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Guarda, John, ti spiego per benino (così magari rileggi con calma quel che hai scritto e capisci da solo che hai commesso qualche leggerezza): Se dico che recito (bene) quando il copione è comprensibile... E ho in effetti recitato (e se un pochino sei un appassionato capirai da te che quel che ho fatto non è facile, sapevo di poterlo fare, non avevo bisogno di sfuggire alla prova ecc ecc) ALLORA VUOL DIRE CHE IL COPIONE SI CAPIVA. Questo quel che ho detto. Riguardo il sillogismo imperfetto sull' interpretare testi medici o le farneticazioni di un matto, devi capire che non è quel che esce dalla mia bocca che deve avere senso, ma il perchè il mio personaggio in quel momento deve fare quelle cose. Se non arrivi a questo significa che non hai riflettuto nemmeno un secondo su quel che mi hai risposto, ma ti interessava mandare la palla dall'altro lato della rete in qualsiasi modo, il prima e con quanta più rabbia possibile. Te lo spiego in altre parole: non è che se Fabrizio Mazzotta o io facciamo una battuta dopo 16 ore di registrazione significa che odiamo Gualtiero o lo prendiamo in giro. Voi siete spettatori, non sapete nemmeno che volto abbiamo se non per questi eventi eccezionali; noi siamo spalla a spalla per mesi in una camera di 15 mq, ci conosciamo da 25 anni, andiamo a cena insieme, al mare, ci scriviamo e...scherziamo da amici e colleghi, sapendo che abbiamo fatto grandi lavori in passato, ne stiamo facendo altri oggi e ne faremo in futuro. Se leggi una frase e vuoi attribuirle il significato che vuoi tu e giocarci sopra, come vedi non fai una gran figura. Se vuoi parlare con me e metterti al mio livello, contattami con un nome vero, e con una buona disposizione d'animo dacchè non stai parlando con tua sorella. Non scambiare il mio affetto e la mia apertura verso qualsiasi confronto -positivo o negativo - per confidenza. Saluto anche tutti gli altri, sono qui per rispondere alle vostre curiosità, possibilmente...anche su altro! Domitilla❤11 punti
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Prologo: Come opera in sé, per quanto personalmente sia affascinato dalla sua aura mistica e ne riconosco l'importanza assoluta che ha avuto nella storia del medium, non sono mai riuscito a farmi interessare Evangelion più di tanto, lo vidi giusto qualche anno fa quando un distributore italiano decise di metterlo legalmente su YouTube ma non ne rimasi colpito forse anche per una sua visione un pò svogliata da parte mia tant'è che a parte qualche scena ricordo ben poco. Questo è per dire che in linea di massima non sono ne uno che vuole vedere Eva per vedere solo i robottoni che fanno a pugni e ne sono uno che vede quest'opera per farsi ricerche filosofiche sulla psicanalisi di un determinato costrutto linguistico detta da un determinato personaggio in un determinato contesto. Aggiungo inoltre che di Giapponese, così come di Italiano e del mondo dell'adattamento in generale, conosco poco e nulla e che di conseguenza tutto ciò che verrà a seguire scritto da me viene dall'alto della mia ignoranza in tutti questi campi ed è per colpa di ciò che ho titubato molto nell'intervenire. --- Per me il problema principale sulla discussione di questo adattamento è che si è fatta di tutta l'erba un fascio mentre ci sono almeno due suddivisioni principali su cui la discussione dovrebbe prendere piede sia da una parte che dall'altra. Queste suddivisioni sono: la parte oggettiva e la parte soggettiva. Come base informativa io personalmente ho letto più o meno un 30-40 pagine di questo thread ed ho visto nella sua interezza la live su Youtube a cui Cannarsi ha partecipato (non so se c'è ne è stata più di una comunque quella linkata pagine addietro in questo thread) Un esempio di parte oggettiva è per esempio l'episodio shito/apostolo≠tenshi/angelo che mi sembra chiaro come il sole a parte che per un ragionamento prettamente linguistico (se vedo la parola "Oak" io la traduco con "Quercia" non con "Betulla" o "Albero") anche solo per un ragionamento datoci dal dialogo dell'opera dove la distinzione viene fatta chiaramente (la famosa frase "questi apostoli dal nome di angeli") dove non avrebbe senso se venisse dato come buono shito=angelo. A questo vorrei aggiungere episodi come "restauro" e "chocchi/pochitto" dove di nuovo sia per motivazioni linguistiche che per motivazioni dateci dall'accaduto dell'opera sono chiaramente e palesemente corrette nell'adattamento dato. I denigratori di queste istanze dell'adattamento dovrebbero farsi a mio parere un attimo un paio di conti e più che con Cannarsi di prendersela con Anno (o il responsabile della istanza scelta) per i vocaboli e scelte, nell'ipotetico caso la persona Hideaki Anno e l'opera Neon Genesis Evangelion fossero stati Italiani e qualcuno gli domandasse "come si chiamano i cattivi?" la risposta sarebbe sempre ed univocamente "Apostolo" così come l'equivalente di "chocchi" anche se non fosse stato "pochitto" sarebbe stato un neologismo da nessuno mai sentito che suonerebbe strano e cacofonico e mai "pochino/pochetto" ed il fatto che alla gente non piaccia è ininfluente, e che non si venga a dire "si, tecnicamente sarà anche corretto però il fatto che Misato usi un neologismo è ininfluente ai fini ultimi dell'opera di conseguenza avrebbe dovuto usare un termine più assimilabile" perché fino a prova contraria i fini ultimi dell'opera li conosce solo l'autore, magari se uno in privato glie lo va a chiedere ad Anno il significato di tutto Evangelion è proprio il voler mostrare Misato che si inventa le parole... e a quel punto che si fa? O uno è talmente pieno di se che si vuole mettere al di sopra dell'autore e decide cosa sia importante e cosa non lo sia facendo una bella cernita oppure si fa il possibile di trasferire i significati plurimi delle frasi da una lingua all'altra. Cannarsi in questo caso è semplicemente il messaggero (dal Giapponese all'Italiano) di Hideaki Anno e messaggero non porta pena, tuttalpiù gli si può dar colpa che la gente si sia affezionata ai vari termini sbagliati dato che ne fu lui l'artefice nell'adattamento originale ma qualcuno quello lo potrebbe chiamare anche merito. Per concludere: A Gualtiero Cannarsi spesso gli viene accusato di avere uno stile riconoscibile