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Yamato Video - News


Roger

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A tal riguardo: Raggio Fotonico o Beam Fotonico?

Più in generale: Beam o Raggio?

Quando la formula è mista, la traduci. Quanto a beam, ad essere precisi sarebbe "fascio".

Certo, non oso immaginare le reazioni qui nel pchan a sentire Koji urlare "fascio fotonicooo"  :°_°:

 

 

Che domande...

 

:fash1:  :fash1:  :fash1:  :fash1:  :fash1:

 

:°_°:

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A me leggere certi discorsi mette sempre molta tristezza. Un po' perché è come ascoltare un vecchio che vaneggia, un po' perché davvero percepisco una volontaria ignoranza di fondo sia sul panorama odierno, sia su quello passato che ci si ostina a esaltare. Non sono certo le parole di un appassionato d'animazione, ma quelle di chi ha ricevuto un certo imprinting e che ironicamente altri non è se non uno di quelli che ha mangiato tutto quello che gli veniva messo nel piatto all'epoca. Manca completamente l'onestà di ammettere essere focalizzati solo sul passato perché non si ha nemmeno provato a buttare un'occhio al presente, dove le produzioni di qualità ci sono, eccome se ci sono, ma vengono spesso ignorate perché non hanno quello o questo grande nome che ci lavora. 

È un po' il motivo per cui dopo la visione di Si alza il vento mi sono ritrovato a pensare "Ah, finalmente l'epoca di Miyazaki in Italia è finita". Ma non perché non mi piaccia, quanto perché trovo proprio frustrante che se un film d'animazione giapponese non abbia il suo nome dietro rischi di non essere minimamente considerato. Certi grandi autori e certi grandi titoli hanno fatto il loro tempo, è giusto e sacrosanto che vengano apprezzati, ma non che per questo si arrivi a denigrare e ignorare tutta quella produzione attuale che merita tanto quanto quella di una volta. Questo vale più per i film cinematografici, ma spesso anche per le serie televisive.

Quindi io, da appassionato d'animazione che vive nel presente, voglio davvero sperare che queste operazioni rivolte ai nostalgici facciano divertire le persone a cui sono rivolte e lì esauriscano il loro scopo. Ci siamo già bruciati anni di animazione per com'è stato condotto il mercato in Italia, ora che si vede un piccolo spiraglio di luce quello che serve non è certo qualcuno che ci riporti sul fondo del barile.

I tempi sono cambiati, il pubblico è cambiato. Punto. Non "in meglio" o "in peggio". Servirebbe semplicemente rendersi conto che, se si vuole apprezzare anche ciò che l'epoca contemporanea ha da offrire, basterebbe togliersi le girelle dagli occhi. O almeno evitare filippiche, non credo sia chiedere troppo.

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[cut]

 

I tempi sono cambiati, il pubblico è cambiato. Punto. Non "in meglio" o "in peggio". Servirebbe semplicemente rendersi conto che, se si vuole apprezzare anche ciò che l'epoca contemporanea ha da offrire, basterebbe togliersi le girelle dagli occhi. O almeno evitare filippiche, non credo sia chiedere troppo.

 

Invece stai chiedendo proprio l'impossibile. La gente in cima, quella che controlla e sceglie i progetti editoriali home video e' condizionata dalla girella. Sono proprio loro gli incapaci. Incapaci di guardare al presente e rendersi conto che ci sono anche al giorno d'oggi notevoli opere di animazione. Certo occorre educare il pubblico. Ma questo non lo fanno. E allora si rifugiano nella sola cosa che sanno, prodotti di infima qualita' figli di un epoca in cui il prodotto anime veniva trattato e venduto al chilo alle tv locali.

 

La salvezza per chi ama l'animazione oggi sono le soluzioni legali in streaming. Si anche quelle che trattano l'italiano a pene di segugio. Perche' e' soltanto li', tra i netflix, crunchyroll, funimation, etc... che si trova l'animazione moderna trattata piu' o meno con rispetto. I fan di animazione italiani (quei pochi che ci sono) o aspettano che 1 opera venga pubblicata da Dynit o YV (qui l'apriorismo ultimate quality e' sempre d'obbligo) ogni morte di papa, o comprano all'estero o vanno di streaming. Ad ogni modo agli editori italiani (per mancanza di capitale, per mancanza di coraggio, per mancanza di investimenti nel presente/futuro) non gliele frega piu' un cazzo dell'animazione. Solo girella per girellici. E quando non e' possible si girellizza pure opere che niente hanno a che vedere con il passato cfr Saint Seiya il film in CG. 

