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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

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6 minutes ago, TomsonPRD 🇪🇺 said:

Da quel che ho potuto capire è evidente che l'approccio di Shito, da più completo autodidatta, non potrà mai venire modificato da alcuno, non importa quante prove e ragionamenti contrari possano venire esposti, non importa chi li porti alla luce, visto il modo in cui è stato rigettato in toto l'ottimo intervento di @Thedanish.

Questo becero élitismo, questa illusione di essere sempre dalla parte della ragione e al di sopra di chiunque critichi il suo operato mi fanno tornare in mente un suo stesso intervento di qualche mese fa:

Sinceramente, dopo aver letto una cosa del genere, ho capito che cambiare il suo personalissimo metodo risulti un mero exercise in futility, perché non succederà mai, fintanto che manterrà un simile atteggiamento mistificatorio. L'unica speranza è che, a seguito di questo insuccesso, direi quasi unanime, i datori di lavoro abbiano (spero) finalmente capito con chi e cosa avranno a che fare in futuro, e agiscano di conseguenza.


E dire che proprio lui scriveva (e non mi stancherò MAI di ripubblicarlo):
 

On 6/10/2019 at 11:18 PM, Shito said:

È solo che in molti avete idee vaghe e infodate e le spacciate per certezze. A voi stessi per primi. Ma è normale, oltre che tipico. Niente di grave. Enjoy

 

😌😌😌

 

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5 minuti fa, Shito ha scritto:

Roger, dai. Ho scritto "da tradurre" con una metafora funzionale, non "da lasciare così".

Se non leggi me, leggi Sirtao - che ho pure già quotato, ma per tuo più celere riferimento:

 

nope.

sbagliate entrambi per il semplice fatto che tu non capiresti che significa cribbio se non ricorressi (mi si perdoni la forma spicciola ma tocca fare così) al nome 'cristo'.

quello step 1 di the danish è quel processo mentale che fai inconsciamente. è lo zero di tutto. ricordi quando ti accennavo il triangolo semiotico? non ti piace il triangolo semiotico, non lo puoi accettare o altro? ok formula un intero impiato linguistico, con delle solide regole universali e su base scientifica (e dunque competente, termine sul quale prima leggevo ti divertivi a creare una tua soggettività per smontarne il significato... ), che ne sostituisca la funzione. in ogni caso arriveresti a quella conclusione, cioè che per comprendere un termine si instaura automaticamente un legame/associazione tra diversi elementi.

detto questo, cioè dopo una traduzione alla radice (filologica!) necessaria per comprendere ogni termine di ciò che si ha davanti, il resto viene da sè; si faccia anche riferimento alle note esplicative presenti per ogni passaggio. le si capisca VERAMETE per quello che sono. nell'ultimo viene utilizzato il corretto registro linguistico, moderno ed equivalente in entrambi i sistemi linguistici (provenienza e destinazione), per avere una resa adeguata, e dunque non è nemmeno strano che da cristo si sia passati alla madonna. il flame cutter non lo troverai mai in italiano; non esiste un termine corrispettivo che si sia diffuso omogeneamente in questo paese: dunque non può che essere birra ghiacciata. e no, non è birrazza o cose simili.

si tratta solo di comprendere come funzionano veramente le cose, perchè altrimenti si scade nell'interpretazione personale e... tanti sogni a traduzione, adattamento e fedeltà.

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5 minuti fa, Jupiter00 ha scritto:

Escluse le interessanti discussioni su frasi e scelte specifiche, questo topic mi sembra ormai più un esercizio di esposizione che altro, il discorso non si evolve più da pagine ormai, nonostante i tentativi.

Credo sia il ritmo troppo serrato dei messaggi e la complessità che può richiedere una risposta ben ragionata. Spero che nei prossimi giorni ogni domanda avrà la risposta che merita, che si plachi un po' di caos e che magari si plachino un po' gli animi perché quelli che si sono letti prima, sì, sono insulti. 

Modificato da Godai
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Just now, Jupiter00 said:

Escluse le interessanti discussioni su frasi e scelte specifiche, questo topic mi sembra ormai più un esercizio di esposizione che altro, il discorso non si evolve più da pagine ormai, nonostante i tentativi.

