando loro a farmi fottere (giustamente, dal mio punto di vista).

 

Per il resto, speri.

Cosa che per l'Italia spesso non ha senso fare, per quanto ogni tanto quell'irrazionale fiammella ce la si concede ancora (inutilmente).

Edited by Fencer
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  • 8 months later...

Spero di aver scritto nel thread giusto.

 

 

Domanda per chi conosce la lingua: ma quegli accenti sono giusti? 

 

È un po' il solito discorso, me lo chiesi anche con Mìkasa perché l'avevo sempre pronunciato, a quanto pare sbagliando, Mikàsa, ma qui mi suona ancora più strano sentire Tàkashi, Marìkawa ecc...

Seguendo lo stesso criterio di Mìkasa sembrerebbero giusti, ma allora perché lo stesso non vale per Hisàshi?

 

C'è una qualche regola a riguardo oppure ognuno fa come gli pare (sto pensando a Narùto e Sasùke che quindi, sempre seguendo l'esempio di Mìkasa, dovrebbero essere Nàruto e Sàsuke)? 

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In giapponese non c'è accento tonico. In italiano sì.

 

In giapponese ci sono gli allungamenti vocalici. In italiano pure, ma non credo lo sappiano poi in molti.

In italiano, quando una sillaba "tonica" (la sillaba su cui cade l'accento tonico della parola) è una "sillaba aperta" (una sillaba che finisce per vocale) allora la vocale si allunga.

 

Esempio: Gualtiero Cannarsi

 

Gualtièro Cannàrsi

 

Gual\tiè\ro  Can\nàr\si

 

Quindi: la "e" tonica di Gualtiero è anche lunga, mentre la "a" tonica di Cannarsi no.

Indi: グヮルチェーロ カンナル

--------

 

Regole di buon senso:

 

Se un nome giapponese non ha allungamenti, renderlo 'piano' (accento tonico sulla penultima, la norma italiana) allunga la vocale. In particolare, l'allungamento delle accentazioni piane è molto marcato.

 

Questo è bene che coincida con gli allungamenti vocalici giapponesi, se ci sono. Se non ci sono, la cosa diventa discutibile, ma direi che di certo NON E' GIUSTIFICABILE in caso di vocali giapponesi non solo 'non allungate', ma anche semimute o stette.

Tipo: Asùka è impensabile, Àsuka (se proprio non Às'ka) è doveroso. Idem Sòs(u)ke e Sàs(u)ke.

 

Sakùra è tremendo. Sàkura, pliz. Nadeshìko è tremendo. Nadèshiko, pliz. Akìra è pessimo, Àkira, meglio.

 

Nel caso di vocali più sonore, la scelta è pressoché opzionale.

 

Mìkasa o Mikàsa, Hìsashi o Hisàshi, Tàkashi o Takàshi.

 

La versione piana suonerà però sempre più "naturale" al nostro orecchio italico. :-)

 

Inoltre, spostare l'accento tonico sulla sprima sillaba di una parola trisillabica (rendendola così sducciola) causa un effetto di "doppia accentazione", specie se la parola finisce con una vocale acuta.

 

Esempio: Hiromi. Se su pronuncia Hìromi, suona negli effetti quasi Hìromì. Tipo Hìro-mì.

 

Questi casi sono da usare con moderazione, a mio avviso.

Edited by Shito
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Il fono 'z' è una fricativa credo palatale (iirc) che in italiano esiste in due versioni, sonora e sorda.

 

La versione 'sonora' è quella di, per dire: "zona".

 

La versione 'sorda' è più discussa, quasi sempre si usa in parole dove altri usano la versione sonora, tipo 'zucchero'. Ma per fare un esempio nel quale quasi tutti credo usino la versione 'sorda' della /z/ dico 'zozzo'.

 

Ora, sul punto del 'raddoppiamento' di questa consonante. Da un lato, la /z/ sonora raddoppiata è abbastanza rara, ma non crea problemi: "zuzzurellone".

 

Per contro, la 'z' sorda è in realtà sempre raddoppiata. O meglio, "rinforzata". Noi scriviamo con doppia consonate i suoni consonantici rinforzati, che foneticamente si creano con una piccola sincope tonale prima di fare la consonante rinforzata, specie se plosiva o fricativa. E come se 'preparando il colpo' dell'emissione consonantica, quella si carica e viene fuori più forte.

