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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)

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12 minuti fa, Shito ha scritto:

È il "paragrafo' sullo Studio Gubli, e le citazioni rimandano a pubblicazioni a frima Suzuki Toshio, indi di prima mano.

Il fatto curioso è che mentre cercavo documentazione per la mia domanda avevo trovato appunto questo discorso di Suzuki ad Annecy per il decennale Ghibli: nella pagina "Ghibli: a start" sembra di intendere che la fondazione sia opera di Miyazaki e Takahata insieme, pur senza che lo si dica esplicitamente. :giggle: Credo poi che questa sia stata una fonte per Wikipedia - andando alle pagine successive c'è un paragrafo sul "bar" dello Studio che è copiato praticamente pari pari sulla Wiki italiana, non so se su quella inglese.

(P.S. Poi a un certo punto Suzuki afferma che "Pioggia di ricordi" è stato diretto da Miyazaki: il traduttore ha confuso "prodotto" e "diretto" e l'ha fatto inconsapevolmente sbagliare in pubblico?)

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21 minutes ago, Shito said:

di cui non ricordo il titolo inglese

Dovrebbe essere:

Mixing Work with Pleasure: My Life at Studio Ghibli - Hardback NEW Toshio, Suzuk

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Avevo completamente dimenticato di averlo preordinato. Ed avevo per puro caso dei soldi sulla prepagata che uso online. E niente, mi è arrivata la notifica di consegna e mi son ritrovato Fireworks a casa :giggle: Tra l'altro lo volevo, quindi ben venga. Per il prezzo a cui l'ho preordinato, poi... Qualche foto dell'edizione AF di seguito. Niente di che, giusto cartoncino per il Blu Ray ed un booklet. Però mi piace lo stile

 

large.IMG_20200208_103957.jpg.92f8394103c574578e205a1b5f9c5750.jpglarge.IMG_20200208_103941.jpg.ec05ff65966fd850352f508cd14b98b9.jpglarge.IMG_20200208_103933.jpg.b1d393b681cb5c8a4b53b50da7a4e891.jpglarge.IMG_20200208_103916.jpg.183bc010923bd78e5144ec48fdcc940d.jpg

 

 

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Guarda che è un titolo Lucky Red. Anime Factory distribuisce e basta.

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Preso il BD di Fireworks ('sti titoli internazionali...) o Uchiagehanabi. Edizione nella media, amaray dentro cartoncino e Booklet di 32 pp.(quest'ultimo carino, devo dire). Extra: trailer originale sottotitolato.

Riguardo al film in sé, l'ho visto. Il doppiaggio non sembra male, ma non ho ancora visto/sentito l'originale, cmq Sara Labidi mi pare diventi sempre più brava (dopo Maquia e la

pur imperfetta performance su Asuka ). La trama del film è piena di robe e riferimenti: da Stand by me (il film) a Kakeru Shoujo a Chihiro e Sen a KOR (carina l'analisi del buon Garion

presente nel Booklet^^) e altro che ora non mi viene in mente (anche Beautiful dreamer, le 'Sliding doors'). È un rifacimento animato di un Live Action novantino, con diverse modifiche e soprattutto

il solito stile Shaft. Ottime le animazioni, splendido il ChaDe di Watanabe (specie la protagonista Nazuna, davvero curata, anche se ricorda Senjougahara di Bake), belle musiche.

OCIO, SPOILER!

Qualcosa nella trama non mi torna. Dalla sfera di vetro in mano al padre di lei quando lo si vede morto nel flashback, ai comportamenti contraddittori di Yusuke, l'amico del

protagonista Norimichi, quando capita che il tempo venga 'riavvolto'), ma, a parte i dettagli, è una bella storia di crescita di due ragazzi che provano a fuggire dalla realtà rifugiandosi

in mondi fittizi derivati da desideri basati sull'"IF...". Se potessimo tornare indietro, quali decisioni prese in passato cambieremmo?

