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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

Messaggi raccomandati

4 minuti fa, Jupiter00 ha scritto:

Con la differenza che loro vogliono e possono fare un lavoro di analisi e documentazione, mentre shito vuole fare un lavoro simile ma dovrebbe invece svolgere un'opera di comunicazione. 

Hai centrato un altro punto fondamentale che, esternamente all'opera in sé, merita di essere problematizzato. L'adattatore sembra avere più interesse a svolgere un lavoro "filologicamente" critico sul testo – ammettendo che ne abbia le competenze, chiaramente. Ebbene, le finalità di un adattamento sono radicalmente estranee a questo tipo di lavoro, è vitale tenerlo a mente questo.

Ora, nelle pagine precedenti, in maniera affatto elegante, sono stato provocato (per usare un eufemismo) in merito al discorso formazione e studi. Cannarsi ha ragione: non sempre un buon curriculum e la formalità di certi percorsi accademici rispecchiano l'effettiva preparazione di un individuo. Eppure il contesto sociale in cui viviamo prevede che per svolgere alcune professioni sia necessario seguire un iter di studio – che ci piaccia o meno, che sia giusto o meno – cui molti si dedicano con passione e impegno, versando sudore pur di ottenere quel famoso «Pedigree» (come è stato simpaticamente chiamato) che, in un ambiente di lavoro meritocratico, dovrebbe premiare chi lo sfrutta non tanto come biglietto da visita, ma piuttosto come attestazione di un impegno che vuol metter alla prova, di cui desidera dar dimostrazione con serietà. Ci sono delle regole. E per mettere in discussione le regole non basta collocarsi al di fuori di esse e fare orecchie da mercante. Questa non è maturità intellettuale, è mancanza di rispetto nei confronti dell'umiltà di chi con molta più serietà si dedica a certi campi professionali/di studio.

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14 minuti fa, Fat Balding Weab ha scritto:

Io mi ricordo ai tempi ci si lamentava quando negli anime ad esempio Orange Road i nomi dei personaggi venivano completamente cambiati in nomi italiani, gli onigiri venivano adattati in ciambella, a volte che nei manga non si localizzasse con l'ordine di lettura originale, ecc. Adesso siamo arrivati all'esatto opposto addirittura: ci si lamenta che non vi si eseguano abbastanza modifiche arbitrarie: perché dire polpacci (anche se è quello che effettivamente dice) quando puoi dire culetto, perché dire ramen se puoi dire tagliatelle, perché chiamarlo Shinji se puoi chiamarlo Federico. 

Come son cambiati i tempi.

Non hai capito, provo a spiegarmi meglio. Adattare onigiri a ciambella è uno scempio, il massimo che può succedere è che qualcuno non sappia cos'è un onigiri, vada a controllare "ah, na pall é ris, vabbuò". L'autore VUOLE esprimere quel concetto. 

Nel caso dei "polpacci" invece, come attestato qui sopra, la barriera culturale lo fa sembrare uno strano fetish (comunque anche culetto si discosta troppo, avrei usato semplicemente cosce). Come anche "apostoli" richiama un concetto ben diverso da "angeli", ora letteralmente la parola sarebbe apostoli, ma forse l'autore al suo pubblico voleva comunicare qualcosa che in occidente sarebbe visto come qualcosa di più divino e vicino a un angelo. (non so come avrei fatto io, non sono un linguista, spiego solo il ragionamento) 

 

Capisci che non sto parlando di chiamare Tokyo Milano, al limite dire regione invece che provincia. 

Modificato da Jupiter00
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44 minuti fa, Taro ha scritto:

E magari tramite una serie animata si apprende qualcosa di nuovo. stavolta una cosa inutile sui polpacci, magari un'altra volta qualcosa di più rilevante. Non dovrebbe essere questa la motivazione per la quale si vuole usufruire di opere straniere? Il conoscere cose nuove, di altre culture? Ma lo devo dire proprio io? :hitler:

Io direi che è una delle possibili motivazioni (e ovviamente non è l'unico mezzo con cui si scopre una nuova cultura né necessariamente deve essere il principale).

