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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

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1 hour ago, maximilian8777 said:

Ti ringrazio e apprezzo la tua disponibilità e la tua cordialità nel discutere con me su questa cosa. Sulla questione discutere alla pari o meno, ti dico...vale fino ad un certo punto, ti faccio il mio esempio: sono uno sviluppatore, e posso ritenermi un professionista nel mio settore, perché oltre ai tanti anni di esperienza, ho anche una laurea e diversi master e certificazioni...quindi mi rode se arriva qualcuno che non ha le mie competenze e mi pone una critica, priva di qualsiasi fondamento oppure voglia stare li ad insegnare a me...il mestiere..

ma...detto questo, dall'alto dei miei anni di esperienza, le lauree ecc ecc, se qualcuno mi fa notare una criticità, facendolo con dei dati che si possono considerare oggettivi, con degli esempi, con un qualcosa di concreto....Con moltissima umiltà accetto anche di discuterne "alla pari", non c'è bisogno che questa determinata persona debba avere il mio stesso Curriculum, se ciò che sta dicendo, è un qualcosa di concreto.

Io ti ho portato un sacco di dati, informazioni, esempi e approfondimenti che hanno un valore secondo me, concreto. Ti ho anche dimostrato che la parola "oshieru" non ha solo ed esclusivamente un significato come dicevi tu, anzi, in alcuni casi, il significato che tu sostieni essere inequivocabile, è posto come seconda, terza scelta.

Detto questo, apprezzo ancora una volta la tua straordinaria disponibilità, cortesia ed educazione nel rispondere e stare qui a discutere con me, ma voglio chiudere definitivamente la questione, asserendo personalmente che solo ed esclusivamente nel caso di quella frase "insegnami la password", i tuoi colleghi, di tutti gli altri paesi del mondo, che penso abbiano lo stesso tuo curriculum se non migliore, hanno tradotto e adattato meglio di te quella espressione, perché il discorso è molto semplice, e mi ripeto..."Una password non si può insegnare"....e gli stessi Giapponesi ti diranno che non userebbero mai quell'espressione, perché è quasi priva di senso.

Discutere con te è strano. È palese che sei una persona educata e cerchi di dialogare realmente. Questo è il motivo per cui proseguo nel dialogo.

Quello che io cerco di farti capire è che non esistono, in ambito di lingua viva, delle "fonti oggettive" per dire "questo si dice, questo non si dice", oltre ai dizionari. Se un uso preciso di un verbo è attestato come tale (non come frase, come uso, come significato d'uso) dai dizionario, qui finisce l'oggettività che si può trovare.


Dunque il tuo "sacco di dati" sono cose o insensate (traduzioni terze) o dissennate ("credimi io ti garantisco che tutto il mondo presente e passato la pensa come me", "allora ha sbagliato l'autore", cose così).

Conseguentemente, credo che tutto quello che hai addotto abbia valore pari a zero. Semplicemente "insegnami la password" è una locuzione italiana, corretta non solo grammaticalmente (ovvio), ma anche come semantica sintagmatica, per come attestato dall'uso del verbo in questione. Una password, come ogni singola parola, si può insegnare. Non lo dico io, lo dice Treccani. Ovviamente a me è anche capitato di sentire una madre sgridare il figlio che diceva una parolaccia e chiedergli "chi ti ha insegnato quella parola?" Il dato non è particolarmente significativo, è solo una cosa che mi è capitato di sentire. Mi sono capitate persone che mi hanno ringraziato per aver insegnato ai loro figli certe parole (con i miei dialoghi), e mi hanno riportato le lodi dei loro insegnanti scolastici per il nutrito dizionario. Le parole si insegnano, e così pure la password si possono insegnare. In italiano. Fine.

