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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

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6 minuti fa, keiske ha scritto:

Secondo te?

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In tutta sincerità mi sembra chiarissimo. Se uno ci si sofferma vede che ci sono un paio di dislocazioni, ma rimane che il senso si recepisca immediatamente. Poi qui parliamo di un testo, nell'audiovisivo il senso dovrebbe essere ancora più immediato, concorrendo il contesto ad aiutare la comprensione.

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2 minuti fa, Solus ha scritto:

In tutta sincerità mi sembra chiarissimo. Se uno ci si sofferma vede che ci sono un paio di dislocazioni, ma rimane che il senso si recepisca immediatamente. Poi qui parliamo di un testo, nell'audiovisivo il senso dovrebbe essere ancora più immediato, concorrendo il contesto ad aiutare la comprensione.

Quindi a te la frase di destra, a parte il contenuto comunicativo minore... cioè il senso di quello che dice, trasmette anche il lato emotivo? Quello di destra per me potrebbe essere pure un androide...

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25 minuti fa, keiske ha scritto:

Secondo te? Se io fossi un doppiatore che deve dare una intonazione emotiva, con la seconda non saprei che fare... a parte scorrere 3 righe di testo per trovare il verbo...

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E comunque non ci sono dubbi che il vecchio adattamento sia più liscio e anche più familiare per come ci suona (pure riferendoci solo a questo paragone qui), però ecco che gli vogliamo dire a Cannarsi? Fintantoché è Italiano (per quanto difficile e contorto) ed è fedele all'originale (ovviamente fedeltà intesa come tentativo di essere più aderenti possibile al senso originale delle parole) si può solo dire: mi piace o non mi piace, e condivido o non condivido il suo metodo.

17 minuti fa, keiske ha scritto:

Quindi a te la frase di destra, a parte il contenuto comunicativo minore... cioè il senso di quello che dice, trasmette anche il lato emotivo? Quello di destra per me potrebbe essere pure un androide...

Guarda credo che dipenda soprattutto da come viene recitata.

Allora rileggendo il testo e immaginandomi di nuovo nella testa le immagini della scena, trovo che in modo diverso riescano entrambe a trasmettere qualcosa emotivamente. Il contenuto mi sembra pressoché lo stesso.

Modificato da Solus
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La differenza tra le due è che - a parità di contenuto - il nuovo porta il segno di shito.

Il primo non ha segni distintivi. Nel secondo c'è un modo di dislocare soggetto, verbo e complemento che è chiaramente suo tipico.

Suo di ora

Perché 20anni fa traduceva normalmente.

 

Questo non c'entra nulla con correzioni come apostolo e polpacci invece di culetto chiaramente giuste e migliorative perché veri.

Modificato da Cx
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13 minuti fa, Cx ha scritto:

La differenza tra le due è che - a parità di contenuto - il nuovo porta il segno di shito.

Il primo non ha segni distintivi. Nel secondo c'è un modo di dislocare soggetto, verbo e complemento che è chiaramente suo tipico.

Suo di ora

Perché 20anni fa traduceva normalmente.

 

Questo non c'entra nulla con correzioni come apostolo e polpacci invece di culetto chiaramente giuste e migliorative perché veri.

A me questa di cui parliamo non sembra un dislocazione così vistosa, cioè: se non mi ci fossi soffermato su più del dovuto probabilmente non l'avrei notata. Però è vero che ce ne sono altre ben più vistose e lì si riconosce sì lo "stile" di Shito, oppure, se non si conosce Shito, uno stile che accomuna tutte le opere in cui si presentano queste vistose dislocazioni.

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4 minuti fa, Solus ha scritto:

A me questa di cui parliamo non sembra un dislocazione così vistosa, cioè: se non mi ci fossi soffermato su più del dovuto probabilmente non l'avrei notata. Però è vero che ce ne sono altre ben più vistose e lì si riconosce sì lo "stile" di Shito, oppure, se non si conosce Shito, uno stile che accomuna tutte le opere in cui si presentano queste vistose dislocazioni.