 

E' la ragione per cui per "raddoppiare" una consonante in giapponese prima si scrive un piccolo 'tsu' - è questa sincope, questo hang-up.

 

Potete fare prove. Pensate alle consonanti d'attacco rinforzate del dialetto siciliano: c'è una piccola pausetta tonale prima. O ai raddoppiamenti coarticolatori essi tutti:

 

Andiamo a Venezia -> Andiamo avvenezia! -> sarebbe in realtà "Andiamo a'vvenezia".

 

Ma in realt, la /z/ sonora in italiano è sempre almeno un po' rinforzata. Hanno un bel dire i maestri di elementari ai bambini, che le parole che terminano in -zione non vogliano la doppia /z/. Ma in realtà in italiano quel suono consonantico è rinforzato eccome. In evvetti diciamo 'Venezzia'.  Ovvero, 'Vene'zzia'. Provateci a pensare. Se volete fare proprio una sola /z/ la seconda /e/ si allunga, perché in

 

/ve/nèz/zia/ la sillaba tonica è chusa, e quindi la vocale è corta.

 

ma in /ve/nè/zia/ la sillaba tonica è aperta, e la vocale si allunga.

 

E diventa la "pronuncia veneta", fateci caso.

 

Per contro, è il motivo per cui a Roma, anzi arroma, si dice 'la sedia' come la moglie dell'assedio, ovvero dicono 'lassedia'. Perché per pigrizia non vogliono fare la /e/ di sedia lunga, in pratica. XD

 

In ogni caso, le /z/ sorde in italiano sono sempre rinforzate.

 

Ora il punto è QUANTO le si rinforza.

 

E' lo stesso discorso delle coarticolazioni: QUANTO si rinforza la consonante di coarticolazione?

 

Di mio sono cose che valuto da caso a caso. Spesso in doppiaggio si esagera un po', perché quando si recita in modo enfatico la coarticolazione soprattutto scappa spesso e volentieri. In genere basta sprecare una (due) incisioni in più. Alle volte, invece, anche edit riducendo la pausa di attacco di un quarto di frame (quindi in 1/96 di secondo) o di un mezzo frame (quindi 1/48 di secondo) sono cose che limo un po'. :-)

Edited by Shito
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  • 1 month later...

http://www.linkiesta.it/it/article/2015/12/29/e-traduci-come-mangi-da-moby-dick-in-poi-le-migliori-e-le-peggiori-ver/28721/

 

E traduci come mangi! Da Moby Dick in poi le migliori (e le peggiori) versioni italiane
 
Einaudi manda in libreria una Moby Dick in un italiano del 1850. Tanti (ottimi) scrittori quando traducono violentano i capolavori sovrapponendo la loro lingua a quella del testo. Ecco le migliori e le peggiori traduzioni, e i capolavori di cui ancora si aspetta una versione italiana
 
di Davide Brullo
29 Dicembre 2015 - 14:20
 
Traduttori o balenieri? A forza di chiamarlo, ci siamo rotti le scatole. L’incipit più celebre della storia della letteratura occidentale detiene anche il record di brevità. "Call me Ishmael". Chiaro, nitido e rotondo come il sole. “Chiamatemi Ismaele”. Macché. I traduttori nostrani, ramponieri di lemmi astrusi, balenieri nell’oceano dei vocabolari, se ne sono inventate di ogni. Se Nemi d’Agostino, Pina Sergi e Cesarina Minoli non si scostano da Madama Grammatica (ma si tratta di traduzioni da gettare in soffitta), Ruggero Bianchi (per altro autore, per Mursia, di una delle più belle traduzioni di Moby Dick) inverte l’ordine dei fattori (“Ishmael – chiamatemi così”), tanto il risultato non cambia; il più esagerato, tuttavia, resta Bernardo Draghi che per la collana Frassinelli diretta da Aldo Busi, "I classici classici", s’inventa un “Diciamo che mi chiamo Ismaele”.
 