Anche la storia d'amore è carina e delicata, anche se le 'basi' del rapporto tra i due vengono quasi 'date per scontate'.

Mia interpretazione del finale: alla fine i due ragazzi decidono di smettere di fuggire e di rinunciare al loro 'beautiful dream', tornando alla realtà ma scambiandosi

la promessa di ritrovarsi e 'rifare tutto'. Nella scena finale vediamo il banco di Nazuna vuoto (probabilmente si è trasferita con i suoi?) e Norimichi mancare

all'appello... Significa che lui è partito per ritrovarla? D'altronde la scena precedente al bacio sott'acqua vedeva Norimichi stesso afferrare una scheggia dell'ipotetico

futuro con Nazuna, che però sembrava virare verso l'ipotesi dell'improbabile (sono due tredicenni circa) fuga d'amore. Chissà...

Cmq bel film, lo avrei visto volentieri in sala.

 

 

 

 

Edited by Den-chan

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L'aggiunta posticcia e forzosa dell'elemento (e gadget) SF, figlio obbligato dello spirito del tempo che impone pure di passare da ragazzini a ragazzi, rovina la trama originale esattamente come accadeva per TokiKake, di cui questo nuovo Uchiagehanabi è un maldestro tentativo di bissare il già fortunoso più che virtuoso successo.

 

Tutto qui. Povero Iwai Shunji.

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Tokikake l'ho apprezzato un po' più di questo (anche solo per i disegni^^) che trovo cmq gradevole (poi amo lo stile Shaft, e infatti a livello visivo lo avrei visto volentieri in sala).

Certo non si raggiungono chissà quali livelli; peraltro credo si volesse 'cavalcare l'onda' di Kimi no na wa, uscito l'anno precedente.

Edited by Den-chan

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Il classico bildunsroman della crescita del fanciullo, traghettato dal rito di passaggio della scelta della coetanea la cui vita e sofferenza sono ineluttabilmente due passi avanti al pretendente maschietto, avrebbe meritato di meglio che lo stile erogee.

Povero Iwai Shunji. E io che pensavo che già Marnie fosse rancido...

Edited by Shito

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Mi sa che lo stile Shaft non faccia per te^^ (ho letto dei fastidi -che pure comprendo- che avevi provato anche guardando MadoMagi).

Cmq dalle interviste presenti nel Booklet sembra che Iwai sia stato attivamente coinvolto nella produzione, fornendo molte idee.

Come ho già detto, non siamo certo a livelli altissimi, ma tant'è...

Concordo su Marnie, IMHO il peggior Ghibli.

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ohibò visto oggi totoro.

è un film nostalgico? dalla città alla campagna, dove ci stanno solo cose genuine, sane e belle...

in ogni caso mi è sembrata una storia che viaggia su due binari in parte separati, ovvero quello emotivo e quello della storia in sè (scritti in ordine di importanza).

il binario emotivo è un aspetto che cresce con il procedere ed è solidamente sostenuto dall'estetica, sia essa concentrata sugli atteggiamenti dei personaggi o sull'ottimo sense of wonder che deriva dalla scena nella sua completezza; la storia dei bambini e di un momento particolare della loro vita è molto lineare, viene descritta senza retorica ed è quindi sincera. in sostanza la loro è una vicenda tutto sommato comune ma grazie alla componente fantastica acquisisce un certo tipo di valore. i disegni, dalla caratterizzazione dei personaggi ai fondali, sono straordinariamente efficaci e c'è una deliziosa attenzione per i dettagli (polvere, ginocchia imbrattate, gocce che colano sulle foglie, giochi con la "morbidosità" dei corpi ed altro... l'unico che ho trovato anomalo e che risalta proprio per la notevole importanza data a questi fattori è la mancanza di rimbalzo della pioggia sulla famosa scena dell'ombrello alla fermata dell'autobus).