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Poi tirandosela in quel modo come se Yamato fosse la saldatrice della patria. che cazzo hanno fatto di così grandioso? Girelle ammuffite a nastro e quel poco che hanno di nuovo rimandato alle calende greche, senza RCS a salvargli il culo erano già morti che ha quindi da pontificare?

 

Poi dice che ormai i nippo sono così stupidi che mangiano anche la merda, allora com'è che Shirobako va oltre le ottomila copie mentre Glasshit non se l'è inculcato nessuno? Dovrebbero vendere tutti allo stesso modo no? Tanto non sanno distinguere...

Modificato da Alex Halman
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A me leggere certi discorsi mette sempre molta tristezza.

 

(...)

 

È un po' il motivo per cui dopo la visione di Si alza il vento mi sono ritrovato a pensare "Ah, finalmente l'epoca di Miyazaki in Italia è finita". Ma non perché non mi piaccia, quanto perché trovo proprio frustrante che se un film d'animazione giapponese non abbia il suo nome dietro rischi di non essere minimamente considerato. Certi grandi autori e certi grandi titoli hanno fatto il loro tempo, è giusto e sacrosanto che vengano apprezzati, ma non che per questo si arrivi a denigrare e ignorare tutta quella produzione attuale che merita tanto quanto quella di una volta. Questo vale più per i film cinematografici, ma spesso anche per le serie televisive.

 

Invero a me invece mette allegria (non nel senso di facezia, nel senso di "animo che si solleva") leggere controcommenti come il tuo. Te ne ringrazio.

 

C'è da dire che sto leggendo più interventi assennati e intelligenti ora, in risposta a quell'intervista (che però non ho letto), che a commento di molti anime. Una riflessione.

 

Detto questo, sottoscrivo quel che dici, sai?

 

Ripensando a "Si alza il vento", mi sono reso conto di quanto sia l'opera di un vecchio otaku, un otaku vecchio. Per quanto l'epoca in cui M. pone la sua storia fosse dura, e per quanto ci sia una vera volontà di onestà di indagine (credo si veda), sento comunque una malcelata nostalgia per i "bei tempi antichi PRIMA della mia nascita", che possono essere idealizzati proprio perché NON conosciuti in prima persona. Il personaggio del "finto Jirou" è umanamente molto bello nei suoi limiti (da otaku), nei suoi talenti (da otaku), nelle sue meschinità (da otaku), in questo senso il film è davvero un gran successo di proiezione dell'autore, che ha messo in mostra il meglio e il peggio di sè. Ma qui davvero si chiude l'opera di quell'autore, ed è fantastico. E' una cosa grandiosa, e compiuta. Se si leggono i due libri che citavo "Punto do partenza" e "Punto di svolta", davvero si potrebbero considerare i film da Howl in poi come "Punto di arrivo". Come appassionati di animazione, credo dobbiamo celebrare Miyazaki Hayao per aver persistentemente lavorato e insistito per indagare il ruolo e i modi creativi dell'animazione (giapponese), avewndo inseguito e direi raggiunto la sua visione.

 

Il che NON esaurisce il tempo e NON esaurisce l'animazione giapponese.

 

Ne diceva bene Godai. Ogni tempo ha il suo spirito, e ha i suoi interpreti.

 

Il che NON vuol dire che allora tutto il contemporaneo sia bene solo perché "è contemporaneo". Significa che l'onestà del giudizio critico deve esserci verso il vecchio, verso il nuovo, e partendo dal presupposto che il vecchio è il vecchio e il nuovo è il nuovo.

 

Non sono un esperto di animazione giapponese contemporanea. Ma ci sono cose che ho trovato davvero, davvero interessanti. Sono certo che ne troverei anche altre.

 

In risposta a un certo tipo di mentalità, ripeto quello che dissi a una conferenza:

 

"Non credere di essere stato l'unico ad avere avuto un'infanzia. Non credere che la tua infanzia sia poi così speciale. Tutti hanno un'infanzia e tutte le infanzie sono speciali per chi poi le ricorderà. Anche in questo momento qualcuno sta vivendo la sua infanzia, e non sei tu. Se tu sei adulto, più che pensare all'infanzia che hai avuto tu, pensa a chi sta vivendo la sua infanzia ora, e abbine responsabilità. Perché ora l'adulto sei tu, ricordatelo."

