Vai al contenuto

Totoro


Taro

Messaggi raccomandati

Visto anch'io. Cercherò di scrivere qualcosa di sensato (<--- non ve lo garantisco) sul film in sé uno di questi giorni. Di certo, come diceva Gualtiero, da capire c'è poco, è un film tutto 'da sentire'. E' un film vivo, ecco. Le cose accadono senza particolari forzature o tentativi di giustificare eccessivamente gli sviluppi: accadono perché accadono, come d'altronde è giusto che sia. Non l'avevo mai visto in giapponese, quindi non saprei cosa dire riguardo la localizzazione. Belle le canzoni italiane, che conoscevo praticamente già a memoria. :D Terribile l'effetto eco-metallico del sesto rullo. Ma i controlli qualità non esistono?

 

Doppiaggio: la voce delle bambine c'è piaciuta molto...in alcuni punti i personaggi dovrebbero urlare, ma nn urlano.

Come detto, io in originale non l'ho visto... di che frangenti parli?

 

Scelta di adattamento:

-"nerini del buio" =.=...non commentiamo, io e consorte ci siam guardate allibite, in un punto della proiezione li definiscono palline di fuliggine, ma quelle son della città incantata, queste di Totoro son del buio, mi pare nel nome originale i due tipi di pallette han un termine diverso su 3 (qualcosa-kuro-qualcosa).

In Totoro usano due termine in originale:

- Makkurokurosuke, che diventa Nerini del Buio per motivi ancora non rivelati a noi esserei umani (ma dovrebbe avere un senso, data la provenienza del termine originale)

- Susuwatari, che diventa CorriFuliggine.

 

-lo slang di May..."ecco, ecco...sìssì...ecc"...o_O...c'era anche in originale?

Ad occhio, sì. Espressioni come queste le vedo praticamente sempre negli originali, solo che non vengono mantenute mai.

 

-questione Kanta...l'avevo già detta nell'altro forum: "signorino Kanta"?!?!?

in originale dice Kanta-sama? xchè una tale traduzione se poi dice Kanta-chan?

Mmm... un 'san', forse? Dato il 'signorino', sembrerebbe logico. I chan rimangono semplicemente perché sono intraducibili. ^^ Fra il tenerli così come sono e il perderli del tutto la prima opzione mi sembra preferibile. Ma ovviamente quello che si può tradurre lo si traduce.

Link al commento
Condividi su altri siti

1) Il padre di Satsuki e Mei, sentendo il racconto delle figlie, interpreta la cosa come un fenomeno ottico: "passando da un luogo illuminato a uno scuro si vedono i Nerini del Buio' (makkuro-kurosuke). E' il papà a 'personalizzare' per le bambine ciò che nella sua spiegazione è appunto un fenomeno ottico. Infatti, il padre dice chiaramente che 'non si tratta di fantasmi o che'.

 

2) In seguito, la nonnina vedendo la fuliggine sui piedi e sulle mani di Mei, deduce che le si siano mostrati i 'Corrifuliggine' (susuwatari), ovvero dei fantasmini che 'infestano' in modo innocuo le case disabitate.

 

In nessun punto della pellicola i Nerini del Buio aka CorriFuliggine vengono definiti 'palline di fuliggine'. SI tratta comunque degli stessi esserini poi ripresi in Sen to Chihiro no Kamikakushi.

 

Mi pare comunque che tu non conosca il giapponese, e che non abbia neppure ascoltato il doppiaggio italiano con grandissima attenzione (citi cose errate). Quindi non capisco le tue critiche di tipo terminologico-linguistiche. Su cosa si fondano le verità che vai spacciando?

 

Ci tengo a sottolineare ancora che 'makkuro' vuol dire in giapponese 'tutto nero' e anche 'tutto buio'. In questo ultimo uso, si tratta di un'espressione idiomatica come il nostro 'buio pesto'. Per intenderci, entrando in una stanza del tutto buia, in giapponese si direbbe "makkuro da ne!" -> "è buio pesto!", cosa che proprio Satsuki dice quando apre per la prima volta la porta della scalinata che conduce allo soffitta, da cui il 'collegamento logico' della sorellina Mei ai 'Nerini del Buio'.