Questa locuzione a te "sembra strana", ovvero "non ti è usuale", e quindi "non ti piace", e hai messo su tutto questo trambusto. Cose del genere mi capitano da anni, perché sì, essendo un professionista che è venuto dal "mondo degli appassionati" è che ha fatto la sua esperienza da autodidatta, la mia deformazione è parlare sempre con quel mondo. Forse sbaglio, e qualcuno di a me vicino infatti dice che io sbagli, ma suppongo che "rispondere a te sia parte di me", per capirci. Questo non vuol dire che io possa percepire questo dialogo come paritetico, il che NON vuol dire che io ti disprezzi, è chiaro. Se così fosse, non dialogherei con te. Oppure lo farei con tutt'altri modi e toni. Semplicemente, sono un professionista del mio settore che sta dialogano con un esponente del pubblico del mio settore - in questo caso.

Anche l'esperienza che sto avendo con i molti commenti ai video che sto realizzando mi ha fatto rendere conto come le persone diciamo normali, che apprezzino o meno il mio lavoro, sono tipicamente educate e si rapportano a un professionista come tale, elaborando un pensiero individuale. Mentre i "disturbatori" o sono beceri cafoni, oppure sono morbosi aggressivi-passivi, ma in entrambi i casi si rivolgono a uno sconosciuto (me) come se fossi il loro compagno di bevute, e ripetono ossessivamente gli stessi argomenti letti o sentiti altrove. Chiaramente questo NON è il tuo caso, e infatti siamo ancora qui, e amichevolmente. Dovrei rispondere anche al tuo post sul doppiaggio "cnematografico" sugli anime (sull'altro topic), ma non ho ancora trovato l'energia mentale per farlo. :-)

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54 minuti fa, Shito ha scritto:

suppongo che

Ecco, evitiamo di supporre. Mi riferivo a Garion e Maximilian, infatti. Non a te. Atteniamoci ai fatti ed evitiamo le supposizioni. 

56 minuti fa, Shito ha scritto:

Quanto alle non-risposte che ti ho fornito, prego, non c'è di che.

Fixed, e comunque grazie ancora. Sono d'accordissimo con te: è bene che i lettori terzi leggano coi propri occhi che titoli di studio abbia la persona che parla, se è in grado di suffragare con dati le proprie affermazioni, se le persone che nomina esistano davvero oppure "non si possano dire", proprio come la Playstation 7 in garage che non si può far vedere a nessuno. Ultimo messaggio da parte mia, ti lascio volentieri l'ultima battuta, d'altronde chi ha l'ultima parola ha vinto la discussione, lo sappiamo tutti. 

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1 hour ago, Chocozell said:

Mina la comprensione della scena? Beh, direi di no.

e invece in italiano (ma per principio è così in qualsiasi lingua) tecnicamente c'è un problema perchè nel processo di comunicazione in corso quel termine è accoppiato con un elemento che crea un disturbo e dunque porta il significato ad una deviazione.

lo stesso disturbo è presente anche in originale?

se sì, anno stasera va a letto senza cena; ma a quanto pare i giapponesi si insegnano le password.

se no, la risposta è ovvia.

omaggio: dedurre il significato di un testo a prescindere dalla sua forma, poichè "tanto guardando la scena si capisce lo stesso cosa voleva dire", significa ammettere che c'è un errore.

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30 minuti fa, Garion-Oh ha scritto:

Allora ci penso io! Non esiste la laurea in "adattamento dialoghi e direzione del doppiaggio" :whistle:

Tralasciando che una persona che vorrebbe insegnare come si adatta dal giapponese, dovrebbe per forza avere un titolo di studio che certifica la sua conoscenza approfondita della lingua, ci sono tantissimi ragazzi che si fanno un mazzo tanto per studiare lingue e traduzioni... Non si parlava né di adattamento dialoghi né di direzione del doppiaggio, ma di semantica. Se mi si vuole dare lezioni di semantica, ci sono tantissimi corsi di laurea che includono esami in questa materia. 

21 minuti fa, Godai ha scritto:

Anche perché a questo punto vorrei l'elenco dei titoli di studio di altri adattatori del settore.

X: Nelle altre lingue hanno adattato così

Risposta: non mi interessa cosa fanno gli altri

X: Quali titoli di studio si possiede, se si vuole insegnare agli altri la semantica, la traduzione, l'adattamento? 