Infatti sarebbe il caso che la..discussione venga portata avanti da Il Vì, The Danish, Shito e qualcun altro sparso (state diventando troppi; troppi nick da ricordare, il tempo scarseggia e mi sfuggono molti commenti, difatti leggo per lo più quelli delle persone citate poc'anzi).

 

Chiunque si i scriva e voglia portare nuovi argomenti è benvenuto. Insulti, intesi o non, argomentati o non, sono da evitare. Lo staff sta facendo fatica a moderare tutto, quindi un po' di educazione a monte in primi farà bene alla discussione.

 

@Shito faresti prima a leggere i post già citati (molteplici volte), prenderti tutto il giorno(visto che dici di essere occupato) per elaborare le risposte e tagliare così la testa al toro. Stai dando solo mezze risposte, peggiorando la già non rosea situazione; e sappiamo tutti che puoi argomentare in ben altro modo, volendo(come sul forum Ghibli per gli omonimi film)

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E aggiungerei questa postilla: "nel momento in cui un adattamento ha bisogno di mille spiegazioni per giustificare delle scelte stilistiche, l'adattamento ha fallito.
Nel momento in cui, in un adattamento, riconosco l'adattatore che vi ha lavorato (e a chi ha un minimo di dimestichezza col lavoro del tale adattatore è bastata una frase, se non meno), l'adattamento ha fallito.
Io non devo riconoscere l'adattatore. L'adattatore deve stare dietro all'opera alla quale sta lavorando. Non davanti." Questo è puro protagonismo.

Modificato da TomsonPRD 🇪🇺
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1 minuto fa, TomsonPRD 🇪🇺 ha scritto:

E aggiungo: nel momento in cui un adattamento ha bisogno mille spiegazioni per giustificare delle scelte stilistiche, l'adattamento ha fallito.
Nel momento in cui, in un adattamento, riconosco l'adattatore che vi ha lavorato (e a chi ha un minimo di dimestichezza col lavoro del tale adattatore è bastata una frase, se non meno), l'adattamento ha fallito.
Io non devo riconoscere l'adattatore. L'adattatore deve stare dietro all'opera alla quale sta lavorando. Non davanti.

Esatto. Qui si parla di creare DIALOGHI in un'altra lingua. Dialoghi che risultino REALISTICI ai madrelingua.
Se chi ascolta pensa: ma che ha detto? L'adattamento è fallito.

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1 minuto fa, Domenica ha scritto:

Toc toc, qualcuno disposto a considerare le mie domande e i miei dubbi?

Guarda che non è una chat se qualcuno ne avrà voglia lo farà prima o poi, ma 'sto topic sta macinando pagine su pagine si saranno perse. Pure io ne avevo fatta una ma nessuno l'ha cagata, amen. 

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20 minutes ago, Thedanish said:

Lungi da me volerti ferire, Gualtiero, suvvia; e lasciamo stare le paturnie esistenzialiste sulla comunicazione digitale. Riusciamo a conversare restando sul piano concreto delle problematiche che ho sollevato? Anche tu hai un nick comunque, se i miei occhi non mi ingannano, ma in ogni caso nessun problema: mi chiamo Francesco.

Ma lo so che non volevi né vorresti ferirmi, ovvero ho sempre inteso così, ti leggo come una persona educata e gentile - in tutti i sensi - e mi fa piacere conoscere il tuo nome. Piacere (di nuovo)! Qui sono registrato col nick (è l'internet) ma presumo che tu il mio lo conosca come lo conoscessi, dato che lo usi. :-)

Perdona la mia inettitudine col multi quoting:


"Credo, a giudicare dalle ragioni che hai provato ad addurre, ti sfugga l'accezione correntemente nell'uso, in questo tipo di conversazione, del termine "arbitrario".

(Treccani) arbitràrio agg. [dal lat. arbitrarius, der. di arbĭter «arbitro»]. – Che dipende dalla volontà e dall’arbitrio del singolo senza riferimento a legge o norma esteriore

L'ho inteso proprio così.