  • Nella nuova traduzione Einaudi di Moby Dick Ottavio Fatica tromboneggia in un italiano del 1850. La migliore versione del capolavoro di Melville? Quella di Alessandro Ceni
 
Ottavio Fatica, invece, traduttore infaticabile (battutaccia) e bravissimo (il “suo” Rudyard Kipling per Adelphi, compresi i commenti, è straordinario) approda a un neutrale “Chiamatemi Ishmael”. Certo, Fatica, in un tempo in cui l’editoria scodinzola appresso alla cinematografia (è in sala il nuovo film di Ron Howard, passato da tempo e con un certo successo da Fonzie alla macchina da presa, s’intitola Heart of the Sea. Le origini di Moby Dick, che non racconta le mitologiche imprese del Pequod, ma Il naufragio della baleniera Essex, fonte decisiva per Herman Melville, che voi potete leggere, secondo il verbo ottocentesco del primo ufficiale Owen Chase presso le edizioni Se), è riuscito in una impresa pazzesca, da vero Achab della traduzione: la sua edizione Einaudi di Moby Dick, pubblicata quest’anno (vi costa la bellezza di 30 ghinee, pardon, euro), l’ultima, è più vecchia della prima, quella mitica del 1932, griffata per Frassinelli da Cesare Pavese e continuamente ripubblicata da Adelphi.
Fin dal primo capitolo si capisce che c’è poca trippa per lettori ignorantelli come noi: “quando l’anima s’intride di uggia novembrina” è un marchio di fabbrica Fatica, 2015; mentre l’italiano di Pavese, 80 anni fa, fa “ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso”;
“A spiccare soverchiante tra i motivi è l’idea stessa della grande balena”, tromboneggia Fatica, mentre Pavese si sfa, omerico e beato, “Essenziale tra questi motivi era la travolgente idea della grande balena in carne e ossa”.
 
Fatica vuole fare il calco della lingua torta, tormentata e inquieta di Melville, utilizzando un italiano vintage, per così dire (arcaici giri di frase come “in ragione di tutte queste cose”), Pavese, invece, ha a cuore il lettore, gli semplifica la vita (“per tutte queste cose”), per questo l’astruso detto “con filosofico panache” (Fatica) è reso da Pavese (forse più bravo come traduttore che come scrittore) come “con un bel gesto filosofico”, chi non lo capisce?
Esito: dal 1932 in qua si contano 16 traduzioni di Moby Dick, per non contare le riduzioni (orride) per bambini. La più bella traduzione di quel libro, pardon, di quel “fuoco infernale” (così Melville all’amico Hawthorne, il 29 giugno del 1851) l’ha stampata Feltrinelli nel 2007 e l’ha fatta Alessandro Ceni, il quale, per capire “la lingua di Melville in Moby Dick”, confessioni sue, ha consultato “la versione di Chapman di Omero”, “Montaigne e Hazlitt”, “Carlyle”, “Shakespeare”, “Dickens”, e ovviamente la Bibbia, “in particolare la King’s James Bible”, Dante, Coleridge e Hawthorne, per consegnarci una versione del romanzo depurata da contorsioni retoriche, filologicamente accurata, splendida. Ceni, traduttore di platino (da Joseph Conrad, Coleridge, Walt Whitman, Stevenson, Oscar Wilde…), soprattutto, però, quasi nessuno lo sa, è uno dei poeti più importanti di questo poco importante Paese (quest’anno l’editore Effigie ha pubblicato la placca Combattimento ininterrotto). Insomma, è un portatore sano di linguaggio – capace di fare un servizio alle opere che traduce, senza bisogno di farci vedere quanto è bravo.
 
  • Paolo Nori è un bravo scrittore che come traduttore paolonoreggia troppo. Tutto il contrario di Luciano Bianciardi, che ha tradotto tantissimo (da William Faulkner a John Kennedy, Aldous Huxley, Henry Miller), senza che si avvertisse alcun puzzo di autorevolezza autoriale
 