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3 minuti fa, Il Toma ha scritto:

Vabbè dai ci sta che si provi a fare/tenere anche queste posizioni, comunque qua di Shito sia apprezza la metodologia poi nessuno come già detto lo ritiene infallibile, e lui risponde sempr comunque personalmente sia delle proprie scelte che dei propri errori.

Anche la perculata ci sta, non è che vogliamo la pace nel mondo, solo un confronto normale e non tra bambini come succede spesso sui social.

Saluti Toma

Risponde delle proprie scelte e dei propri errori? Secondo me per tutto questo tempo abbiamo letto un thread completamente differente. Fino ad adesso non ha MAI ammesso un suo errore, lo devo ancora sentir dire "oh sai che hai ragione, in questo punto ho sbagliato, meglio come dici tu". Nonostante un sacco di persone gli stiano facendo notare, con svariati esempi, che il suo metodo è fallace e non funziona, non va bene. Ma lui puntualmente ignora completamente questi messaggi, degnandosi di rispondere solo a chi elogia il suo lavoro o fa domande a cui sa dare una risposta secca e che secondo lui è incontrovertibile.

L'ho detto e lo ripeto, è una persona intellettualmente disonesta, non è qui per mettersi in discussione, non prende nemmeno in considerazione l'idea che lui possa essere nel torto

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45 minuti fa, RyOGo ha scritto:

ODDIO ma è FANTASTICO!

tanti omaggi a quel ganzo di papà :lolla:

bene fine pausa caffè.

torniamo seri. tocca fare un discorso di moderazione, finora vellutata.

c'è stato un po' di parapiglia in mezzo ai post. l'ennesimo. sono più volte intervenuto per chiedere di calmarsi e tornare sui giusti binari. o si capisce quanto richiesto o si prenderà in considerazione lo spostamento, se non la cancellazione per direttissima, di messaggi polemici e discordanti con gli argomenti di questo topic, naturalmente corredando il tutto da warn o ban nel peggiore dei casi.

non sarebbe bello e soprattutto, se qualcuno non se ne è accorto, continuando a inserire quel tipo di messaggi shito non potrà rispondere alle domande rimaste in sospeso. sempre che voglia farlo, certo.

 

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14 minutes ago, za1k0 said:

Risponde delle proprie scelte e dei propri errori? Secondo me per tutto questo tempo abbiamo letto un thread completamente differente. Fino ad adesso non ha MAI ammesso un suo errore, lo devo ancora sentir dire "oh sai che hai ragione, in questo punto ho sbagliato, meglio come dici tu". Nonostante un sacco di persone gli stiano facendo notare, con svariati esempi, che il suo metodo è fallace e non funziona, non va bene. Ma lui puntualmente ignora completamente questi messaggi, degnandosi di rispondere solo a chi elogia il suo lavoro o fa domande a cui sa dare una risposta secca e che secondo lui è incontrovertibile.

L'ho detto e lo ripeto, è una persona intellettualmente disonesta, non è qui per mettersi in discussione, non prende nemmeno in considerazione l'idea che lui possa essere nel torto

No, Shito risponde a tutto, di solito. Sul forum Ghibli ha risposto ad ogni domanda fatta, anche quelle scortesi(tutto verificabile). Solitamente quando si assenta senza rispondere per un po' di tempo(lo fa anche con noi del forum), torna e recupera tutto. Il fatto che non sia presente qui ogni secondo significa che ha impegni più urgenti(presumo).

 

 

Qui nessuno lo giustifica o lo difende(sembra sia sempre necessario ribadirlo, nemmeno non si capisse), vogliamo solamente evitare un processo a direzione unica dettato dalla bile e dalla girella, sia ben inteso. 

Continuate a guardare Evangelion in Cannarsese e poi venite ad esternare i dubbi. Non basatevi sui meme(alcuni alquanto deplorevoli)

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1 hour ago, Endrius said:

Parliamo di una donna appassionata di auto che sta guidando un auto d'epoca, a me pare abbastanza naturale che una appassionata usi quel termine riferendosi ad un auto d'epoca. L'Alpine fu prodotta dal 71 all'84.