Anche perché nell'ambito della linguista non c'è alcun sistema normativo legale, ovvero imposto, quindi non vedo quale altra accezione si potrebbe intendere - dato che come spiegavo non sono dato a riconoscere altro che ciò che io *arbitrariamente* intenda riconoscere. Non c'è autorità imposta. C'è semmai un'autorità convenzionalmente accetta (a macchia di leopardo). Wow, ho usato una costruzione "a morfema zero". Fico. (Sì, sto giocando, è l'Internet)

"Se pensi che mi stia trattenendo in qualche modo, ti sbagli."

Non lo penso, non lo pensavo.

"Sono solito esprimermi in modo lineare, chiaro e diretto – mi sembra di averlo dimostrato. Sarò brevissimo, per non tediare gli altri utenti su questioni che trovo poco affini al nucleo critico del mio intervento: l'indipendenza di pensiero e di comportamento che sbandieri è una menzogna romantica ampiamente decostruita dal pensiero antropologico. Tu ed io siamo costantemente informati dal mondo che ci circonda, siamo permeati dalla cultura del nostro mondo locale, siamo parte integrante di un complesso emergente in costante divenire, in quello che viene definito "circolo ermeneutico". Non esiste processo di significazione realmente individuale; non esiste singolarità alcuna che possa essere meccanicamente estratta dal contesto socio-culturale di pertinenza. E daccela una sfogliata al buon Merleau-Ponty, a Bourdieu, a Geertz, a Clifford e Marcus, a Csordas. Ma passiamo oltre, non siamo qui per questo in fin dei conti, no?"

Ti sei contraddetto. ^^;

Tu fai riferimento a un "pensiero antropologico", a una "ampia decostruzione", presumi che "TU e io siamo...". Blablah.

Boh, no. Sono tutte cose eterodeterminate che per me hanno tipo ZERO i valore, per come le enuclei.

L'ottimo italiano che usi mi è gradito, il contenuto mi è del tutto insignificante. Mi spiace.

"Merleau-Ponty, a Bourdieu, a Geertz, a Clifford e Marcus, a Csordas"

Dovrei perché tu hai fatto questa lista di nomi e quindi io dovrei implicitamente sentirne l'altisonante autorevolezza. Non è così. Son pensatori che hai trovato TU PERSONALMENTE validi? Perché? I loro nomi in quanto tali non mi invogliano neppure ad approfondirli, come ho invece approfondito tanti altri pensatori ed eruditi del passato.

"Seriously? Hai tradotto, nel caso che ho presentato, «Geez» con "cribbio" – de factu. Sei un professionista nel tuo campo, mi affido al tuo buon senso rispetto a quella che non può esser altro che una simpatica provocazione."

Sono un "professionista del mio campo". Non affidarti al mio buon senso. Non usare eufemismi Affidati a te stesso, spiegami il mio fallo. :-)

Se hai ragione, e quindi io torto, imparerò qualcosa.

"E lo stesso vale per «I got you», tradotto letteralmente da te con «Ti ho colto?», davvero? Sono certo che avrai, nel corso del tuo lavoro, l'occasione di comprendere meglio il costrutto e la semantica a cui rimanda, prima o poi. Intuisco tuttavia che rispetto alle variabili diafasiche, diastratiche o diamesiche, hai poche conoscenze. E soprattutto, poca consapevolezza delle complessità inerenti al linguaggio."

Era lo STEP1, tanto per migliorare il tuo "ti possiedo". Era lo stadio di letteralità pre-filologica di base, e poi nel secondo stadio non era più così. Ripeto, era sul liello del TUO "ti possiedo".

"Io non ho altro da aggiungere, mi spiace solo che... [...]"

Ok, ok. Guarda, sì, io ero serio. Seriously.

Tu?

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59 minutes ago, bospie said:

P.S. Io tradurrei, forse in modo poco ortodosso, con:

"Mannaggia! (sottointeso, a Lui), ho bisogno di spegnere le fiamme".

Anche io stavo pensando a un'espressione idomatica simile, che rivoltasse un po' la cosa, tipo "ho la gola in fiamme" - ma NON ci ho neppure pensato davvero, perché sono lento di cervello (davvero), e quindi se mi ci pmetto a pensare ci penso almeno due notti, e poi ci ripenso. :-/

O, più semplicemente, per me bospie ha sempre ragione a prescindere in ragione del suo avatar. :-)

Modificato da Shito
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2 minuti fa, Roger ha scritto:

evitiamo gli OT grazie, che è già dura stare dietro a cose ben più interessanti.

evitiamo gli OT grazie, che è già dura stare dietro a cose ben più interessanti.

alla terza tiro fuori i warn e poi si va di ban.