​Alchimia rarissima: le traduzioni dell’immenso Tommaso Landolfi, per dire, sono bellissime per chi vuole leggere Landolfi ma non per chi sta leggendo Tolstoj, Dostoevskij, Puskin. Anche Paolo Nori, per restare nel ring dei russi, è un bravo scrittore che come traduttore paolonoreggia troppo. Tutto il contrario di Luciano Bianciardi, che ha tradotto tantissimo (da William Faulkner a John Kennedy, Aldous Huxley, Henry Miller), senza che si avvertisse alcun puzzo di autorevolezza autoriale (forse la traduzione più bella è Il re della pioggia di Saul Bellow).
Perché il punto – da cui scaturiscono tutte le eresie – è sempre quello: garantire originalità all’originale, senza smarrire la comprensione banale del testo (due esempi quasi gemellari: Alberto Savinio e Ezio Savino). Sul tema, il poeta Valerio Magrelli (per altro ottimo traduttore dal francese) sa tutto, avendo curato la straordinaria collana “trilingue” per Einaudi, che ha prodotto capolavori assoluti (William Blake tradotto da Georges Bataille e da Giuseppe Ungaretti, ad esempio, o l’Humpty Dumpty di Lewis Carroll nella versione di Antonin Artaud e di Guido Almasi e Giuliana Pozzo), e per questo è stata abortita, da 15 anni è morta.
 
  • De Il piccolo principe di Saint-Exupéry sono uscite quest’anno una trentina di traduzioni, anche in veneziano, piemontese, milanese, reggiano. Lo si traduce per far soldi, per fregare il lettore
 
​Di certo, questo è il problema, siamo in un Paese dominato da strategie editoriali a dir poco assurde: de Il piccolo principe di Saint-Exupéry sono uscite quest’anno una trentina di traduzioni, anche in veneziano, piemontese, milanese, reggiano, eppure, francamente, a differenza di Moby Dick, non è di certo un testo così complesso da richiedere così tante traduzioni. Lo si traduce per far soldi, per fregare il lettore. Così, siamo inondati da una grandinata di traduzioni di un’opera inessenziale, mentre mancano nel mercato opere determinanti e dimenticate da un Paese da terzo mondo culturale come Il ponte di Hart Crane, I nostri padri di Allen Tate, Paterson di William Carlos Williams; ci manca Dersu Uzala di Arsen’ev a 40 anni dall’Oscar assegnato al film omonimo di Akira Kurosawa, ma ci manca anche l’opera di Wyndham Lewis, e ci manca pure Ceneri, epopea storica del polacco Stefan Zeromski, e ci manca tanto altro. Non più abituati ad avventurarci nell’Atlantico letterario a bordo di baleniere improvvisate, preferiamo la banalità delle navi da crociera. Che noia.

 

 
 
a voi.
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Fatica vuole fare il calco della lingua torta, tormentata e inquieta di Melville, utilizzando un italiano vintage, per così dire (arcaici giri di frase come “in ragione di tutte queste cose”), Pavese, invece, ha a cuore il lettore, gli semplifica la vita

 

16 traduzioni di Moby Dick, per non contare le riduzioni (orride) per bambini.

 

Faccia pace col cervello, la riduzione non è altro che il tentativo di semplificare la vita al lettore obiettivo. Non si può elogiare il primo caso e denigrare il secondo.

Si tratta sempre del solito modus operandi di merda di tanta storpiaduzione.

 

PS

grandinata di traduzioni di un’opera inessenziale, mentre mancano nel mercato opere determinanti e dimenticate da un Paese da terzo mondo culturale

 

al di la che considerare Il principino inessenziale mi sembra una vaccata, quanto meno per il suo merito, assieme al gabbiano Livingstone, di avvicinare tanti adolescenti alla buona lettura (magari se fatti leggere per tempo possono far evitare la merda fatta di vampiri emo, colpi di spazzole e metrate di cieli), ma non è che se non ci fossero 20 traduzioni di quello (ah magari gli è sfuggito che sono scaduti i diritti d'autore, quindi tutti ci si sono buttati a pesce, semplicemente) mi ritroverei in libreria Arthur Machen. Che conclusione lagnosa...

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  • 3 years later...

Domanda(venutami in mente mentre scrivevo nel topic Star): più volte si è detto che Ramu(da Urusei Yatsura) dovrebbe essere traslitterato con Lum. Il personaggio Ramuh(https://finalfantasy.fandom.com/it/wiki/Ramuh  ラムウ) presente in molti videogiochi della serie Final Fantasy, dovrebbe essere traslitterato allo stesso modo? 

 

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