Più che altro, e qui rispondo anche a Thedanish, ho scelto di usare il termine "restaurare" proprio per alludere *nello specifico* al fatto che, trattandosi di un'auto d'epoca, si è reso necessario un "restauro", ovvero una cosa più *univoca* di cose generiche quali "far sistemare" o simili. *far sistemare* o simili si applicano, infatti, ANCHE per riparazioni. Il mio intento era APPUNTO quello di *escludere* questa parte di gamma semantica.

Ovvero, come già detto, il termine dell'originale è pacificamente intesto (in una STESSA frase in cui poi, ripeto, figura NON A CASO anche il termine "riparazioni") perché:

– l'auto è un'auto d'epoca, e il fatto vuole rendersi quanto meno sensibile, dato che è una caratteristica del personaggio, e

– d'altro canto poi vediamo che è ha subito un restauro integrativo, essendo stata "modernizzata" a veicolo elettrico, indi è stata proprio inserito quel dato nel dialogo, per evitare un controsenso successivo

In ragione di ciò, ho ritenuto che il concetto specifico di "restauro del veicolo" dovesse essere non solo presente, ma anzi quanto più spiccato.

Guarda caso, come in originale.

Le coincidenze.

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1 hour ago, mp3dom said:

Sui "polpacci" magari si poteva pensare a "belle gambe" (non è un "culetto" inventato, siamo sempre in "zona polpacci" visto che anche qui le belle gambe possono avere un certo fascino) (my 2 -erroneous- cents)

Comunque se mi dicevano che Ritsuko era la De Bortoli non ci avrei creduto: mi è sembrata completamente (vocalmente) diversa dalla voce che ricordavo.

 

Scusa, sono presente a sprazzi: hai ricevuto la domanda alla tua precedente osservazioni (furia / fuori controllo), che invero aveva anche già avuto la stessa spiegazione?

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12 minutes ago, Chocozell said:

No, Shito risponde a tutto, di solito.

Suvvia, un po' di concretezza. Sta deliberatamente evitando di rispondere, non tanto a me , ma a chiunque gli muova delle critiche concrete e motivate e che farebbero cadere tutto questo castello di carte in mezzo a un tornado. Ha za1k0 ha colto esattamente tutto questo, non cercare di negarlo, perché è alquanto evidente. 🙂

Ma forse sta aspettando che MarckA Caltagirone (la traduttrice) trovi degli esempi per dimostrare quello che lei e solo lei sostiene. ^^

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1 ora fa, Thedanish ha scritto:

Non volermene, ma continuiamo a scavalcare con salti leggiadri la critica centrale che io e altri interventi stanno muovendo al lavoro. Il punto è: è verosimile che nella lingua d'arrivo, in quello specifico contesto, in quel preciso momento lei dica, tra sé e sé: «L'avevo appena restaurata»? In italiano, secondo quello che potrebbe essere il suo registro e il suo repertorio, lei avrebbe scelto davvero quel termine nel suo pensiero? Se c'è una seria riflessione su questo (che è un discorso di metodo) e ci sono seriamente delle motivazioni sociolinguistiche alla base, mi va benissimo. Altrimenti resto basito. E chiaramente questa è la punta dell'iceberg di un adattamento che già ai tempi presentava non poche scelte discutibili.

Quoto appieno

1 ora fa, Thedanish ha scritto:

Hai centrato un altro punto fondamentale che, esternamente all'opera in sé, merita di essere problematizzato. L'adattatore sembra avere più interesse a svolgere un lavoro "filologicamente" critico sul testo – ammettendo che ne abbia le competenze, chiaramente. Ebbene, le finalità di un adattamento sono radicalmente estranee a questo tipo di lavoro, è vitale tenerlo a mente questo.

Ora, nelle pagine precedenti, in maniera affatto elegante, sono stato provocato (per usare un eufemismo) in merito al discorso formazione e studi. Cannarsi ha ragione: non sempre un buon curriculum e la formalità di certi percorsi accademici rispecchiano l'effettiva preparazione di un individuo. Eppure il contesto sociale in cui viviamo prevede che per svolgere alcune professioni sia necessario seguire un iter di studio – che ci piaccia o meno, che sia giusto o meno – cui molti si dedicano con passione e impegno, versando sudore pur di ottenere quel famoso «Pedigree» (come è stato simpaticamente chiamato) che, in un ambiente di lavoro meritocratico, dovrebbe premiare chi lo sfrutta non tanto come biglietto da visita, ma piuttosto come attestazione di un impegno che vuol metter alla prova, di cui desidera dar dimostrazione con serietà. Ci sono delle regole. E per mettere in discussione le regole non basta collocarsi al di fuori di esse e fare orecchie da mercante. Questa non è maturità intellettuale, è mancanza di rispetto nei confronti dell'umiltà di chi con molta più serietà si dedica a certi campi professionali/di studio.