sul versante della storia in sè, o meglio come si sviluppa, si poteva fare di meglio. per un'ora la storia procede in una direzione, quella della scoperta degli spiriti e quanto sono belli, della loro "casa" e si pone il dubbio che possa essere frutto dell'immaginazione; con l'ultima mezz'ora scatta qualcosa, ed inizia il momento nel quale i due binari d cui sopra non viaggiano più parallelamente: telefonata dall'ospedale, mei si perde, corse prolungate della rorellona come uno sprinter dopato, panico al villaggio e vecchietta con ciabatta alla mano in procinto di collassare dentro al lago, ricerca disperata e quindi l'elemento risolutore sia per le bambine che per lo spettatore: il gattobus.
manca equilibrio tra le due parti, nel senso che serviva un elemento di transizione in mezzo.

ad essere onesti vista la nomea che si è fatto questo film e le lodi sperticate mi aspettavo un po' di più.

questione doppiaggio.

tanto lo so che laggente leggerà solo questa parte visto che ormai tutto il resto è diventato un extra.

beh, le voci sono ottime e così pure la prova del cast. forse la voce della nonnina ormai è sterotipata; ti aspetti di sentire quella voce ogni volta che in un anime compare un'anziana.

sui testi non ho granchè da dire anche perchè i personaggi parlano poco; mi concedo un contorto "viene a piovere" ed un dubbio sui vari 'tipo' e 'come' ma per il resto fila tutto liscio.

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Ciao Roger, ho letto il tuo commento. È bello leggere un commento al film. :-)

Sulla questione della fuzionalità della struttura del film non dirò nulla, perché non me ne intento proprio. Vorrei solo buttarti lì qualche elemento per la tua comprensione delle cose. Sarò stenografico (spero) perché magari sono tutte cose che sai già. Per contro so che tu hai un certo tipo di interesse, quindi magari ti interessano.Qualsiasi replica sarà comunque la benvenuta.

Il film era un progetto da lungo cullato da Miyazaki Hayao. Sin dai tempi di Heidi, quando si massacrava per disegnare quello che poi dirà sempre "il capolavoro di Pakusan" e "il periodo più bello della mia vita", i due si rammaricavano di non poter ambientare la storia in Giappone. Come forse saprai, ancora ai tempi di Kaguya lo stesso Takahata ancora riprenderà questo tema. Con Totoro lo fece per primo Miyazaki. E Takahata Isao considerava Totoro il miglior film di Miyazaki.

Saprai di certo che il film uscì in double-feature con Hotaru no Haka. In realtà, il progetto era stato respinto già più volte, e alla fine Suzuki riuscì a farlo accettare con la famosa scommessa del "uno più uno fa tre", grazie all'opportunità dell'interesse della Shinchousha.

Ovviamente Miyazaki entrò subito in competizione con Takahata. Takahata allungava il suo minutaggio perché è Takahata, Miyazaki per non essere da meno di Takahata. Può darsi che ci sia eredità di ciò. Anche lo sdoppiamento della protagonista giunse solo dopo un bel po', infatti nella locandina c'è ancora la protagonista unica originaria.

La "sfida" che posero i due registi era quella di fare film animati ambientati nel Giappone del vicino passato – in pieno anime boom, capisci. Il 1988 è l'anno di Top wo Nerae!, Satsuki ha la stessa doppiatrice di Takaya Noriko (Hidaka Noriko), che poi avrà la locandina di Totoro in stanza.

Notoriamente, il film Tonari no Totoro presenta un Giappone cinquantino del tutto idealizzato da MIyazaki. Questo era ben noto in Giappone, ai tempi, e parte della critica nazionale criticò l'autore per questo. Lui arrivò a giustificarsi dicendo che non sa fare storie in altro modo, e che se avesse fatto una storia realistica, con le due bimbe che subiscono i rimbrotti di una vecchietta arcigna e non fanno che piangere, "quello sarebbe stato un film di Takahata".