 

L'utilizzo del termine 'Nerini', oltre a essere un'efficace traduzione del termine 'kurosuke' (personalizzazione vezzeggiativa di 'kuro' = nero) è anche un caso effettivo di citazione letteraria, ma questo argomento non ha ancora trovato tempo di essere da me eviscerato in forma scritta. :)

 

'Signorino Kanta' viene usato una sola volta da Satsuki, con la madre di Kanta, perché Satsuki dice "Kanta-san". Nell'originale si sente una certa differenza tra Satsuki, figlia di un universitario e ragazzina 'di città', e i 'rustici', come la famiglia di Kanta. Satsuki usa un registro linguistico molto keigo (formale), e anche l'utilizzo del' -san per un compagno di scuola maschio alle elementari, in luogo del più neutro e comune -kun, è sicuramente parecchio keigo. Ovviamente i suoi familiari non lo chiamano così, ma 'Kanchan', o solo 'Kanta'. Tutto regolare, direi.

 

Argh per "May", semmai 'Mei'. Non mi pare che utilizzi alcuno 'slang', se non un vago tipo di vulgata infantile. Ovviamente sì, anche in giapponese è così.

 

Quali sarebbero i punti in cui ci sarebbero dovuti essere urli e non ci sono?

 

Perché disgusto per la canzone iniziale?

Link al commento
Condividi su altri siti

Shito...nn sono un troll che insulta, quindi calma...chi mi conosce sa che sono una "creatura curiosa" che necessita di spiegazioni sulle terminologie e scelte, grazie per le delucidazioni...a suo tempo avevo letto e sentito altre cose e spiegazioni, per questo ho chiesto delucidazioni.

 

-Sì, non conosco il jappo, ma alcune parole, scusa se sono ignorante =.=...proprio per questo ho chiesto per alcune traduzioni, visto che conosco alcune parole e nn TUTTO

-Chiedevo la traduzione dei nerini del buio proprio xchè conosco solo la parola "kuro" nero e nn il resto, punto, basta.

-Mi sembrava un pò forzata la seclta del "signorino"...so che signorino o cmq un grado così altolocato si dice sama e nn ricordavo un sama in quel momento...san, kun e chan son cmq vezzeggiativi (si dice così?) fra coetanei e visto il mantenimento dopo del chan, nn capisco xchè nn mantener anche il san (che a suo tempo mi avevan detto che "san" si mette per le femmine e "kun" per maschi, ma devo ricredermi su questa spigazione)...x questo ho chiesto spiegazione, punto e basta.

-le urla...cose semplici come il padre quando arriva nei campi di riso e chiama i tizi in fondo per presentarsi...non so se il cinema ha abbassato l'audio in quell'occasione (XD), ma se devo chiamare e parlare ad una persona che mi sta a 500m non uso lo stesso volume di voce che ho usato 2 secondi prima per parlare ad uno che mi sta a 2m =.=

-mi spiace aver scritto May per Mei...scrivo dal lavoro in attimi fugaci di pausa e nn ho il tempo di revisionar tutto.

-chiedo sempre sull'uso dello slang, xchè nn conosco lo slang jappo (scusa ancora se son ignorante) è che parlo italiano (una dei pochi esseri del friuli venezia giulia che, avendo avuto a che fare con slang e dialetti diversi, parla ancora italiano) e trovo curioso lo slang o cadenze di una città dove si doppia su un anime...lo stesso accadde per ABENOBASHI dove lo slang era pesantemente presente con le parole "passpartù"

 

Ora è venerdì, nn so quando mi ricollegherò ad internet e mi scuso ancora se son una persona ignorante e criticona =.=

 

Non sono cattiva, nn mordo, son solo curiosa... il mio jappo s'è arrugginito in questi anni di assenza

Link al commento
Condividi su altri siti

Neanche io mordo. Non mi pare di aver risposto alle tue critiche, che come ho messo in obiettiva luce mi sono parse a tratti poco documentate e anche un poco pretestuose, con insulti. Al contrario, mi pare di avere abbondato in puntuali spiegazioni, come è mio costume. Credo di essere in qualche modo noto (tra i quattro che mi conoscono) per il mio essere puntiglioso, ma non a vuoto.

 

Ti prego di non nasconderti dietro a una testuggine di scudi levati al grido di "stavo solo chiedendo", perché se rileggi il tuo post (come chiunque può leggerlo), noterai una certa vena critica che -ribadisco- non mi è parsa supportata da sufficiente conoscienza di merito.

 

Esplicando ancora:

 

E' mia convinzione che il -chan, poiché spesso deformativo del nome proprio a cui fa da suffisso, vada mantenuto nella traduzione. Ci sono ovviamente eccezioni, ma questa è la mia convinzione di base. Al contrario, i vari -san e -sama e -kunm (ma anche -dono, -shisho, -sensei, -kantoku e infinite altre apposizioni usate come suffissi) vadano tradotte come 'suffisi puri', ad eccesione di -kun che avendo un valore colloquiale del tutto neutro tendo piuttosto a elidere (ancora, salvo eccesioni di specifico 'peso', come -che so- Gargoyle che chiama il suo vecchio nemico di sempre come "Nemo-kun"). Queste sono le mie linee guida generiche di base interne a una traduzione.

