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Pogno al di sopra della rupe (almeno si buttasse....)


krauchan

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Visto oggi, sala per 3/4 vuota :sisi:

 

Beh sì, è proprio un film per bambini, con finale super lieto e praticamente assenza di un antagonista. Comunque molto gradevole e colorato, mi è piaciuto :sisi:

 

Per Shito:

 

- Ero già pronto a lamentarmi per le espressioni come "oltremodo sconveniente" ma visto il tipo di personaggio che si viene a delineare penso che tu abbia fatto benissimo :sisi:

 

- Complimenti per la direzione del doppiaggio :sisi:

 

- Ovviamente suppongo che anche in originale Sousuke chiami madre e padre per nome... come mai? Non mi risulta sia un'usanza giapponese, c'è qualche motivo specifico?

 

- E' la prima volta che vedo il 99% dei titoli di testa dedicati all'elenco dei doppiatori, con due soli nomi dedicati allo staff (Toshio Suzuki e Hayao Miyazaki)... anche qui immagino fosse così pure in originale, c'è un motivo particolare?

 

- Ho notato che la pronuncia del nome Ponyo a volte è con la prima 'o' chiusa, a volte con la 'o' aperta, e poi ho visto che hai mantenuto Ri-za con la pronuncia originale... non sarebbe dovuto diventare Lisa? (chiedo)

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Visto oggi, sala per 3/4 vuota :sisi:



Beh sì, è proprio un film per bambini, con finale super lieto e praticamente assenza di un antagonista. Comunque molto gradevole e colorato, mi è piaciuto :sisi:


E' un film molto bello e molto forte. Tecnicamente parlando, a paragone nessun film di Miyazaki è mai stato 'animato', fa paura.

E' assolutamente per bambini, ma è ricco di significati (come dev'essere). Il realismo del personaggio di Risa è durissimo. La sconfitta e la crudeltà della solitudine in cui finisce Fujimoto è la feroce autocritica dell'otaku Miyazaki.


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Per Shito:



- Ero già pronto a lamentarmi per le espressioni come "oltremodo sconveniente" ma visto il tipo di personaggio che si viene a delineare penso che tu abbia fatto benissimo :sisi:


Sì, Fujimoto è un personaggio otaku. Passa dalla serietà di un bushi (cit Miyazaki Hayao) nella sua missione di purezza, all'essere del tutto negato per i rapporti sociali umani 'normali'. Vive ritirarno nel suo mondo, una torre di cristallo, e poi nella sua 'torre d'avorio'. Tutto ciò si riflette nel suo modo di parlare, da un certo manierismo antiquato alla precisione scientifica che 'rende alcune sue battute incomprensibili a tutto il pubblico giapponese' (cit responsabile Studio Ghibli). E' un personaggio molto dolce e molto triste.

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- Complimenti per la direzione del doppiaggio :sisi:


Grazie.

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- Ovviamente suppongo che anche in originale Sousuke chiami madre e padre per nome... come mai? Non mi risulta sia un'usanza giapponese, c'è qualche motivo specifico?


Sì, è tutto PRECISAMENTE come in originale. Sosuke a volte è Sosuke, a volte Sosukechan, a volte Sochan, ogni volta come in originale. Sosuke chiama sempre padre e madre per nome, solo per nome, ed è una cosa più forte in giapponese che in italiano, dato che il giapponese usa apposizioni di ruolo in luogo di nomi propri più ancora che l'italiano.

Ragione della scelta: suppongo dipingere un realistico scenario di rapporti familiari deragliati. Risa stordita sul letto come una ragazzina che viene consolata dal figlio è la violenza del realismo puro.

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- E' la prima volta che vedo il 99% dei titoli di testa dedicati all'elenco dei doppiatori, con due soli nomi dedicati allo staff (Toshio Suzuki e Hayao Miyazaki)... anche qui immagino fosse così pure in originale, c'è un motivo particolare?


Veramente i nomi per lo staff sono di più: a parte Hisaishi ci sono anche i direttori di animazioni e fondali.Sì, è tutto come in originale. Anche la POSIZIONE dei titoli. L'ordine dei doppiatori. Tutto. Figura la doppiatrice giapponese delle sorelline di Ponyo i cui versi NON sono stati ridoppiati, come da volontà Ghibli.