Parliamo di questo! Che è il nucleo del problema

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19 minuti fa, Chocozell ha scritto:

No, Shito risponde a tutto, di solito. 

Aspettiamo ancora le risposte al Vì, danish (in quella discussione "stroncata" ha risposto solo agli esempi, non alla critica in sé) e a obiezioni sparse qua e là, soprattutto sul suo metodo. 

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@Shito non curarti di rispondere anche a me, davvero 🙂 Anche perché hai saggiamente – perché di saggezza si tratta, dato che volutamente scansi le questioni più ampie che scaturiscono dai singoli casi – insistito, di nuovo, sul tema dell'originalità letterale, adducendo motivazioni erronee. Sto proseguendo la conversazione con gli altri utenti perché mi interessa arrivare a una visione critica dell'adattamento da te operato, tutto qua. I tuoi interventi rispetto ai temi da me sollevati non stanno aggiungendo nulla di rilevante, purtroppo.

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Scusate, forse domanda idiota ma non ho trovato risposte in giro... che differenza c'è tra il doppiaggio e i sottotitoli in italiano?

Ho finito di vederlo ieri su Netflix in giapponese con sottotitoli in italiano, e a parte 'apostoli' mi sembra che la traduzione in generale sia accettabile..

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3 minuti fa, psoni ha scritto:

Scusate, forse domanda idiota ma non ho trovato risposte in giro... che differenza c'è tra il doppiaggio e i sottotitoli in italiano?

Ho finito di vederlo ieri su Netflix in giapponese con sottotitoli in italiano, e a parte 'apostoli' mi sembra che la traduzione in generale sia accettabile..

Guarda il primo episodio, ma che dico, i primi 10 minuti, ma che dico, le prime tre battute, e ti accorgerai che differenza c'è fra doppiaggio e sottotitoli. Poi torna qua e dicci che ne pensi.

A quanto pare la differenza è dovuta al fatto che i sottotitoli sono uguali in tutte le lingue, tradotti a partire da un unico testo

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1 ora fa, mp3dom ha scritto:

Sui "polpacci" magari si poteva pensare a "belle gambe" (non è un "culetto" inventato, siamo sempre in "zona polpacci" visto che anche qui le belle gambe possono avere un certo fascino) (my 2 -erroneous- cents)

Comunque se mi dicevano che Ritsuko era la De Bortoli non ci avrei creduto: mi è sembrata completamente (vocalmente) diversa dalla voce che ricordavo.

 

Ma davvero nessuno ha mai visto Ricky e Barabba???

Come stiamo messi male...

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9 minutes ago, psoni said:

Scusate, forse domanda idiota ma non ho trovato risposte in giro... che differenza c'è tra il doppiaggio e i sottotitoli in italiano?

Ho finito di vederlo ieri su Netflix in giapponese con sottotitoli in italiano, e a parte 'apostoli' mi sembra che la traduzione in generale sia accettabile..

Ti copio un mio commento scritto per farlo capire a una persona extra forum (forse):

"Sottotitoli Netflix:
L'evacuazione risulta completata.

Doppiato Netflix:
Ci è giunto comunicato che hanno già completato di prendere rifugio.

Traduzione (di terzi che traducono di mestiere):
è già arrivata la comunicazione del completamento dell'evacuazione.