in tutte le opere dove lui lavora talvolta con termini tipo "cannarsiano" che a seconda di molti ha tutti i crismi del caso, tuttavia penso che le sue opere abbiano qualità opposte a quelle che gli vengano affibbiate, cioè cercano di essere il più trasparente possibile e che vogliono abbattere più ostacoli possibili tra fruitore ed autore e questo a volte comporta risultati insoliti ai più. Di conseguenza mi e vi chiedo, se questo modo di lavorare di Cannarsi fosse più comune dando anche spazio alle sfumature che possono essere date da persone diverse, la gente sarebbe allo stesso modo adirata a questo adattamento? Cioè voglio che la gente che si lamenta si chieda "mi lamento perché sinceramente penso sia sbagliato o perché è semplicemente diverso?" Ora invece passiamo alla parte soggettiva e qui vorrei rivolgermi personalmente a @Shito. L'Italiano benchè non metta in dubbio sia corretto in quest'adattamento è macchinoso e artificioso se non per tutti almeno per i più, ora io non voglio assolutamente che con quello che sto per dire voglia fare un discorso dove "tutto deve essere per tutti" e capisco come potrebbe suonare come una velata critica nonostante io non la intendi come tale ma non pensi che lo scopo di un opera in generale sia anche quella di poter essere capita? Cioè già il fatto che un autore voglia mettere su inchiostro/pellicola/carta un proprio pensiero o storia invece che tenerla tutta per se nella sua testa sia una volontà nel cercare di farlo fruire ai più? Quando fai il tuo lavoro di adattamento cerchi pur non scendendo a compromessi di rendere i concetti immediatamente assorbibili per quanto possibile? Chiedo perché prendendo spunto da un altro famoso episodio del tuo adattamento il termine "recalcitranza" viene data da alcuni dizionari come una variazione non comune del termine "ricalcitranza" che già di per se è un temine molto raro e che comunque ha sinonimi che non stravolgono il significato be più comuni. Ed in generale su una bilancia quand'è che fruibilità e correttezza sono alla pari? Voglio ipotizzare un esempio, ti trovi ad un impasse in un adattamento dove per motivi linguistici non puoi riportare il significato originale della frase al 100%, hai due possibilità: una e riportarlo con una correttezza del 98% ma con una fruibilità del 20% mentre l'altra è riportarla con una correttezza del 90% ma con una fruibilità del 80%. L'impressione data dalle tue opere è che sceglieresti la prima tutta la vita, non pensi sia però più importante che una maggior parte delle persone abbia una speranza di poter cogliere il senso voluto invece della quasi sicurezza che una piccola parte delle persone capisca? Io, personalmente e nel mio piccolo, in questo mondo di approssimazioni e superficialità lodo la tua volontà nell'essere così pignolo nell'adattamento anche perché di adattamenti come piacciono ai più ne possono fare in quantità industriali tante persone in davvero poco tempo però è anche vero che capisco chi si lamenta e penso che per voler essere magari troppo zelanti si è introdotto in un opera (o nelle opere in generale) un elemento estraneo ad esso cioè la difficile comprensione che ne potrebbe far cadere il valore intrinseco o far sviare il messaggio voluto condividere dall'autore. -------- Detto questo penso sia uno scempio che Netflix abbia rimosso l'adattamento fatto ma non perché pensavo fosse quello da tenere ma perché viene levata la possibilità di poterlo guardare a chi avesse voluto farlo, penso inoltre che in generale dato il lavoro dietro ma data la natura dello stesso questo adattamento sia accessorio ma fondamentale da abbinare magari ad uno più semplice.9 punti
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Beh se magari smettessi di sparare stronzate, magari non ti reacto nemmeno7 punti
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Non rispondo alle tue sciocche provocazioni, si sente che hai il dente avvelenato per qualche motivo a noi sconosciuto...e ti lascio con il dubbio che possa far notte a capire qualunque testo mi capiti di fronte.🙄😄 Io faccio il mio lavoro. Punto. Eseguo, mi impegno e porto a casa il risultato. Se non piaccio a tutti non fa niente. Le figure di "cacca" le lascio a te, che ne hai fatte di belle grosse...con la persona sbagliata. 😊 Fatti una camomilla...🧚♀️6 punti
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Hai colto perfettamente il nocciolo del problema e quel che bisognerebbe fare per sistemarlo. Non è quel che dicono ma il come, la cronica allergia di Shito ai sinonimi e hai soggetti sottintesi ad esempio, le continue ripetizioni in Giappone sono la stessa norma da noi hanno l'effetto delle unghie sulla lavagna. Fosse stato solo un per qualche termine cambiato tipo unità prima avrebbe dato fastidio solo a chi aveva già visto Eva in passato ma a un nuovo spettatore non avrebbe fatto alcuna differenza.5 punti
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In realtà la fedeltà la puoi avere anche con dialoghi scritti in modo più naturale, quella più che ricerca di fedeltà è cercare problemi anche dove non ci sono.4 punti
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Comunque trovo veramente assurda la scelta di Netflix di rimuovere del tutto il doppiaggio dalla piattaforma. Perché cancellare e lasciare il "vuoto"? Nonostante tutto, aspettavo l'uscita di questo nuovo doppiaggio, e di botto mi impediscono di guardarlo. Perché non aspettare che fosse pronta la versione revisionata? Mi stavo (ri)guardando la serie con la traccia italiana arrivando alla puntata 22. Adesso sono costretto a guardarlo JAP / sub ITA se voglio continuare. . Tra l'altro, debbo dire che da quanto ho potuto constatare, i sottotitoli sono più 'poveri' e semplificati rispetto allo script del doppiaggio. Per quanto criptico nella forma, mi stavo divertendo a scovare le 'novità' e i cambiamenti rispetto al vecchio adattamento. Adesso m'è passata la voglia sinceramente. Mi ha infastidito molto questa scelta e mi pare assurdo che nessuno se ne lamenti. Certo, la mia è stata una visione analitica, da appassionato che già conosce la serie ma tant'è. Personalmente la trovo una scelta poco seria.4 punti