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- Ho notato che la pronuncia del nome Ponyo a volte è con la prima 'o' chiusa, a volte con la 'o' aperta, e poi ho visto che hai mantenuto Ri-za con la pronuncia originale... non sarebbe dovuto diventare Lisa? (chiedo)


Su Ponyo: non bado mai troppo alla precisa coerenza delle pronunce dei nomi. A me, da quando son nato, alcuni mi chiamano Gualtiéro, alcuni Gualtièro. Figurati un nome giapponese. Salvo grossi errori di pronuncia, a me interessa che sia credibile e naturale il modo in cui il nome viene pronunciato e detto nella battuta. Non saprei che farmente di pronunce perfette che staccano dalle battute come negli annunci delle fermate dei treni.

Su Risa: è un nome giapponese. La pronuncia più corretta è quindi Risa, che poi evita anche infelici fraintendimenti (OGM!!!!11! vedi è emancipata perché non è giapponese!!!111)
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Ragione della scelta: suppongo dipingere un realistico scenario di rapporti familiari deragliati. Risa stordita sul letto come una ragazzina che viene consolata dal figlio è la violenza del realismo puro.


Mh, ma a te sembrano rapporti deragliati?
Voglio dire, Risa si arrabbia perché il marito non può tornare a casa come previsto, e d'accordo Sousuke la consola, ma basta questo per definire un rapporto famigliare deragliato? Sia la madre che il padre amano molto il figlio, i genitori evidentemente si amano molto tra di loro (come dimostra anche l'infantilità del modo di arrabbiarsi di Risa, che evidentemente non riesce a portar rancore), e il figlio ama molto i genitori. Se è deragliato questo cosa dovremmo dire di, non so, i parricidi o simili?

Forse è la mia sensibilità a non essere abbastanza acuta...

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che poi evita anche infelici fraintendimenti (OGM!!!!11! vedi è emancipata perché non è giapponese!!!111)


Non ci avevo pensato :rotfl:
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Salvo grossi errori di pronuncia, a me interessa che sia credibile e naturale il modo in cui il nome viene pronunciato e detto nella battuta. Non saprei che farmente di pronunce perfette che staccano dalle battute come negli annunci delle fermate dei treni.


Il che è il principale difetto della maggior parte dei doppiaggi italiani(quelli cosiddetti di serie A,almeno).Si bada sin troppo a fare una voce ben impostata a pronunciare correttamente ogni singola parola e anche a seguire fedelmente il labiale.Il risultato finale però è nella maggior parte dei casi sin troppo freddo e distaccato.
Se poi si aggiunge il fatto che i dialoghi vengono invece tradotti e adattati in modo sin troppo fantasioso...

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Sì, Fujimoto è un personaggio otaku. Passa dalla serietà di un bushi (cit Miyazaki Hayao) nella sua missione di purezza, all'essere del tutto negato per i rapporti sociali umani 'normali'. Vive ritirarno nel suo mondo, una torre di cristallo, e poi nella sua 'torre d'avorio'. Tutto ciò si riflette nel suo modo di parlare, da un certo manierismo antiquato alla precisione scientifica che 'rende alcune sue battute incomprensibili a tutto il pubblico giapponese' (cit responsabile Studio Ghibli). E' un personaggio molto dolce e molto triste.

Dalla tua descrizione so già che Fujimoto sarà il mio personaggio preferito :sisi:
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Ragione della scelta: suppongo dipingere un realistico scenario di rapporti familiari deragliati. Risa stordita sul letto come una ragazzina che viene consolata dal figlio è la violenza del realismo puro.




Mh, ma a te sembrano rapporti deragliati?

Voglio dire, Risa si arrabbia perché il marito non può tornare a casa come previsto, e d'accordo Sousuke la consola, ma basta questo per definire un rapporto famigliare deragliato? Sia la madre che il padre amano molto il figlio, i genitori evidentemente si amano molto tra di loro (come dimostra anche l'infantilità del modo di arrabbiarsi di Risa, che evidentemente non riesce a portar rancore), e il figlio ama molto i genitori. Se è deragliato questo cosa dovremmo dire di, non so, i parricidi o simili?