 

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39 minutes ago, sirtao said:

è una metafora per birra o fa riferimento a qualsiasi bevanda raffrescata?
Già questo è un elemento importante per decidere come tradurlo

 

Giuro che questo anche stavo pensano io stesso.

Prima di obbligarmi a non pensarci.

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55 minutes ago, maximilian8777 said:

@Shito 

A parte la questione Kaji, dove mi ha fatto piacere sapere che Miranda era anche la tua scelta,

I restanti abbinamenti come li hai trovati?

Mi piacerebbe davvero avere un tuo parere..

E se pensi come me, che richiamare Corvo su Gendo non sarebbe stata una scelta sbagliata, visto che Massimo ancora oggi può doppiare brillantemente un quasi 50enne sempre serio e imbronciato.

Grazie.

Shinji: non conosco l'attore, ho sentito il doppiaggio

Misato: doppiatrice ideale, anche da me suggerita e caldeggiata per il ruolo - ma non ho sentito il doppiaggio

Rei: doppiatrice ideale, da me suggerita e caldeggiata per il ruolo - ma non ho sentito il doppiaggio [molto dipende dall'impostazione recitativa del personaggio, cfr. quello che diceva GotanX]

Ritsuko: doppiatrice ideale, anche da me suggerita e caldeggiata per il ruolo (dopo una mia prima idea in effetti inadatta e giustamente redarguita dal direttore) - ma non ho sentito il doppiaggio

Gendo: doppiatore potenzialmente molto adatto, anche da me ritenuto ottimo come scelta non conosco l'attore - ma non ho sentito il doppiaggio e molto dipende dall'impostazione recitativa del personaggio]

Asuka: doppiatrice ideale, da me suggerita e caldeggiata per il ruolo - ma non ho sentito il doppiaggio

Kaji: non conosco l'attore, ho sentito il doppiaggio

Maya: doppiatrice ideale, da me suggerita e caldeggiata per il ruolo

Hyuuga: doppiatore ideale, da me suggerito e caldeggiato per il ruolo

Aoba: non ricordo il doppiatore ^^;

Modificato da Shito
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7 minuti fa, Shito ha scritto:

Ma lo so che non volevi né vorresti ferirmi, ovvero ho sempre inteso così, ti leggo come una persona educata e gentile - in tutti i sensi - e mi fa piacere conoscere il tuo nome. Piacere (di nuovo)! Qui sono registrato col nick (è l'internet) ma presumo che tu il mio lo conosca come lo conoscessi, dato che lo usi. 🙂

Perdona la mia inettitudine col multi quoting:


"Credo, a giudicare dalle ragioni che hai provato ad addurre, ti sfugga l'accezione correntemente nell'uso, in questo tipo di conversazione, del termine "arbitrario".

(Treccani) arbitràrio agg. [dal lat. arbitrarius, der. di arbĭter «arbitro»]. – Che dipende dalla volontà e dall’arbitrio del singolo senza riferimento a legge o norma esteriore

L'ho inteso proprio così.

Anche perché nell'ambito della linguista non c'è alcun sistema normativo legale, ovvero imposto, quindi non vedo quale altra accezione si potrebbe intendere - dato che come spiegavo non sono dato a riconoscere altro che ciò che io *arbitrariamente* intenda riconoscere. Non c'è autorità imposta. C'è semmai un'autorità convenzionalmente accetta (a macchia di leopardo). Wow, ho usato una costruzione "a morfema zero". Fico. (Sì, sto giocando, è l'Internet)

"Se pensi che mi stia trattenendo in qualche modo, ti sbagli."

Non lo penso, non lo pensavo.