Passi la parte iniziale "ci è giunto comunicato", visto il verbo "hairu" di movimento (per quanto sarebbe meglio un "ci è già arrivata comunicazione", dato che "giungere" è già un livello sopra arrivare, mentre haitteru è proprio terra terra), ma la finale assolutamente no. Quel "già" può essere attribuito sia al completamento che alla comunicazione, ma dipende dal contesto. Resta però il fatto che "退避完了" è "completamento dell'evacuazione", non certo "che hanno già completato di prendere rifugio". Poi, se giochiamo al purismo, è una stringa di quattro kanji, senza particelle, suffissi, ecc... quindi se vuoi fare il fedelissimo l'adatti nel modo più conciso possibile in italiano, altrimenti si tradiscono gli intenti puristi.

Oltretutto "prendere rifugio" in italiano si usa per chi diventa buddista e inizia a seguire i loro dettami, quindi sarebbe doppiamente un errore usare una forma del genere.

Inoltre, c'è proprio una sostanziale differenza di significato tra "evacuare" (lasciare una zona di pericolo) e "rifugiarsi" (trovare il primo posto in cui mettersi al riparo). Differenza scritta chiaramente nel monolingue cercando il verbo usato in quella frase (taihi).

Banalmente, se scatta un allarme e ti rifugi in casa, non è detto che tu sia fuori da una zona di pericolo. Se invece si parla di evacuare una zona in quanto pericolosa, non sarai più a rischio."

 



E nel resto dei dialoghi doppiati la situazione è anche peggiore. 🙂
 

Modificato da il Vì
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7 minutes ago, za1k0 said:

Guarda il primo episodio, ma che dico, i primi 10 minuti, ma che dico, le prime tre battute, e ti accorgerai che differenza c'è fra doppiaggio e sottotitoli. Poi torna qua e dicci che ne pensi.

A quanto pare la differenza è dovuta al fatto che i sottotitoli sono uguali in tutte le lingue, tradotti a partire da un unico testo

Ho guardato un paio di episodi in italiano ma mi suonava veramente strano cosi' ho messo giapponese e sottotitoli in italiano e devo dire che me lo sono goduto alla grande fino alla fine...

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Ciao a tutti, sto lurkando questo thread da un po'. Prima di intervenire volevo ascoltare in prima persona il nuovo adattamento, non solo frasi estrapolate a caso e fuori contesto. Sono arrivato al decimo episodio e posso assicurarvi che ho approcciato la visione senza alcun pregiudizio nei confronti di doppiatori o adattatori.

Personalmente ho trovato alcune delle scelte di traduzione davvero azzeccate, quando non geniali:

  • "Un bagno fa il bucato alla vita" - geniale e ben contestualizzato!
  • "Pochitto" - ottima resa del lessico del personaggio originale. Un arricchimento molto gradito.
  • "Stato di furia" - Anche questa, mi sembra una bella trovata! Rende bene il significato di berserk restando fedele alla lingua italiana.

Paradossalmente, a me sono piaciute quasi tutte le scelte più criticate dagli altri. Mentre mi sono piaciute poco tutt'altre espressioni. Stato di furia non è fedele alla parola originale giapponese? Poco male, se resta il senso e rende bene in italiano. Non bisogna essere fedeli , se le "deviazioni" mantengono il significato.

Veniamo ai punti dolenti. Ci sono molte, forse troppe, frasi inutilmente verbose e ridondanti. Certo, i giapponesi parlano usando tante ripetizioni, a volte riferendosi a loro stessi in terza persona. Sono cose che, però, un italiano non farebbe mai.

"Recapiteresti da lei", "me ne insegni la password", "in qualche modo ci si proverà".

Queste e tante altre espressioni, mi sembrano tentativi di mantenere la forma-frase giapponese in italiano. Come uno straniero che prova a parlare la nostra lingua ma usa delle parole di troppo o mette le parole nell'ordine meno appropriato, proprio perché non capisce al 100% la nostra lingua. E questo finisce per generare un senso di innaturalezza che lo spettatore non dovrebbe assolutamente provare, tranne nel caso in cui questo senso di innaturalezza sia percepito anche nell'originale. Sostituire "In qualche modo ci si proverà" con "in qualche modo ci proveremo", cambia il senso della frase e impoverisce l'originale? Non credo. Però suona decisamente più naturale.

Altre volte i personaggi esordiscono con frasi del tipo "E infatti..." che fanno esclamare all'ascoltatore "infatti cosa?" visto che non c'è alcun riferimento precedente. Questo magari per un giapponese è assolutamente normale, ma non per un italiano.