E questo non ci dovrebbe essere essendo opere di autori diversi.

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5 minuti fa, Cx ha scritto:

E questo non ci dovrebbe essere essendo opere di autori diversi.

Già, però devo dire che fino a prova contraria la spiegazione che ha dato Shito mi sembra abbastanza soddisfacente. Non ricordo in quale delle 2 live, ma comunque mi è sembrato di capire che questo suo italiano marcato è qualche cosa di inevitabile come "effetto collaterale" qualora si traduca e si adatti cercando di mantenere ,entro i limiti possibili, la struttura sintattica giapponese (o comunque la percezione di questa). E quindi è qualcosa che sta nel giapponese stesso e si manifesta nell'italiano solo con un metodo come quello di Cannarsi. Potrebbe sembrare un sofisticheria (e forse lo è) ma a me sembra un discorso credibile e anche sensato. Certo che però non conoscendo il giapponese non potrò mai verificare da me la cosa.

13 minuti fa, Mal Reynolds ha scritto:

In pratica sono Mazzotta, i doppiatori e tutti quelli presenti in sala ad essere ignoranti, stupidi o quant'altro e non è Cannarsi ad aver scritto dei dialoghi incomprensibili (tra l'altro facendo saltare dei turni). Ok.

Ti prego dimmi che con "incomprensibile" intendi "che non mi piacciono", o "che fanno strano", e non il senso reale di incomprensibile perché altrimenti stiamo messi male

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11 minuti fa, Solus ha scritto:

Già, però devo dire che fino a prova contraria la spiegazione che ha dato Shito mi sembra abbastanza soddisfacente. Non ricordo in quale delle 2 live, ma comunque mi è sembrato di capire che questo suo italiano marcato è qualche cosa di inevitabile come "effetto collaterale" qualora si traduca e si adatti cercando di mantenere ,entro i limiti possibili, la struttura sintattica giapponese (o comunque la percezione di questa). E quindi è qualcosa che sta nel giapponese stesso e si manifesta nell'italiano solo con un metodo come quello di Cannarsi. Potrebbe sembrare un sofisticheria (e forse lo è) ma a me sembra un discorso credibile e anche sensato. Certo che però non conoscendo il giapponese non potrò mai verificare da me la cosa.

Si torna sempre lì: ammettendo che quanto dica sia vero (e io non ci credo proprio), tutti gli adattamenti di ogni opera giapponese fatti fino ad ora, che siano manga, anime, poesia o prosa, sono sbagliati, e lui è l'unico a saper lavorare come si deve.

Minchia oh, meno male che è arrivato Shito a illuminare la via, eravamo persi ma ora conosciamo la verità.

Modificato da za1k0
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9 minuti fa, Solus ha scritto:

Già, però devo dire che fino a prova contraria la spiegazione che ha dato Shito mi sembra abbastanza soddisfacente. Non ricordo in quale delle 2 live, ma comunque mi è sembrato di capire che questo suo italiano marcato è qualche cosa di inevitabile come "effetto collaterale" qualora si traduca e si adatti cercando di mantenere ,entro i limiti possibili, la struttura sintattica giapponese (o comunque la percezione di questa). E quindi è qualcosa che sta nel giapponese stesso e si manifesta nell'italiano solo con un metodo come quello di Cannarsi. Potrebbe sembrare un sofisticheria (e forse lo è) ma a me sembra un discorso credibile e anche sensato. Certo che però non conoscendo il giapponese non potrò mai verificare da me la cosa.

Ti prego dimmi che con "incomprensibile" intendi "che non mi piacciono", o "che fanno strano", e non il senso reale di incomprensibile perché altrimenti stiamo messi male

Quando si traduce si traduce anche la struttura sintattica.

Specie se è un'opera di fiction.

L'avvicinamento ad un altra cultura non riguarda la struttura di quella lingua. Almeno ad un primo livello quale è la fruizione di un'opera tradotta.

Almeno così la vedo io. 