"Sono solito esprimermi in modo lineare, chiaro e diretto – mi sembra di averlo dimostrato. Sarò brevissimo, per non tediare gli altri utenti su questioni che trovo poco affini al nucleo critico del mio intervento: l'indipendenza di pensiero e di comportamento che sbandieri è una menzogna romantica ampiamente decostruita dal pensiero antropologico. Tu ed io siamo costantemente informati dal mondo che ci circonda, siamo permeati dalla cultura del nostro mondo locale, siamo parte integrante di un complesso emergente in costante divenire, in quello che viene definito "circolo ermeneutico". Non esiste processo di significazione realmente individuale; non esiste singolarità alcuna che possa essere meccanicamente estratta dal contesto socio-culturale di pertinenza. E daccela una sfogliata al buon Merleau-Ponty, a Bourdieu, a Geertz, a Clifford e Marcus, a Csordas. Ma passiamo oltre, non siamo qui per questo in fin dei conti, no?"

Ti sei contraddetto. ^^;

Tu fai riferimento a un "pensiero antropologico", a una "ampia decostruzione", presumi che "TU e io siamo...". Blablah.

Boh, no. Sono tutte cose eterodeterminate che per me hanno tipo ZERO i valore, per come le enuclei.

L'ottimo italiano che usi mi è gradito, il contenuto mi è del tutto insignificante. Mi spiace.

"Merleau-Ponty, a Bourdieu, a Geertz, a Clifford e Marcus, a Csordas"

Dovrei perché tu hai fatto questa lista di nomi e quindi io dovrei implicitamente sentirne l'altisonante autorevolezza. Non è così. Son pensatori che hai trovato TU PERSONALMENTE validi? Perché? I loro nomi in quanto tali non mi invogliano neppure ad approfondirli, come ho invece approfondito tanti altri pensatori ed eruditi del passato.

"Seriously? Hai tradotto, nel caso che ho presentato, «Geez» con "cribbio" – de factu. Sei un professionista nel tuo campo, mi affido al tuo buon senso rispetto a quella che non può esser altro che una simpatica provocazione."

Sono un "professionista del mio campo". Non affidarti al mio buon senso. Non usare eufemismi Affidati a te stesso, spiegami il mio fallo. 🙂

Se hai ragione, e quindi io torto, imparerò qualcosa.

"E lo stesso vale per «I got you», tradotto letteralmente da te con «Ti ho colto?», davvero? Sono certo che avrai, nel corso del tuo lavoro, l'occasione di comprendere meglio il costrutto e la semantica a cui rimanda, prima o poi. Intuisco tuttavia che rispetto alle variabili diafasiche, diastratiche o diamesiche, hai poche conoscenze. E soprattutto, poca consapevolezza delle complessità inerenti al linguaggio."

Era lo STEP1, tanto per migliorare il tuo "ti possiedo". Era lo stadio di letteralità pre-filologica di base, e poi nel secondo stadio non era più così. Ripeto, era sul liello del TUO "ti possiedo".

"Io non ho altro da aggiungere, mi spiace solo che... [...]"

Ok, ok. Guarda, sì, io ero serio. Seriously.

Tu?

«Dovrei perché tu hai fatto questa lista di nomi e quindi io dovrei implicitamente sentirne l'altisonante autorevolezza. Non è così. Son pensatori che hai trovato TU PERSONALMENTE validi? Perché? I loro nomi in quanto tali non mi invogliano neppure ad approfondirli, come ho invece approfondito tanti altri pensatori ed eruditi del passato». Tu sottostimi costantemente, mancandomi di rispetto, la mia formazione; ti invito a non venderla come sfoggio di erudizione, questo non è. Non ho nominato fin qui nessun particolare filone di pensiero, sposandone in toto – come tu vorresti far credere – la causa, te ne sei accorto? Ti ho fornito spunti. Mi auguro che qualche utente più disponibile ad accogliere nuove prospettive possa trovarli interessanti. Infine – come già detto – manchi di rispetto a chi cerca di adottare un atteggiamento di indagine (in merito ai fatti sociali del linguaggio, in questo caso) cauto, sensibile e dialettico.

Aldilà delle mie intenzioni – motivate dal sincero interesse nei confronti del tuo metodo di adattamento –, lascio che siano gli altri lettori a giudicare la serietà dei miei interventi e della conversazione nel complesso. A te sembra proprio non interessare, dato il tenore delle tue repliche. Buon proseguimento Gualtiero. E buon lavoro soprattutto – fin qui, è stato purtroppo mediocre.