"Divertente vero? Fare pasti così con un'altra persona" dice Misato a Shinji. Nessun italiano direbbe "fare pasti", ma "mangiare". Nell'originale giapponese è presente qualcosa che nessun giapponese medio utilizzerebbe mai in quel contesto? Solo in quel caso sarebbe giusto creare la stessa anomalia.

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34 minuti fa, Shito ha scritto:

Scusa, sono presente a sprazzi: hai ricevuto la domanda alla tua precedente osservazioni (furia / fuori controllo), che invero aveva anche già avuto la stessa spiegazione?

Ciao Shito, perdonami se insisto, ma mi piacerebbe davvero per interesse puramente linguistico sottoporre questo scenario e chiedere il tuo parere. Invece del tedesco questa volta farò l'esempio del latino, perché propria di un popolo distante 2000 anni; anche se ne discendiamo, il latino descriveva una realtà e delle idee differenti da quelle che incontriamo al giorno d'oggi, e quindi bisogna ancor di più entrare nella mentalità dei romani quando parlavano o pensavano.
Chiunque abbia fatto il liceo sa che in latino sono presenti costrutti che in italiano non si usano affatto. Un esempio:

Mihi nomen est Caesar.

Letteralmente è "a me è il nome Cesare", ovvero "mi chiamo Cesare". I romani però non dicevano "mi chiamo", dicevano "a me è il nome", una caratteristica culturale che non era isolata, usavano dativo + verbo anche per esprimere il possesso di qualcosa:

Mihi est aliqua cura.
Ibi mihi est domus.
Is mihi est pater.

"A me è qualche preoccupazione", "qui a me è casa", "lui a me è padre", che si rendono con: "ho delle preoccupazioni", "questa è casa mia", "lui è mio padre".
I latini potevano anche dire "is meus pater est", ma dicono "mihi est pater", è una peculiarità del latino. Mi chiedo: dovremmo preservarle nella traduzione?

Austriae est imperare orbi universo.

"All'Austria è di comandare tutto il mondo", ovvero "spetta all'Austria governare il mondo intero".

Tutto ciò mi fa pensare anche alle varie perifrastiche:

Carthago esse delendam.

"Cartagine è da distruggersi", ovvero "Cartagine deve essere distrutta".
Entrambe le frasi sono in italiano corretto, ma la prima è di un romano che parla da romano in italiano, la seconda è di un romano che parla da italiano in italiano. Quale sarebbe la traduzione più corretta delle conclusioni di ogni discorso di Catone?

E di Tacito o Cicerone? Che usavano costrutti molto differenti da quelli che usava Cesare. E questa differenza era nota agli stessi romani: Cesare parlava volutamente in maniera liscia e scorrevole per farsi recepire dal pubblico più vasto possibile, mentre Cicerone e soprattutto Tacito abbondavano di subordinate, relative, infinitive.
Per conservare questa differenza, la traduzione più corretta di un Tacito dovrebbe mantenere lo stesso ordine di parole e frasi che lui usava, distinguibile in maniera evidente da quello di un Cesare? "Chi mai, la Spagna e la Francia avendo, in Germania sotto un cielo terso, vivere vorrebbe?" (bene o male Tacito si esprimeva veramente così)

Ordunque, a proposito, dobbiamo chiamarli Cesare, Catone, Tacito, Cicerone? Loro si chiamavano Caesar, Cato, Tacitus, Cicero. Noi abbiamo italianizzato Thomas More in Tommaso Moro, ma per molti altri nomi non lo abbiamo fatto (John Milton non lo chiamiamo Gianni Miltone), e comunque correttezza vuole che lo si chiami sempre Thomas More, perché si chiamava Thomas More. I romani sono nostri antenati a differenza degli inglesi, ma ciò dovrebbe fare differenza nel rispettare il nome originale? Milton sì ma Caesar no?

Silla si scriveva Sulla e la u veniva pronunciata come la u francese o la u con umlaut tedesca (un suono a metà tra la u e la i). In un eventuale sceneggiato sulle guerre civili, così come Asuka non è più pronunciata nemmeno àsuca ma proprio asca, allo stesso modo non dovremmo più pronunciarlo sìlla bensì sülla?