Risposta: Vorrei sapere quali titoli di studio hanno gli altri

 

Onestissimo,direi 😂

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1 hour ago, Toshi said:

Ecco, evitiamo di supporre. Mi riferivo a Garion e Maximilian, infatti. Non a te. Atteniamoci ai fatti ed evitiamo le supposizioni.

Non l'avevi detto (fatto), avevi usato un plurale (fatto), io ero tra le persone che parlavano (fatto). Attenendoci ai fatti, non prendertela con gli altri se non ti leggono nella mente, è un problema tuo. :-)

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33 minutes ago, Roger said:

e invece in italiano (ma per principio è così in qualsiasi lingua) tecnicamente c'è un problema perchè nel processo di comunicazione in corso quel termine è accoppiato con un elemento che crea un disturbo e dunque porta il significato ad una deviazione.

Guarda che stai commentando una persona che non avvertiva quel "disturbo". Uno. Io stesso non lo avvertivo. Due. Conosco altri che non lo avvertono. Nx. Poi ci saranno Ny che lo avvertono. Facciamo la conta del campetto? Come alle scuole medie? Soprattutto, tu non sei l'arbitro. Ovvero non è che tu singolo sia "'italiano" e sia intitolato a parlare per esso, ente del tutto astratto.

 

Ps:

Ho scritto un libro su NEO·GEO! Lo sapevi? :-D

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2 hours ago, Shito said:

alzare quisquilie".

Infatti la frase originale era "alzare un polverone" :lolla:

1 hour ago, Toshi said:

Tralasciando che una persona che vorrebbe insegnare come si adatta dal giapponese, dovrebbe per forza avere un titolo di studio che certifica la sua conoscenza approfondita della lingua, ci sono tantissimi ragazzi che si fanno un mazzo tanto per studiare lingue e traduzioni... Non si parlava né di adattamento dialoghi né di direzione del doppiaggio, ma di semantica. Se mi si vuole dare lezioni di semantica, ci sono tantissimi corsi di laurea che includono esami in questa materia. 

Beh, ma non tutti quelli che adattano dall'inglese sanno poi l'inglese. Così come tutti coloro che adattano, ad oggi, anime, non sanno il giapponese. Gli arrivano i copioni tradotti e poi smanacciano, anche in base al labiale o altre esigenze. Traduttore e adattatore son due figure distinte, solitamente. Negli altri paesi non esisterà la seconda figura perché parlano anche fuori sync (Jappi in primis). 

La questione della semantica glisso, con codardia, perché ho saltato due pagine di post e al momento non ho voglia di leggermeli lolu*

32 minutes ago, Shito said:

 

 

39 minutes ago, Godai said:

Richiedi titoli per un mestiere che non li richiede, allora mi viene spontaneo chiedermi se la stessa pignoleria la metti anche per altri. 

Vabbeh, non la buttiamo subito così. Però è vero che molti nuovi utenti sono "fan" di Shito :lolla:

@Trolli: si può creare un gruppo solo per loro? :giggle:

1 hour ago, Roger said:

e invece in italiano (ma per principio è così in qualsiasi lingua) tecnicamente c'è un problema perchè nel processo di comunicazione in corso quel termine è accoppiato con un elemento che crea un disturbo e dunque porta il significato ad una deviazione.

lo stesso disturbo è presente anche in originale?

se sì, anno stasera va a letto senza cena; ma a quanto pare i giapponesi si insegnano le password.

se no, la risposta è ovvia.

omaggio: dedurre il significato di un testo a prescindere dalla sua forma, poichè "tanto guardando la scena si capisce lo stesso cosa voleva dire", significa ammettere che c'è un errore.

Mi rendo conto di essere l'unico a non applicarmi troppo alla questione della password. Non la sento abbastanza mia :lolla:

Soprattutto perché questa scelta, su tutte, rientrerebbe nel discorso (affrontato non ricordo dove) per cui "il singolo metodo di adattamento supremo" non esiste e non è detto che quello di Shito sia migliore di quello degli altri perché fa corrispondere pedissequamente l'italiano al giapponese (mi permetto l'abuso di notazione). 