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Trovo strana questa volontà nella metodologia di Shito della ricerca di fedeltà e oggettività quasi filologica quando poi rifiuta qualsiasi approccio più accademico e organizzato formalmente. Non dico che è più indicato un approccio nozionistico o da "ipse dixit", più che altro uno studio di quel tipo può portare a una sistematicizzazione (esiste?) e a un modus operandi (quanto latino) più "scientifico".

 

Edit anche alla luce dell'ultima risposta: bada bene, parlo di prospettiva e formalismo, non di nozioni o studi.

Modificato da Jupiter00
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"Tu sottostimi costantemente, mancandomi di rispetto, la mia formazione"

No, non è che io la sottostimi. A parte che non ci conosciamo nella vita reale, quindi boh, ma il fatto è che "la formazione" per me non vale neppure da biglietto da visita. Il pedrigree formativo non mi riguarda. Riguarda forse te e la tua autostima, la tua sicurezza in te stesso, non so. Mi capito di avere  un cordiale scambio epistolare così, che so, anche col professor Luca Serianni, che in virtù della tua formazione conoscerai meglio di me. Ci siamo trovati molto. E' andato sul punto del dubbio che gli proponevo, aveva ragione lui, mi ha spiegato perché, l'ho ringraziato, e lui s'è complimentato con me. L'avevo contattato io ex abrupto, manco mi conosceva, mai visto, mai sentito (cit. Shinji). Mi è piaciuto davvero molto. Non è che mi abbia parlato della sua formazione, che pure non avevo indagato.

Se per te "la tua formazione che io sottostimo" è una certezza, un pilastro, beh per me no vale niente - in sé. Non mi dispiace neanche, è solo così. Sto parlando con te, una persona, che può dirmi cose interessanti. Infatti ti rispondo e continuo il dialogo. Altrimenti l'avrei già interrotto, no? Ma NON ESISTE al mondo qualcosa che possa "dare valore a prescindere" a quello che una persona mi dice. Non c'è dio, non c'è re, non c'è principe né signore.

"Aldilà delle mie intenzioni – motivate dal sincero interesse nei confronti del tuo metodo di adattamento –, lascio che siano gli altri"

Ok, sì...

poi SE vorrai tornare al TUO esempio che IO ho elaborato e tu NON hai contrelaborato, sono qui.

Se vuoi, se puoi, se ti va.

Se no, non fa nulla.

Sono qua.

Fino ad allora, il tuo giudizio per me vale *meno* di nulla, mi spiace.

Perché con tutta la tua (presunta e sbandierata) formazione, a richiesta di confronto, ti comporti da perfetto pusillanime fanfarone. :-(

Modificato da Shito
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Salve, cercherò di essere chiaro con questo messaggio e di arrivare subito al punto: il mio nome è Piermatteo ed oltre ad essere un fan di Evangelion e fan del primo adattamento arrivato su MTV, sono anche uno studente in un'accademia di belle arti. Durante il mio percorso di studi, non importa quale materia, sono riuscito a far mio il più grande insegnamento di sempre: "essere aperti al feedback e saper accettare le critiche, purché costruttive". Con questa premessa un po' off-topic direi di iniziare.

Quando fu annunciato il riadattamento della serie per Netflix, avevo grosse aspettative. Certo, magari sarebbe risultato alienante in un primo momento, ma è ovvio vista la popolarità di quell'adattamento tra i ragazzi della mia generazione (e di molte altre), e riposi un minimo di fiducia. Fiducia che, ahimé è andata alle ortiche qualche giorno fa. Non conosco il signor Cannarsi e dopo alcune risposte in questo thread ed il suo modo di porsi, ne faccio volentieri a meno. Tuttavia riprendo il mio discorso introduttivo per esprimere un mio pensiero: se un prodotto è difettoso, è difettoso. Non c'è alcun ragionamento da studiato che tenga, e bisognerebbe farsi un bel bagno di umiltà e capire dove si sta sbagliando.