Modificato da Shito
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Se si leggono i due libri che citavo "Punto do partenza" e "Punto di svolta", davvero si potrebbero considerare i film da Howl in poi come "Punto di arrivo". Come appassionati di animazione, credo dobbiamo celebrare Miyazaki Hayao per aver persistentemente lavorato e insistito per indagare il ruolo e i modi creativi dell'animazione (giapponese), avewndo inseguito e direi raggiunto la sua visione.

 

sì ma vedi, non tutti vivono per miyazaki e le sue opere. non almeno fino a questo punto, andando a farne un'analisi per conoscere l'autore e non per valutare ciò che esse sono a sè stanti, in quel determinato momento della vita di tutti (pur se si tratta di opere collegate ad un passato, a cui sono debitrici, ma questo è un contesto storico oggettivo).

miyazaki parla di sè e del suo passato, dei suoi hobby, dei suoi pensieri e per questo dovremmo riunirci devotamente in cerchio attorno a lui? sarebbe questo filo invisibile la grandiosità, sovrastante pure il messaggio che quei film veicolano nelle intenzioni, delle sue opere? stiamo parlando davvero di un moderno narciso al quale dovremmo dire grazie, ancora, per fortuna che c'eri tu, sei lo re, i tuoi valori sono patrimonio dell'umanità?

secondariamente, stranamente da almeno un decennio non si fa altro che associare ai lavori di quest'uomo parole come 'capolavoro' ed 'intelligenza'. di deafault. è trendy. perchè è mr miyasan. a me sembra una forzatura, che pur rispettando i gusti altrui il porco rosso di una volta, pur non essendo sostanzialmente, IMO, questo grande film di cui si sentiva la mancanza ma è stato mitizzato, per fare un esempio, dovrebbe indignarsi se accostato a quello scialbo howl. nell'ultimo decennio miyazaki ha attraversato una parabola discendente ma non la si vuole proprio vedere. è come la girella.

questo mi fa pensare che pure noi in realtà ci mangiamo la nostra bella merda (non tanto in riferimento a miyazaki, però ci finisce in mezzo per questioni concettuali) solo perchè c'è una bella etichetta colorata sopra e c'è una moda che ha fatto presa. è questp l'educare di cui si parla?

quale sarà il nostro, come spettatori comuni, prossimo idolo dell'animazione giapponese? eh sì, perchè senza un leader non si tira avanti. ormai otomo ce lo siamo fumato e la coppia shirow/oshii è troppo complicata, nonchè associata ad un unico film che ha fatto storia. takahata? non durerebbe abbastanza. e allora ripigliamoci pure toriyama.

ma ho un'idea vincente: hideaki anno, e facciamogli fare quello che faceva miyazaki. diciamolo a tutto il mondo. creiamo una continuità.

questo è quello che percepisco come spettatore occidentale, lasciando per un secondo momento tutta la cattiveria che penso sui film giapponesi interamente in CG realizzati perchè altri (disney) ne realizzano ed hanno successo.

 

back IT: i tanto acclamati robottoni, che non sono nemmeno molti, prima o poi finiranno. poi che succederà?

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@ Roger : e' vero che vi e' stata una mitizzazione dell'uomo Miyazaki e della sua opera. Ogni volta che una notizia sui suoi film viene pubblicata su animeclick tutti a gridare al miracolo, al capolavoro etc... Io l'ultimo film di Miyazaki l'ho bocciato. I motivi razionali che mi hanno spinto a dare un giudizio negativo del suo film mi hanno portato decine e decine di pollici rossi su animeclick. Miyazaki ha creato qualche capolavoro e poi molti film mediocri. Non credo sia un crimine dirlo ad alta voce. Ma si sa, una volta ricevuto un oscar e un leone d'oro la sua opera diventa del tutto intoccabile.

Che si vuole fare ? Anche in Giappone eh la gente va/andava a vedere i film dello studio Ghibli non in quanto film dello studio Ghibli ma in quanto film di Miyazaki. Anche questo non e' una forma di girellismo estremo ? Basta vedere le critiche quando escono film di animazione che non hanno il "character design" di Miyazaki o che sono in qualche forma piu' realisti come "La collina dei papaveri". O film molto stilizzati come la Principessa Kaguya.

 

Per rispondere alla tua ultima domanda : i robottoni non finiscono mai. Ok Goldrake ce lo siamo tolti di mezzo. Resta Jeeg, Mazinga Z e Grande Mazinga. Poi i vari Daikengo, Daltanious etc.... A forza di grattare puoi andare avanti per anni. Certo resta da vedere se il pubblico tutta questa girella se la mangia senza protestare. 