 

Dunque, 'san' non è un vezzeggiativo. Al contrario, è un suffisso onorifico. Spero inoltre che la spiegazione sul suo uso in una sola situazione (nel caso di Kanta) ti abbia soddisfatto. Vi è un uso assai puntuale e regolare di tutti i suffissi originali (sia tradotti che mantenuti come 'prestito linguistico') nel testo italiano. Ci mancherebbe altro. Se Satsuki al telefono con l'ospedale dice 'solo ' "Kusakabe" per riferirsi al padre, è perché è così in originale. Se ci fosse stato '-san' avrebbe detto 'signor Kusakabe'. Non lascio mai queste cose al caso. Ogni testo ha una sua geometria interna, e va rispettata. Categoricamente.

 

Giustamente ti hanno detto che -san è in (antico) uso come default femminile, mentre -kun è per i maschi. E' verissimo. Quindi capirai che una femminuccia che usa -san per un maschietto sia ancora più 'forte', ovvero si percepisce molto la sua parlata formale/educata/keigo. Parimenti, avrai notato che la maestra usa 'signorina' per Satsuki, che ovviamente è 'Satsuki-san' in giapponese.

 

Quanto alle urla, non posso speculare sul livello di volume audio usato nel cinema da te visitato, tuttavia posso dirti che nell'originale c'è un certo uso del 'sottoportato', ovvero la gente urla meno di quanto la distanza visiva potrebbe lasciare a intendere (è anche il caso di quando la famiglia Kusakabe va a far visita alla mamma in bicicletta e ha unop scambio con la nonnina nelle risaie). Chiaramente anche questa, come scelta registica nell'originale, è stata da me puntulamente rispettata nel doppiaggio italiano.

 

Su tutto, noto che quasi nessuno ha notato che lo stesso Totoro, come pure il Gattobus, sono stati ridoppiati in italiano (non essendo i versi originali presenti sulla colonna M/E). Suppongo che il fatto che nessuno l'abbia notato sia davvero la prova del migliore dei successi nel caso. :)

Link al commento
Condividi su altri siti

A Brescia è stato un flop leggendario, programmazione per una settimana scarsa alle 2 e 4 di pomeriggio, poi rimosso da tutta la città.

 

Olè, e io che pensavo di andarmelo a vedere questo fine settimana :goccia:

Non solo le poche sale cinematografiche di Brescia fanno una più schifo dell'altra (multisala Oz compresa), ma i pochi film interessanti che ci sono o li proiettano alla velocità della luce o non li proiettano affatto :goccia:

A questo punto mi toccherà aspettare l'edizione in DVD (vabbè che ho già la versione inglese, ma ci tenevo a vedermelo anche doppiato in italiano).

Link al commento
Condividi su altri siti

Non solo le poche sale cinematografiche di Brescia fanno una più schifo dell'altra (multisala Oz compresa)

 

In che senso?

Se intendi come programmazione se ne può discutere (in realtà non seguo minimamente le loro scelte) ma come struttura non mi pare, a me la Oz piace, ma ti consiglio un giretto per Mestre per renderti conto di come Brescia sia una città meravigliosa :happy:

Alla Wiz invece non sono mai andato, e i cinema del centro semplicemente *non esistono*.

Link al commento
Condividi su altri siti

Visto ieri sera: al solito godersi al cinema un'opera pensata per il cinema è sempre tutta un'altra cosa rispetto alla visione in salotto.

Il film è chiaramente diretto ai bambini e vederlo da adulti sicuramente è un grosso limite; il modo migliore per usufruirne sarebbe avere uno o più figli e portare loro a vedere Totoro. In mancanza di figli concordo con quanto letto altrove, per un adulto il massimo che può dare Totoro è un effetto di nostalgia per l'infanzia (occhio niente girellismi sottintesi), quando ci si stupiva con poco e si poteva fantasticare senza limiti. Vedere Mei e Satsuki alle prese con un mondo fantastico mi ha riportato alla mente l'esplorazione di case diroccate o di zone di campagna abbandonate a se stesse (il famigerato "tomboleto" a Passoscuro :rotfl: ), quando a 10 anni potevi ancora dar libero sfogo all'immaginazione.

I personaggi sono ottimamente caratterizzati; Mei e Satsuki, per quanto facenti parte della "famiglia ideale" sognata da Miyazaki (rivista successivamente in Kiki), sono veramente vive: il loro modo di comportarsi è proprio quello di una sorella più grande responsabile nei confronti della più piccola, che da parte sua invece tende a seguirla, imitarla, cercarne la protezione; alla fine il film mi sembra ruotare più attorno al loro rapporto che non all'incontro con Totoro stesso.