Modificato da Cx
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Io l'esempio di una frase ve l'ho anche fatto. Se poi volete continuare coi paraocchi e le scuse, io faccio spallucce. ^^

"Ci è giunto comunicato che hanno già completato di prendere rifugio" (dove "giunto" è una sfumatura sbagliata perché il verbo originale è più terra terra (meglio "arrivato") e per "prendere rifugio" fin troppo si è detto, basterebbe leggere) Tutta 'sta fedeltà la vedete, voi? Io no.

"è arrivato il comunicato che l'evacuazione è già completata" (questa rendendola al massimo fedele col giapponese, poi, volendo, si adatta "ci comunicano che l'evacuazione è già completata", per fare un esempio buttato lì).

Più di questo che altro ci sarebbe da dimostrare? Scrivere volutamente in modo contorto NON È una resa del giapponese, ma solo l'effetto Cannarsi.

Modificato da il Vì
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Avevo scelto di non intervenire più in questo topic, dove le chiacchiere e il battutaggio hanno subissato l'informazione.

Mi scuso con chi ha proposto sane e serie richieste di puntuale delucidazione, eventualmente troveranno risposta (c'è chi me le invia in mail dal thread).

Non riesco a impedirmi di dire due semplici parole sul testo di quella scena di Shinji. faccio una seconda eccezione. :-(

Perché è una scena semplice. Con un testo semplice. Che voi tutti potete sicuramente "leggere correttamente" anche nella sua scarna trascrizione.

Vi prego di leggere il primo testo, quel del 1997.

Quel testo è "un discorso". Fatto "per benino" (contenti?). Con tutti i pezzi del discorso al posto giusto.

Sembra una didascalia.

Per questo si legge bene, Per questo si capisce subito.

Ma Shinji, lì, ha la voce rotta dalla commozione.

Leggete il secondo testo.

In realtà è molto più semplice.

Ci sono parole IN MENO (dato oggettivo: 29 parole contro 32).

Ci sono concetti IN MENO. (dato oggettivo: "parola". "MAI più", sono solo nel primo testo)

Provate a leggere il secondo testo immaginando di "singhiozzare d'emozione" nelle pausette, di spezzare la frase per poi "riprenderla", con una rapida ripetizione. Provate a leggere la frase pensando ogni parola "senza già sapere" cosa verrà dopo, come si parla in realtà.

Invero, credo che la seconda versione, oltre che molto più simile all'originale (ascoltatelo: è così semplice che lo sentirete voi stessi) sia molto più "reale", più "vera".

La vecchia versione era "ricamata", era "scolpita", era "abbellita e arricchita di retorica".

Non era Shinji emozionato. Come in originale.

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18 minuti fa, za1k0 ha scritto:

Si torna sempre lì: ammettendo che quanto dica sia vero (e io non ci credo proprio), tutti gli adattamenti di ogni opera giapponese fatti fino ad ora, che siano manga, anime, poesia o prosa, sono sbagliati, e lui è l'unico a saper lavorare come si deve.

Minchia oh, meno male che è arrivato Shito a illuminare la via, eravamo persi ma ora conosciamo la verità.

No semplicemente direi che i suoi adattamenti mettono in evidenza quell'aspetto a differenza degli adattamenti di altri. Senza stare a dire che quello di Shito è l'unico metodo giusto e tutti gli altri sono sbagliati,  perché così si semplifica ogni cosa.