Modificato da Cobra
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sì ma vedi, non tutti vivono per miyazaki e le sue opere. non almeno fino a questo punto, andando a farne un'analisi per conoscere l'autore e non per valutare ciò che esse sono a sè stanti, in quel determinato momento della vita di tutti (pur se si tratta di opere collegate ad un passato, a cui sono debitrici, ma questo è un contesto storico oggettivo).

 

Certo. Ovviamente il mio era un discorso da "amante/studioso dell'animazione giapponese", e forse hai ragione nel dire che questo è già troppo/di-più del livello di "appassionato". Nel senso che a me piace, interessa leggere/capire/intendere il ruolo/valore dell'opera di Miyazaki Hayao, regista e animatore, all'interno della storia dell'animazione giapponese, verso la quale si è mosso il suo pensiero e il suo operato.

 

 

 

miyazaki parla di sè e del suo passato, dei suoi hobby, dei suoi pensieri e per questo dovremmo riunirci devotamente in cerchio attorno a lui?

 

Il punto è che la più grande passione di Miyasan è l'animazine stessa. Come scrivevo in altro thread, io per primo sono rimasto anche sorpreso nello scoprire quanto riflettesse, argomentasse, riconsideressa i ruoli, i modi, le finalità del mezzo espressivo "animazione". Poi, nel produrre opere di finzionew, charamente ogni autore non può parlare che del suo, in un modo o nell'altro.

 

 

sarebbe questo filo invisibile la grandiosità, sovrastante pure il messaggio che quei film veicolano nelle intenzioni, delle sue opere? stiamo parlando davvero di un moderno narciso al quale dovremmo dire grazie, ancora, per fortuna che c'eri tu, sei lo re, i tuoi valori sono patrimonio dell'umanità?

 

No di certo.

 

I film valgono per il messaggio che esprimono. La finzione vale per il messaggio che esprime. Se chiedi a me, certo.

 

Anche Miyasan la pensava così, da sempre. Se da un lato la sua inclinazione naturale è fare "opere per bambini, che sollevino l'animo dalle brutture del mondo e siano di ispirazione per i più piccoli", dall'altro si è sempre responsabilizzato perché aborriva le opere prive di significato, prive di un tentativo comunicativo reale. Questa cosa l'ha scritta dritto per dritto, eh, a più riprese. A partire da quando disse:  "con Heidi fummo ambiziosi: volevano fare una serie animata per bambini che NON FOSSE FRIVOLA". Certamente, e qui quoto Ootsuka Yasuo, questa tendenza nasce anche (soprattutto?) dall'incontro con Takahata. Dai tempi di Hos no Daibouken. Ma il risultato è questo strano ibrido di regista-animatore, che come un bambinone ama le cose fighe e divertenti, l'animazione bella e ricca,  ma d'altro canto si dedica alla finalità espressiva e comunicativa delle sue opere artigianali. Credo sia questa sbilanciata alchimia il "segreto del successo" di Miyasan presso il grande pubblico: in un modo o nell'altro permette anche agli adulti di fare escapismo nell'infanzia, nei mondi infantili, ma con un alibi di lusso.

 

Da cui la tendenza superficiale che di seguito tu stesso esprimevi.

Modificato da Shito
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Non credo sia un crimine dirlo ad alta voce. 

Certo che non lo è, sia perché vale il diritto di libera opinione, sia perché è vero.

A me "Si alza il vento" è piaciuto, ma tanti altri film o opere di Miyazaki mi fanno storcere non poco il naso, ad esempio "Kiki consegne a domicilio" o "La Principessa Mononoke" (e qui lo so, mi prenderete tutti a sassate :frown: )

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A me "Si alza il vento" è piaciuto, ma tanti altri film o opere di Miyazaki mi fanno storcere non poco il naso, ad esempio "Kiki consegne a domicilio" o "La Principessa Mononoke" (e qui lo so, mi prenderete tutti a sassate :frown: )

 

 

A me verrebbe piuttosto da parlarne per capire cosa non te ne è piaciuto e semmai vedere se hai colto quello che, a mio modo di vedere, li rende forse i due migliori film dell'autore. :-)

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A me "Si alza il vento" è piaciuto, ma tanti altri film o opere di Miyazaki mi fanno storcere non poco il naso, ad esempio "Kiki consegne a domicilio" o "La Principessa Mononoke" (e qui lo so, mi prenderete tutti a sassate :frown: )

 

 

A me verrebbe piuttosto da parlarne per capire cosa non te ne è piaciuto e semmai vedere se hai colto quello che, a mio modo di vedere, li rende forse i due migliori film dell'autore. :-)

 

Kiki consegne a domicilio compreso?