Più sopra Shito scriveva che Satsuki, essendo "vicina" all' "essere adulto", fatica di più ad entrare in contatto con Totoro, ad abbracciare totalmente il fantastico, cosa che caratterizza invece l'infanzia, sarà per questo che tra i momenti in cui Totoro compare il più commovente è quando la ragazzina va a chiederne l'aiuto? L'espressione che Miyazaki gli conferisce esprime proprio la felicità dello spirito derivante dal fatto che Satsuki è a lui che si rivolge nel momento del bisogno, contro ogni logica che vorrebbe invece che la ragazzina si rivolgesse agli adulti attorno a lei.

Un bell'affresco del mondo dell'infanzia, "doloroso" da vedere per un adulto (nostalgia appunto), ma senza buonismo, nessuna consolazione: quando si cresce si cresce, punto; il padre non vedrà mai gli spiriti, non si accorge della magia notturna, rimane indietro (troppo grande e goffo) mentre le figlie nel tunnel di arbusti corrono avanti sperando di incontrare Totoro. Da adulti non si può tornare all'infanzia, si hanno responsabilità che lo non permettono; ci sono altre gioie però, ossia quella di vedere lo stupore e la felicità dei propri figli, i quali possono incontrare gli spiriti anche per noi.

 

Un grazie alla Lucky Red per aver portato questo film; poter godere di un doppiaggio italiano permette la piena visione dell'animazione senza distrazione: i sub, per quanto ci si alleni, fanno sempre perdere i dettagli.

Il doppiaggio mi è piaciuto, non ho notato "costrutti impossibili" come lamentato da altri, d'altra parte visto che comunque so che Shito lavora per rendere il più possibile l'originale (e dopo aver discusso sul pnet tempo addietro ho avuto modo, riflettendo su quanto scritto, di rivedere certe mie posizioni riguardo forma-contenuto) non avrei nulla da ridire anche se certi registri mi dovessero apparire "strani".

A riguardo ho chiesto alle persone che stavano con me come gli sono sembrati i dialoghi, se "funzionavano" o risultavano ostici. Mi hanno risposto semplicemente che tutto gl'è sembrato "molto giapponese", intendendo che, laddove ci potevano essere anche situazioni a noi estranee, percepivano il tutto come appartenente ad un modo di esprimersi di un'altra cultura, nessun trauma insomma per chi non è "addentro" all'animazione o alla cultura giapponese.

 

Una piccola questione: quando Satsuki incontra il ragazzo con la motoretta e questi riparte salutandola, nella versione originale non ho mai trovato nulla di ironico. Nella versione italiana, quando il tipo saluta "allora ciao eh" (mi sembra dica così, all'incirca), più persone si sono messe a ridere, trovando il modo di andarsene del tipo non menefreghista rispetto al dramma di satsuki che non trova la sorella, ma comico. Tale ilarità s'è quindi protratta nelle scene successive (quando reincontra il contadino, o quando parla con la nonnina) spezzando la natura drammatica della situazione. Adesso, che si avverta che Satsuki è sola e le persone che incontra non si dimostrano molto disponibili ad aiutarla, limitandosi a rispondere alle sue domande ma senza farsi carico del problema della ragazzina, dovrebbe suscitare pena per la bambina, non certo risate. Non avendo ovviamente la possibilità di riascoltare la battuta per meglio capire se è il passaggio italiano in quel punto ad avere responsabilità per aver causato il distacco dal film o se semplicemente quelli che si son messi a ridere non erano mai "entrati nel film" fin dal principio, chiedo ad altri come hanno trovato quella scena.

Link al commento
Condividi su altri siti

Io in quella scena, unica nel film, ho notato un fortissimo stacco non a livello di dialogo, ma di doppiaggio.

 

Il passante prima esclama sorpresissimo qualcosa tipo: "Cooooosa?! A Matsugoooo?!", per poi uscirsene con quel "allora ciao, eh", che è detto con un tono di voce piuttosto distaccato, che contrasta con l'enfasi della battuta precedente.

 

Bisognerebbe verificare se tale stacco era presente anche nell'originale o se è stato accentuato in fase di localizzazione.

 

In sala non è accaduto nulla di anormale, comunque. Ma eravamo in otto, quindi non penso possa dirsi significativo. :P

Link al commento
Condividi su altri siti

Non solo le poche sale cinematografiche di Brescia fanno una più schifo dell'altra (multisala Oz compresa)

 

In che senso?