Poi qui è nata una questione su "Insegnami la password" perché è una scelta di Shito. E diciamolo :giggle:

1 hour ago, Toshi said:

X: Nelle altre lingue hanno adattato così

Risposta: non mi interessa cosa fanno gli altri

Beh, ma è giusto. Gli americani (un popolo per tutti) adattano da schifo di default, usando molti slang e modificando anche il senso delle frasi. Magari su Eva sono stati mostruosamente bravi. Ma a me che frega? Mica è un lavoro comunitario. Che senso ha seguire gli altri? 

32 minutes ago, Shito said:

Ps:

Ho scritto un libro su NEO·GEO! Lo sapevi? :-D

Secondo me inizia a diventare inquietante questa cosa :lolla:

 

1 hour ago, Garion-Oh said:

Allora ci penso io! Non esiste la laurea in "adattamento dialoghi e direzione del doppiaggio" :whistle:

Con questo post hai infranto i sogni di molti lurker.

 

Modificato da Chocozell
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7 minutes ago, Shito said:

Guarda che stai commentando una persona che non avvertiva quel "disturbo". Uno. Io stesso non lo avvertivo. Due. Conosco altri che non lo avvertono. Nx. Poi ci saranno Ny che lo avvertono. Facciamo la conta del campetto? Come alle scuole medie? Soprattutto, tu non sei l'arbitro. Ovvero non è che tu singolo sia "'italiano" e sia intitolato a parlare per esso, ente del tutto astratto.

 

Ps:

Ho scritto un libro su NEO·GEO! Lo sapevi? :-D

allora non fare la conta del campetto dato che non l'ha chiesta nessuno.

il dato è onestamente oggettivo: 'insegnare una password' non è un'espressione in uso nella lingua italiana corretta. è una forma decisamente impropria per il nostro sistema linguistico, fatto di codici e confini che non sono soggettivi; a cosa essa si riferisca nei fatti è talmente OVVIO che lo capisce chiunque sano di mente, ma questo processo aggiuntivo non la trasforma in lingua italiana (a nessun suo livello).

fattene una ragione.

disturbo è il nome tecnico del problema in questa vicenda e va senza virgolette. l'alternativa era rumore :whistle:

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Chocololù: ci credi che avevo "intuito" come "alzare [un polverone per delle] quisquilie"?

Deve essere l'incanto del lol. lol in love. Al you need is lol.

Comunque ha ragione Garion nello statuire l'ovvio. Credo che tutto nasca da una (tipica) discomunicazioen generazionale: i mestieri "artistici" nascono come artigianali. Tutto il mondo dell'adattamento è così. Così come non è che per fare l'attore devi avere fatto l'actor studio. Siccome la traduzione di per sé è una materia più "accademica", il nostro settore NON la conosce né la riconosce come necessaria. Questo è un fatto. Poi quando il settore diviene ambito, il mondo dell'insegnamento ssi attrezza per trarne vantaggio. Ma di fatto, io a vent'anni selezionavo traduttori. Laureati, madrelinqua, a mio gusto e intellettuale intuito. così è la vita. La vita reale. A me inviano curriculum, ancora oggi. Invero, ho anche tenuto una lezione UNIVERSITARIA (alla Lumsa). La vita a volte è buffa.

 

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42 minuti fa, Godai ha scritto:

Richiedi titoli per un mestiere che non li richiede, allora mi viene spontaneo chiedermi se la stessa pignoleria la metti anche per altri. 

Assolutamente, in ogni film, anime, manga, videogame che incontro. Spesso e volentieri vedo errori davvero grossolani, indice di un lavoro davvero superficiale. Errori che scovo anche io che sono un semplice appassionato, sicuramente fatti da una persona senza qualifiche. 

Io cambierei "che non li richiede" con "non obbligatori per legge". Per me avere qualifiche in una lingua, se si sta adattando da essa, dovrebbe essere la base. La base delle basi. 

7 minuti fa, Chocozell ha scritto:

Che senso ha seguire gli altri? 