Questo nuovo adattamento fa acqua da tutte le parti, ed il metodo con cui è stato portato alla luce mi fa pensare che l'autore non solo abusi in maniera maniacale di google traduttore (parlando anche di altre perle come un certo "Dio Bestia"), ma dimostra anche una presunzione e senso di superiorità nei confronti dell'autore originale e volersi mettere al di sopra di esso. Un adattamento dovrebbe rendere il significato di un'opera comprensibile, non chiuderne ancora di più la barriera d'entrata e renderla accessibile ad una schiera elitaria di gente che apprezza un linguaggio "confusionario che cerca di essere forbito", perché ovviamente qualunque persona con del sano buon senso dovrebbe sapere che "però quanto a te, quanto a quel che non puoi fare che tu, per te qualcosa da fare potrebbe essere" è una frase che non sta né in cielo né in terra.

Infine, tapparsi le orecchie e ignorare qualsiasi critica che non arrivi da una persona senza nickname è (e scusatemi se sono volgare), una puttanata. Perché ok esistono i troll, l'internet (o direi "meme" per essere più precisi) culture pullula di gente del genere, ma esistono anche delle eccezioni e questo thread mi sembra pieno di quest'ultime.

Detto questo, io la mio opinione l'ho lasciata, magari non in un linguaggio più "studiato", ma ho comunque cercato di contribuire alla discussione (o forse no).

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Gualtiè... Perdona il tono colloquiale. Ma che contro-elaborazione vorresti? Sono 19 pagine che ci giriamo attorno, saltando di palo in frasca. Continui a rimescolare le carte in tavola, rimodulando il senso di quanto esprimo. Il pedigree formativo, come lo chiami tu, non è un biglietto da visita. È un'attestazione di ciò a cui mi sono dedicato, il che non implica affatto che io sia un luminare o che le mia parole siano affidabili per principio. Ma di cosa stiamo parlando? È questo un modo maturo di condurre una discussione? Io sono veramente allibito.

Mi sono contraddetto e ho voluto rispondere ancora una volta, ma mi è sembrato doveroso farlo. Tutto quanto può essere opinabile, ma assicuro a tutti che l'ultima delle ragioni che motivano quanto scrivo è da ricondurre al puro esibizionismo accademico. Che non diventi un metro utile a misurare la pregnanza dei miei interventi. Detto ciò, col massimo della cordialità ringrazio anche chi ha reso possibile questo scambio e chi lo ha arricchito facendomi riflettere su ulteriori aspetti critici.

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2 minutes ago, Piermatteo said:

Infine, tapparsi le orecchie e ignorare qualsiasi critica che non arrivi da una persona senza nickname è (e scusatemi se sono volgare), una puttanata. Perché ok esistono i troll, l'internet (o direi "meme" per essere più precisi) culture pullula di gente del genere, ma esistono anche delle eccezioni e questo thread mi sembra pieno di quest'ultime.

Detto questo, io la mio opinione l'ho lasciata, magari non in un linguaggio più "studiato", ma ho comunque cercato di contribuire alla discussione (o forse no).

Difficile dire che qualcuno si stia "tappando le orecchie2 quando risponde a quel che gli si dice, ti pare?

La frase che grassettavi, piuttosto, è stata elaborata già a lungo nel thread. Buona ricerca, se ti interessa. :-)

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21 minuti fa, Thedanish ha scritto:

«Dovrei perché tu hai fatto questa lista di nomi e quindi io dovrei implicitamente sentirne l'altisonante autorevolezza. Non è così. Son pensatori che hai trovato TU PERSONALMENTE validi? Perché? I loro nomi in quanto tali non mi invogliano neppure ad approfondirli, come ho invece approfondito tanti altri pensatori ed eruditi del passato». Tu sottostimi costantemente, mancandomi di rispetto, la mia formazione; ti invito a non venderla come sfoggio di erudizione, questo non è. Non ho nominato fin qui nessun particolare filone di pensiero, sposandone in toto – come tu vorresti far credere – la causa, te ne sei accorto? Ti ho fornito spunti. Mi auguro che qualche utente più disponibile ad accogliere nuove prospettive possa trovarli interessanti. Infine – come già detto – manchi di rispetto a chi cerca di adottare un atteggiamento di indagine (in merito ai fatti sociali del linguaggio, in questo caso) cauto, sensibile e dialettico.