Se intendi come programmazione se ne può discutere (in realtà non seguo minimamente le loro scelte)

 

Da quel che ne so, vengono programmati prevalentemente i film di maggior richiamo commerciale.Il resto viene proiettato per tempi brevissimi, se non per nulla :dawson: (ormai non posso più fare a meno di questa gif, e la uso a sproposito in ogni mio post :biggrin: ).

 

ma come struttura non mi pare, a me la Oz piace

 

A me no, ma suppongo che sia una questione di gusti :happy: .

Comunque sia, io mi riferivo alla qualità "tecnica" delle proiezioni.

Tutti i film che ho visto alla Oz, malgrado fossero tutti recentissimi, avevano un audio penoso, l'immagine era troppo scura, sfocata e piena di graffi e difetti vari.E con le altre poche sale non è che le cose vadano meglio, anzi (poi, sarà che sono pignolo e rompiballe io eh!)

 

ma ti consiglio un giretto per Mestre per renderti conto di come Brescia sia una città meravigliosa :happy:

 

Io a Brescia ci sono nato e cresciuto, ma non mi è mai capitato di pensare, neppure per un attimo, che fosse meravigliosa.

Anzi, diciamo le cose come stanno va', se fosse per me la raderei al suolo seduta stante.Un pò come Nerone bruciò Roma (quasi :biggrin: ).

A parte questo, Mestre fa così schifo?

 

Alla Wiz invece non sono mai andato, e i cinema del centro semplicemente *non esistono*.

 

Neppure io sono mai stato alla Wiz, e ormai nella zona del centro ci sono rimasti solo l'Astra e il Sociale giusto?

E pensare che, quando ero ragazzino io, di sale cinematografiche ce ne erano molte, molte di più :sweatingbullets:

 

P.S.

 

Che meraviglia! :stuart:

 

Ho appena scritto un post completamente OT! :stuart:

Link al commento
Condividi su altri siti

Io a Brescia ci sono nato e cresciuto, ma non mi è mai capitato di pensare, neppure per un attimo, che fosse meravigliosa.

Anzi, diciamo le cose come stanno va', se fosse per me la raderei al suolo seduta stante.

 

La pensavo esattamente come te prima di venire a Mestre per l'università. Ora sono quasi lieto di girare per il centro quando posso, addirittura a volte mi fermo a guardare edifici, monumenti, piazze.

 

Mestre non fa schifo, è molto peggio. Veramente, ti fa rivalutare completamente la fortuna di essere bresciani.

Link al commento
Condividi su altri siti

Visto (Mercoledì scorso), il film l'ho apprezzato, però credo di aver capito cosa si intendeva quando leggevo che questo è un film rivolto esplicitamente ad un pubblico di giovanissimi, che non va "capito" ma solo "sentito". Intendiamoci, il film da questo punto di vista ho avuto modo di vedere durante la proizione che funziona alla grande (magari ne producessero ancora di film per bambini così), però, non so come dire, i personaggi sono sì ben caratterizzati, gli elementi fantastici si fondono alla perfezione con la "realtà", ma io personalmente (detto in maniera tremendamente semplicistica) nono sono riuscito a farmi coinvolgere appieno e inoltre, dal punto di vista della trama m'aspettavo di più, ecco.

Doppiaggio: premesso che non ho ascoltato l'originale, quello italiano lo reputo ottimo. Oltre ovviamente alla scelta delle voci di Satsuki e Mei, mi sentirei di fare una menzione d'onore per Liù Bosisio nei panni della vecchietta (da fan -nostalgico, ormai :(- dei Simpsons io la conoscevo solo ed unicamente come Marge, quest'interpretazione me l'ha fatta rivedere sotto una nuova luce, complimenti davvero :)). Adattamento: nulla da segnalare, apparte qualche "ecco" di troppo in bocca a Mei, ma niente di che.

Link al commento
Condividi su altri siti

Visto ieri sera: al solito godersi al cinema un'opera pensata per il cinema è sempre tutta un'altra cosa rispetto alla visione in salotto.