Sì, credo che una madre che tratta il figlio con Risa tratta Sosuke (alla pari, cit Studio Ghibli), sia un deragliamento del ruolo di madre. Una madre non è un'amica, né una compagna (cit Anne Frank). Benché Risa non sia un personaggio negativo in sé, è il frutto del mondo "pieno di angosce" che Miyazaki ha inteso dipingere in questo film.
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Questa pratica di cambiare il nick a tradimento dovrebbe rimanere relegata al caso-Bancio  :konata:

Basta con i vittimismi, per oggi te lo sei meritato tutto quel nick (ricorda che la colpa è sempre la tua che da MESI scassi i maroni con delle certe musichette.....)
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Allora credo di aver esercitato violenza sul film nell'aver pensato, durante la visione, che mi sarebbe piaciuto avere una madre come Risa.

(Non sono ironico)


Ripeto, non credo che Risa sia un personaggio negativo. E' un personaggio isterico, nel senso proprio del termine. Passa da momenti di dolcezza a momenti di depressione a momenti di responsabilizzazione. E' sicuramente il personaggio più realistico che Miyazaki abbia mai creato (insieme a Chihiro e ai suoi genitori), ed è narrativamente ottimo per questo.

Quanto alle personali preferenze, di pare giusto che ognuno abbia le proprie.

Io applaudo sempre quando Sosuke rende Risa ridicola (cfr: "Io non lo dico mica", "Io vorrei mangiare in casa" e altri momenti così...), ma sono io. :)
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"Spot pubblicitari" su Tg2 e Tg5... :thumbsup:




il servizio sul TG2 mi pare decisamente ben fatto, quello su canale 5 invece  :osama:   :goccia:


Il servizio del TG2 è DAVVERO molto buono, focalizzato su contenuti REALI del film, con un ottimo montaggio. Davvero mi ha colpito moltissimo, mai avrei sperato tanto dalla stampa nostrana. Quello delTG5 più sindacale e meno verace, ma comunque apprezzabile.
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Io ovviamente devo cedere il passo, visto che a MN i cinema sono in mano praticamente tutti alla stessa persona e i film di Miyazaki quando arrivavano stavano su una domenica pomeriggio, nello spettacolo delle 15:30...

 

Adesso naturalmente Ponyo non c'è...

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Visto ieri. Un bellissimo film, molto più adatto ai bambini della maggior parte dei film d'animazione mainstream degli ultimi 20 anni e, come tutte le grandi opere per l'infanzia del resto, fruibilissimo anche per un pubblico adulto. Ottimo il doppiaggio, con i bambini veramente strepitosi e forse il più tipicamente teatrale da triste tradizione del doppiaggio italiano è Fujimoto, ma considerando il personaggio probabilmente ci sta. L'adattamento mi è sembrato molto buono anch'esso, sebbene alcuni bimbi in sala erano visibilmente confusi dal -chan, alcuni pensavano fosse il cognome. Fortunatamente immagino si sia evitata la trappola del -san, che avrebbe (forse eh, posso solo immaginare ciò che dica in originale) reso il modo in cui la madre di Ponyo si rivolge a Sosuke meno diretto per i bambini che un più semplice "signor Sosuke".

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Visto ieri. Un bellissimo film, molto più adatto ai bambini della maggior parte dei film d'animazione mainstream degli ultimi 20 anni e, come tutte le grandi opere per l'infanzia del resto, fruibilissimo anche per un pubblico adulto.


QFE&T. I classici per l'infanzia sono classici dell'umanità, dato del resto che la formazione dell'umanità futura è forse il più nobile (quando onesto e passionale) intento umano.

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Ottimo il doppiaggio, con i bambini veramente strepitosi e forse il più tipicamente teatrale da triste tradizione del doppiaggio italiano è Fujimoto, ma considerando il personaggio probabilmente ci sta.


Grazie per l'apprezzamento.

Sì, come scrivevo Fujimoto un personaggio dalla sfaccettata teatralità. Dolcezza/infantilità a volte, maniera all'antica, fomento da bushi. Un vero otaku, insomma! :)
Credo che Massimo Corvo sia riuscito a rendere davvero ogni lato, anche con quel tocco di personalità che rende tutto credibile anche nella teatralità, com'è per il poliedrico George Tokoro in originale.