Aldilà delle mie intenzioni – motivate dal sincero interesse nei confronti del tuo metodo di adattamento –, lascio che siano gli altri lettori a giudicare la serietà dei miei interventi e della conversazione nel complesso. A te sembra proprio non interessare, dato il tenore delle tue repliche. Buon proseguimento Gualtiero. E buon lavoro soprattutto – fin qui, è stato purtroppo mediocre.

Spero che queste parole riescano a raggiungere in qualche modo il traduttore facendolo riflettere e migliorare.

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4 minuti fa, Shito ha scritto:

Difficile dire che qualcuno si stia "tappando le orecchie2 quando risponde a quel che gli si dice, ti pare?

La frase che grassettavi, piuttosto, è stata elaborata già a lungo nel thread. Buona ricerca, se ti interessa. 🙂

Il risultato della lunga elaborazione non è stato che si tratta effettivamente di un errore, almeno per come è stata doppiata?

Pagina 42 del topic circa.

Modificato da Jupiter00
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2 minutes ago, Thedanish said:

Gualtiè... Perdona il tono colloquiale. Ma che contro-elaborazione vorresti?

Quella alla MIA contrargomentazione la TUO esempio puntuale.

IO ho detto che il tuo esempio di traduzione fosse misero, e ho contragomentato punto su punto. Anche Sirtao ha condiviso le critiche, mi pare, e  tu non hai più contrargomentato salvo alludere alle cose "che dovrei capire da solo", "per non mancare di rispetto", questo genere di retorica elusiva. Ma quando mai?

Il tono colloquiale è gradito, anzi :-)

"Mi sono contraddetto e ho voluto rispondere ancora una volta, ma mi è sembrato doveroso farlo"

Non ne dubitavo. Avanti così. :-)

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26 minuti fa, Thedanish ha scritto:

«Dovrei perché tu hai fatto questa lista di nomi e quindi io dovrei implicitamente sentirne l'altisonante autorevolezza. Non è così. Son pensatori che hai trovato TU PERSONALMENTE validi? Perché? I loro nomi in quanto tali non mi invogliano neppure ad approfondirli, come ho invece approfondito tanti altri pensatori ed eruditi del passato». Tu sottostimi costantemente, mancandomi di rispetto, la mia formazione; ti invito a non venderla come sfoggio di erudizione, questo non è. Non ho nominato fin qui nessun particolare filone di pensiero, sposandone in toto – come tu vorresti far credere – la causa, te ne sei accorto? Ti ho fornito spunti. Mi auguro che qualche utente più disponibile ad accogliere nuove prospettive possa trovarli interessanti. Infine – come già detto – manchi di rispetto a chi cerca di adottare un atteggiamento di indagine (in merito ai fatti sociali del linguaggio, in questo caso) cauto, sensibile e dialettico.

Aldilà delle mie intenzioni – motivate dal sincero interesse nei confronti del tuo metodo di adattamento –, lascio che siano gli altri lettori a giudicare la serietà dei miei interventi e della conversazione nel complesso. A te sembra proprio non interessare, dato il tenore delle tue repliche. Buon proseguimento Gualtiero. E buon lavoro soprattutto – fin qui, è stato purtroppo mediocre.

 

MODERAZIONE

 

e' fin troppo palese che stai abusando del tempo e della disponibilita' del tuo interlocutore per dileggiarne ormai a priori direi la stessa esistenza, non fornendo alcuno spunto di qualche natura interessante se non a dar gran voce al TUO punto di vista personale.

Niente di male nell'esporre il proprio punto di vista, ma appunto trattandosi di punti di vista differenti, abbiamo superato di gran lunga la soglia del muro contro muro, e questo non arricchisce lo scambio dialettico oramai isolato dal contesto del topic in essere, oltre a far perdere tempo e voglia di seguire la discussione.

SE l'intento e' quello di parlare dell'adattamento in topic, ben venga, se si tratta come da diversi scambi e' palese di fare il punto sulle proprie posizioni, suggerisco, ove entrambi vogliate farlo ovviamente (cosa del resto insita nel 'suggerire', anche se ne rafforzerei la lettura) di scambiarvi piu' o meno velati insulti in privato, in quanto ad un'utenza normale di tutto cio' davvero poco cale.

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