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Comunque ripeto, basta farsi un giro sotto al posti di Netflix, e vedrete altri doppiatori, abbastanza noti, che ci stanno davvero andando giù pesanti con l'adattamento. Credo che si sia giustamente accesa una spia, perché in qualche modo si anche solo ipotizzato che la colpa potesse essere del lavoro di chi è a leggio, e quindi adesso c'è un movimento volto a difendere colleghi e categoria... D'altra parte non mi piace che diventi anche un gioco al massacro di Cannarsi. Per me restano gravi le colpe del committente, che ha preteso che un'opera così importante potesse essere doppiata in così poco tempo. Ci voleva la giusta tempistica, per permettere una maggior dialogo, collaborazione e coordinazione tra chi ha adattato, chi doveva dirigere e chi doveva doppiare.4 punti
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Hai appena ricevuto un carico di melma da una che ha un curriculum al doppiaggio che non ci sta su tutta la carta che hai in giro per casa... e ancora rispondi? 🙄4 punti
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P.s. di "uscite pubbliche" ce ne è stata una sola...cancellata poco dopo tra l altro, per...ordini dall'alto. E in quel particolare caso, si scherzava, dopo una lunga giornata di lavoro. Senza cattiveria. Può bastare o devo frustarmi di fronte al leggìo?😊4 punti
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Quello che stai dicendo però in pratica è "ad populum uber alles". L'importante non è che ci siano errori, l'importante è che la gente dice che ci siano errori. Come detto nel primo post c'è una distinzione netta tra obbiettività e quelli soggettività. Che per voi l'adattamento non piaccia perché usa un italiano pesante e nel vostro parere questo è a discapito dell'opera prego lamentatevi pure e accendete tutti i forconi del caso, diamine vi presto pure un accendino. Ma se si viene a dire che l'adattamento non è buono perché a me piace più angeli che apostoli allora no, sei letteralmente fuori strada te ne devi fare una ragione che a te piace una cosa sbagliata... peggio ancora se aggiungi l'uno all'altro perché usi una cosa oggettivamente non vera per sostenere la tua soggettività. Che poi per carità non c'è niente di male a piacere una cosa sbagliata eh, a me un "Ci oscureremo in un mondo di luce!" dei Cavalieri dello Zodiaco vale molto di più della frase del corrispettivo corretto giapponese, però non é che vado a pensare che l'adattamento originale italiano sia in qualsiasi modo corretto.3 punti
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@LeleSocho ti dico solo una cosa. Quando l’opera di animazione giapponese più peculiare e particolare degli ultimi 25 anni viene perculata con meme, prese per culo, battute da: fan, addetti ai lavori, Treccani, Movieplayer che rifà altri film. Il tutto generando una specie di movimento pop culturale anti. Insomma io se fossi stato Cannarsi, intanto sarei corso a fare un mese di abbonamento a Netflix per vedere di cosa si stava parlando. Dopo di ché mi sarei domandato cosa fosse andato storto (non se, ma cosa). Infine sarei venuto qua a dire: “Scusate, sono stato motivo di imbarazzo per una serie che ho cercato di nobilitare. Non era mia intenzione. Chiedo nuovamente scusa.” Avrei chiamato Netflix e avrei chiesto io di rimuovere la traccia italiana, non necessariamente come unico colpevole, ma vergognandomi di una cosa simile. A ruota sarebbero arrivate scuse di VSI, Mazzotta e doppiatori, scuse alla gente, ripeto, non necessariamente ammissioni di colpa. Invece Cannarsi è venuto qua e per 5 giorni e 2 live ha ripetuto supercazzole per provare a spiegare e giustificare la monnezza e dichiarando che pubblico e committenti non contano niente. Infine, ciliegina, spero senza che lui lo sapesse, è apparsa la Consalvi. Cosa si aspettava? Le coccole?3 punti
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Quella è una cosa che aggiungo io. Ritengo che un compromesso vada trovato sempre ma no tra mazzotta e cannarsi, tra i metodi di lavoro. Fedeltà e fruibilità, lingua di partenza e lingua di arrivo. metodo cannarsi e metodo mediaset.3 punti
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Mi viene da ridere, mentre si celebra sul web il trionfo della girella Yamato si mette a lavorare decentemente? Quasi quasi... Aspetto dici conoscere il prezzo3 punti
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Non lo è, anche se purtroppo lo sarà per l'internet, perchè è il nome noto. Il problema a monte è la totale mancanza di supervisione del progetto. Il problema non è ne cannarsi ne mazzotta da soli, ma chi li ha fatti lavorare separatamente senza mai farli incontrare. Abbiamo ormai assodato quali sono i difetti del nuovo adattamento ma FORSE (e dico FORSE) se cannarsi avesse dovuto lavorare con altre persone anziché da solo a briglia sciolta si sarebbe trovato il famigerato compromesso tra fedeltà e fruibilità che tanto auspichiamo adesso.3 punti
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Salve a tutti,avevo scritto sull'altro topic dei Paralipomeni, ma poi mi sono accorto che il topic ufficiale è stato riaperto e ho deciso di postare qui (se i moderatori ritengono posso ri-postare di nuovo lì).Personalmente - per quel che io ne possa capire - ho apprezzato il nuovo adattamento di Cannarsi e mi è dispiaciuto vederlo rimuovere. A prescindere che si apprezzi o meno il lavoro, e tralasciando la vera e propria campagna d'odio che si è generata in rete (io ormai non posso scrivere più nulla senza essere accusato di essere un parente o un folle drogato) trovo che ci siano dei punti molto criticabili delle lavorazione, di cui tutte le parti in causa hanno responsabilità.Tanto per cominciare, da spettatore/fruitore ho trovato davvero scarsamente (eufemismo) professionale il comportamenteo del direttore del doppiaggio Fabrizio Mazzotta. Da mesi postava commenti sui social fin troppo poco sibillini sulla lavorazione, criticando apertamente l'adattamento, cosa che credo sia molto, molto grave dal punto di vista professionale, anche fosse stato solo per scherzo. Non si postano stralci di dialoghi inerenti il lavoro di altri e non si parla di un lavoro in quei termini mentre lo si sta svolgendo. Anche perché, scusate, ma il direttore del doppiaggio non ha forse la responsabilità ultima del prodotto che dirige? Non è come - mutatis mutandis - un regista? Invece io ho assistito a una sistematica operazione di scaricamento di barile a partire dai quegli orrendi commenti, poi proseguita nelle dichiarazioni alla stampa. E no! Se è vero, come ha dichiarato Cannarsi, che l'accordo era quello di non modificare i testi, non si può comunque per questo scaricare tutta la propria responsabilità su questa clausola, né lamentarsene se si è accettato di lavorare in queste condizioni, soprattutto non sui social in quel modo! Ma che livello di professionalità è?Inoltre, questi testi erano davvero OMG così incomprensibili o forse, molto più banalmente, non piacevano, non suonavano bene, erano brutti da recitare secondo i doppiatori? Posso capire lo spettatore indignato che odia Cannarsi e il suo lavoro e dice per iperbole iperdrammatica: "non è italiano". Ma dei professionisti pagati... possono uscirsene con commenti tanto esagerati? E poi nell'arco di 26 puntate e 2 film, quante cose non avranno capito, quante? Mi pare tutto un modo, ancora, per scaricare il barile e pararsi il deretano (in un commento su FB Mazzotta scriveva "qualche volta vince l'ignavia", questo si è dimenticato di dirlo al giornalista de La Stampa, mi sa).Altra cosa che non capisco: ma come è stato possibile affidare a Cannarsi l'adattamento e a Mazzotta la direzione, sapendo i precedenti? Ancora oggi, dopo oltre vent'anni si sta ancora a parlare di quel che accadde all'inizio della prima lavorazione di EVA, e le versioni di Cannarsi/Di Sanzo e Mazzotta non coincidono! Cosa che mi fa pensare non scorra buon sangue tra i due o che perlomeno ci siano dei conti in sospeso. Questa è una considerazione personale, ma fossi stato in loro non avrei mai accettato un lavoro in simili condizioni. Gli adattamenti di Cannarsi è bene che li diriga lui, i testi sono davvero complessi, con tutte quelle dislocazioni e uso di vocaboli particolari. Oppure avrebbe dovuto fare tutto Mazzotta con altro collaboratore (cosa che a me personalmente sarebbe spiaciuta, ma almeno avrebbe avuto una sua coerenza).Tutti gli addetti ai lavori sanno, da decenni, come lavora Cannarsi. Io mi chiedo come possa essere solo lui il caprio espiatorio di tutta questa triste storia.Adesso apprendo che il giornalista de La Stampa ha pure preso un premio per quell'articolo semplice semplice e pure lacunoso di alcune importanti informazioni (oltre a un finale che svela fin troppo il suo punto di vista, con un giudizio del tutto non richiesto, ma tant'è). Black Mirror ci fa una sonora pippa!3 punti
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Non ho capito il primo punto. Non è che lo dico io, è così e basta, è universale. Qualsiasi attore se non comprende il testo non può recitare, mi sembra assurdo che debba spiegare l'ovvio...ma tant è che questa mia frase ti ha colpito particolarmente. "Da mesi" davo solidarietà a Mazzotta: punto primo, chi me lo impedisce? Punto secondo, chi ti dice che non do solidarietà anche a chi ha scritto i dialoghi, in privato, nella vita reale, non dietro un pc o un telefono. Pensi di conoscermi così bene? Secondo te avrei dovuto rifiutare il ruolo? Non l'ho mai fatto in vita mia, perchè ogni nuovo lavoro per me è una sfida e sempre lo sarà. Non smetto mai di imparare e di studiare. Non frequento alcun orco... È stato il mio cane. Mi ha avvertito che si dicevano cazzate su delle mie presunte figure di merda e sono venuta ad onorarti di una bella risposta esaustiva. Se così è stato. Altre domande?3 punti
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Vorrei intervenire premettendo, com'è ovvio a tutti ormai (tranne a una persona), che il doppiaggio aveva moltissime problematiche, se non errori che altri, più esperti di me, hanno rilevato motivando accuratamente. Così come, altre scelte di adattamento, argomentate e motivate dallo stesso Shito, si sono rilevate giustificate e giustificabili. Personalmente avevo subito espresso la mia approvazione alcune scelte fatte. Dal punto di vista del contenuto (non della forma), molti passaggi del nuovo adattamento li ho trovati migliorativi o arricchenti rispetto all'originale. Come quella prima citata del "restauro". Una particolarità non inventata ma presente nell'originale. Le auto si possono restaurare, la parola "restauro" esiste, è comprensibile, è in italiano e arricchisce il testo. Mai capito il problema su questa cosa. Allora mi viene da pensare. Il "Metodo Cannarsi" era ben noto da tanti ed era stato criticato da molti esperti del settore. Netflix ha deciso di correggere il doppiaggio dopo le critiche di traduttori, doppiatori e professionisti del settore che hanno, con competenza e professionalità, mostrato le criticità del suo metodo ortodosso? Non credo. Netflix ha preso la scelta di modificare il doppiaggio per le critiche sui social network. Hanno aspettato la "gogna del web". E pure dopo quella, hanno temporeggiato sperando che la "tempesta" passasse. Solo dopo giorni e giorni di silenzio nei quali ogni loro post veniva INVASO dai fan incazzati, hanno preso la decisione. Altri anime (come Fate, e non solo) sono stati buttati sulla piattaforma con una qualità della traduzione molto discutibile. Errori che non sono mai stati corretti perché non hanno scatenato il "caso mediatico" che ha messo a rischio l'immagine della compagnia con minacce di disdire gli abbonamenti. Io mi auguro che, dopo tutto questo polverone, Shito abbia capito che avrebbe dovuto trovare un giusto compromesso tra fedeltà e fruibilità. Che se un dialogo suona INNATURALE a un italiano, s'è subito un danno, un'alterazione, esattamente come sono danni e alterazioni le modifiche ingiustificate al copione originale che molti fanno e che lui, giustamente, condanna. Solo che su quelli molti glissano. Tanto chi se lo legge il copione originale? Se Eva fosse stato affidato a un altro adattatore che avesse semplificato tutto con un linguaggio elementare, eliminando con l'accetta riferimenti e particolarità, si sarebbe scatenato lo stesso putiferio? Forse no. Perché la gente comune non avrebbe potuto "memare" lasciandosi trasportare dalla corrente del trending topic.3 punti