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Mi trovo in palestra, guardo un ragazzo che fa uno stacco da terra di 200 chili. Ad un amico li presente potrei dire tanto "quel ragazzo è proprio forte" quanto "è proprio forte, (pausa) quel ragazzo". Entrambe le frasi sono corrette, ma la seconda mette il punto sulla forza del ragazzo, è la sua forza in primis che mi interessa sottolineare, e solo dopo faccio riferimento alla persona cui mi sto riferendo, pertanto al mio interlocutore voglio far capire che la forza del tipo mi ha impressionato. Ovviamente non è una scelta che viene fatta in modo razionale, non ci si pensa, a livello inconscio la frase esce in automatico in relazione alle nostre reazioni fisiche ed emotive. E' come quando si alza un braccio, si sposta una gamba, pensiero ed azione sono divisi da un tempo infinitesimale, e così la necessità di esprimersi e la sua messa in atto (pensate a quante volte di parla a sproposito e ci si pente un secondo dopo aver pronunciato un commento inopportuno). Quando parliamo (e io ho provato a focalizzarmi nella vita quotidiana su questa cosa) non lo facciamo  come un testo stampato, come in un romanzo, in un articolo di giornale, in un testo teatrale (occhio!), in un film (occhio!!! la recitazione cinematografica deriva in tutto il mondo dalla recitazione teatrale, e solo dopo si è evoluta, ma la marca di base rimane), parliamo con un flusso di parole molto diverso, la sintassi spesso è frammentata, zeppa di frasi coordinate. Analizzando spesso le frasi italiane e quelle corrispettive in giapponese io non trovo necessariamente una trasposizione della sintassi (non ci sta roba come "io la mela mangio"!) quanto piuttosto una ricostruzione, o un tentativo, che può risultare ostico o meno, opportuno o meno, di un normale dialogo della vita reale, dove non siamo soliti usare i limiti delle costruzioni del testo scritto. Perchè ci suonano strani allora, difficili, ostici, (al netto dei vocaboli che possiamo definire arcaici, desueti, obsoleti, a torto o a ragione, come al solito)?Semplice: perchè da un'opera cinematografica ci aspettiamo sempre un tipo di linguaggio che proviene storicamente da testi scritti come quelli di teatro. Avete presente l'espressione "parli come un libro stampato"? Ci sono persone che quando parlano come se riportassero un dialogo di un libro ci risultano strane, didascaliche. Ma quando vediamo un film "switchamo" e accettiamo un modo di parlare che ascoltato da una persona reale ci farebbe dire "ma come cazzo parli!". Al solito, pensate ai dialoghi di film romantici, alle frasi d'amore, le espressioni usate, vi ricordate per caso in certe occasioni di esservi espressi come i personaggi di un film? Io al solo pensarci mi viene  l'imbarazzo, e non per l'espressione delle emozioni, ma perchè è un modo totalmente falso se applicato nella realtà.

Quindi non dico che le espressioni di Shito non siano migliorabili, che non siano ostiche, ma che nel corso degli anni ho iniziato a valutare come alcune opere straniere possano anche avere nei loro dialoghi originali questa aderenza al dialogo nella realtà in barba a come è nata la cinematogrtafia, e che Shito stia cercando (con successo o meno, guadagnando consenso o meno) di riportare quel tipo di "parlata". Quindi per analizzare il suo lavoro, e trarne un giudizio, bisognerebbe prima analizzare la frase originale, capire se questa è una "frase da testo stampato" in giapponese o se risulti una "frase da dialogo reale", con le sue concessioni sintattiche rispetto allo scritto. E da li partire con una valutazione del risultato in italiano.

Io sinceramente preferisco il tentativo di aderire ad un "dialogo reale" se questo sta nell'originale, ma capisco che questo sommato alla distanza intrinseca dall'italiano che una traduzione da una lingua straniera molto distante dalla nostra si porta dietro, possa far storcere il naso a tanti, spiazzarli e rendergli l'ascolto ostico, semplicemente perchè risulta innaturale sentire un film o un cartone animato doppiato in quel modo. 

PS

sarebbe interessante sentire il metodo di Shito applicato a opere inglesi, francesi, cinesi eccetera. E ancor più interessante se quel metodo fosse adottato da persone diverse, sempre su opere di origine varia. In quel caso potremmo farci una idea se tutto andasse a formare un linguaggio uniforme (come di fatto lo è la totalità delle localizzazioni) o se a seconda della nazione di provenienza si iniziasse magari ad avvertire differenze, così pure se Shito opera una connotazione o se anche altri si troverebbero a fornire risultati analoghi.

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12 minuti fa, za1k0 ha scritto:

Io continuo a far notare come da giorni ti prendi il disturbo di rispondere solo a domande sulle singole scelte, la singola frase, il singolo termine, la pernacchia di Asuka o il peto di Shinji, mentre ti guardi bene dall'iniziare una discussione con chi cerca di andare più a fondo e analizzare il tuo metodo di lavorare in toto.

Certo è che sei libero di fare quello che più ti pare e nessuno ti obbliga a rispondere a nulla, ma il tuo comportamento non è quello di uno che vuole un confronto sano e costruttivo.

Se "chiacchiere e battutaggio hanno subissato l'informazione" è perché questo adattamento è una barzelletta, e di cattivo gusto anche

Prima invochi il confronto sano e costruttivo poi dici che questo adattamento è una barzelletta.

Ok.

Comunque del suo metodo in generale credo che Cannarsi ne abbia già parlato in altri luoghi. Anche nelle famose live si è toccato il tema. Se non ti basta quello che già c'è credo che il prossimo passo è chiedere a Cannarsi di farti vedere personalmente, frase per frase, come lavora, ma sarebbe ridicolo, e poi, dico io: chi glielo fa fare?

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14 minuti fa, Solus ha scritto:

No semplicemente direi che i suoi adattamenti mettono in evidenza quell'aspetto a differenza degli adattamenti di altri. Senza stare a dire che quello di Shito è l'unico metodo giusto e tutti gli altri sono sbagliati,  perché così si semplifica ogni cosa.

No scusami eh. Ma che stai dicendo. Non voglio semplificare nulla, ma o l'adattamento di Shito rende giustizia ai testi originali meglio di quanto non facciano altri adattatori, e quindi il suo è il "metodo giusto"; oppure le sue sono tutte pippe mentali e come re Mida tutto quello che tocca diventa cannarsese, stravolgendo la volontà dell'autore. Non c'è una via di mezzo

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Chiedo scusa, ma data la lunghezza del mio post precedente, dopo averlo pubbliccato, l'ho rivisto 3 o 4 volte, aggiungendo e cambiando dove opportuno, e mi ci è voluto del tempo, quindi occhio se lo avete letto prima di questo post perdendovi i cambiamenti. Errore mio che mi ostino a revisionare una sola volta quanto scrivo per poi ritrovarmi a dover rimetterci mano.:sweatingbullets:

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3 minuti fa, za1k0 ha scritto:

No scusami eh. Ma che stai dicendo. Non voglio semplificare nulla, ma o l'adattamento di Shito rende giustizia ai testi originali meglio di quanto non facciano altri adattatori, e quindi il suo è il "metodo giusto"; oppure le sue sono tutte pippe mentali e come re Mida tutto quello che tocca diventa cannarsese, stravolgendo la volontà dell'autore. Non c'è una via di mezzo

Per come ho pensato la cosa io: si può essere fedeli anche senza voler mantenere necessariamente la "percezione" della sintassi giapponese nell'italiano, ci sono diversi modi di essere fedeli. Questo secondo me si può vedere nell traduzioni letterarie, tra le quali puoi trovarne una letterale e una più "libera" che magari sono entrambe fedeli ma in maniera diversa. 

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1 minuto fa, Solus ha scritto:

Prima invochi il confronto sano e costruttivo poi dici che questo adattamento è una barzelletta.

Ok.

No carissimo, non ci siamo capiti, non sono io ad avergli chiesto un confronto; è lui che afferma di essere qui e parlare con gli utenti per cercare un dialogo ed eventualmente imparare cose nuove e migliorarsi. Io sono intervenuto quando la discussione andava avanti da ormai un paio di giorni, e dopo aver letto numerosi suoi interventi ho capito che è una persona che presume di avere la verità assoluta in mano e parla con suo interlocutore partendo dal presupposto di avere ragione e che l'altro abbia torto. Il suo non è un dialogare per ampliare la propria prospettiva, è un discutere per dimostrare come l'altro non ne capisca un cazzo. E per questo non ho cercato e continuo a non cercare un confronto con lui.