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L'adattamento mi è sembrato molto buono anch'esso, sebbene alcuni bimbi in sala erano visibilmente confusi dal -chan, alcuni pensavano fosse il cognome. Fortunatamente immagino si sia evitata la trappola del -san, che avrebbe (forse eh, posso solo immaginare ciò che dica in originale) reso il modo in cui la madre di Ponyo si rivolge a Sosuke meno diretto per i bambini che un più semplice "signor Sosuke".



Grazie per l'apprezzamento (e due :) ).

Allora, allora:

Io di tutti i suffissi giapponesi uso solo il -chan, perché spesso è DEFORMATIVO del nome (cfr Sosukechan e Sochan), e non ha una traduzione esterna accettabile. Traddure 'san' con 'signor', 'sama' con molti prefissali (a seconda dei contesti), e cose simili trovo che vada benone. Kun, essendo il più neutro, lo sopprimo quando non c'è una ragione particolare all'utilizzo. Per esempio, quando Fujimoto chiama Sosuke alla fine del film in maniera melliflua lo chiama (ed è l'UNICO a farlo in tutto il film) 'Sosuke-kun'. Chiaramente, Fujimoto lo chiama in maniera amichevole (come a mettersi sullo stesso piano) proprio per abbindolarlo, come si intende anche dal modo recitatativo delle battute in questione. Perciò, in questo caso 'Sosuke-kun' è diventa 'Caro Sosuke'.

Hai ragione a dire del passaggio chiave di Gran Mammare che chiama Sosuke come 'Sosuke-san'. Vedere una dea ADULTA che chiama un BAMBINO come 'signor' è forte, qui come in Giappone. Fa parte della responsabilizzazione di Sosuke, del suo essere trattato da adulto (= chiamato a prendere scelte definitive).

Su tutto, aggiungo tre cose:

1) Spero che si senta che Fujimoto parla con una maniera, mentre gente come Risa, Koichi e altri sono molto più colloquiali. Usano un italiano più popolare, pieno di 'mica', di dislocazioni a dx e sx di soggetti e complementi, di partitive e cose anche ripetute. Ma sempre senza sacrificare la correttezza della lingua, e la fedeltà della traduzione. Parlano in italiano, non italiano. Sono giapponese, non I Cesaroni.

2) sui bambini bisogna investire. Io in sala ho sentito molta curiosità. Sono andato DA PAGANTE a vedere il film tre volte diverse, in tre sale diverse. Tutti i bimbi chiedevano cosa fosse il ramen. Molti facevano domande. Su questa naturale curiosità dei bambini bisogna investire, perché la chiave della crescita individuale di ciascuno. Bisogna avere il coraggio di proporre ai bambini cose che SOLLEVERANNO IN LORO DOMANDE, che è l'esatto contrario della politica televisiva auttale (TV = baby sitter che stordisce il pupo parcheggiatogli davanti, se poi il pupo fa domande ai genitori non va bene). Pensa ora che quei bimbi che hanno visto Ponyo hanno visto Ponyo per QUELLO CHE E' davvero. Se gli è piaciuto, gli è piaciuto per quello che è davvero. Se se lo ricorderanno, se lo ricorderanno per quello che è davvero. Questo, per me, è seminare cultura di settore.

3) infine, anche la cultura popolare cambia. Sapete quanti inglesismi sono entrati nel parlato italiano idiomatico con hollywood? Ho una vecchia edizione di Alice in Wonderland che spiega CON DELLE NOTE "ammazzare il tempo" e "prendere un granchio", che sono espressioni di origine anglofona. E 'mordere la polvere', allora? D'altro canto, parole come tsunami, katana, kimono, sake e altre cose sono entrate nel nostro dizionario di forestierismi. E anche i diminutivi terminanti in -y, che NON sono italiani (neppure terminassero in -i lo sarebbero, non è un fatto di scrittura, ma di FONETICA...). Quindi, anche sulla forza di un modulo espressivo straniero bisogna credere e insistere e investire.

Questa è la vera xenofilia. Proporre il diverso. Sforzarsi di capire il diverso. Imparare qualcosa di nuovo.
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