Nessuno ha detto che bisogna "seguire gli altri" (a parte che, da che mondo è mondo, tra professionisti di un determinato settore ci si confronta senza problemi, senza che nessuno "segua" qualcun altro). Ho solo chiesto come mai quello che fanno gli altri non conta niente quando ci fa comodo, e invece si tirano in ballo gli altri quando ci fa più comodo. Non lo trovo corretto. 

 

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7 minutes ago, Roger said:

il dato è onestamente oggettivo: 'insegnare una password' non è un'espressione in uso nella lingua italiana corretta.

Prego? Oggettiva? In base a cosa? L'unico dato oggettivo, sinora, è la mia attestazione di un dizionario che statuisce il corretto intendimento, e quindi uso, del verbo "insegnare" per quel caso. Quanto al tuo "onestamente" oggettiva, beh, fa ridere.

Hint per te: NO, dire "è oggettivo" non significa che qualcosa sia oggettivo.

 

BTW ho scritto un libro sul NEO·GEO; ti interessa? :-D :-D :-D

Modificato da Shito
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16 minutes ago, Chocozell said:

Mi rendo conto di essere l'unico a non applicarmi troppo alla questione della password. Non la sento abbastanza mia :lolla:

Soprattutto perché questa scelta, su tutte, rientrerebbe nel discorso (affrontato non ricordo dove) per cui "il singolo metodo di adattamento supremo" non esiste e non è detto che quello di Shito sia migliore di quello degli altri perché fa corrispondere pedissequamente l'italiano al giapponese (mi permetto l'abuso di notazione). 

Poi qui è nata una questione su "Insegnami la password" perché è una scelta di Shito. E diciamolo

ma anche no, minimizzare tutto dopo quanto scritto finora è banale. il punto poi è che non è mai stata una questione di metodo supremo. magari c'è chi crede esista veramente e che qualcuno ne disponga. non c'entra, almeno per quel che mi riguarda, nemmeno che sia una scelta di shito; poteva essere di chiunque ma è successa in questo caso e dunque -oh- eccoci qua a parlarne.

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20 minutes ago, Shito said:

Prego? Oggettiva? IN base a cos? L'unico dato oggettivo, sinora, è la mia attestazione di un dizionario che statuisce il corretto intendimento, e quindi uso, del verbo "insegnare" per quel caso.

Hint per te: NO, dire "è oggettivo" non significa che qualcosa sia oggettivo.

 

  Reveal hidden contents

BTW ho scritto un libro sul NEO·GEO; ti interessa? :-D :-D :-D

 

nessuno ha messo in dubbio che sul tuo dizionario sia scritto così e colà.

nei miei tre dizionari di italiano, tra cui il devoto oli (gli altri sono paravia e zingarelli), non c'è 'insegnare password'. quindi ho tre dati oggettivi a disposizione. chissà come mai.

anzi guarda adesso ti svelo un segreto che molto probabilmente non sta scritto nei dizionari.

una password, in italiano si può insegnare ma il significato di questo verbo va contestualizzato perchè specifico di una certa situazione. è il caso di quando un esperto o un tutorial SPIEGANO ad un utente COME scegliere i caratteri per "costruire" DA ZERO una password al fine di evitare futuri hackeraggi vari.

ma

tu

guarda

............................

e allora sì che si insegnano le password. è pure oggettivo. il discorso fila.

è anche quello che si vedeva in quella scena di eva. identica!

oggettivo eh

:lolla:

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Non è una questione di dizionario italiano, come dicevo, anche nel resto del mondo, non è corretto utilizzare quella espressione, infatti, tutti le altre lingue hanno adattato scegliendo il giusto significato nel giusto contesto.

Come si può pensare che in un contesto del genere, così futuristico e tecnologico, tra due persone adulte e sicuramente pratiche di tecnologia, possano mai utilizzare un'espressione completamente inadatatta e fuorviante come "Insegnami la Password". 

Ripeto, tutto il giorno ho spulciato dizionari di lingua giapponese e non ne ho trovato uno in cui il termine in questione viene indicato solo ed esclusivamente come "insegnare".