5 minuti fa, Solus ha scritto:

Comunque del suo metodo in generale credo che Cannarsi ne abbia già parlato in altri luoghi. Anche nelle famose live si è toccato il tema. Se non ti basta quello che già c'è credo che il prossimo passo è chiedere a Cannarsi di farti vedere personalmente frase per frase come lavora, ma sarebbe ridicolo e poi, dico io: chi glielo fa fare?

Di quello che mi direbbe lui ho già spiegato che me ne faccio ben poco. Mi direbbe che ha ragione lui e io non ne capisco un cazzo. Quello che avrei piacere ad ascoltare è il parere di un paio di esperti di giapponese e magari di adattamenti, e che magari non siano suoi amici/parenti/fidanzati, per confermare o smentire se quello che noi chiamiamo cannarsese "è qualcosa che sta nel giapponese stesso" o sono pippe mentali di un megalomane

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44 minuti fa, Shito ha scritto:

Provate a leggere il secondo testo immaginando di "singhiozzare d'emozione" nelle pausette, di spezzare la frase per poi "riprenderla", con una rapida ripetizione. Provate a leggere la frase pensando ogni parola "senza già sapere" cosa verrà dopo, come si parla in realtà.

Però allora si torna al discorso che certe battute avrebbero dovuto essere interpretate in un certo modo mentre, a quanto pare, ciò non è stato fattto.

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15 minuti fa, Solus ha scritto:

Per come ho pensato la cosa io: si può essere fedeli anche senza voler mantenere necessariamente la "percezione" della sintassi giapponese nell'italiano, ci sono diversi modi di essere fedeli. Questo secondo me si può vedere nell traduzioni letterarie, tra le quali puoi trovarne una letterale e una più "libera" che magari sono entrambe fedeli ma in maniera diversa. 

Non è quello che afferma Cannarsi. Per lui l'unico modo di adattare è il suo, tutto il resto è idiozia

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1 ora fa, Shito ha scritto:

Avevo scelto di non intervenire più in questo topic, dove le chiacchiere e il battutaggio hanno subissato l'informazione.

Mi scuso con chi ha proposto sane e serie richieste di puntuale delucidazione, eventualmente troveranno risposta (c'è chi me le invia in mail dal thread).

Non riesco a impedirmi di dire due semplici parole sul testo di quella scena di Shinji. faccio una seconda eccezione. 😞

Perché è una scena semplice. Con un testo semplice. Che voi tutti potete sicuramente "leggere correttamente" anche nella sua scarna trascrizione.

Vi prego di leggere il primo testo, quel del 1997.

Quel testo è "un discorso". Fatto "per benino" (contenti?). Con tutti i pezzi del discorso al posto giusto.

Sembra una didascalia.

Per questo si legge bene, Per questo si capisce subito.

Ma Shinji, lì, ha la voce rotta dalla commozione.

Leggete il secondo testo.

In realtà è molto più semplice.

Ci sono parole IN MENO (dato oggettivo: 29 parole contro 32).

Ci sono concetti IN MENO. (dato oggettivo: "parola". "MAI più", sono solo nel primo testo)

Provate a leggere il secondo testo immaginando di "singhiozzare d'emozione" nelle pausette, di spezzare la frase per poi "riprenderla", con una rapida ripetizione. Provate a leggere la frase pensando ogni parola "senza già sapere" cosa verrà dopo, come si parla in realtà.

Invero, credo che la seconda versione, oltre che molto più simile all'originale (ascoltatelo: è così semplice che lo sentirete voi stessi) sia molto più "reale", più "vera".

La vecchia versione era "ricamata", era "scolpita", era "abbellita e arricchita di retorica".

Non era Shinji emozionato. Come in originale.

No, Gualtiero, quel dialogo è scritto in una lingua che non è italiano, a prescindere dai singhiozzi. In italiano non si parla così, non si è mai parlato così e, auspicabilmente, non si parlerà mai così. Che poi a te piaccia di più questo stile è un dato di fatto, ma non vestire di oggettività una frase figlia di un tuo gusto personale, perché una frase del genere sarebbe stata da 5 in qualsiasi esercizio di scuola media, figuriamoci in un adattamento professionale da un’altra lingua. 

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