Il film è chiaramente diretto ai bambini e vederlo da adulti sicuramente è un grosso limite; il modo migliore per usufruirne sarebbe avere uno o più figli e portare loro a vedere Totoro. In mancanza di figli concordo con quanto letto altrove, per un adulto il massimo che può dare Totoro è un effetto di nostalgia per l'infanzia (occhio niente girellismi sottintesi), quando ci si stupiva con poco e si poteva fantasticare senza limiti. Vedere Mei e Satsuki alle prese con un mondo fantastico mi ha riportato alla mente l'esplorazione di case diroccate o di zone di campagna abbandonate a se stesse (il famigerato "tomboleto" a Passoscuro :rotfl: ), quando a 10 anni potevi ancora dar libero sfogo all'immaginazione.è

 

Meraviglioso commento. Mi sono permesso il quoting, visto che era in coda alla pagina, e di evidenziarne le più brucianti verità. :)

 

 

Più sopra Shito scriveva che Satsuki, essendo "vicina" all' "essere adulto", fatica di più ad entrare in contatto con Totoro, ad abbracciare totalmente il fantastico, cosa che caratterizza invece l'infanzia, sarà per questo che tra i momenti in cui Totoro compare il più commovente è quando la ragazzina va a chiederne l'aiuto? L'espressione che Miyazaki gli conferisce esprime proprio la felicità dello spirito derivante dal fatto che Satsuki è a lui che si rivolge nel momento del bisogno, contro ogni logica che vorrebbe invece che la ragazzina si rivolgesse agli adulti attorno a lei.è

 

Personalmente, per quel che valga, concordo fortemente con questa tua lettura/visione.

 

Un bell'affresco del mondo dell'infanzia, "doloroso" da vedere per un adulto (nostalgia appunto), ma senza buonismo, nessuna consolazione: quando si cresce si cresce, punto; il padre non vedrà mai gli spiriti, non si accorge della magia notturna, rimane indietro (troppo grande e goffo) mentre le figlie nel tunnel di arbusti corrono avanti sperando di incontrare Totoro. Da adulti non si può tornare all'infanzia, si hanno responsabilità che lo non permettono; ci sono altre gioie però, ossia quella di vedere lo stupore e la felicità dei propri figli, i quali possono incontrare gli spiriti anche per noi.

 

Ancora non posso evitare di quotarti.

 

Un grazie alla Lucky Red per aver portato questo film; poter godere di un doppiaggio italiano permette la piena visione dell'animazione senza distrazione: i sub, per quanto ci si alleni, fanno sempre perdere i dettagli.

Il doppiaggio mi è piaciuto, non ho notato "costrutti impossibili" come lamentato da altri, d'altra parte visto che comunque so che Shito lavora per rendere il più possibile l'originale (e dopo aver discusso sul pnet tempo addietro ho avuto modo, riflettendo su quanto scritto, di rivedere certe mie posizioni riguardo forma-contenuto) non avrei nulla da ridire anche se certi registri mi dovessero apparire "strani".

A riguardo ho chiesto alle persone che stavano con me come gli sono sembrati i dialoghi, se "funzionavano" o risultavano ostici. Mi hanno risposto semplicemente che tutto gl'è sembrato "molto giapponese", intendendo che, laddove ci potevano essere anche situazioni a noi estranee, percepivano il tutto come appartenente ad un modo di esprimersi di un'altra cultura, nessun trauma insomma per chi non è "addentro" all'animazione o alla cultura giapponese.

 

Ti ringrazio per l'apprezzamento. Dato che hai evidentemente apprezzato il film, è una cosa assai importante, per me.

 

Quello che vorrei enfatizzare, sono qui due cose.

 

1) Lucky Red. Con le imperfezioni del caso, questa è l'unica ditta che sta in qualche modo investendo sull'animazione giapponese. Dico, per seminare qualcosa, non solo per passare alla cassa. Lo dicevo anche ai tempi di Ponyo. Qualcuno disse "beh grazie e Miyazaki", ma rispondo "non è che significhi tutto", visto che Il Castello di Cagliostro è andato al cinema come la peggiore girellata da 'taglia e brucia', per dirne una. Trovo significativo che a tentare una simile operazione ponderata, la distribuzione seria di un marchio e di un autore, e a investirci seriamente, sia un'azienza *non* del 'settore' dell'animazione giapponese. Ho sempre più la sensazione che le aziende del 'nostrtìo' settore siano sempre e da sempre perse nel limbo dimensionale interposto tra il 'troppo grande' e il 'troppo piccolo'. Nessuno, prima d'ora, ha realmente investito per consolidare, nutrire e stabilizzare una nicchia, che credo sia l'unica cosa realmente sensata da farsi nel 'nostro' ambiente.