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Mi dispiace moltissimo per @Shito, il provvedimento di Netflix non ha fatto altro che dimostrare quando un lavoro del genere quando arriva al grande pubblico, questo non sa far altro che sbraitare in massa nella speranza di togliere di mezzo tutto ciò che non gli risulta immediatamente familiare. Sono molto intristito da tutto ciò. Probabilmente i lavori di @Shito non sono adatti al grande pubblico che davanti alla meraviglia di imparare cose nuove e di immergersi in mondi non familiari preferisce la tranquillità e la piattezza della mediocrità. Potrà suonare elitista come molto si usa dire oggi, ma non so che altro dire di fronte a quello che vedo.3 punti
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Io continuo a far notare come da giorni ti prendi il disturbo di rispondere solo a domande sulle singole scelte, la singola frase, il singolo termine, la pernacchia di Asuka o il peto di Shinji, mentre ti guardi bene dall'iniziare una discussione con chi cerca di andare più a fondo e analizzare il tuo metodo di lavorare in toto. Certo è che sei libero di fare quello che più ti pare e nessuno ti obbliga a rispondere a nulla, ma il tuo comportamento non è quello di uno che vuole un confronto sano e costruttivo. Se "chiacchiere e battutaggio hanno subissato l'informazione" è perché questo adattamento è una barzelletta, e di cattivo gusto anche3 punti
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Quando vuoi, ho una graphic novel mezza scritta sulla città di Partenope circondata da un muro dopo che una guerra di camorra è esplosa e che è piena di uomini di sperma, se qualcuno vuole aiutarmi a completarla e produrla a disposizione XD2 punti
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La cosa divertente di tutta questa faccenda è che per la prima volta il pubblico ha alzato la voce all'unisono per rigettare un adattamento di Shito/Cannarsi...sono commosso, fosse successo all'epoca dei film Ghibli sarebbe stato ancora meglio. Personalmente mi adopererò per boicottare qualsiasi uscita home video a cui parteciperà in qualsiasi ruolo sostanziale Cannarsi. Per il resto staremo a vedere come "sistemeranno" Evangelion...2 punti
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... e contemporaneamente agli "scoop" di Distopia e Animeclick 🤔2 punti
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Stavo traducendo un testo dall'inglese quando ho incontrato questa frase: "You work around the clock with little rest" che ho tradotto con "Lavori giorno e notte, riposando molto poco" Al che mi sono chiesto, il concetto di traduzione di Shito non andrebbe applicato anche alle traduzioni da qualsiasi altra lingua? Ovvero, traducendo in questo modo non ho in parte tradito quello che aveva scritto l'autore? Avrei dovuto tradurre con qualcosa del tipo : "Lavori con poco riposo, mentre l'orologio gira" ? (anche se letteralmente è "Lavori attorno all'orologio, con poco riposo") Che ne pensate? Tutte le traduzioni da qualsiasi lingua dovrebbero essere più aderenti all'originale? EDIT: Ovvero, mi spiego meglio, se traduco dall'inglese la mia traduzione deve risultare come se parlasse un inglese, dal tedesco come se parlasse un Tedesco etc... ?2 punti
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un enorme grazie a chi ha manutenzionato, revisionato, restaurato il topic2 punti
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Infatti nemmeno io avrei consigliato la nuova versione ITA a qualcuno che è alla "prima visione". Ma avendolo già visto sia in JAP che in ITA versione '97... Ero interessato a quella. La cosa più fastidiosa è che me lo abbiano tolto da sotto il naso sul più bello, a visione in corso, mi mancavano giusto le ultime puntate. Tra l'altro, lasciarlo non avrebbe ulteriormente danneggiato chi aveva deciso di non guardarlo, semplicemente, avrebbe interrotto la visione. Danneggia però gli altri. Ah giusto, lo 0,55%, chi se ne frega, l'importante era nascondere il 'corpo del reato'.2 punti
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Se ti può interessare, mal comune mezzo gaudio, io e un gruppetto di altre persone ce ne stavamo lamentando in sede privata proprio oggi pomeriggio. Personalmente volevo ascoltare questo adattamento per farmi una valutazione mia, avevo appena trovato un amico che mi avrebbe fatto da VPN, giusto stamattina. Netflix UK non ha neanche lontanamente considerato l'audio Italiano. Mantenendo però Giapponese, Francese, Spagnolo, Inglese e Portoghese. Alcuni perchè era la loro prima volta a vedere Evangelion. Stanno rimediando prendendo da qualche parte la versione '97, seppur gli abbiam tutti consigliato di vederla in Giapponese con sottotitoli. Infine altri perchè semplicemente volevano avere la possibilità di scegliere fra più versioni e non venire limitati a prescindere (nonostante essersi lamentati della versione nuova per le poche puntate viste).2 punti
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John, dalle tue repliche, hai bisogno di un altro "chiarimento". Rispondo al tuo commento non perchè abbia una qualche importanza, ma perchè la tua lettura (tua perchè l'hai fatta solo tu) è sbagliata e può fuorviare altre persone su una cosa che ho detto e che continuo a dire, che è molto diversa da quel che dici tu.2 punti
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La frase sui doppiatori che volevano lasciare la sala, parla di doppiatori che volevano lasciare la sala, non abbandonare la lavorazione rifiutando il ruolo. Sapevamo che questo copione come del resto capita spesso, era una lavorazione difficile. Ci può stare che dopo aver scandito 20 parole facendole entrare in 4 secondi per ore...uno si prenda una pausa prima che gli esploda il cervello. Se i lavori di @Shito suonano così diversamente dal resto dei tanti (e spesso banali) cartoni americani, qualche motivo deve esserci. Solo oggi vi siete accorti che il cartone giapponese ha in realtà molti livelli di lettura e richiede un approccio un po' più rigido all'adattamento? Sono 20 anni che li sentiamo parlare così...( al netto di qualche caso particolare che può avere un effetto straniante ma se l'opera è profonda...) 🌹 Grande hype e grande sfida.🌹2 punti
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Perchè dovresti contestualizzare... se non hai 12 anni e non corri a vedere Peppa Pig dopo aver finito di postare... stiamo parlando di Domitilla D'Amico, non di Pinca Pallina... se ha postato quella frase, domandati il contesto... e bromurizzati un po'...2 punti
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Secondo me gli è sceso un testochilo più che altro...2 punti
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Questo è sacrosanto. Tradurre da una lingua all'altra richiede SEMPRE qualche forma di sacrificio. A mio parere, da modestissimo traduttore amatoriale, inseguire la fedeltà a tutti i costi è impossibile per le intrinseche differenze tra due lingue. L'adattatore è colui che balla precario sul confine tra fedeltà alla lingua di partenza e fruibilità nella lingua di arrivo. Io non ce l'ho con gli apostoli e i pochitti. Ce l'ho con le troppe, (imo) inguistificate, innaturali, dislocazioni a sinistra che sembrano ricalcate dal giapponese.2 punti
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Tu hai capito perfettamente la situazione e quello che non va di questo ridoppiaggio, Shito aveva delle lodevoli intenzioni (cercare di migliorare un suo vecchio lavoro raffinandolo il più possibile) il problema è stata l'esecuzione, la performance di qualcuno che impegnandosi troppo finisce con lo strafare fallendo l'obiettivo.2 punti
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Ihmo la D'amico ha 'centrato' meglio della Musy il personaggio di Misato. Con la Musy (pur molto brava) si perdeva un po' quel modo 'sopra le righe' di esprimersi di Misato. Credo che anche il testo più fedele abbia aiutato. Peccato che pure lei in certe frasi sbagliasse proprio il 'tono' della recitazione. Molto brave anche la De Bortoli su Ritsuko e la doppiatrice di Asuka. Gendo, nonostante il bravo doppiatore (che tra l'altro mi ha ricordato molto Massimo Corvo) spesso era troppo enfatico, troppo 'teatrale', mentre nell'originale e nella versione di Corvo è più 'monotono', senza -salvo rari casi- sbalzi espressivi come in questo dub (vedi ad esempio -nelle due versioni ita- la scena dell'ep 15 con Gendo e Shinji in visita alla tomba di Yui).2 punti
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Netflix si dimostra per quello che è: un'azienda che vizia i suoi utenti. Ed ecco che quindi, di fronte a meme, youtuber, commenti sui social networks, decide di rimuovere il doppiaggio di una serie (che ricordo, qualcuno stava seguendo, magari anche con un certo interesse). Poi, al posto delle scuse, percula chi ci ha lavorato, percula con i meme, con le immagini divertenti, con le citazioni, come per dire "Eccoci, hihihi noi vi vogliamo bene, vi accontentiamo, vi postiamo l'ennesima vignetta che vi fa autocompiacere della vostra (finta) mancanza di vita sociale, dopo che, in preda a una mania iper-consumista avete guardato una serie dietro l'altra per tutto l'anno, senza manco pensarci sù, ma solo per riempire la pancia." Ecco quindi che Netflix adotta fino in fondo la sua politica di fare da "minimo comune multiplo", tutto va bene, tutto è cool, tutto è di moda, tutto è giusto...almeno quando la maggioranza degli utenti la pensa così. Prima che mi diate del "pazzo difensore di Cannarsi", voglio rendere chiaro un concetto: c'è modo e modo per gestire le lamentele del pubblico. Vedremo con questo nuovo doppiaggio cosa ne uscirà fuori e, soprattutto, chi ci lavorerà.2 punti
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Vorrei fare quella che considero una precisazione sull'ipotesi di un mondo parallelo in cui al posto di Anno Hideaki c'è Luigi Esposito che sceneggia Nuovo Secolo Evangelion dal suo appartamentino a Bulgarograsso o San Gennaro Vesuviano: non si può fare una trasposizione perfettamente congruente perché il contesto culturale intorno è differente. A mio parere bisogna tenere conto di alcune cose. L'opera non esiste nell'Iperuranio come idea pura in attesa di atterrare nella mente di qualcuno ma va contestualizzata. Per Anno apostoli e angeli sono elementi esotici di una religione nata a migliaia e migliaia di kilometri di distanza e diffusa principalmente in società differenti da quelle giapponese, sono messi come elementi suggestivi un po' come quando un occidentale si tatua un kanji senza manco parlare la lingua; il giapponese medio che guarda Shin Seiki Evangelion manco sa cos'è un cherubino, per lui sentir parlare di angeli e apostoli fa un effetto più esotico rispetto a noi. Difatti ai consulenti linguistici americani in Gainax che gli facevano notare che alcune cose erano formalmente errate, lui fece spallucce, non gli interessavano granché certe distinzioni. Da notare anche che l'alfabeto latino, per quanto insegnato nelle scuole giapponesi, è comunque una cosa molto distante dai sistemi di scrittura autoctoni del Giappone, propri di una cultura che se li è tenuti per secoli e ha iniziato a imparare il nostro alfabeto solo di recente. Le scritte in inglese tipo "angel" o "berserk" hanno un impatto sull'immaginario giapponese differente da quello che avrebbero su degli occidentali. Luigi Esposito invece con questi termini ci è cresciuto, per lui è ben chiara la distinzione tra angelo e apostolo, conosce la mitologia biblica e la tradizione giudaico-cristiana, e la sua lingua si scrive con lo stesso alfabeto dell'inglese, che oltretutto è una lingua indoeuropea come l'italiano e con molte più affinità (tra prestiti linguistici, vicinanza culturale e sfera politica): chiamare apostoli quelli che sugli schermi dei computer vengono identificati come "angel" cozzerebbe immediatamente, e se proprio si impuntasse di metterlo nero su bianco, il pubblico lo indicherebbe immediatamente come un'errore. Pertanto, Luigi Esposito, nel suo sceneggiare Nuovo Secolo Evangelion (venduto poi all'estero come Neon Genesis Evangelion), quasi certamente non adotterebbe mai questo dualismo tra il modo in cui i personaggi chiamano i bestioni e il modo in cui vengono indicati sugli schermi, se non per chissà quali ragioni psichedeliche - che però verosimilmente gli verrebbero corrette dall'editore perché ovvie inconsistenze, e che potrebbero incidere sul gradimento di pubblico e le vendite se eccessivamente fastidiose. Ritengo che un'analogia più idonea potrebbe essere immaginarlo sceneggiare una storia ambientata nel Giappone feudale, conoscendo però poco e quasi solo per sentito dire la cultura e la storia giapponese. La storia verrà tramessa su Rai Uno col titolo "I Chesa Ronin" oppure "Tozzi-Fan e la sfera dei 7 spiriti". Così magari ai suoi personaggi potrebbe far dire ronin in un'accezione differente da quella reale, magari pure scambiandolo con ashigaru, samurai o altro, mentre contemporaneamente si vedono alcuni ideogrammi riportati erroneamente (esempio a caso, un dojo di samurai con un cartello con su il kanji per ronin). L'italiano medio manco ci fa caso, il giapponese magari commenta "ma perché quel samurai dice di servire Tokugawa ma ha la bandierina col simbolo del clan Edo?" oppure, se vogliamo usare il lato mitologico-folkloristico, "perché tutti dicono di essere cacciatori di oni ma sulle scritte c'è scritto cacciatori di kitsune?". Oppure potrebbe ambientare Evangelion sempre in Giappone, ma invece di scritte in inglese, fa comparire scritte in giapponese che non corrispondono a ciò che fa dire ai suoi personaggi (tutti dicono apostolo/angelo ma sui computer c'è il kanji per tenshi/shito, per esempio). Ecco credo che questa sarebbe l'analogia migliore, personalmente. Ovviamente IMHO.1 punto
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Testo adattato condensando post sparsi che avevo fatto altrove. Foto prese da Wikimedia Commons. I sirfidi (Syrphidae) sono una grande famiglia di insetti che appartiene all'ordine dei ditteri, lo stesso di cui fanno parte mosche, moscerini, zanzare e simili. Nei paesi anglofoni sono chiamati flower flies, mosche dei fiori, questo perché dal punto di vista ecologico sono importantissimi impollinatori, ma anche hover flies, per la loro tendenza a sostare a mezz'aria come simpatici elicotterini. Utilissimi e fondamentali per la salute di un ecosistema sia naturale che artificiale (es. in agricoltura), la caratteristica della stragrande maggioranza dei sirfidi che più risalta all'occhio è sicuramente la colorazione a bande gialle e nere, che li rende molto simili cromaticamente ad api e vespe. Nella seguente foto possiamo vedere a esempio un esemplare maschile appartenente alla specie Episyrphus balteatus: Questo invece è un maschio di Syrphus ribesii: E un maschio di Eupeodes corollae: La loro colorazione si nota parecchio, così tigrata. Sembrano davvero strane api. Il genere Spilomyia è più audace e imita l'aspetto di vespe e calabroni. Femmine di Spilomiya diophtalma e di Spilomiya manicata: Il successo evolutivo dei sirfidi consiste proprio in questo fatto. Api, vespe, bombi, calabroni e simili presentano i loro colori sgargianti come forma di avvertimento: risaltano subito, fungono da "avviso" per i predatori che riconoscono il pericolo e si tengono alla larga. Ne siete stati vittima anche voi, ogni volta che avete riconosciuto una vespa ronzarvi attorno, e magari avete pensato di allontanarvi per non rischiare di essere punti. In zoologia questo fenomeno viene detto aposematismo. Ma... i sirfidi non hanno pungiglioni e non vi possono fare proprio nulla. Perché allora la colorazione d'avviso? Si tratta di un inganno, o meglio di un "travestimento": il sirfide imita (inconsciamente) i colori di una specie più pericolosa e viene confuso con essa. I predatori non sanno che in realtà hanno a che fare con una sorta di moschino anziché una vespa o un ape, ma vedono lo stesso schema cromatico, diffidano istintivamente e si tengono alla larga. L'organismo che possiede questi colori può sopravvivere e trasmettere alla prole i geni che ne sono responsabili. L'adattamento è vantaggioso e si diffonde di generazione in generazione. È una forma di mimetismo, detto batesiano, da Henry Walter Bates, un importante biologo e naturalista inglese che nel XIX secolo studiò approfonditamente in Amazzonia la capacità di mimetizzarsi dei lepidotteri sul posto. Fino a ora ho specificato se gli esemplari fossero maschili o femminili. Ecco ancora una femmina di Sphaerophoria scripta: È uno dei sirfidi più diffusi in tutta Europa. Chissà, magari lo avete incontrato tantissime volte mentre svolazzava di fiore in fiore, e forse l'avete confuso con una strana ape o vespa, perché davvero quelle bande gialle e nere sono vistose. Ma come facciamo a distinguerne il sesso? A colpo d'occhio, un modo rapido per identificarli è osservare gli occhi. Come per molti insetti, i grossi occhi dei sirfidi sono composti da numerose sottounità dette ommatidi. Sempre come in molti insetti, fra i due grossi occhi sono compresi dei puntini, detti ocelli, che sono sensibili alla luminosità e aiutano a direzionare l'animale. Nei maschi gli occhi compositi sono talmente voluminosi da toccarsi in sommità. Non sono cioè separati, a differenza della femmina che ha uno spazio compreso fra di loro. Occhi tangenti di questo tipo sono detti oloptici (se separati alla fronte sono detti dicoptici) e il consenso è che aiutino il maschio nell'individuare la femmina durante la riproduzione. Ecco per esempio una femmina e un maschio di Sphaerophoria scripta che si stanno accoppiando: Qui vediamo in maniera più ravvicinata gli occhi di un maschio di Episyrphus balteatus: Mentre qui un primo piano di un Eristalinus taeniops che ci permette anche di apprezzare il dettaglio del polline che aderisce alla superficie dell'animale, è facile visualizzare come questo venga così trasferito di fiore in fiore, ottenendo così la fecondazione della pianta: Questa caratteristica è molto diffusa ed è quindi un modo rapido per determinare il sesso di un esemplare nella stragrande maggioranza dei casi, ma alcune specie non la presentano, come per esempio nei generi Helophilus, Microdon e Neoascia. (i cui maschi hanno occhi separati come le femmine, sono dicoptici). Come detto all'inizio, i sirfidi sono importanti impollinatori, i più importanti dopo la famiglia degli apidi. Ciò li rende elementi tasselli fondamentali nei meccanismi degli ecosistemi non solo per quanto riguarda l'equilibrio selvatico, ma anche per l'agricoltura umana. Le varie specie sono sia generaliste che specializzate nel prediligere certi fiori. Alcune delle relazioni più importanti che possono instaurare sono con le orchidee, che in alcuni casi sono capaci di attrarre sirfidi producendo sostanze chimiche analoghe a quelle emesse dagli afidi come segnale di pericolo. Infatti l'utilità dei sirfidi non è data solo dalla pollinazione, ma anche dal fatto che le larve di molte specie si cibano di afidi, cicaline, cimici e altre pesti dannose per la pianta. Si tratta quindi per davvero di alcuni dei più grandi amici che potete trovare correndo nei prati fioriti. Per maggiori informazioni ed eventuali approfondimenti più settoriali (da appassionati o studiosi), potete consultare questo manuale dell'ISPRA, con dettagli morfologici, analisi tassonomiche e schede d'identificazione di alcune delle principali specie italiane, che è anche la mia fonte tecnica di riferimento: http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_128_2015.pdf (comprende sirfidi più simili a imenotteri vari che potrebbero essere più facilmente confusi, da notare Doros destillatorius che imita anche la forma di una vespa vasaio o Criorhina berberina che è molto simile a un bombo per la sua peluria)1 punto