Detto questo, davvero chiudiamola. Secca anche me ripetere le stesse cose.

Sul discorso delle Lauree o dei Titoli di studio @Shito ci tengo a precisare che personalmente non ho mai tirato in ballo la questione e non ho mai messo in dubbio la tua qualità o la tua professionalità. Ci sono tanti professionisti di successo, bravi e brillanti che non hanno neanche il diploma. Le qualità del tuo lavoro e la tua esperienza nel settore, personalmente per me non sono mai state messe in discussione, anche perché ritenere che a parer mio hai sbagliato ad adattare una singola frase non significa che tu non sappia fare il tuo lavoro, tutti possono commettere degli errori, in ambito lavorativo, ci mancherebbe.

 

 

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Roger: no, no.

Un dato oggettivo è un dato "positivo". Ovvero "questo è così". La mancanza di dato esplicito, il cosiddetto "dato negativo", NON è un dato che indica qualcosa. Non è che se NON c'è scritto esplicitamente "si può", allora "non si può". Il dato negativo implicito (la mancanza di dato positivo esplicito) non attesta nulla. Come nel diritto: si sancisce espliUna password, come ogni singola parola, si può insegnare. Non lo dico io, lo dice Treccani. Ovviamente a me è anche capitato di sentire una madre sgridare il figlio che diceva una parolaccia e chiedergli "chi ti ha insegnato quella parola?" Il dato non è particolarmente significativo, è solo una cosa che mi è capitato di sentire. Mi sono capitate persone che mi hanno ringraziato per aver insegnato ai loro figli certe parole (con i miei dialoghi), e mi hanno riportato le lodi dei loro insegnanti scolastici per il nutrito dizionario. Le parole si insegnano, e così pure la password si possono insegnare. In italiano.ctamente cosa è vietato, tutto quello che non è vietato esplicitamente è ammesso. Parimenti, i dizionari non sono dei thesaurus che esauriscono le frasi fatte di una lingua detta viva. I dizionari sanciscono gli usi delle parole, e i loro significati. Semmai, dovresti trovare una fonte che *vieta esplicitamente* quell'uso. Altrimenti non ha nulla, no.

In italiano si può insegnare una singola parola. Come da dizionario, che non è "mio", ma è di Treccani,

Buone risate. <click me>

Modificato da Shito
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13 minutes ago, Shito said:

Roger:, no, no.

due no significano sì.

ottimo.

situazione risolta.

finalmente.

non si poteva continuare a prendere pezzi di realtà qua e là per costruire qualcosa che oggettivamente non sta in piedi od oggettivizzare una visione del tutto personale di una formula linguistica (in italiano).

c'è qualcosa oltre il proprio naso.

la lingua italiana, come tutte le altre, è un sistema di codici. ci sono quindi dei confini entro i quali discutere, e che possono essere oltrepassati solo quando si verificano determinate condizioni di massa; questo fenomeno, anch'esso oggettivo seppur elementare, non è accaduto con quanto hai finora affermato e nessuna interpretazione in libertà o spiegone con capriola potrà mai fare la magia autogiustificante auspicata.

ah la treccani. chissà che dice alla voce insegnare.

https://www.treccani.it/vocabolario/insegnare_(Sinonimi-e-Contrari)/
 

Quote

 

b. [far contrarre a una persona un'abitudine o una disposizione: i. le buone maniere] ≈ ‖ indicare, mostrare. ↔ ‖

 

 

oh no! non può essere vero! non deve!

ma tutto è possibile.

certo.

basta volerlo.

intensamente.

reiteratamente.

in ogni luogo.

stringendo i pugni, anche, e si negherà pure questo.

 

il motivo per il quale stai continuamente spammando quel libro in questo topic è... ?:whistle:

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Due no significano sì con una virgola in mezzo? Non è mica una doppia negazione tipo non-no, è una ripetizione. Davvero, ma ragioni sul serio o (ti) trolli (da solo)? Boh.