 

2) Mi piace pensare che chi ha visto Totoro al cinema, magari per la prima volta, abbia visto un Totoro un po' vicino all'originale. Così almeno, se gli sarà piaciuto, gli sarà piaciuto davvero per quello che è. Questo è il semplice e unico senso di tutto il mio lavoro. Se poi qualcuno si dovesse appassionare *genuinamente* al medium dell'opera, al suo autore, alla cultura che ha espresso entrambi, beh... allora sarebbe stata una cosa che definirei 'bella' e 'utile'. :)

 

Una piccola questione: quando Satsuki incontra il ragazzo con la motoretta e questi riparte salutandola, nella versione originale non ho mai trovato nulla di ironico. Nella versione italiana, quando il tipo saluta "allora ciao eh" (mi sembra dica così, all'incirca), più persone si sono messe a ridere, trovando il modo di andarsene del tipo non menefreghista rispetto al dramma di satsuki che non trova la sorella, ma comico. Tale ilarità s'è quindi protratta nelle scene successive (quando reincontra il contadino, o quando parla con la nonnina) spezzando la natura drammatica della situazione. Adesso, che si avverta che Satsuki è sola e le persone che incontra non si dimostrano molto disponibili ad aiutarla, limitandosi a rispondere alle sue domande ma senza farsi carico del problema della ragazzina, dovrebbe suscitare pena per la bambina, non certo risate. Non avendo ovviamente la possibilità di riascoltare la battuta per meglio capire se è il passaggio italiano in quel punto ad avere responsabilità per aver causato il distacco dal film o se semplicemente quelli che si son messi a ridere non erano mai "entrati nel film" fin dal principio, chiedo ad altri come hanno trovato quella scena.

 

Mi sono molto interrogato su quella scena. Anche perché poi in Ponyo ce n'è quasi una riedizione 'al contrario'.

 

Ovvero: l'incontro di Satsuki con la giovane coppia mi pare l'incontro con lòa realtà/modernità. C'è prima sorpresa per la lunga strada fatta da Satsuki di corsa (il motociclista strabuzza), poi persino incredulità e malevolenza (la ragazza dice "ma non ci sarà qualche errore?" quasi irretita, come dicesse "ma avrà tutte le rotelle a posto questa qui?"), e poi il menefreghismo della leggerezza.

 

Non so come si sia fatto a ridere lì, ma mi viene da dire "scarsa capacità empatica con il dramma altrui". Una cosa a cui la nostra società ci ha tristemente abituato, direi.

 

Su tutto, ancora grazie del bellissimo commento.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

1) Lucky Red. Con le imperfezioni del caso, questa è l'unica ditta che sta in qualche modo investendo sull'animazione giapponese. Dico, per seminare qualcosa, non solo per passare alla cassa. Lo dicevo anche ai tempi di Ponyo. Qualcuno disse "beh grazie e Miyazaki", ma rispondo "non è che significhi tutto", visto che Il Castello di Cagliostro è andato al cinema come la peggiore girellata da 'taglia e brucia', per dirne una. Trovo significativo che a tentare una simile operazione ponderata, la distribuzione seria di un marchio e di un autore, e a investirci seriamente, sia un'azienza *non* del 'settore' dell'animazione giapponese. Ho sempre più la sensazione che le aziende del 'nostrtìo' settore siano sempre e da sempre perse nel limbo dimensionale interposto tra il 'troppo grande' e il 'troppo piccolo'. Nessuno, prima d'ora, ha realmente investito per consolidare, nutrire e stabilizzare una nicchia, che credo sia l'unica cosa realmente sensata da farsi nel 'nostro' ambiente.

pur togliendo miyazaki dal discorso, trovo curiosa questa tua percezione di investimento, nutrimento e stabilizzazione della nicchia. includendo miyazaki (che secondo me è un passo inevitabile se si vuole parlare concretamente) forse ne verrebbe fuori un discorso molto interessante, lungo e complesso.

Link al commento
Condividi su altri siti

Una piccola questione: quando Satsuki incontra il ragazzo con la motoretta e questi riparte salutandola, nella versione originale non ho mai trovato nulla di ironico. Nella versione italiana, quando il tipo saluta "allora ciao eh" (mi sembra dica così, all'incirca), più persone si sono messe a ridere, trovando il modo di andarsene del tipo non menefreghista rispetto al dramma di satsuki che non trova la sorella, ma comico. Tale ilarità s'è quindi protratta nelle scene successive (quando reincontra il contadino, o quando parla con la nonnina) spezzando la natura drammatica della situazione. Adesso, che si avverta che Satsuki è sola e le persone che incontra non si dimostrano molto disponibili ad aiutarla, limitandosi a rispondere alle sue domande ma senza farsi carico del problema della ragazzina, dovrebbe suscitare pena per la bambina, non certo risate. Non avendo ovviamente la possibilità di riascoltare la battuta per meglio capire se è il passaggio italiano in quel punto ad avere responsabilità per aver causato il distacco dal film o se semplicemente quelli che si son messi a ridere non erano mai "entrati nel film" fin dal principio, chiedo ad altri come hanno trovato quella scena.