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Comunque azzardo che anche John possa essere uno del settore, dai suoi interventi anche passati, ho l'impressione che possa essere qualcuno che abbia frequentato il leggio ( sono serio, non è ironia, non è una provocazione, l'ho dedotto da alcuni tuoi interventi). per @Shita D'Amico ho avuto modo di leggere l'intera discussione da dove è venuta fuori quella frase, che era sicuramente ed inequivocabilmente una frecciata ai copioni, ma è venuta fuori dopo ripetuti attacchi e offese di un determinato utente che riteneva inadeguata la performance su Misato, non all'altezza di Stella Musy. Oggettivamente imbarazzante la critica, perché tra gli abbinamenti proposti nel nuovo cast, D'Amico - Misato è uno dei migliori, e non me ne voglia la Musy, l'ho trovato un abbinamento decisamente migliore. Alcuni bimbiniminkia (mi riferisco a quelli che criticavano l'abbinamento su fb) dovrebbero tacere e apprezzare che su Misato sia stata scelta quella che attualmente una delle migliori doppiatrici della sua generazione, ed è attestato dal fatto che la maggior parte delle attrici più importanti del momento siano doppiate da lei. Comunque pochi fronzoli ragazzi, è palese che tutti gli addetti ai lavori siano rimasti scontenti e non soddisfatti, lo ha detto lo stesso Ruzza, lo ha detto Mazzotta, è stato riportato dalla Stampa: non vedo per scandalizzarsi o fare polemiche se i doppiatori esprimano il loro dissenso, alla fine è la loro voce che va sullo schermo, sono loro che in primis ci mettono la cosiddetta "faccia" (anche se qui parliamo sempre e solo di voce).1 punto
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Scusate, ma credete davvero che sia effettivamente Domitilla D'Amico, senza uno straccio di prova?1 punto
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Oh avete rotto la micnhia, non per gli insulti ma per lo spam ed il flood insopportabile Siete maleducati perchè con le vostre pisciate fuori dal vaso impedite a gente migliore di voi di discutere. ora parte la decimazione1 punto
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Sinceramente quoto anche io. Il doppiaggio nuovo può essere straniante e inutilmente convoluto ma incomprensibile no. Chi lo trova incomprensibile ha seri problemi di comprensione o parla per iperboli.1 punto
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Comunque la problematica è una sola: attualmente non è doppiato in italiano, ma in shitese del 1600.1 punto
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Più che di pubblico pagante è il peso della shitstorm online con i meme, condivisi per la maggior parte da chi la serie non l'ha vista. Quindi boh, vittoria... (NON sto difendendo Cannarsi, mi ero ripromesso di vedere la serie una volta liberatomi dagli impegni ma non ho fatto in tempo)1 punto
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Magari possono rientrare in parte facendosi risarcire dal tipo che non ha lavorato, ma si è limitato a mettere tutto in google translate ed è la volta buona che il soggetto si trova un lavoro per cui è portato.1 punto
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Che goduria. "Il pubblico passa, l'arte resta", diceva Cannarsi, spacciando il proprio adattamento, con sprezzo del ridicolo, per arte.1 punto
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Thedanish, se uno decidesse di guardare questo fantomatico film in lingua originale, quindi in inglese, rimarrebbe (probabilmente) perplesso dall'espressione "flame-cutter", non capendo a cosa il personaggio stia alludendo. Solo in una ipotetica scena futura dove si vede poi il personaggio bere la birra ghiacciata allora lo spettatore può finalmente capire. Allo stesso modo, in un adattamento italiano, perché rigettare a priori dei dialoghi che suonano "strani" o "poco naturali"? In fin dei conti un italiano che non parla inglese sarebbe ancora più straniato in un paese come l'Australia; quindi, l'adattamento italiano dovrebbe riportare il modo di parlare tipico degli australiani, rendendo il discorso comprensibile a un italiano, conservando sempre quella barriera culturale (e linguistica) che distingue i due paesi. Certo che un adattamento "classico" risulterebbe più naturale all'italiano, ma ciò è dovuto unicamente al fatto che l'opera originale ha subito una modifica ben più marcata. Per ritornare a Eva e al discorso della mancanza di emozione nei dialoghi curati da Cannarsi, siamo così sicuri che nella versione originale i dialoghi avessero lo stesso impatto emotivo che hanno avuto i dialoghi del primo doppiaggio? E, soprattutto, siamo convinti che un giapponese, che guarda l'opera in giapponese, provi le stesse emozioni di un italiano, che guarda l'opera in italiano? Uno può non essere soddisfatto dal lavoro di Cannarsi (posizione legittima), ma bisogna riconoscere che almeno lui si basa su un principio oggettivo: cercare di violentare il meno possibile l'opera originale giapponese (che rimarrà sempre la versione migliore). P.S. Io tradurrei, forse in modo poco ortodosso, con: "Mannaggia! (sottointeso, a Lui), ho bisogno di spegnere le fiamme". oppure, se il tempo lo consente "Ho bisogno di uno spegnifiamma" o ancora "di qualcosa che spenga le fiamme"1 punto
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Quindi se su quello c'è un errore ce ne si rammarica. Non significa che se sbagli una cosa allora sbagli su tutto o viceversa1 punto
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