Più significativamente, dapprima la scena del "crollo" di Satsuki non c'era. Lo staff era convinto che la bambina fosse davvero troppo ideale e perfetta, e alla fine fu Suzuki a portare questo dubbio a MIyazaki. "Non esistono bambini così!". Miyazaki rispose  "No, almeno uno è esistito!". E Suzuki: "Chi?" MIyazaki: "Io!". questo scambio riporta molto al "famoso" discorso di "Un maiale su un milione" che Miyazaki ebbe con un altro regista in fase di progetto di un film basato su una sua storia breve illustrata, che poi non si fece perché finirono a litigare (ma pezzi ne restano in Cagliostro , Laputa e Porco Rosso). in questo caso, invece, Suzuki ottenne il risultato: il "crollo" di Satsuki che innesca la crisi. Miyazaki gli disse poi: "Ecco, l'ho fatta piangere, contento?"

Come saprai Totoro, quello grosso, è la fanciullesca idea di un gigantesco gatto selvatico (yamaneko) che Miyazaki si era immaginato da bambino leggendo "Il gatto selvatico e le ghiande" (Yamaneko to Donguri), di Miyazawa Kenji. La stessa immagine, proprio felina, era dapprima stata usata da Miyazaki per il mononoke (spettro) dell'originale racconto illustrato Mononoke Hime, primo abbozzo di jidaigeki che Miyazaki pure aveva la fissa di realizzare. Dovendolo riutilizzare otto anni dopo per un altro film, la figura felina venne poi ibridizzata con quella di una civetta. Le ghiande invece restano, come estano pure nella "Repubblica delle ghiande" (Donguri Kyouwakoku), la catena di negozi di merchandise Ghibli. Il gatto, beh, c'è anche il Gattobus. Che Miyazaki pensò di rimuovere, perché "esagerato". Suzuki gli consigliò di tenerlo. Sappiamo come andò.

Varie citazioni di opere di letteratura per l'infanzia, anche occidentale, sono presenti nel film - forse a rimarcare la lunga incubazione dell'idea (Miyazaki all'università era iscritto al club della letteratura per l'infanzia, "quanto di più simile ai manga si trovasse").

---

Personalmente Totoro è il film di Miyazaki che riesco ad apprezzare meno di tutti, da un punto di vista di contenuto. Artisticamente è spendido, si capisce.

Sul doppiaggio non dirò nulla, perché hai detto bene tu.

Solo, riprendendo quel che dicevi tu su "venire a piovere" ho trovato questo:

https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/su-questa-risposta-non-ci-viene-a-piovere/1395

e questo:

https://www.achyra.org/cruscate/viewtopic.php?t=5824

 

Dunque il sito della Crusca lo considera un substandard non diatopicamente connotato.

 

Di mio l'ho sentito abbastanza normalmente sia nella vita reale che nella finzione (letteraria), ma con una connotazione specifica: quando, guardando il cielo, l'incombere di nuvole piovose minaccia imminente arrivo di pioggia. Ovvero, a differenza della Crusca, non avrei mai pensato di estendere quel costrutto all'imminenza in quanto tale, ma l'avrei detto proprio legato all'incombere, al venire avanti delle nubi minacciose. :-)

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Intervista a Shito. Siccome si parla parecchio -ma non solo- dei Ghibli credo si possa mettere qui.

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Interessante, grazie.

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On 3/30/2020 at 11:34 PM, Shito said:

Miyazawa Kenji

ah.

no questo non lo sapevo, e mi fa ricordare che è un peccato che certi adattamenti animati delle sue opere siano inediti in italia. visto cosa sono i film 'una notte sulla ferrovia galattica', 'la primavera di kenji' e 'la vita di guskou budori' poteva essere un nome da recuperare proprio in concomitanza di alcuni film ghibli. amen.

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Sono specialmente lieto che tu abbia detto di "Una notte sulla ferrovia galattica", con questo preciso titolo. :-)

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