Ho già detto di conoscere la semantica del verbo "insegnare". I sinonimi e i contrari vengono da lì. Ne ho parlato. Ho spiegato il piano sintagmatico della scelta semantica. La voce che citi non è la voce del lemma, ma quella dei sinonimi e contrari. È scritto anche nella url che hai incollato tu. Puoi riuscire a notarlo.

Ancora, e questa è logica (neppure linguistica), l'esistenza di nessun uso/significato ne esclude un altro. Cosa significa quindi la tua tardiva e ridondante osservazione? Ancora, ho già specificato sulla gamma semantica della parola, già spiccato il corretto uso inteso che valida il significato scelto, tutto attestato.

Schiettamente: ma a parte scrivere come un quindicenne, con i salta riga e tutto il teatrino, vuoi discorrere sul serio? Perché a me non sembra proprio. :-(

Oh, poi come vuoi. Tanto non ne sai nulla e scrivi più o meno idiozie cercando di darti un tono che non hai, ma come vuoi.

Ah, il libro lo spammo puerilmente solo nelle risposte a te, per sfottere te, non confonderti. È una cosa tutta e solo per te. Ti sfotto perché ti trovo ridicolo e credo che te lo meriti. Continuerò. Non mi costa nulla. Mi scuso con gli altri. Ah, a proposito, è un libro sul NEO·GEO, lo sapevi? E l'ho scritto io! Lo sapevi? Fico, no? Semmai ti fosse sfuggito, eh. Senza smiley.

Modificato da Shito
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10 minutes ago, Shito said:

Due no significano sì con una virgola in mezzo? Non è mica una doppia negazione tipo non-no, è una ripetizione. Davvero, ma ragioni sul serio o (ti) trolli (da solo)? Boh.

non ci arrivi.

purtroppo non sei in grado di collegare forma e contenuto.

16 minutes ago, Shito said:

Ho già detto di conoscere la semantica del verbo "insegnare". I sinonimi e i contrari vengono da lì. Ne ho parlato. La voce che citi non è la voce del lemma, ma quella dei sinomi e contrari. È scritto anche nella url che hai incollato tu. Puoi riuscire a notarlo.

infatti quel link con altro link incluso sono intenzionali perchè forniscono una possibile soluzione all'errore che continui a negare. stai, forzatamente, cercando di fare coincidere in un punto due sistemi linguistici; tuttavia per quanto tu insista non sta minimamente funzionando e non te ne rendi conto.

30 minutes ago, Shito said:

Ancora, e questa è logica (neppure linguistica), l'esistenza di nessun uso/significato ne esclude un altro. Cosa significa quindi la tua tardiva e ridondante osservazione? Ancora, ho già specificato sulla gamma semantica della parola, già spiccato il corretto uso inteso che valida il significato scelto, tutto attestato.

sì ok sognare non costa nulla, si sapeva. ciò di cui ti sei convinto, che ti è stato spiegato in diversi modi essere sbagliato e per quali motivi, *in italiano* non è assolutamente sostenuto tranne che in un caso eccezionale che non riflette minimamente (nemmeno nello spirito) quello della scena in questione.

per altri giochetti di finta logica, scarsa ed inapplicabile alla lingua italiana, si è fatto tardi.

38 minutes ago, Shito said:

Schiettamente: ma a parte scrivere come un quindicenne, con i salta riga e tutto il teatrino, vuoi discorrere sul serio? Perché a me non sembra proprio. :-(

hai presente i messaggini su whatsapp che ti mandano i quarantenni, tipo 1 parola/ invio, 1 parola/invio, 1 parola/invio, c6?

vedo che ti è piaciuto.

41 minutes ago, Shito said:

Oh, poi come vuoi. Tanto non ne sai nulla e scrivi più o meno idiozie cercando di darti un tono che non hai, ma come vuoi.

dopo tutto quanto letto, anche solo in giornata, direi che qui quello che non ne sa nulla e si inventa regole (e significati) non sono io. certe tue affermazioni non si leggerebbero se tu avessi delle basi di linguistica e semiotica, più qualche rudimento di psicologia generale e comunicazione necessario per comprendere coscientemente come funziona un'interazione verbale sensata (oltre che per saper distinguere un registro in uso, vedi sopra il "metodo whatsapp" :pfff:). qualora tu invece conosca questi argomenti, non per sentito dire ma per studio concreto, c'è qualcosa fuori posto che è avvenuto nel processo di apprendimento o successivamente.