Non preoccuparti, ti prendiamo a sassate anche senza questa tua ultima esternazione.  8)

Ma volevi fare il simpatico? Non, perché non t'è riuscito neanche un po'.

Modificato da Gurendaiza
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A me "Si alza il vento" è piaciuto, ma tanti altri film o opere di Miyazaki mi fanno storcere non poco il naso, ad esempio "Kiki consegne a domicilio" o "La Principessa Mononoke" (e qui lo so, mi prenderete tutti a sassate :frown: )

 

 

A me verrebbe piuttosto da parlarne per capire cosa non te ne è piaciuto e semmai vedere se hai colto quello che, a mio modo di vedere, li rende forse i due migliori film dell'autore. :-)

 

 

Kiki consegne a domicilio compreso?

 

Soprattutto quello, sì, insieme a Mononoke Hime. I migliori dell'autore. Anche se il primo non è un suo soggetto originale.

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Io ho trovato agghiacciante il discorso sui nomi in inglese. Se mi traduci Rocket Punch lo posso pure accettare, ma Death Shadow no. Allora perché non Falco del Millennio e USS Intraprendenza? :sweatingbullets:

 

quotone. fare dell'italianità (non è un caso se non ho scritto 'dell'italiano') una bandiera di vanto è assurdo. i nomi propri sono nomi propri e tali DEVONO restare.

 

per il resto in parte mi trovo d'accordo su alcuni gusti e noto una certa coerenza accompagnata ad onestà, ovvero: non è che perchè mi trovo a lavorare su un prodotto allora tale prodotto è (e devo dirlo a tutti) bello.

 

però un conto è trovarsi a guidare una F1, un altro è guidare una F1 dopo che il general manager è cambiato ed il collaudatore te l'ha preparata per benino :giggle:

 

questo settore è rimasto addormentato per anni e anni e anni. Si è addormentato nel 2006

 

Tramite il sito web Archive.org è possibile visionare a titolo informativo l'ultimo catalogo rilasciato da Shin Vision nell'anno 2006

 

Diciamo che il mercato è finito in mano a persone che non sapevano fare quello che avrebbero dovuto fare

 

questa è comunque un po' criptica...

 

 

Si riferiva per caso a Colpi? oppure alla nuova Dynit? Certo secondo me Di Sanzo ha molte qualità, ma anche diversi difetti...

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Me piagne il cuore a vede' sulla pagina Facebook di Yamato, tra i commenti al messaggio

 

"Non conosce la paura, né sa il dolore che cos'è...."

più di qualcuno che scrive "Mazinga Z!".

 

Nooooooo! Ma che scrivete a fare se non conoscete i fondamentali? Abbiate il buon gusto di tacere!

Modificato da -Ataru-
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Si riferiva per caso a Colpi? oppure alla nuova Dynit? Certo secondo me Di Sanzo ha molte qualità, ma anche diversi difetti...

 

Sicuramente si riferisce a Corupi. E sarebbe meglio se avesse taciuto,visto che è grazie a mr Hits se ora può bullarsi di lavorare (male) sulle sua amate girelle.Se Colpi non le avesse smollate dopo aver ridefinito le trattative con Toei nel luglio '11, a quest'ora Bassanelli starebbe lavorando su tutt'altro. 

Comunque 'ndo sta la coerenza? Qualche anno fa parlando di Shin Vision (allora già defunta) disse che non avevano potuto proseguire  coi loro progetti perchè "non ce l'hanno lasciato fare" (chi? il pubblico che non compra? gli investitori che non esistono? CHI?!?!) .E adesso sputa su chi si è ritrovato nella medesima situazione dopo di lui,che tristezza. Si sperava che questi siparietti fossero finiti per sempre,soprattutto ora che la vecchia guardia della concorrenza non esiste più. E invece no. Me lo immagino il GSL che gongola.... Ma che cazzo gongolate,che state pubblicando nebbia da vedere e rustichella da ascoltare?!? 

Non oso immaginare cosa combineranno con Ashita No Joe e il Giant Robo,se le prospettive devono essere quelle che propone lui. 

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Me piagne il cuore a vede' sulla pagina Facebook di Yamato, tra i commenti al messaggio

 

"Non conosce la paura, né sa il dolore che cos'è...."

 

A me s'avvelena l'animo per il congiuntivo mancante.

 

Enunciato oggettivo con reggente negativa -> congiuntivo nella subordinata.

 

"Non sa che cosa sia il dolore".

Modificato da Shito
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