Spero che tu o altri possiate chiarire i miei dubbi, grazie.

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13 minuti fa, Lord Gara ha scritto:

Ma davvero nessuno ha mai visto Ricky e Barabba???

Come stiamo messi male...

No, mi spiace... mai visto.
Ad ogni modo "caviglia fina"  e polpacci, al netto della mia ignoranza, non mi sembrano la stessa cosa.
Comunque non "pretendo" proprio nulla (e come potrei), anche perché, al netto di casi specifici già sollevati da alcuni, si parte da due punti di vista (e partenza) diametralmente opposti... come due rette parallele che, inevitabilmente, non si incontreranno mai (e credo che non accadrà nemmeno tra mille pagine).

Modificato da mp3dom
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4 ore fa, Matteo Mascellani ha scritto:

Quindi lei dice Risutoa... che equivale a restore... e restore lo traduci con restaurare? Ma siete seri? Perchè non “ristorare” a questo punto? C’è anche “restaurazione” per restore... perchè non usere quello? Si trova anche “ripristinare” 🤦🏻‍♂️

In questo caso c’è addirittura un doppio salto jap/katakana - inglese - italiano

La prova di un lavoro fatto con i piedi che non riuscite nemmeno a difendere...

perché non è INGLESE.

è GIAPPONESE che usa una parola GIAPPONESE di origine inglese.

Quella parola GIAPPONESE ha significato 1:1 con la parola "restaurare" in Italiano, in special modo nel contesto delle auto.

Se avesse voluto l'autore indicare una banale riparazione usando un termine di origine inglese, avrebbe usato RIPEA(Repair).

Invece ha usato una parola che in contesto ha esclusivo significato "restaurare".

Tantopiù che subuito dopo parla di dover RIPARARE l'auto usando un vocabolo differente.

2 ore fa, Shito ha scritto:

No.

Manca SIA la forza lavoro SIA...

Eros Colpisce Ancora.

Sospetto che il 90% dei problemi di comprensione del doppiaggio nuovo non siano dati dai testi, ma dalla recitazione e dalle alterazioni delle battute in sala....

1 ora fa, Inazuma-sensei ha scritto:

Universitario non saprei, ma mia madre insegna italiano alle superiori e se fosse stato un elaborato di un suo studente avrebbe sicuramente messo un sacco di segni rossi per tutte le ripetizioni e le costruzioni delle frasi.

Invito tua madre a intervenire di persona, allora, in modo da avere anche la sua opinione motivata.

21 minuti fa, psoni ha scritto:

Scusate, forse domanda idiota ma non ho trovato risposte in giro... che differenza c'è tra il doppiaggio e i sottotitoli in italiano?

Tante. I sub sono derivati da un copione Inglese. Traduzione di traduzione.

il doppiaggio è stato tradotto e adattato direttamente dal doppiaggio Giapponese, e poi interpretato dal direttore del doppiaggio senza interfacciarsi con l'adattatore e il traduttore.

Fai te.

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2 ore fa, maximilian8777 ha scritto:

Purtroppo @Shito ti confermo che la De Bortoli fa intendere, vista la velocità con cui dice la frase, MANCASI

Come anche l'adattare EVA-01 con Unità Prima

quando ci sono dei dialoghi e parlano veloce, sembra che intendano l'UNITA' PRIMA, ma prima inteso proprio come PRIMA di qualcosa, e non come numero ORDINALE

non so se ho reso l'idea...

Come quando Misato dice N-TWO, e poi dice GIU'

Non si capisce se Domitilla stia dicendo GIU' di nuovo...oppure addirittura stia starnutendo "Etchiu!" 🙂

Dico io, non era meglio non complicare la vita ai doppiatori e lasciare EVA-01 (Visto che su tutti i cartelli, le pareti, gli schermi c'è EVA-01) e tradurre la mina come N-Quadro?

Grazie Dio, qualcuno che capisce chiaramente anche le problematiche inerenti un doppiaggio che deve adattarsi a dei testi assurdi. E in tutto questo Cannarsi risponde solo a quello che gli va

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