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1 hour ago, Shito said:

Ah, il libro lo spammo puerilmente solo nelle risposte a te, per sfottere te, non confonderti. È una cosa tutta e solo per te. Ti sfotto perché ti trovo ridicolo e credo che te lo meriti. Continuerò. Non mi costa nulla. Mi scuso con gli altri. Ah, a proposito, è un libro sul NEO·GEO, lo sapevi? E l'ho scritto io! Lo sapevi? Fico, no? Semmai ti fosse sfuggito, eh. Senza smiley.

sì ok ma non funziona nemmeno questo.

ha invece funzionato quello che lo ha scatenato, data la persistenza con cui inutilmente ce lo butti da mesi in ogni risposta :lolla:

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Beh, se ti compiaci di attirare su di te il disprezzo di una persona che non ti disprezzava e non ha altro motivo per farlo, buon per te. Ognuno ha i suoi hobby e i suoi modi per provare a tollerare sé stesso, come è noto. D'altro canto il tuo arguto e costante uso di smiley esilarati mostra la tua partecipazione.

Sulla diatriba facciamo così: io continuerò a pensare e fare e parlare di ciò che penso e faccio, tu continua pure a parlare di quello che penso e faccio io (o altri, comunque non tu). E compiacerti nell'inganno che il tuo pensiero conti qualcosa, valga qualcosa. Buon consumo. Ti consiglio anche l'uso dei "social", che mi paiono proprio perfetti al tuo scopo.

Ah, forse ti è sfuggito, ma ho scritto un libro sulla vecchia console giapponese NEO·GEO, ti interessa? Dovremmo a breve ri-tirare delle copie. Si tratta di una cosa fatta molto amatorialmente, quindi in caso dimmi pure. C'è anche un thread apposito sul forum. :-)

Modificato da Shito
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3 hours ago, Shito said:

Beh, se ti compiaci di attirare su di te il disprezzo di una persona che non ti disprezzava e non ha altro motivo per farlo, buon per te. Ognuno ha i suoi hobby e i suoi modi per provare a tollerare sé stesso, come è noto. D'altro canto il tuo arguto e costante uso di smiley esilarati mostra la tua partecipazione.

eh signora mia, se scioccamente non la si butta sul personale non c'è altro da aggiungere. quanta pochezza.

premesso ciò non si può non ridere di questo teatrino dell'assurdo per il quale si ha un chiarissimo esempio di mezza verità (una traduzione concreta, esistente su un dizionario) del tutto forzatamente ed arbitrariamente elevata a piano universale affinchè vi si possa includere un altro campo linguistico (l'italiano); siamo scesi ad un livello così basso per il quale, dunque, si vorrebbe accettare per buono il fatto che siccome un termine preso a sè ha un significato, esso perdura anche quando viene combinato con elementi che lo decontestualizzano o sono impropri (da qui: la nascita di disturbo, rumore nel processo di comunicazione aka un elemento in più che tendenzialmente si va ad aggiustare attraverso un feedback, sia esso autonomo o di provenienza esterna). naturalmente ci possono essere un'infinità di ragioni per le quali non puoi ammettere in questa sede l'evidenza di un errore presente nell'elaborazione di un determinato processo, anche qualora tu lo avessi compreso dopo le varie dimostrazioni. questo rende ancora più farsesca ed inutile la piega che questa discussione ha preso o stai cercando di direzionare buttandola appunto sulle critiche -peraltro ininfluenti sul caso, non te ne fossi reso conto- personali.

i discorsi seri e costruttivi si fanno con interlocutori disposti a confrontarsi genuinamente, non con chi fantasiosamente vorrebbe solo dire ed imporre la propria soggettività senza nemmeno ascoltare l'opinione altrui. sai quindi quanto può valere il tuo disprezzo e qual è il suo posto? resta pure nella tua posizione, non è un problema altrui.

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