 

Mi sono molto interrogato su quella scena. Anche perché poi in Ponyo ce n'è quasi una riedizione 'al contrario'.

 

Ovvero: l'incontro di Satsuki con la giovane coppia mi pare l'incontro con lòa realtà/modernità. C'è prima sorpresa per la lunga strada fatta da Satsuki di corsa (il motociclista strabuzza), poi persino incredulità e malevolenza (la ragazza dice "ma non ci sarà qualche errore?" quasi irretita, come dicesse "ma avrà tutte le rotelle a posto questa qui?"), e poi il menefreghismo della leggerezza.

 

Non so come si sia fatto a ridere lì, ma mi viene da dire "scarsa capacità empatica con il dramma altrui". Una cosa a cui la nostra società ci ha tristemente abituato, direi.

Devo dire che anche io questa scena l'ho trovata abbastanza strana....

Ragazzo: Da Matsugoo?!

Ragazza: Non ci sarà uno sbaglio?

La ragazzina annuisce.

Ragazzo: Beh ciao.

 

Io non ho mai visto Totoro in originale e la prima cosa che ho pensato e che fosse stata erroneamente tagliata una parte del dialogo.

Modificato da D-chan
Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 months later...

Visto ieri finalmente a noleggio.

Film semplice, sicuramente meno complicato rispetto alle altre opere di Myazaki, ma di una magia straordinaria, soprattutto a livello visivo e per le sensazioni che regala.

Capolavoro. :snob:

PS:Peccato per la scelta di tradurre le canzoni. Orripilato ieri sera sono passato subito al doppiaggio jap + sottotitoli. Mica è robaccia wualtdisnei eh?! :sick:

Link al commento
Condividi su altri siti

 

PS:Peccato per la scelta di tradurre le canzoni. Orripilato ieri sera sono passato subito al doppiaggio jap + sottotitoli. Mica è robaccia wualtdisnei eh?! :sick:

 

E' un film per bambini veri, non per otaku. :)

Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato. Cercando di tenerle quantopiù vicine all'originale, certo.

 

Quanto all'originale stesso, per te, me e altri appassionati adulti, come vedi nell'HV è a pronta disposizione. Cosa manca? :)

Link al commento
Condividi su altri siti

E' un film per bambini veri, non per otaku. :)

Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato.

Non sei mica uno che crede che ai bambini italiani sentire una canzone in giapponese equivale a farsi venire il mal di pancia?

 

Sarò un idealista, ma non concordo e ritengo che l'originale vada messo avanti a tutto, quindi le canzoni andrebbero tenute così come sono...

Link al commento
Condividi su altri siti

Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato. Cercando di tenerle quantopiù vicine all'originale, certo.

 

dipende sempre dal risultato finale, la canzoncina di pogno e' quasi piu' bella in italiano che in nippo, pero' se il risultato non viene cosi' bene meglio lasciare in originale, no?

 

BTW totoro non l'ho ancora visto :ph34r:

Link al commento
Condividi su altri siti

E' un film per bambini veri, non per otaku. :)

Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato.

Non sei mica uno che crede che ai bambini italiani sentire una canzone in giapponese equivale a farsi venire il mal di pancia?

 

Sarò un idealista, ma non concordo e ritengo che l'originale vada messo avanti a tutto, quindi le canzoni andrebbero tenute così come sono...

Sì, ma se nella canzone è contenuto (come immagino, non ho visto il film) un qualcosa che arricchisce la fruizione del film è giusto che questo qualcosa sia compreso immediatamente, così come lo hanno potuto cogliere immediatamente in Giappone. Oltretutto stiamo parlando di una semplice (e fedele) traduzione del testo, mica di una sostituzione di una canzone con un'altra, non vedo dove sia il problema. Il confronto con le sigle e le canzoni mediasettiane per non turbare i bambini (già di per se una balla, se si fanno canzoni italiane è solo per acchiappare i bambini e vendere giocattoli) è ingiusto.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

PS:Peccato per la scelta di tradurre le canzoni. Orripilato ieri sera sono passato subito al doppiaggio jap + sottotitoli. Mica è robaccia wualtdisnei eh?! :sick:

 

E' un film per bambini veri, non per otaku. :)

Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato. Cercando di tenerle quantopiù vicine all'originale, certo.

 

Quanto all'originale stesso, per te, me e altri appassionati adulti, come vedi nell'HV è a pronta disposizione. Cosa manca? :)

 

Capisco ma non giustifico la scelta. Fosse stato per me l'avrei fatte ascoltare in giapponese. E nessun bambino si sarebbe sentito male.

Sarebbe tra l'altro un modo per sdoganare gli anime e la cultura jap in Italia. :sisi:

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo